Indagine CNA – Gli italiani hanno speso 18 miliardi in impianti antifurto e porte blindate per proteggere la propria casa

Per evitare intrusioni impreviste dentro casa quattro famiglie italiane su dieci hanno installato un impianto antifurto e/o, nella stessa percentuale, una porta blindata
Per proteggere l’abitazione, insomma, gli italiani hanno speso oltre 18 miliardi di euro. Lo svela una indagine condotta da CNA Installazione e Impianti tra le imprese associate.
Secondo l’Istat, le famiglie italiane sono circa 16,5 milioni. Un impianto antifurto di qualità comprensivo di centralina, sensori esterni e interni, sirena e combinatore telefonico costa mediamente 1500 euro. Una porta blindata 1300 euro.
Italiani super-prudenti, allora?
No, stando ai dati del ministero dell’Interno e dell’Istat. Nel 2016 i furti in abitazioni ed esercizi commerciali denunciati sono stati 330.598, vale a dire quasi 904 al giorno e 38 all’ora. Secondo il Servizio analisi criminale della polizia, circa 300 in meno che nel 2015. Poca cosa rispetto a un reato che genera un giustificato allarme sociale. E, comunque, un numero probabilmente approssimato per difetto, considerato che solo sette responsabili di furti su cento vengono arrestati. Un dato che non invita alla denuncia, piuttosto alla frustrazione. Nel decennio 2006/2015 l’Istat ha registrato poco meno di due milioni di furti nelle sole abitazioni, con un incremento pari al 94 per cento tra 2006 e 2015. Un’enormità. Che colloca l’Italia nella fascia alta della graduatoria europea stilata da Eurostat-Unodc, dalla quale risulta che nel rapporto popolazione/furti in appartamento il nostro Paese è sesto, dietro Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia, superando di gran lunga i “pari taglia” Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.
Se oltre 330mila furti rappresentano un’enormità in sé, rispetto a 16,6 milioni di famiglie e a 24 milioni solo di abitazioni occupate (dati Istat) sono una quota obiettivamente ridotta. E se non sembra pagare la paura della giustizia, visto il numero ridottissimo di arresti per furto, evidentemente a pagare è la prevenzione. Dopo anni in cui ci si è affidati al fai-da-te, al vicino o alla provvidenza, ma con scarso successo. Anche se ancora troppe persone sembrano attendere il primo furto, o se va bene il primo tentativo di furto, per correre ai ripari. Un comportamento molto rischioso, soprattutto all’approssimarsi del grande esodo estivo.
Ma come fare per evitare brutte sorprese al rientro dalle ferie?
  1. Non dire sui social che si è in vacanza: innanzitutto – segnala CNA Installazione e Impianti – evitando di postare sui social media foto delle proprie vacanze in luoghi lontani mentre si è ancora in ferie. Molti, infatti, non resistono alla tentazione di far conoscere ad amici e conoscenti, ma anche a sconosciuti follower, quanto trasparenti siano le acque o quanto bianche siano le spiagge dei luoghi in cui si è scelto di villeggiare, con la spiacevole conseguenza di rendere noto a tutti, quindi anche ai malintenzionati,  che non si è in casa e non si è intenzionati a tornare presto.
  2. Dotarsi di un impianto antintrusione: poi, è necessario installare un impianto antintrusione che può andare da una semplice inferriata alle finestre ai vetri antisfondamento, dalla porta blindata o ai più sofisticati impianti antifurto con allarme e telecamere di sorveglianza.
Oltre agli allarmi antifurto e alle porte blindate, dall’indagine di CNA Installazione e Impianti emerge che le famiglie italiane hanno installato anche:
  • tapparelle metalliche con bloccaggi (17%),
  • grate di protezione (14,8%),
  • telecamere (19%).

Un consiglio

Per ogni intervento CNA Installazione e Impianti raccomanda di affidarsi a installatori abilitati.

Va ricordato, inoltre, che il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, entrato in vigore il 24 maggio 2016, ha un notevole impatto sulla videosorveglianza in quanto per poter garantire l’utilizzo corretto delle telecamere sono richieste competenze specifiche.

Le famiglie che non hanno problemi di bilancio possono adottare soluzioni più complesse che prevedono una miscela di sistemi anti-intrusione e  sistemi domotici  per tenere sotto controllo la propria casa da remoto tramite tablet o smartphone. Basta infatti programmare l’accensione delle luci a determinati orari (magari non sempre gli stessi) per simulare, a esempio, una presenza in casa che potrebbe indurre i ladri a rinunciare al furto.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Osservatorio Lavoro – CNA:”Cresce del 3% nel primo semestre 2017 l’occupazione nell’ artigianato e nelle micro e piccole imprese”

Un semestre da incorniciare per l’occupazione nelle piccole imprese, cresciuta del 3% rispetto al primo semestre del 2016.

Lo rileva l’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato dal centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione su un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole associate che contano circa 137mila dipendenti.

Il periodo gennaio-giugno 2017 si è accaparrato una parte consistente della crescita occupazionale scattata a dicembre 2014, vale a dire dall’introduzione, tramite Legge di stabilità, di importanti sgravi contributivi sulle assunzioni a tempo indeterminato. A fronte di un incremento complessivo dell’occupazione nelle piccole imprese pari complessivamente al 10,4% nell’arco di trenta mesi il primo semestre di quest’anno archivia un consistente +4,5%.

La crescita tendenziale dell’occupazione nelle piccole imprese a giugno ha replicato il record di maggio (+3,8% su base annua) marcando un altrettanto significativo +0,8% sul mese precedente. Un risultato che contribuisce all’importante +3% registrato dal primo semestre 2017 sullo stesso periodo del 2016. Ed è perfettamente in linea con la crescita media mensile del periodo gennaio-giugno 2017 (+0,8%), prestazione ben più rimarchevole del +0,6% medio segnato nei primi semestri del 2016 e del 2015. Una tendenza frutto,  molto probabilmente, delle migliorate condizioni economiche italiane che hanno spinto artigiani, micro e piccole imprese a nuove assunzioni in grado a loro volta di attivare un effetto positivo sui redditi, i consumi, l’occupazione ulteriore.

A giugno le piccole imprese hanno visto crescere tanto le assunzioni quanto le cessazioni dei rapporti di lavoro. Le assunzioni hanno registrato un +30,1%, le cessazioni un +39,3%. Il saldo sul numero complessivo degli occupati è rimasto positivo grazie alla diversa incidenza che i flussi di entrata e di uscita hanno sulla base occupazionale totale: mentre le assunzioni hanno interessato il 3,2% del totale degli occupati, le cessazioni hanno riguardato il 2,5%.

L’incremento delle assunzioni nel mese di giugno è sostenuto dalla crescita dei contratti a tempo determinato (+26% in un anno). Un fenomeno che può essere ricondotto, almeno parzialmente, a ragioni stagionali e alla sostituzione di personale in ferie. E’ continuata la crescita anche delle assunzioni con contratto di lavoro intermittente (+291,9%, anche per colmare il vuoto lasciato dall’abolizione dei voucher) e dell’apprendistato (+13,2%) mentre hanno registrato un calo dell’11,5% le assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

In due anni gli occupati a tempo indeterminato nelle piccole imprese sono calati dall’82,6 al 70% della base occupazionale. L’incremento degli occupati ha però lasciato praticamente intatto il numero assoluto modificando solo la quota relativa. Gli assunti con contratto a tempo determinato sono saliti al 19% (+9,8%), gli apprendisti all’8,4% (+2,2%) e il lavoro intermittente al 2,6% (+0,6%). Una ricomposizione frutto delle esigenze di maggiore flessibilità determinate nelle imprese da una ripresa senz’altro percepibile ma ancora gracile che non garantisce sulla sua tenuta e, di conseguenza, su “investimenti” occupazionali di più lungo periodo.

Alleghiamo l’Osservatorio mercato del lavoro curato del Centro studi della Confederazione: osservatoriolavorogiugno2017

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

DDL CONCORRENZA – CNA: “Apprezzabili gli interventi in materia di energia e assicurazioni. Complessivamente si poteva fare di più”

CNA: “Apprezzabili gli interventi in materia di energia e assicurazioni. Complessivamente si poteva fare di più”

Nel Ddl Concorrenza approvato il 2 agosto la CNA apprezza gli interventi in materia di energia e di assicurazioni.

Perché?

Per quanto riguarda l’energia emerge un quadro più chiaro in merito al processo che condurrà alla completa liberalizzazione del mercato energetico e vengono previste garanzie di maggiore efficienza e trasparenza che il mercato stesso dovrà raggiungere prima della completa liberalizzazione, incluse misure particolarmente importanti per le piccole imprese, quali la confrontabilità delle offerte o il diritto alla rateizzazione in caso di maxi-bollette. La CNA assicura fin d’ora che collaborerà con l’Autorità per l’energia e il Ministero dello Sviluppo economico per difendere gli interessi degli utenti con consumi energetici più bassi in questa fase di passaggio.

Cosa dice il DDL in materia di RC auto?

Altrettanto positivo il giudizio in materia di Rc auto sia sul diritto al risarcimento integrale del danno sia sulla libertà riconosciuta agli automobilisti di scegliere l’autoriparatore di fiducia, liberi altresì di cedere il credito relativo al risarcimento del danno.

Accolta una proposta di CNA

È stata accolta, inoltre, la proposta avanzata dalla CNA di affidare al tavolo composto da imprese, Ania e consumatori l’individuazione di linee guida mirate a definire strumenti e procedure per una riparazione a regola d’arte.

Però…

Dopo due anni e mezzo di dibattito parlamentare e quattro passaggi alle Camere, però, la CNA  attendeva provvedimenti più incisivi e in un maggior numero di ambiti, nei quali attualmente il livello di concorrenza rimane molto basso, a danno di cittadini e imprese”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

IL PERSONAGGIO – Intervista a Andrea Di Bendetto

Andrea di Benedetto, neo Presidente CNA Toscana e membro della presidenza territoriale di Pisa e nazionale CNA, ha rilasciato nei giorni scorsi questa intervista a Granducato TV che riportiamo integralmente.

Come potrai vedere parla molto di CNA, di imprese e di futuro oltre a trattare anche temi più vicini all’altro suo ruolo di Presidente del Polo Scientifico e Tecnologico di Navacchio.

Guarda l’intervista ora CLICCANDO QUI

 

 

Il condizionatore? Va usato con intelligenza per evitare salassi in bolletta e qualche malanno

Si può affrontare con successo Lucifero che con il suo gran caldo infiamma l’estate italiana? E senza subire salassi economici né rischiare fastidiosi malanni? Si può, si può. Usando il condizionatore, ovvio. Purché l’uso sia corretto.

Più facile a dirsi che a farsi, sembra. Eppure il condizionatore è diventato un elettrodomestico largamente diffuso: in Italia lo possiede il 40 per cento del cento delle famiglie e il 90 per cento di uffici e negozi. A dare una mano ai consumatori CNA Installazione e Impianti con il suo vademecum per un’estate migliore. Anche nelle città dall’asfalto liquido.

Come scegliere il condizionatore giusto alle tue esigenze?

Come la digestione comincia in bocca (dalla masticazione), l’uso corretto del condizionatore comincia al momento dell’acquisto e dell’installazione. Per la scelta del modello e quindi per la posa in opera (e la successiva manutenzione) è necessario incaricare personale specializzato. Niente fai-da-te, amici, parenti e praticoni, quindi. L’unica è affidarsi a installatori abilitati e in possesso della certificazione f-gas.

Quale classe energetica scegliere?

Competenti a parte, per avere prestazioni energetiche migliori e un concreto risparmio in bolletta, il condizionatore dev’essere di classe energetica A o, meglio ancora, superiore. Un condizionatore che permette di risparmiare sulla bolletta anche il 30% rispetto a un modello meno evoluto. Per utilizzatori assidui del condizionatore (uffici, negozi, chi lo tiene in funzione di notte o per molte ore consecutive) meglio ancora un elettrodomestico dotato di tecnologia “inverter” che adegua automaticamente la temperatura rispetto all’acceso/spento, è più silenziosa, evita picchi di freddo e permette conseguenti risparmi, fino al 30%, promettono i produttori. Può aiutare una corretta acclimatazione un de-umidificatore, che mantiene l’umidità al livello ottimale del 40/60%. È preferibile installare un condizionatore di dimensione e potenza medio-piccola in tutte le stanze abitate che pochi grandi impianti localizzati solo in alcuni punti, ritenuti a torto strategici, di appartamenti, uffici, negozi.

Dove installarlo?

Il condizionatore va installato in una posizione riparata dal sole e dalle fonti di calore, il più possibile orientata a nord, nord-est (per garantirsi fino al 5% di risparmio energetico), senza che sia coperto da cortine, tende, divani, mobili o barriere di qualunque genere. Il flusso di aria fredda, infine, non va indirizzato sugli spazi abitualmente occupati dalle persone, e dagli animali da compagnia.

Come evitare sprechi e malanni?

Per evitare sprechi e malanni va tenuta una temperatura di non oltre 8-10 gradi inferiore a quella esterna e comunque intorno ai 25/26 gradi. Se non si vuol fare uscire l’aria piacevole dall’ambiente rinfrescato (o far entrare aria calda dall’esterno) vanno tenute serrate porte e finestre e, se possibile, abbassate le tapparelle.  I condizionatori devono essere accesi solo quando se ne ravveda l’affettiva necessità. Durante l’utilizzo è consigliabile non alimentare le fonti di calore, limitando l’uso di altri elettrodomestici (anche per evitare picchi di consumo energetico che potrebbero mandare in tilt l’impianto), di lampade, computer etc.

Non dimenticare l’importanza della manutenzione!

La manutenzione è importante quanto l’acquisto. Ed ecco spiegata la necessità di installatori competenti. Filtri ed erogatore vanno puliti almeno una volta all’anno in maniera da garantire aria più salubre e ridurre i consumi energetici. Va controllata l’unità esterna e va rimossa la polvere accumulatasi su pale e batterie. Ogni due anni la legge impone di sanificare il gas refrigerante dei condensatori.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Sicuri con l’auto in vacanza – I consigli degli artigiani CNA per partenze senza sorprese

“Meccanico fai da te? Ahi, ahi, ahi…” Per evitare di fare la fine del turista in una nota pubblicità di qualche anno fa, l’automobilista in partenza per le vacanze è meglio che si rivolga a officine specializzate. Autoriparatori e gommisti artigiani sono pronti a evitare guasti rovina-vacanze, se non peggio.

Ma quali sono i principali controlli cui sottoporre l’automobile e le avvertenze prima del viaggio dell’anno?

Per dare una mano agli automobilisti CNA ha predisposto una vademecum per vacanze sicure:

  • Revisione. Assicurarsi che l’autovettura sia stata sottoposta a revisione ministeriale, che si fa a scadenze fisse: a quattro anni dalla immatricolazione e poi ogni due anni. Senza revisione si rischia una multa di 170 euro (e il fermo dell’automobile se a un secondo controllo la revisione risultasse ancora non compiuta) ma soprattutto non si è certi che l’autoveicolo sia in sicurezza, garantito da un artigiano qualificato perlomeno fino al momento del controllo standard periodico.
  • Gli pneumatici. Il pneumatico è uno dei componenti più delicati dell’automobile: a diretto contatto con la strada garantisce la stabilità e la sicurezza dell’autoveicolo. Va verificato che gli pneumatici, eventuale ruota di scorta compresa, siano integri e conformi a quanto annotato sulla carta di circolazione, gonfiandoli alla pressione prevista. Gli pneumatici non devono presentare segni di taglio, rigonfiamento oppure usura ai lati né mostrare particolari escoriazioni, dovute all’impatto con marciapiedi, muretti, paracarri etc etc
  • Freni, frizione e cinghia di trasmissione. I rischi in caso di malfunzionamento dell’impianto frenante sono facilmente comprensibili. Tanto più va tenuto in perfetta efficienza questo impianto in quanto, durante lunghi viaggi e su strade magari sconosciute, ci si può trovare a percorrere tratti in condizioni anomale, deformati dal troppo caldo, resi scivolosi dalla pioggia, non asfaltati o non asfaltati a regola d’arte. Il malfunzionamento della frizione non permette di inserire le marce e può provocare danni anche ad altre parti dell’autoveicolo. La rottura delle cinghie di trasmissione potrebbe compromettere l’efficienza del motore.
  • I liquidi. I liquidi di motore, cambio e freni vanno controllati costantemente per assicurarsi che non ci siano perdite. Lo stesso vale per il liquido di raffreddamento motore. Una perdita di olio motore, a esempio, potrebbe causarne il blocco mentre una perdita del liquido di raffreddamento potrebbe provocare il surriscaldamento del motore e costringere a fermare immediatamente l’automobile. Va controllato anche il liquido del lavavetro, a torto considerato secondario ma fondamentale nella garanzia di visibilità. Così come, per lo stesso motivo, va controllato il funzionamento dei tergicristallo.

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(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Ancora un pisano ai vertici CNA, Luca Tavani portavoce Informatica

 “Professione, contaminazione e internazionalizzazione le nostre priorità”

Ancora un successo per la CNA di Pisa che, dopo Ricardo Bolelli eletto portavoce nazionale Bus, incassa un’altra posizione di rilievo negli organigrammi di CNA nazionale.

Luca Tavani è stato eletto portavoce nazionale dell’informatica e del terziario avanzato. Tre i focus su cui si concentrerà l’azione della Unione Comunicazione e Terziario avanzato: professione, contaminazione e internazionalizzazione.

“Parliamo prima di tutto di professione – spiega Luca Tavani – oggi c’è un gran bisogno di una connotazione a livello di rappresentanza, visto che ogni giorno nascono nuove professionalità legate anche alle tecnologie. Molto importante è anche la contaminazione, tra imprese del mondo della comunicazione e imprese di tutti gli altri settori. Infine l’internazionalizzazione, un tema chiave anche per il nostro settore”

“Mapperemo – ha detto ancora Tavani – tutto il territorio per capire quali sono i nuovi mestieri e ragionare sulle azioni da fare per la categoria. Crediamo fortemente nella lobby artigiana per reimmettere risorse nel settore. Sarà un lavoro intenso, ma con la presidenza nazionale eletta oggi porteremo a casa un bel risultato”.

Luca Tavani entra anche di diritto a fare parte della presidenza di CNA Comunicazione e Terziario avanzato.

Riccardo Bolelli eletto portavoce nazionale BUS CNA

Per CNA Pisa una grande soddisfazione

Una settimana ricca di soddisfazione per la CNA di Pisa perchè fra le fila dei suoi dirigenti che riscuotono consensi oltre le rive dell’Arno, c’è da aggiungere Riccardo Bolelli portavoce Ncc Bus per il territorio pisano e anche portavoce regionale che ora è stato eletto dai suoi colleghi Portavoce a livello nazionale del mestiere BUS all’interno della Unione Trasporto FITA CNA, per la quale è entrato a far parte della Presidenza Nazionale .

Riccado Bolelli CNA Pisa

“Il trasporto persone ed in particolare il mestiere che rappresento a livello territoriale, regionale ed ora nazionale, l’NCC BUS, ha un bisogno grandissimo di essere rappresentato per quello che esprime – esordisce Riccardo Bolelli nel presentare la sue idee per i prossimi anni- Importanti potenzialità, in termini organizzativi e progettuali che tutti i giorni in diversi ambiti di mercato contribuiscono insieme agli altri settori ad una migliore mobilità; nel nostro caso, alla mobilità delle persone. Lo facciamo nell’ambito del turismo, dei servizi scuolabus , del Trasporto Pubblico Locale, con una dinamicità e professionalità apprezzabile che non sempre, nostro malgrado, viene riconosciuta da chi ha il compito di legiferare in tema di mobilità”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

 

INTERNAZIONALIZZAZIONE – Unioncamere propone una consulenza gratuita. Candidati entro il 31 luglio!

Si chiama Chamber Mentoring for International Growth ed è un progetto che offre ad un gruppo selezionato di imprese italiane, l’opportunità di beneficiare, gratuitamente, del supporto da parte di un Mentor ossia un esperto rappresentato da un qualificato manager o da un imprenditore di successo di origini italiane operante all’estero.

Per candidarsi c’è tempo fino al 31/07. Sbrigati!

Come? CLICCANDO QUI

 

 

#IMPRESE IMPOSSIBILI – La web serie firmata CNA si conclude con il terzo episodio “Parliamo di credito”

È un’imprenditrice la vittima designata del sadico e sorridente giudice di gara che, in questo episodio veste i panni della mancanza di credito, mostrandoci senza pietà i danni che provoca a imprenditori, artigiani e professionisti.

Fare impresa diventa un gioco duro se, chi dovrebbe aiutarci a sostenere gli investimenti, ci chiude la porta in faccia. Ogni rifiuto delle banche è una mazzata. In tutto il mondo ottenere credito è più semplice.

Nonostante ciò tantissimi imprenditori, artigiani e professionisti lottano ogni giorno contro questo sistema paralizzante, determinati a credere ancora nei loro sogni.

CNA è dalla parte di chi non si arrende mai e invita a scoprire risposte, vantaggi e servizi dell’associazione sul sito dedicato www.impreseimpossibili.it.

Guarda il terzo e ultimo episodio della trilogia #IMPRESEIMPOSSIBILI, la web serie di CNA che, attraverso la metafora sportiva e  un linguaggio di rottura, dà voce alle difficoltà di oltre 6 milioni imprenditori italiani.

 

Riccardo Bolelli diventa portavoce nazionale del Bus di CNA

Un riconoscimento importante che arriva in occasione della fase nazionale dei congressi di CNA, iniziata qualche mese fa in tutte le sedi territoriali e che sta rinnovando tutti gli organi direttivi

Riccardo Bolelli: “Sono quattro gli argomenti principali su cui impegneremo CNA Bus a livello nazionale: Contratto collettivo nazionale per i dipendenti, la concorrenza, gli accessi alle città e il tema aggregazioni”.

Un fine settimana ricco di soddisfazione per la CNA di Pisa, perché oltre alla recente elezione di Andrea di Benedetto a Presidente CNA Toscana fra le fila dei suoi dirigenti che riscuotono consensi oltre le rive dell’Arno, c’è da aggiungere Riccardo Bolelli portavoce Ncc Bus per il territorio pisano e anche portavoce regionale, che ora è stato eletto dai suoi colleghi Portavoce a livello nazionale del mestiere BUS all’interno della Unione Trasporto FITA CNA, per la quale è entrato a far parte della Presidenza Nazionale.

Proprio in virtù di queste indicazioni territoriali Riccardo Bolelli ha avuto l’occasione di diventare Portavoce nazionale del Mestiere BUS di CNA e componente della Presidenza Nazionale dell’Unione FITA Trasporto di CNA, insieme al Presidente Patrizio Ricci (al centro della Foto), Giuseppe Mele (alla destra di Bolelli), Lucio Barattini e Riccardo Carboni.

“Il trasporto persone ed in particolare il mestiere che rappresento a livello territoriale, regionale ed ora nazionale, l’NCC BUS, ha un bisogno grandissimo di essere rappresentato per quello che esprime – esordisce Riccardo Bolelli nel presentare la sue idee per i prossimi anni–. Importanti potenzialità, in termini organizzativi e progettuali, che tutti i giorni in diversi ambiti di mercato contribuiscono insieme agli altri settori ad una migliore mobilità; nel nostro caso, alla mobilità delle persone. Lo facciamo nell’ambito del turismo, dei servizi scuolabus, del Trasporto Pubblico Locale, con una dinamicità e professionalità apprezzabile che non sempre, nostro malgrado, viene riconosciuta da chi ha il compito di legiferare in tema di mobilità. Sono quattro gli argomenti principali su cui impegneremo CNA Bus a livello nazionale: Contratto collettivo nazionale per i dipendenti, la concorrenza e gli accessi alle città e il tema aggregazioni”.

Riccado Bolelli CNA Pisa

“Serve uno specifico CCNL di settore Bus e Auto o rinegoziare quello attuale – argomenta Bolelli – per renderlo più aderente alle specifiche esigenze del momento e per affrontare il nodo di un mercato sempre più concorrenziale a partire dal contrasto alle forme di concorrenza sleale e all’apertura del mercato a nuove forme di intercettazione della domanda, compreso il cercare di utilizzare in modo proficuo per le imprese del settore le molte opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali e di comunicazione, con nuovi strumenti e piattaforme di scambio domanda/offerta in cui si possa essere protagonisti, attori principali del mercato per creare vantaggi alle nostre imprese”.

“Inoltre c’è il tema molto sentito dalla categoria degli accessi alle città – aggiunge Bolelli -: noi aspiriamo ad essere un’associazione che fa proposte serie nel difficile rapporto con le tante amministrazioni comunali che adottano il sistema dei ticket di ingresso nelle città, ognuno diverso dalle altre.  Ma non basta, occorre anche migliorare le infrastrutture e i nodi di accesso alle città proponendo che parte degli introiti siano destinati a tali scopi oltre a pretendere che vi sia una semplificazione delle modalità di acquisizione dei ticket”.

“Last but no least – conclude Riccardo Bolelli – dobbiamo insistere sui processi di aggregazione e di collaborazione  delle imprese, favorire processi di unione delle piccole e medie imprese per accrescerne la competitività sul mercato di riferimento. I risultati che stiamo ottenendo a Pisa con CTM (di cui Riccardo Bolelli è Presidente, ndr) ormai vicino a superare la soglia di un milione di euro di fatturato, nel giro di un paio di anni, che sta seguendo la strada già tracciata da CNP e da altre realtà in tutta Italia, dimostrano che è la strada giusta per dare un corretto strumento di competitività alle imprese”.

Da noi di Pisa un grande augurio di buon lavoro!

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

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