STUDI DI SETTORE – Individuati gli studi destinatari del sistema premiale per il 2017

L’Agenzia delle entrate ha pubblicato il provvedimento che regola l’accesso al regime premiale per il periodo d’imposta 2017 confermando gli stessi criteri utilizzati per il periodo d’imposta 2016.

Il “premiale”, previsto dall’articolo 10 del Dl 201/2011, spetta alle imprese che applicano gli studi di settore e risultano congrue, normali e coerenti.

Per il periodo d’imposta 2017 sono stati individuati 155 studi di settore (sul totale di 193), che rispondono a criteri di affidabilità anche in base a specifici indicatori di valutazione soggettiva.

L’individuazione degli studi di settore potenzialmente premiabili, consente più facilmente alle imprese di valutare i risultati dell’applicazione degli studi di settore per il 2017 e l’ottenimento dei benefici del sistema premiale, ma anche, qualora non congruo, di valutare l’opportunità di un adeguamento spontaneo ai risultati stimati dallo studio per ottenere i relativi benefici del sistema premiale.

Si ricorda che i benefici premiali previsti per i soggetti “virtuosi” sono la preclusione da altri accertamenti basati su presunzioni semplici, la riduzione di un anno dei termini di decadenza per l’accertamento e l’elevazione della soglia oltre la quale è possibile l’applicazione del cd. redditometro.

È comunque l’ultimo anno che si applica tale metodologia di individuazione dei soggetti “potenzialmente” destinatari del regime premiale. Infatti, dal prossimo anno (periodo d’imposta 2018) entreranno in vigore gli Indici Sintetici di Affidabilità (cd. ISA) che sostituiranno gli studi di settore.

Per informazioni contattaci senza impegno:  fiscale@cnapisa.it

ABUSIVISMO – Un crimine contro le imprese oneste e un pericolo per i consumatori

Con il quarto episodio della serie #impreseimpossibili torniamo in scena con la tragica piaga dell’abusivismo

Gli abusivi svendono le professioni, in barba a ricevute, tasse, permessi e certificazioni: una concorrenza sleale che crea danni seri. E a rimetterci siamo tutti. Insomma, andare avanti nelle regole sembra un’impresa impossibile. Eppure in Italia ne esistono oltre 6 milioni.

L’abusivismo ti danneggia?
Non arrenderti! CNA è conte te 👍

Per maggiori informazioni: 

VOUCHER DIGITALIZZAZIONE PMI – Stanziate ulteriori risorse per circa 240 milioni di euro

Marlene Sotomayor – Finart CNA Pisa

Rifinanziare il voucher digitalizzazione per le PMI

È quanto prevede il decreto di incremento delle risorse, attualmente al vaglio della Corte dei Conti, a disposizione delle piccole e medie imprese. I fondi dovrebbero triplicare, portando il contributo spettante a ciascuna impresa a circa il 27%dell’investimento ammissibile. Per la percentuale definitiva occorrerà, tuttavia, attendere l’esito dei controlli sulle dichiarazioni delle imprese partecipanti, che potrebbero portare una diminuzione delle spese effettivamente ammissibili, con conseguente ulteriore incremento della percentuale finale spettante ad ogni singola azienda.

Sono in arrivo altri 240 milioni di euro per finanziare il voucher digitalizzazione, che vanno ad aggiungersi ai 100 milioni di euro già presenti.

Il decreto che aumenta le risorse è al vaglio della Corte dei Conti e permetterà di risollevare le sorti di uno strumento che, a seguito dell’alta partecipazione delle PMI, rischiava di vedere vanificati gli effetti sulla digitalizzazione delle imprese.

Anche se ad oggi non sono ancora certi i tempi di uscita del bando e quindi nemmeno i tempi della relativa domanda consigliamo di contattare preventivamente i nostri uffici in modo da preparare per tempo la documentazione.

Per informazioni e preparare la nuova domanda: 

Marlene Sotomayor
Tel. 050 876594 e cell. 342 8089205

Il Giardino degli Antichi Sapori – Oggi la presentazione ufficiale in Camera di Commercio

25, 26 e 27 maggio – Giardino Scotto, Pisa
Viaggio nella cultura pisana attraverso arte, storia e tradizioni culinarie

Non solo cibo, bensì cultura, sensazioni, sentimenti, storie ed esperienze. E nella rassegna “Il Giardino degli Antichi Sapori” organizzata dalla CNA di Pisa dal 25 al 27 maggio, nella splendida e rinnovata cornice del Giardino Scotto in pieno centro storico a Pisa, ci saranno tutti questi ingredienti. In occasione del Giugno Pisano, un intero mese durante il quale, come ogni anno, attraverso rievocazioni storiche e di costume e le iniziative culturali, gli spettacoli, i concerti e le manifestazioni ad esse correlate, si perpetuano festeggiando le tradizioni della città di Pisa. “Il giardino degli antichi sapori” ha l’obiettivo di far conoscere la città fin dalle sue più antiche origini, ripercorrendo le principali epoche storiche che l’hanno caratterizzata, soffermandosi principalmente sull’epoca medievale, quando Pisa ha vissuto una fiorente espansione, fino a diventare un centro strategico per l’Italia e il Mediterraneo. Luogo deputato ad accogliere l’evento sarà il Giardino Scotto, interessato negli anni passati da diversi interventi archeologici. Durante le tre giornate previste per lo svolgimento dell’evento si terranno delle conferenze gratuite sull’argomento che permetteranno ai visitatori di apprendere i risultati di queste campagne di scavo.

«Il giardino degli antichi sapori” sarà un percorso anche nei gusti e nei sapori del passato attraverso degustazioni delle pietanze che si consumavano in epoca medievale, preparate con prodotti a km zero e con l’impegno delle aziende agroalimentari di portare avanti metodologie di coltivazione orientate alla sostenibilità ed eco compatibilità, all’insegna del mangiar sano e genuino. Le aziende agroalimentari del territorio, riunite nel Consorzio Toscana Sapori si faranno portavoce dell’immenso patrimonio enogastronomico pisano, presentando i prodotti tipici della zona che verranno elaborati e trasformati dai cuochi dell’Associazione Cuochi in pietanze e ricette della più antica tradizione della cucina toscana, in un excursus storico che ripercorrerà la tradizione culinaria dall’antichità ad oggi. E non a caso l’evento si può fregiare del patrocinio di “Vetrina Toscana” il progetto di Regione e Unioncamere Toscana che promuove ristoranti e botteghe che utilizzano prodotti tipici del territorio, oltre che del brand “Terre di Pisa” lanciato da Cciaa Pisa.

Inoltre l’evento si fregerà della presenza della chef Cristina Pistolesi che terrà dei laboratori sulla cucina medievale, con ricette rivisitate e tramandate ai giorni nostri e come special guest anche lo chef stellato Luciano Zazzeri de La Pineta di Marina di Bibbona, si cimenterà in uno show cooking proprio nel giorno di apertura della rassegna venerdì 25 maggio a partire dalle ore 17. Unitamente alle antiche arti e i mestieri legati all’agricoltura, al mondo rurale e all’artigianato, per comprendere la loro evoluzione nel tempo, a testimonianza di una tradizione radicata sul territorio e della esigenza di divulgazione del sapere popolare, caratteristica di ogni aggregazione sociale.

«Questa iniziativa nasce nell’ottica di valorizzare la città ed il territorio di Pisa – ha fatto notare Matteo Giusti presidente di CNA Pisa – puntando ad esaltare e a far conoscere i siti meno rinomati al grande pubblico e suggerendo una nuova proposta di turismo che coinvolga il territorio attraverso le sue diverse espressioni partendo dalla storia, tradizioni, cultura ed espressioni artistiche, usufruendo delle bellezze naturali, fino al suo patrimonio agro-alimentare che promuove le tradizioni eno-gastronomiche basate sul rispetto del territorio e dei suoi prodotti. “Il giardino degli antichi sapori” vuole offrire una visione della città non più riduttiva e limitata, dal punto di vista culturale e artistico, alla fama, da sempre goduta e riservata unicamente alla torre di Pisa e a Piazza dei Miracoli. La città è depositaria anche di un immenso patrimonio storico e culturale, sconosciuto ai più, ma non per questo meno pregevole o poco meritevole di attenzione. La sede prescelta è il Giardino Scotto, luogo di indubbio fascino e bellezza, ad oggi non inserito tra i principali e consueti percorsi turistici, che è stato interessato negli anni passati da importanti campagne di scavo archeologico, onde portare a conoscenza di tutti i tesori che si nascondono sotto la superficie della città, affinché gli abitanti del territorio possano recuperare le proprie radici e apprendere le fonti dei propri usi e tradizioni da trasmettere alle future generazioni». «Nel Giardino dei Sapori – ha ribadito Valter Tamburini presidente della Camera di Commercio di Pisa – ciò avverrà anche attraverso la valorizzazione del patrimonio eno-gastronomico locale, la relazione tra i nostri consumi e la filiera produttiva agricola ed agroalimentare con riferimento al tessuto produttivo locale e alla stagionalità. E inoltre attraverso la valorizzazione e tutela del patrimonio culturale e produttivo rappresentato dall’artigianato artistico. In piena sintonia con il marchio Terre di Pisa che abbiamo lanciato come Cciaa». Sono previsti alcuni seminari con dimostrazioni di acconciature e trucco, in un excursus storico dall’età medievale ai giorni nostri. Ovviamente in un quadro di rievocazione e valorizzazione delle tradizioni di Pisa non potrà mancare la musica nei tre giorni di manifestazione, durante i quali si racconterà e si potrà ascoltare come è cambiata la musica ed il gusto musicale negli anni. Per consentire una più larga partecipazione delle famiglie, sono previsti momenti dedicati ai bambini come vere e proprie ludoteche, ma anche laboratori didattici per permettere ai più piccoli di imparare e conoscere, divertendosi, la storia di Pisa.

Programma
Venerdì 25 maggio
Ore 16 – Inaugurazione
Ore 16-20 – Mostra mercato enogastronomica/artistico-tradizionale
Ore 16-19 – Laboratori con i bambini
Ore 17-18 – Cooking show con lo chef stellato Luciano Zazzeri

Sabato 26 maggio
Ore 10-20 – Mostra mercato enogastronomica/artistico-tradizionale
Ore 10-13 – Laboratori con i bambini
Ore 11-13 – Paolo Ciolli, chef scrittore, presentazione libro ‘Pisa da gustare’ e show cooking
Ore 16-19 – Laboratori con i bambini
Ore 16.30-18 – Laboratori di cucina con Cristina Pistolesi. Cuciniamo insieme: lezione di cucina dove gli spettatori saranno i veri protagonisti dello show cooking, elaborando insieme alla chef Cristina Pistolesi una ricetta medievale
Ore 18-19 – Battaglia Mazzascudo
Ore 19 – Aperitivo in Musica con l’associazione cuochi pisani accompagnato dalle voci del Ensemble Pisa Early Music

Domenica 27 maggio
Ore 10-20 – Mostra mercato enogastronomica/artistico-tradizionale
Ore 10-13 – Laboratori per bambini
Ore 11-13 – Cooking show Paolo Ciolli, presentazione libro ‘Pisa da gustare’
Ore 16-19 – Laboratori per bambini
Ore 16 -17 – Show cooking con la chef Elisa Masoni con“Canederli alla toscana”
Ore 17-18 – Balestrieri
Ore 19 – Aperitivo in musica con l’associazione cuochi pisani accompagnato dalle voci del Ensemble Pisa Early Music

Attività – Rievocazioni storiche. L’epoca medievale sarà rappresentata anche attraverso una serie di manifestazioni di rievocazione storica: guardie all’entrata del Giardino che accolgono i visitatori; benedizione delle bandiere; guerra con le spade; battaglia con il Mazzascudo; scuole di sbandieratori e tamburini.

Laboratori per i bambini (Associazione Culturale CoolTouralMente)
Viaggio attraverso le spezie: fascia d’età: 5-12 anni. Laboratorio finalizzato, attraverso un’esperienza multisensoriale, alla conoscenza delle erbe aromatiche e delle spezie in medicina, cosmesi ed in cucina. I partecipanti potranno dipingere utilizzando le spezie precedentemente conosciute riuscendo così ad apprezzare il loro colore, il profumo intenso e la loro consistenza.
I piccoli arcieri. fascia d’età: 5-12 anni. L’arco è una delle armi più semplici e antiche che l’uomo abbia costruito e utilizzato e nell’immaginario collettivo sono gli arcieri medievali ad essere sicuramente collegati alle grandiose battaglie. Fortunatamente i tempi sono cambiati ma l’arco e le frecce rimangono un gioco affascinante e facile da costruire! Basta una canna di bambù e dello spago e tutti possiamo difendere Pisa dagli attacchi dei nemici! Al termine una bella gara di tiro con l’arco! I bambini potranno portare a casa i loro lavori.
Costruiamo il castello, fascia d’età: 5-10 anni. A cosa serviva il giardino Scotto? Cosa sono questi torrioni che lo circondano? Scopriamo come erano costruite le fortezze nel medioevo, a cosa servivano e costruiamo un modellino 3d di un castello, con merli, ponti levatoi, torrioni di guardia. I bambini, al termine del lavoro, potranno portare a casa i loro lavori.
Pisa e i suoi simboli, fascia d’età: 5-12 anni. Lo stemma di Pisa, nei primi anni del XIII secolo, conteneva l’immagine di un’aquila nera col volo abbassato, in campo d’oro, oggi simbolo della Provincia, sostituita poi dalla famosa “Croce”. Scopriamo insieme quale era l’origine di questi simboli e a cosa servivano gli stemmi come questo nel Medioevo. Tramite alcuni pannelli verranno illustrate le origini di questo stemma che campeggia tutt’oggi in ogni angolo della città. I partecipanti potranno, dopo la spiegazione, realizzare piccoli calchi in gesso della croce pisana e dell’aquila da poter usare come pendagli.

Programma laboratori
Venerdì 25 maggio 16-19 – Costruiamo il castello. I piccolo arcieri
Sabato 26 maggio 10-13 – Viaggio attraverso le spezie. Costruiamo il castello
Sabato 26 maggio 16-19 – I piccolo arcieri. Pisa e i suoi simboli
Domenica 27 maggio 10-13 – Pisa e i suoi simboli
Domenica 27 maggio 16-19 – Viaggio attraverso le spezie. Costruiamo il castello
Ciascun laboratorio ha la durata di 1 ora e 30 minuti. I laboratori sono adatti a bambini tra i 5 e i 12 anni. Il costo è di 5 euro a laboratorio, per chi ne prenotasse più di uno sono previsti alcuni pacchetti: 2 laboratori 9€; 3 laboratori 13€ e 4 laboratori 17€.

Partners dell’evento “ll giardino degli antichi sapori” promosso da CNA Pisa – “Terre di Pisa” Camera di Commercio di Pisa, “Vetrina Toscana” Regione e Unioncamere Toscana, Consorzio Toscana Sapori, Letizia Lenzi Presidente Compagnia Balestrieri; Massimo Catastini di Ordo Civitas Pisarum (Mazzascudo), Ivana Cerato e Marta Borghese Stairway To Event, Associazione Culturale CoolTouralMente; Cristina Pistolesi di Art in Cooking; David Belsito Presidente Associazione Cuochi Pisani, Giorgio Dracopulos, critico enogastronomico. Hanno assicurato la loro presenza alla manifestazione in vari momenti: Luciano Zazzeri (chef e titolare del ristorante stellato La Pineta di Marina di Bibbona), Paolo Ciolli, (scrittore e chef livornese), Elisa Masoni, chef presso ristorante “La Quercia di Castelletti” di Signa (FI), ben 16 produttori locali di cibi e vini, Bonanni, Destri, Corvaia e Benvenuti (artigiani)

Espositori – Pachineat srl pomodori pachino conserve, Pani e Tulipani (formaggi azienda agricola Pedrazzi e salumi ‘Lo scalco’), Liquori Malloggi, Sirenetta (gelato), Fattoria Uccelliera, Vapori di Birra, Stile di Vino, Azienda agricola L’Avvenire formaggi bio, Valle di Pinino (miele), Biscottificio la Scala (prodotti da forno), L’Oro della Toscana Roberto Primiceri (olio), Profumo di pane (pane e grani antichi), Arcenni Tuscany (chiocciole), Fattoria Sommiano (vino), Birrificio di Buti, Antico Pastificio Morelli (pasta secca)

PRIVACY – CNA: Chiediamo uno stop di sei mesi alle sanzioni, come in Francia

“Le ingiustificabili lentezze del legislatore italiano nel recepimento del Regolamento europeo sulla protezioni dei dati personali rischiano di penalizzare pesantemente le piccole imprese, ossatura e traino del sistema economico italiano. La CNA chiede, quindi,  una fase transitoria di sei mesi nella quale non andranno inflitte sanzioni alle imprese, come già ottenuto in sede Ue dalla Francia”. Lo dichiara il presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino.

“Inoltre – aggiunge  – la CNA chiede una più stretta collaborazione con il Garante per la protezione dei dati personali per diradare preoccupazioni e timori delle piccole imprese.  Chiediamo in particolare che il Garante individui le tipologie di trattamento dei dati che vanno esonerati dalla valutazione d’impatto. Precisi con puntualità le imprese tenute ad adottare il registro sulle attività di trattamento. Espliciti con chiarezza quali soggetti sono obbligati a designare il responsabile della protezione dei dati, considerato che – conclude Vaccarino – alcune risposte hanno generato un clima di profonda incertezza su questo aspetto tutt’altro che secondario della nuova regolamentazione”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

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CREDITO – CNA: “Ecco perché non firmiamo l’accordo Abi – Confindustria”

“La CNA ha deciso di non sottoscrivere l’accordo tra Abi e Confindustria per le nuove garanzie sui crediti bancari. L’intesa, infatti, non promuove un riequilibrio dei rapporti tra banca e impresa rispetto all’aumento delle tutele per gli istituti introdotte dal Dl 59/2016. In sostanza, non individua meccanismi certi a vantaggio delle imprese”. Lo si legge in un comunicato della Confederazione.

“Questo accordo infatti  – sottolinea la nota – lascia inalterato il vincolo alla valutazione del merito di credito dell’impresa indipendentemente dal valore dei beni posti a garanzia. Non introduce maggiori facilitazioni nell’accesso al credito. Non definisce alcuna relazione tra il valore dei beni e il volume di finanziamenti attivabile. Non prevede, inoltre, una attenta attività di monitoraggio per verificare l’effettivo aumento di credito alle imprese, uno dei presupposti all’intesa, per la quale avevamo lavorato negli anni di più acuta stretta creditizia”.

“La nostra bussola – si spiega nel comunicato – è da sempre orientata all’interesse delle imprese, che questo accordo non tutela. I dati reali continuano a segnalare il preoccupante andamento negativo nell’accesso al credito per il sistema produttivo. La riduzione dello stock degli impieghi bancari a febbraio ha toccato i cinquanta miliardi rispetto allo stesso mese del 2017 ed è cresciuta di dieci miliardi rispetto al mese precedente. Una stretta difficile da spiegare in ragione dell’abbondante liquidità di cui dispongono le banche e del calo delle sofferenze, in controtendenza anche con l’andamento positivo del prodotto interno lordo”.

“Di fronte a questi dati – conclude la nota – la CNA è pronta per un confronto vero con il sistema bancario, mirato a individuare iniziative e strumenti funzionali alla ripresa di un flusso che rimane fondamentale per il rilancio dell’economia italiana”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

NAUTICA – CNA: È iniziata la rimonta della nautica italiana da diporto

Dal 2014 al 2018 la produzione è aumentata del 33%

Dopo gli anni della caduta dal 2008 al 2013, a partire dal 2014 è iniziata la rimonta. E il 2017 ha segnato, per il secondo anno, consecutivo la crescita del fatturato. Parliamo della nautica da diporto italiana. Un miracolo? Nessun miracolo, solo la fortissima tenacia e la grandissima qualità di un sistema diffuso di artigiani e piccole imprese. È questo il vero motore che sta spingendo la nostra nautica fuori dalla crisi.

A rilevarlo il Rapporto di ricerca di CNA Nautica “Dinamiche e prospettive di mercato della filiera nautica del diporto”, giunto quest’anno alla sesta edizione, presentato a Viareggio il 12 maggio 2018.

Tra gennaio 2014 e gennaio 2018 la produzione di imbarcazioni da diporto nel nostro Paese è aumentata del 33,1%. Segnando una performance migliore dell’andamento medio del settore manifatturiero. E portando il fatturato complessivo del comparto a quattro miliardi di euro, poco sotto il livello del 2009.

Sta riemergendo a grandi tappe la storica eccellenza produttiva che la crisi aveva azzannato dolorosamente, complice politiche penalizzanti. La più devastante di tutti: la tassa di possesso sulle imbarcazioni da diporto. Una follia che ha messo in ginocchio il mercato nazionale e allontanato dagli approdi italiani un gran numero di diportisti, spingendoli verso gli scali dei Paesi limitrofi, dove questa imposizione non esisteva. Una imposizione assurda che in seguito è stata abolita. Ma ha inferto danni gravissimi le cui conseguenze si soffrono ancora oggi. Anche nel 2016 la flotta nautica italiana immatricolata ha registrato un calo.

Una filiera complessa

Oltre a scontare i danni provocati da miopia politica e invidia sociale, che trasformano un gommone in un oggetto di gran lusso e il suo proprietario in un evasore fiscale incallito, la nautica da diporto paga, purtroppo, anche la sottovalutazione di una contabilità statistica a maglie ridotte. Quando si pesa il valore economico (e sociale, in termini di occupazione e ricchezza diffusa) del comparto si tiene conto solo dell’attività strettamente cantieristica. Vale a dire della costruzione e della riparazione di imbarcazioni. Senza valutare tutte le altre strutture produttive e di servizio funzionali alla nautica da diporto. Un  insieme molto ampio di prodotti, che spazia dal settore tessile (vele e cime) ai mobili (arredi interni), dalla produzione e installazione di macchine e apparecchiature (impianti) ai prodotti in metallo (eliche, ancore), dalla meccanica (motori) alla strumentazione (bussole, radar, Gps, software). Connessa alla nautica, inoltre, è un’ampia gamma di servizi turistici e portuali, che va dalle scuole nautiche al trasporto delle imbarcazioni, dal rimessaggio al refit. Un combinato disposto che vale il 44% del giro d’affari (contro il 56% della produzione) e che  rende la nautica molto più rilevante di quanto emerga dalle statistiche ufficiali, che non ne fanno percepire il reale valore economico e occupazionale e quindi non permettono di misurarne e apprezzarne la portata.

Il ruolo dei “piccoli”

La piccola dimensione delle imprese rappresenta il tratto caratteristico del settore nautico italiano. Dai dati Istat aggiornati al 2015 risulta che le imprese con meno di 50 addetti sono il 97,9% della totalità. E contribuiscono al 46,8% dell’occupazione, al 21,8% del fatturato e al 35,1% del valore aggiunto.

Negli anni della crisi la cosiddetta “piccola nautica” (le imprese che fatturano fino a 5,1 milioni di euro) è stata colpita, però, da un autentico tsunami economico. Tra il 2009 e il 2014 sono state spazzate via il 13,9% delle imprese con il 23,9% di addetti, un dato peggiore del sistema manifatturiero complessivo, che ha perso il 9,7% delle imprese e il 12,2% dei dipendenti. Una selezione darwiniana che ha riguardato, in particolare, le imprese meno dotate patrimonialmente (le società di persone sono calate del 25,9%, le ditte individuali del 16,9%) lasciando in sostanza intatto il numero di società di capitali, diminuite del 2,9%.

Come irrobustire la ripresa

Il recupero del settore nautico – bisogna sottolinearlo – è frutto delle capacità imprenditoriali italiane. Una battaglia condotta in solitudine, senza aiuti e senza sostegni economici. Ma in difetto di una politica di sistema è difficile che il comparto possa esprimere tutte le sue potenzialità. Anzi, rischia di pagare nuovamente pegno in caso di frenata dell’economia. CNA Nautica chiede prima di tutto una politica fiscale meno penalizzante. Sottolinea l’importanza di politiche di sostegno all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo per porre micro e piccole imprese in condizioni di maggiore competitività nella sfida internazionale, anche per evitare la mono-committenza che mette a repentaglio la sopravvivenza di tante piccole imprese in caso di crisi di un grande produttore. Sul fronte dei servizi, è necessario cercare di intercettare e “catturare” la clientela straniera. CNA Nautica propone di snellire la normativa e di semplificare i regimi amministrativi e i controlli (prendendo esempio dai Paesi concorrenti), a esempio diffondendo, per la nautica da diporto, la prassi del Bollino Blu per evitare la duplicazione degli accertamenti. Va, inoltre, potenziata la rete infrastrutturale di porti e approdi turistici e se ne deve migliorare la qualità, l’ampiezza, la profondità dei fondali. L’Italia incide in termini mondiali per l’1,7% nella ripartizione delle marine e per l’8% dei posti barca e ormeggi. Dispone di un porto o di un approdo turistico ogni 14,2 chilometri, mentre la Francia di uno ogni otto e la Spagna di uno ogni 6,4. Un gap che va colmato

(FONTE: Centro Studi CNA)

GDPR – Privacy: seminario per scoprire come mettersi in regola

Lunedì 21 maggio ore 17,00
presso la sede di CNA Pisa (via Carducci, 39 – La Fontina – San giuliano Terme)

A partire dal 25maggio entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo sulla gestione dei dati.

Per aiutare le imprese a saperne di più e non farsi cogliere impreparati riguardo alle nuove norme sulla Privacy, la CNA di Pisa ha organizzato un incontro tecnico in collaborazione con Sixtema.

EVENTO GRATUITO A NUMERO CHIUSO CON ISCRIZIONE OBBLIGATORIA 

Ti stai chiedendo se ti può interessare?
Sì se le domande qui sotto pensi siano rivolte a te:

Chi è obbligato a rispettare le nuove norme?
Quali sono le sanzioni previste?
Come affrontare il cambiamento?
Di quali servizi hanno bisogno le imprese?
Cosa può offrire CNA alle imprese?

Ne parleremo con il dott. Stefano Pavani della CNA di Reggio Emilia ed altri esperti del settore che illustreranno le novità e risponderanno alle domande.

EVENTO A NUMERO CHIUSO CON REGISTRAZIONE OBBLIGATORIA 

Per registrarti:
CLICCA QUI ADESSO

Per ulteriori informazioni: Ufficio Privacy CNA – privacy@cnapisa.it – 050876425

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FATTURAZIONE ELETTRONICA – Emanate le prime soluzioni operative in linea con le richieste della CNA

Ora occorre un governo per proroga e sperimentazione

Con il provvedimento attuativo numero 89757/2018 del 30 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le istruzioni operative, vale a dire le regole tecniche ed i primi chiarimenti applicativi per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche tra soggetti privati il cui obbligo scatterà, in base all’attuale normativa, dal 1° gennaio 2019.

Il provvedimento accoglie la maggior parte delle richieste di semplificazione avanzate dalla CNA nell’ambito del Forum italiano sulla fatturazione elettronica, coordinato dall’Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda, invece, il rinvio dell’obbligo di fatturazione elettronica per la cessione dei carburanti e la previsione di un periodo di sperimentazione occorrerà attendere la formazione del Governo.

Rinviando, per gli opportuni approfondimenti, ad una circolare di prossima emanazione, si anticipano di seguito i principali obiettivi raggiunti:

  1. App e software gratuiti per emettere e trasmettere allo SdI le fatture elettroniche. Al fine di rendere agevole, efficiente e poco onerosa la gestione del nuovo processo obbligatorio di fatturazione, l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione gratuitamente una procedura web, un’app utilizzabile da smartphone ed un software da installare sul PC che consentiranno la predisposizione e la trasmissione tramite lo SdI delle fatture elettroniche;
  2. Conservazione elettronica delle e-fatture. La conservazione effettuata dallo SdI ha valenza fiscale, civilistica e penale. Nello specifico, i cedenti/prestatori e i cessionari/committenti residenti, stabiliti o identificati in Italia possono conservare elettronicamente le fatture elettroniche e le note di variazione trasmesse e ricevute attraverso il Sistema di interscambio, utilizzando il servizio di conservazione elettronica, conforme a quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad), gratuitamente messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate, dopo aver aderito, anche tramite intermediari, all’accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia.
  3. Ruolo degli intermediari nella gestione delle e-fatture. Gli intermediari possono ricevere e trasmettere le fatture per conto dei propri assistiti e, previa delega, consultare ed acquisire le fatture o i duplicati informatici messi a disposizione in una apposita area riservata. La delega può essere conferita e revocata tramite le funzionalità rese disponibili nel sito web dell’Agenzia o presentando l’apposito modulo presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate.
  4. Eliminazione delle ricevuta di rifiuto o accettazione della e-fattura. Al fine di arginare pratiche commerciali scorrette volte a ritardare il pagamento delle fatture, sono state eliminate le notifiche di rifiuto/accettazione della fattura elettronica.

Per leggere la circolare, le specifiche tecniche e il provvedimento CLICCA QUI

 

ACCORDO CNA – IIS DA VINCI-FASCETTI: Formare i professionisti del futuro

Firmata convenzione alla sede CNA

CNA e Istituto Istruzione Superiore Leonardo Da Vinci-Fascetti hanno stretto un accordo per formare le professionalità che servono alle imprese. La convenzione fra CNA di Pisa e ITI Da Vinci è stata firmata venerdì 9 marzo presso la sede CNA de La Fontina. Alla base di questo innovativo accordo fra scuola e mondo delle imprese l’introduzione di conoscenze di base indispensabili per entrare in sintonia con il mondo del lavoro nel settore dell’Information Comunication Tecnology a partire dalle prime esperienze concrete come l’alternanza scuola-lavoro, cui hanno aderito già 25 imprese.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato il presidente CNA Matteo Giusti – è di proporre alle imprese del settore ICT studenti che abbiano quelle competenze di base indispensabili a entrare subito nei processi produttivi delle nostre aziende: innovazione digitale, impresa 4.0, comunicazione, tecnologie web-based, linguaggi di programmazione. Sono queste le materie che i ragazzi dell’ITI affronteranno a scuola per essere pronti a entrare in contatto con le imprese dell’ICT pisane,  e fare così una esperienza utile a loro, professionalizzante e che permette anche alle imprese di testare le nuove leve. Si consideri infatti che troppo spesso l’offerta di lavoro c’è specie per profili molto specializzati e con alto standard di professionalità. Ma non si trovano candidati adatti. Ed ecco che percorsi di formazione che partono da lontano, possono colmare questo gap. Noi ci proviamo e siamo fiduciosi che questo accordo possa portare risultati per tutti : giovani in cerca di lavoro e di futuro e aziende in cerca di persone che le facciano crescere”.

Alla conferenza stampa seguita alla firma della convenzione  hanno partecipato il preside dell’ITI Da Vinci  Prof. Ing. Fortunato Nardelli; il Presidente CNA Pisa Matteo Giusti; il portavoce CNA ICT locale e Nazionale Luca Tavani, Barbara Carli coordinatrice ICT CNA, con il direttore generale CNA Rolando Pampaloni.

Luca Tavani ha così illustrato i contenuti  dell’accordo: “nella Convenzione con l’istituto ITI Da Vinci di Pisa, abbiamo concordato di anticipare alla classe 4° gli insegnamenti relativi alle tecnologie web based: HTML, Javascript e PHP, in modo che gli alunni abbiano delle basi concrete per poter essere inseriti in alternanza scuola-lavoro nelle aziende del settore ICT. L’inserimento avverrà a giugno di ogni anno per un massimo di 3/4 settimane. L’Istituto Da Vinci è interessato, per l’alternanza scuola-lavoro, a conoscere anche realtà legate al settore della comunicazione on line e su questo ci saranno pure dei percorsi specifici.

 Inoltre è stata anche prevista la possibilità di pianificare durante il corso dell’anno degli storytelling degli imprenditori del territorio, per far conoscere ai ragazzi la realtà socio economica che li circonda, in modo da aiutarli a scegliere il loro percorso formativo prima e lavorativo, poi. Con i titolari di imprese che per una lezione faranno i professori” . La conclusione del Preside del Da Vinci Fascetti Fortunato Nardelli è che “sono preziose opportunità per gli studenti di cui ringraziamo CNA e le imprese del settore ICT; l’alternanza scuola lavoro deve essere orientata sempre più verso la concretezza dell’esperienza lavorativa. Il nostro compito è trasmettere cultura certo e riteniamo un dovere che nella costruzione del percorso formativo ci si confronti con le realtà produttive”.

(FONTE – Ufficio Stampa CNA Pisa)