Rimettiamo in modo l’Italia usando le risorse europee

Nel dibattito su Mes e Recovery fund, CNA, dalle colonne del quotidiano “Il Foglio”, sottolinea la necessità di un utilizzo efficiente di tutte le risorse comunitarie per “rimettere il Paese sul sentiero della crescita”.

La confederazione “da tempo sollecita la definizione urgente di progetti di medio e lungo periodo per potenziare la produttività”. Per evitare danni irreparabili al tessuto produttivo del Paese e in particolare alle micro e piccole imprese è necessario assicurare un rapido e consistente sostegno finanziario al sistema produttivo. Garantire liquidità è la priorità nella fase di emergenza. “L’insieme degli strumenti europei possono attivare per il nostro Paese risorse intorno ai 500 miliardi di euro, di cui circa 200 per l’acquisto di titoli di Stato e circa 170 dal Recouvery Fund”.

Ma il dibattito non si ferma solo a questi aspetti. Nell’articolo si sottolinea come “il confronto in Europa ha modificato in profondità i riferimenti tradizionali.” Ci sono molte questioni da dirimere che non possono più, come in passato, essere ricondotte all’asse franco-tedesco.

“Ad esempio, la dimensione del bilancio è ancora aperta, così come la composizione tra le risorse a fondo perduto e i finanziamenti. Non meno importanti saranno i criteri di ripartizione, quanto durerà il programma, le modalità di rimborso dei prestiti, gli obiettivi e le condizioni delle misure. Il nostro Paese dovrebbe costruire un elenco puntuale di priorità.” E per la CNA il punto da cui partire è la semplificazione del modello statale, “accompagnata da un fisco moderno, da rinnovata capacità di progettazione e da strumenti capaci di trasmettere al sistema produttivo le ingenti risorse in arrivo”.

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CNA Federmoda Toscana – Un piano operativo a favore della Filiera Moda

CNA Federmoda Toscana propone una vera  e propria piattaforma a sostegno della manifattura di qualità

CNA Federmoda Toscana ha elaborato un piano operativo di proposte a sostegno della Filiera Moda per difendere il valore e la sostenibilità economica della manifattura di qualità. Il blocco delle attività tra marzo e aprile ha aumentato la consapevolezza che si debba ripartire e che questo sia possibile se tali proposte verranno adottate.

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FASE 3 – Il Governo acceleri i tempi di erogazione delle risorse a Fsba

Dal 19 maggio al 30 giugno sono passati oltre 40 giorni

Un’eternità, in tempo di crisi, per quanti magari non hanno i soldi per fare la spesa. Eppure tanti giorni sono occorsi perché una prima parte dello stanziamento per finanziare la cassa integrazione dei dipendenti delle imprese artigiane, previsto del Decreto Rilancio, arrivasse nella disponibilità del Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato (Fsba) mettendolo nelle condizioni di riprendere, finalmente, a pagare il sostegno al reddito agli oltre 600mila lavoratori ancora in attesa di percepire l’assegno di marzo e aprile. Speriamo di non dover attendere altri 40 giorni per ogni accredito successivo.

Questa tempistica non è ragionevole né rispettosa delle impellenti necessità di chi da mesi è senza stipendio”. Ed il fatto che sia in arrivo una prima tranche delle risorse previste per il FSBA per circa un terzo del totale è una buona notizia ma non deve rassicurare.

La CNA infatti sollecita il Governo – continua la nota – a sbloccare la situazione immediatamente, facilitando e accelerando i tempi di erogazione delle prestazioni connesse all’emergenza Covid-19 per il tramite di FSBA. Chiede, altresì, di trovare con urgenza risorse aggiuntive per fare fronte alle numerose domande che continuano ad arrivare e per quelle relative al mese di maggio a causa del perdurare di una crisi che – conclude il comunicato della CNA – rende le risorse finora stanziate non più sufficienti.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il Decreto Interministeriale di un primo trasferimento delle risorse a FSBA per far fronte alle richieste di prestazioni di sostegno al reddito connesse all’emergenza epidemiologica.  Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanze, a fronte della nota inviata da FSBA connessa al monitoraggio delle prestazioni, ha finalmente previsto il trasferimento al Fondo della somma di 248.265.611,15 euro. 

Si tratta di una prima tranche delle risorse destinate al Fondo, che in totale assomma a 765 milioni di euro, che consentiranno in breve tempo di dare risposta a numerose domande di integrazione salariale. Tuttavia, nonostante tutti gli adempimenti burocratici siano stati espletati, le risorse non sono ancora state accreditate sui conti correnti di FSBA, ma tale trasferimento ci è stato appena assicurato che avverrà in questi giorni (testo chiuso il 29/6).

Come previsto dalla normativa, i successivi trasferimenti saranno effettuati sempre a seguito del monitoraggio effettuato dal Fondo sull’andamento del costo delle prestazioni e, per questo motivo, rinnovo a tutti noi l’invito a continuare nella puntuale gestione delle domande e delle comunicazioni.

VERSAMENTI FISCALI DI GIUGNO – Accolta la richiesta di proroga di CNA

È stata accolta la nostra richiesta per lo slittamento della scadenza al 30 giugno per la liquidazione delle imposte sui redditi e dell’Iva

La nostra lettera al MEF per chiedere la proroga

Nei giorni scorsi abbiamo scritto al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per chiedere una proroga, motivata dai ritardi nelle procedure di calcolo per la determinazione delle imposte a causa dei numerosi adempimenti conseguenti le nuove misure fiscali per fronteggiare l’emergenza Covid-19.

Accolta la richiesta di proroga

Il ministero dell’Economia ha reso noto che è in arrivo la proroga. In un comunicato il MEF ha indicato che per “tener conto dell’impatto dell’emergenza Covid-19 sull’operatività dei contribuenti di minori dimensioni e, conseguentemente, sull’operatività dei loro intermediari, è in corso di emanazione il Dpcm che proroga il termine di versamento del saldo 2019 e del primo acconto 2020 ai fini delle imposte sui redditi e dell’Iva, per i contribuenti interessati dall’applicazione degli ISA, compresi quelli aderenti al regime forfettario.

Il nuovo termine per il versamento

Il termine di versamento in scadenza il 30 giugno sarà prorogato al 20 luglio, senza corresponsione di interessi. Accogliamo con soddisfazione il provvedimento, anche se rileviamo che sarebbe stato opportuno concedere più tempo.

LITORALE – CNA Pisa: “Anche via Maiorca, la sera, va chiusa al traffico”

“La chiusura alle auto del litorale ha dato ‘centralità’ a Marina di Pisa”

.CNA Pisa interviene sul tema chiusure al traffico sul litorale pisano, con una nuova proposta. Una proposta emersa con nettezza in seguito alla capillare consultazione degli operatori economici di via Maiorca condotta da CNA Pisa HoReCa.

“Anche via Maiorca la sera va chiusa al traffico – si legge in una nota della CNA di Pisa – secondo noi l’orario ottimale è dalle 20 alle 24 nei giorni feriali, per arrivare all’una nel fine settimana in modo da non interferire o almeno limitare al massimo i disagi, alle attività commerciali che fino alle 21 sono aperte magari riservando alcuni stalli di sosta nelle vie immediatamente limitrofe proprio per la clientela degli esercizi commerciali. Con questo orario si estenderebbe la possibilità anche alle attività come ristoranti bar e altri esercizi di via Maiorca di beneficiare della iniziativa di chiusura del lungomare. Una decisione, questa della chiusura alle auto, che ci sentiamo di condividere, ma sulla quale occorrerà individuare un momento di verifica e di eventuale correttivo a fine stagione.

E nel conto vanno messe anche le esigenze dei cittadini residenti oltre che dei frequentatori, con una circolazione che snellisca i flussi di traffico e con idonee possibilità di parcheggio, magari con zone dedicate ai residenti stessi.

Già sin d’ora però si può notare che la sera, la chiusura alle auto del Lungomare funziona alla grande ed ha dato una straordinaria ‘centralità’ a Marina di Pisa. Quindi è una direzione corretta rispetto alla quale occorre, con grande attenzione, limitare i risvolti negativi e massimizzare quelli positivi.

Durante il giorno invece (del resto come declamava il D’Annunzio “ O Marina di Pisa quando folgora il solleone….) vuoi perché vengono preferiti i locali balneari, vuoi perché ancora non è diventata una abitudine, la frequentazione della passeggiata e dei locali è ancora minima. Magari nelle stagioni più fresche potrà essere il contrario e quindi occorre capire bene il susseguirsi delle stagioni, e graduare di conseguenza con il mutare delle esigenze e delle aspettative, anche orari e modalità di accesso al litorale ed al lungomare. Occorrono secondo noi, gradualità e flessibilità per arrivare alle condizioni ottimali senza pregiudizi e con la giusta dose di innovazione

Come ultima proposta e come già detto anche in altre occasioni, occorre pensare ad un potenziamento dei servizi di trasporto pubblico anche la sera/notte e introdurre anche la possibilità di integrarlo con il servizio taxi ed ncc: le categorie sarebbero ben disponibili a esaminare opportunità e avanzare proposte operative”.

TURISMO – Come rilanciare un settore strategico

Oltre 300mila imprese e un milione di lavoratori guardano all’estate con speranza per la ripartenza del turismo. E’ fondamentale che gli italiani rispondano in massa per compensare almeno in parte la perdita di turisti stranieri. Bisogna evitare che uno dei settori trainanti dell’economia italiana entri in una spirale negativa. È quanto evidenziato da CNA Turismo agli Stati Generali del turismo a Villa Pamphilj dove hanno partecipato Marco Misischia e Cristiano Tomei, rispettivamente Presidente e Coordinatore nazionale di CNA Turismo e Commercio.

I danni sin qui registrati sono enormi. Solo nel primo trimestre 2020 per l’intera filiera del turismo si stima una perdita di 15,6 mld di euro. Al termine del secondo trimestre le perdite stimate potrebbero arrivare a 25,3 miliardi pur considerando una graduale ripartenza degli spostamenti e dei viaggi dopo il termine del lockdown. Il bilancio dei primi sei mesi rischia di presentare una perdita di 41 miliardi di euro. Si tratta di un valore enorme considerato anche che nel 2019, in presenza di una stagione turistica ordinaria, il fatturato realizzato aveva sfiorato i 57 miliardi di euro.

La perdita più consistente riguarderà il settore della ricettività (-13 miliardi di euro) ma il crollo del fatturato investirà in ogni caso tutta la filiera: la ristorazione (- 6,9 MLD di euro), lo shopping turistico (-6,1 MLD di euro), i trasposti turistici gestiti da imprese private (-6,7 MLD di euro), le agenzie di viaggio con (-2 MLD di euro), la cultura (-2,7 MLD di euro) e le escursioni e il turismo esperienziale (- 3 MLD di euro).

Davanti a una crisi così profonda, CNA ha sostenuto precise istanze per affrontare l’emergenza che hanno trovato risposte dal governo nel Decreto Rilancio a partire dal bonus turismo per promuovere la ripartenza nell’immediato del settore . Inoltre l’estensione della durata delle concessioni demaniali fino al 2033 in tutti i comuni costieri italiani al fine di dare stabilità al comparto turistico marittimo, settore tra i primi ad essere interessato alla ripartenza turistica soprattutto nel periodo tra luglio e settembre.

Le altri principali misure riguardano l’ampliamento del sostegno per gli affitti degli immobili adibiti ad attività ricettive e commerciali, dell’alberghiero e dell’extra alberghiero, delle agenzie di viaggio/tour operator; il sostegno al reddito delle imprese, l’esenzione di imposte e tributi locali per il periodo dell’emergenza sanitaria; la sospensione di utenze commerciali che non possono risentire di imputazioni di oneri e interessi;

Agli Stati Generali, CNA ha avanzato proposte di lungo termine per il settore partendo da un piano straordinario di medio e lungo termine che abbia al centro il rilancio agli investimenti, pubblici e privati, mettendo in campo tutte le risorse disponibili per un progetto di promozione all’estero per riconquistare i mercati perduti che comprenda anche la ristrutturazione e la valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive. Inoltre è necessario il potenziamento delle infrastrutture sviluppando modalità di accesso a tutte le destinazioni turistiche italiane attraverso collegamenti aerei, ferroviari, marittimi oltre che stradali ai quali legare soluzioni integrate e sostenibili; l’utilizzo dei poli culturali quali musei, teatri, biblioteche, aree archeologiche insieme all’integrazione delle politiche turistiche nazionali con quelle regionali, la valorizzazione delle eccellenze territoriali, dei siti Unesco, dei parchi archeologici, marini, naturali, dei borghi, risulteranno fondamentali, per aumentare la capacità di attrazione del turismo italiano. Proprio per queste ragioni, è fondamentale implementare le politiche turistiche dei territori per dare risalto alle specialità identitarie locali (volano per la ripartenza del turismo) incoraggiando la promozione e l’artigianato di qualità, soprattutto se finalizzati ai percorsi del gusto, dei saperi e della tradizione.

Inoltre una Governance permanente del turismo attraverso i tavoli istituzionali per monitorare tutte le fasi del processo di ripartenza e di rilancio del turismo in Italia, per condividerne con le imprese le strategie e la messa in pratica delle azioni e delle misure necessarie, anche in ambito europeo, in modo da cogliere obiettivi irrinunciabili nel segno dell’innovazione, dell’integrazione e dell’aumento della competitività e della specializzazione del sistema turistico nazionale.

Mascherine – Paradigma della debolezza del Made in Italy

Dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio circa la messa in commercio delle mascherine ad un prezzo imposto al consumo che non poteva superare i cinquanta centesimi, CNA ha subito paventato il pericolo di una massiccia importazione di prodotti dalla Cina o da altri Paesi dove diritti del lavoro, rispetto dell’ambiente, etica e responsabilità sociale sono considerati un disturbo allo sviluppo economico.

Fin dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria, CNA Federmoda Toscana ha ritenuto encomiabile che molte aziende della moda avevano deciso organizzarsi e di alimentare la filiera toscana delle mascherine. È stato così che numerose imprese si sono impegnate nella produzione delle mascherine tipo “Toscana 1” che potevano essere realizzate e commercializzate ad uso della collettività. Nel contempo molte aziende si sono spinte oltre nella ricerca ed utilizzo di materiali lavabili e nel confezionamento di mascherine riciclabili.

Si tratta di un prodotto non solo di qualità, ma che garantisce anche la legalità della filiera. L’amara considerazione, alla luce delle cronache emerse in questi giorni a proposito di dispositivi di protezione individuale fuori legge, è che ancora una volta, è necessario avere piena contezza del costo del lavoro in Italia:

il prezzo delle mascherine fissato a cinquanta centesimi non può rispecchiare i costi legati alla produzione con metodi tradizionali di mascherine in linea con le regole del lavoro vigenti nel nostro Paese.

Infatti l’imposizione ad un prodotto “sartoriale” di un prezzo calcolato sulla base di un processo interamente automatizzato rappresenta un ulteriore schiaffo alle imprese toscane che nel rispetto delle normative hanno cercato di dare un contributo alla popolazione mettendo a disposizione conoscenze e competenze e facendo lavorare persone che in questo modo non gravano sulla spesa per gli ammortizzatori sociali.

La battaglia a sostegno del Made in Italy deve fondarsi su scelte responsabili come ad esempio quella di ritenere certe offerte irricevibili, perché esistono dei parametri al di sotto dei quali, in assenza di percorsi produttivi molto tecnologici, si sacrifica inevitabilmente la qualità del lavoro e l’individuo o non si rispettano le regole fiscali e contributive.

È giunto il momento di decidere qual’è il futuro che vogliamo: lasciare tutto come prima del lockdown oppure legare le scelte politico-economiche ad una vera sostenibilità economica.

Non bisogna inventarci niente di nuovo: basta rileggere e applicare il Titolo Terzo della Costituzione e determinare per ogni categoria i parametri oggettivi di riferimento su cui valutare la congruità economica e sociale delle commesse sia pubbliche che private, e ispirarsi a decisioni a favore delle produzioni locali. CNA Federmoda Toscana è disponibile a sedersi intorno ad un tavolo per confrontarsi su queste proposte e soprattutto definire le strategie per renderle operative.

Bruno Tommassini, Presidente CNA Federmoda Toscana

Agli Stati generali CNA presenta le proposte per il rilancio dell’Italia

CNA agli Stati generali: le nostre proposte per il rilancio dell’Italia

Il rilancio dell’Italia passa attraverso un gigantesco piano di investimenti che dovrà utilizzare al meglio le ingenti risorse comunitarie ma occorre curare rapidamente i mali cronici che impediscono al Paese di crescere da oltre 20 anni e che l’emergenza provocata dal Covid-19 ha messo in evidenza. E’ quanto ha sottolineato il presidente della CNA, Daniele Vaccarino, intervenendo agli Stati generali dell’economia promossi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

La Confederazione ha presentato un documento indicando una serie proposte per rimettere in moto l’Italia. E’ necessaria una efficace terapia per rimuovere tutti gli ostacoli che bloccano lo sviluppo. Per modernizzare il Paese, favorire la green economy e creare le basi per una crescita robusta occorre avviare un grande cantiere di riforme da realizzare rapidamente all’insegna di semplifica, sblocca, snellisci. L’architettura normativa e burocratica deve smettere di rappresentare un ostacolo all’attività delle imprese.

La riforma più urgente è quella della burocrazia che deve ispirarsi al modello dei controlli ex post dando fiducia a chi intraprende e favorendo il più possibile il ricorso all’autocertificazione.

CNA propone di istituire presso ogni ministero un Consiglio per l’attuazione delle norme composto da esperti e rappresentanti delle categorie produttive per una puntuale funzione diagnostico-conoscitiva dei decreti in fase di emanazione.

Per rivitalizzare le opere pubbliche occorre sospendere il codice degli appalti, rivedere l’istituto dell’abuso d’ufficio per i funzionari pubblici, togliere il freno dei Tar e ridisegnare il ruolo dell’Anac. Si parta dalle opere piccole e grandi già cantierabili e accelerare sulle grandi infrastrutture adottando il modello già utilizzato per il ponte di Genova.

Per artigiani e piccole imprese la carenza di credito rappresenta un forte limite allo sviluppo. Servono strumenti dedicati. Da un lato ampliare il raggio di azione dei Confidi a partire dall’utilizzo di fondi pubblici per erogare finanziamenti di piccoli importi. Consentire alle piccole imprese di accedere alla finanza innovativa come alternativa al credito bancario.

Altro tema cruciale è il fisco. Il livello di prelievo sulle piccole attività è eccessivo e iniquo rispetto ad altre categorie di redditi. Il digitale facilita i controlli ma resta una mole di oneri e adempimenti obsoleti che genera soltanto costi e contenziosi.

DL RILANCIO – Ok potenziamento al 110% dell’Ecobonus ma restano le criticità sullo sconto in fattura

CNA: “Aumentare del 10% le detrazioni che non rientrano nel superbonus”

Il potenziamento al 110% degli incentivi fiscali per i lavori di efficientamento energetico e per l’edilizia sostenibile può generare una scossa positiva all’economia.

CNA valuta in modo positivo il rafforzamento dello strumento ed apprezza che nel DL Rilancio sia stata introdotta, finalmente, la possibilità di trasformare le detrazioni in crediti fiscali cedibili anche alle banche e intermediari finanziari.  CNA auspica che il contributo venga esteso anche alle seconde case e agli immobili strumentali.

Tuttavia la Confederazione ribadisce il rammarico per la conferma dello sconto in fattura che trasferisce, in modo assolutamente ingiustificato, alle imprese l’onere di anticipare il contributo statale riconosciuto al committente. Si tratta di una discriminazione e penalizzazione nei confronti delle imprese più piccole come riconosciuto in più circostanze dalla stessa Autorità garante del mercato e della concorrenza. La possibilità di cessione del credito a intermediari finanziari compensa solo in parte l’evidente svantaggio competitivo e limitatamente alle detrazioni al 110%.

È necessario che il Parlamento abroghi lo sconto in fattura almeno per gli interventi con incentivi fiscali nel limite del 50% e del 65%, che rappresentano circa i due terzi del mercato della ristrutturazione edilizia, o in alternativa elevi del 10% le detrazioni che non rientrano nel superbonus al 110% per consentire alle imprese di recuperare in parte i costi per la cessione del credito.

L’efficacia delle nuove misure rimane però subordinata alla semplicità e alla velocità del processo necessario a certificare la legittimità dei crediti di imposta e a gestirne la cessione. In questo sarà utile la disponibilità e un approccio collaborativo da parte del sistema bancario per sviluppare al massimo il potenziale dell’Ecobonus e del Sismabonus come volano per la ripresa dell’economia.

Misure per il sostegno della liquidità delle imprese

Con la conversione del D. Liquidità sono state fatte diverse modifiche importanti alcune delle quali che aspettano autorizzazione della Commissione europea, in particolare

Articolo 13

la garanzia del Fondo può essere cumulata con un’ulteriore garanzia concessa da confidi o da altri soggetti abilitati, a valere su risorse proprie, fino alla copertura del 100% del finanziamento concesso;

per le operazioni di rinegoziazione del debito la quota di credito aggiuntivo è innalzata dal 10 al 25%, calcolato sull’importo del debito accordato in essere;

  la garanzia è concessa anche in favore dei beneficiari finali, ad esclusione delle operazioni di rinegoziazione del debito, che presentino nei confronti del soggetto finanziatore esposizioni classificate come inadempienze probabili o come esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate prima del 31.01.2020;

  il cumulo della garanzia del Fondo con altre forme di garanzia per le operazioni di investimento immobiliare (durata minima 10 anni e importo superiore a 500 mila euro) è esteso anche al settore termale, oltre quello turistico-alberghiero;

  per i finanziamenti, ammessi alla garanzia del Fondo con copertura al 100% sia in garanzia diretta sia in riassicurazione, è previsto un allungamento della durata fino a 120 mesi. L’importo massimo dell’operazione viene innalzato a 30 mila euro, in ragione del 25% dei ricavi oppure del doppio della spesa salariale (ultimo bilancio depositato o ultima dichiarazione fiscale presentata). Anche in questo caso possono beneficiare della misura i soggetti che presentano inadempienze probabili, o esposizioni scadute o sconfinanti deteriorate anche antecedenti al 31.01.2020. Viene eliminato ogni riferimento al 1° gennaio 2019 e rafforzata la possibilità di utilizzare autocertificazioni, e si semplifica il riferimento al tasso da applicarsi, sempre tenendo conto dei soli costi di istruttoria, assumendo quale parametro il rendimento medio dei titoli pubblici maggiorato dello 0,20%.

si precisa che i soggetti che hanno già ricevuto il finanziamento di 25mila euro possono chiedere l’adeguamento alle nuove condizioni;

anche per le imprese con ricavi fino a 3,2 milioni euro il criterio per determinare l’importo massimo è il 25% dei ricavi o, alternativamente, il doppio della spesa salariale;

previa autorizzazione della Commissione europea, i confidi che hanno beneficiato dei contributi di cui alla Legge di Stabilità 2014, possono attribuire a patrimonio i fondi rischi o gli altri fondi o riserve patrimoniali costituiti da contributi pubblici, ad

esclusione di quelli derivanti dal fondo antiusura;

per i finanziamenti di importo superiore a 25 mila euro le imprese possono avvalersi di un preammortamento fino a 24 mesi;

estensione alle imprese forestali, dell’acquacoltura, dell’ippicoltura, dei consorzi di bonifica, dei birrifici artigianali;

fino al 31.12.2020 è costituita una riserva sulle risorse del Fondo con importo fino a 100 milioni euro per gli interventi di cui alla lett. m), a favore degli Enti del Terzo settore esercenti attività d’impresa o commerciale, anche in via non esclusiva o prevalente o finalizzata all’autofinanziamento.


Per informazioni e consulenze, Area Credito CNA Pisa – FINARTCNA:

Selena Deales – sdeales@finarcna.it
Marlene Sotomayor – msotomayor@finartcna.it