NUOVA SABATINI – Al via il contributo

Nuova Sabatini, al via il contributo in un’unica soluzione per le imprese

È operativa l’erogazione in un’unica soluzione del contributo ministeriale Nuova Sabatini, per le domande presentate a partire dal 1° gennaio 2021. Si tratta della principale novità introdotta dall’ultima manovra di bilancio alla disciplina agevolativa, che recepisce la proposta della CNA di accelerare la fruizione del beneficio e ridurre gli oneri burocratici a carico delle imprese.

La riforma della Nuova Sabatini

La riforma si inserisce, peraltro, nel solco già tracciato dal legislatore, con il “decreto Crescita”, prima, e con il “decreto Semplificazioni”. Questi provvedimenti subordinavano l’erogazione in unica soluzione del fondo perduto alla soglia massima dei finanziamenti deliberati (pari, rispettivamente, a 100 mila e a 200 mila euro). Tali limitazioni sono state definitivamente superate dalla legge di bilancio 2021, che estende la fruizione unica del beneficio a tutte le domande presentate a partite da inizio anno.

Il recente restyling rende ancor più interessante uno dei principali interventi agevolativi a sostegno dell’acquisto di attrezzature, impianti e macchinari nuovi da parte delle micro, piccole e medie imprese. La misura, come noto, prevede la concessione di un contributo pari al 2,75% per le spese ordinarie e al 3,575% per gli investimenti 4.0.

Il rifinanziamento della Nuova Sabatini

Ricordiamo, inoltre, che la legge di bilancio rifinanzia l’agevolazione per il 2021 con uno stanziamento di 370 milioni di euro.

Infine da segnalare che con la stessa manovra è prorogata, fino al 30 giugno 2021, la Moratoria straordinaria introdotta dal “Decreto Cura Italia”.

La sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti o dei canoni di leasing si applica anche alle imprese beneficiarie della Nuova Sabatini, anche in deroga alla durata massima di 5 anni stabilita dalla legge per i finanziamenti all’acquisto dei beni strumentali agevolati.

PNRR – Risorse alle piccole imprese per investimenti green

CNA: “Un fondo per sostenere gli investimenti di micro e piccole imprese per la transizione green e una profonda revisione della normativa ambientale” 

  • Fondo per sostenere gli investimenti di micro e piccole imprese per l’efficienza energetica e l’autoconsumo;
  • Credito d’imposta a fronte dei costi sostenuti dalle imprese per riconversione di processi e prodotti in chiave green favorendo l’economia circolare;
  • Profonda revisione della normativa ambientale eliminando le molte incongruenze che la rendono di difficile applicazione.

Sono le proposte presentate da CNA in Commissione ambiente della Camera nell’ambito delle audizioni sul Piano nazionale di ripresa e resilienza con l’obiettivo di migliorare la strategia prevista nella Missione 2 sulla transizione energetica e soprattutto definire un quadro di interventi e obiettivi più vicini alle caratteristiche della piccola impresa italiana.

CNA riconosce l’attenzione dedicata dal PNRR al tema green in termini di principi generali e obiettivi ma sottolinea che è necessaria una maggiore spinta per rimuovere una serie di lacune contenute nel documento. Al riguardo CNA auspica che il nuovo Governo modifichi il documento a partire da un aumento delle risorse destinate ai nuovi investimenti rispetto ai 36 miliardi previsti. Necessario inoltre rafforzare il capitolo dell’economia circolare con un consistente incremento di risorse rispetto ai 6 miliardi attualmente indicati nel documento.

Infine CNA confida che il PNRR oltre a definire obiettivi e misure generali sul tema green, individui in modo chiaro interventi e iniziative misurandone l’effettivo contributo rispetto agli obiettivi ambientali e climatici e al tempo stesso il concreto impatto sul sistema delle imprese.

CREDITOe NUOVE REGOLE DAFAULT: Qualche segnale positivo

Già qualche mese fa avevamo segnalato la necessità di una maggiore flessibilità nell’applicazione di regole comunitarie volte a salvaguardare i patrimoni delle banche, ma che hanno un impatto pesante sull’accesso al credito di artigiani e piccole imprese, oltre che delle famiglie.

Tra queste regole spicca l’avvio, dal 1° gennaio, dei nuovi parametri che portano banche e intermediari finanziari a classificare come default i debiti scaduti, considerando come tale un arretrato di pagamento di oltre 90 giorni anche di soli 100 euro per una piccola impresa.

Insieme alla Associazione Bancaria Italiana e alle altre Associazioni di categoria abbiamo scritto alle autorità europee, ribadendo la necessità di rivedere tempi e modalità di attuazione di regole pensate qualche anno fa, in contesti ben diversi, e che ora rischierebbero di dare il colpo di grazia ad un’economia già fortemente colpita dalla pandemia.

A fronte di queste richieste, in queste settimane sono arrivati alcuni chiarimenti che riteniamo estremamente importanti:

  • Non è previsto alcun automatismo tra la classificazione a default di un debitore e la segnalazione a sofferenza dello stesso in Centrale dei Rischi, Banca d’Italia ha infatti precisato che il provvedimento riguarda esclusivamente il modo con cui banche e intermediari finanziari devono classificare i clienti a fini prudenziali, ossia ai fini del calcolo dei requisiti patrimoniali minimi obbligatori
  • Le nuove regole non consentono più di ricorrere a compensazioni con altre linee di credito non utilizzate, ma sempre Banca d’Italia afferma che le banche, nel rispetto delle proprie policy, possono consentire utilizzi del conto che comportino un ‘rosso’ oltre la disponibilità presente sul conto ovvero, in caso di affidamento, oltre il limite del fido
  • La classificazione di default, anche in relazione ad un solo finanziamento, comporta, secondo la regola generale, il passaggio in default di tutte le esposizioni in essere nei confronti della stessa banca. Occorre precisare, però, che la banca nei confronti di una piccola impresa può decidere di applicare la definizione di default a livello di singola linea di credito, a meno che non si tratti di importi rilevanti, senza estenderla automaticamente a tutte le altre esposizioni.

Come si può notare, sono arrivati, quindi, alcuni primi chiarimenti che portano ad inquadrare il tema in modo un poco meno preoccupantePermangono, però, a nostro avviso, eccessivi spazi di discrezionalità in capo a banche e intermediari: sono loro infatti a consentire la permanenza di sconfinamenti e a decidere se considerare in default la singola linea di credito o l’intera posizione.

Per questi motivi non possiamo che apprezzare la presentazione di una mozione alla Commissione Bilancio del Senato da parte del Movimento 5 Stelle, volta a chiedere una sospensione e una modifica delle nuove regole comunitarie.

Auspichiamo che questa ulteriore iniziativa possa consentire di mantenere alta l’attenzione su un tema così delicato, ancor più in questo particolare momento storico, in cui rischia di aggravarsi la condizione di artigiani e imprese più piccole, già duramente messi in ginocchio dalla pandemia.

Molto deludente la proroga del Superbonus 110% al 2022 con la formula sei mesi più sei

CNA: “Si introducono inutili complicazioni e si alimenterà il contenzioso”

CNA giudica molto deludente la proroga del Superbonus 110% al 2022 con la formula di sei mesi più sei prevedendo gli ultimi sei mesi solo per consentire il completamento dei lavori. L’emendamento approvato alla Legge di Bilancio inoltre rischia di provocare ulteriore incertezza su uno strumento prezioso per la ripresa economica ma che già evidenzia urgenti interventi di semplificazione della procedura.

Sarebbe stato più semplice individuare un termine per l’inizio lavori, invece di nuove complicazioni

Condizionare il godimento della detrazione all’avanzamento lavori per almeno il 60% dell’intervento complessivo per i condomini entro il 30 giugno 2022 mentre le unifamiliari e con accesso autonomo dovranno terminare i fine lavori a quella data avrà due sicuri effetti negativi: raffreddare la domanda per i lavori di riqualificazione energetica degli immobili e generare un costoso e inutile contenzioso. Con quale precisione si potrà stabilire la percentuale dei lavori effettuati? Se si arriva al 58 o al 59% per cause non dipendenti dall’affidatario lavori perché viene meno l’intera detrazione? Sarebbe stato più semplice individuare un termine per l’inizio lavori, invece di nuove complicazioni.

Il Superbonus 110% rappresenta un importante volano per la ripresa economica

CNA aveva sollecitato l’estensione della proroga almeno a tutto il 2023 e l’ampliamento agli immobili strumentali. Il Superbonus 110% rappresenta un importante volano per la ripresa economica considerando che la filiera delle costruzioni assicura un rilevante effetto moltiplicatore sulla crescita. Inoltre l’incentivo rappresenta l’unico strumento efficace per consentire all’Italia di raggiungere gli ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni definiti la scorsa settimana in ambito europeo.

IMPRENDITORIA FEMMINILE: 20 milioni per le nuove imprese

Per la prima volta dopo 28 anni prende forma il fondo dedicato all’imprenditoria femminile, con misure di sostegno per l’avvio e il consolidamento delle attività e per la formazione. È un importante risultato e ad annunciarlo, alla presenza di CNA Impresa Donna, è stato il sottosegretario al ministero dello Sviluppo EconomicoGian Paolo Manzella. L’occasione è stato il  Tavolo sull’imprenditoria femminile, dove per CNA Impresa Donna è intervenuta la presidente, Maria Fermanelli.

La dotazione del fondo, previsto come il Tavolo nel disegno di Legge di Bilancio, è di 20 milioni di euro l’anno, per i prossimi due anni. Come associazione abbiamo rappresentato le nostre proposte, offrendo tutta la nostra collaborazione.

“Abbiamo dovuto attendere oltre vent’anni per vedere finalmente un intervento mirato a favore dell’imprenditoria femminile” ha commentato Fermanelli. “Del resto il fondo esiste già, ma per anni è rimasto solo sulla carta: era stato previsto da una legge 1992, entrata in vigore cinque anni dopo. Ma mai finanziata. Il Governo ha tenuto fede agli impegni assunti nel corso dei precedenti incontri e confronti. Siamo soddisfatti, soprattutto per gli investimenti in formazione”. Il fondo prevede infatti, oltre a  interventi di supporto alla nascita e alla crescita delle imprese guidate da donne, risorse da destinare alla formazione.  “Ci auguriamo che le risorse siano confermate e incrementate nei prossimi anni” ha aggiunto Fermanelli.

Tra le misure in favore dell’imprenditoria femminile previste nel disegno di Legge di Bilancio, Manzella ha infine annunciato l’avvio di un osservatorio. CNA Impresa Donna, che rappresenta in Italia oltre 60mila imprese, ha garantito tutto il sostegno per assicurare un riscontro da parte delle imprese, grazie alla sua presenza capillare su tutto il territorio nazionale.

Accordo CNA e Banca Monte dei Paschi di Siena per la ripartenza

Banca Monte dei Paschi di Siena e la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) hanno firmato un accordo che garantisce un supporto concreto agli associati ai fini della fruizione dei benefici fiscali offerti dal Decreto Rilancio, nell’ottica di un ulteriore sostegno al tessuto imprenditoriale e di un significativo contributo al processo di riqualificazione del patrimonio immobiliare italiano.

Il pacchetto di misure predisposto dalla Banca include, a condizioni particolarmente competitive, una apertura di credito della durata massima di 18 mesi. Il finanziamento potrà essere erogato a fronte dell’impegno alla cessione del credito di imposta che potrà maturare per effetto delle opere realizzate, oltre che dell’apertura di un conto corrente, esente da spese, intestato all’associato.

La Banca offre inoltre agli associati CNA una soluzione per l’acquisto dei crediti fiscali, attraverso la quale il cliente, che abbia maturato un credito d’imposta ai sensi della normativa vigente, trasferisce pro-soluto e a titolo definitivo alla Banca il credito, ottenendo il pagamento del corrispettivo in via anticipata a un prezzo di acquisto concordato.

La piena valorizzazione delle opportunità riconducibili all’accordo verrà perseguita attraverso una sistematica interazione tra le rispettive strutture territoriali, anche in funzione di specifiche esigenze riferibili alle diverse aree.

Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA, dichiara:

CNA esprime grande compiacimento per aver accresciuto l’offerta di strumenti a favore di artigiani e piccole imprese grazie alla collaborazione con un gruppo creditizio di eccellenza quale Banca Monte dei Paschi, cui è già storicamente legata. Tale cooperazione permetterà agli associati alla nostra Confederazione di usufruire dei benefici fiscali offerti dal Decreto Rilancio, procedendo con relativa tranquillità finanziaria nella propria attività e perseguendo obiettivi virtuosi dal punto di vista della sostenibilità e della tutela ambientale”.

Maurizio Bai, responsabile direzione Rete Banca Mps, spiega:

“La Banca è da sempre vicina alle imprese artigiane, ossatura del sistema economico del nostro Paese e promotrici dell’eccellenza italiana nel mondo. L’accordo sottoscritto con CNA favorisce l’accesso alle agevolazioni fiscali previste dal Decreto Rilancio e testimonia il nostro storico sostegno a questo comparto. Le agevolazioni rappresentano un volano molto importante per la ripartenza di tutto il settore e per lo sviluppo della sostenibilità ambientale, tema a cui la Banca guarda da anni con particolare attenzione”.

Trasformazione tecnologica e digitale d’impresa, incentivo ai nastri di partenza

A partire dalle ore 12 del 15 dicembre, le micro, piccole e medie imprese possono presentare domanda per accedere a “Digital Transformation”, l’agevolazione a sostegno della trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle mPmi che realizzano progetti finalizzati all’implementazione delle tecnologie abilitanti 4.0 e di soluzioni tecnologiche digitali di filiera.

La domanda, da presentare esclusivamente tramite la procedura informatica accessibile dal sito di Invitaliapuò riguardare progetti di innovazione o di investimento con costi complessivi non inferiori a 50mila euro e non superiori a 500mila euro, presentati dalle mPmi singolarmente o in forma congiunta (non più di 10 imprese). In quest’ultimo caso, il soggetto promotore capofila deve essere un Digital Innovation Hub (DIH) o un Ecosistema Digitale per l’Innovazione (EDI).

L’agevolazione è riconosciuta in misura pari al 50% del valore nominale delle spese ammissibili ed è accordata in parte nella forma di contributo a fondo perduto (10%) e in parte come finanziamento agevolato (40%).

Le domande vengono ammesse a istruttoria sulla base dell’ordine cronologico giornaliero di presentazione e fino a esaurimento delle risorse disponibili, che ammontano a 100 milioni di euro.

Per gli ulteriori approfondimenti, si rinvia alla lettura della scheda di sintesi.

Bandi e contributi vari dei Comuni della provincia di Pisa

Contributi locali, chiedi informazioni ai referenti di mestiere o ai responsabili di zona

Ci sono diverse occasioni ed opportunità da cogliere per le imprese e la attività che scaturiscono dalla programmazione di bandi e contributo da parte delle amministrazioni comunali in favore delle attività economiche.

Ad esempio il Comune Pisa ha approvato i criteri per l’assegnazione del contributo economico “una tantum” a sostegno dell’onere di locazione di immobili destinati ad attività economiche colpite dall’emergenza sanitaria Covid-19. Sono state ammesse al finanziamento, in base ai criteri indicati dal bando, 386 attività dopo che il 29 novembre scorso erano scaduti i termini per la presentazione della domanda. Per il provvedimento era stato stanziato è stato un fondo di 650mila euro.

CLICCA QUI per vedere il Bando del Comune di Pisa

Il Comune di Cascina ha appena pubblicato due bandi per tutte le attività commerciali ed artigianali:
👉 bando riguarda un contributo economico commisurato alla TARI
👉 CONCESSIONE DI UN CONTRIBUTO ECONOMICO SULLE UTENZE IDRICHE)

CLICCA QUI per vedere i Bandi del Comune di Cascina

Si possono fare altri esempi come il Comune San Miniato che ha annunciato l’uscita di un bando Contributo Fondo Perduto come sconto sulla TARI in uscita entro fine anno così come il anche il Comune Volterra con analoghe misure annunciate con sconti su tributi locali.

Il Comune di Calci ha già emanato un bando interessante reperibile al link: https://www.comune.calci.pi.it/30-notizie/1142-al-via-nuove-misure-di-aiuto-famiglie-imprese-professionisti-e-associazioni.html

Per maggiori info e essere aggiornati chiamare i responsabili di zona e di mestiere o i nostri uffici. 

Superbonus e Impresa 4.0: qui si gioca la ripresa del Paese

Il Superbonus 110% e Impresa 4.0 possono rappresentare gli elementi trainanti ai quali incardinare le politiche di ammodernamento del Paese accompagnando il rafforzamento del tessuto produttivo con un’attenzione particolare al sistema della micro e piccola impresa. E’ quanto sostiene la CNA in un articolo pubblicato su Il Foglio.

Il Piano 4.0, secondo l’Associazione, ha dimostrato di essere un efficace strumento testimoniato dalla crescita degli investimenti delle imprese del 3,5%, ha quindi innescato una prima inversione di marcia, ma occorre più tempo e strumenti più incisivi per consolidarne l’efficacia.

Il Superbonus 110%, si legge nell’articolo, rappresenta invece l’evoluzione dei vari incentivi avviati nel 1998 proprio su impulso della stessa Associazione. Se l’Italia intende centrare il target al 2030 in termini di taglio di emissioni, il Superbonus è l’unico strumento possibile. Sul piano economico, sostiene la CNA, ha le potenzialità per innescare quella scossa di cui l’Italia ha un tremendo bisogno per ripartire. Proprio per questo CNA ha elaborato una serie di proposte per potenziare e migliorare l’incentivo.

Clicca qui per leggere l’articolo.

Le misure attive per il sostegno alle attività economiche

1 Ampliamento e proroga del bonus affitti

2 Contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali nei centri storici

3 Contributo a fondo perduto per la filiera della ristorazione


1 AMPLIAMENTO E PROROGA DEL BONUS AFFITTI

Il decreto di agosto all’art. 77 di cui al link   DECRETO-LEGGE 14 agosto 2020, n. 104 – Gazzetta Ufficiale  così come modificato dalla legge di conversione del 13.10.2020 n. 126, LEGGE 13 ottobre 2020, n. 126  ha inserito tra i soggetti che possono beneficiare del bonus affitti anche le strutture termali indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo di imposta precedente, modificando la disciplina del credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda, di cui all’articolo 28, comma 3 del DL n. 34 del 2020.

Lo stesso decreto aveva prorogato il bonus per tutti fino a giugno e per le strutture turistico-ricettive con attività solo stagionale fino a luglio (il bonus è commisurato all’importo versato nel periodo d’imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio e giugno e per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno e luglio).

In sede di conversione del decreto di agosto, con la nuova lettera b-bis), viene previsto che per le imprese turistico ricettive, il credito d’imposta spetta sino al 31 dicembre 2020.

In sintesi la legge di conversione del DL Agosto modificando l’art. 28, comma 2, del decreto Rilancio (DL 34/2020) ha previsto:

  • aumento della percentuale del credito di imposta relativo all’affitto di azienda dal 30% al 50% per le strutture turistico-ricettive
  • nuova previsione di spettanza del credito di imposta per entrambi i contratti nel caso in cui, in relazione alla medesima struttura turistico-ricettiva, siano stipulati due contratti distinti, uno relativo alla locazione dell’immobile e uno relativo all’affitto d’azienda
  • proroga del bonus fino al 31 dicembre 2020 per le imprese turistico ricettive.

Il Decreto Rilancio aveva confermato il credito di imposta per le locazioni ad uso non abitativo e affitto di azienda (art 28), ricordiamo che tale credito riguarda tutte le locazioni di immobili non abitativi, non solo quelli di categoria C/1 e spetta a tutte le attività di impresa e professionali con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo di imposta 2019.

E’ un credito di imposta per i canoni di locazione, leasing, o concessione pagati da:

  • esercenti attività di impresa
  • esercenti attività di arti e professioni

I canoni di locazione devono riguardare immobili ad uso non abitativo e destinati ad attività:

  • industriale
  • commerciale
  • artigianale
  • agricola
  • di interesse turistico e termali
  • o riguardare l’esercizio di abituale attività di lavoro autonomo.

La misura del credito spetta ai soggetti suddetti per un ammontare pari al 60% del canone totale corrisposto.

In caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, il credito d’imposta spetta invece nella misura del 30% dei relativi canoni (per le strutture turistico-ricettive, il credito d’imposta relativo all’affitto d’azienda è determinato nella misura del 50%).

Il credito d’imposta è commisurato all’importo delle locazioni versate nel periodo 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno e per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionali e termali con riferimento ai mesi di aprile, maggio, giugno e luglio. Per tutti il credito d’imposta spetta a condizione che vi sia stata una diminuzione del fatturato di almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente con l’eccezione delle strutture turistiche, termali inclusi le guide e gli accompagnatori turistici, che ne beneficiano anche senza calo di fatturato.

Ne beneficiano anche gli enti non commerciali compresi gli enti del terzo settore, gli enti religiosi civilmente riconosciuti, e in relazione al canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività istituzionale.

Riepilogando:

BONUS AFFITTI

MISURA

• 60% canoni di locazione non abitativi (20% per le imprese esercenti attività di commercio al dettaglio, con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro nel 2019)

•30% in caso di affitto di azienda (50% per le strutture turistico-ricettive e 10% per le imprese esercenti attività di commercio al dettaglio, con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro nel 2019)

PER QUALI MESI SPETTA

Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel 2019

PER I MESI DI MARZO, APRILE, MAGGIO E GIUGNO

Per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale

PER I MESI APRILE, MAGGIO, GIUGNO E LUGLIO

Con la novella introdotta in sede di conversione

per le imprese turistico-ricettive IL CREDITO D’IMPOSTA SPETTA FINO AL 31 DICEMBRE 2020

REQUISITI

Diminuzione fatturato almeno il 50% rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente

Per le strutture alberghiere, termali, agenzie di viaggio e turismo e per i tour operator non è richiesta la diminuzione del fatturato

Va precisato che si prevede una non cumulabilità del credito in oggetto con il credito d’imposta di cui all’articolo 65 del decreto- legge 17 marzo 2020, n. 18 (Cura Italia) convertito in Legge n 27 che ricordiamo prevedeva un credito di imposta per i soli immobili cat. C/1.

Queste le modalità di fruizione del credito:

  • in dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa
  • ovvero in compensazione successivamente all’avvenuto pagamento dei canoni.
  • al posto dell’utilizzo diretto si può optare ai sensi dell’art 122 del Decreto Rilancio per la cessione del credito d’imposta al locatore o al concedente o ad altri soggetti, compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.


2 CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER ATTIVITÀ ECONOMICHE E COMMERCIALI NEI CENTRI STORICI
Misura ancora non attiva. 

Il decreto di agosto convertito con legge n 126 pubblicata il 13 ottobre in Gazzetta Ufficiale link LEGGE 13 ottobre 2020, n. 126  all’art.59 prevede un contributo a fondo perduto per i soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nelle zone A o equipollenti dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana che, in base all’ultima rilevazione resa disponibile da parte delle amministrazioni pubbliche competenti per la raccolta e l’elaborazione di dati statistici, abbiano registrato presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri:

a) per i comuni capoluogo di provincia, in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti negli stessi comuni;

b) per i comuni capoluogo di città metropolitana, in numero pari o superiore a quello dei residenti negli stessi comuni.

I Comuni a cui spetta il contributo sono quelli ad alta vocazione turistica e da Venezia a Bari sono 29: Venezia Verbania Firenze Rimini Siena Pisa Roma Como Verona Milano Urbino Bologna La Spezia Ravenna Bolzano Bergamo Lucca Matera Padova Agrigento Siracusa Ragusa Napoli Cagliari Catania Genova Palermo Torino Bari.

Il contributo spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020, sia inferiore a due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel corrispondente mese del 2019.

Per i soggetti che svolgono autoservizi di trasporto pubblico non di linea l’ambito territoriale di esercizio dell’attività è riferito all’intero territorio dei comuni indicati al comma 1.

L’ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del corrispondente mese del 2019, nelle seguenti misure:

  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a quattrocentomila euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a quattrocentomila euro e fino a un milione di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto
  • 5% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto

L’ammontare del contributo a fondo perduto è riconosciuto, non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Detti importi minimi sono altresì riconosciuti ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° luglio 2019.

In ogni caso, l’ammontare del contributo a fondo perduto non può essere superiore a 150.000 euro.


3 CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO PER LA FILIERA DELLA RISTORAZIONE 

Il Decreto Agosto convertito con Legge n 126 pubblicata in Gazzetta Ufficiale del 13 ottobre 2020, di cui al link LEGGE 13 ottobre 2020, n. 126  , conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104,di cui al link Testo coordinato del DECRETO-LEGGE 14 agosto 2020, n. 104  , recante: «Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia.», ed entrato in vigore il 14/10/2020 prevede un contributo a fondo perduto per:

ristoranti, mense e catering per acquisto prodotti vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche D.O.P. e I.G.P

L’art. 58 stanzia 600 milioni di euro per l’anno 2020 per sostenere le attività di ristorazione attraverso l’istituzione di un Fondo finalizzato all’erogazione di un contributo a fondo perduto per acquisto di prodotti delle filiere agricole e alimentari.

A chi spetta

Il contributo a fondo perduto spetta alle imprese con i seguenti codici ATECO:

  • 56.10.11-Ristorazione con somministrazione
  • 56-10-12-Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
  • 56.21.00-Fornitura di pasti preparati
  • 56.29.10-Mense
  • 56.29.20-Catering continuativo su base contrattuale
  • 55.10.00 Somministrazione di cibo

per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche D.O.P. e I.G.P. 

Condizione necessaria è che le imprese abbiano avuto un calo di fatturato nei mesi da marzo a giugno 2020 rispetto allo stesso periodo 2019 inferiore almeno del 25%, il testo della norma dice: inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2019. Non è richiesto nessun requisito per chi ha iniziato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019

iter del provvedimento

La Conferenza Stato Regioni ha dato il via libera al Decreto attuativo Mipaaf sul ‘Fondo ristorazione’. Il provvedimento, che sarà a breve emanato di concerto con il Ministero Economie e Finanze, stabilisce i criteri, i requisiti e le modalità di erogazione del contributo a fondo perduto destinato alle imprese del settore ristorazione per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche  DOP  e IGP, valorizzando la  materia  prima  di  territorio: il Fondo per la filiera della ristorazione, per il quale, con il Dl Agosto, sono stati stanziati 600 milioni di euro. Potranno accedere al contributo non solo i ristoranti e le mense ma anche gli agriturismi, i catering per eventi e gli alberghi (per l’attività di somministrazione di cibo).

Attraverso un meccanismo semplicissimo, l’impresa di ristorazione potrà presentare la domanda di contributo mediante il portale della ristorazione (piattaforma web di Poste Italiane) o gli sportelli di Poste Italiane. Una volta espletata la verifica del rispetto del massimale degli aiuti de minimis da parte di Poste italiane, il Ministero autorizzerà in automatico la corresponsione di un anticipo pari al 90% del valore del contributo riconosciuto, che avverrà tramite bonifico effettuato da Poste Italiane.  Entro 15 giorni dall’anticipo il soggetto beneficiario presenterà a Poste Italiane, con le medesime modalità previste per la presentazione della domanda, quietanza di pagamento degli acquisti. Una volta acquisita tale documentazione, saranno emessi i bonifici a saldo del contributo concesso

Il contributo per ciascun beneficiario potrà variare da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 10.000 euro, al netto dell’IVA.

DI SEGUITO (O IN ALLEGATO, SUL SITO…..ETC :

  • Scheda esplicativa bonus ristorazione
  • Codici ateco ristorazione

CODICI ATECO SERVIZI DI RISTORAZIONE

56.10.11 RISTORAZIONE CON SOMMINISTRAZIONE

• attività degli esercizi di ristoranti, fast-food, rosticcerie, friggitorie, pizzerie eccetera, che dispongono di posti a sedere

• attività degli esercizi di birrerie, pub, enoteche ed altri esercizi simili con cucina.

56.10.12 ATTIVITA’ DI RISTORAZIONE CONNESSE ALLE AZIENDE AGRICOLE

56.10.2 RISTORAZIONE SENZA SOMMINISTRAZIONE CON PREPARAZIONE DI CIBI DA ASPORTO

• preparazione di pasti da portar via “take-away”

• attività degli esercizi di rosticcerie, friggitorie, pizzerie a taglio eccetera che non dispongono di posti a sedere.

56.10.3 GELATERIE E PASTICCERIE

56.10.41 GELATERIE E PASTICCERIE AMBULANTI

56.10.42 RISTORAZIONE AMBULANTE

• furgoni attrezzati per la ristorazione ambulante di cibo pronto per il consumo

• preparazione di cibo per il consumo immediato presso banchi del mercato.

56.10.5 RISTORAZIONE SU TRENI E NAVI

• ristorazione connessa all’attività di trasporto, se effettuate da imprese separate.

56.21 FORNITURA DI PASTI PREPARATI (CATERING PER EVENTI, BANQUETING)

• Questa classe include la fornitura di servizi di ristorazione sulla base di accordi contrattuali stipulati con il cliente, nelle sedi stabilite dal cliente, per un evento specifico.

• servizio di catering per eventi quali: banchetti, cene di rappresentanza, matrimoni, ricevimenti, convegni, congressi ed altre celebrazioni o cerimonie.

56.29.1 MENSE

• gestione di mense (ad esempio presso fabbriche, uffici, ospedali o scuole) in concessione.

56.29.2 CATERING CONTINUATIVO SU BASE CONTRATTUALE

• fornitura di pasti preparati per imprese di trasporto, ospedali, scuole eccetera.

56.3 BAR E ALTRI ESERCIZI SIMILI SENZA CUCINA

• Questa classe include le attività di preparazione e somministrazione di bevande per il consumo immediato nei locali.

• bar

• pub

• birrerie

• caffetterie

• enoteche


‘BONUS RISTORAZIONE’
SCHEDA DEL PROVVEDIMENTO

1) SOGGETTO GESTORE

Tenuto conto di quanto previsto dal DL Agosto (art. 58, c. 6), è stato individuato Poste italiane S.p.a. quale “concessionario” della misura, il quale avrà la responsabilità di acquisire le domande, effettuare la valutazione e il controllo delle richieste e, successivamente all’autorizzazione del MIPAAF, provvedere al pagamento dell’anticipo e del saldo del contributo.

2) BENEFICIARI

Possono accedere al contributo le imprese attive nel settore della ristorazione come definite dell’art. 58, comma 2, del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, come convertito, con modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126. In particolare l’art. 58 stabilisce che possano beneficiare del contributo le imprese con codice ATECO prevalente 56.10.11 (ristorazione con somministrazione), 59.29.10 (mense) e 56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale). In fase di conversione sono stati aggiunti anche i codici 56.10.12 (attività di ristorazione connesse alle aziende agricole), 56.21.00 (catering per eventi), e limitatamente alla somministrazione di cibo, il codice 55.10 (alberghi)

Il contributo è concesso alle imprese che hanno avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019 o a quelle già attive prima di tale data qualora il fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2019.

3) ENTITA’ DEL CONTRIBUTO

Il contributo è concesso per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020 e dimostrato attraverso apposita documentazione fiscale, di prodotti agroalimentari.

Il contributo per ciascun beneficiario potrà variare da un minimo di 1.000 euro fino a un massimo di 10.000 euro, al netto dell’IVA.

Il contributo, in ogni caso, non può mai essere superiore all’ammontare complessivo degli acquisti.

4) REQUISITI RELATIVI ALL’ACQUISTO PRODOTTI AGROALIMENTARI

Per accedere al contributo, il richiedente deve aver acquistato, dopo il 14 agosto 2020, prodotti agroalimentari (inclusi prodotti vitivinicoli, della pesca e dell’acquacoltura), anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio. L’ammontare degli acquisti non può essere inferiore ai 1.000 euro né superiore a 10.000 euro, esclusa l’IVA.

Per rispondere al requisito della valorizzazione della materia prima di territorio il richiedente deve aver acquistato prodotti rientranti nelle seguenti categorie:

*prodotti da vendita diretta ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;

*prodotti ottenuti da filiera nazionale integrale dalla materia prima al prodotto finito.

Ai fini dell’attuazione della presente misura agevolativa sono considerati prioritari gli acquisti di prodotti DOP e IPG e di prodotti ad alto rischio di spreco, questi ultimi riportati nell’allegato 1 del decreto. Nell’elenco, aggiornabile con decreto del MIPAAF, compaiono prodotti rientranti nel paniere elaborato dal “Tavolo per la lotta agli sprechi e per l’assistenza alimentare” per il Programma di distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti, come latte 100 % italiano, prosciutto crudo dop e prosciutto cotto 100% italiano, olio extra vergine di oliva 100% da olive italiane e/o dop e d altri prodotti di origine italiana.

Il Soggetto beneficiario è tenuto ad acquistare almeno 3 differenti tipologie di prodotti agroalimentari e il prodotto principale non può superare il 50% della spesa totale.

5) RICHIESTA DEL CONTRIBUTO

L’impresa di ristorazione può presentare la domanda di contributo attraverso il portale della ristorazione (piattaforma web di Poste Italiane) o attraverso gli sportelli di Poste Italiane.

Dovrà essere allegato alla domanda anche copia del versamento dell’importo di adesione all’iniziativa di sostegno, effettuato tramite bollettino di pagamento, fisico o digitale (l’importo sarà determinato con successivo decreto ministeriale).

Alla domanda è inoltre acclusa un’autodichiarazione concernente:

1.gli aiuti complessivamente percepiti in regime “de minimis” o “de minimis agricolo” nell’ultimo triennio, incluso l’anno della domanda;

2.il calcolo dell’ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2020 che deve essere inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato medio dei mesi da marzo a giugno 2019 ovvero che il richiedente ha avviato l’attività a decorrere dal 1° gennaio 2019;

3.l’iscrizione dell’attività al registro delle imprese con codice ATECO prevalente;

4.l’insussistenza delle condizioni ostative di cui all’articolo 67 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159;

5.ogni altra richiesta presente nella modulistica predisposta da Poste Italiane.

L’impresa richiedente provvede altresì ad inserire sulla piattaforma della ristorazione, oppure a presentare presso gli sportelli postali i documenti fiscali (fatture e documenti di trasporto) che certificano l’effettivo acquisto e la consegna dei prodotti agroalimentari, anche non quietanzati.

L’accettazione della domanda è subordinata alla verifica di corrispondenza tra Partita IVA e Codice Ateco del richiedente e alla completezza del corredo documentale.

6) ISTRUTTORIA E CONCESSIONE DEL CONTRIBUTO

Previa verifica di completezza delle domande presentate, Poste Italiane trasmette al Ministero l’elenco dei potenziali beneficiari con specificazione del contributo da ciascuno richiesto corrispondente alle fatture presentate nella domanda.

Il Ministero, nei limiti delle risorse disponibili e sulla base dei requisiti relativi all’acquisto di prodotti agroalimentari, con proprio provvedimento determina il contributo erogabile a ciascun beneficiario. Oltre all’importo minimo di 1.000 euro, saranno ripartite le risorse residue tra i Soggetti beneficiari, fino al raggiungimento del tetto massimo (10.000 euro).

Qualora il totale dei contributi richiesti ecceda le risorse disponibili il MIPAAF procederà alla determinazione della misura del contributo concedibile in misura percentualmente proporzionale agli acquisti documentati.

Le istanze che evidenziano acquisti di prodotti DOP/IGP e di prodotti idonei ad evitare sprechi alimentari sono considerate prioritarie nell’assegnazione.

Il Ministero, sulla base dell’elenco definitivo dei soggetti beneficiari ottenuto dopo i controlli documentali e la registrazione al Registro Nazionale Aiuti (RNA) per la verifica del rispetto del massimale degli aiuti de minimis da parte di Poste italiane, autorizza la corresponsione di un anticipo pari al 90% del valore del contributo riconosciuto, che avverrà tramite bonifico effettuato da Poste Italiane.

Entro 15 giorni dall’anticipo il soggetto beneficiario presenta a Poste Italiane, con le medesime modalità previste per la presentazione della domanda, quietanza di pagamento degli acquisti.

Una volta acquisita tale documentazione, saranno emessi i bonifici a saldo del contributo concesso.

Il Ministero, prima di autorizzare il saldo, verifica il rispetto del massimale degli aiuti «de minimis» e «de minimis agricolo».

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi, non rileva altresì ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, e non concorre alla formazione del valore della produzione netta, di cui al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

7) CONTROLLI E SANZIONI

Il Ministero, mediante il proprio Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), effettua a campione, nel limite minimo del 5% delle domande, le verifiche relative ai requisiti soggettivi e a quelli relativi ai prodotti acquistati.

Il comma 8 dell’articolo 58 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126, prevede che l’indebita percezione del contributo, oltre a comportare il recupero dello stesso, è punita con la sanzione amministrativa pari al doppio del contributo non spettante.

Il pagamento della sanzione, così come la restituzione del contributo non spettante, è effettuato con modello F24.