Contributo a fondo perduto – Come funziona e chi può riceverlo

Il decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 (cosiddetto decreto “Rilancio”) ha introdotto numerose disposizioni destinate a sostenere gli operatori economici danneggiati dalla crisi sanitaria dovuta alla diffusione del “Coronavirus”.

Tra queste, il contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 25 del decreto. Esso consiste in una somma di denaro della quale può usufruire una vasta platea di beneficiari, senza alcun obbligo di restituzione.

In particolare, il contributo spetta ai titolari di partita Iva, che esercitano attività d’impresa e di lavoro autonomo o che sono titolari di reddito agrario, ed è commisurato alla diminuzione di fatturato subita a causa dell’emergenza epidemiologica.

A chi spetta

PRIMO REQUISITO
Conseguimento, nell’anno 2019, di un ammontare di ricavi o compensi non superiore a 5 milioni di euro.

SECONDO REQUISITO
Per ottenere l’erogazione del contributo a fondo perduto è inoltre necessario che sia presente almeno uno tra i seguenti requisiti:

1. ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 inferiore ai due terzi

dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019

2. inizio dell’attività a partire dal 1° gennaio 2019

3. domicilio fiscale o sede operativa situati nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), i cui stati di emergenza erano in atto alla data del 3 gennaio 2020 (data della dichiarazione dello stato di emergenza da Coronavirus). L’elenco di tali Comuni è riportato in appendice alle istruzioni del modello dell’istanza.

Come si calcola il contributo

L’ammontare del contributo è determinato applicando una diversa percentuale alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019.

Le percentuali previste sono le seguenti:

1. 20%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono inferiori o pari a 400.000 euro

2. 15%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano i 400.000 euro ma non l’importo di 1.000.000 di euro

3. 10%, se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano 1.000.000 di euro ma non l’importo di 5.000.000 euro.

Il contributo è comunque riconosciuto per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

LA RICHIESTA: CONTENUTO DELL’ISTANZA

I contribuenti interessati possono richiedere il contributo a fondo perduto mediante la presentazione di una specifica istanza. Il modello e le relative istruzioni di compilazione sono stati approvati con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 10 giugno 2020. Le istanze per il contributo a fondo perduto possono essere predisposte e inviate all’Agenzia delle entrate a partire dal giorno 15 giugno 2020 e non oltre il giorno 13 agosto 2020.

EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO

Il contributo viene erogato dall’Agenzia delle entrate mediante accredito sul conto corrente corrispondente all’Iban indicato nella domanda. Il conto corrente deve essere intestato o cointestato al soggetto richiedente, altrimenti l’istanza verrebbe scartata.

NB le imprese con servizio di contabilità presso CNA servizi Pisa fruiranno in automatico del supporto degli uffici per inoltrare la domanda mentre le imprese associate potranno chiedere informazioni e affidare la richiesta ai seguenti contatti:

Per informazioni Area Fiscale CNA Pisa:

Francesco Manis – manis@cnapisa.it
Francesco Avella – avella@cnapisa.it

Bici e artigianato: alla riscoperta di città e territori

Saranno le due ruote e il cestino, che più di un litro di latte, un chilo di pane del droghiere di fiducia e giusto qualche mela dei contadini del mercato non può contenere. Sarà anche che andando in bici si osserva di più e si notano anche le piccole rivoluzioni nelle strade. Dal negozio che chiude alla bottega che non ha più l’insegna della settimana scorsa, e ti chiedi perché.

La bici per osservare i cambiamenti dei territori

Cambiamenti che la barriera visiva del casco da scooter non permettono di notare. Per non parlare dell’abitacolo dell’auto. Sarà per questi e tanti altri motivi che ciclisti e artigiani appartengono a due mondi che si conoscono bene e si incontrano spesso. Per questo CNA ha partecipato e costruito con entusiasmo l’iniziativa in collaborazione con FIAB, in analoga sintonia con Confesercenti, dal titolo “SPESA QUOTIDIANA? PRIMA LA BICI!”. Dopo aver sostenuto la graduale ripresa delle attività lavorative invitando a praticare il bike-to-work con il messaggio “CASA-LAVORO, PRIMA LA BICI!”, ora un invito a scegliere di spostarsi sulle due ruote anche per gli acquisti di tutti i giorni, per servirsi nei negozi di prossimità e riscoprire il commercio di vicinato.

Parcheggi per le bici e città a misura di due ruote

È anche un appello congiunto agli amministratori locali ad accogliere e favorire in ogni modo le richieste che vengono e sempre più verranno da parte di esercenti e artigiani per riqualificare e valorizzare lo spazio urbano con parcheggi bici sicuri su suolo pubblico stradale. Così si incentivano i clienti che scelgono di andare in bici, purché ovviamente le rastrelliere siano sicure, permettano cioè di legare il telaio e non solo la ruota.

“Il sistema CNA, a tutti i livelli, è intervenuto a supporto di tutte quelle imprese che sono la parte fondante del sistema economico produttivo del nostro paese”: così Armando Prunecchi, direttore della Divisione Organizzazione e Sviluppo del Sistema di CNA ha spiegato il senso dell’iniziativa. “Abbiamo capito la necessità della nostra azione di rappresentanza – ha aggiunto Prunecchi- di vicinanza, nei confronti degli imprenditori dal punto di vista economico, organizzativo, sociale, psicologico e tecnologico.  Il Covid-19 ha evidenziato l’importanza e la necessità della riscoperta di un modo diverso di relazione, di acquisto e di consumo. Valorizzando una economia di prossimità, ovvero delle attività artigianali di produzione e di servizi alle persone e riparazione di beni e cose, del commercio di vicinato, imprese e imprenditori che, nelle settimane di lockdown, hanno dimostrato di poter offrire ai cittadini una nuova opportunità. E di come tutto si regga in piedi se la filiera mantiene capacità di domanda e di offerta”.

La campagna per favorire l’utilizzo della bici in relazione ai territori

La campagna SPESA QUOTIDIANA? PRIMA LA BICI! sarà promossa online sui nostri canali social e sarà affiancata da azioni congiunte. L’obiettivo è favorire la spesa quotidiana in bici nei negozi di vicinato e nelle botteghe urbane.

Bici e artigianato: il binomio che funziona

Bici e artigianato: due mondi che si incontrano, anche perché non serve il cofano di una macchina per fare la spesa al piccolo negozio che si incrocia lungo la strada del rientro dal lavoro, che ci fa risparmiare lo stress da parcheggio. E poi il giornalaio di fiducia lì di fronte uno sguardo alla bicicletta magari glielo dà, mentre si compra giusto l’indispensabile per la cena e la colazione. Si scambiano due chiacchiere e poi di nuovo in sella. In un mondo ideale: senza slalom tra automobilisti arrabbiati in mezzo al traffico in tilt. Nel mondo reale: a fare i conti con il rischio quotidiano. Lo stesso che spinge tanti a lasciare a casa la bicicletta. La nostra campagna nasce proprio per ritrovare il coraggio di piccole azioni, di valore.

Credito d’imposta sugli affitti commerciali: chiarimenti

Il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda, introdotto dal decreto Rilancio, spetta a prescindere dalla categoria catastale dell’immobile.

Questo è uno tra i chiarimenti sostanziali emersi dall’ultima circolare dell’Agenzia delle Entrate che illustra i requisiti di accesso e le modalità operative.

Superato, quindi, il dettato normativo del Cura Italia che riconosceva il credito d’imposta per il 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, per i soli immobili rientranti nella categoria catastale C/1, l’Agenzia fiscale precisa che è possibile utilizzare nell’ immediato il credito d’imposta in compensazione nel modello F24 -utilizzando il codice tributo “6920”- a condizione che sia avvenuto il pagamento del canone di locazione. E, quindi, in caso di mancato pagamento la possibilità di utilizzare il credito d’imposta resta sospesa fino al momento del versamento.

E quanto ai soggetti ammessi? Tutti gli esercenti di attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente all’entrata in vigore del decreto Rilancio. Ed ancora, gli enti non commerciali, le strutture alberghiere e agrituristiche prescindendo dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d’imposta precedente. Oltre che i soggetti in regime forfetario, gli imprenditori e le imprese agricole sia se determinano il reddito su base catastale, sia se producono reddito d’impresa.

Conditio sine qua non per fruire del credito d’imposta pari al 60% del canone di locazione degli immobili ad uso non abitativo e al 30% del canone nei casi di contratti di affitto d’azienda è che gli esercenti abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi in ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente. Nel calcolo del fatturato e dei corrispettivi dei mesi di marzo, aprile e maggio del 2019 e del 2020, devono essere considerate le operazioni effettuate nei predetti mesi, fatturate e certificate, che hanno partecipato alla liquidazione periodica del mese, cui vanno sommati i corrispettivi relativi alle operazioni effettuate in detti mesi non rilevanti ai fini IVA. Il calo del fatturato o dei corrispettivi, quindi, deve essere verificato mese per mese.  Non è esclusa, perciò, la possibilità che il credito d’imposta spetti solo per uno dei mesi presi in considerazione.

Quali le modalità di utilizzo? Il credito d’imposta può essere utilizzato in compensazione o nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa. In alternativa, può essere ceduto al locatore o al concedente oppure ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito per questi ultimi. Nel caso in cui il credito d’imposta sia ceduto al locatore o al concedente il versamento del canone è da considerarsi avvenuto contestualmente al momento di efficacia della cessione, nei confronti dell’amministrazione finanziaria. Ciò vuol dire che in questo caso è possibile fruire del credito anche in assenza di pagamento, fermo restando, però, che deve intervenire il pagamento della differenza dovuta rispetto all’importo della cessione pattuita.

Per consentire un più rapido utilizzo delle misure introdotte, l’articolo 122 del decreto Rilancio prevede che fino al 31 dicembre 2021 il credito d’imposta può essere oggetto di cessione, anche parziale.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce, infine, che il credito d’imposta relativo ai canoni di locazione non è cumulabile con il credito d’imposta per botteghe e negozi, così come si evince dal Decreto Cura Italia. Ad ogni modo, le imprese o gli esercenti di arti e professioni, che non hanno fruito di tale credito d’imposta per botteghe e negozi in relazione al mese di marzo 2020, per mancanza dei requisiti, potranno comunque fruire del credito d’imposta per le locazioni previsto da DL Rilancio.

BONUS PROFESSIONISTI – Rivolgiti al patronato Epasa-Itaco

Al via le domande per il nuovo bonus 600 euro dedicato a una serie di categorie che non erano rientrate nell’indennità prevista per marzo.

Si è conclusa, infatti, la prima fase relativa alle richieste del bonus per autonomi e professionisti che avevano tempo per presentare la domanda entro il 3 giugno, data poi prorogata fino all’8 dello stesso mese. Per loro la mensilità di aprile sarà erogata automaticamente.

Il nuovo bonus, previsto dal Decreto Rilancio, è un importo erogato una tantum per i mesi di aprile e maggio, dedicato a specifiche categorie di lavoratori (compresi alcuni tipi di lavoratori dipendenti). L’importo varia tra 500 e mille euro, a seconda della tipologia di lavoratore interessato.

Per il mese di maggio, in realtà, un capitolo a parte meritano, artigiani, commercianti e coltivatori diretti che hanno ricevuto il bonus a marzo e aprile. Per loro si attendono, magari in sede di conversione del Dl Rilancio, indicazioni sulla procedura di accesso al contributo a fondo perduto fino ad ora non ancora stabilita.

Sul fronte bonus 600 euro l’interesse dei cittadini è molto vivo, anche perché rappresenta una fonte di reddito minima in questo periodo di grande difficoltà dovuta alla pandemiaLa domanda può essere effettuata presso i Patronati che, non a caso, sono stati sommersi di richieste da parte di chi non sa se poter ottenere o meno l’indennità.

Sulla pagina Facebook del Patronato Epasa-Itaco sono arrivati decine di quesiti che riguardano anche i dubbi di compatibilità con altre prestazioni.  La consulenza gratuita degli esperti del Patronato, accessibile anche on line su www.epasa-itaco.it, per questo, è preziosa e consente di fare la domanda con correttezza e efficacia. Vediamo alcune caratteristiche del nuovo bonus e quali sono le domande più frequenti pervenute alla pagina Facebook del Patronato Epasa-Itaco.

A chi spetta il bonus

Il bonus come detto spetta, in automatico, per il mese di aprile, ai soggetti già beneficiari dell’indennità per il mese di marzo, prevista dal Decreto Cura Italia. L’indennità spetta, invece, previa domanda, per il mese di maggio, a una serie di nuovi beneficiari. I soggetti interessati sono:

  • liberi professionisti iscritti alla Gestione separata, con partita IVA attiva al 19 maggio 2020, che possano comprovare una riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019. Gli interessati non devono risultare iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
  • collaboratori iscritti alla Gestione separata, il cui rapporto di lavoro risulti cessato al 19 maggio 2020 e che non risultano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie
  • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, che non risultino iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
  • Incaricati alle vendite a domicilio, con un reddito annuo per il 2019, derivante da tali attività, superiore a 5mila euro. Tali lavoratori devono avere partita IVA attiva e iscrizione alla Gestione Separata, alla data del 23 febbraio 2020. È richiesto, inoltre, che essi non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
  • I lavoratori dipendenti del settore turismo e stabilimenti termali con qualifica di stagionali che abbiamo subito la cessazione involontaria del rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020. Gli interessati non devono avere altro rapporto di lavoro dipendente attivo al 19 maggio 2020
  • lavoratori in somministrazione in imprese operanti nel settore turismo e stabilimenti termali, che abbiamo subito la cessazione involontaria del rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020. Gli interessati non devono avere altro rapporto di lavoro dipendente attivo al 19 maggio 2020
  • lavoratori iscritti all’ex ENPALS (spettacolo) con almeno 30 contributi giornalieri versati nell’anno 2019, con un reddito – per lo stesso anno – non superiore a 50mila euro, oppure che abbiano almeno 7 contributi giornalieri versati nell’anno 2019, con un reddito – per lo stesso anno – non superiore a 35mila euro. Per entrambe le casistiche, non deve essere attivo altro rapporto di lavoro dipendente alla data del 19 maggio 2020
  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali con cessazione involontaria del rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto, nel medesimo periodo, almeno trenta giornate di lavoro
  • lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020

Chi è in cassa integrazione può richiedere il bonus?

La norma prevede che alla data di presentazione della domanda non deve esserci alcun rapporto di lavoro dipendente e quindi il beneficiario non può richiedere il bonus stesso. La cassa integrazione, infatti, non comporta la cessazione del rapporto di lavoro, ma una sua sospensione.

I lavoratori stagionali del turismo che hanno preso il bonus 600 euro a marzo e aprile devono rifare la domanda per il mese di maggio?

Per ottenere il bonus del mese di maggio sarà necessario inviare nuovamente la domanda.

Si può richiedere il bonus di 600 euro se si percepisce il reddito di cittadinanza?

L’indennità di 600 euro non era compatibile, per la mensilità di marzo, con il reddito di cittadinanza. Il Decreto Rilancio ha previsto, invece, ma non per tutte le categorie, che il RdC venga integrato fino a concorrenza dell’importo dell’indennità stessa, per le mensilità di aprile e maggio. Oltre tale importo, i due trattamenti sono incompatibili.

Per i braccianti agricoli a maggio non viene dato il bonus come marzo e aprile?

Per questa categoria di lavoratori, il DL Rilancio non ha previsto l’emissione dell’indennità per il mese di maggio, ma solo per la mensilità di aprile.

CRISI – L’impatto sull’industria manifatturiera italiana il peggiore della UE

La chiusura per decreto di ampi settori della manifattura ha generato un crollo senza precedenti dell’economia. Non sono possibili raffronti con altre crisi, tanto meno con la profonda recessione del 2008. Basti pensare che a marzo scorso la produzione industriale italiana ha accusato un crollo di oltre il 30% mentre nella crisi del 2008 la flessione dell’indice del 26,8% è avvenuta in 15 mesi. L’elaborazione dei dati sulla produzione industriale realizzata dal Centro Studi della CNA evidenzia che fatto 100 l’indice nel 2010 a marzo è precipitato a 73,1, un valore mai toccato dal 1990 e che si attesta a poco più della metà del valore raggiunto nel 2007 (134,2).

Rispetto ai precedenti cicli negativi, anche l’origine della crisi attuale è profondamente diversa. La genesi della recessione di 12 anni orsono è il tracollo della finanza globale innescato dai mutui subprime che sfocia nel crollo della domanda. La crisi provocata dal Covid-19 invece ha innescato uno shock da offerta con la sospensione forzata delle attività produttive.

Tutti i comparti sono stati travolti dallo tsunami, anche quelli di utilità essenziale che non hanno subito lo stop per decreto come l’alimentare e il farmaceutico. Tuttavia la caduta verticale della produzione industriale è il risultato di andamenti molto differenziati. Il Centro Studi della CNA ha calcolato che la produzione di carta ha limitato la flessione al 3,9%, la chimica al 5,4%. La filiera alimentare ha accusato una contrazione dell’8,4% relativamente alla produzione di cibi e del 10,2% per le bevande.

I dati più drammatici riguardano il segmento dei mezzi di trasporto con un tonfo del 64,4% per gli autoveicoli e della moda che ha perso la collezione primavera-estate. L’abbigliamento mostra una contrazione del 51,2%, la pelletteria del 50,3%, il tessile del 42,1%. Rispetto alla caduta dell’indice del 30,6% hanno arginato la catastrofe i prodotti petroliferi raffinati con un -11%. Poco meglio del valore medio anche l’editoria con un calo del 22,4% e gli strumenti elettronici di precisione con una contrazione del 26,2%.

I numeri di aprile si annunciano ben peggiori rispetto a marzo a causa delle misure di contenimento per contrastare il contagio. Le prime evidenze mostrano una contrazione di quasi il 50% dell’indice della produzione industriale.

Il raffronto con le principali economie dell’area euro è fortemente condizionato dal diverso timing del lockdown che in Italia è scattato molto prima rispetto a Francia, Germania e Spagna. Tuttavia emerge un trend analogo per le filiere più integrate e interconnesse come l’automotive e l’elettronica nonché le apparecchiature elettriche. A titolo di esempio la produzione di veicoli è scesa del 50% in Francia, -44,7% in Spagna e -31% in Germania. Più ampio il differenziale nei segmenti della meccanica (Italia -39,7% e Germania -10,4%), abbigliamento (-51,2% Italia, -23% Spagna, -21% Francia e -11,5% Germania) e prodotti in Legno (dal -33,8% dell’Italia al -14,5% della Spagna fino al marginale -0,9% della Germania).

La capacità di assorbimento dello shock rappresenta ora la difficile e impegnativa sfida e il risultato dipenderà da intensità e velocità del recupero. In quest’ottica il raffronto con gli altri partner è piuttosto impietoso per il nostro Paese in termini di capacità di reazione. Ma non è stato sempre così osservando le recessioni dagli anni ’90 ad oggi. La crisi provocata dal debito sovrano ha rappresentato la maggiore divaricazione tra il ciclo economico dell’Italia e quello dei principali partner. Nel periodo tra aprile 2008 e novembre 2013 la produzione industriale dell’Italia subisce un calo del 24%, la Francia del 14% la Germania del 2,3%.

Al contrario la recessione del 1992 evidenzia una sincronia degli andamenti della produzione industriale e del Pil tra Italia, Germania, Spagna, Francia e Regno Unito. Addirittura l’indice della produzione italiana nel biennio 1995-1996 mostra un andamento superiore a quello della Germania. Già con la crisi del 1997-1998 partita dalle ex tigri asiatiche il confronto tra Italia e i principali Paesi dell’euro mostra un progressivo ampliamento del differenziale della produzione in senso sfavorevole al nostro Paese.

Nella fase prolungata di stagnazione 2001-2005 la sincronia si è manifestata nella flessione generalizzata dell’output industriale mentre la divaricazione è emersa nella fase di recupero del ciclo.

L’allargamento del differenziale riflette l’incapacità di modernizzare e rafforzare la competitività del sistema Italia. Complessità normativa e fiscale, burocrazia, tempi della giustizia, architettura istituzionale impongono interventi radicali. L’economia italiana pre-Covid ancora non ha recuperato i livelli del 2007. Senza un cambio di passo è a rischio la tenuta economica e sociale del Paese.

Leggi l’analisi del Centro Studi CNA: OSSERVATORIO-MANIFATTURA_MARZO-2020-1

FASE 3 – CNA Fita: “Lunedì 8 giugno incontro al MIT sugli autobus”

Servono risposte urgenti alla crisi del settore

Una convocazione attesa da tempo che ci auguriamo possa rappresentare un momento proficuo per acquisire risposte urgenti ed adeguate alle difficoltà che sta vivendo il settore. È quanto afferma in un comunicato CNA Fita.

Tutto il comparto della mobilità sta soffrendo, ma quello dei Bus è il segmento che sta risentendo oltremodo degli effetti negativi da COVID-19 a causa del tracollo vertiginoso della domanda, dovuto alle restrizioni degli spostamenti delle persone.

L’annullamento dei viaggi di istruzione, la sospensione dei trasporti scolastici, la paralisi delle

crociere, delle manifestazioni sportive e più in generale di tutta la filiera del turismo, sta bloccando il 90 % delle attività di trasporto connesse. E per la loro ripartenza, oltreché incerta nella misura, si dovranno ancora attendere mesi. In particolare per i trasporti scolastici, che si legano all’incognita della riapertura delle scuole a settembre e le cui imprese oltre al danno si sono ritrovate beffate nell’ultimo decreto dal mancato riconoscimento dei corrispettivi previsti nei capitolati di gara.

Un settore particolarmente esposto anche da un punto di vista finanziario che non riuscirà a fare fronte a questa situazione senza un intervento specifico che possa accompagnarlo fino alla ripresa.

Ci auguriamo – conclude la nota – che il Governo abbia ben compreso la gravità della situazione e che già nella fase di conversione del Decreto Rilancio intervenga concretamente nella giusta direzione.

FASE 3 – Da CNA idee e progetti per modernizzare il Paese

CNA al Premier Conte: “Da artigiani e piccole imprese idee e progetti  per modernizzare il Paese a partire da fisco e burocrazia”

È positiva la volontà di definire un piano per la rinascita espressa oggi dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per modernizzare e rilanciare il Paese. CNA apprezza l’annuncio della convocazione delle parti sociali la prossima settimana per gli stati generali dell’economia. Artigiani e piccole imprese sono pronti a contribuire con idee e progetti alla definizione in tempi rapidi di riforme vitali per il futuro dell’Italia rimuovendo antichi e noti ostacoli che bloccano il Paese da oltre 20 anni.

La Confederazione ribadisce che la crisi provocata dalla pandemia deve rappresentare l’occasione storica per il rilancio dell’Italia cogliendo l’opportunità delle risorse che saranno messe in campo con il Recovery Fund e con altri strumenti comunitari. Sulla capacità di impiegare le risorse si gioca la credibilità del Paese.

CNA in particolare apprezza il riferimento del premier alla esigenza di consolidare e sostenere le piccole imprese e condivide gli obiettivi di realizzare una seria riforma fiscale per eliminare le iniquità e ridurre in modo rilevante il peso della burocrazia.

Artigiani e piccole imprese sono pronti a raccogliere la sfida per ridisegnare il sistema Italia sottolineando che non ci sono più alibi per proseguire nell’immobilismo. 

OSSERVATORIO LAVORO CNA – Ad aprile occupazione in ritirata

La pandemia impatta pesantemente anche su artigiani e piccole imprese

La pandemia impatta pesantemente sull’occupazione anche nelle imprese artigiane, micro e piccole. Dopo anni di crescita, il segno negativo diventa prevalente: tra marzo e aprile si è perso più di un punto di occupati, 13.500 addetti nel solo artigianato. Negli stessi mesi, gli anni scorsi, l’occupazione realizzava aumenti di pari misura.

Un vistoso passo indietro nonostante il massiccio ricorso agli strumenti di integrazione del reddito che nel caso dell’artigianato ha permesso a oltre 730mila dipendenti di ottenere il contributo del Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato, l’istituto di cassa integrazione del settore.

A rilevarlo è l’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente le tendenze dell’occupazione nell’artigianato e nelle micro e piccole imprese (su un campione di quasi 20mila imprese associate con circa 140mila dipendenti) dal dicembre 2014.

Il risultato di aprile, mese interamente in lockdown, porta in terreno negativo la variazione tendenziale (-0,8% contro il +2,8% di un anno fa) e riporta la base occupazionale al livello di marzo 2019.

Il calo registrato dall’Osservatorio CNA è il frutto di una drastica diminuzione delle assunzioni (-81% dopo il -24,7% di marzo) non compensata dal robusto decremento delle cessazioni (-37,1%). Evidentemente, le imprese hanno preferito imboccare una strada attendista dopo l’incremento delle cessazioni a marzo mentre la contrazione generale del mercato ha reso inutile assumere forza lavoro.

Che cosa prevede l’Osservatorio CNA per il futuro? Di certo non inforca occhiali rosa. Molte imprese continuano a lamentare cali nei ritmi di attività, anche a causa delle nuove misure di sicurezza. Sull’andamento dell’economia, e quindi dell’occupazione, è probabile inoltre che possa incidere il calo della domanda derivato dalla forte incertezza, dalla riduzione dei consumi, dall’aumento dei listini. Un combinato disposto di fattori che può solo favorire l’ulteriore riduzione dell’occupazione.

BANCA D’ITALIA – Frizioni e lentezze nell’afflusso della liquidità alle imprese

“Velocizzare le misure di sostegno all’economia”
Il Governatore Visco riconosce procedure lente per la liquidità alle imprese

La caduta del Pil nel primo trimestre rilevata dall’Istat e la previsione formulata dalla Banca d’Italia di una contrazione dell’economia italiana tra il 9 e il 13% per l’intero 2020 fotografano la situazione drammatica provocata dal blocco delle attività a causa del Covid-19.

Per evitare danni irreparabili al tessuto produttivo e in particolare alle micro e piccole imprese che sono le più esposte alla crisi è necessario assicurare un rapido e consistente sostegno finanziario al sistema produttivo. Garantire liquidità è la priorità nella fase di emergenza e lo stesso Governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha riconosciuto che ci sono stati “frizioni e alcune lentezze” nell’afflusso della liquidità alle imprese.

CNA auspica inoltre che con urgenza vengano definiti e resi operativi gli strumenti in ambito comunitario a partire dal Recovery Fund. La Confederazione infine ribadisce la necessità di aprire il cantiere della Fase 3 che dovrà essere caratterizzata da misure e riforme per rimuovere antichi ostacoli all’attività economica, a partire da una straordinaria azione di semplificazione normativa e fiscale per liberare energie e risorse dell’imprenditoria nazionale.

Regione Toscana – Bando voucher manager d’azienda

Obiettivi

L’intervento è volto a finanziare voucher formativi individuali per la partecipazione a percorsi formativi tesi al rafforzamento e all’aggiornamento delle competenze dei manager d’azienda. Con tale intervento si intende dare attuazione alla Strategia Industria 4.0 promuovendo in particolar modo la partecipazione a percorsi formativi focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali. I percorsi devono essere rispondenti alle esigenze di sviluppo professionale del manager d’azienda, connessi alla sua occupazione e/o finalizzati al miglioramento della professionalità posseduta e/o finalizzati allo sviluppo di ulteriori capacità e competenze professionali.

Destinatari

Possono presentare domanda di finanziamento i manager delle imprese private, o comunque a prevalente capitale privato, intesi quali dirigenti/quadri d’azienda secondo il CCNL di riferimento che svolgono funzioni apicali, in servizio presso unità produttive ubicate sul territorio regionale della Toscana ed in possesso dei seguenti requisiti al momento della presentazione della domanda:

1. prestare la propria attività lavorativa presso un’unità produttiva ubicata in Toscana

2. essere inquadrati quali dirigenti/quadri con una delle seguenti tipologie contrattuali: – contratto a tempo indeterminato – contratto a tempo determinato – contratto di lavoro intermittente – contratto part-time – soci lavoratori iscritti nel Libro unico del lavoro – contratto di lavoro co.co.co. – lavoratori in cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria.

Valore max del voucher

€ 2,000,00 iva incluso. Il voucher copre solo il costo del corso, non anche vitto, alloggio, ecc. Il beneficiario deve aver frequentato almeno il 70% delle ore previste. Non sono ammissibili corsi di formazione sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Documenti da allegare e supporti per l’invio

Domanda di finanziamento corredata da marca da bollo (€ 16), scheda dettaglio percorso, atto unilaterale di impegno, copia documento identità, smart card/CNS o SPID + lettore smart card.

Scadenza

Il bando è a sportello. Si possono presentare domande fino ad esaurimento fondi regionali: prox scadenza 30 giugno 2020.

Per informazioni ed approfondimenti:

Valentina Cesaretti
Agenzia Formativa Copernico

cell. 348/2304539
mail cesaretti@cnapisa.it