Semplificare il Fisco? Le proposte di CNA

Abrogare tutti gli adempimenti diventati superflui e l’Irap, profonda revisione del decreto fiscale, esonero dall’obbligo di memorizzazione elettronica dei corrispettivi per gli imprenditori che operano presso l’abitazione del cliente o in forma ambulante. Sono alcune delle misure proposte dalla CNA per la semplificazione del fisco in occasione del tavolo a palazzo Vidoni, alla presenza del Ministro della Funzione Pubblica Fabiana Dadone e del Capo di Gabinetto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Luigi Carbone. Si tratta del primo di una serie di incontri dedicati alle semplificazioni fiscali per le imprese. Tema d’interesse prioritario sul quale, da tempo, CNA sollecita un intervento organico da parte delle istituzioni.

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Plastic Tax – CNA: “Un’imposta incomprensibile che non aiuta l’ambiente”

CNA ribadisce il giudizio negativo sulla Plastic Tax anche nella nuova formulazione approvata in Commissione Bilancio al Senato che fissa l’imposta a 45 centesimi per Kg ma ne estende l’applicazione al tetrapack. La finalità della plastic tax resta incomprensibile in quanto non genera alcun effetto positivo nell’orientamento della produzione e dei consumi verso gli obiettivi di sostenibilità.

Il settore della plastica, ed in particolare gli imballaggi, presenta certamente margini di miglioramento ma va sottolineato che ad oggi circa il 45% dei rifiuti di imballaggio in plastica viene riciclato, il 43% va a recupero energetico ed il restante 12% in discarica. La plastic tax non produrrà alcun miglioramento.

CNA apprezza l’apertura del Governo per costruire in maniera concertata il percorso per dotare il Paese di un piano per la plastica coerente con la Strategia Europea senza mettere in difficoltà le imprese della filiera. Un tale percorso tuttavia doveva partire dalla definizione del Piano per la plastica e solo dopo definire le misure, anche fiscali, per attuarlo. Invece è stato invertito l’ordine dei fattori. E’ quanto si legge in un comunicato della CNA.

APPRENDISTATO – CNA: “Lo sgravio contributivo favorirà l’occupazione giovanile nelle micro imprese”

Un importante riconoscimento per tutto il mondo dell’artigianato e delle micro imprese. CNA esprime soddisfazione per l’approvazione da parte della Commissione Bilancio del Senato dell’emendamento presentato dal Senatore Daniele Manca anche su sollecitazione della Confederazione per promuovere l’occupazione giovanile.

Si tratta dell’introduzione nel 2020 di uno sgravio contributivo totale per i primi tre anni a favore dei contratti di assunzione di apprendisti primo livello da parte di imprese fino a nove dipendenti. Il contratto di apprendistato costituisce per le nostre imprese un canale privilegiato per l’assunzione stabile e per la trasmissione del sapere e del saper fare.

Da sempre CNA sostiene la necessità di incentivare i rapporti di apprendistato per le piccole imprese, in quanto questa tipologia contrattuale riesce maggiormente a stimolare l’occupazione giovanile e a intercettare le esigenze di tutte quelle imprese che faticano a reperire sul mercato professionalità già qualificate.

Proprio su questo tema CNA sta collaborando con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per realizzare un Manuale operativo sull’apprendistato di primo livello, per facilitare l’attivazione e la gestione di questa tipologia contrattuale.

SCONTO IN FATTURA – Clamorosa retromarcia da parte del Governo

La Commissione Bilancio del Senato ha reintrodotto, dopo averlo abrogato qualche ora prima, lo sconto in fattura per i lavori condominiali di valore superiore a 200mila euro che beneficiano di ecobonus

CNA è fortemente contraria alla nuova misura anche se è applicabile ad un perimetro apparentemente circoscritto. È intollerabile il principio che un privato sia chiamato a farsi carico di anticipare un beneficio fiscale erogato dall’amministrazione pubblica.

Il voto in Senato rappresenta una clamorosa retromarcia da parte del Governo e della maggioranza parlamentare che reintroducono uno strumento discriminatorio che penalizza le vere imprese dell’edilizia, dell’impiantistica e dei serramenti ed è un regalo ingiustificato ai grandi operatori. Come ha riconosciuto in più occasioni l’Autorità Antitrust altera la concorrenza danneggiando il mercato e quindi i consumatori. È  evidente che è stata compiuta una scelta di campo per favorire i colossi dell’energia e le grandi multiutility, tutti soggetti che non svolgono direttamente i lavori di riqualificazione energetica, mettendo nelle loro mani un grande mercato rappresentato da oltre un milione di condomini.

Lo sconto in fattura è uno schiaffo alle piccole imprese che non possono permettersi di rinviare l’incasso di fatture senza pregiudicare la sana gestione. Il Governo e le forze di maggioranza dovranno spiegare le ragioni di una inversione di rotta a 180 gradi dopo che avevano riconosciuto la fondatezza delle ragioni esposte dalla CNA per l’abrogazione di uno strumento iniquo. E’ quanto si legge in un comunicato stampa della CNA.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Sconto in fattura: Abrogato. Grande vittoria di CNA!

“Il Senato ha abrogato lo sconto in fattura per chi effettua lavori che danno diritto a ecobonus o a sismabonus. Una decisione che rappresenta una grande vittoria per la CNA. La nostra Confederazione ha combattuto questa jattura per artigiani e piccole imprese fin dall’inizio e per lungo tempo da sola, non accettando nessuna ipotesi di compromesso. La fermezza e la chiarezza hanno prevalso”. Lo si legge in un comunicato della CNA.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

SCONTO IN FATTURA: Bene il passaggio in Senato, ma la soluzione rimane l’abrogazione

Il commento di Mauro Sellari, Presidente regionale Cna Produzione

“L’abrogazione dello sconto in fattura rimane l’unica soluzione ai disastri che provoca ad artigiani e piccole imprese l’introduzione dell’articolo 10 del Decreto Crescita. Apprezziamo, quindi, che la commissione Industria del Senato abbia riconosciuto le ragioni di artigiani e piccole imprese in una risoluzione che rappresenta un implicito riconoscimento alla correttezza della posizione della CNA. La nostra Confederazione, con coerenza e all’inizio anche da sola, ha sempre contestato, infatti, lo sconto in fattura. Ma tale riconoscimento non basta. Ora chiediamo al Governo e al Parlamento di essere conseguenti e, appunto, di abrogare finalmente lo sconto in fattura”.

La Risoluzione approvata all’unanimità dalla Commissione Industria del Senato a conclusione del giro di audizioni, oltre a chiedere al Governo di consolidare nella prossima legge di bilancio le misure a sostegno degli interventi di riqualificazione energetica vigenti, lo si impegna ad “individuare adeguati meccanismi di supporto, di carattere temporaneo, per le piccole e medie imprese, tra cui eventualmente anche il ripristino transitorio della situazione ex-ante articolo 10 del c.d. Decreto “Crescita”, che nelle more di una riorganizzazione permetta alle stesse di dotarsi di adeguati strumenti per beneficiare degli aspetti positivi degli strumenti dello sconto e della cessione”.

Ciò significa che:

  • l’incombenza di risolvere i problemi, riconosciuti ufficialmente nella Risoluzione, determinati dall’art. 10 del DL Crescita viene in pratica “scaricata” direttamente al Governo ed alla Legge di Bilancio;
  • il “ripristino transitorio della situazione ex-ante articolo 10 del c.d. Decreto “Crescita” significa, nei fatti, una abrogazione temporanea dello sconto in fattura in attesa che le PMI di dotino degli “adeguati strumenti per beneficiare (?) degli aspetti positivi degli strumenti dello sconto e della cessione”.

“In pratica il testo della Risoluzione è un implicito riconoscimento alla correttezza della posizione di CNA che con coerenza, ed all’inizio anche da soli, abbiamo portato avanti in questi mesi.-  Ha fatto notare il presidente CNA produzione Toscana Mauro Sellari  – E’ importante che Ie forze politiche, tutte, abbiano finalmente preso coscienza delle distorsioni del mercato introdotte dall’articolo 10 del DL Crescita e che, per la prima volta da aprile, si parli esplicitamente del ripristino della situazione ante art. 10 (quindi abrogazione dello sconto in fattura), anche se solo temporaneamente. Sta a noi far diventare l’abrogazione da “temporanea” in definitiva”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

LAVORO – A ottobre rallenta il crescita dell’occupazione nell’artigianato

Lo rileva l’Osservatorio mercato del lavoro della CNA, realizzato dal Centro studi della Confederazione, che da dicembre 2014 analizza mensilmente il trend dell’occupazione su un campione di circa 20mila imprese associate con 140mila dipendenti.

Rallenta il tasso di crescita dell’occupazione nelle micro e piccole imprese e nell’artigianato. A ottobre il numero degli occupati registra un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente.

La fase di stagnazione che caratterizza l’economia italiana ormai da cinque trimestri consecutivi non ha determinato una caduta dei livelli occupazionali nel sistema dell’artigianato e delle micro e piccole imprese. A ottobre, infatti, l’indice mostra un incremento del 2,2% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Tuttavia emerge un rallentamento della dinamica rispetto ai primi mesi dell’anno in corso quando l’aumento degli occupati si attestava intorno al 3%.

A ottobre, le assunzioni hanno riguardato il 3,1% del totale mentre le cessazioni hanno coinvolto soltanto il 2,7% degli occupati. L’Osservatorio CNA rileva che è proseguito il fenomeno di diminuzione del turn-over dei lavoratori a conferma dell’atteggiamento prudente delle imprese. In termini tendenziali le cessazioni mostrano una crescita del 14,7% rispetto ad ottobre 2018 mentre le assunzioni registrano una flessione dell’1,9%, sempre su base annua.

Si conferma il processo di ricomposizione dell’occupazione in base alla tipologia di contratto a favore dei rapporti a tempo determinato che rappresentano ormai oltre il 27% di tutti i contratti in essere. Una dinamica non dissimile da quella rilevata su base nazionale dall’Istat.

Il programma di Francesco Oppedisano, nuovo Presidente di CNA Pisa

“Subito al lavoro per una CNA E.P.I.C. :  Eccellente, Propositiva, Influente, Coinvolgente”

Il nuovo Presidente di CNA Territoriale Pisa è Francesco Oppedisano che si presenta e presenta la nuova Presidenza CNA territoriale di Pisa. L’elezione si è svolta lunedì 25 novembre 2019 duranate l’assemblea convocata in sede elettiva.

Francesco Oppedisano, fondatore ed A.D. di una impresa con circa venticinque addetti, attiva nel settore ICT con sede a Ospedaletto, la NetResults srl, una spin off della Università di Pisa dove Francesco si è laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni, comincia così: “un ringraziamento a chi mi ha preceduto Matteo Giusti, ed un ringraziamento a tutto il gruppo dirigente per la fiducia che mi è stata attribuita e per il senso di responsabilità e di compattezza. Da adesso subito al lavoro per completare in accelerazione questa fine mandato e prepararsi al prossimo nelle migliori condizioni possibili”

Della Presidenza territoriale fanno parte: Marco Ammannati, Luca Benedettini, Riccardo Bolelli, Rossella Giannotti, Carlo Musto e Tiziana Sani Bulleri.

Francesco Oppedisano (nella foto qui accanto) ha tracciato le linee strategiche della CNA per il prossimo futuro.

LO SCENARIO
I nostri associati sono da una parte minacciati dalle nuove aziende che hanno il compito specifico di esercitare la “digital disruption” dei mercati esistenti (ad es. Amazon per i negozi al dettaglio, uber per i TAXI e NCC, Air BNB per l’ospitalità, ecc..) dall’altra si ritrovano in difficoltà a cogliere (per motivi ambientali e/o culturali) l’enorme bacino di opportunità che i nuovi trend tecnologici possono offrire: digital transformation, 5G, Impresa 4.0, apprezzamento per l’artigianato Made in Italy. Per cogliere tutte queste opportunità le PMI e gli artigiani hanno una sola possibilità: unire le proprie forze ed agire cercando di migliorare il proprio territorio in senso imprenditoriale, aiutare la politica nel prendere le migliori decisioni per favorire la possibilità di cogliere le opportunità di mercato, condividere gli sforzi di un miglioramento in senso organizzativo, manageriale e culturale delle proprie imprese. E’ da questo punto che voglio partire per descrivere il piano strategico alla base della mia candidatura a Presidente di CNA Pisa.

LA MISSION
Sulla base di queste premesse, infatti, potremmo “semplificare” la ragion d’essere della CNA come segue:
-consentire alle aziende di cogliere le opportunità offerte da un mercato in continuo cambiamento.
-abbattere quanto più possibile le barriere ambientali che frenano la crescita e la prosperità delle aziende e difendere le aziende stesse dalle minacce “sistemiche” che possono metterne a repentaglio la sopravvivenza.
Queste due “mission” dell’associazione vengono correntemente e colloquialmente chiamate “servizi” e “sindacale” (quest’ultimo, a volte, anche “rappresentanza”) rispettivamente come se fossero due elementi dell’associazione tra loro scindibili ma, ed è questo il primo punto fermo in base a cui vorrei connotare la nostra azione, essi non sono in alcun modo separabili.

COSA SERVE OGGI ALLE IMPRESE
Sul fronte dei servizi, come già enunciato, la CNA dovrebbe mettere le aziende nelle condizioni di cogliere le opportunità del mercato e, quindi, fornire loro:
1.          Servizi focalizzati ed ottimizzati per le loro necessità
2.          Cultura di impresa
3.          Informazione e formazione
4.          Accesso al credito
Sul fronte delle attività sindacali, la CNA dovrebbe abbattere quanto più possibile le barriere ambientali che frenano la crescita e la prosperità delle aziende e difendere le aziende stesse dalle minacce “sistemiche” che possono metterne a repentaglio la sopravvivenza, il che significa creare un ambiente , un territorio che consenta di avere: Istruzione all’avanguardia (dal nido all’università) per sfornare sempre nuovi talenti. Con infrastrutture, sanità, servizi all’avanguardia e con una burocrazia collaborativa, un fisco ragionevole ed equo, accesso al credito agevolato anche per le piccole imprese e le start up ed un quadro di regole trasparenti, semplici e che non cambino troppo frequentemente, che garantiscano una concorrenza leale e con Regolamentazioni degli appalti non discriminatorie per le imprese locali che anzi devono essere sempre più coinvolte.

IL NUOVO PROCESSO
Dopo la mission occorre definire il processo attraverso cui erogare servizi ed esercitare la rappresentanza:
1.   Ascolto dei bisogni e delle istanze degli associati o portatori di interesse
2.   Monitoraggio, presidio e partecipazione costante alle attività dei decisori politici, del mercato e di tutto l’ambiente in generale
3.   Elaborazione dei dati raccolti con lo scopo primario di fornire contenuti formativi ed informativi verso gli associati con l’espressione e la disseminazione di giudizi di merito in relazione alle informazioni elaborate, consigli, pareri, ecc.
4.   Proposta di un bouquet di servizi atti a massimizzare la possibilità degli associati di cogliere le opportunità del mercato individuate
5.   Attività propositiva nei confronti dei decisori politici sia in maniera proattiva ovvero prima che le decisioni vengano prese sia in maniera reattiva ovvero dopo che esse sono state prese
6.   Espressione e disseminazione di giudizi di merito sul mercato e sull’operato dei decisori politici

LA NUOVA VISION
Ma come dovrebbe essere fatta una CNA in grado di sviluppare un tale processo? Quattro parole: Eccellente, Propositiva, Influente e Coinvolgente.
Eccellente nelle persone che ci lavorano e nelle prestazioni che riesce a erogare;
propositiva con gli interlocutori esterni sia istituzioni che partners e con il sistema associativo e con le altre associazioni di categoria.
Influente verso i decisori politici e verso tutti gli stakeholders; coinvolgente con tutti gli associati e gli imprenditori della zona che devono essere partecipi, attivi e sentire l’associazione proprio poter essere sempre più eccellenti, propostivi influenti

LE PRIME SFIDE: INFRASTRUTTURE, CREDITO E ISTRUZIONE
Grazie anche al nostro impegno, le istituzioni, le categorie produttive e le forze politiche principali hanno riconosciuto l’esigenza di creare una forte cabina di regia sulle infrastrutture assumendolo come tema fondamentale. A Pisa e nella Toscana della costa siamo in ritardo, dobbiamo recuperare rapidamente e passare dalle parole ai fatti, sfruttando al meglio l’ultimo anno di governo prima delle elezioni regionali e lavorando seriamente a un nuovo e più forte programma di legislatura. Siamo tutti d’accordo che la costa sia fortemente penalizzata (soprattutto in prospettiva) dal fatto di essere tagliata fuori come sistema autostradale e come Alta Velocità ferroviaria: ribaltare questa situazione è urgente, ogni anno perso lo paghiamo carissimo in termini di perdita di competitività, di mancati insediamenti produttivi, di costi per le imprese, di opportunità di mercato e di lavoro.
La forte riduzione di credito alle imprese, in particolare alle piccole, sta mettendo in seria difficoltà tutto il sistema economico nazionale e toscano.  Manca per molte piccole imprese la liquidità necessaria per poter far fronte anche agli impegni primari. Fondamentale rafforzare il sistema di garanzia toscano (attraverso ad es. Artigiancredito Toscano) e poter contare su una società con operatori specializzati (qual è Finart CNA) che, attraverso la consulenza, faciliti l’accesso al credito.

Più in generale, sarà fondamentale tornare ad essere i protagonisti del dialogo con le istituzioni, con i Comuni, con la CCIAA, con la Regione, con le altre associazioni, con il sistema dell’istruzione e, più in generale, con tutti gli attori della vita socio-economico-politica del nostro territorio per poter raccontare le necessità delle nostre imprese e trovare insieme misure sostenibili ed accessibili per le piccole e piccolissime imprese.

LE CONCLUSIONI
In definitiva, servono unità e una rinnovata organizzazione.
Questi due ingredienti ci consegneranno una struttura efficace, efficiente e, soprattutto, in grado di adattarsi ai continui cambiamenti del mondo imprenditoriale.

Il più importante asset strategico della CNA è la sua struttura e di come, conseguentemente, sia nostro primario compito, per questo fine mandato, impegnarci a cogliere l’occasione dell’insediamento della nuova Direzione Generale per avviare una profonda riorganizzazione della struttura di CNA Pisa.

Nel 2021 ci aspetta il congresso elettivo e, come già altrove affermato, la mia speranza è quella di confermare il mio impegno e la mia disponibilità anche in quell’occasione; in qualunque caso, tuttavia, vorrei che la CNA di Pisa si presentasse a quell’appuntamento con tutta la fiducia in se stessa che deriva da una struttura fatta di lavoratrici e lavoratori entusiasti, motivati, preparati e pronti a tramutare in realtà le strategie e le idee del gruppo dirigente che verrà.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

COMUNE CHE VAI BUROCRAZIA CHE TROVI – Gli artigiani chiedono parità di condizioni

La burocrazia rappresenta un Monte Bianco da scalare per chi fa impresa. Ma se sei un artigiano la vetta da conquistare è l’Everest. Il risultato è penalizzare uno dei simboli del Made in Italy: le eccellenze artigiane del settore agroalimentare, una delle rare realtà che continua a crescere a dispetto della stagnazione dei consumi. Gli italiani spendono in un anno 85 miliardi di euro per mangiare fuori casa, circa 1.500 euro pro capite secondo l’indagine condotta da CNA Agroalimentare e CNA Turismo e commercio. Un business dai numeri impressionanti che riflettono un profondo cambiamento negli stili di vita degli italiani negli ultimi anni. Sono oltre 120mila le imprese del settore di cui il 60,5% artigiane. Quest’ultime mostrano una flessione dello 0,9% dal 2016 mentre quelle non artigiane crescono del 2,5% a conferma di norme discriminanti.

Gli artigiani hanno accettato la sfida dell’evoluzione dei consumi alimentari. E qui inizia l’autentica via crucis, provocata da una mancanza di attenzione da parte del legislatore, della macchina amministrativa centrale e periferica. Leggi, circolari, normative non hanno tenuto conto ad esempio della riduzione di tempo libero di lavoratori autonomi e dipendenti, né della necessità di contenere i costi della pausa pranzo. Il conto di questo immobilismo è altissimo per gli artigiani. Per scongiurare l’accusa di abusivismo, ad esempio, l’artigiano che sforna pizze in teglia è costretto in genere a ottenere il titolo di esercizio di vicinato, uno strumento giuridico del commercio, per il quale possono essere indispensabili fino a venti adempimenti e 140 ore di corso. Ma è solo l’inizio di un percorso impervio per l’artigiano che, molto semplicemente, vuole offrire ai propri clienti di consumare sul posto, senza servizio assistito, le bontà del suo laboratorio. C’è una giungla di divieti e prescrizioni incomprensibili: non può mettere a disposizione della clientela sedie e tavoli, ma deve ricorrere a panche, sgabelli, mensole e piani d’appoggio, così come deve fornire solo posate e bicchieri in plastica usa-e-getta. Insomma, l’artigiano è obbligato a rendere scomoda la consumazione di un pasto. Un agricoltore che vende al pubblico i propri prodotti, viceversa, può fornire ai clienti perfino posate di metallo, bicchieri di cristallo e tovaglioli di cotone. Una disparità non secondaria, sottolinea l’Osservatorio CNA sulla Burocrazia, che penalizza non solo le imprese ma anche, se non soprattutto, i loro clienti costretti ad arrampicarsi su sgabelli scomodi e pericolosi per obbligo di legge: il posto a sedere, infatti, non deve risultare di altezza compatibile con il piano di appoggio. Alle penalizzazioni della legislazione nazionale non hanno posto rimedio le regioni, competenti dopo la riforma del Titolo V della Costituzione. Mentre le burocrazie territoriali rincaravano la dose. Ad esempio solo il comune di Pescara non richiede ulteriori abilitazioni per la vendita di bevande da parte degli artigiani.

Per superare il perimetro angusto in cui è costretto, l’artigiano deve acquisire l’abilitazione di esercizio di vicinato, entrando giuridicamente nel settore artigiano. Un titolo che richiede fino a 20 adempimenti burocratici e corredato da un corso per il riconoscimento dell’idoneità che varia dalle 80 ore di Pistoia e Grosseto alle 140 ore nel comune di Roma.

In sei comuni italiani tra i quali Bologna e Genova, gli artigiani non possono utilizzare gli spazi esterni e dove è possibile si registra una diffusa eterogeneità in merito ai titoli richiesti.

E quando finalmente si riesce ad avviare l’attività di vendita per il consumo sul posto, l’artigiano è sottoposto ad accertamenti e controlli da parte di 21 soggetti, dal medico veterinario fino alle guardie ecologiche e alle Capitanerie di porto.

Lo studio realizzato dalla CNA non si limita a far conoscere una realtà fortemente penalizzante per gli artigiani, ma propone una serie di interventi per modernizzare il quadro normativo.

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Meno tasse per i piccoli e no accanimenti sull’evasione

Queste le richieste espresse da Sergio Silvestrini, Direttore Generale CNA, nel corso di un incontro con il Gruppo PD al Senato.

Riduzione delle tasse sul sistema produttivo e in particolare su artigiani e piccole imprese, rilancio degli investimenti con priorità alle infrastrutture e all’innovazione. È quanto ha sottolineato Sergio Silvestrini, segretario generale della CNA, nel corso dell’incontro tra i rappresentanti di Rete Imprese Italia e il Gruppo del Partito Democratico al Senato sulla Legge di Bilancio che ha appena iniziato l’iter parlamentare.

I vertici di Rete Imprese Italia hanno rilevato la natura poco espansiva della manovra e manifestato preoccupazione su alcune misure come la Plastic Tax e il taglio dei sussidi ambientalmente dannosi tra i quali le accise sul gasolio che rischiano di provocare pesanti effetti negativi sul tessuto economico senza generare ricadute positive in termini di sviluppo sostenibile.

È stata ribadita l’esigenza che l’azione di contrasto all’evasione fiscale non deve accanirsi in modo strumentale sui piccoli. Altro tema fondamentale per artigiani e piccole imprese è il credito. Al riguardo i vertici di Rete Imprese Italia hanno chiesto di migliorare l’efficacia di strumenti già operativi, come le Sezioni speciali del Fondo di garanzia per le Pmi, ripristinare la lettera R della legge Bassanini e allargare il perimetro di attività dei Confidi per favorire l’accesso al credito. Inoltre è stata rinnovata la richiesta di abrogazione dell’art. 10 del Decreto Crescita che penalizza le piccole imprese e sta bloccando il mercato della riqualificazione edilizia e dell’efficientamento energetico.

Tra le priorità indicate anche il potenziamento degli investimenti nell’istruzione e nella formazione professionale e un maggiore collegamento tra i percorsi formativi e le esigenze professionali delle micro e piccole imprese, valorizzando il ruolo delle imprese come centro formativo.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)