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CREDITO – CNA: “Soddisfatti per i contributi alla crescita dei Confidi”

Arriva finalmente a compimento la disposizione da noi proposta: 
verranno concessi 225 milioni di euro per potenziare i Fondi di garanzia per favorire l’accesso al credito delle micro e delle piccole imprese.

“Il ministero per lo Sviluppo economico ha iniziato a emanare i primi decreti di concessione dei contributi per la crescita dimensionale e per il rafforzamento dei Confidi. Arriva così, finalmente, a compimento la disposizione contenuta nella Legge di Stabilità 2014, proposta e sostenuta dalla CNA”. Lo si legge in un comunicato della Confederazione.

“Grazie anche al lavoro costante e tenace di Fedart, la Federazione di riferimento dei Confidi dell’artigianato e della piccola impresa, trova attuazione piena – prosegue la nota – un provvedimento che, mediante la concessione di  225 milioni di euro per potenziare i Fondi di garanzia, mira a sostenere questi strumenti, fondamentali per favorire l’accesso al credito delle micro e delle piccole imprese. Strumenti che hanno svolto un ruolo importantissimo negli anni di crisi e che necessitano di essere sostenuti per continuare a svolgere la loro attività a fianco delle imprese di minori dimensioni”.

“La CNA auspica ora – conclude il comunicato – che lo stesso ministero acceleri nell’attuazione della riforma del Fondo di garanzia per le Pmi, mirata ad ampliare la platea di imprese ammissibili al Fondo stesso e a razionalizzare la filiera della garanzia, valorizzando la complementarietà tra soggetti pubblici e soggetti privati e superando il disallineamento tra garanzia diretta e controgaranzia, così da ottimizzare le risorse e favorire un migliore effetto leva, che possa facilitare l’accesso al credito delle micro e piccole imprese”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

AMBIENTE – “Ancora caos sul Sistri. Ennesima occasione mancata”

SISTRI, la protesta di CNA: “Ennesima occasione mancata”

“Dopo otto anni dall’istituzione, caratterizzati da confusione normativa, complicazioni e oneri ingiustificati, il Sistri non funziona e continua a gravare sulle imprese. E purtroppo la Legge di Bilancio, accanto all’attesa proroga dell’entrata in vigore del sistema di tracciabilità dei rifiuti, aggiunge nuove criticità a questa brutta vicenda. Di fatto le nuove disposizioni danno il via a un’azione di recupero dei contributi pregressi pur in assenza dell’operatività del Sistri la cui procedura di affidamento è sospesa, alla luce dei ricorsi sulla gara della Consip. Siamo di fronte all’ennesima misura preoccupante per le imprese, su cui sollecitiamo una seria riflessione da parte del ministero dell’Ambiente chiamato a emanare il decreto attuativo. Si vanifica in questo modo l’apprezzabile intento del Parlamento di dare risposta alle migliaia di imprese che da oltre otto anni attendono una parola definitiva sul Sistri”. Questo il commento di CNA Nazionale. 

Come funziona il SISTRI?

Per quanto riguarda il sistema di tracciabilità dei rifiuti – Sistri, con la legge di bilancio 2018 sono state confermate le disposizioni già previste per il 2017.

Pertanto:

– resta confermato che fino al subentro del nuovo concessionario, e comunque non oltre il 31/12/2018, NON si applicano le sanzioni per la violazione delle regole di funzionamento del sistema, ad eccezione di quelle relative all’omessa iscrizione e all’omesso pagamento del contributo, applicabili già dal 1/4/2015;

– per l’omessa iscrizione e l’omesso pagamento del contributo le sanzioni sono ridotte del 50%, ma solo fino al 31/12/2018 e comunque la data di subentro del nuovo concessionario. Quindi i nuovi importi delle sanzioni applicabili vanno da 7.750 a 46.500 Euro per i rifiuti pericolosi;

– è prorogata fino al 31/12/2018 l’efficacia del contratto con l’attuale concessionario.

In merito ai contributi Sistri non pagati viene inoltre previsto che:

– si applicano i termini di prescrizione previsti dal Codice Civile, pari a 10 anni;

– con apposito decreto saranno definite le modalità per la riscossione dei contributi non pagati e per i rimborsi o conguagli richiesti dagli utenti Sistri. Queste disposizioni sono in vigore dal 1° gennaio 2018.

Per maggiori informazioni: 

Linda Desideri
Ufficio Ambiente & Sicurezza
Tel. 050876366

Informativa categorie Trasporto Persone NCC E TAXI Pisa

Le categorie del trasporto persone si presentano con una piattaforma unitaria al tavolo convocato dal Governo per il 20 novembre p.v.

Il testo allegato che rappresenta il documento condiviso a livello Nazionale dalle categorie TAXI e NCC che anche i rispettivi mestieri CNA NCC e Taxi hanno condiviso e contribuito fortemente a elaborare insieme alle altre sigle. Non a caso il testo è stato firmato nella sede nazionale di CNA.

Vuoi leggerlo? DOCUMENTO UNITARIO NCC TAXI

Presentarsi con una piattaforma unitaria  rappresenta sicuramente una forza aggiuntiva per la difesa del TRASPORTO PERSONE, come è stato modo di far presente nell’incontro che abbiamo svolto lo scorso 8 novembre a Pisa ed è un presupposto per avere maggiore forza per impedire nuove fughe in avanti dettate da interessi economici di soggetti che sono ben lontani dai territori e dalle attuali imprese. Il documento cerca di coniugare le esigenze di un ammodernamento delle norme sulle tecnologie utilizzabili e su altri aspetti, con una difesa del tessuto produttivo oggi presente e con la forte novità dei possibili affidamenti di servizi di TPL alle categorie NCC e Taxi ove non sia possibile l’erogazione dei servizi “ordinari”.

Queste le principali novità unite ad altri aspetti non marginali che si propongono di modificare la Legge 21/92 cercando di renderla più attuale.

Resta tutto da comprendere l’impatto che questa forte novità potrà avere nei confronti dell’atteggiamento del Governo e sulle modifiche legislative in corso di definizione.

Vi aggiungiamo anche il comunicato stampa relativo: 17-11-2017 firma accordo taxi-ncc

Naturalmente vi terremo informati degli sviluppi, saluti

Il presidente                         il presidente                      il coordinatore

NCC Bus                                  Taxi                                    Fita Pisa

RICCARDO BOLELLI   CLAUDIO SBRANA  Maurizio Bandecchi 

Distributori automatici senza porta di comunicazione – Censimento dal 1° settembre 2017 e obblighi dal 1° gennaio 2018

Cosa si intende per distributori automatici?

I distributori automatici che dal 1° gennaio 2018 dovranno memorizzare elettronicamente i dati dei corrispettivi giornalieri e trasmetterli telematicamente all’Agenzia delle Entrate sono apparecchi automatizzati che erogano prodotti e servizi previo pagamento di un corrispettivo, costituiti almeno dalle seguenti componenti hardware tra loro collegate:

  • Un “sistema di pagamento”, inteso come un sistema elettronico funzionale a riconoscere la validità di un credito da utilizzare per il pagamento del bene o del servizio da erogare;
  • Un “sistema master” costituito da una o più schede elettroniche dotate di processore con memoria, capace di memorizzare e processare dati per erogare il bene/sevizio selezionato dall’utente;
  • Un “erogatore” di beni/servizi, composto da un insieme di meccanismi che consentono l’erogazione dei prodotti/servizi.

Possono rientrare tra i distributori automatici prima definiti anche quelli che erogano indirettamente prodotti o servizi agli utenti finali (ad esempio: distributore che, previo pagamento, eroga gettoni o schede elettroniche da inserire in altre macchine per usufruire di un prodotto servizio).

La differenza tra i distributori automatici appena descritti e i distributori che dal 1° aprile 2017 sono già stati coinvolti nell’invio dei corrispettivi automatici all’Agenzia delle Entrate sta nel fatto che i primi non dispongono della “porta di comunicazione” attiva (o attivabile), che consenta il trasferimento digitale dei dati ad un dispositivo atto a trasmettere i dati stessi al sistema dell’Agenzia delle Entrate.

Sono in ogni caso esclusi dagli obblighi di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi:

  • I distributori meccanici privi di allacciamento elettrico e di scheda elettronica;
  • Gli apparecchi che non erogano beni o servizi ma rilasciano attestazione di servizi resi in altro modo/tempo (es: pedaggi autostradali);
  • Le biglietterie automatiche per il trasporto o simili (trasporti aerei, di treni, di pullman, bus, metro, skipass);
  • Le biglietterie per la sosta regolamentata (esempio: strisce blu);
  • I distributori automatici tramite cui vengono effettuate operazioni ricadenti del regime Iva monofase dell’art.74 DPR 633/72 (cessioni di tabacchi e beni commercializzati esclusivamente dai Monopoli di Stato, ricariche telefoniche, lotterie istantanee).

Torri di ricarica

La “torre di ricarica” è un apparecchio tramite cui, previo pagamento di una determinata somma, è possibile generare un credito utilizzabile mediante una chiavetta o un altro apparecchio mobile per l’erogazione di beni/servizi da distributori automatici.

Pur non effettuando direttamente la cessione di beni o la prestazione di servizi le torri di ricarica devono essere sottoposte alla stessa disciplina prevista per le vending machine (censimento, memorizzazione elettronica, trasmissione telematica…).

Accreditamento e certificazione dei gestori e dei produttori dei software

I gestori delle vending machine e i produttori dei software dei Dispostivi mobili devono accreditarsi mediante un’apposita procedura on line disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Censimento

I soggetti passivi Iva che utilizzano i distributori automatici prima descritti devono comunicare all’Agenzia delle Entrate:

– la matricola identificativa dei “Sistemi master”;

– l’informazione che il distributore non è dotato di una porta di comunicazione;

-altre informazioni dettagliate indicate nelle Specifiche tecniche (Dati del gestore; Latitudine, Longitudine, tipo di distribuzione…).

Tramite queste informazioni viene effettuato il censimento dei distributori automatici a livello territoriale.

La comunicazione dei dati deve essere fatta entro la data di messa in funzione del distributore automatico.

In fase di prima applicazione il censimento deve essere fatto a partire dal 1°settembre 2017.

Il processo di censimento si conclude con la produzione di un QRCODE che deve essere apposto in modo visibile e protetto sul distributore automatico.

Il QRCODE contiene l’indirizzamento ad una pagina web gestita dall’Agenzia delle Entrate sulla quale potranno essere verificati i dati del distributore automatico e i dati del gestore dello stesso.

Se un utente rileva l’assenza del QRCODE sul distributore automatico o non riscontra l’indirizzamento all’apposita pagina web dell’Agenzia delle Entrate può segnalare l’irregolarità mediante un apposito numero telefonico o indirizzo mail pubblicati sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Al momento del censimento lo stato dei Sistemi master è “attivato” e diventa automaticamente “in servizio” in occasione della prima trasmissione dati.

Aggiornamento

I soggetti che utilizzano i distributori automatici devono garantire il costante e tempestivo aggiornamento degli stati dei Sistemi master e dei Dispositivi mobili a seguito di cessione, sostituzione, furto, guasto, distruzione o smaltimento degli stessi.

Memorizzazione elettronica dei dati dei corrispettivi giornalieri e trasmissione all’Agenzia delle Entrate

Entro il 31 dicembre 2022 i distributori automatici dovranno essere adattati o sostituiti in modo da essere idonei ad effettuare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi.

Fino a tale data potranno essere utilizzati i distributori esistenti, che dovranno essere messi in grado di effettuare la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi.

Memorizzazione elettronica

L’obbligo di memorizzazione elettronica dei dati dei corrispettivi può essere assolto attraverso il processo di conservazione elettronica (DM 17/6/2014).

I gestori delle vending machine devono conservare i dati dei corrispettivi giornalieri definiti nel tracciato per la trasmissione telematica. Devono inoltre conservare elettronicamente tutti gli elementi informativi collegati alle singole rilevazioni giornaliere (es: report di conciliazione tra i dati rilevati dal Sistema master e quelli contabilizzati, prospetto di chiusura della cassa, la riconciliazione tra le rilevazioni pervenute e i corrispettivi annotati…).

Devono essere conservati i rapporti di conteggio del denaro contante prelevato dalle relative periferiche di pagamento al momento della rilevazione degli incassi.

Trasmissione dati

Dato che il distributore automatico non è dotato di una porta di comunicazione l’acquisizione dei dati deve avvenire manualmente. I dati devono essere “prelevati” dal distributore automatico e memorizzati sul Dispositivo mobile. La responsabilità della rilevazione manuale degli incassi è in capo al gestore o al dipendente (o incaricato) del gestore stesso.

I dati riportati sul Dispositivo mobile sono trasformati dal Dispositivo in un file in formato XML. Il file viene sigillato con apposito certificato rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, tramite un software installato sul Dispositivo mobile.

Per consentire la trasmissione telematica dei dati e l’apposizione del sigillo sul file trasmesso il dispositivo mobile deve essere munito di un “certificato dispositivo”, inserito nel software del Dispositivo dal produttore del software stesso.

I dati sono trasmessi telematicamente utilizzando un apposito servizio web esso a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

La trasmissione dei dati deve avvenire al momento della rilevazione dei dati di vendita del distributore automatico, in prossimità dello stesso e utilizzando un Dispositivo mobile censito dal sistema dell’Agenzia delle Entrate.

La trasmissione dei corrispettivi deve ricadere nella fascia oraria 00:00-22:00. Se la rilevazione dei corrispettivi avviene in una fascia oraria diversa il Dispositivo mobile predispone il file XML, lo firma per garantirne l’integrità e l’autenticità e pianifica l’invio dei dati a partire dalle ore 00:01.

Se il gestore (o un suo incaricato) non rilevano i dati dei corrispettivi per un periodo superiore a 60 giorni (ad esempio a causa della stagionalità dell’attività dell’esercizio in cui è collocata la vending machine) tramite il Dispositivo mobile deve essere inviata l’informazione relativa al periodo di interruzione.

La trasmissione dei dati si considera effettuata nel momento in cui da parte dell’Agenzia delle Entrate è completata la ricezione del file contenente le informazioni.

Al momento della ricezione del file l’Agenzia delle Entrate rende disponibile per via telematica una ricevuta. La ricevuta può anche attestare lo scarto della ricezione del file e i motivi dello scarto.

In caso di scarto il file può essere ritrasmesso entro i 5 giorni lavorativi successivi alla comunicazione di scarto.

Soggetti che hanno optato per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi

I soggetti che hanno optato per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi (art.2, c.1 D.Lgs 127/2015) possono adempiere all’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi delle vending machine utilizzando il Registratore telematico con cui trasmettono i dati dei corrispettivi giornalieri.

La possibilità è però concessa unicamente in riferimento ai distributori automatici presenti nella unità locale dell’attività commerciale dove è ubicato il registratore telematico.

Distributori automatici gestiti da Comuni

La memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi dei distributori automatici gestiti dai Comuni avviene secondo le modalità e i termini definiti nella Convenzione di cooperazione informatica sottoscritta con l’Agenzia delle Entrate.

Indicazioni geografiche prodotti non agricoli UE CNA: garanzia per produttori e consumatori

Estensione IG a prodotti no food. CNA: garanzia per produttori consumatori

Estendere le indicazioni geografiche anche ai prodotti no food a tutela di produttori e consumatori, in termini di lotta alla contraffazione e di una sana concorrenza: è questo il tema discusso ieri nel corso una della tavola rotonda ospitata dal Parlamento Europeocon la Commissione Europea, rappresentata dalla capo unità Amaryllis Verhoeven. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di sensibilizzare nuovamente la Commissione sulla necessità di introdurre il tema nel suo programma di lavoro 2018 e per questo CNA Bruxelles ha predisposto un position paper che ha raccolto l’adesione delle associazioni: GSEVEE per la Grecia, ATA per la Spagna, CNIPMMR per la Romania, ZRP per la Polonia, DESIGN AND CRAFT COUNCIL IRELAND per l’ Irlanda, AICC- Associazione Italiana delle Città delle Ceramiche.

La Tavola Rotonda è stata organizzata dai Parlamentari europei: Isabelle Roziere e Nicola Danti, in collaborazione con CNA Artistico e Tradizionale Nazionale rappresentata dal Presidente Andrea Santolini e dal responsabile Gabriele Rotini e, con CNA Bruxelles, rappresentata da Elisa Vitella. Presente anche il Senatore Stefano Collina in rappresentanza di AICC.

Alla Tavola Rotonda sono intervenuti inoltre:   Brian McGee ( DESIGN AND CRAFT COUNCIL IRELAND),   Stefano Collina  ( AICC),  Pauline DUBOIS-GRAFFIN  e  Marianne Villeret ( APCMA – Francia),   Fanny Lossy ( OrIGin).

La CNA che ha aperto i lavori, ha ricordato come dalla pubblicazione del libro verde del 2014 fino alla risoluzione del Parlamento Europeo del 2015, la Commissione continua a prendere tempo, ribadendo la necessità di una politica europea armonizzata relativa sul “know-how tradizionale” costituito principalmente da micro e piccole imprese, nell’ambito di un’Indicazione Geografica, che rappresenterebbe il potenziamento dello sviluppo e del consolidamento dell’intera catena del valore collegata al territorio, alle produzioni di eccellenza già esistenti (ad esempio quelle alimentari DOP e/o IGP).

A livello internazionale, rafforzerebbe gli strumenti di contrasto della contraffazione e delle pratiche sleali, per una maggiore competitività sul Mercato Interno e sui mercati extra-europei. Non si tratta solo di prodotti artistici, ma di tradizioni, competenze e valori di imprese e territori che se non salvaguardate rischiano di essere perse.

La Capo unità Verhoeven ha chiesto ulteriore tempo per poter valutare i possibili vantaggi di una proposta del genere, esortando i vari speaker a chiedere una tutela nazionale a ciascuno Stato Membro.

CNA continuerà a lavorare in sinergia con le altre associazioni e con la Commissione fornendo tutto il supporto necessario, per arrivare ad una proposta legislativa sull’ estensione della tutela delle indicazioni geografiche anche ai prodotti non agroalimentari, fondamentale per le piccole imprese.

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MANOVRA – Il nostro giudizio improntato alla massima cautela in attesa del testo definitivo

“Il nostro giudizio sulla Legge di Bilancio, come presentata dal Governo, è improntato alla massima cautela. Rimaniamo, quindi, in attesa del testo definitivo”. Lo si legge in un comunicato della CNA.

“Per ora – continua la nota – siamo soddisfatti perché non risulta nessun aggravio fiscale sulle imprese e viene accantonato l’aumento dell’Iva. Ci convincono, inoltre, gli interventi su tre grandi temi, più volte richiamati dalla CNA: l’accelerazione degli investimenti privati per riconvertire il sistema produttivo, la conferma degli ecobonus per riqualificare e ammodernare il patrimonio edilizio, la riduzione del cuneo contributivo sul lavoro”.

“Al momento ci preoccupa – sottolinea il comunicato – l’assenza di alcuni capitoli fiscali che stanno molto a cuore ad artigiani e piccole imprese, come dimostra un’indagine condotta tra 3mila nostri associati. Sono l’Imu sugli immobili strumentali, che colpisce ingiustamente  strumenti di lavoro come fossero seconde case; gli oneri e le imposte sulle bollette energetiche, che continuano a penalizzare i consumatori di piccola dimensione; l’Irap, di cui non vengono individuati i contribuenti che ne vanno esentati. Ci preoccupano, altresì, anche le anticipazioni su un possibile rinvio della reale operatività dell’Iri. Sullo sfondo rimane da definire il previsto obbligo di fatturazione elettronica nelle operazioni tra i privati, un provvedimento che modificherebbe radicalmente l’attuale sistema di determinazione del reddito d’impresa. Un misura che dovrà essere accompagnata dalla simultanea cancellazione di tutto il complesso impianto di adempimenti fiscali mirato a combattere l’evasione. Un tema sul quale la CNA chiede di aprire al più presto un confronto di merito tra tutti i protagonisti per preparare in maniera adeguata l’eventuale transizione al nuovo sistema”.

“Non ci sta bene infine – conclude la nota –  la riduzione del super ammortamento dal 140 al 130 per cento. Per l’ecobonus giudichiamo negativamente la riduzione di alcune agevolazioni e la mancata introduzione della possibilità di trasformare le detrazioni in credito di imposta. Le famiglie e le imprese debbono essere messe in condizioni di cedere il credito di imposta alle banche. Un meccanismo oggi previsto esclusivamente per gli incapienti e limitatamente ai lavori di riqualificazione energetica e dei condomini.”

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

EQUO COMPENSO – CNA: “Estendere l’ambito di applicazione anche ai professionisti non ordinisti”

Superare le presunte criticità rispetto alla Direttiva Servizi

“L’equo compenso per remunerare le prestazioni è un tema molto sentito dai professionisti soprattutto nei rapporti con la pubblica amministrazione e con le grandi aziende.

Per la CNA è arrivato il momento di fissare con chiarezza i parametri per la giusta remunerazione dei servizi professionali, un passo importante per dare equilibrio al mercato e tutelare le parti più deboli. Per questo apprezziamo l’intento del Ddl Sacconi in discussione al Senato sul tema dell’equo compenso, e in particolare l’emendamento che estende l’ambito di applicazione del provvedimento anche ai non ordinisti.

Auspichiamo inoltre che il disegno di legge prosegua senza interruzioni l’iter parlamentare, superando le presunte criticità in ordine al rispetto dei principi della Direttiva Servizi. Si tratta di un provvedimento certamente perfettibile, ma che va nella giusta direzione”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

BONUS EDILIZIO – “Un’opportunità da cinque miliardi”

“I benefici e le agevolazioni oggi previsti per  la ristrutturazione delle abitazioni o per la riqualificazione energetica degli edifici devono essere confermati nella misura attuale. Inoltre, le detrazioni fiscali per tutti i lavori edili, e per tutti i soggetti, vanno trasformate in credito d’imposta cedibile dalle famiglie e dalle imprese alle banche.

È questa la strada maestra per consentire alle famiglie e alle imprese di ottenere liquidità per poter realizzare l’investimento sulla propria abitazione o sull’immobile dell’impresa per il quale si ha diritto all’agevolazione fiscale.

Questa opportunità – che la Legge di Bilancio 2017 riserva solamente agli “incapienti” , cioè a coloro che dichiarano redditi entro le soglie della “no tax area”,  e solo per i lavori  di efficientamento energetico nell’ambito dei condomini – è sicuramente positiva. Restringe eccessivamente, tuttavia, il perimetro degli utilizzatori depotenziando la possibilità di generare una spinta sufficiente ad aumentare la liquidità delle famiglie e di conseguenza la domanda interna.

Dalle nostre analisi risulta evidente che, se consideriamo al 3,6% il tasso praticato dalle banche per i mutui destinati alla ristrutturazione delle abitazioni, trasformare le detrazioni in credito d’imposta cedibile avrebbe come risultato  la copertura del 42,52% dell’investimento che si intende realizzare per la ristrutturazione (invece della detrazione del 50% diluita in 10 anni), copertura   che toccherebbe  il 55,28% degli investimenti nel caso di una riqualificazione energetica (al posto della detrazione del 65% diluita in dieci anni).

Le famiglie avrebbero denaro spendibile subito, generando in questo modo in soli due anni, secondo  le stime del Centro Studi Cna, una domanda di lavori nel settore delle costruzioni pari a circa 5 miliardi di euro che migliorerebbe sensibilmente il tono economico dell’intero comparto”. Lo si legge in un comunicato della CNA.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

PICCOLI COMUNI – Silvestrini: “Una buona legge. È il primo passo per rilanciare il turismo di borghi e territori”

“La CNA apprezza il sì definitivo del Senato al disegno di legge che sostiene e valorizza i piccoli comuni italiani con popolazione fino a 5mila abitanti. Un provvedimento mirato a combattere lo spopolamento e il dissesto idrogeologico e a rilanciare l’economia di borghi e territori. In particolare, puntando sulla valorizzazione dell’immenso patrimonio storico, artistico e paesaggistico distribuito nel Paese, destinato a divenire volano di un turismo destagionalizzato, diffuso e di qualità, il contrario del controproducente turismo mordi-e-fuggi. Altrettanto importante è l’obiettivo del superamento dello storico divario tra città metropolitane e periferie come tra centri urbani e zone rurali”. Lo dichiara Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA.

“Questo Ddl – aggiunge – deve diventare l’architrave di un progetto che punti a inserire nel circuito turistico piccole imprese di tutti i settori anche attraverso la realizzazione di reti infrastrutturali materiali e immateriali, a cominciare dalla banda larga, ormai indispensabile. E’ il primo, decisivo, passo verso il necessario ripensamento dell’alfabeto turistico, sostenuto da tempo dalla CNA.  Su questa rotta – conclude Silvestrini – la Confederazione è già al lavoro, attraverso la Carta delle imprese artigiane del turismo, per arrivare a una nuova governance politica, economica e normativa del settore”.

(FONTE: Ufficio stampa CNA)

La riforma PA alla prova dell’attuazione – #CNAtalks

CNA incontra la ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Maria Anna Madia sul tema dell’attuazione della riforma della PA

Giovedì 14 Settembre h 11,00
Diretta in live streaming su questa pagina e anche su Facebook.
Segui gli aggiornamenti in tempo reale da @cnanazionale su Twitter
con hashtag  #CNAtalks

Nel corso della diretta sarà possibile inviare domande e formulare proposte in tema di semplificazione e riduzione degli adempimenti burocratici a carico delle micro, piccole e medie imprese.

Usa l’hashtag #CNAtalks