FINART CNA – Il calendario delle agevolazioni

Scadenza credito

Nei prossimi giorni ci sono numerose scadenze di bandi e agevolazioni di cui possono beneficiare le imprese, sono contributi a fondo perduto per spese, consulenze e investimenti di vario genere. sono però diversi per tipologia tempi e destinatari. 

Chiedi all’ufficio credito CNA quale strumento è più adatto alla tua impresa e come puoi beneficiarne.

Per informazioni, assistenza e consulenza:
Marlene Sotomayor Gonzalez
Tel 050 876594

sotomayor@cnapisa.it

Qui di seguito tutte le misure a disposizione delle imprese e degli artigiani: 

27 maggio 2020 DISEGNI +4  Contributi a fondo perduto fino all’ 80% per la valorizzazione e lo sfruttamento economico dei disegni/modelli industriali sui mercati nazionale e internazionale.

05 giugno 2020 Bando GaL artigianato  – Contributi  a fondo perduto fino al 40% in investimenti per il miglioramento e qualificazione del processo produttivo delle attività artigianali dei comuni leader

10 giugno 2020 marchi+3 – Contributi a fondo perduto fino all’80% per il rimborso delle spese di registrazione dei marchi comunitari e internazionali

12 giugno 2020 bando gal commercio – Contributi a fondo perduto fino al 40% in investimenti per il miglioramento e qualificazione del processo produttivo delle attività commerciali dei comuni leader

30 giugno 2020 bando ricerca e sviluppo  – contributi a fondo perduto fino al 40% per progetti di R&S sostenuti in forma singola o in partenariato dalle MPMI

Bando internazionalizzazione apertura Entro il mese di giugno Contributi a fondo perduto fino al 50% per progetti di internazionalizzazione nei paesi extra-UE

Bando voucher pid 4.0 cciaa pisa apertura entro il mese di giugnoCONTRIBUTI FINO AL 70% PER INVESTIMENTI IN CONSULENZE E FORMAZIONE SULLE TEMATICHE IMPRESA 4.0

Bando per start-up innovative apertura entro l’estate – Contributi a fondo perduto fino al 50% per la costituzione ed il rafforzamento delle start-up innovative

DECRETO “RILANCIO” – Previsti contributi a fondo perduto fino al 20% per le MPMI che abbiano avuto un calo del fatturato nel mese di aprile 2020 di oltre  due terzi rispetto al fatturato di aprile 2019.

 

Per informazioni:

Marlene Sotomayor González

Tel. 050 876594

sotomayor@cnapisa.it

 

INDAGINE – A voi la parola sul credito

Nella nostra prima indagine di aprile abbiamo dato la parola ad artigiani, piccoli imprenditori e professionisti per farci sapere cosa ne pensassero dell’efficacia delle misure del Governo per affrontare la Fase 1 dell’emergenza Coronavirus e per accelerare l’avvio della Fase 2.

Oltre 14mila le risposte, un risultato straordinario, che ci ha permesso di portare le risposte e proposte raccolte ai diversi tavoli con le istituzioni. Siamo stati, grazie a questa grande partecipazione, davvero portavoce delle esigenze del mondo produttivo.

Vogliamo farlo ancora. Per questo abbiamo avviato una nuova indagine sul credito rivolta a chi ha chiesto di accedere alla moratoria sui finanziamenti, di accenderne di nuovi o di rinegoziare linee in essere (misure contenute nei decreti “Cura Italia” e “Credito e Liquidità“).

CLICCA QUI per rispondere al questionario.

Emergenza Coronavirus: bando per il rimborso dei DPI

In attuazione del Decreto Legge “Cura Italia”, Invitalia ha pubblicato il bando rivolto alle imprese denominato “Impresa Sicura”, che permette di ottenere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di Dispositivi di Protezione Individuale ed altri strumenti di protezione, finalizzati al contenimento ed al contrasto dell’emergenza Coronavirus.

A tale scopo, Inail ha conferito ad Invitalia 50 milioni di euro per finanziare tale bando.

Sul sito di Invitalia (https://www.invitalia.it/cosa-facciamo/emergenza-coronavirus/impresa-sicura), è stato pubblicato il bando da 50 milioni di euro che consente alle imprese di ottenere il rimborso dei suddetti Dispostivi di Protezione Individuale (DPI).

Possono partecipare al bando tutte le tipologie di imprese, indipendentemente dalla dimensione, dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano che, alla data di presentazione della prenotazione, siano:
– Regolarmente costituite e iscritte come “attive” nel Registro delle imprese
– Abbiano sede principale o secondaria sul territorio nazionale
– Siano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria.

Impresa SIcura si svolge in 3 FASI:

1 – Prenotazione del rimborso
La prenotazione del rimborso potrà essere inviata, tramite uno specifico sportello informatico, dall’11 al 18 maggio 2020, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

2- Pubblicazione dell’elenco delle prenotazioni
Invitalia pubblicherà l’elenco, creato in ordine cronologico, di tutte le imprese che hanno presentato la richiesta.
Nell’elenco saranno comunicate:
·         le prenotazioni ammesse a presentare domanda di rimborso
·         le prenotazioni risultate non ammissibili.

3 – Presentazione della domanda di rimborso
Le imprese ammesse potranno compilare la domanda di rimborso dalle ore 10.00 del 26 maggio 2020 alle ore 17.00 dell’11 giugno 2020, tramite procedura informatica che sarà attivata sul sito web di Invitalia www.invitalia.it .

Le attività per l’erogazione dei rimborsi saranno avviate subito dopo la conclusione della fase di compilazione ed i versamenti saranno effettuati entro il mese di giugno 2020.

SPESE RIMBORSABILI

Tramite il bando sarà rimborsato l’acquisto di DPI:
·         mascherine filtranti, chirurgiche, FFP1, FFP2 e FFP3;
·         guanti in lattice, in vinile e in nitrile;
·         dispositivi per protezione oculare;
·         indumenti di protezione quali tute e/o camici;
·         calzari e/o sovra scarpe;
·         cuffie e/o copricapi;
·         dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea;
·         detergenti e soluzioni disinfettanti/antisettici

Le spese di cui sopra devono:
a) essere sostenute nel periodo compreso tra il 17 Marzo 2020 (data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale decreto “Cura Italia”) e la data di invio della domanda di rimborso. Per data di sostenimento si intende la data di emissione delle fatture oggetto di richiesta di rimborso;
b) essere connesse a fatture pagate alla data dell’invio della domanda di rimborso attraverso conti correnti intestati all’impresa e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento e l’immediata riconducibilità dello stesso alla relativa fattura;
c) essere non inferiori a euro 500 euro (questo è quindi il limite minimo di spesa complessivamente sostenuta per cui richiedere il rimborso);
d) non essere oggetto di ulteriori forme di rimborso o remunerazione erogate in qualunque forma e a qualsiasi titolo (ad esempio, sulle stesse spese non si può richiedere il credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro, di cui all’art. 64 del decreto “Cura Italia”, ovviamente per quelle spese che possono godere anche di tale agevolazione)

Non sono ammissibili a rimborso gli importi delle fatture relativi a imposte e tasse, ivi compresa l’IVA.
Fermo restando il possesso di tutti i requisiti di ammissibilità, le fatture costituenti acconto sulle forniture di DPI sono ammissibili solo a condizione che l’impresa presenti, nella domanda di rimborso, anche la fattura riguardante il saldo della fornitura.

RIMBORSO CONCEDIBILE
Il rimborso di cui al Bando in commento è concesso, nei limiti delle risorse disponibili (50.000.000 euro, comprensivi degli oneri di gestione e fatti salvi eventuali incrementi della dotazione finanziaria disposti con successivi provvedimenti legislativi o amministrativi), nella misura del 100% delle spese ammissibili, nel limite massimo 500 euro per ciascun addetto dell’impresa cui sono destinati i DPI ma entro il limite massimo complessivo per impresa di 150.000 euro.
L’impresa è tenuta a dichiarare, nella domanda di rimborso, il numero degli addetti a cui è riferibile l’acquisto di DPI.
Si ritiene che il rimborso ottenuto per l’acquisto di DPI costituisca per le imprese un contributo in conto esercizio, avendo il fine di compensare costi aziendali sostenuti.

Per maggiori informazioni e farsi seguire nella presentazione della domanda potete fare riferimento all’ufficio Credito CNA Pisa:

Marlene Sotomayor González
Tel. 050 876594
sotomayor@cnapisa.it

Decreto liquidità – Arrivato ok dall’UE

L’UE ha dato l’autorizzazione che mancava per rendere operative le misure previste dal decreto liquidità della scorsa settimana.

A questo punto le garanzie previste dal decreto possono essere attivate dal sistema bancario anche se al momento si stanno organizzando per rendere pienamente operativa la misura.

Di seguito i principali interventi previsti dal Decreto Liquidità.

Il decreto prevede all’art 13 una serie di misure finalizzate ad elevare le garanzie da parte dello stato a fronte di finanziamenti bancari.

In particolare tramite l’intervento del Fondo Centrale di Garanzia PMI:

  • per importi fino a 25.000 euro (ed entro il limite del 25% del fatturato risultante dall’ultimo bilancio depositato o ultima dichiarazione dei redditi inviata) è prevista una garanzia pari al 100% del finanziamento della durata fino a 72 mesi con 24 di preammortamento con un limite al tasso massimo
  • per importi superiori a 25.000 euro è prevista per finanziamenti con durata fino a 72 mesi una garanzia del 90%. Il limite del finanziamento è fissato alternativamente in:
    • 25% del fatturato 2019 (in questo caso è possibile aggiungere un’ulteriore copertura da parte di un confidi del 10% al fine di arrivare alla copertura del 100% del finanziamento a condizione che l’impresa non superi i 3,2 milioni di fatturato);
    • il doppio della spesa salariale annua del beneficiario nel 2019 (nel caso di imprese costituite dal 1° gennaio 2019 si prende a riferimento il costo salariale previsto per i primi due anni);
    • il fabbisogno per costi di capitale di esercizio e per i costi di investimento nei successivi 18 mesi.

È inoltre prevista la possibilità di rinegoziare i finanziamenti in essere: se la banca eroga almeno il 10% di nuova finanza rispetto al debito residuo sul nuovo finanziamento è possibile ottenere una garanzia dell’80%

In allegato il modulo 4bis che occorre compilare per accedere alle garanzie statali.

Si fa presente che queste misure sono solo una parte delle misure che sono a disposizione in particolare CNA, tramite FINARTCNA, si sta attivando sia con il sistema bancario, che con il Confidi che lo rappresenta, Artigiancredito, a trovare nuovi prodotti che si adattino a tutte le necessità delle imprese nostre associate.

Per questo motivo vogliamo monitorare direttamente le vostre richieste in modo da valutare come verranno applicate, rilevare le necessità e fornire assistenza anche per la compilazione.

Per informazioni, assistenza e consulenza: Ufficio Credito CNA – FinartCNA

Serena Dealessdeales@finartcna.it 050876551- 3451844137

Marlene Sotomayormsotomayor@finartcna.it 050876594 – 3428089205

Francesco Minifmini@finartcna.it 3463084288

CLICCA QUI PER SCARICARE IL MODULO

Moratoria mutui finanziamenti e leasing, come e a chi presentare la comunicazione

Tutte le banche, intermediari finanziari vigilati e altri soggetti abilitati alla concessione del credito in Italia devono accettare le comunicazioni di moratoria, se ovviamente le stesse comunicazioni rispettano i requisiti previsti dal Decreto legge “Cura Italia”.

Le comunicazioni possono essere presentate dalle imprese dall’entrata in vigore del Decreto legge “Cura Italia”, cioè dal 17 marzo 2020.

Come?
La comunicazione può essere inviata da parte dell’impresa anche via PEC, ovvero attraverso altri meccanismi che consentano di tenere traccia della comunicazione con data certa.

È opportuno che l’impresa comunque contatti la banca o l’intermediario finanziario per valutare le opzioni migliori, tenuto conto che nel Decreto legge “Cura Italia” sono previste anche altre importanti misure a favore delle imprese, ad esempio quelle che prevedono l’intervento del Fondo di garanzia PMI. Le banche possono inoltre offrire ulteriori forme di moratoria, ad esempio quelle previste dall’apposito accordo tra l’Abi e le rappresentanze di impresa, ampliato e rafforzato il 6 marzo scorso.

Nella comunicazione l’impresa deve tra l’altro autodichiarare:

    • il finanziamento per il quale si presenta la comunicazione di moratoria;
    • “di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza della diffusione dell’epidemia da COVID-19”;
    • di soddisfare i requisiti per la qualifica di microimpresa, piccola o media impresa;
    • di essere consapevole delle conseguenze civili e penali in caso di dichiarazioni mendaci ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000.

Per gestire questi rapporti ed avere maggiori informazioni e consigli potete contattare ufficio credito CNA Pisa:
deales@cnapisa.it e sotomayor@cnapisa.it

Cura Italia – Come richiedere i 600 euro

Come chiedere i 600 €? Vuoi fare domanda e non sai come fare ?
Sei un imprenditore? Hai una partita IVA ? Sei un Co.co.co? Non sei già titolare di pensione?

CNA Pisa ti può aiutare

Da quando è possibile inoltrare le richieste?
Dal 1° Aprile, data in cui sarà attiva la procedura INPS per le 600 euro di indennità

A chi spetta l’indennità?
L’indennità spetta a artigiani e commercianti iscritti alla gestione obbligatoria dell’INPS, ai lavoratori autonomi, titolari di partita IVA e professionisti iscritti alla gestione separata, ai collaboratori familiari e ai co.co.co iscritti che abbiano una posizione contributiva aperta.
IMPORTANTE
L’azienda artigiana o del commercio che abbia più soci lavoratori iscritti alla gestione INPS può richiedere una indennità per ogni socioINVECE
Chi è già titolare di una pensione non ha accesso all’indennità

Contattaci senza impegno:  
050876111
taskforce@cnapisa.it

O chiama il coordinatore sindacale del tuo settore. 

INPS – “Inadeguata e insufficiente la procedura per l’indennità agli autonomi”

CNA: “Chi ha subito più danni rischia l’esclusione”

È assolutamente inadeguata alla situazione che vivono gli imprenditori e rischia di provocare gravi disparità la soluzione prospettata dall’Inps per inoltrare la richiesta relativa all’indennità da 600 euro a favore dei lavoratori autonomi prevista nel Decreto Cura Italia. L’istituto di previdenza ha reso noto che l’indennità potrà essere richiesta attraverso il parziale utilizzo del Pin personale, che comunque occorrerà richiedere da parte di ogni singolo interessato con una procedura apparentemente semplice.

CNA ritiene che la procedura sia del tutto insufficiente in quanto costringe ogni singolo interessato a interagire con sistemi tecnologici spesso posizionati nell’azienda che magari ha l’attività sospesa, si trova in una zona non coperta dalla banda larga e non nello stesso comune. Sistemi con i quali può avere qualche difficoltà di interazione, insomma complicazione e burocrazia in un momento in cui invece la semplificazione e la rapidità dovrebbero rappresentare i tratti distintivi di qualsiasi procedura amministrativa.

Peraltro, la notevole quantità delle richieste molto probabilmente provocherà blocchi e rallentamenti nell’accesso al sito internet dell’istituto, con la forse inevitabile ma discutibile esclusione di potenziali beneficiari dell’indennità. Stiamo parlando di imprenditori che, in un momento difficile come l’attuale, hanno bisogno di sentire la vicinanza dello Stato e non la sordità di una burocrazia autoreferenziale e tecnocratica. Ricordiamo che questa indennità in molti casi può rappresentare l’unica fonte economica a disposizione.

La CNA, pertanto, è in totale disaccordo con la modalità prospettata dall’Inps e chiede che vengano prese in considerazione soluzioni più idonee e pratiche, quali l’invio massivo, attraverso gli enti di Patronato (peraltro utilizzo auspicato dal legislatore), delle relative istanze al fine di scongiurare esclusioni discriminatorie dell’accesso al beneficio sul quale, nell’attuale periodo, tutti comprensibilmente contano.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

800 mila euro per le imprese che iniziano a produrre mascherine

Il Governo premia le imprese che ampliano o riconvertono gli impianti per produrre dispositivi medici e di protezione individuale

Sono partite il 26 marzo, alle 12 (v. sito di Invitalia), le domande per ottenere le agevolazioni previste dal decreto Curaitalia (GU n.78 del 24 marzo).

Tanto più veloci saranno le riconversioni, tanto più alti saranno i contributi

Tra le misure per contenere l’emergenza epidemiologica covid-19 è prevista, infatti, la concessione di un finanziamento agevolato a tasso zero. Il finanziamento copre il 75% dell’investimento e può essere accompagnato da un contributo a fondo perduto variabile: 100% se la produzione sarà avviata entro 15 giorni, 50% entro 30 giorni e 25% entro 60 giorni.

Chi può accedere ai finanziamenti?
Le imprese costituite in forma societaria e in regime di contabilità ordinaria che effettuano investimenti tra 200mila e due milioni di euro a partire dal 17 marzo di quest’anno. L’agevolazione massima è di 800mila euro. Rispetto all’investimento, l’impresa deve garantire una copertura finanziaria pari al 25%.

Cosa coprono i finanziamenti?
L’acquisto di beni strumentali, eventuali lavori di muratura e programmi informatici.

Al progetto di investimento dovrà essere allegata una relazione tecnica asseverata che attesti la capacità produttiva dell’impresa.

#CURAITALIA INCENTIVI è la misura che sostiene la produzione e la fornitura di dispositivi medici e di dispositivi di protezione individuale (DPI) per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

Beneficiari
Gli incentivi si rivolgono a tutte le imprese costituite in forma societaria (anche le società di persone) senza vincoli di dimensione. Sono escluse le ditte individuali e le partite IVA

Progetti ammissibili
Ampliamento della capacità di una unità produttiva esistente già adibita alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale.

Riconversione di una unità produttiva esistente già adibita alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale.

Spese ammissibili

a) Opere murarie strettamente necessarie alla installazione o al funzionamento dei macchinari o impianti ad uso produttivo;

b) macchinari, impianti ed attrezzature varie commisurate alle esigenze del ciclo produttivo;

c) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;

Massimali d’investimento

Investimento minimo € 200.000,00

Investimento massimo € 2.000.000,00

Importo dell’agevolazione

Previsto un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa, rimborsabile in 7 anni, più un anno di pre-ammortamento.

Gli incentivi saranno erogati sull’investimento e il capitale circolante. Previsto un anticipo del 60% della spesa senza garanzie al momento dell’accettazione del provvedimento di ammissione alle agevolazioni.

Premialità

Il mutuo agevolato può trasformarsi in fondo perduto in funzione della velocità di intervento:

· 100% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 15 giorni

· 50% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 30 giorni

· 25% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 60 giorni

Scadenza e presentazione delle domande

Presentazione domande a partire dalle ore 12.00 del 26 marzo 2020

Per informazioni, assistenza e consulenza:

Marlene Sotomayor Gonzalez
050 876594
sotomayor@cnapisa.it

Interventi e strumenti straordinari per il credito e il sostegno alle imprese in questo momento

Quali sono gli interventi resi possibili grazie all’azione del livello nazionale e del lavoro svolto da CNA Toscana?

Il nostro sistema associativo è impegnato quotidianamente a monitorare l’evolversi della situazione per mettere in campo tutto quanto necessario a sostegno dei propri associati.

Riportiamo di seguito le misure attive:

La moratoria e le misure nazionali
La moratoria sui finanziamenti alle PMI danneggiate dalle conseguenze della diffusione del Covid-19 viene estesa ai prestiti stipulati fino al 31 gennaio 2020. Lo prevede un addendum all’accordo 2019 siglato dall’Associazione Bancaria Italiana con le associazioni di rappresentanza delle imprese, che prolunga così la possibilità di chiedere la sospensione o l’allungamento dei prestiti.

La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta fino a un anno ed è applicabile alle operazioni a medio lungo termine, anche perfezionate tramite il rilascio di cambiali agrarie e alle operazioni di leasing. In quest’ultimo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing.

Quanto all’allungamento dei prestiti, invece, viene stabilito che l’estensione della durata del finanziamento può arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento.

È inoltre previsto che le banche, ove possibile, possano applicare misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle messe nero su bianco nell’accordo stesso e nel quale si auspica, comunque, che le procedure di istruttoria siano accelerate per assicurare la massima tempestività nella risposta. L’addendum all’Accordo per il credito 2019 è stato firmato dall’ABI con CNA e con le altre associazioni di categoria.

L’ABI e le associazioni delle imprese firmatarie si impegnano a promuovere, presso le autorità europee e nazionali, una modifica delle attuali disposizioni di vigilanza riguardo le moratorie (forbearance), di fatto necessaria in una situazione emergenziale come quella di oggi.

Gli strumenti regionali voluti da CNA
La Regione Toscana ha attivato interventi per favorire l’accesso al credito delle piccole e medie imprese, nello specifico:

  • Sezione Speciale Regione Toscana del Fondo di Garanzia. L’attivazione di tale sezione, effettuata dalla Regione Toscana, permette l’incremento della garanzia dei Confidi o altri soggetti garanti fino all’80% su tutte le operazioni finanziarie concesse ai soggetti beneficiari (si tratta di operazioni di finanziamento a medio lungo termine e richiesta di affidamenti a breve termine) con controgaranzia del Medio Credito pari al 100% della garanzia (cosiddetta ponderazione zero).
  • Voucher Garanzia. La Regione Toscana mette a disposizione del cliente un contributo in conto capitale (a fondo perduto) per abbattimento del costo dell’operazione di garanzia nella misura dell’1% del finanziamento garantito con un massimo di € 5.000 a beneficiario, da calcolarsi anche su più operazioni.
  • Fondo regionale di garanzia. Il fondo concede garanzie ad accesso diretto da rilasciare a quelle imprese che, pur non avendo i requisiti per poter accedere alla sezione speciale del Fondo centrale di garanzia, hanno però i requisiti di solidità aziendale sufficienti per poter accedere a garanzie affidabili. Il fondo attualmente è previsto per sostenere le imprese in operazioni di investimento/e di capitale circolante non controgarantibili e per i consolidamenti bancari.

Artigiancredito e il Piccolo Credito
Il Consorzio Fidi Artigiancredito ha ultimato la definizione della nuova operatività ricondotta all’erogazione in forma diretta del Piccolo Credito. Tale strumento nasce in questo complicato momento dopo una forte azione politica esercitata dalla CNA che da anni, in più occasioni, ha rimarcato la necessità di trovare soluzioni alternative al sistema Bancario per sostenere e supportare le piccole e piccolissime imprese. Tale strumento riveste una grande valenza strategica e per questo dovrà essere dato in gestione in maniera prioritaria e prevalente a chi ha contribuito alla sua creazione, quindi alle Confederazioni che a loro volta dovranno privilegiare i clienti soci. Lo strumento è finalizzato a liquidità, investimenti, avvio di nuove attività e per capitale circolante fino a 25.000 euro con rimborso da 36 a 60 mesi ed un preammortamento fino a 6 mesi. Il tasso è fisso e varia in base al rating dell’azienda. L’attuale procedura è la stessa utilizzata per la richiesta della garanzia e dovrà essere verificata nella fase di attuazione ed eventualmente corretta nel caso in cui le Confederazioni valutassero modifiche migliorative per rendere lo strumento strettamente attinente alle esigenze delle imprese.

Artigiancassa
Artigiancassa, in sinergia con CNA e le altre confederazioni socie, mette a disposizione delle aziende linee di credito dedicate, per rispondere all’eventuale momentanea carenza di liquidità derivante dall’attuale situazione. Obiettivo dell’iniziativa è fornire alle Associazioni di categoria socie una risposta immediata destinata alle imprese associate coinvolte sull’intero Territorio Nazionale.

In questo contesto Artigiancassa vuole offrire alle imprese in difficoltà uno sportello di consulenza allargata, dove l’imprenditore potrà esprimere le sue esigenze agli specialisti con i quali individuare gli strumenti più adeguati tra quelli previsti dai decreti emanati e l’offerta della Banca. Lo sportello sfrutterà la tecnologia della Banca per entrare in contatto in modo virtuale con l’imprenditore che non dovrà spostarsi fisicamente.

Nel caso di chi è già cliente con finanziamento in bonis e qualora la certificazione della Banca dovesse evidenziare la necessità di un intervento di liquidità, l’importo residuo verrebbe sommato al debito attuale con un nuovo intervento di medio termine con 6 mesi di preammortamento con garanzia privata/pubblica. Per chi è nuovo cliente, medio termine con 6 mesi di preammortamento oppure finanziamento con garanzie private o pubbliche nel caso in cui sussistano i requisiti.

L’importo massimo finanziabile per liquidità non potrà eccedere i 50.000 euro.

Il processo viene attivato attraverso l’Artigiancassa Point che si occuperà di veicolare ai clienti associati una comunicazione (newsletter, video, social, altro) per illustrare l’iniziativa corredandola di un form di contatto online. Il cliente interessato compilerà il form e lo restituirà in automatico ad una casella mail dedicata e indirizzata al centro Artigiancassa. L’esperto del centro, ricevuta la mail, effettuerà una prima analisi sulla base di quanto inviato. Nel caso risultassero necessarie ulteriori informazioni verrà contattato il cliente per fissare una videointervista. Se rientra nel target al quale proporre un Medio Lungo termine informerà la sede regionale di competenza ed invierà la scheda compilata dal cliente. Il gestore informerà l’Artigiancassa Point di competenza concordando come gestire la richiesta.

Per sostenere le imprese e limitare gli spostamenti, l’intero processo Artigiancassa è full digital e non necessita, se il cliente lo ritiene, di recarsi presso la sede o l’Artigiancassa Point per completare l’operazione. L’associazione sarà comunque sempre allineata e coinvolta nelle decisioni.

Tutte le misure contenute nel presente documento saranno gestite dal personale FINARTCNA.

FINANZIAMENTI BANCARI – Procedure più rapide per la moratoria

CNA, insieme alle altre associazioni di rappresentanza firmatarie dell’Accordo per il credito 2019, ha concordato con ABI l’estensione della misura “Imprese in Ripresa 2.0”. Viene così estesa ai finanziamenti attivati al 31 gennaio 2020 la possibilità di chiedere la sospensione delle rate o l’allungamento della scadenza degli stessi. La moratoria è riferita ai finanziamenti alle micro, piccole e medie imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19”.

La sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti può essere chiesta fino ad un anno. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie e alle operazioni di leasing. In questo secondo caso, la sospensione riguarda la quota capitale implicita dei canoni di leasing.

Per le operazioni di allungamento, è invece previsto che l’estensione della durata del finanziamento possa arrivare fino al 100% della durata residua dell’ammortamento.

Nell’addendum è stato inoltre previsto che le banche, al fine di assicurare massima tempestività nella risposta, accelerino le procedure di istruttoria e ancora, ove possibile, applichino misure di maggior favore per le imprese rispetto a quelle previste nell’Accordo stesso.

Insieme ad ABI si è inoltre condiviso la necessità di potenziare ed ampliare l’operatività del Fondo di Garanzia per le PMI, e di individuare misure aggiuntive per agevolare l’accesso al credito, nonché la necessità di promuovere azioni volte a modificare alcune misure introdotte dalle Autorità europee per salvaguardare i patrimoni delle banche, che finiscono però con generare effetti nefasti su famiglie e imprese.