CORRETTIVO APPALTI – Le novità più rilevanti per le imprese

Massimo ribasso fino a due milioni

Più spazio alle gare solo sul prezzo, come chiesto dalle imprese. Con il correttivo sale da uno a due milioni la soglia di utilizzo del criterio del massimo ribasso con esclusione delle offerte anomale per assegnare le opere. Per arrivare fino alla soglia massima, però, andranno rispettate precise condizioni: appalto assegnato con gara (non con procedura negoziata) e sulla base di un progetto esecutivo, dunque senza possibilità di intervento sul progetto da parte dei costruttori, che dovranno limitarsi a eseguire i lavori. Le PA potranno poi decidere anche di mettere in campo l’esclusione automatica delle offerte anomale. In questo caso dovranno avvalersi del «metodo anti turbativa», sorteggiando solo in corso di gara il criterio matematico per individuare le proposte da eliminare. Con questo accorgimento si dovrebbe evitare il rischio di formazione di cartelli, accelerando al contempo le procedure di assegnazione degli appalti.

Subappalto: non decide più la PA

In materia di subappalto la novità più rilevante riguarda i poteri delle stazioni appaltanti. Se nella precedente versione dell’articolo 105, infatti, era previsto che la possibilità per gli affidatari di subappaltare fosse subordinata a una esplicita previsione nel bando di gara, adesso questo passaggio viene cancellato. Le regole saranno fisse per tutte le gare, consentendo alle imprese una migliore programmazione. Per il resto, non ci sono stravolgimenti. Stando alla versione finale del correttivo, allora, chi vincerà l’appalto non potrà subappaltare ad altre imprese più del 30% del valore complessivo del contratto. Per i lavori sopra la soglia comunitaria di 5,2 milioni di euro e per quelli a rischio infiltrazione, qualunque sia l’importo, interviene l’obbligo di indicare con l’offerta una rosa di tre subappaltatori disponibili e qualificati a eseguire le opere.

Deroga di 12 mesi per mettere in gara i vecchi progetti definitivi

Sull’affidamento congiunto di progettazione ed esecuzione si introduce qualche eccezione al divieto assoluto del Codice di utilizzare l’appalto integrato: si potrà mandare in gara il progetto definitivo negli appalti ad alto contenuto tecnologico, per i beni culturali, per le manutenzioni. Resta, poi, la norma che ammorbidisce la fase transitoria molto brusca disegnata dalla prima versione del codice. Tutti i progetti definitivi approvati entro il 19 aprile scorso vengono salvati, ed il periodo nel quale si potrà fare la gara è di dodici mesi (tale finestra si chiuderà il 19 aprile del 2018 ).

Attestato SOA più facile per i costruttori. Sanatoria per i Direttori tecnici

Il pacchetto dedicato alla qualificazione delle imprese interviene a sanare alcune storture che rischiavano di spaccare il mercato. Per evitare l’espulsione di una parte di operatori, limitati dai nuovi requisiti per il conseguimento dell’attestazione SOA, il correttivo torna al passato e prevede che le imprese potranno scegliere i cinque migliori anni di attività tra gli ultimi dieci esercizi. Intento simile per la norma sui direttori tecnici delle imprese. Il correttivo lancia una sanatoria consentendo ai direttori privi di un titolo di studio di continuare ad esercitare la loro professione. Dovranno, però, avere maturato sul campo l’esperienza necessaria a svolgere la loro funzione all’interno dell’impresa.

Albo nazionale dei Commissari di gara. Nelle gare sopra il milione il Presidente della Commissione è sempre esterno alla PA (tranne per servizi e le forniture ad alto contenuto tecnologico).

Salta la norma che prevedeva di articolare su base regionale l’albo ANAC dei commissari di gara. Secondo Cantone, questa ridefinizione dell’elenco avrebbe portato a rischi di pilotaggio delle nomine, riducendo di molto l’indipendenza potenziale delle commissioni di gara. Tenendo l’articolazione nazionale, invece, sarà possibile garantire la massima distanza tra i commissari e le offerte da giudicare. E, quindi, la massima indipendenza delle commissioni. Sempre per garantire la massima terzietà, sopra il milione di euro il presidente della commissione giudicatrice dovrà essere sempre esterno alla stazione appaltante. Mentre per i servizi e le forniture ad elevato contenuto tecnologico, l’ANAC potrà selezionare gli esperti anche all’interno della stazione appaltante stessa.

L’ANAC non ha più il potere di raccomandazione e non ha l’autonomia organizzativa interna

Niente poteri in più per l’ANAC sulla definizione del proprio assetto interno. È salata la norma (non presente nel codice, ma inserita nel testo della prima bozza del correttivo) che il presidente dell’Autorità aveva chiesto espressamente durante l’audizione in Parlamento e che le Camere avevano inserito tra le condizioni del proprio parere. Via dal codice invece il potere di raccomandazione vincolante: cancellato il comma 2 dell’articolo 211 del Dlgs 50/2016 sul precontenzioso. Era questa la misura che autorizzava l’ANAC a intervenire in tempo reale sulla gestione delle gare da parte delle stazioni appaltanti, intimando ai funzionari di correggere in corsa gli atti o le procedure giudicate illegittime, pena la minaccia di sanzioni fino a 25mila euro.

Rating di impresa volontario e premiante

Svolta sul rating di impresa, uno dei passaggi più travagliati di questo primo anno di vita della riforma. Bisogna ricordare, infatti, che una prima bozza di linee guida, varata dall’Autorità la scorsa estate, è stata messa in consultazione e poi ritirata. Un secondo passaggio con gli operatori, effettuato a fine settembre, non è bastato a superare i rilievi legati ai rischi di limitazione della concorrenza e di sovrapposizione con il sistema di qualificazione già in vigore. La soluzione individuata dall’ANAC, allora, è stata recepita dal correttivo che, adesso, trasforma il rating di impresa: per renderne più semplice l’applicazione non sarà più obbligatorio, ma facoltativo e verrà premiato con punteggi aggiuntivi in sede di offerta. In questo modo sarà possibile centrare l’obiettivo per il quale lo strumento è stato immaginato all’inizio: valutare il curriculum conquistato sul campo dai costruttori.

Procedure negoziate: cresce il numero degli inviti nella fascia 40.000-150.000, ma diminuisce la trasparenza per gli importi sotto i 40.000 euro

Sale a 10 il numero minimo di imprese da invitare alle procedure negoziate per i lavori di importo compreso tra 40mila e 150mila euro. E a 15 per le opere comprese tra 150mila euro e un milione. Per servizi e forniture le previsioni sono differenti: si resta a 5 imprese sotto le soglie comunitarie.

Appalti, incarichi e consulenze fino a 40mila euro perdono invece il presidio della trasparenza previsto dalle recenti linee guida approvate dall’ANAC. Per garantire un minimo di concorrenza l’Anticorruzione aveva suggerito di chiedere almeno due preventivi prima di assegnare gli incarichi, che in questa fascia di importo sono attribuibili in via fiduciaria dai dirigenti delle PA. Come richiesto da Comuni e Regioni , il correttivo archivia la proposta di ANAC e cancella anche l’obbligo di motivare la scelta dell’affidamento diretto.

Partenariati con contributo pubblico al 49%

Il correttivo, andando contro i rilievi del Consiglio di Stato, dice sì all’innalzamento dal 30% al 49% del tetto massimo per il contributo pubblico nelle opere finanziate con capitali privati. Si tratta di un emendamento che rivede in maniera radicale gli elementi che servono a pesare l’equilibrio economico finanziario della concessione. Inoltre non passa la norma che impone di perfezionare il contratto di finanziamento entro un termine massimo di dodici mesi.

Qualificazione più facile per le stazioni appaltanti

Arriva una correzione importante nella parte che riguarda i requisiti da verificare nelle stazioni appaltanti al momento della loro qualificazione. Il numero di gare svolte non dovrà più essere misurato su base triennale ma nel quinquennio. In questo modo vengono alleggeriti i requisiti di qualificazione, sul modello di quanto viene fatto per le imprese. Tra i paletti da rispettare, viene inserita anche la comunicazione dei dati sui contratti pubblici che alimentano i database dell’Autorità anticorruzione.

Cancellata la norma che allargava la possibilità di accedere all’albo delle centrali di committenza a tutte le amministrazioni con articolazioni territoriali. Tale scelta (cancellata) avrebbe ampliato eccessivamente il perimetro degli aggregatori di appalti.

Varianti senza silenzio-assenso

Arriva un aggiustamento richiesto con forza da Raffaele Cantone nel corso della sua audizione parlamentare. Il presidente ANAC aveva giudicato «assolutamente inapplicabile» la norma che imponeva all’Autorità di rispondere in trenta giorni alla richiesta di parere sulle varianti, facendo scattare, in caso contrario, una sorta di silenzio-assenso. Si trattava di un meccanismo capestro, dal momento che gli uffici di Cantone sono in grado di esaminare entro questi tempi solo una piccola parte delle varianti che gli vengono sottoposte, «perché la valutazione delle varianti prevede un esame molto complesso che presuppone peraltro una conoscenza approfondita del progetto». Per evitare una valanga di pareri positivi tramite silenzio assenso, allora, il correttivo cancella questa norma ed elimina ogni vincolo per i tempi di risposta.

Niente pagamenti senza verifiche negli appalti urgenti

La verifica dei requisiti, nel caso dei lavori effettuati in caso di estrema urgenza, è comunque essenziale per procedere al pagamento. Il correttivo interviene su questo punto andando nella direzione indicata da Raffaele Cantone. Quindi, nelle situazioni di attuale ed estrema urgenza, qualora vi sia l’esigenza impellente di assicurare la tempestiva esecuzione del contratto, gli affidatari possono autocertificare il possesso dei requisiti di partecipazione previsti dal codice. L’amministrazione aggiudicatrice dovrà dare conto, nel primo atto successivo all’effettuazione delle verifiche, della sussistenza dei requisiti. «In ogni caso – è qui la grande novità – non è possibile procedere al pagamento, anche parziale, in assenza delle relative verifiche positive». Quindi, per il saldo la verifica andrà materialmente effettuata. In caso di assenza dei requisiti, si procederà al recesso.

Anticipazione prezzo meno favorevole

Arrivano alcuni cambiamenti destinati a drenare un po’ di liquidità alle imprese. Con il correttivo viene confermato l’istituto dell’anticipazione del prezzo, che andrà pagata all’appaltatore entro quindici giorni dall’effettivo inizio dei lavori e sarà subordinata alla costituzione di una garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa di importo pari all’anticipazione, maggiorato del tasso di interesse legale applicato al periodo necessario al recupero dell’anticipazione stessa secondo il cronoprogramma dei lavori. La grande novità della revisione risiede nelle modalità di calcolo del valore dell’importo da versare. Andrà parametrato al valore dell’aggiudicazione e non più al valore stimato dell’appalto, come nella versione originale dell’articolo 35 del Codice. Il suo importo, quindi, con la revisione del decreto 50 a conti fatti sarà più basso.

Certificati di pagamento entro 45 giorni dal SAL

Tempi più stretti per i pagamenti delle pubbliche amministrazioni. Anche il codice appalti, con un nuovo articolo, interviene sul tema del saldo degli arretrati della PA. Arriva così un nuovo paletto che obbliga le amministrazioni a emettere i certificati di pagamento entro il termine massimo di 45 giorni dall’approvazione dello stato di avanzamento lavori (SAL). In sostanza, le stazioni appaltanti non potranno fare melina a danno dei costruttori, tenendo fermi per troppo tempo gli stati di avanzamento e impedendo così alle imprese di emettere le loro fatture. Entro un mese e mezzo bisogna rispondere e poi procedere rapidamente al pagamento. Solo in questo modo ci potremo allineare agli standard richiesti dall’Europa: l’Italia resta, infatti, tra i paesi pagatori peggiori di tutta l’Ue, nonostante le molte sollecitazioni arrivate in questi anni da Bruxelles.

Manodopera e sicurezza più chiari i costi

Più chiarezza nella distinzione tra costi della sicurezza e costi della manodopera. Il correttivo interviene su questo passaggio e punta a distinguere in maniera chiara la definizione dei due importi. Nei contratti di lavori e servizi la stazione appaltante, nel momento in cui determina l’importo posto a base d’asta, individua nel progetto i costi della manodopera. I costi della sicurezza saranno trattati a parte e dovranno essere scorporati dal costo complessivo. La distinzione è molto rilevante perché, ovviamente, i costi della sicurezza non sono assoggettati al ribasso d’asta. Il codice, nello stesso passaggio, interviene anche sui prezzari regionali. Se le Regioni restano inerti e non aggiornano i loro elenchi, le competenti articolazioni territoriali del Ministero delle infrastrutture potranno intervenire e procedere in proprio all’aggiornamento.

Per informazioni e approfondimenti: 

 

Graziano Turini 

turini@cnapisa.it
331 1049762

 

 


 

MANOVRA CORRETTIVA 2017 – Durc positivo alla presentazione della domanda di rottamazione dei ruoli

Il decreto legge 24 aprile 2017, n. 50 (c.d. manovrina), così come proposto dalla CNA in più occasioni, dispone che in caso di “rottamazione” di cartelle esattoriali relative ad omessi versamenti di contributi, il rilascio del DURC positivo si ottiene a seguito della presentazione da parte del debitore della dichiarazione di adesione alla definizione agevolata.

Pertanto tutti coloro che hanno fatto richiesta di rottamazione entro lo scorso 21 aprile, qualora richiesto, vedranno il rilascio da subito del DURC positivo senza attendere il pagamento della prima rata o dell’unica rata relativa al piano di rottamazione che sarà approvato.

Ovviamente la norma sottolinea anche che in caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento dell’unica rata ovvero di una delle rate previste dal procedimento di definizione agevolata, tutti i DURC rilasciati sono annullati dagli Enti preposti alla verifica.

Tale disposizione viene accolta con favore perché, in particolare, elimina il danno riportato dalle imprese che avendo una rateizzazione in corso, per il solo fatto di manifestare la propria volontà di adesione alla definizione agevolata, correvano il rischio di vedersi un DURC negativo senza più la possibilità di partecipare a gare e appalti pubblici, fino al pagamento della prima rata della rottamazione.

Per informazioni e approfondimenti: 

 

Francesco Manis 

manis@cnapisa.it
349 2705445

 

 


 

PRIVACY – Il regolamento EU 679/2016 in materia di protezione dati personali

Aspetti normativi e pratici per una corretta attuazione della nuova normativa europea per le piccole e medie imprese

Di cosa si tratta?
Si tratta di un incontro gratuito.
È richiesta la registrazione inviando una mail a: carli@cnapisa.it

Quando?
18 maggio 2017
h 16,00

Dove?
Presso la sede di CNA Pisa

Di cosa parleremo?

Analizzaremo le principali novità che modificano la normativa in materia di privacy e gli obblighi a cui sono tenute le aziende per dare corretta attuazione alle prescrizioni legislative e non rischiare le pesanti sanzioni previste dal Regolamento

Programma

  • Breve Introduzione al codice della Privacy (d.lgs. 196/2003) e ai principali adempimenti in materia
  • Il nuovo Regolamento Europeo in materia di protezione dati personali, le novità più rilevanti per le imprese:
  • Il principio di accountability
  • Registro delle attività di trattamento
  • Data Protection Impact Assessment
  • La consultazione preventiva
  • Misure di sicurezza adeguate
  • Privacy By Design e Privacy By Default
  • Il Responsabile protezione dati (Data Protection Officer): requisiti e funzioni o Le modifiche da apportare a informative e consenso
  • I nuovi diritti dell’interessato (accesso, rettifica, opposizione, portabilità e oblio)
  • Codici di condotta e certificazioni
  • Il trasferimento dei dati all’estero
  • Responsabilità e sanzioni
  • Le problematiche più frequenti in azienda: sito web e cookie, videosorveglianza, geolocalizzazione e controlli del datore di lavoro sulla strumentazione informatica

 Ti interessa? Non aspettare, registrati ora inviando una mail a: 

 

Barbara Carli

carli@cnapisa.it

 

 

 


 

BANDO – Formazione di giovani conducenti di veicoli pesanti

Il Comitato Centrale per l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori investe sui giovani

Dal  27 aprile 2017 sarà possibile compilare e presentare una domanda telematica per ottenere di poter essere ammesso ad un percorso individuale che potrà consentire a circa 600 giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, con residenza in Italia ed il possesso della patente di guida di categoria B, di acquisire la patente C e la Carta di Qualificazione del Conducente necessari per la guida di autocarri destinati al trasporto delle merci a condizioni agevolate.

Si tratta, di una iniziativa del Comitato Centrale dell’Albo, che intende favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro incentivando l’occupazione giovanile nel settore attraverso l’offerta di percorsi di formazione, quasi integralmente finanziati, per aspiranti conducenti professionali, nonché di tirocinio, volti ad una potenziale prospettiva di inserimento lavorativo stabile all’interno delle aziende afferenti settore “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”.

I costi di formazione dei giovani autisti saranno sostenuti per l’80% dal Comitato centrale per l’Albo degli
Autotrasportatori. Il regolamento di adesione al progetto, è reperibile all’indirizzo www.giovaniconducenti.it
Sulla stessa pagina web (www.giovaniconducenti.it), dalle ore 9.00 del 27 Aprile alle ore 13.00 del 19 Maggio 2017, sarà possibile compilare il form per la presentazione della domanda telematica per la selezione su base nazionale e con la formula del click-day dei giovani interessati.

Per informazioni: 

 

Maurizio Bandecchi 

bandecchi@cnapisa.it
Tel: 348 7807224

 

 

 


 

A Maggio Mi Formo – Scopri il programma dei corsi pensati per te!

Scopri il programma dei corsi pensati per te a Maggio

 

I CORSI DI PISA 

08/05/2017
Corso Aggiornamento RSPP
Dove? 
Presso la sede di CNA PISA

16/05/2017
Corso Muletti
Dove? 
Presso la sede di CNA PISA

22/05/2017
Corso Anticendio
Dove? Presso la sede di CNA PISA

29/05/2017
Corso Fitosanitari/Utilizzatori
Dove? Presso la sede di CNA PISA

 

Per informazioni e iscrizioni: 

 

Eleonora Barbuto

barbuto@cnapisa.it
Tel: 050876572

 

 


 

Azienda agricola San Luigi – Tartufi bio al massimo livello

Matteo Giusti, CNA Pisa: “Perseguire eccellenza, qualità, unicità”
Da aziende come la San Luigi un messaggio per l’economia toscana

L’Azienda agricola biologica S. Luigi Tartufi di Teo non solo si occupa di una materia già di per se ‘esclusiva’, il tartufo, ma lo fa in modo ancora più esclusivo. L’Azienda agricola San Luigi tartufi di Teo con sede a Ghizzano di Peccioli, ma operativa su tutto il territorio locale in particolare per la raccolta che viene svolta in territori pregiati come la tenuta di San Rossore. Proprio per questo ha meritato la certificazione di prodotto biologico che per i tartufi è una assoluta rarità.

UNICA IN ITALIA PER LA CERTIFICAZIONE BIO

Nella foto da destra Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa, Matteo Giuliani, Titolare Azienda Agricola San Luigi, Rolando Pampaloni, Direttore CNA Pisa

Si tratta infatti dell’unica azienda che tratta tartufi certificata in Italia come prodotto BIO. I suoi tartufi vengono raccolti in un’area completamente bio ed è per questo l’Unica azienda in Italia con certificazione bio del tartufo, fino ad arrivare nel 2017 ad avere un riconoscimento come miglior azienda del settore dei Tartufi tra le eccellenze gastronomiche regionali conseguendo l’ambito riconoscimento del Tuscany Food Awards.

TUSCANY FOOD AWARDS

Dal Chianti al Mugello, dalla costa all’entroterra, dai nomi già affermati alle piccole realtà in espansione: la prima edizione dei Tuscany Food Awards – i premi Oscar delle eccellenze gastronomiche regionali – ha premiato, tra premi e menzioni speciali, ben 35 realtà regionali nel corso di TASTE, il salone del gusto ospitato a Firenze, una manifestazione che nasce per individuare, gratificare e premiare le eccellenze enogastronomiche del territorio toscano, nonché il lavoro di chi contribuisce allo sviluppo e alla conoscenza dei singoli prodotti. Attraverso una degustazione alla cieca per garantire il massimo della trasparenza e dell’imparzialità, i giudici (giornalisti di settore, addetti ai lavori, rappresentanti delle associazioni di categoria, ristoratori) hanno individuato le migliori produzioni toscane, dando loro la possibilità di farsi conoscere ai consumatori e ai buyers.

LA SAN LUIGI SIA DI ESEMPIO 

“Tartufi, certificazione biologica, adesione al disciplinare del Parco di San Rossore. Tre ingredienti certo non unici, ma che formano una miscela unica ed è questo che contraddistingue l’azienda San Luigi – così Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa ha presentato la San Luigi – con caparbietà Matteo Giuliani ha prima fatto della sua passione un lavoro. Ha saputo farlo bene, individuando e perseguendo con tenacia una strada propria ed originale pur nel pieno solco della tradizione. Come elevare un prodotto già raro ed eccelso come il tartufo? Con la certificazione biologica. Può apparire l’uovo di Colombo e forse lo è. Ma non è così scontato perché occorre avere prima la possibilità di concentrare la propria ricerca esclusivamente su terreni bio e poi di poterlo dimostrare. Cose niente affatto semplici da conseguire. Ma la famiglia Giuliani ce l’ha fatta. Ed oggi è una realtà che sta ottenendo i primi riconoscimenti cui, ne siamo certi, ne seguiranno altri. Perché è questa la nostra strada come Paese e soprattutto come toscani e come pisani. Siamo nati in un territorio dalle grandi doti e abbiamo una ricca tradizione storica e culturale alle spalle. Per essere all’altezza del nostro passato dobbiamo capire, come ha fatto Matteo Giuliani, come poter arrivare ai vertici del proprio settore e poter stare stabilmente in cima per rimanerci. E per far questo occorre sempre rimanere vigili e innovare, – ha concluso Matteo Giusti- rispettando la tradizione, ma apportando sempre un elemento di novità e di mutazione”.

L’AZIENDA

L’Azienda Agricola San Luigi, che produce I Tartufi di Teo, nasce nel 2009 a seguito della ristrutturazione di un vecchio casolare di proprietà. L’azienda è stata poi convertita al biologico nel 2014. Ha aderito al consorzio Toscana Sapori di CNA Pisa da quest’anno. Oltre a vendere il prodotto fresco ad una selezionata lista di ristoranti, esporta circa due terzi della produzione.

DAL CAVATORE AL CONSUMATORE

“Il nostro sogno – ha spiegato il titolare Matteo Giuliani – era quello di trasformare la nostra grande passione per il tartufo in una vera e propria attività. Da qui l’idea della filiera corta del tartufo, dal cavatore (così si chiamano i raccoglitori di tartufi) al consumatore. L’azienda è a conduzione familiare e la raccolta dei tartufi avviene direttamente grazie ai nostri cani. Nel 2015 è nata la nostra linea di prodotti al tartufo biologici che produciamo nel nostro piccolo laboratorio in azienda. Nei nostrI prodotti il tartufo è abbinato a materie prime di eccellenza del nostro territorio, all’interno dei prodotti non sono presenti aromi di sintesi e la produzione segue la stagionalità del tartufo. Siamo anche molto orgogliosi di essere stati inseriti fra gli esercizi consigliati dal Parco”.

Per informazioni e approfondimenti: 

 

Maurizio Bandecchi 

bandecchi@cnapisa.it
Tel: 348 7807224

 

 

 


 

INDAGINE CNA SULLA SEMPLIFICAZIONE – Partecipa anche tu!

Quanto tempo sottrae la burocrazia alla tua attività?
E se il rapporto con le pubbliche amministrazioni fosse davvero più semplice?
Saresti più competitivo?

Se credi che portare avanti la tua impresa sia davvero un’impresa, compila questo breve questionario ORA!

CONTRIBUTI SISTRI – Confermata la scadenza del 30 aprile 2017

Nonostante il nuovo servizio di tracciabilità dei rifiuti non sia ancora stato assegnato e nonostante numerosi ma purtroppo infruttuosi tentativi di CNA nazionale, anche quest’anno si avvicina la scadenza per il pagamento del contributo SISTRI per l’anno 2017.

Tale sistema, pur non obbligando più le imprese alla operatività, non rinunzia, però, a pretendere i soldi a fronte di un servizio inesistente dopo che già le imprese hanno pagato a vuoto il contributo per l’utilizzo del Sistri negli anni precedenti.

Anche lo scorso anno si sperava fosse l’ultima gabella e che si fosse messo la parola fine a questo insulso sistema che però è stato pervicacemente difeso dal Ministero Ambiente.

Le sanzioni sono rimaste e per la loro dimensione omettere di versare il contributo diventa un rischio troppo forte da correre per le imprese soggette.

SCHEMA RIEPILOGATIVO UTILE PER EFFETTUARE I PAGAMENTI

PAGAMENTO CONTRIBUTO SISTRI
Scadenza contributo anno 2017 domenica 30 aprile 2017

QUANTO PAGARE? 

Sono soggetti al pagamento del contributo 2017 tutti i produttori rifiuti pericolosi salvo se fruiscono di un servizio esterno di recupero e trattamento.

Produttori con numero di addetti complessivi superiore a 10: contributo per ogni unità locale.

Per verificare se l’impresa che produce rifiuti pericolosi è obbligata all’iscrizione al Sistri, occorre calcolare il numero complessivo di addetti. Se gli addetti sono suddivisi su più unità locali, occorre sommarli e nel caso siano più di 10 l’impresa rientra tra i soggetti obbligati. Per valutazioni di chi e come conteggiare gli addetti si prega di prendere contatto con i nostri uffici.

 ADDETTI per unità locale CONTRIBUTO

< 10 (vedi tab. sotto per imprese da 1a10), € 120
da 11 a 50 € 180
da 51 a 250 € 300
da 251 a 500 € 500
>500 ,€ 800

 

I nostri uffici rimangono a disposizione per ogni ulteriore informazioni o approfondimenti:

 

Ufficio Ambiente
Marcello Bertini 

bertini@cnapisa.it

 

 


 

Ufficio Ambiente
Linda Desideri

desideri@cnapisa.it
Tel 050 876 366


Dalla Regione terza proroga per la formazione obbligatoria per installatori e manutentori di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili

CNA : “Sinceramente ci sentiamo un po’ presi in giro: è una scelta politica che avalla l’idea che sia normale prorogare gli obblighi”

“Siamo di fronte alla terza proroga della scadenza  della Formazione Fer, (cioè la formazione obbligatoria per installatori e manutentori di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili). Sinceramente ci sentiamo un po’ presi in giro”.

Marco Ammannati, Presidente CNA Impianti Pisa, insieme a Maurizio Narra, Presidente CNA Installazione Impianti Toscana, commentano in questo modo la proposta di delibera della Giunta Regionale sull’ennesimo rinvio dei termini dell’obbligo formativo relativo ai corsi professionali per l’installazione e la  manutenzione straordinaria di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili.

“A Pisa – fa notare Ammannati – abbiamo già messo in programma un corso specifico per le prossime settimane che segue i corsi già svolti per rispettare le precedenti scadenze sistematicamente prorogate. È ovvio che coloro che hanno frequentato il corso per stare nelle regole, e lo stesso vale per quelli che si sono già iscritti al nuovo corso programmato, si sentono presi in giro per queste continue proroghe. Ed è una sensazione che spesso hanno solo coloro che stanno, e vogliono stare, nelle regole”.

“Come CNA Toscana – racconta Narra – abbiamo inseguito a lungo la Regione, perché predisponesse gli standard formativi obbligatori di modo che gli installatori potessero continuare a svolgere la propria attività. Non è stato semplice: siamo rimbalzati di fronte alle competenze di due settori, Energia e Formazione, mentre la scadenza dell’agosto 2016 si avvicinava con una situazione Kafkiana. Alla fine dell’estate scorsa si è arrivati al paradosso di una delibera che non conteneva alcun riferimento in relazione a quale arco di tempo si doveva svolgere quest’attività. Alla fine, dopo la nostra interpellanza, si è giunti all’indicazione del 31/12/2016. Successivamente questa scadenza è stata prorogata al 30/06/2017, ora si propone il 31/12/2019”.

“I funzionari del settore energia e formazione della Regione – continua Narra – hanno motivato la delibera come una presa d’atto del fatto che la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, nella seduta del 22 dicembre 2016, ha riapprovato lo standard formativo stabilendo in particolare, rispetto al precedente documento, all’art. 5 che ‘tutte le attività formative di aggiornamento realizzate dal 1° agosto 2013 assolvono gli obblighi formativi fino al 31 dicembre 2019’. In sostanza un obbligo da parte della Regione Toscana”.

I presidenti di CNA Installazione Impianti concludono: “Non è accettabile pensare che siamo davanti ad un fatto meramente tecnico. Questa è una scelta politica che avalla la concezione che prorogare gli obblighi sia una cosa normale. Non è per niente serio concepire il rapporto con le imprese in questo modo. CNA Toscana, che in questi mesi si è adoperata per rendere fruibile la formazione alle imprese tranquillizzandole e dando le certezze del caso, auspica che venga mantenuta la scadenza del 30 giugno 2017 che rappresenta un punto di equilibrio essendo già una proroga”.

Per informazioni: 

 

Marcello Bertini 

bertini@cnapisa.it
348 7916309

 

 


 

DURC Imprese che hanno chiesto la rottamazione delle cartelle: Buone notizie!

Abbiamo notizia che nel decreto legge con cui il Governo attua la manovra di 3,4 mld per rispettare l’impegno con l’Europa di sistemare i conti pubblici, è stata inserita una norma che consente alle imprese di ottenere, se richiesto, un durc positivo all’atto della presentazione della domanda di rottamazione.

ROTTAMAZIONE DEI RUOLI – DURC POSITIVO ALLA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI ROTTAMAZIONE: A BREVE LA NORMA

L’istituto della rottamazione delle cartelle emesse dall’Agente di riscossione (Equitalia), considerata l’enorme mole di debiti accumulati, è diventata una esigenza sistemica che, tuttavia, pone seri problemi di equità per le tante imprese che hanno sempre pagato con regolarità le imposte.

Come è stato detto in più occasioni, il problema, pertanto, deve essere risolto intervenendo sul sistema fiscale in termini di riduzione della pressione fiscale, ma anche modificando la disciplina della riscossione coattiva per agevolare ulteriormente i contribuenti nella possibilità di onorare i propri debiti fiscali. A tal fine serve:

1) ridurre ulteriormente le sanzioni di omesso versamento nelle ipotesi in cui non si riesca a versare quanto fedelmente dichiarato;
2) eliminare l’aggio di riscossione, ora previsto al 3%, nelle ipotesi in cui il contribuente versi nei termini il debito emergente dalla cartella di pagamento emessa dall’Agente della riscossione;
3) migliorare il sistema della rateizzazione dei debiti emergenti dagli avvisi bonari, uniformandolo al sistema di rateizzazione dei debiti iscritti a ruolo;
4) adeguare la misura degli interessi maturati sui debiti fiscali, ora previsti al 3,5% (4,5% in caso di rateizzazione), alla misura degli interessi applicati sui crediti vantati dai contribuenti ed in attesa di rimborso, attualmente al 2%, e solo dopo 9 mesi nei quali la misura degli interessi è pari a zero.

Oltre a questi aspetti, nelle sedi opportune si è anche sottolineato che lo stesso istituto della rottamazione (verifica qui: circolare+definizione+agevolata+carichi_08032017_17.00V1), così come attualmente in vigore, presenta degli aspetti di iniquità, peraltro a svantaggio dei tanti contribuenti che volendo comunque adempiere all’onere tributario, si sono impegnati a rispettare un piano di rateizzazione approvato dall’ente di riscossione.

Questi soggetti, se intendono chiedere legittimamente la rottamazione delle cartelle emesse entro il 31 dicembre 2016, possono sospendere il pagamento delle rate dovute dal 1° gennaio 2016 al pagamento della prima rata della rottamazione, ma se lo fanno avranno la brutta sorpresa di avere, se richiesto, un DURC negativo (vedi messaggio INPS del 24 febbraio 2017 n. 824). Secondo le stime della CNA circa 300 mila imprese potrebbero avere l’impossibilità di partecipare alle gare e agli appalti pubblici, se intendono voler rottamare le cartelle di Equitalia (vedi nota 10 aprile 2017 sito web CNA).

Abbiamo notizia che nel decreto legge con cui il Governo attua la manovra di 3,4 mld per rispettare l’impegno con l’Europa di sistemare i conti pubblici, è stata inserita una norma che consente alle imprese di ottenere, se richiesto, un durc positivo all’atto della presentazione della domanda di rottamazione.

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Francesco Manis

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