INPS – “Inadeguata e insufficiente la procedura per l’indennità agli autonomi”

CNA: “Chi ha subito più danni rischia l’esclusione”

È assolutamente inadeguata alla situazione che vivono gli imprenditori e rischia di provocare gravi disparità la soluzione prospettata dall’Inps per inoltrare la richiesta relativa all’indennità da 600 euro a favore dei lavoratori autonomi prevista nel Decreto Cura Italia. L’istituto di previdenza ha reso noto che l’indennità potrà essere richiesta attraverso il parziale utilizzo del Pin personale, che comunque occorrerà richiedere da parte di ogni singolo interessato con una procedura apparentemente semplice.

CNA ritiene che la procedura sia del tutto insufficiente in quanto costringe ogni singolo interessato a interagire con sistemi tecnologici spesso posizionati nell’azienda che magari ha l’attività sospesa, si trova in una zona non coperta dalla banda larga e non nello stesso comune. Sistemi con i quali può avere qualche difficoltà di interazione, insomma complicazione e burocrazia in un momento in cui invece la semplificazione e la rapidità dovrebbero rappresentare i tratti distintivi di qualsiasi procedura amministrativa.

Peraltro, la notevole quantità delle richieste molto probabilmente provocherà blocchi e rallentamenti nell’accesso al sito internet dell’istituto, con la forse inevitabile ma discutibile esclusione di potenziali beneficiari dell’indennità. Stiamo parlando di imprenditori che, in un momento difficile come l’attuale, hanno bisogno di sentire la vicinanza dello Stato e non la sordità di una burocrazia autoreferenziale e tecnocratica. Ricordiamo che questa indennità in molti casi può rappresentare l’unica fonte economica a disposizione.

La CNA, pertanto, è in totale disaccordo con la modalità prospettata dall’Inps e chiede che vengano prese in considerazione soluzioni più idonee e pratiche, quali l’invio massivo, attraverso gli enti di Patronato (peraltro utilizzo auspicato dal legislatore), delle relative istanze al fine di scongiurare esclusioni discriminatorie dell’accesso al beneficio sul quale, nell’attuale periodo, tutti comprensibilmente contano.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Modifica attività essenziali – CNA: rischiano di generare caos

CNA è profondamente preoccupata per l’esito del confronto tra Governo e sindacati per la modifica dell’elenco delle attività produttive essenziali dopo appena 48 ore dal Dpcm del 22 marzo.

La Confederazione stigmatizza il merito e il metodo. La lista individuata nell’allegato al decreto del Presidente del Consiglio rappresenta un delicato equilibrio che rispetta la priorità della tutela della salute e le esigenze fondamentali degli italiani che devono poter disporre di beni e servizi essenziali, dai prodotti alimentari a quelli sanitari.

La complessità delle filiere, l’elevato livello di esternalizzazioni da parte di tutte le imprese, la profonda integrazione del sistema produttivo rendono alquanto complicato definire le attività essenziali.

CNA ricorda che le associazioni datoriali e i sindacati, sotto la regia del Governo, il 14 marzo hanno condiviso e sottoscritto un protocollo che individua le misure per assicurare la salute delle persone in ogni luogo di lavoro.

È irragionevole che la modifica dell’allegato sia avvenuta sotto la minaccia di uno sciopero e senza il coinvolgimento delle imprese il cui unico interesse, in questa fase di emergenza, è contribuire a combattere il virus. È altresì inaccettabile l’idea che alcuni si ergano a garanti della salute pubblica che spetta alle istituzioni competenti verso le quali tutti dobbiamo avere la massima fiducia.

CNA segnala inoltre i rischi di confusione che si potranno generare dalla misura secondo cui i Prefetti dovranno consultare le organizzazioni sindacali per definire quali imprese svolgono attività essenziali pur non essendo inserite nell’elenco.

L’Italia sta vivendo una fase di estrema emergenza e c’è assoluto bisogno di una catena di comando chiara, coerente e univoca, ancorata ai valori democratici e al dettato costituzionale. Il rischio è quello che inizi a serpeggiare il virus del caos, con effetti devastanti per la convivenza civile e il tessuto sociale del Paese.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

800 mila euro per le imprese che iniziano a produrre mascherine

Il Governo premia le imprese che ampliano o riconvertono gli impianti per produrre dispositivi medici e di protezione individuale

Sono partite il 26 marzo, alle 12 (v. sito di Invitalia), le domande per ottenere le agevolazioni previste dal decreto Curaitalia (GU n.78 del 24 marzo).

Tanto più veloci saranno le riconversioni, tanto più alti saranno i contributi

Tra le misure per contenere l’emergenza epidemiologica covid-19 è prevista, infatti, la concessione di un finanziamento agevolato a tasso zero. Il finanziamento copre il 75% dell’investimento e può essere accompagnato da un contributo a fondo perduto variabile: 100% se la produzione sarà avviata entro 15 giorni, 50% entro 30 giorni e 25% entro 60 giorni.

Chi può accedere ai finanziamenti?
Le imprese costituite in forma societaria e in regime di contabilità ordinaria che effettuano investimenti tra 200mila e due milioni di euro a partire dal 17 marzo di quest’anno. L’agevolazione massima è di 800mila euro. Rispetto all’investimento, l’impresa deve garantire una copertura finanziaria pari al 25%.

Cosa coprono i finanziamenti?
L’acquisto di beni strumentali, eventuali lavori di muratura e programmi informatici.

Al progetto di investimento dovrà essere allegata una relazione tecnica asseverata che attesti la capacità produttiva dell’impresa.

#CURAITALIA INCENTIVI è la misura che sostiene la produzione e la fornitura di dispositivi medici e di dispositivi di protezione individuale (DPI) per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

Beneficiari
Gli incentivi si rivolgono a tutte le imprese costituite in forma societaria (anche le società di persone) senza vincoli di dimensione. Sono escluse le ditte individuali e le partite IVA

Progetti ammissibili
Ampliamento della capacità di una unità produttiva esistente già adibita alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale.

Riconversione di una unità produttiva esistente già adibita alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale.

Spese ammissibili

a) Opere murarie strettamente necessarie alla installazione o al funzionamento dei macchinari o impianti ad uso produttivo;

b) macchinari, impianti ed attrezzature varie commisurate alle esigenze del ciclo produttivo;

c) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;

Massimali d’investimento

Investimento minimo € 200.000,00

Investimento massimo € 2.000.000,00

Importo dell’agevolazione

Previsto un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa, rimborsabile in 7 anni, più un anno di pre-ammortamento.

Gli incentivi saranno erogati sull’investimento e il capitale circolante. Previsto un anticipo del 60% della spesa senza garanzie al momento dell’accettazione del provvedimento di ammissione alle agevolazioni.

Premialità

Il mutuo agevolato può trasformarsi in fondo perduto in funzione della velocità di intervento:

· 100% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 15 giorni

· 50% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 30 giorni

· 25% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 60 giorni

Scadenza e presentazione delle domande

Presentazione domande a partire dalle ore 12.00 del 26 marzo 2020

Per informazioni, assistenza e consulenza:

Marlene Sotomayor Gonzalez
050 876594
sotomayor@cnapisa.it

Mascherine – Grazie a CNA e Confindustria

Mascherine, il commissario Arcuri: grazie a CNA e Confindustria in poco tempo la produzione italiana coprirà metà del fabbisogno

“In pochissimi giorni intorno al sistema moda di Confindustria e di CNA si sono messe insieme e sintonizzate senza rivalità e competizione molte imprese italiane”. A sottolinearlo nel corso della prima conferenza stampa nel suo nuovo ruolo, Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus.

Tra tre giorni – ha annunciato – inizieranno la produzione di mascherine sanitarie e pensiamo che in poco tempo copriranno la metà del fabbisogno. Un risultato straordinario che sei giorni fa, quando sono stato nominato, consideravo utopistico”.

Abbiamo chiesto e ottenuto dall’Unione europea – ha continuato il commissario straordinario – l’autorizzazione a lanciare l’incentivo che permette di finanziare, con una dotazione di 50 milioni, le imprese che vogliono riconvertire i loro impianti. Sono convinto che molte centinaia di imprese italiane coglieranno l’opportunità. Queste produzioni, però, devono cominciare prima possibile – ha concluso Arcuri – perché ci servono oltre 90 milioni di mascherine al mese”.

CNA FEDERMODA TOSCANA: Mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale

La situazione di emergenza che il Paese sta vivendo ha posto con forza la necessità di sostenere, spesso attivare, la capacità produttiva di mascherine chirurgiche e di altri dispositivi di protezione individuale (DPI).

Al riguardo, il DL 17 marzo 2020 n. 18, il cosiddetto “Cura Italia”, ha introdotto alcune disposizioni che prevedono la possibilità per le imprese di produrre tali dispositivi accorciando i tempi e semplificando la verifica del rispetto della normativa vigente che, per questi dispositivi medici, NON è superata e resta in vigore.

In particolare, il decreto sopra richiamato definisce  un’apposita procedura attraverso cui le imprese devono autocertificare all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) o all’INAIL (per i DPI) il rispetto delle caratteristiche tecniche e dei requisiti di sicurezza delle mascherine che intendono produrre.

Saranno poi tali istituti entro 3 giorni a dare o meno il consenso alla produzione.

Link format autocertificazione ISShttps://www.iss.it/procedure-per-richiesta-produzione-mascherine

Link format autocertificazione INAILhttps://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/avvisi-e-scadenze/avviso-dl-17320-dpi.html

Per facilitare le imprese interessate all’avvio della produzione di mascherine chirurgiche CNA ha elaborato del materiale utile, che pubblichiamo in allegato a seguito:

Allegato_1_Mascherine #2 – Tipologia di MascherineScarica

Allegato_2_Mascherine #3 – norme tecniche liberamente scaricabili sul sito UNIScarica

Allegato_3_NOTA INFORMATIVAScarica

Allegato_4_CARATTERISTICHE_TECNICHE_MASCHERINEScarica

Allegato_5_nota_ministero_salute_18marzoScarica

La nuova circolare del Ministero della Salute (0003572-P-18/03/2020) – allegato 5, ha introdotto anche la possibilità di utilizzo di un terzo tipo di mascherine da parte di “tutti gli individui presenti sul territorio nazionale, ai quali è comunque richiesto di rispettare le disposizioni in tema di distanziamento sociale e le altre regole precauzionali introdotte in ragione dell’emergenza Covid-19”. Per questo tipo di mascherine filtranti, che “non si configurano né come dispositivi medici (DM) né come dispositivi di protezione individuali (DPI)” (e quindi non devono essere conformi a nessuna norma tecnica specifica), viene solamente indicata “l’assoluta necessità” che i produttori di questo tipo di mascherine “garantiscano che le stesse non arrechino danni o determinino rischi aggiuntivi per gli utilizzatori secondo la destinazione d’uso prevista dai produttori”.

A seguito di contatti con le Autorità sanitarie, in assenza di indicazioni specifiche nella circolare, senza quindi l’obbligo di seguire procedure e test di norma richiesti, consigliamo, per la produzione di questo terzo tipo di mascherine, che non si configurano né come DM né come DPI, di seguire comunque le indicazioni tecniche della norma UNI EN 14683, in particolare prendendo come riferimento i requisiti dei punti 5.1.1, 5.2.1, 5.2.2.(*) , 5.2.3 (*) della stessa.

Infine, sull’imballaggio della mascherina (singolo o multiplo o su entrambi), devono essere riportate solo ed espressamente tutte le seguenti indicazioni:

  • Ragione sociale;
  • Indirizzo del produttore;
  • “Mascherina filtrante ad uso esclusivo della collettività. Non per uso sanitario o sui luoghi di lavoro”;
  • “Uso singolo”;
  • “Conforme alle indicazioni della Circolare del Ministero Salute 0003572-P-18/03/2020”;
  • Riferimento produzione (es. lotto produzione/data produzione).

(*) I due punti prevedono la verifica della efficienza di filtrazione batterica e il grado di traspirabilità.

Sul tema si segnala anche l’ordinanza della Giunta regionale toscana n. 17 del 19 marzo 2020 e relativi allegati https://www.regione.toscana.it/-/ordinanze-della-regione-toscana.

E’ utile sottolineare che sono soprattutto i dispositivi medici-sanitari quelli di cui in questo momento c’è carenza ed è strategico coinvolgere il sistema produttivo. Pertanto alle imprese che sono interessate a realizzare altri prodotti ricordiamo che se non ottemperano ai requisiti sopra indicati, tali articoli non svolgono alcuna funzione di protezione, non sono conformi a quanto indicato dal D.Lgs. 81/2008 e non rappresentano quindi né un dispositivo di protezione individuale né una maschera ad uso medico o chirurgico.

CNA Pisa – Dirette degli esperti per aiutare gli artigiani

CNA Pisa presente!

Per domande su emergenza coronavirus potete scrivere all’indirizzo mail dedicato taskforce@cnapisa.it

Il centralino di CNA Pisa (tel. 050876111) è attivo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 16,30 e il consiglio è di contattare i responsabili sindacali delle varie categorie (recapiti sul sito www.cnapisa.it).

Sono state attivare le dirette sulla pagina Facebook di CNA Pisa

I temi delle diretto sono:

  • L’assegno di 600€: a chi, come e quando – diretta del 25 marzo h 16,00
  • La prosecuzione delle attività e le deroghe – diretta del 26 marzo h 10,30
  • Gli ammortizzatori sociali – diretta del 26 marzo h 12,30
  • La moratoria e le sospensioni di mutui, finanziamenti e leasing – diretta del 27 marzo h 9,00
  • Gli aspetti fiscali principali del CuraItalia – diretta del 27 marzo ore 10,30
  • La sicurezza nelle imprese rimaste attive – diretta del 27 marzo ore 12,30

Video in diretta sulla pagina Facebook con esperti di CNA Pisa per dare informazioni in questo momento

In programma sulla pagina Facebook di CNA Pisa delle dirette per aiutare artigiani e imprese a capire come muoversi in questo periodo.

Le dirette su Facebook verranno tenute dagli esperti di CNA Pisa e sono occasioni di approfondimento sulle molte novità contenute negli ultimi Decreti Governativi che cercano di arginare l’epidemia da coronavirus.

Tutti i video delle dirette rimarranno sulla pagina Facebook di CNA Pisa per essere consultati anche successivamente.

Gli esperti di CNA Pisa si alterneranno per illustrare le principali novità divise per temi: 

➡️ Il primo appuntamento è con Elena Dal Canto, Direttrice del Patronato Epasa Itaco mercoledì 25 marzo alle ore 16,00

Si parlerà delle misure di sostegno al reddito per gli imprenditori ed i professionisti che hanno avuto gravi cali di fatturato in queste settimane e mesi di difficoltà. Si parlerà quindi dell’assegno di 600€ e di come poter fare domanda.

➡️ Il secondo appuntamento è con Maurizio Bandecchi, Coordinatore Unione Produzione e Responsabile Comunicazione di CNA Pisa, giovedì 26 marzo alle ore 10,30

In questa diretta si spiegherà come fare le comunicazioni alla Prefettura per la prosecuzione delle attività escluse dall’ultimo Decreto.

➡️ Il terzo appuntamento è con Stefano Pistolesi, Responsabile Consulenza del Lavoro di CNA Pisa, giovedì 26 marzo alle ore 12,30

Durante la diretta si tratterà il tema degli ammortizzatori sociali e di come garantire un reddito ai dipendenti in questo periodo di grande difficoltà per le imprese: cassa integrazione, fondi bilaterali di solidarietà e altre misure

➡️ Il quarto appuntamento è con Chiara Di Sacco, Responsabile Area Credito di CNA Pisa, venerdì 27 marzo alle ore 09,00

Durante la diretta verranno approfonditi i temi della moratoria e le sospensioni di mutui, finanziamenti e leasing.

➡️ Il quinto appuntamento è con Francesco Avella, Area Fiscale di CNA Pisa, venerdì 27 marzo alle ore 10,30

Durante la diretta verranno approfonditi gli aspetti fiscali principali del CuraItalia.

➡️ Il sesto appuntamento è con Marcello Bertini, Responsabile Sicurezza e Ambiente CNA Pisa, venerdì 27 marzo alle ore 12,30

Durante la diretta verrà affrontato il tema della sicurezza nelle imprese rimaste attive.

Per informazioni scrivi a: taskforce@cnapisa.it

 

Il testo del nuovo DPCM sulla restrizione delle attività

Il Governo ha adottato nella serata di domenica 22 marzo ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, prevedendo divieti e limitazioni allo svolgimento delle attività produttive. Un testo a cui si è giunti dopo un confronto serrato con tutti gli attori compresa la CNA che continua a mantenere un filo diretto con le istituzioni e il MISE.

In caso di anomalie e di difficoltà applicative e interpretative vi invitiamo a fare riferimento ai coordinatori sindacali  della vostra categoria, reperibili su questo sito web www.cnapisa.it.

Hai problemi a comprendere i Decreti del Governo? Contatta i nostri esperti a questo indirizzo! 
taskforce@cnapisa.it

Abbiamo inoltre già preso contatti con la locale Prefettura per effettuare le comunicazioni che rendono possibile la prosecuzione delle attività anche in presenza di un codice Ateco escluso purché rientrante nelle tipologie di deroghe ammissibili.

Le disposizioni in esame producono effetto dal 23 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020 e si applicano cumulativamente a quelle del DPCM 11/03/2020.

Le imprese che devono sospendere le proprie attività, in forza del DPCM in esame, possono completare le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Per consultare il testo del decreto e l’elenco dei codici ATECO delle attività essenziali cliccate di seguito:

QUI ALCUNI PUNTI DEL DECRETO:

  1. l’elenco dei codici ATECO dell’allegato 1 può essere soggetto a modifiche da parte del MISE
  2. le attività produttive non rientranti nell’allegato 1 possono proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile
  3. le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività dell’allegato 1 possono proseguire previa comunicazione al Prefetto della provincia dove è ubicata l’attività produttiva (ad oggi non è presente un modulo ad hoc per l’autorizzazione, ma siamo in attesa).
  4. Il Prefetto può sospendere l’attività se ritiene che essa non sia funzionale all’attività delle filiere. La comunicazione consente di esercitare ogni attività fino all’adozione del provvedimento regionale di sospensione
  5. Sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa Comunicazione del Prefetto (idem come sopra per la richiesta,)
  6. Sono consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa e le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto
  7. le imprese che continuano ad operare devono rispettare il Protocollo sottoscritto dalle parti sociali e il Governo il 14 marzo in materia di protezione e sicurezza dal COVID 19 negli ambienti di lavoro

Consulta subito i documenti originali qui:

  1. DECRETO 22 MARZO 2020
  2. ALLEGATO_1 – DECRETO 22 MARZO 2020pdf

CLICCA QUI per scaricare il modello di comunicazione lettere D e G.

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CORONAVIRUS – I servizi e le attività che funzionano, nonostante tutto

Ponendo al primo posto la sicurezza sanitaria ci sono molte attività produttive che si sforzano di proseguire in mezzo a mille difficoltà e che garantiscono la produzione ed i servizi. Ecco una breve panoramica.

Fabbriche e laboratori artigianali

Fabbri, falegnami, tappezzieri, serramentisti, ed altri ancora come fotografi e attività che curano strumenti tecnologici come computer e telefonini per la prte riparazioni ed interventi, sono aperti  e le difficoltà sono di due ordini: garantire le condizioni in cui gli addetti possono continuare a lavorare in sicurezza, per loro e per ricevere e consegnare i manufatti o erogare i servizi. E il secondo tema, sempre più bollente, è arginare il crollo della domanda. Ma la tenuta a la capacità di inventiva non mancano.

Taxi

Il servizio taxi e radio taxi nella città di Pisa e negli altri centri (in provincia di Pisa solo Pontedera e Castelfranco) sta funzionando 24 ore su 24. 

I taxi della Cooperativa Taxisti Pisani sono peraltro regolarmente sanificati a mezzo di generatori di ozono per garantire ai passeggeri un ambiente con il massimo rispetto delle norme igieniche. Sono anche in attesa di mascherine protettive che possono contribuire a arginare il rischio contagio. “Nonostante il momento difficile che stiamo attraversando – spiga il Presidente COTAPI Riccardo Scali – con un crollo verticale della domanda visto il funzionamento ridotto al minimo dei trasporti ferroviari, aerei e dei principali servizi della città i taxisti sono fieri di dare ai cittadini un sevizio essenziale per contribuire a superare questa crisi che coinvolge tutte le fasce della popolazione anche le più disagiate. I nostri riferimenti per chiamare un radio taxi sono: Radio Taxi tel. 050541600, App web  ITTAXI scaricabile gratuitamente; App. Telepass Pay; ed anche tramite Whatsapp, SMS e Telegram al numero 3318342333

Noleggio con Conducente

Tramite il servizio di Ncc si possono effettuare prenotazioni e avere un’auto con autista a disposizione sia per tutta una giornata, per una lunga trasferta ed anche per brevi trasferimenti come fare la spesa e muoversi per motivi di necessità . Le persone a bordo devono autocertificare i motivi dei loro spostamenti (come per i taxi ed  in tutti gli altri casi). Gli autisti sono impegnati a sanificare le auto dopo ogni servizio e sono dotati di protezioni individuali

Servizi alla Comunità e Impiantisti

Sono pienamente operative anche tutte le attività di servizio come gli autoriparatori (carrozzieri, meccatronici, gommisti) dai quali ci si può recare per motivi di necessità. Sono aperte anche le lavanderie quantomai utili per igienizzare vestiti, capi di abbigliamento e dotazioni domestiche. Categorie sempre operative sono gli impiantisti elettrici e idraulici, riparazioni di ascensori ed elettrodomestici, indispensabili sempre di più in questi giorni nei quali tutti gli impianti domestici sono messi a dura prova da un super lavoro imposto.

Attività di ristorazione e alimentari

Le produzioni e le trasformazioni di alimenti non possono essere fermate e anzi stanno cercando di dare il massimo. Le filiere delle produzioni alimentari sono comunque sotto stress anche perché molte di loro hanno sbocchi commerciali compromessi dallo stop dei flussi turistici. Sono stati attivati in molti casi anche i servizi di consegna a domicilio: si ordina via web o telefono e si aspetta comodamente a casa nei piccoli centri come nelle città. In questi casi ci sono sia forniture di prodotti (negozi di vicinato, panifici etc) che pasti completi che molti ristoranti sono in grado di garantire per qualità e sicurezza nel pieno rispetto delle norme igieniche e sanitarie.

CLICCA QUI PER VEDERE un elenco non esaustivo dei servizi a domicilio.

Edilizia e costruzioni

In teoria potrebbero stare tutte aperte e garantire la produzione, ma sono notevoli le difficolta per garantire le condizioni di sicurezza pur in operazioni che normalmente si svolgono all’aperto. Anche un quadro tutt’altro che chiaro in materia di sicurezza sui cantieri non agevola il lavoro, ma il tessuto delle imprese locali sta sforzandosi per garantire il massimo della continuità produttiva anche per eseguire e consegnare opere in appalto, pubbliche e provate, nei tempi corretti.

CORONAVIRUS – la Toscana attua subito il Cura Italia e potenzia la cassa integrazione in deroga

Sottoscritto dalla Regione Toscana con le parti sociali l’accordo per i fondi nazionali di propria competenza per correre in aiuto di imprese e lavoratori; questi fondi nazionali saranno implementati da ulteriori 60 milioni di euro derivanti da risorse regionali.

CNA Toscana sottolinea l’importanza di questo accordo che tutela tutte le imprese altrimenti prive di strumenti ordinari di sostegno al reddito e confida che saranno adottate procedure snelle, come già condiviso con la Regione, per non gravare sulle imprese in questo momento di così grave emergenza.

Le domande potranno essere presentate solo quando sarà emanato il decreto di ripartizione delle risorse e sarà disponibile la procedura operativa della Regione Toscana. Nel frattempo gli imprenditori che hanno necessità di informazioni sulle procedure di cassa integrazione in deroga possono rivolgersi agli uffici della CNA.

Il Governo ha pubblicato il decreto legge Cura Italia sulle misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori ed imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 che, tra le altre cose, stanzia oltre 3 miliardi di euro per finanziare, su tutto il territorio nazionale, la cassa integrazione in deroga. Tali risorse dovranno essere ripartite fra le Regioni affinché possano autorizzare le richieste dei datori di lavoro. Ad esse, in Toscana, si aggiungono 60 milioni di economie frutto della gestione virtuosa dei precedenti ammortizzatori in deroga che la Regione Toscana ha accantonato e che rimette a disposizione di imprese e lavoratori del territorio.

Le domande non possono essere presentate immediatamente. Daremo notizia di quando ciò sarà possibile precisando anche l’avvio dell’apposita procedura telematica”. Infatti le domande potranno essere presentate solo quando sarà emanato il decreto di ripartizione delle risorse e sarà disponibile la procedura operativa della Regione Toscana.

CuraItalia – Pagamenti: modalità e tempistiche

A titolo di misura fiscale a sostegno della liquidità delle imprese, il Governo ha esteso la disciplina della sospensione di alcuni debiti in scadenza, già disposta dall’art. 8 del D.L. n. 9/2020 a favore del settore turismo.

Leggi la comunicazione in Gazzetta Ufficiale: Gazzetta Ufficiale

La sospensione del D.L. n. 9/2020 – riguardante il settore turismo – opera fino al 30/4/2020 e riguarda il versamento di:
• ritenute alla fonte su redditi di lavoro dipendente e assimilato che tali soggetti operano in qualità di sostituti di imposta. Si rileva che la sospensione riguarda esclusivamente il versamento delle ritenute che i datori di lavoro in qualità di sostituti di imposta devono comunque continuare a operare nei confronti dei lavoratori
• contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria

Come premesso, la nuova norma concede la sospensione dei suddetti debiti anche ad altri soggetti, che – come quelli operanti nel settore del Turismo – sono stati gravemente danneggiati dall’emergenza Covid-19 e dall’applicazione delle relative misure restrittive.
Fra i settori interessati ci sono tutte le attività legate al turismo e molte altre (si veda elenco di dettaglio nel decreto).

Per la sola scadenza di marzo, i soggetti danneggiati (operanti nei settori economici ritenuti maggiormente colpiti dall’emergenza, di cui alla tabella soprariportata) possono fruire di un ambito di sospensione più ampio: i debiti che possono non essere versati alla scadenza del 20/3/2020 (ed essere versati successivamente) non sono solo le ritenute alla fonte su redditi di lavoro dipendente e i contributi e premi, ma anche quelli relativi all’Iva in scadenza nel mese di marzo 2020.

In estrema sintesi, solo per la scadenza di marzo, la sospensione riguarda ritenute, contributi e Iva.
Per il mese successivo, ossia con riferimento alla scadenza del 16/4/2020, la sospensione riguarderà esclusivamente ritenute alla fonte e contributi.

Si ricorda che la sospensione del D.L. n. 9/2020 scade il 30/4/2020.

In generale, i versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, coi seguenti criteri:

  • in un’unica soluzione entro il 31/5/2020;
  • alternativamente, in rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020; il pagamento potrà essere dilazionato in un numero massimo di 5 rate mensili. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato

Ti devi muovere? Scarica subito il nuovo modello di autodichiarazione: nuovo-modello