FINART CNA – Il calendario delle agevolazioni

Scadenza credito

Nei prossimi giorni ci sono numerose scadenze di bandi e agevolazioni di cui possono beneficiare le imprese, sono contributi a fondo perduto per spese, consulenze e investimenti di vario genere. sono però diversi per tipologia tempi e destinatari. 

Chiedi all’ufficio credito CNA quale strumento è più adatto alla tua impresa e come puoi beneficiarne.

Per informazioni, assistenza e consulenza:
Marlene Sotomayor Gonzalez
Tel 050 876594

sotomayor@cnapisa.it

Qui di seguito tutte le misure a disposizione delle imprese e degli artigiani: 

27 maggio 2020 DISEGNI +4  Contributi a fondo perduto fino all’ 80% per la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei disegni/modelli industriali sui mercati nazionale e internazionale.

05 giugno 2020 Bando GaL artigianato  – Contributi  a fondo perduto fino al 40% in investimenti per il miglioramento e qualificazione del processo produttivo delle attività artigianali dei comuni leader

10 giugno 2020 marchi+3 – Contributi a fondo perduto fino all’80% per il rimborso delle spese di registrazione dei marchi comunitari e internazionali

12 giugno 2020 bando gal commercio – Contributi a fondo perduto fino al 40% in investimenti per il miglioramento e qualificazione del processo produttivo delle attività commerciali dei comuni leader

30 giugno 2020 bando ricerca e sviluppo  – contributi a fondo perduto fino al 40% per progetti di R&S sostenuti in forma singola o in partenariato dalle MPMI

Bando internazionalizzazione apertura Entro il mese di giugno Contributi a fondo perduto fino al 50% per progetti di internazionalizzazione nei paesi extra-UE

Bando voucher pid 4.0 cciaa pisa apertura entro il mese di giugnoCONTRIBUTI FINO AL 70% PER INVESTIMENTI IN CONSULENZE E FORMAZIONE SULLE TEMATICHE IMPRESA 4.0

Bando per start-up innovative apertura entro l’estate – Contributi a fondo perduto fino al 50% per la costituzione ed il rafforzamento delle start-up innovative

DECRETO “RILANCIO” – Previsti contributi a fondo perduto fino al 20% per le MPMI che abbiano avuto un calo del fatturato nel mese di aprile 2020 di oltre  due terzi rispetto al fatturato di aprile 2019.

 

Per informazioni:

Marlene Sotomayor González

Tel. 050 876594

sotomayor@cnapisa.it

 

Su la maschera! Acquista mascherine Made in Italy

Privilegiare l’acquisto Made in Italy per aiutare le imprese e il Paese a ripartire 

Il settore moda, rappresenta uno degli assi portanti del sistema economico italiano. Un settore costituito soprattutto da Artigianato, Piccole e Medie Imprese che rischia di risentire molto della crisi causata dall’emergenza Coronavirus. Un tessuto d’imprese che ha un forte radicamento territoriale, una sensibilità sociale e etica. Un settore costituito da circa 80.000 imprese che danno lavoro ad oltre 1 milione di persone.

Lanciamo un appello per invitare tutti a privilegiare l’acquisto di prodotti made in Italy per rilanciare i consumi e sostenere l’intera filiera moda italiana.

Numerose delle imprese della filiera della moda, associate CNA, per venire incontro all’emergenza causata dal Covid19, hanno convertito la propria attività producendo mascherine, rigorosamente made in Italy. Provando così a rispondere alla crescente richiesta di questo strumento divenuto in poco tempo necessario e parte della nostra quotidianità.

Acquistando una o più mascherine prodotte dalle imprese aderenti alla campagna #SULAMASCHERA, oltre a proteggere te stesso e le persone a te vicine, proteggerai le imprese italiane e il nostro territorio.

Compila il form CLICCANDO QUI e scrivi le tue esigenze. L’impresa più vicina ti ricontatterà al più presto!

Sanificazione? Troppa confusione

L’uso corretto delle parole da parte del legislatore è fondamentale. Altrimenti si rischia di fallire gli obiettivi prefissati.

È il caso della confusione che si è innescata sul termine sanificazione, contenuto nei recenti provvedimenti del Governo, che sta provocando un vero e proprio cortocircuito normativo e applicativo.

Nello specifico, l’incertezza della norma contenuta nel decreto Cura Italia, che prevede un credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro, comporta per le imprese che hanno necessità di tali interventi ad affrontare costi superflui, essendo indotte, in molti casi, a ricorrere a trattamenti non prescritti dal Ministero della Salute.

E nel contempo si escludono, ingiustamente, migliaia di imprese professionali di pulizia dalle operazioni per il contrasto del coronavirus.

Le prescrizioni contenute nella circolare n. 5443 del Ministero della Salute individuano gli specifici interventi di pulizia e disinfezione necessari ad evitare i rischi di contagio con l’utilizzo di appositi prodotti. Si tratta di attività abitualmente svolte dalle imprese professionali del settore delle pulizie e non solo da imprese abilitate alla sanificazione.

CNA Pisa – Gli auguri per la ripartenza del Presidente Francesco Oppedisano

Fase 2, attenzione ottimismo e innovazione

“Buon lavoro a tutti, lo diciamo oggi secondo giorno di riapertura, per rispetto a chi non ha riaperto e purtroppo non riaprirà ed a cui va il nostro pensiero ed il nostro incoraggiamento a non mollare comunque e ad inventarsi un futuro diverso”, così comincia il saluto agli imprenditori in ripartenza del Presidente CNA Pisa Francesco Oppedisano, che prosegue:” e naturalmente salutiamo con soddisfazione, pur nelle difficoltà generali che con coraggio ha alzato di nuovo la serranda. Ieri finalmente centinaia di migliaia di attività economiche hanno potuto riavviare l’attività. Tra gli artigiani e i commercianti prevale un sentimento di sollievo per il primo passo verso il ritorno alla normalità.

È tangibile la soddisfazione per essere riusciti ad aprire in anticipo rispetto alla data di inizio giugno che era stata annunciata dal Governo.

L’attività di prestazione dei servizi e nelle vendite ha ripreso certo un po’ al rallentatore, non tanto e non solo per la carenza di domanda, ma anche a causa delle regole di distanziamento e dei processi di igienizzazione che allungano i tempi e riducono il numero di clienti che possono essere serviti.

Nonostante la tardiva pubblicazione delle deliberazioni nazionali e regionali, fra DL, DPCM e Ordinanze, che fino all’ultimo hanno lasciato interrogativi sui tempi e incertezza sulle misure per il contenimento del contagio (che in molti casi peraltro ancora perdurano), gli imprenditori, come sempre, si sono dati da fare e non si sono fatto trovare impreparati. Ha prevalso il pragmatismo, la maturità e la serietà degli imprenditori nell’adeguarsi ai cambiamenti.

Certo dietro alla soddisfazione permane il timore per il futuro unito alla speranza di potersi lasciare presto dietro alle spalle questi terribili mesi. E per ottenere questo risultato sarà indispensabile tenere tutti un comportamento molto rigoroso di rispetto delle norme anti-contagio, perché assistere a un ritorno della malattia, provocherebbe conseguenze ancora più drammatiche.

Dobbiamo sapere come riconquistare una quotidianità fatta di gesti e accortezze diversi; essere consapevoli fin d’ora che alcune cose sono cambiate per sempre. Innovare, capire dove ci portano le nuove tecnologie, formarsi in modo permanente sono gli input che dovranno essere sempre più una componente essenziale del Dna degli imprenditori. Ottimismo, attenzione e innovazione, ecco su cosa puntare per i prossimi mesi.

Perché la nostra storia, la storia degli artigiani e delle imprese continua nel solito modo con cui è arrivata fino ad oggi: con l’autonomia, la creatività, la qualità e l’inventiva di fare sempre cose nuove, ogni giorno meglio del precedente.

Auguri a tutti!

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

HoReCa – Le nuove regole: cosa fare e come

Dal 18 maggio sono ripartiti bar, ristoranti, pizzerie pasticcerie gelaterie, rosticcerie. Ovvero il settore cosiddetto HoReCa. 

Questi i punti salienti per la Ristorazione
Le indicazioni regionali si applicano per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie, nonché per l’attività di catering. 

Le presenti indicazioni si applicano per ogni tipo di esercizio di somministrazione di pasti e bevande, quali ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, bar, pub, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie (anche se collocati nell’ambito delle attività ricettive, all’interno di stabilimenti balneari e nei centri commerciali), nonché per l’attività di catering (in tal caso, se la somministrazione di alimenti avviene all’interno di una organizzazione aziendale terza, sarà necessario inoltre rispettare le misure di prevenzione disposte da tale organizzazione).

A seguito del DPCM del 17 maggio 2020 e degli allegati, nello specifico allegato 17 ( Linee guida per la riapertura delle attività economiche e produttive della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio 2020) e dell’Ordinanza Regione Toscana n.57 del 17 maggio 2020

📌 Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C.
📌 È necessario rendere disponibili prodotti igienizzanti per i clienti e per il personale anche in più punti del locale, in particolare all’entrata e in prossimità dei servizi igienici, che dovranno essere puliti più volte al giorno.
📌 Negli esercizi che dispongono di posti a sedere privilegiare l’accesso tramite prenotazione, mantenere l’elenco dei soggetti che hanno prenotato, per un periodo di 14 giorni. In tali attività non possono essere presenti all’interno del locale più clienti di quanti siano i posti a sedere.
📌 Negli esercizi che non dispongono di posti a sedere, consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra le sedute.
📌 Laddove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro.
📌 I tavoli devono essere disposti in modo che le sedute garantiscano il distanziamento interpersonale di almeno 1 metro di separazione tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Tale distanza può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i diversi tavoli adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.
📌 La consumazione al banco è consentita solo se può essere assicurata la distanza interpersonale di almeno 1 metro tra i clienti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale; detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale.
📌 La consumazione a buffet non è consentita.
📌 Il personale di servizio a contatto con i clienti deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igiene delle mani con soluzioni idro-alcoliche (prima di ogni servizio al tavolo.
📌 Favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni ed escludere totalmente, per gli impianti di condizionamento, la funzione di ricircolo dell’aria.
📌 La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani. In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, possibilmente al tavolo.
📌 I clienti dovranno indossare la mascherina tutte le volte che non si è seduti al tavolo.
📌 Al termine di ogni servizio al tavolo andranno previste tutte le consuete misure di disinfezione delle superfici, evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, ecc). Per i menù favorire la consultazione online sul proprio cellulare, o predisporre menù in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei a perdere.

Per info rivolgersi alla Coordinatrice del settore:
Sabrina Perondi
perondi@cnapisa.it

BENESSERE – Le nuove regole: cosa fare e come

Insieme a estetiste e parrucchieri aprono anche tattoo e piercing

Con la pubblicazione dell’ordinanza del Presidente Rossi si chiude formalmente l’iter delle procedure per la riapertura del settore benessere, comprendendo insieme ad estetiste e parrucchieri anche attività di tatuaggio e piercing.


A questo punto possiamo esprimere ampia soddisfazione per quanto abbiamo potuto apprendere dalla lettura dell’ordinanza regionale che coglie in pieno le aspettative di Cna Benessere e Sanità Toscana. Il continuo confronto con la Regione e le Associazioni di rappresentanza hanno portato indubbiamente al miglior risultato possibile che mette le imprese in condizione di aprire garantendo la sicurezza di operatori e clienti.


È doveroso a questo punto richiamare all’assoluto senso di responsabilità tutti gli operatori affinché si adoperino scrupolosamente al pieno rispetto dei protocolli di sicurezza previsti e le attuali linee guida che potete scaricare qui sotto.
Le imprese potranno rivolgersi alla CNA di Pisa per ricevere tutto il supporto necessario per la gestione della fase di ripartenza.

Di seguito le istruzioni

AVVISO ALLA CLIENTELA      SERVIZI ALLA PERSONA

📌 Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione.

📌 Consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 gg.

📌 Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5°C.

📌 La permanenza dei clienti all’interno dei locali è consentita limitatamente al tempo indispensabile all’erogazione del servizio o trattamento.

📌 Consentire la presenza contemporanea di un numero limitato di clienti in base alla capienza del locale (vd. punto successivo).

📌 Riorganizzare gli spazi, per quanto possibile in ragione delle condizioni logistiche e strutturali, per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro, sia tra i clienti.

📌 L’area di lavoro, laddove possibile, può essere delimitata da barriere fisiche adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.

📌 Nelle aree del locale, mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani dei clienti e degli operatori, con la raccomandazione di procedere ad una frequente igiene delle mani.

📌 Eliminare la disponibilità di riviste e materiale informativo di uso promiscuo.

📌 L’operatore e il cliente, per tutto il tempo in cui, per l’espletamento della prestazione, devono mantenere una distanza inferiore a 1 metro devono indossare, compatibilmente con lo specifico servizio, una mascherina a protezione delle vie aeree (fatti salvi, per l’operatore, eventuali dispositivi di protezione individuale ad hoc come la mascherina FFP2 o la visiera protettiva, i guanti, il grembiule monouso, etc., associati a rischi specifici propri della mansione).

📌 In particolare per i servizi di estetica, nell’erogazione della prestazione che richiede una distanza ravvicinata, l’operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola.

📌 L’operatore deve procedere ad una frequente igiene delle mani con soluzioni idroalcoliche (prima e dopo ogni servizio reso al cliente) e utilizzare camici/grembiuli possibilmente monouso per gli estetisti.

📌 I guanti devono essere diversificati fra quelli utilizzati nel trattamento da quelli usualmente utilizzati nel contesto ambientale.

📌 Assicurare una adeguata pulizia e disinfezione delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo cliente e una adeguata disinfezione delle attrezzature e accessori. Igienizzazione delle postazioni di lavoro dopo ogni cliente. Assicurare regolare pulizia e disinfezione dei servizi igienici.

📌 Favorire il regolare e frequente ricambio d’aria negli ambienti interni ed escludere totalmente, per gli impianti di condizionamento, la funzione di ricircolo dell’aria.

📌 Sono inibiti, dove presenti, l’uso della sauna, il bagno turco e le vasche idromassaggio.

📌 La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani; In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, eventualmente in fase di prenotazione.

Per info rivolgersi al Coordinatore di settore: 
Marcello Bertini
bertini@cnapisa.it  

DL RILANCIO – CNA: “Misure efficaci per piccole imprese, se veloci”

CNA: “Risposte significative al mondo dalle delle piccole imprese. L’efficacia dipende dalla velocità degli interventi.”

Il Decreto Rilancio fornisce significative risposte alle sollecitazioni del mondo delle piccole imprese e della CNA volte a mitigare il terribile impatto sulle imprese di una crisi senza precedenti.

L’efficacia delle misure adottate dipende però dalla velocità con cui si sapranno trasformare gli impegni in atti concreti;  è vitale  trasmettere le risorse stanziate ai beneficiari, a partire dalla liquidità promessa.

Gli indennizzi a fondo perduto, l’estensione del credito d’imposta sulle locazioni, il taglio IRAP e bollette, il potenziamento della cassa integrazione e  soprattutto dell’Ecobonus, la cancellazione delle clausole di salvaguardia rappresentano le note più positive della manovra da 55 miliardi varata dal Governo.

Si deve tuttavia fare di più per le micro-imprese, che non possono beneficiare della cancellazione del versamento IRAP, e per i settori del turismo e del trasporto persone le cui prospettive per i prossimi mesi si presentano più cupe.

La riapertura delle attività deve procedere spedita, evitando che l’attuazione delle disposizioni a tutela della salute ne ostacolino la ripresa.

Ora si apra con rapidità il cantiere della Fase 3, quella delle misure strutturali che consentano di recuperare quella crescita robusta che manca all’Italia da decenni. Una Fase fatta di una inedita e straordinaria eliminazione dei freni burocratici all’iniziativa economica e agli appalti, a partire da quelli piccoli immediatamente cantierabili, di profonda riforma della fiscalità in ottica di semplificazione e riduzione della pressione sulle imprese, di modernizzazione della legislazione sul lavoro.

Sfide complesse ma non eludibili, che si possono vincere con il contributo di tutte le componenti vitali della società.

RIPARTENZA – Norme omogenee per il territorio, salvare l’economia legata al turismo

CNA: “Per i Comuni ora è possibile abolire tasse su suolo pubblico e liberalizzare orari. E lotta serrata ad abusivi e lavoro nero”

Le proposte CNA ai comuni e agli enti locali

“Siamo certi che la riapertura sia ormai vicina per tutti, ma rimangono tutti i dubbi sono su quante attività riusciranno davvero a ripartire. Nella speranza che almeno una parte di clientela ci possa ancora essere. Chiediamo pubblicamente regole certe e omogenee sul territorio come abbiamo già fatto inoltrando le nostre valutazioni e richieste a tutti gli enti locali del territorio provinciale” così si apre una nota della CNA di Pisa, che prosegue: “ai comuni chiediamo un atto di coraggio, ora è possibile, secondo le anticipazioni dell’ultimo Dpcm, abolire tasse su suolo pubblico e adottare altri tagli. E poi serve una lotta serrata all’abusivismo e al lavoro nero. Tutta la vasta economa legata al turismo ed alla ricettività, trasporto persone compreso, rischia infatti di scomparire sotto l’onda del Covid19 ed ancor più per l’effetto delle nuove regole in arrivo che schizzano fuori come schegge impazzite da organismi presuntamente tecnici che tutto valutano fuorché le compatibilità economiche. Ma se non si vuole davvero dare il colpo di grazia a tantissime attività, occorrono almeno soluzioni da poter applicare in chiave locale in modo mirato ed intelligente e individuare tutto ciò che, alla luce delle linee guida diramate a livello nazionale, risulterà indispensabile per migliorare agibilità e capienze: gli spazi all’aperto, soprattutto. Secondo le nostre valutazioni infatti non ci sarà apertura possibile per gli stabilimenti balneari e le attività di ristorazione e bar se il Governo adotterà i criteri individuati dall’Inail e dall’Istituto Superiore di Sanità per il contenimento del Covid-19. Si tratta di condizioni insostenibili e molto più restrittive rispetto a qualsiasi altro ambito della vita sociale e la CNA lo ha sottolineato nel corso del confronto tenuto a livello nazionale. Per la parte ristorazione, ad esempio, la maggiore criticità riguarda il distanziamento: prevedere uno spazio di 4 metri quadrati per ciascun cliente, con una distanza fra i tavoli non inferiore ai 2 metri, significa condannare senz’appello l’intera categoria e unica soluzione è aumentare gli spazi ove possibile, cioè all’aperto.

Le proposte CNA Pisa

CNA Pisa a nome delle categorie interessate chiede:

– concessione in forma gratuita, del titolo di occupazione del suolo pubblico per bar ristoranti e pizzerie al momento della loro ripresa visto che saranno gli unici spazi disponibili per accogliere i clienti:

– annullamento fino al 31.12.2020 di tutte le tasse locali che gravano sulla attività (TARI, TASI, IMU, CIMP, TOSAP…) almeno in proporzione dei mesi di chiusura e all’ attuale ridotta, capacità produttiva;
– riduzione/azzeramento dell’IMU per i locali commerciali, alberghieri ed extraalberghieri e almeno proporzionale per le attività produttive;

– i Comuni si facciano mediatori tra proprietari e gestori di Attività produttive, commerciali, ricettività, ristorazione, alimentari e professionali per trovare il modo, con incentivi o altri vantaggi, di andare incontro ai gestori accettando rinvii, rateizzazioni o dilazione dei pagamenti per non mettere ulteriormente in crisi le categorie professionali che in questo periodo non hanno possibilità di entrata.

Le condizioni indicate nei due documenti rendono impossibile persino la copertura dei costi fissi. La distanza minima tra le file di ombrelloni di 5 metri e di 4,5 metri tra due della stessa fila è insostenibile.  Tali condizioni causeranno la chiusura della stragrande maggioranza delle attività, e in particolare della quasi totalità delle gastronomie artigiane, con gravissime ripercussioni sull’occupazione e una ricaduta tragica su tutta la catena agroalimentare italiana. Idem per il trasporto pubblico (bus taxi e ncc ) che fra ridotta capienza e mancanza di turisti hanno visto crollare il lavoro e non si sono ancora concretizzate le aperture sul potenziamento del TPL.

CNA ribadisce l’assoluta esigenza di tutelare la salute dei cittadini e di garantire la ripresa delle attività economiche già fortemente provate dal periodo di blocco. La CNA si è immediatamente mobilitata mettendo in campo ogni risorsa per assicurare le migliori condizioni di sicurezza per imprenditori, lavoratori e clienti. Per questo sarebbe stato auspicabile un confronto sistematico con gli organismi tecnici e la politica per l’elaborazione di Linee guida che devono tener conto delle peculiarità del sistema delle imprese. È indispensabile, in vista degli imminenti provvedimenti per la riapertura, che il confronto tra Governo e parti sociali sia improntato al buon senso, conciliando le raccomandazioni tecnico-scientifiche con le caratteristiche delle imprese e la necessaria tenuta del sistema economico.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

REGIONE TOSCANA – Nuova Ordinanza su adesione protocolli di sicurezza

Nuove disposizioni cantieri

Le modifiche sono state introdotte da due delibere approvate dalla Giunta Regionale

Ci sarà più tempo per inviare i protocolli anti-contagio alla Regione Toscana da parte delle imprese che hanno ripreso l’attività. Soprattutto i documenti potranno essere inviati anche per email. La novità è prevista da una delibera approvata dalla giunta su proposta dell’assessore Bugli.

Con ordinanza del 3 maggio, la Regione aveva imposto ai datori di lavoro di redigere un protocollo di sicurezza che recepisse le misure di contenimento previste in modo da garantire la tutela della salute dei lavoratori. Ero state riscontrate difficoltà per molte imprese ad effettuare la compilazione online, come richiesto dall’ordinanza. Adesso la procedure è stata semplificata: oltre che poterlo fare on line, all’indirizzo https://servizi.toscana.it/presentazioneFormulari, il protocollo potrà essere inviato per mail all’indirizzo di posta elettronica protocolloanticontagio@regione.toscana.it. Non saranno accettati documenti inviati per Pec.

“Il confronto continuo che abbiamo con le categorie economiche e le organizzazioni sindacali – commenta Bugli – è molto positivo, non solo per valutare insieme le scelte da fare in questa fase così delicata, ma anche per verificare con loro i miglioramenti che è necessario introdurre puntando in particolare al massimo della semplificazione delle procedure”

Protocolli anticontagio erano stati previsti, con l’ordinanza n.38, anche per le imprese che il 18 aprile già avevano riaperto. La scadenza per inviarli era il 18 maggio, adesso il termine è stato prorogato al 31 maggio. Per le altre attività non ci sono invece modifiche: la compilazione del protocollo dovrà ancora avvenire entro trenta giorni dalla riapertura.

Cambiano anche le disposizioni per cantieri: quanto previsto dall’ordinanza n. 40 del presidente della Regione riguardo il distanziamento tra i lavoratori e la misurazione della temperatura corporea sono state superate infatti dal decreto del presidente del consiglio del 26 aprile. Anche in questo caso è una delibera della giunta che aggiorna le norme, la quale ribadisce la distanza tra i lavoratori di almeno un metro o altrimenti l’obbligo di indossare mascherina ed altri dispositivi di protezione e l’obbligo di controllo della temperatura all’ingresso del cantiere e il divieto di accedervi per chi l’avesse superiore a 37,5 gradi. (testo tratto dal sito della Regione Toscana)


Il Protocollo può essere trasmesso a Regione Toscana con le seguenti modalità:

compilazione on line sul sito https://servizi.toscana.it/presentazioneFormulari

In questo caso il format del protocollo si aprirà automaticamente a video, durante la compilazione, con contenuti uguali a quelli riportati negli allegati alla presente delibera;

trasmissione tramite e-mail all’indirizzo protocolloanticontagio@regione.toscana.it , compilando, per l’attività di competenza, lo specifico format. In tal caso alla mail dovrà essere allegato, oltre al protocollo, la copia del documento di identità in corso di validità del firmatario del protocollo; farà fede per la dimostrazione dell’avvenuta trasmissione, la copia della mail di trasmissione;

– non sono accettati protocolli trasmessi con PEC. 2.

Ai fini della trasmissione tramite e-mail del protocollo anti-contagio si fa riferimento a 3 diversi documenti:

– Format per tutte le attività lavorative che non prevedano rapporti con la clientela;

– Format per attività commerciali;

– Format per uffici privati, libere professioni e lavoratori autonomi

Li puoi scaricare qui: https://www.regione.toscana.it/-/ordinanze-della-regione-toscana

Non mancheranno i casi dubbi, informati presso il tuo coordinatore di mestiere.

INDAGINE – A voi la parola sul credito

Nella nostra prima indagine di aprile abbiamo dato la parola ad artigiani, piccoli imprenditori e professionisti per farci sapere cosa ne pensassero dell’efficacia delle misure del Governo per affrontare la Fase 1 dell’emergenza Coronavirus e per accelerare l’avvio della Fase 2.

Oltre 14mila le risposte, un risultato straordinario, che ci ha permesso di portare le risposte e proposte raccolte ai diversi tavoli con le istituzioni. Siamo stati, grazie a questa grande partecipazione, davvero portavoce delle esigenze del mondo produttivo.

Vogliamo farlo ancora. Per questo abbiamo avviato una nuova indagine sul credito rivolta a chi ha chiesto di accedere alla moratoria sui finanziamenti, di accenderne di nuovi o di rinegoziare linee in essere (misure contenute nei decreti “Cura Italia” e “Credito e Liquidità“).

CLICCA QUI per rispondere al questionario.