Contributo a fondo perduto: Il chiarimento del Comune di Pisa per le zone interessate

Come avevamo chiesto in anticipo nei giorni scorsi sono arrivati i chiarimenti da parte del Comune di Pisa circa l’individuazione degli ambiti territoriali di applicazione delle misure previste dall’ Art. 59 del DL 104/2020 (Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia – pubblicato nella Gazz. Uff. 14 agosto 2020, n. 203).

Infatti il Contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali nei centri storici di cui all’art. 59 del Decreto specifica che tale contributo a fondo perduto è riconosciuto per le attività svolte nelle zone A o equipollenti.

“Ringraziamo il Comune di Pisa – si legge in una nota della CNA di PISA – per la velocità con cui ha apportato il chiarimento, in particolare gli assessori Paolo Pesciatini e Massimo Dringoli che si sono adoperati per rispondere al nostro quesito. In sostanza tuttavia l’Amministrazione Comunale di Pisa ha potuto svolgere una mera ricognizione di quelle che sono le zone considerate come equipollenti al centro storico adottando un criterio di tipo urbanistico-edilizio peraltro già ben individuabile nella disciplina attuale.

Di fatto si riscontra un notevole ampliamento delle attività interessate dal potenziale beneficio e questo è senz’altro positivo.

Ma non possiamo sottacere che questo criterio conduce ad applicare il beneficio stesso a macchia di leopardo, con numerose situazioni di potenziale iniquità.

Ci troveremo infatti di fronte ad attività commerciali ed artigianali che, pur trovandosi una di fronte all’altra o nell’isolato di fianco riceveranno trattamenti diversi. Con una che può ricevere il contributo a fondo perduto, mentre l’altra ne rimane esclusa. Come peraltro avevamo già ipotizzato.

Diamo atto al Comune che ha fatto quello che poteva fare, anche perché dare una chiave di lettura diversa potrebbe esporre a contestazioni e contenziosi. Dovrebbe invece essere evidente che sarebbe necessario fare riferimento al criterio dei flussi turistici, alla densità di attività artigianali e commerciali, alla presenza di pubblico e non ad un criterio, per così dire, di storicità dell’insediamento.

Abbiamo chiesto che a livello nazionale – si conclude la nota CNA – venga fatta chiarezza sullo spirito e la ratio della norma che con ogni evidenza vuole dare un sostegno aggiuntivo a tutela delle attività che sono legate principalmente ai flussi turistici così drammaticamente penalizzati dalla pandemia. Ma appunto il criterio adottato per individuare le zone più turistiche delle città (cioè i centri storici) secondo noi è da rivedere perché rischia di essere fuorviante. Restano da chiarire a livello nazionale come abbiamo già peraltro fatto anche altri aspetti legati ai taxi e ncc che rientrano nella misura e su cui siamo in attesa”.

Per comodità di lettura si riporta di seguito la nota esplicativa del Comune di PISA:

“Secondo le Norme Tecniche di attuazione del Regolamento Urbanistico del Comune di Pisa ed in specifico l’art. 04.14 Zone Omogenee la Zona omogenea A di cui al DM 1444/68 è individuata dalle seguenti aree:

·                Centro Storico

·                Ambiti di impianto pre-urbano originari (C1a)

·                Ambiti di impianto pre-urbano morfologicamente alterati (C1b)

·                Ambiti di impianto urbano storico originario con tessuto compatto (C2aA)

·                Ambiti di impianto urbano storico originario a villaggio unitario (C2aB)

·                Ambiti di impianto urbano storico originario con tessuto rado (C2aC)

·                Ambiti di impianto urbano storico originario a case a schiera (C2aD)

·                Ambiti di impianto urbano storico morfologicamente alterati (C2b)

 

Per la verifica della zona omogenea di appartenenza si dovrà far riferimento alla cartografia del Regolamento Urbanistico vigente, reperibile sul sito Urbanistica del Comune di Pisa al seguente indirizzo web: https://www.comune.pisa.it/it/ufficio-scheda/21821/Regolamento-Urbanistico-vigente.html

 

Da domenica 15 novembre la Toscana diventa zona rossa

La toscana è entrata in Zona Rossa

Lo ha annunciato il presidente della Toscana Eugenio Giani con ‘sorpresa e amarezza’ per la decisione presa dal Comitato Tecnico Scientifico e dal Ministero della Salute.

Ecco di seguito le attività commerciali e di servizio che possono restare aperte: 

COMMERCIO AL DETTAGLIO
– Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati con prevalenza di prodotti alimentari e bevande (ipermercati, supermercati, discount di alimentari, minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimenti vari)

– Commercio al dettaglio di prodotti surgelati

– Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici

– Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2), ivi inclusi gli esercizi specializzati nella vendita di sigarette elettroniche e liquidi da inalazione

– Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati

– Commercio al dettaglio di apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)

– Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiali da costruzione (incluse ceramiche e piastrelle) in esercizi specializzati

– Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari

– Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per l’agricoltura e per il giardinaggio

– Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione e sistemi di sicurezza in esercizi specializzati

– Commercio al dettaglio di libri in esercizi specializzati

– Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici

– Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio

– Commercio al dettaglio di confezioni e calzature per bambini e neonati

– Commercio al dettaglio di biancheria personale

– Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo libero in esercizi specializzati

– Commercio di autoveicoli, motocicli e relative parti ed accessori

– Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli in esercizi specializzati

– Commercio al dettaglio di medicinali in esercizi specializzati (farmacie e altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica)

– Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati

– Commercio al dettaglio di cosmetici, di articoli di profumeria e di erboristeria in esercizi specializzati

– Commercio al dettaglio di fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti

– Commercio al dettaglio di animali domestici e alimenti per animali domestici in esercizi specializzati

– Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia

– Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento

– Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini

– Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali

– Commercio al dettaglio ambulante di: prodotti alimentari e bevande; ortofrutticoli; ittici; carne; fiori, piante, bulbi, semi e fertilizzanti; profumi e cosmetici; saponi, detersivi ed altri detergenti; biancheria; confezioni e calzature per bambini e neonati

– Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet, per televisione, per corrispondenza, radio, telefono

– Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici


SERVIZIO ALLA PERSONA
– Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia

– Attività delle lavanderie industriali

– Altre lavanderie, tintorie

– Servizi di pompe funebri e attività connesse

– Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere

LEGGI IL TESTO INTEGRALE DEL DPCM CLICCANDO QUI

 

DL Ristori: Soddisfazione dei fotografi

“Il Governo ha riconosciuto le legittime esigenze dei fotografi ed ha Inserito le attività fotografiche tra quelle destinatarie del contributo a fondo perduto”. C’è soddisfazione nelle parole di Antonio Barrella, portavoce nazionale dei fotografi CNA, a fronte della netta correzione di rotta imposta al Decreto Ristori nel cui allegato è stata ampliata la platea dei destinatari e sono stati inseriti settori dimenticati, come quello dei fotografi, dalla prima versione del decreto.

“L’essere riusciti a far ricomprendere anche le attività fotografiche, prima escluse, nelle misure a sostegno dei settori più direttamente interessati dalle misure restrittive – ha proseguito Barrella – è frutto dell’azione sindacale che la nostra Confederazione è riuscita ad intraprendere con successo a favore della categoria. Il Governo – afferma il portavoce dei fotografi CNA – ha finalmente compreso le difficoltà di un settore fortemente legato agli eventi (concerti, eventi sportivi, di intrattenimento, culturali, matrimoni e cerimonie religiose, NDR.) in un momento in cui, causa la pandemia, questi eventi non si sono potuti svolgere ed ancora non è dato sapere quando potranno riprendere a svolgersi”.

Toscana in zona arancione dall’11 novembre: le principali novità

Si riassumono le principali novità:

a) è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori della zona arancione e fra i comuni della stessa. È consentito derogare ai divieti di spostamento, sia in entrata e che in uscita, dai territori regionali di cui al comma precedente (c.d. zona arancione) per:

• Comprovate esigenze lavorative

• Situazioni di necessità o motivi di salute

• raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti ai sensi del presente decreto.

In presenza di esigenze di lavoro che richiedono spostamenti in entrata e uscita da tali territori e fra comuni diversi da quello di residenza si consiglia di fare dotare i lavoratori del modello di autodichiarazione debitamente compilato che attesti tali necessità, da esibire in caso di controlli.

Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita.

È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

b) è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione,

È consentito derogare ai divieti di spostamento in comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione per:

• Comprovate esigenze lavorative

• Esigenze di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.

In presenza di esigenze di lavoro che richiedono spostamenti in comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione del lavoratore, si consiglia di fare dotare i lavoratori del modello di autodichiarazione debitamente compilato che attesti tali necessità, da esibire in caso di controlli.

Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio.

Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Con riferimento ai lavoratori dipendenti sospesi dall’attività, è possibile fare ricorso agli ammortizzatori sociali legati all’emergenza Covid-19.

DL Ristori: Si amplia la platea ma servono correzioni

CNA: “Ampliata la platea ma penalizzati gli artigiani della ristorazione e ingiustificata l’esclusione delle lavanderie professionali.  Forte preoccupazione per l’allargamento delle restrizioni”

Il nuovo decreto ristori pubblicato in Gazzetta Ufficiale introduce l’automatismo auspicato da CNA tra chiusure di attività per contenere il virus e il riconoscimento dei contributi a fondo perduto. Tuttavia artigiani e piccole imprese guardano con preoccupazione alle restrizioni introdotte in altre sei regioni che lasciano prefigurare una fase molto difficile per l’andamento dell’economia con notevole incertezza sulla durata dell’emergenza e sugli effetti pesanti che avrà sull’intero sistema produttivo.

Comunque la Confederazione accoglie positivamente che il provvedimento abbia ampliato la platea inserendo settori dimenticati nel precedente decreto come i bus turistici, i fotografi e le lavanderie industriali.

CNA lamenta invece il trattamento riservato agli artigiani della ristorazione ai quali viene riconosciuto un ristoro pari soltanto al 50% del precedente. “Auspichiamo che in fase di conversione del provvedimento – sottolinea il Presidente nazionale CNA Daniele Vaccarino – il Parlamento alzi il contributo al 200% come per le altre attività della ristorazione. Allo stesso modo sollecitiamo il legislatore ad inserire le lavanderie professionali, ingiustificatamente escluse tra i beneficiari dei contributi”.

Nuovo decreto Ristori, contributi a fondo perduto, ampliate le categorie

Il comma 1 sostituisce l’elenco richiamato dall’articolo 1 del decreto-legge n. 137 del 2020, allo scopo di estendere la platea dei soggetti beneficiari del contributo a fondo perduto ivi previsto. In particolare, al suddetto elenco sono aggiunti alcuni codici ATECO con le relative percentuali di calcolo del contributo a fondo perduto, per tutto il territorio nazionale. I contributi vanno dal 100%fino al 200% del contributo a

Per capire se spetta il contributo e le modalità con cui poterlo ottenere è bene contattare i rispettivi coordinatori sindacali di categoria o mestiere oltre che gli addetti del servizio contabilità per le imprese utenti di CNA Servizi Pisa.

Toelettatori dimenticati dal Dpcm

È necessario un intervento tempestivo affinché le attività di toelettatura siano consentite anche all’interno delle zone rosse individuate dalle ordinanze del Ministero della Salute.

È quanto chiede la Federazione Nazionale Toelettatori, affiliata alla CNA, ricordando che la categoria rientra nei servizi alla persona, e tuttavia è evidente che sussistono le condizioni per continuare a svolgere in totale sicurezza e nel rispetto dei protocolli vigenti questa attività.

È necessario consentire ai proprietari di mantenere la pulizia dei propri “amici”, anche in virtù di un aspetto fondamentale: l’attività di toelettatura consente di rispettare la massima distanza di sicurezza tra gli operatori e i proprietari degli animali.

Alla luce di questa considerazione, lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico, in occasione del lockdown di marzo, aveva riconosciuto con proprio decreto la possibilità per le imprese di toelettatura la riapertura anticipata rispetto alle altre attività di servizi alla persona.

Mai come in questo anno, in uno stato di costante emergenza sanitaria con le difficoltà economiche e lavorative che questo ha comportato, il settore sente il bisogno di riaffermare la necessità di un riconoscimento da parte delle istituzioni del ruolo sociale e della rilevanza economica che le imprese di toelettatura hanno guadagnato negli ultimi anni.

DPCM – Le chiusure sono reali, ma non si ha traccia del Decreto Ristori

Le chiusure sono una certezza ma del nuovo decreto ristori ancora non c’è traccia. La CNA sollecita il Governo a varare con urgenza il provvedimento per erogare rapidamente i contributi alle migliaia di imprese che hanno dovuto sospendere l’attività con l’entrata in vigore del Dpcm.

La Confederazione ritiene assolutamente necessario un automatismo tra i provvedimenti restrittivi per il contenimento del virus ed i ristori a favore delle imprese. Nello specifico CNA chiede all’Esecutivo che il meccanismo dei ristori tenga conto dell’intera filiera produttiva e sollecita l’ampliamento della platea a partire dalla correzione della incomprensibile esclusione degli artigiani della ristorazione come pizzerie a taglio, rosticcerie e gastronomie. Infine è necessaria la sospensione delle imposte.

Reinserire l’attività di estetista tra le consentite nelle zone rosse

CNA Benessere e Sanità apprezza che il nuovo Dpcm sulle misure di contenimento consenta ai parrucchieri di proseguire l’attività anche nelle zone rosse. Si tratta di servizi alla persona che hanno sempre garantito il massimo rispetto dei protocolli di sicurezza e non rappresentano in alcun modo fonte di contagi come rivendicato da CNA Benessere e Sanità. Anzi, in moltissimi casi le misure di sicurezza adottate da questi artigiani sono più stringenti e rigorose rispetto a quanto prevede la normativa.

Per questi motivi sorprende la incomprensibile esclusione dei servizi di estetica dalle attività che possono operare nelle zone rosse. Al pari degli acconciatori hanno sempre garantito altissimi standard di sicurezza per loro stessi e soprattutto per i clienti. La loro esclusione risulta pertanto priva di motivazioni oggettive. CNA Benessere e Sanità chiede, quindi, l’immediato reinserimento dell’attività di estetista tra quelle consentite anche nelle zone rosse.

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DPCM – CNA: “Bene che le attività produttive restino aperte anche nelle zone rosse”

“Subito un importante intervento per indennizzi adeguati e tempestivi”

L’architettura del nuovo Dpcm a giudizio della CNA presenta un difficile equilibrio tra le primarie esigenze di salute pubblica e quelle economiche, affermando il principio che spegnere completamente i motori del tessuto produttivo e commerciale comporterebbe un prezzo insostenibile per un Paese già profondamente provato da una crisi economica e sociale senza precedenti. È positivo che anche nelle zone rosse molte attività produttive non subiscano restrizioni.

CNA auspica che le autorità centrali e gli enti locali sappiano gestire con responsabilità e ragionevolezza l’applicazione delle nuove misure di contenimento

CNA auspica che le autorità centrali e gli enti locali sappiano gestire con responsabilità e ragionevolezza l’applicazione delle nuove misure di contenimento e il monitoraggio per la classificazione di rischio territoriale. La Confederazione rinnova l’invito al Governo a riprendere il confronto costante con le parti sociali che hanno dimostrato senso di responsabilità e spirito di collaborazione nella gestione dell’emergenza e nel costruire il rilancio del Paese.

CNA ribadisce la necessità che il Governo predisponga già nelle prossime ore un piano di indennizzi adeguati

CNA ribadisce la necessità che il Governo predisponga già nelle prossime ore un piano di indennizzi adeguati e coerenti alla flessione dei consumi e soprattutto un sistema tempestivo per l’erogazione dei contributi. È evidente che la seconda ondata del virus richiede una adeguata risposta finanziaria da parte dello Stato per consentire la sopravvivenza di migliaia di imprese e la salvaguardia di milioni di posti di lavoro anche nei settori non direttamente interessati a questo provvedimento che comunque subiscono. Insieme ai ristori CNA chiede di procedere con tempismo a un piano complessivo per rilanciare l’economia nazionale.

Emergenza COVID: Pubblicato il nuovo DPCM in vigore dal 6 novembre al 3 dicembre

Per adesso la Toscana è in zona gialla, ma dipenderà dall’evolversi delle prossime settimane, quindi l’attenzione va tenuta sempre alta sul il rispetto rigoroso delle misure di prevenzione.

La logica dell’ultimo DPCM uscito il 3 novembre prevede chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio, alla quale appartiene ogni Regione; la suddivisione del paese sarà in tre aree (rossa, arancione, verde) a seconda del rischio sanitario accertato con Ordinanza del Ministero della Salute.

Le attività di parrucchieri e barbieri resteranno aperti anche nelle aree rosse, dove però sarà previsto il divieto di mobilità e la chiusura dei negozi, bar e ristoranti (questi ultimi due rimarranno chiusi anche nelle zone arancioni).

Classificazione definitiva delle Regioni

Le attività di parrucchieri e barbieri resteranno aperti anche nelle aree rosse, dove però sarà previsto il divieto di mobilità e la chiusura dei negozi, bar e ristoranti (questi ultimi due rimarranno chiusi anche nelle zone arancioni).

Classificazione definitiva delle Regioni

ZONA GIALLA
Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo, Basilicata, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, province di Trento e Bolzano, Sardegna, Umbria, Veneto

ZONA ARANCIONE
Puglia, Sicilia

ZONA ROSSA
Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta

Cosa si potrà fare e cosa no, zona per zona? 

Sono adottate misure valide su tutto il territorio nazionale fra cui:

-dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

-nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole

-sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente (v. bar e tabaccherie).

Le disposizioni del Dpcm si applicano dal 6 novembre al 3 dicembre 2020

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