Assemblea CNA, orgoglio artigiano per rilanciare l’Italia

Non è più tempo per “soluzioni parziali” e “rimedi tampone”. Le sfide che deve affrontare l’Italia richiedono scelte “coraggiose e lungimiranti, di grande respiro”. Dal palco dell’assemblea annuale ad Ancona, davanti a una platea di oltre 5mila persone, il presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino, lancia un appello al Paese a mobilitarsi per uscire da una stagnazione ormai cronica e ridare fiducia. “Nessuno può stare alla finestra – ha detto Vaccarino – non è concesso in primo luogo alla politica” che non può permettersi il lusso di essere “fragile e incerta, tanto meno litigiosa” ma ha il “dovere inderogabile di esprimere una visione generale che emozioni e mobiliti l’azione”.

Gli artigiani e le piccole imprese faranno la loro parte. Il presidente Vaccarino ha sollecitato l’avvio di un confronto costante e strutturato tra il Governo e le parti sociali “per costruire un progetto di grande qualificazione e crescita dell’Italia. CNA è pronta a dare il suo contributo con tutta l’intelligenza e la passione di cui siamo capaci”.  Serve una visione lungimirante e condivisa sul futuro. Uno dei principali snodi è il tema del fisco che “scoraggia il desiderio di intrapresa, imponendole un prelievo prossimo al 60%, che ci obbliga ad anticipare le imposte” che ritarda i rimborsi e limita le compensazioni”.

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ASSEMBLEA NAZIONALE CNA 2019 – Ad Ancona sabato 26 ottobre

La nostra sfida per l’Italia” è il titolo dell’Assemblea Nazionale della CNA in programma sabato 26 ottobre ad Ancona, dove saranno presenti il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli. Il più importante appuntamento annuale della Confederazione vedrà la partecipazione di cinquemila artigiani, piccoli e medi imprenditori e si focalizzerà sui grandi temi dell’economia e sulle strategie per il rilancio del Paese.

Il programma prevede la relazione introduttiva da parte del presidente nazionale Daniele Vaccarino, che sarà seguita dagli interventi del premier e del ministro dello Sviluppo.

CONTRO L’ART. 10 del DL CRESCITA – Cosa ha fatto CNA

Cosa prevede l’articolo 10 del DL Crescita

Il 1 maggio è entrato in vigore il Decreto Crescita (DL n. 34/2019) al cui interno è contenuto l’articolo 10, norma che consente al contribuente di optare per uno sconto in fattura al posto della detrazione: sconto che gli sarà concesso dall’impresa che ha effettuato l’intervento di efficientamento energetico. Tale sconto verrà poi rimborsato all’impresa come credito di imposta da utilizzare come compensazione fiscale in cinque rate annuali.

Perché no?

Con questa norma si chiede all’impresa di erogare l’importo degli incentivi pubblici recuperandolo nell’arco di ben cinque anni. E’ l’impresa e non lo Stato che diventa erogatrice del bonus fiscale. L’impresa, in genere di piccole dimensioni e spesso in sofferenza dal punto di vista creditizio, è in pratica costretta a fare da banca al cliente. Il meccanismo dello “sconto” in fattura taglia fuori le piccole aziende dal mercato della riqualificazione energetica non essendo in grado economicamente di erogare direttamente l’incentivo e recuperarlo in cinque anni. Avvantaggia, dunque, solo i grandi operatori del settore, distorcendo la concorrenza. Per di più lo sconto in fattura è previsto come opzionale alla detrazione decennale: ma chi sarebbe così ingenuo da scegliere di usufruire delle detrazioni, che gli vengono rimborsate in 10 anni, se può intascare lo stesso importo tutto e subito?

Cosa è stato fatto?

Subito dopo la pubblicazione del DL Crescita insieme alle altre associazioni di categoria del settore – Anfit, Confartigianto, FederLegno, PVC e Unicmi – abbiamo stilato un documento congiunto inviato successivamente al Governo per chiedere lo stralcio della norma.

Contestualmente, insieme alla CNA Installazione e Impianti e come RETE Imprese Italia, abbiamo ribadito la nostra posizione anche in audizione alla Camera dei Deputati. Tutte le nostre proposte sono state, però, puntualmente disattese.

Abbiamo, in seguito, inviato una lettera ai parlamentari di ogni regione per sensibilizzarli sull’argomento. Nonostante, in un primo momento, siano sembrati pronti a recepire le nostre indicazioni ed intervenire subito, dopo pochi giorni hanno chiuso ogni spiraglio di modifica della norma.

A seguito di questo rifiuto è stata messa in opera una forte opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica tramite comunicati stampa, pubblicazioni nelle pagine web della CNA Produzione e di vari siti e riviste specializzate.

Il 28 giugno 2019 il Governo ha posto la fiducia sul DL Crescita, convertito in Legge 58/2019, con l’unica modifica che prevede una possibile ulteriore di cessione del credito da parte dell’impresa esecutrice del lavoro ai propri fornitori, emendamento che nessuna associazione aveva chiesto.

Come preannunciato, CNA ha raccolto l’adesione di alcuni imprenditori per ricorrere all’Antitrust ed alla Commissione Europea contro l’art. 10, forte anche del parere negativo espresso dall’AGCOM sulla norma stessa.

Oltre 60 imprese associate alla CNA hanno avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione Europea e all’Autorità Garante per la Concorrenza ed il Mercato affinché venga accertata l’illegittimità dell’art. 10 della L. 58/2019 per violazione del diritto comunitario e/o nazionale della concorrenza. Il giorno 17 luglio 2019 a Bologna si è tenuto un incontro con aziende ed alcune associazioni di categoria per concertare azioni da intraprendere per contrastare l’art. 10.

Lo stesso giorno, in occasione del convegno organizzato per la presentazione del Patto per lo sviluppo della Toscana, su richiesta del presidente CNA Toscana, il Governatore della Regione Enrico Rossi ha annunciato, per la tutela e salvaguardia delle micro e piccole imprese della toscana, il ricorso alla Corte Costituzionale contro l’art. 10.

Il giorno 22 luglio insieme alle altre associazioni abbiamo elaborato e sottoscritto un volantino informativo contenente le motivazioni della non praticabilità dello sconto in fattura.

Inoltre è stata attivata dalla CNA una petizione on-line contro l’art. 10 sulla piattaforma change.org . “Bisogna contare sino a 10” è il titolo dell’appello che ripercorre la “storia” del provvedimento, evidenziando le incongruenze ed i gravi effetti che sta già avendo sull’intero settore della riqualificazione energetica. La petizione ha raccolto oltre 5 mila firme.

Anche sul fronte politico si è assistito ad un allargamento del fronte favorevole alla cancellazione dell’art. 10 del Decreto crescita sollecitata dalla CNA. In Senato sono stati presentati due distinti disegni di legge per abrogare la norma che penalizza le piccole imprese, uno a firma PD e l’altro Forza Italia. Le proposte presentate in Senato da esponenti del Pd e di FI recepiscono i rilievi della CNA sull’art. 10 che altera la concorrenza penalizzando le micro e piccole e favorendo solo i grandi gruppi. Anche le Regioni, su impulso delle CNA, hanno deciso di mobilitarsi per la causa. La Regione Umbria ha deciso di costituirsi in giudizio e di ricorrere alla Corte Costituzionale per ottenere l’abrogazione dell’art. 10. La Regione Lazio ha approvato un ordine del giorno che impegna il presidente della Regione e la giunta a “compiere tutti gli atti necessari e propedeutici ad impugnare nelle sedi istituzionali e giurisdizionali competenti l’articolo 10, di fronte alla Corte Costituzionale”.

Nel mese di settembre è stato depositato anche il ricorso al Tar contro l’Agenzia delle Entrate per ottenere l’annullamento del provvedimento sullo sconto in fattura approvato questa estate che rende operativo l’opzione per il contribuente.

La CNA si è mobilitata per ottenere, all’interno del Decreto crisi di impresa (DL 101/2019), ad oggi in discussione presso le Commissioni riunite 10^ Industria e 11^ Lavoro del Senato. ottenere l’abrogazione della norma. Se la norma non dovesse essere modificata all’interno di tale provvedimento continuerà la mobilitazione per ottenerne lo stralcio nella Legge di Bilancio. CNA esprime pieno sostegno alle affermazioni del ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, sulla necessità di rivedere il meccanismo dell’Ecobonus che ha “causato problemi alle Pmi”.

Ultimo fatto da segnalare è la presa di posizione pubblica da parte del  Ministro Patuanelli, sul tema dell’art 10. CNA “apprezza la volontà espressa dal ministro di avviare un percorso insieme alle associazioni di categoria per trovare la soluzione migliore. CNA ha indicato da subito che le norme contenute nel Decreto Crescita con l’introduzione dello sconto in fattura sono fortemente penalizzanti per gli artigiani e le piccole imprese e hanno prodotto, di fatto, il blocco di un mercato importante per l’economia del Paese.

Il ministro Patuanelli ha dichiarato che c’è l’esigenza di superare la norma. CNA è disponibile ad avviare un immediato confronto.

Con tutte le cautelare del caso , e quindi senza essere necessariamente ottimisti, c’è la possibilità di poter modificare questa norma.

Artigiani e microimprese spingono la crescita degli occupati

L’artigianato e le micro imprese trainano la crescita dell’occupazione nel secondo trimestre del 2019. Dalla Nota congiunta sull’occupazione diffusa oggi da IstatMinistero del lavoroInpsInail e Anpal emerge che il saldo tra le attivazioni e le cessazioni nel corso di un anno è positivo, pari a 271mila posizioni lavorative dipendenti. Il contributo principale arriva dalle imprese fino a 9 dipendenti con un incremento di 161mila posizioni lavorative per effetto di 2 milioni e 336mila attivazioni e 2 milioni e 175mila cessazioni.

L’andamento conferma la vitalità di artigiani e piccole imprese anche in una fase stagnante dell’economia ma è fondamentale che l’agenda economica del governo dedichi risorse e politiche a favore del mondo dell’artigianato e delle piccole imprese.

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CNA Fita – Non all’abolizione dei sussidi all’autotrasporto

E vanno evitati in ogni modo aumenti delle accise

CNA Fita è del tutto contraria alla eventuale abolizione delle misure di sostegno a favore dell’autotrasporto. La bozza del decreto sul clima prevederebbe la progressiva cancellazione dei sussidi fiscali considerati dannosi per l’ambiente, tra cui quelli per l’autotrasporto merci. Un provvedimento negativo per l’intero settore.  In particolare il rimborso delle accise sul gasolio per autotrazione che consente agli autotrasportatori italiani di contenere il divario rispetto al prezzo pagato in altri Paesi. Qualunque riduzione delle agevolazioni non può avvenire se non dopo l’eliminazione di tutte le componenti accessorie che gravano sulle accise. Un lungo elenco in cui compaiono ancora il finanziamento della guerra d’Etiopia del 1935 e la crisi di Suez del 1956”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

TAX FREE DAY – A Pisa il giorno di liberazione dal fisco nel 2019 è arrivato il 5 agosto

Indagine CNA sul peso del fisco sulle imprese italiane

Ci vogliono ben 218 giorni dall’inizio dell’anno a Pisa per pagare tasse e imposte, e ne rimangono quindi 147 per il resto. Il Tax Free Day, il giorno di liberazione dalla Tasse, per i pisani nel 2019, è stato il 5 agosto. Con un lieve miglioramento rispetto allo scorso anno, visto che nel 2018 era stato necessario arrivare fino al 12 agosto. Una settimana in meno dunque grazie all’effetto deducibilità al 50% almeno dell’IMU sugli immobili strumentali, i famosi capannoni, croce e delizia per tutte le imprese. Una misura peraltro ottenuta grazia alla pervicace azione a livello nazionale da CNA che la chiedeva da anni. Deducibilità che è già stata programmata passare al 100% entro il 2023. Lo afferma l’indagine che è ormai diventata un appuntamento fisso della CNA con il Rapporto 2019 “Comune che vai fisco che trovi”, realizzato dall’Osservatorio permanente CNA sulla tassazione delle Pmi.

La città di Pisa si piazza 79° in graduatoria nazionale fra i 141 Comuni considerati (tutti i capoluoghi, più alcuni altri) e vede arretrare di una settimana il Tax Free Day, appunto dal 12 al 5 agosto, grazie ad un Total Tax Rate, ovvero il peso complessivo di tutte le forme di imposte e tasse sul reddito disponibile, che si attesta al 59,8% pari appunto a 218 giorni su 365 nei quali si lavora per il Fisco. O sei giorni su dieci, se si preferisce.

“Apprendiamo con un minimo di sollievo anche questo pur lieve miglioramento – ha commentato il Presidente CNA Matteo Giusti – Ma non ci interessa dare patenti di buoni e cattivi a seconda delle stagioni politiche o di chi governa il singolo Comune. Ciò che ci interessa mettere in luce con questa indagine a livello nazionale che parte dai dati raccolti localmente è il peso eccessivo del fisco sulle imprese italiane. Un peso che troppo spesso si aggiunge al peso della burocrazia ed è male accompagnato anche da servizi pubblici troppo spesso non soddisfacenti (sanità, istruzione, trasporti…..). Il nostro paese ha bisogno di una svolta che può essere data solo se si rimettono al centro le imprese, che sono il motore del paese.”

Chiave di lettura delle schede Comune

Le 141 schede di lettura – una per ciascun Comune analizzato nel Rapporto – riportate nelle pagine che seguono, integrano le principali informazioni emerse dalle analisi afferenti ai comuni. A parte le informazioni generali di “Total Tax Rate” e relativo “Tax Free Day” come pure il posizionamento in classifica secondo le proiezioni per l’anno 2019, sono inclusi un grafico ed una tabella (allegati) che meritano di essere commentati per meglio comprendere il loro contenuto informativo. Nella tavola sono rappresentati i valori dei singoli tributi dovuti dall’impresa nei diversi anni considerati. Con riferimento all’anno 2019 troviamo tre valori. Il primo valore (2019) è quello che fa riferimento alle proiezioni per l’anno 2019 ed include la deducibilità IMU dal reddito d’impresa al 50%. Il secondo valore (2019 IMU100%) si riferisce al “Total Tax Rate” calcolato considerando la deducibilità IMU al 100% riconosciuta dalla norma solo al 2023. Infine, il terzo

valore, (2019-MiniIRES) fa riferimento all’impresa che, per il 2019, sceglie di applicare la Mini-IRES quale metodo di tassazione dei redditi d’impresa. Nella parte bassa della tabella sono evidenziate alcune differenze tra le diverse misure per mettere in risalto diversi aspetti. Quindi, ad esempio le variazioni dei tributi dovuti e del Total tax Rate nelle ipotesi in cui l’impresa sceglie di applicare la Mini-IRES (Var. 2019 MiniIRES) ovvero la riduzione dei tributi dovuti e del “Total Tax Rate” con la deducibilità dell’IMU al 100% (Var. 2019(IMU 100%).

A parte queste informazioni si nota anche la variazione dei tributi dovuti dall’impresa durante tutto il periodo considerato nelle analisi (Var. 2019/2011), ovvero, le differenze nelle somme dovute sulla base dell’ultimo anno precedente a quello in corso (cfr. var. 2019/2018). Nel lato destro della tavola sono riportate le analoghe informazioni, questa volta in termini di incidenza sul “Total Tax Rate” dell’impresa, distinguendo le informazioni per ambito impositivo (erariale, regionale e comunale). Oltre alla tabella, nelle schede è anche incluso un grafico che evidenzia l’andamento nel periodo 2011-2019 dei diversi ambiti impositivi di cui si compone il “Total Tax Rate” complessivo del Comune, includendo anche l’andamento del reddito disponibile come contraltare. Al fine di agevolare la lettura delle informazioni, è stato data rappresentazione grafica degli effetti della deducibilità dell’IMU dal reddito d’impresa al 100%.

Fonte CNA: Centro studi – Osservatorio della tassazione sulla piccola impresa – Rapporto 2019

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Motorizzazione Pisa – Pesanti disagi per soluzione provvisoria

Il Comitato: aumentare i servizi su Pisa e lavorare da subito a soluzione permanente e stabile per nuova sede

Il Comitato per la difesa della Motorizzazione di Pisa si è riunito alla luce dell’andamento dei servizi al territorio dopo i primi giorni di apertura dello sportello, dal 9 settembre us. mantenuto a Pisa in pratica solo grazie alla disponibilità del Comune di Pisa. Il Comitato si è incontrato con la vicesindaco di Pisa Raffaella Bonsangue e con i Consiglieri Regionali Irene Galletti e Andrea Pieroni e ringrazia il Consigliere Comunale Riccardo Buscemi che è stato fra i primi a interessarsi ed ha presenziato alla conferenza stampa.

Per il Comitato hanno partecipato alla conferenza stampa Matteo Giusti, presidente CNA Pisa, Claudio Sbrana, presidente CNA Taxi Pisa, Stefano Ghilardi, Presidente Amici di Pisa, Marco Abbondandolo e Massimo Mosi di Confarca Pisa, Michele Bulleri di Unasca Agenzie e Andrea Arzilli di Unasca Autoscuole. 

“Doveroso da parte del Comitato il ringraziamento al Comune di Pisa che si è adoperato per dare una sede provvisoria agli Uffici della Motorizzazione di Pisa – recita una nota del Comitato – peraltro con una ubicazione, Ospedaletto da noi già indicata come ottimale per molti motivi e su cui se si riuscisse a individuare una sede che possa avere la possibilità di svolgere tutte le funzioni della UMC (uffici e tutti i servizi) sarebbe la soluzione ottimale e quindi il Comitato ha appreso con interesse e soddisfazione le notizie riportate in questa direzione dal Vicesindaco di Pisa Raffaella Bonsangue e appreso con favore anche l’interessamento dei Consiglieri Regionali Galletti e Pieroni.

“Ma nostro dovere è anche segnalare lo stato dei fatti. Ed i fatti non sono confortanti.

“L’ufficio di Pisa è in pratica uno sportello dove vengono svolte solo poche limitate operazioni di ricezione delle domande e fornite informazioni all’utenza. È positivo solo il fatto che gli Uffici della Motorizzazione Civile di Pisa abbiano mantenuto una autonomia almeno formale, ma di fatto è stato svuotato dei contenuti principali. Sul territorio pisano non verranno più svolti servizi essenziali come esami e revisioni patenti, revisioni veicoli leggeri e pesanti (se non presso officine private, ma non presso la sede propria dell’UMC come dovrebbe essere). Inoltre anche le numerose e diversificate pratiche automobilistiche, (immatricolazioni, revisioni, collaudi, registrazioni, pratiche Albo, patenti nautiche ed altro ancora) non sono più svolte a Pisa bensì a Lucca. Ci sono incertezze anche su quando e chi potrà svolgere i collaudi tanto per fare un esempio. Anche questo è un disagio per operatori professionali, imprese e per i cittadini.     

“Già in occasione della scorsa uscita pubblica del nostro Comitato avevano chiesto espressamente che fosse mantenuta almeno una sede amministrativa dove fosse possibile svolgere le operazioni fondamentali e il lavoro degli uffici. Infatti avevamo affermato che una sede seppure provvisoria e limitata dovesse avere almeno: aule per esami, piazzali all’aperto per prove pratiche e spazi coperti per le piattaforme tecniche adibite alle revisioni sia per mezzi pesanti camion e bus, che per vetture e simili e ai collaudi.

È rimasto solo uno sportello, senza gli uffici cioè senza gli addetti, tutti trasferiti a Lucca. I servizi sono stati dispersi nelle sedi di Massa e Livorno oltre che a Lucca: in pratica a Pisa non viene svolta alcuna attività diretta. Ne consegue per la logistica, tempi di attesa e incertezze.

Sono ancora avvolte nelle nebbie chi sono e dove sono ubicati gli addetti che seguono le diverse pratiche spesso molto complesse che necessitano di molteplici passaggi amministrativi. È chiaro che questa non è una soluzione accettabile per il territorio tanto più che anche le ipotesi su cui ora il Ministero sta lavorando (si veda la determina dirigenziale 4 -2019 Min.Tra.) non è chiaro se almeno gli uffici e gli addetti potranno essere tutti di nuovo raccolti nella nuova sede. Nuova sede che comunque di sicuro non potrà essere idonea per lo svolgimento delle funzioni tecniche relative alle prove pratiche degli esami di guida, né alle operazioni di revisione e collaudo che hanno bisogno di spazi all’aperto e di officine attrezzate.

Queste sono funzioni e servizi fondamentali che devono trovare una soluzione stabile che ad oggi non è nemmeno ipotizzata.

La soluzione

Unica soluzione è che venga trovata una sede dove ci siano spazi interni ed esterni sia per gli uffici, per gli esami e per le funzioni tecniche.  Ospedaletto in questo senso può essere una ubicazione ottimale per accessibilità e potenzialità. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti secondo noi deve subito impegnarsi formalmente per questa soluzione, incredibilmente omessa per troppi anni.

Solo in questo caso i disagi ed i disservizi già oggi pesanti, potranno essere sopportati.

Un territorio come Pisa non può essere assoggettato ad una diaspora di addetti funzioni e servizi come quella che sta subendo ora.

Ben vengano altri interessamenti e collaborazioni da altri enti ed istituzioni oltre al Comune, la Regione per tamponare i disagi, ma deve essere chiaro che la soluzione deve arrivare dal Ministero.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Nuovo Governo – “Bene l’apertura del Premier al costante confronto con le parti sociali”

Gli indirizzi programmatici illustrati in Parlamento dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, delineano l’avvio di una impegnativa e ambiziosa stagione riformatrice per favorire la crescita economica e ampliare la partecipazione dei giovani al mondo del lavoro intervenendo già con la prossima manovra per ridurre il cuneo fiscale. Attendiamo di conoscere le misure concrete che dovranno garantire l’equilibrio tra risanamento dei conti pubblici e sostegno a politiche espansive a partire dal calo della tassazione su famiglie e piccole imprese.

È indispensabile destinare risorse e definire progetti per aprire la stagione degli investimenti per colmare il drammatico divario territoriale tra Nord e Sud e assicurare una dotazione infrastrutturale adeguata a un grande Paese industriale.

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LAVORI SULLA FI PI LI – CNA richiede transito ai mezzi pesanti sulla Bientinese nella zona di Altopascio

CNA: Per attenuare il disagio per i trasportatori sconto del 50% ai mezzi pesanti che utilizzano il tratto autostradale dell’A11 e richiesta di transito consentito ai mezzi pesanti sulla Bientinese nella zona di Altopascio

I lavori sulla strada di grande comunicazione Firenze – Pisa – Livorno sono iniziati da circa un mese e hanno una durata prevista di circa otto mesi.

matteo giusti presidente cna pisa“Prima di entrare nel merito di questioni  che interessano le  imprese di autotrasporto – hanno dichiarato Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa, e il Presidente CNA Fita Trasporto Merci Pisa Roberto Calvani – intendiamo affermare che l’intervento sulla FI-PI-LI riguarda la messa in sicurezza di un’infrastruttura di grande importanza per la mobilità di merci e persone nella nostra regione; non possiamo che essere favorevolmente soddisfatti quando vengono  messe  in campo le procedure necessarie per rendere più sicure le nostre strade. Anche il tentativo di trovare il difficile equilibrio tra gli interventi necessari per garantire la sicurezza della rete infrastrutturale e il disagio che gli utenti devono sopportare durante l’apertura dei cantieri, è indubbiamente apprezzabile. E’ tuttavia necessario ricercare ogni possibile soluzione in grado di limitare il disagio, contemplando i legittimi interessi di tutti gli utenti che usufruiscono dell’infrastruttura”.

Prosegue CNA: “Fin da subito abbiamo avanzato una serie di proposte per cercare di limitare per quanto possibile l’impatto sulla viabilità anche da parte dei mezzi pesanti. Al fine di sbloccare arterie che gli autotrasportatori possono utilizzare per evitare il tratto interessato dal cantiere, abbiamo chiesto di eliminare il divieto di transito ai mezzi pesanti che interessa la viabilità fra la zona di Altopascio e la zona del cuoio,  a partire dalla Bientinese sul quale siamo in attesa di una risposta definitiva da parte dei vari enti coinvolti.

roberto calvanipresidente CNA Roberto calvani presidente fita trasporto merci cna pisaPositivo anche lo sconto del 50% ai mezzi pesanti che utilizzano il tratto autostradale dell’A11 e dell’A12 al posto della Fi-Pi-Li.

Il problema dei lavori sulla Fi-Pi-Li non è un caso isolato, ma si aggiunge a quanto accaduto nei mesi passati sulla E45 e ai danni che hanno dovuto subire e tuttora stanno subendo le imprese di trasporto, al dibattito acceso dai sindaci dell’area fiorentina e senese  sulla tratta Firenze-Siena  di competenza ANAS con i cantieri fermi da oltre  un anno, alla questione più generale delle infrastrutture di valenza nazionale come la Tirrenica, il completamento della Grosseto Fano ecc., e alle difficoltà che le imprese che eseguono trasporti eccezionali devono affrontare in questo momento. “E la lista potrebbe continuare – concludono Matteo Giusti e Roberto Calvani di CNA Pisa – E’ indubbio quindi che vi sia la necessità di accendere ulteriormente l’attenzione su un tema che riguarda nel suo complesso lo stato di estrema fragilità delle infrastrutture toscane e nazionali, l’insufficienza di risorse e il problema congenito del nostro paese sullo stato di avanzamento delle opere”.

Nota

Avranno diritto all’agevolazione tariffaria del pedaggio relativo alla percorrenza delle autostrade A11 e A12, esclusivamente per i transiti bidirezionali con le seguenti origine /destinazione fino a termine dei lavori sulla FI-PI-LI e comunque non oltre il 31 gennaio 2020, eseguiti con veicoli con classe di pedaggio (3,4,5).

Firenze Ovest- Pisa Nord
Firenze Scandicci – Pisa Nord

Calenzano – Pisa Nord
Firenze Impruneta – Pisa Nord
Firenze Sud- Pisa Nord
Prato est – Pisa Nord
Firenze Ovest – Pisa Centro
Firenze Scandicci – Pisa Centro
Calenzano – Pisa Centro
Firenze Impruneta – Pisa Centro
Firenze Sud – Pisa Centro
Prato est – Pisa Centro
Firenze Ovest – Livorno
Firenze Scandicci – Livorno
Calenzano – Livorno
Firenze Impruneta – Livorno
Firenze Sud – Livorno
Prato est – Livorno

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Comitato Difesa Motorizzazione di Pisa: Sede a Ospedaletto? Buona notizia e ottima collocazione, ma attendiamo fatti concreti

Motorizzazione, finalmente una buona notizia. Anche se la cautela è d’obbligo.

“Siamo molto soddisfatti dell’annuncio del Sindaco di Pisa Michele Conti di una soluzione a portata di mano – fanno sapere dal Comitato per la difesa della Motorizzazione il presidente CNA Matteo Giusti, il presidente Amici di Pisa Stefano Ghilardi e i portavoce delle agenzie di pratiche auto Michele Bulleri e autoscuole Andrea Arzilli Unasca e Massimo Mosi, Confarca -. Per di più pare trattarsi di una ubicazione da noi già considerata positivamente nei giorni scorsi, cioè nella zona di Ospedaletto, facilmente raggiungibile da tutta la provincia e con una logistica favorevole. Inoltre l’area individuata, della società Valdarno, per caratteristiche e spazi parrebbe avere le dimensioni necessarie ad ospitare tutte le attività della Motorizzazione Civile, non solo le attività di sportello e gli uffici quindi, bensì aule per esami, piazzali all’aperto per prove pratiche e spazi coperti per le piattaforme tecniche adibite alle revisioni sia per mezzi pesanti camion e bus, che per vetture e simili e ai collaudi.
È molto positivo che l’impegno e la volontà del Comune di Pisa (che è bene sottolineare non ne ha l’obbligo) di individuare una nuova sede per la Motorizzazione Civile di Pisa, abbia trovato uno sbocco che però adesso il Ministero dei Trasporti ha la responsabilità e il dovere di formalizzare.

Il 1° settembre è vicino.

Visti i recenti sviluppi a livello nazionale non vorremmo che tutto si bloccasse di nuovo, – è la conclusione del Comitato – quindi ottimismo sì, ma anche cautela in attesa degli atti necessari e del trasferimento effettivo.
Pisa non può perdere questo essenziale servizio per i cittadini e per le imprese per cui già si verificano spesso disagi per ritardi e intasamenti. Già adesso sono bloccati alcuni servizi in attesa della riorganizzazione e auspichiamo che non ci siano ulteriori disagi nella fase transitoria”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa