Primo trimestre 2020 – Pressione fiscale record e consumi in ritirata

Brusco calo dei consumi. Decisa crescita del risparmio. Balzo negativo nel rapporto deficit/prodotto interno lordo, tanto importante per la Commissione europea. E impennata a livelli record della pressione fiscale.

Piuttosto allarmante sia pure prevedibile, è la fotografia scattata dall’Istat dell’Italia sotto il profilo economico-finanziario nel primo trimestre 2020.

In dettaglio, tra gennaio e marzo di quest’anno la spesa per consumi finali delle famiglie italiane si è ridotta del 6,4%, un livello mai registrato in precedenza dall’Istituto di statistica. All’opposto, nello stesso periodo, la propensione al risparmio delle famiglie (vale a dire il rapporto tra entità del risparmio e reddito) è risalita al 12,5%, come negli anni precedenti la grande crisi.

Le spese straordinarie sostenute dall’amministrazione pubblica per Cassa integrazioni guadagni e varie tipologie di indennità relative al mese di marzo, due terzi del quale trascorso da buona parte degli italiani in confinamento, hanno avuto una catastrofica conseguenza sul rapporto deficit/Pil, balzato al 10,8% (contro il 7,1% registrato nel primo trimestre del 2019) ai livelli esattamente di dieci anni fa.

Cattive notizie anche sul fronte fiscale. La pressione ha toccato un risultato mai raggiunto in precedenza. È cresciuta fino al 37,1% segnando un incremento dello 0,5% rispetto al primo trimestre 2019.