Litorale – Strategia in tre mosse della CNA per Via Maiorca

La soluzione è chiusura e pedonalizzazione serale, parziale e solo nel fine settimana

CNA Pisa con le sue articolazioni Horeca e Turismo, interviene nuovamente sul tratto di chiusura della Via Maiorca dettagliando la proposta avanzata nei giorni scorsi.

Una soluzione in tre mosse secondo CNA, può essere proposta per via Maiorca.

CNA Pisa “continuando a seguire il dibattito ed ascoltando richieste, bisogni ed esigenze non solo degli associati, ma anche degli altri operatori economici, chiede un supplemento di attenzione sul tema litorale ed in particolare via Maiorca.

Come prima mossa occorre che ci sia una rivalutazione complessiva della viabilità del quartiere, senza pedonalizzare tutta la via, ma solo una parte e creando delle alternative concrete per dare respiro anche a quelle attività che potrebbero essere penalizzate da una pedonalizzazione integrale.

Come seconda mossa, convinti del fatto che solo una chiusura serale, può portare prestigio e beneficio alle attività economiche ed anche all’intera comunità. Tale operazione andrebbe inoltre affiancata da una progettualità concreta di iniziative ed eventi.

Terzo mossa infine, la gradualità; di modo che in una prima fase possa essere attuata come una sperimentazione a breve termine, partendo da una chiusura serale solo nel fine settimana proprio per andare incontro alle esigenze di tutti, attività e residenti.

Quanto al primo punto, consapevoli del fatto che stravolgere completamente la circolazione veicolare, comporterebbe un maggiore afflusso nelle vie limitrofe (Via Don Mander, Via Ivizza e parte di Via dell’Ordine di S.Stefano), proponiamo di rendere pedonalizzato solo il tratto di Via Maiorca dall’incrocio con via Iacopo Ciurini, fino al raggiungimento di Piazza Baleari. Questa scelta può rappresentare la soluzione ottimale alleggerendo la stessa via Mander.

Chiediamo pertanto che l’Amministrazione Comunale valuti questa nostra proposta come un passaggio di sperimentale che introduca gradualmente le novità per ottimizzare i consensi delle imprese e dei residenti in modo da poterla attuare prima possibile”.

Dal 1° luglio 2020 nuovo limite per i pagamenti in contanti pari a 2.000 euro

Come previsto dal comma 3-bis, art. 49, D.Lgs. n. 231/2007 (introdotto dall’art. 18, D.L. n. 124/2019) a decorrere dal 1° luglio 2020 la soglia per i trasferimenti in denaro contante si riduce da euro 3.000 ad euro 2.000.

Da tale data, pertanto, non è possibile effettuare pagamenti tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, in denaro contante per un importo pari o superiore ad euro 2.000.

Anche il minimo edittale delle sanzioni è stato rimodulato, pertanto per le violazioni commesse dal 1° luglio al 31 dicembre 2021, l’importo minimo della sanzione è pari ad euro 2.000.

Si precisa che è previsa una deroga a tale limitazione all’uso del contante per gli acquisti di beni e servizi effettuati presso commercianti al minuto e soggetti assimilati/agenzie di viaggio e turismo da parte di turisti con cittadinanza UE/SEE/extra-UE, non residenti in Italia. Per le predette operazioni, infatti, l’utilizzo del contante risulta possibile fino a euro 14.999,99.

CNA PISA Horeca e Turismo: Puntare al pubblico locale, più sinergie con qualità e prodotti del territorio

Si sono riunite in forma congiunta le Presidenze dei mestieri di CNA Pisa Turismo e Commercio e HoReCa e in una nota hanno annunciato le prossime iniziative.

Pisa deve ripartire dai pisani, quindi oltre la Torre con il suo turismo, fondamentale sicuramente e l’Ateneo con il suo indotto – si legge nella nota congiunta –. Lo si deve fare con eventi, attrazioni e servizi mirati. La città deve insomma puntare a “ritrovare” tra i suoi clienti i pisani, ovvero coloro che vivono ed animano questa città. Solo così tutto il tessuto economico potrà tirare un respiro di sollievo. Un percorso che inizia adesso, ma che dovrà essere il faro per un rilancio a lungo termine. E’ questa l’idea sulla quale punta CNA Horeca e Turismo, andando oltre le polemiche. Come CNA Horeca troviamo giusta l’idea dell’assessore Pesciatini e della giunta di chiudere il lungomare e di Via Maiorca anche se con orari di chiusura diversi, e bisogna puntare su di una progettualità futura per attrarre turisti, ma soprattutto occorre che i pisani, tornino a vivere la città e il suo litorale”. Horeca Cna ha messo sul tavolo dell’assessore alle attività produttive nel corso di un incontro proposte e progetti.

L’idea di fondo – sostiene HoReCa CNA – è quella di ripartire dal proprio interno, affinché il ‘pisano’ torni a vivere il proprio territorio. Questo è possibile solo investendo concretamente in offerte promozionali che abbiano lo scopo di attrarre i propri cittadini, visto che i turisti stranieri e gli universitari mancano. Dobbiamo insomma ripartire dall’interno per creare un futuro che veda Pisa oltre la Torre e l’Ateneo.

Non più, quindi, una città da turismo mordi e fuggi, ma un punto di riferimento per chi vuole trascorrere vacanze di qualità anche a pochi chilometri da casa.

Le premesse per ripartire secondo CNA ci sono. Pisa e la sua provincia hanno un territorio ricco di offerte che spesso non trovano un risconto concreto, ma attraverso progetti mirati è necessario intercettare la domanda anche dei propri residenti.

piFra le proposte esposte anche all’assessore Paolo Pesciatini del Comune di Pisa, si è parlato della creazione di eventi ad hoc, della gestione integrata ed efficace dei trasporti pubblici estesi anche negli orari notturni, dei parcheggi scambiatori da rendere sicuri e meglio collegati al centro città. Infine sono state avanzate ipotesi di promozione e di sinergie con il settore dell’artigiano locale sempre più in difficoltà, fino ad una collaborazione stretta con il comparto alberghiero per un efficace richiamo turistico. Misure – conclude CNA – sulle quali l’amministrazione comunale si è mostrata interessata”.

FASE 3 – Il Governo acceleri i tempi di erogazione delle risorse a Fsba

Dal 19 maggio al 30 giugno sono passati oltre 40 giorni

Un’eternità, in tempo di crisi, per quanti magari non hanno i soldi per fare la spesa. Eppure tanti giorni sono occorsi perché una prima parte dello stanziamento per finanziare la cassa integrazione dei dipendenti delle imprese artigiane, previsto del Decreto Rilancio, arrivasse nella disponibilità del Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato (Fsba) mettendolo nelle condizioni di riprendere, finalmente, a pagare il sostegno al reddito agli oltre 600mila lavoratori ancora in attesa di percepire l’assegno di marzo e aprile. Speriamo di non dover attendere altri 40 giorni per ogni accredito successivo.

Questa tempistica non è ragionevole né rispettosa delle impellenti necessità di chi da mesi è senza stipendio”. Ed il fatto che sia in arrivo una prima tranche delle risorse previste per il FSBA per circa un terzo del totale è una buona notizia ma non deve rassicurare.

La CNA infatti sollecita il Governo – continua la nota – a sbloccare la situazione immediatamente, facilitando e accelerando i tempi di erogazione delle prestazioni connesse all’emergenza Covid-19 per il tramite di FSBA. Chiede, altresì, di trovare con urgenza risorse aggiuntive per fare fronte alle numerose domande che continuano ad arrivare e per quelle relative al mese di maggio a causa del perdurare di una crisi che – conclude il comunicato della CNA – rende le risorse finora stanziate non più sufficienti.

Nei giorni scorsi è stato pubblicato il Decreto Interministeriale di un primo trasferimento delle risorse a FSBA per far fronte alle richieste di prestazioni di sostegno al reddito connesse all’emergenza epidemiologica.  Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e Finanze, a fronte della nota inviata da FSBA connessa al monitoraggio delle prestazioni, ha finalmente previsto il trasferimento al Fondo della somma di 248.265.611,15 euro. 

Si tratta di una prima tranche delle risorse destinate al Fondo, che in totale assomma a 765 milioni di euro, che consentiranno in breve tempo di dare risposta a numerose domande di integrazione salariale. Tuttavia, nonostante tutti gli adempimenti burocratici siano stati espletati, le risorse non sono ancora state accreditate sui conti correnti di FSBA, ma tale trasferimento ci è stato appena assicurato che avverrà in questi giorni (testo chiuso il 29/6).

Come previsto dalla normativa, i successivi trasferimenti saranno effettuati sempre a seguito del monitoraggio effettuato dal Fondo sull’andamento del costo delle prestazioni e, per questo motivo, rinnovo a tutti noi l’invito a continuare nella puntuale gestione delle domande e delle comunicazioni.

Tutte le novità dal primo luglio: dall’ecobonus al bonus vacanza

Quest’anno il primo luglio c’è chi lo definisce come un “mezzo capodanno”

Molte sono infatti le novità riguardo gli incentivi e i crediti d’imposta che scatteranno con l’obiettivo di combattere la crisi economica post Covid19.

Questa scadenza interessa, infatti, vari interventi, il superbonus del 110% per le ristrutturazioni green, in primis. Lo sconto fiscale, spalmato per 5 anni, vale per la riqualificazione energetica degli edifici e per la messa in sicurezza anti-sismica. Sia nel caso di opere che riguardano i condomini che le unità indipendenti ci deve essere o la coibentazione dell’edificio e/o la sostituzione della centrale termica/caldaia con una ad alta efficienza. Sono escluse le seconde case ed edifici non residenziali.

Uno strumento pensato per dare una risposta alla crisi del turismo e previsto proprio dal decreto Rilancio è il bonus vacanze. L’agevolazione che è destinata ai nuclei familiari con un reddito ISEE non superiore a 40mila euro, per il pagamento di servizi offerti in Italia dalle imprese turistico-ricettive, gli agriturismi e i bed&breakfast aderenti, spetta nella misura di 150 euro per i nuclei composti da una sola persona e fino a 500 euro per i nuclei da 3 o più persone. Si può utilizzare per l’80% sotto forma di sconto per il pagamento del servizio turistico e per il 20% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Potrà essere richiesto fino al 31 dicembre di quest’anno.

Meno contanti per favorire l’avanzata dei mezzi di pagamento digitali: dal 1° luglio scatta un nuovo tetto all’uso del contante che scenderà da 3mila a 2mila euro mentre diminuirà l’onere in capo a esercenti e professionisti per i pagamenti con carte e bancomat. Una strategia cashless, obbligatoria ma di tipo non sanzionatorio, che prevede il credito d’imposta del 30% sulle commissioni date dalle transazioni degli strumenti tracciabili. Il credito di imposta maturato sarà utilizzabile in compensazione a decorrere dal mese successivo a quello in cui la spesa è stata sostenuta.

Da luglio 16 milioni di lavoratori dipendenti avranno una busta paga più pesante. Come? Attraverso un beneficio deciso con l’ultima legge di Bilancio che arriva in parte come aumento in busta paga e in parte come riduzione delle prossime imposte fino a dicembre 2020.  L’intervento interessa direttamente sia i lavoratori dipendenti del privato sia una buona parte dei dipendenti pubblici, con redditi annui fino a 40 mila euro. Per chi già beneficiava del bonus Renzi (tra 8mila e 24mila euro di reddito) l’importo passa così da 80 a 100 euro al mese, che andranno anche a chi ha redditi tra 24 e 28mila euro.

Occhio alle scadenze anche per gli assegni familiari. Da mercoledì via alle richieste online per i dipendenti del settore privato che possono presentare le domande per ottenere il riconoscimento degli assegni al nucleo familiare validi dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021. La richiesta va presentata all’Inps solo per via telematica.

Il calendario fiscale – ultimo, non per importanza – vede la fine del periodo di moratoria previsto per gli adempimenti il cui termine naturale sarebbe scaduto tra l’8 marzo e il 31 maggio. Come, ad esempio, la registrazione dei nuovi contratti di locazione o comodato.

Attenzione, quindi, a questa data. Potrebbe tornarci utile.

Disposta la proroga dei versamenti

Come da noi anticipato è stata ufficializzata la proroga dei termini di versamento delle imposte derivanti dal Modello Redditi, dalla dichiarazione annuale Iva e dalla dichiarazione Irap, dei Contributi Previdenziali IVS e del Diritto Camerale.

Il relativo DPCM, portante data 27 giugno 2020, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 29 giugno 2020. Le modalità della proroga sono le stesse già previste in analoghi provvedimenti emanati in anni precedenti.

Ecco il testo integrale:

Art. 1

Differimento per l’anno 2020 dei termini di effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali:

1. I soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze, tenuti entro il 30 giugno 2020 ai versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto correlata agli ulteriori componenti positivi dichiarati per migliorare il profilo di affidabilità, nonché dalle dichiarazioni dell’imposta regionale sulle attività  produttive, ove non sussistano le condizioni per l’applicazione dell’art. 24 del decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020, effettuano i predetti versamenti:

a) entro il 20 luglio 2020 senza maggiorazione;

b) dal 21 luglio al 20 agosto 2020, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano, oltre che ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale o che presentano cause di esclusione o di inapplicabilità dagli stessi, compresi quelli che adottano il regime di cui all’art. 27, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, nonché quelli che applicano il regime forfetario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aventi i requisiti indicati nel medesimo comma 1.

Primo trimestre 2020 – Pressione fiscale record e consumi in ritirata

Brusco calo dei consumi. Decisa crescita del risparmio. Balzo negativo nel rapporto deficit/prodotto interno lordo, tanto importante per la Commissione europea. E impennata a livelli record della pressione fiscale.

Piuttosto allarmante sia pure prevedibile, è la fotografia scattata dall’Istat dell’Italia sotto il profilo economico-finanziario nel primo trimestre 2020.

In dettaglio, tra gennaio e marzo di quest’anno la spesa per consumi finali delle famiglie italiane si è ridotta del 6,4%, un livello mai registrato in precedenza dall’Istituto di statistica. All’opposto, nello stesso periodo, la propensione al risparmio delle famiglie (vale a dire il rapporto tra entità del risparmio e reddito) è risalita al 12,5%, come negli anni precedenti la grande crisi.

Le spese straordinarie sostenute dall’amministrazione pubblica per Cassa integrazioni guadagni e varie tipologie di indennità relative al mese di marzo, due terzi del quale trascorso da buona parte degli italiani in confinamento, hanno avuto una catastrofica conseguenza sul rapporto deficit/Pil, balzato al 10,8% (contro il 7,1% registrato nel primo trimestre del 2019) ai livelli esattamente di dieci anni fa.

Cattive notizie anche sul fronte fiscale. La pressione ha toccato un risultato mai raggiunto in precedenza. È cresciuta fino al 37,1% segnando un incremento dello 0,5% rispetto al primo trimestre 2019.

Fase 3 – CNA incontra la Ministra dei Trasporti De Micheli

CNA: “Trasporto persone allo stremo, servono misure urgenti per dare ossigeno alle imprese”

La Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha incontrato una delegazione di CNA guidata da Sergio Silvestrini, Segretario Generale della Confederazione, composta dai tre portavoce del trasporto persone per un confronto sulla profonda crisi che sta vivendo il settore a causa della pandemia. Il comparto conta oltre 38mila imprese, in larga parte artigiane, e circa 40mila dipendenti con un parco veicoli intorno alle 70mila unità tra autobus noleggio, Taxi e NCC. Il fatturato annuale supera i 4 miliardi di euro e nel periodo di lockdown i mancati ricavi sono già oltre un miliardo.

Silvestrini ha indicato la necessità di avviare un confronto permanente tra le istituzioni e le organizzazioni più rappresentative per evitare l’eccessiva frammentazione della rappresentanza che rende difficile definire una visione generale sullo sviluppo della mobilità.

Per affrontare gli effetti pesanti dell’emergenza, la CNA ha elencato alcuni interventi per l’immediato per dare ossigeno a un settore vitale che è allo stremo. Occorrono urgentemente misure di ristoro per queste imprese, a partire dal potenziamento del contributo a fondo perduto, la compensazione delle quote di ammortamento per gli investimenti effettuati, la proroga fino a fine anno della moratoria sui prestiti e della sospensione del pagamento di imposte e contributi e la possibilità di rateizzazione su lungo periodo.

Inoltre il riconoscimento dei corrispettivi per i servizi di scuolabus, almeno a copertura dei costi fissi, la promozione di forme di integrazione tra le varie modalità di trasporto con il trasporto pubblico non di linea, Taxi, NCC e Autobus, e l’estensione almeno a fine anno delle misure di sostegno al reddito per il personale dipendente.

La Ministra De Micheli ha mostrato attenzione alle istanze presentate ricordando le misure di sostegno già operative e quelle in Parlamento in via di definizione. Inoltre ha annunciato la prossima apertura del tavolo sulla scuola al quale parteciperanno le organizzazioni del trasporto persone per definire le linee guida sui servizi di scuolabus ed ha indicato che nel prossimo decreto di luglio saranno destinate ulteriori risorse.

CNA auspica che il confronto prosegua nei prossimi giorni per definire e adottare le misure necessarie e urgenti di cui ha estremo bisogno il settore del trasporto persone.

DL RILANCIO – I Centri di revisione sono in crisi acuta

CNA: “I Centri di revisione sono già in crisi acuta, evitare le misure improvvisate che possano metterli KO definitivamente”

Ampliare il novero delle attribuzioni dei 9mila centri di controllo privati, ricomprendendo la revisione dei mezzi pesanti e dei rimorchi, estendere l’efficacia della relativa autorizzazione ai collaudi, aggiornare le tariffe. Sono queste le priorità sottolineate da artigiani e piccole imprese della CNA, indiscusso pilastro del mercato delle revisioni.

L’esame del Decreto Rilancio  può costituire l’occasione per approntare le più efficaci soluzioni. Soltanto così potranno essere superati intoppi burocratici, abbattuti tempi di attesa, che per i veicoli pesanti possono arrivare fino ad un anno, e assicurati i livelli essenziali di sicurezza stradale. In questo quadro, la paventata ipotesi di attribuire agli ispettori l’intera gestione degli accertamenti tecnici rappresenterebbe una sterzata normativa incomprensibile, incoerente rispetto all’itinerario normativo fin qui percorso. Una ricetta maldestra e improvvisata, sprovvista di una qualsiasi giustificazione e convenienza pratica.

CNA chiede di ripartire, piuttosto, dalla necessità di soddisfare ordinatamente la domanda di revisioni, procedendo allo scaglionamento dei termini rinviati a causa dell’emergenza epidemiologica, in modo da evadere il più ampio numero di pratiche entro l’estate. “Per tali motivi, il Governo dovrebbe avvalersi senza ulteriore indugio – conclude la nota della CNA – della facoltà concessa dal Regolamento Ue, in base alla quale uno Stato membro può comunicare alla Commissione la decisione di non applicare il sistema di proroghe previsto a livello europeo, avendo adottato misure nazionali adeguate a superare le difficoltà del momento”.

DURC On-Line – Validità certificati scaduti dal 16.04.2020

L’INPS ritorna sulla questione della validità dei DURC On – Line a seguito delle recenti modifiche normative intervenute (cfr. vedi anche) per ribadire innanzitutto che:

– i DURC restano esclusi dagli atti per i quali la legge n.27/2020 ha disposto l’ampliamento del periodo di scadenza e quello di conservazione della validità degli stessi;

– la proroga della validità al 15 giugno 2020 dei certificati emessi ha riguardato solo i DURC aventi scadenza compresa tra il 31 gennaio 2020 e il 15 aprile 2020.

Ne consegue che i certificati scaduti dal 16 aprile 2020 in poi non hanno beneficiato di alcuna proroga del proprio periodo di validità.

Per effetto di tale interpretazione suffragata dal Ministero del lavoro, a far data dal 16 giugno 2020 alle nuove richieste di verifica della regolarità, analogamente a quelle pervenute dal 16 aprile 2020, si applicano gli ordinari criteri previsti in materia di rilascio del DURC (DM 30 gennaio 2015), incluso dunque il periodo di validità ordinario di 120 giorni dalla richiesta.

L’Istituto rammenta infine che gli adempimenti e i versamenti previdenziali per i quali la normativa emergenziale vigente ha disposto la sospensione, non rilevano ai fini della verifica della regolarità contributiva.