CONTRO L’ART. 10 del DL CRESCITA – Cosa ha fatto CNA

Cosa prevede l’articolo 10 del DL Crescita

Il 1 maggio è entrato in vigore il Decreto Crescita (DL n. 34/2019) al cui interno è contenuto l’articolo 10, norma che consente al contribuente di optare per uno sconto in fattura al posto della detrazione: sconto che gli sarà concesso dall’impresa che ha effettuato l’intervento di efficientamento energetico. Tale sconto verrà poi rimborsato all’impresa come credito di imposta da utilizzare come compensazione fiscale in cinque rate annuali.

Perché no?

Con questa norma si chiede all’impresa di erogare l’importo degli incentivi pubblici recuperandolo nell’arco di ben cinque anni. E’ l’impresa e non lo Stato che diventa erogatrice del bonus fiscale. L’impresa, in genere di piccole dimensioni e spesso in sofferenza dal punto di vista creditizio, è in pratica costretta a fare da banca al cliente. Il meccanismo dello “sconto” in fattura taglia fuori le piccole aziende dal mercato della riqualificazione energetica non essendo in grado economicamente di erogare direttamente l’incentivo e recuperarlo in cinque anni. Avvantaggia, dunque, solo i grandi operatori del settore, distorcendo la concorrenza. Per di più lo sconto in fattura è previsto come opzionale alla detrazione decennale: ma chi sarebbe così ingenuo da scegliere di usufruire delle detrazioni, che gli vengono rimborsate in 10 anni, se può intascare lo stesso importo tutto e subito?

Cosa è stato fatto?

Subito dopo la pubblicazione del DL Crescita insieme alle altre associazioni di categoria del settore – Anfit, Confartigianto, FederLegno, PVC e Unicmi – abbiamo stilato un documento congiunto inviato successivamente al Governo per chiedere lo stralcio della norma.

Contestualmente, insieme alla CNA Installazione e Impianti e come RETE Imprese Italia, abbiamo ribadito la nostra posizione anche in audizione alla Camera dei Deputati. Tutte le nostre proposte sono state, però, puntualmente disattese.

Abbiamo, in seguito, inviato una lettera ai parlamentari di ogni regione per sensibilizzarli sull’argomento. Nonostante, in un primo momento, siano sembrati pronti a recepire le nostre indicazioni ed intervenire subito, dopo pochi giorni hanno chiuso ogni spiraglio di modifica della norma.

A seguito di questo rifiuto è stata messa in opera una forte opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica tramite comunicati stampa, pubblicazioni nelle pagine web della CNA Produzione e di vari siti e riviste specializzate.

Il 28 giugno 2019 il Governo ha posto la fiducia sul DL Crescita, convertito in Legge 58/2019, con l’unica modifica che prevede una possibile ulteriore di cessione del credito da parte dell’impresa esecutrice del lavoro ai propri fornitori, emendamento che nessuna associazione aveva chiesto.

Come preannunciato, CNA ha raccolto l’adesione di alcuni imprenditori per ricorrere all’Antitrust ed alla Commissione Europea contro l’art. 10, forte anche del parere negativo espresso dall’AGCOM sulla norma stessa.

Oltre 60 imprese associate alla CNA hanno avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione Europea e all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato affinché venga accertata l’illegittimità dell’art. 10 della L. 58/2019 per violazione del diritto comunitario e/o nazionale della concorrenza. Il giorno 17 luglio 2019 a Bologna si è tenuto un incontro con aziende ed alcune associazioni di categoria per concertare azioni da intraprendere per contrastare l’art. 10.

Lo stesso giorno, in occasione del convegno organizzato per la presentazione del Patto per lo sviluppo della Toscana, su richiesta del presidente CNA Toscana, il Governatore della Regione Enrico Rossi ha annunciato, per la tutela e salvaguardia delle micro e piccole imprese della toscana, il ricorso alla Corte Costituzionale contro l’art. 10.

Il giorno 22 luglio insieme alle altre associazioni abbiamo elaborato e sottoscritto un volantino informativo contenente le motivazioni della non praticabilità dello sconto in fattura.

Inoltre è stata attivata dalla CNA una petizione on-line contro l’art. 10 sulla piattaforma change.org . “Bisogna contare sino a 10” è il titolo dell’appello che ripercorre la “storia” del provvedimento, evidenziando le incongruenze ed i gravi effetti che sta già avendo sull’intero settore della riqualificazione energetica. La petizione ha raccolto oltre 5 mila firme.

Anche sul fronte politico si è assistito ad un allargamento del fronte favorevole alla cancellazione dell’art. 10 del Decreto crescita sollecitata dalla CNA. In Senato sono stati presentati due distinti disegni di legge per abrogare la norma che penalizza le piccole imprese, uno a firma PD e l’altro Forza Italia. Le proposte presentate in Senato da esponenti del Pd e di FI recepiscono i rilievi della CNA sull’art. 10 che altera la concorrenza penalizzando le micro e piccole e favorendo solo i grandi gruppi. Anche le Regioni, su impulso delle CNA, hanno deciso di mobilitarsi per la causa. La Regione Umbria ha deciso di costituirsi in giudizio e di ricorrere alla Corte Costituzionale per ottenere l’abrogazione dell’art. 10. La Regione Lazio ha approvato un ordine del giorno che impegna il presidente della Regione e la giunta a “compiere tutti gli atti necessari e propedeutici ad impugnare nelle sedi istituzionali e giurisdizionali competenti l’articolo 10, di fronte alla Corte Costituzionale”.

Nel mese di settembre è stato depositato anche il ricorso al Tar contro l’Agenzia delle Entrate per ottenere l’annullamento del provvedimento sullo sconto in fattura approvato questa estate che rende operativo l’opzione per il contribuente.

La CNA si è mobilitata per ottenere, all’interno del Decreto crisi di impresa (DL 101/2019), ad oggi in discussione presso le Commissioni riunite 10^ Industria e 11^ Lavoro del Senato. ottenere l’abrogazione della norma. Se la norma non dovesse essere modificata all’interno di tale provvedimento continuerà la mobilitazione per ottenerne lo stralcio nella Legge di Bilancio. CNA esprime pieno sostegno alle affermazioni del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, sulla necessità di rivedere il meccanismo dell’Ecobonus che ha “causato problemi alle Pmi”.

Ultimo fatto da segnalare è la presa di posizione pubblica da parte del  Ministro Patuanelli, sul tema dell’art 10. CNA “apprezza la volontà espressa dal ministro di avviare un percorso insieme alle associazioni di categoria per trovare la soluzione migliore. CNA ha indicato da subito che le norme contenute nel Decreto Crescita con l’introduzione dello sconto in fattura sono fortemente penalizzanti per gli artigiani e le piccole imprese e hanno prodotto, di fatto, il blocco di un mercato importante per l’economia del Paese.

Il ministro Patuanelli ha dichiarato che c’è l’esigenza di superare la norma. CNA è disponibile ad avviare un immediato confronto.

Con tutte le cautelare del caso , e quindi senza essere necessariamente ottimisti, c’è la possibilità di poter modificare questa norma.