Il futuro dell’agroalimentare passa dall’alta specializzazione tecnica

L’Istituto Tecnico Superiore – Eccellenza Agroalimentare Toscana presenta a Pisa la programmazione 2021-2023

A Grosseto il percorso “Enofood 4.0” per esperti di marketing ed export dell’agroalimentare

A Firenze, invece, avrà sede il percorso “Agrifuture 4.0” dedicato all’innovazione nelle produzioni agrarie e nelle trasformazioni agroindustriali.

Le iscrizioni scadono il 12 ottobre

“Il futuro è unico”, recita lo slogan per la presentazione dei due percorsi di alta specializzazione tecnica organizzati dall’Istituto Tecnico Superiore EAT – Eccellenza Agroalimentare Toscana, con sede a Grosseto, per esperti nel campo delle produzioni agroindustriali e agroalimentari. Si potrebbe aggiungere “il tuo futuro è qui”, all’interno dei percorsi formativi, al termine dei quali il ministero dell’Istruzione rilascia il diploma di tecnico superiore, equivalente al quinto livello europeo (EQF). Dunque, un secondo pilastro dell’istruzione post diploma, come lo ha definito lo stesso premier Draghi, parallelo a quello universitario, rivolto ai giovani tra 18 e i 29 anni, che hanno completato il ciclo di istruzione superiore, interessati alla formazione nel marketing, nell’enogastronomia e nell’agricoltura di precisione.

Presentati l’8 settembre presso La Fattoria Le Prata a Pisa i corsi ITS che caratterizzeranno il biennio 2021-2023

Nella foto, da sinistra: Francesco Mori, Simonetta Radi, Fabrizio Tistarelli, Alessandra Nardini, Sabrina Perondi, Paola Parmeggiani e Bianca Maria Coli

Presenti alla conferenza stampa l’assessore regionale all’istruzione, formazione professionale, università e ricerca, Alessandra Nardini, l’assessore alle politiche formative e all’istruzione del Comune di Pontedera, Francesco Mori, il presidente di ITS – EAT, Fabrizio Tistarelli, il direttore di ITS – EAT, Paola Parmeggiani, la coordinatrice sindacale di Cna Pisa Sabrina Perondi, la direttrice di Unione Valdera Simonetta Radi, la consigliera della Provincia di Pisa Bianca Maria Coli e il titolare della Fattoria Le Prata Alessandro Agostini che ha fatto gli onori di casa.

La scelta è tra “Enofood 4.0”, con sede a Grosseto (organizzato in collaborazione con il consorzio Grosseto export), per la formazione di tecnici superiori specializzati nella gestione dei processi di commercializzazione dei prodotti agroalimentari made in Italy, nell’export, nelle strategie di maketing e di comunicazione delle imprese agroalimentari,  e “Agrifuture 4.0”, per tecnici superiori che operano nelle filiere di produzione e trasformazione agroalimentare, con riferimento alle nuove tecnologie dell’agricoltura di precisione e alle innovazioni digitali, che invece si svolgerà a Firenze. Il percorso è organizzato in collaborazione con la società Ibf Servizi, specializzata nella “precision farming”, e Sfera Agricola, l’azienda che gestisce una serra idroponica a Gavorrano. In entrambi i casi, le lezioni partiranno nel mese di ottobre.

Stretta collaborazione con le aziende, che entrano a pieno titolo nella programmazione

E qui arriva la prima importante peculiarità di ITS EAT e, in generale, del modello formativo degli Its: la stretta collaborazione con le aziende, che entrano a pieno titolo nella programmazione, che partecipano alle policy dell’istituto, richiedendo esse stesse l’organizzazione di corsi per le figure professionali strategiche nei loro processi aziendali e produttivi, mettendo a disposizione esperienza e know-how con gli stage per gli studenti e partecipando alle docenze. L’obiettivo di questo sistema è preparare tecnici altamente specializzati in grado fin da subito di inserirsi nel lavoro in azienda, grazie alla collaborazione con le imprese del territorio regionale e nazionale, innovative nel campo specifico dell’Istituto, ovvero l’eccellenza agroalimentare in tutte le sue declinazioni.

«I nostri corsi sono una grande opportunità per i ragazzi che vogliono proseguire gli studi dopo il diploma, per chi cerca una specializzazione in un campo in crescita come l’agroalimentare, ma anche per le imprese che hanno bisogno di tecnici altamente qualificati», spiega il presidente di ITS EAT, Fabrizio Tistarelli. «C’è bisogno di queste figure professionali, sia per le attività di trasformazione, che di promozione e marketing, sono le imprese stesse a chiederle. Ma perché il percorso sia efficace occorre fare sistema tra rete imprenditoriale, associativa e istituzionale, cogliendo l’opportunità che ITS EAT offre come punto di raccordo e di sintesi tra esigenze occupazionali da una parte, produttive e di mercato dall’altra», conclude Tistarelli.

Che la rete degli Its sia uno strumento formidabile per “ammodernare” le competenze e le professioni, lo dimostra la forte presa di posizione del Governo che ha avviato una riforma per ampliare il raggio d’azione degli Its (ribattezzati Its Academy) destinando loro oltre 1 miliardo di euro in 5 anni, dei quali 68 milioni per il 2021 e 48 dal 2022 in poi.

«A luglio la Camera ha approvato il testo unificato delle proposte di legge sulla ridefinizione del sistema di istruzione e formazione tecnica superiore, per consolidare il canale di formazione biennale post diploma, parallelo a quello universitario quale è la rete degli Its», aggiunge la direttrice di ITS EAT, Paola Parmeggiani. «L’obiettivo è ampliarne il raggio di azione, consolidando il loro collegamento con il mondo imprenditoriale, il soggetto di riferimento degli Its, che avranno il compito di formare le competenze necessarie alle aziende per affrontare i percorsi di innovazione e di transizione digitale, necessari per essere oggi competitivi sul mercato. La riforma riconosce, dunque, il ruolo strategico degli Its come canale di specializzazione per le imprese e come porta verso il mondo del lavoro per gli studenti. La presentazione di corsi anche a Pisa è quantomai importante, poiché abbiamo molte collaborazioni con le imprese locali, in un territorio che comprende tutta l’area costiera, molto vivace e ricca di aziende della filiera agroalimentare che hanno bisogno di tecnici altamente specializzati», conclude.

“CNA, come sempre a fianco delle imprese agroalimentari – aggiunge Sabrina Perondi, CNA Pisa, – crede fortemente in questo progetto. Il nostro territorio è ricco di professionalità imprenditoriali sia nella produzione che nella trasformazione del prodotto. Le nostre aziende richiedono proprio una formazione di alto livello ed è per questo che la collaborazione con la Fondazione è decisamente strategica”.

A concludere l’assessora regionale Alessandra Nardini: “La Toscana ha creduto fin da subito negli ITS, una scommessa che ha premiato e che vogliamo continuare a portare avanti con ancora maggiore determinazione. Questi percorsi creano occupazione buona e stabile e consentono alle imprese di avere figure adeguatamente formate e aggiornate. Gli Its danno modo così alle imprese, in particolare le pmi, di svolgere il ruolo sociale che hanno, sancito dalla Costituzione. A giovare di questi strumenti di alta formazione è la competitività dell’intero sistema economico e produttivo.  Come territorio toscano, rispetto all’agroalimentare, abbiamo tutte le carte in regola per creare posti di lavoro e per formare figure professionali capaci di innovare e guardare al futuro con una prospettiva ampia. Per raggiungere questo obiettivo i corsi dell’Its E.A.T. saranno importantissimi. Anche l’investimento sui laboratori formativi territoriali aperti di 4.7 milioni di euro tra fondi regionali e fondi Fesr testimonia il nostro impegno. Nel precedente settennato di fondi europei, abbiamo destinato oltre 23 milioni di euro agli Its.  Continueremo a investire su questo segmento di formazione terziaria non universitaria. Ora la grande sfida che abbiamo davanti è una riforma, legata al Pnrr, sulla quale sono fiduciosa rispetto alla capacità di implementare un sistema che ha mostrato di produrre risultati molto positivi”.

Laboratori e innovazione

L’ITS EAT sta effettuando ingenti investimenti per la realizzazione di laboratori tecnologici territoriali aperti finanziati da risorse regionali e dal FESR, nelle sedi di Grosseto e Firenze. Il totale delle risorse finanziarie disponibili a fondo perduto supera 600 mila euro.

L’ITS EAT ha ricevuto inoltre un contributo da Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze pari a euro 35.000,00 per l’allestimento di un laboratorio multimediale sulle tecniche innovative di irrigazione, finanziato da FCRF per € 35.000. La Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ha inoltre approvato un contributo pari a € 30.000,00 per l’erogazione di borse di studio per favorire l’accesso e la frequenza degli studenti fuori sede.

A Grosseto è stato realizzato il Laboratorio LEOPARD, finanziato da fondi regionali per complessivi 142.000,00 euro, che comprende il  laboratorio di agricoltura digitale, dotato di attrezzature per realizzare lo studio di immagini satellitari e/o derivanti dall’utilizzo di droni, in modo tale da consentire l’acquisizione di competenze e abilità nell’uso di hardware e software necessari per sviluppare analisi, progettazione e trasferimento di tecnologia digitale al mondo agricolo, zootecnico e forestale e la serra idroponica in Maremma dove gli studenti potranno sperimentare e studiare i fattori di accrescimento del mondo vegetale, intervenendo sui diversi fattori.

E’ in fase di allestimento a Firenze, presso la Fattoria di Campiano (Impruneta), il Laboratorio tecnologico territoriale aperto LIMITLESS, finanziato dalla Regione Toscana, a valere sul FESR per l’importo complessivo pari a € 491.000,00, che prevede la realizzazione di Laboratori per l’Agricoltura Digitale e Precision Farming, una Serra indoor ed una struttura per il marketing digitale e il neuromarketing.

Le strutture laboratoriali saranno a disposizione del territorio, delle imprese, delle istituzioni scolastiche e dell’università per favorire l’accesso a competenze innovative e strategiche per lo sviluppo economico del sistema imprenditoriale.

Come sono organizzati i corsi di ITS EAT

I corsi sono aperti ai diplomati, tra 18 e 29 anni. Le lezioni sono tenute sia da docenti universitari ed esperti dei vari settori, sia da tecnici che già lavorano nelle aziende (oltre il 65 per cento del totale). I corsi durano due anni, si articolano in 1.200 ore di lezione, tra attività d’aula, laboratori e visite didattiche, cui si aggiungono 800 ore di stage in azienda. Sono previste esercitazioni pratiche nelle linee produttive delle imprese e settimane di stage all’estero.

La riprova della validità del sistema formativo Its sono i numeri: oltre l’80 per cento degli studenti trova impiego nel suo settore a un anno dall’esame. ITS EAT in particolare, dalla nascita (nel 2015) ad oggi, ha portato a termine sette percorsi formativi, quattro sono in essere, due i nuovi in partenza per il biennio 2021-2023.

ITS EAT ha formato n. 128 tecnici superiori specializzati, ha coinvolto oltre 150 aziende toscane e italiane, ha messo in campo più di 100 docenti provenienti dalle imprese, dal mondo delle professioni e della consulenza aziendale, dalle Università e dalla scuola.

I termini per le iscrizioni ai due corsi “Enofood 4.0” e “Agrifuture 4.0” scadono il 12 ottobre.

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