CNA PISA Horeca e Turismo: Puntare al pubblico locale, più sinergie con qualità e prodotti del territorio

Si sono riunite in forma congiunta le Presidenze dei mestieri di CNA Pisa Turismo e Commercio e HoReCa e in una nota hanno annunciato le prossime iniziative.

Pisa deve ripartire dai pisani, quindi oltre la Torre con il suo turismo, fondamentale sicuramente e l’Ateneo con il suo indotto – si legge nella nota congiunta –. Lo si deve fare con eventi, attrazioni e servizi mirati. La città deve insomma puntare a “ritrovare” tra i suoi clienti i pisani, ovvero coloro che vivono ed animano questa città. Solo così tutto il tessuto economico potrà tirare un respiro di sollievo. Un percorso che inizia adesso, ma che dovrà essere il faro per un rilancio a lungo termine. E’ questa l’idea sulla quale punta CNA Horeca e Turismo, andando oltre le polemiche. Come CNA Horeca troviamo giusta l’idea dell’assessore Pesciatini e della giunta di chiudere il lungomare e di Via Maiorca anche se con orari di chiusura diversi, e bisogna puntare su di una progettualità futura per attrarre turisti, ma soprattutto occorre che i pisani, tornino a vivere la città e il suo litorale”. Horeca Cna ha messo sul tavolo dell’assessore alle attività produttive nel corso di un incontro proposte e progetti.

L’idea di fondo – sostiene HoReCa CNA – è quella di ripartire dal proprio interno, affinché il ‘pisano’ torni a vivere il proprio territorio. Questo è possibile solo investendo concretamente in offerte promozionali che abbiano lo scopo di attrarre i propri cittadini, visto che i turisti stranieri e gli universitari mancano. Dobbiamo insomma ripartire dall’interno per creare un futuro che veda Pisa oltre la Torre e l’Ateneo.

Non più, quindi, una città da turismo mordi e fuggi, ma un punto di riferimento per chi vuole trascorrere vacanze di qualità anche a pochi chilometri da casa.

Le premesse per ripartire secondo CNA ci sono. Pisa e la sua provincia hanno un territorio ricco di offerte che spesso non trovano un risconto concreto, ma attraverso progetti mirati è necessario intercettare la domanda anche dei propri residenti.

piFra le proposte esposte anche all’assessore Paolo Pesciatini del Comune di Pisa, si è parlato della creazione di eventi ad hoc, della gestione integrata ed efficace dei trasporti pubblici estesi anche negli orari notturni, dei parcheggi scambiatori da rendere sicuri e meglio collegati al centro città. Infine sono state avanzate ipotesi di promozione e di sinergie con il settore dell’artigiano locale sempre più in difficoltà, fino ad una collaborazione stretta con il comparto alberghiero per un efficace richiamo turistico. Misure – conclude CNA – sulle quali l’amministrazione comunale si è mostrata interessata”.

Tutte le novità dal primo luglio: dall’ecobonus al bonus vacanza

Quest’anno il primo luglio c’è chi lo definisce come un “mezzo capodanno”

Molte sono infatti le novità riguardo gli incentivi e i crediti d’imposta che scatteranno con l’obiettivo di combattere la crisi economica post Covid19.

Questa scadenza interessa, infatti, vari interventi, il superbonus del 110% per le ristrutturazioni green, in primis. Lo sconto fiscale, spalmato per 5 anni, vale per la riqualificazione energetica degli edifici e per la messa in sicurezza anti-sismica. Sia nel caso di opere che riguardano i condomini che le unità indipendenti ci deve essere o la coibentazione dell’edificio e/o la sostituzione della centrale termica/caldaia con una ad alta efficienza. Sono escluse le seconde case ed edifici non residenziali.

Uno strumento pensato per dare una risposta alla crisi del turismo e previsto proprio dal decreto Rilancio è il bonus vacanze. L’agevolazione che è destinata ai nuclei familiari con un reddito ISEE non superiore a 40mila euro, per il pagamento di servizi offerti in Italia dalle imprese turistico-ricettive, gli agriturismi e i bed&breakfast aderenti, spetta nella misura di 150 euro per i nuclei composti da una sola persona e fino a 500 euro per i nuclei da 3 o più persone. Si può utilizzare per l’80% sotto forma di sconto per il pagamento del servizio turistico e per il 20% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi. Potrà essere richiesto fino al 31 dicembre di quest’anno.

Meno contanti per favorire l’avanzata dei mezzi di pagamento digitali: dal 1° luglio scatta un nuovo tetto all’uso del contante che scenderà da 3mila a 2mila euro mentre diminuirà l’onere in capo a esercenti e professionisti per i pagamenti con carte e bancomat. Una strategia cashless, obbligatoria ma di tipo non sanzionatorio, che prevede il credito d’imposta del 30% sulle commissioni date dalle transazioni degli strumenti tracciabili. Il credito di imposta maturato sarà utilizzabile in compensazione a decorrere dal mese successivo a quello in cui la spesa è stata sostenuta.

Da luglio 16 milioni di lavoratori dipendenti avranno una busta paga più pesante. Come? Attraverso un beneficio deciso con l’ultima legge di Bilancio che arriva in parte come aumento in busta paga e in parte come riduzione delle prossime imposte fino a dicembre 2020.  L’intervento interessa direttamente sia i lavoratori dipendenti del privato sia una buona parte dei dipendenti pubblici, con redditi annui fino a 40 mila euro. Per chi già beneficiava del bonus Renzi (tra 8mila e 24mila euro di reddito) l’importo passa così da 80 a 100 euro al mese, che andranno anche a chi ha redditi tra 24 e 28mila euro.

Occhio alle scadenze anche per gli assegni familiari. Da mercoledì via alle richieste online per i dipendenti del settore privato che possono presentare le domande per ottenere il riconoscimento degli assegni al nucleo familiare validi dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2021. La richiesta va presentata all’Inps solo per via telematica.

Il calendario fiscale – ultimo, non per importanza – vede la fine del periodo di moratoria previsto per gli adempimenti il cui termine naturale sarebbe scaduto tra l’8 marzo e il 31 maggio. Come, ad esempio, la registrazione dei nuovi contratti di locazione o comodato.

Attenzione, quindi, a questa data. Potrebbe tornarci utile.

Disposta la proroga dei versamenti

Come da noi anticipato è stata ufficializzata la proroga dei termini di versamento delle imposte derivanti dal Modello Redditi, dalla dichiarazione annuale Iva e dalla dichiarazione Irap, dei Contributi Previdenziali IVS e del Diritto Camerale.

Il relativo DPCM, portante data 27 giugno 2020, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 29 giugno 2020. Le modalità della proroga sono le stesse già previste in analoghi provvedimenti emanati in anni precedenti.

Ecco il testo integrale:

Art. 1

Differimento per l’anno 2020 dei termini di effettuazione dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni fiscali:

1. I soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze, tenuti entro il 30 giugno 2020 ai versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi e dell’imposta sul valore aggiunto correlata agli ulteriori componenti positivi dichiarati per migliorare il profilo di affidabilità, nonché dalle dichiarazioni dell’imposta regionale sulle attività  produttive, ove non sussistano le condizioni per l’applicazione dell’art. 24 del decreto-legge n. 34 del 19 maggio 2020, effettuano i predetti versamenti:

a) entro il 20 luglio 2020 senza maggiorazione;

b) dal 21 luglio al 20 agosto 2020, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano, oltre che ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale o che presentano cause di esclusione o di inapplicabilità dagli stessi, compresi quelli che adottano il regime di cui all’art. 27, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, nonché quelli che applicano il regime forfetario di cui all’art. 1, commi da 54 a 89 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aventi i requisiti indicati nel medesimo comma 1.

PENSIONATI – Arriva la quattordicesima con il rateo pensionistico di luglio

Arriva la quattordicesima con il rateo pensionistico di luglio per circa tre milioni e mezzo di italiani. L’importo varierà tra 336 e 655 euro, a seconda del reddito e degli anni di contributi versati.

Ma non basta. L’Inps ha comunicato che è stata estesa anche al mese di luglio l’anticipazione del pagamento delle rate di pensione per tutti i pensionati italiani.

Dal 24 giugno sono partiti i primi assegni per le lettere A-B.

Quattordicesima, quali sono i destinatari

La quattordicesima mensilità spetta a chi abbia almeno 64 anni di età e disponga di un reddito complessivo fino 2 volte il minimo Inps: orientativamente compreso tra i 10mila e 13mila euro anni. La quattordicesima non spetta però ai titolari di pensione di invalidità civile, pensione o assegno sociale, rendite Inail e pensione di guerra.

Quali sono gli importi

L’Inps distingue fra chi guadagna sino a 1,5 volte il trattamento minimo e 2 volte. Diversi importi, inoltre, si hanno se si tratta di un lavoratore dipendente o autonomo rispettivamente con un minimo di 15 sino ai 28 anni di contributi. Nel caso di un guadagno sino a 1,5 volte il trattamento minimo, la quattordicesima varia da 336 a 655 euro.

Per chi ha un reddito pari a 2 volte il minimo Inps l’importo, per autonomi e dipendenti con contributi che vanno complessivamente dai 15 ai 28 a secondo delle due categorie, gli importi variano da 336 a 504 euro.

Pagamento delle prestazioni relative alla mensilità di luglio

In arrivo l’anticipo della pensione anche a luglio per le rate di pensione, degli assegni, delle pensioni e delle indennità di accompagnamento erogate agli invalidi civili, che avverrà secondo scaglioni, suddivisi in base alle iniziali del cognome del titolare della prestazione.

L’Inps, infatti, ha comunicato che, al fine di consentire a tutti i beneficiari dei pagamenti di recarsi presso gli uffici postali in sicurezza e nel rispetto delle misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19, l’anticipazione del pagamento delle pensioni avverrà in base ai seguenti scaglioni:

• A-B mercoledì 24 giugno
• C-D giovedì 25 giugno
• E-K venerdì 26 giugno
• L-O sabato 27 giugno
• P-R lunedì 29 giugno
• S-Z martedì 30 giugno

Ciascun ufficio postale tuttavia esporrà il calendario dei pagamenti, che potrà presentare variazioni per tener conto delle specificità locali. È pertanto opportuno, consiglia l’Inps, consultare il calendario dell’ufficio postale presso cui si riscuote la prestazione.

Pensione da richiedere o dubbi sulla quattordicesima? La soluzione al Patronato Epasa Itaco

Ogni anno con l’arrivo del rateo della quattordicesima mensilità molti pensionati con assegni bassi si chiedono se possono rientrare o meno nei parametri stabiliti dall’Inps. L’erogazione della quattordicesima è in realtà automatica, ma si può controllare la propria situazione reddituale e pensionistica recandosi al Patronato Epasa-Itaco avvalendosi di una consulenza ad hoc.

Sul sito del Patronato Epasa-Itaco è possibile trovare la sede più vicina a casa propria e usufruire di servizi di consulenza in presenza, su appuntamento, oppure on-line per presentare domande o spedire documenti.

La pensione che verrà

Sul fronte previdenziale è importante occuparsi con calma della propria situazione contributiva con qualche tempo di anticipo dalla domanda vera e propria di pensione. Presso gli sportelli del Patronato Epasa Itaco è possibile controllare anche quale tipo di domanda è meglio fare e se si rientra in alcune tipologie di pensionamento (quota 100, opzione donna, anticipo pensionistico come APE sociale e così via).

È possibile anche effettuare un controllo dei propri contributi versati nel corso della propria carriera lavorativa orientando così le proprie scelte anche tenendo conto della pensione che verrà o potrà arrivare.

LITORALE – CNA Pisa: “Anche via Maiorca, la sera, va chiusa al traffico”

“La chiusura alle auto del litorale ha dato ‘centralità’ a Marina di Pisa”

.CNA Pisa interviene sul tema chiusure al traffico sul litorale pisano, con una nuova proposta. Una proposta emersa con nettezza in seguito alla capillare consultazione degli operatori economici di via Maiorca condotta da CNA Pisa HoReCa.

“Anche via Maiorca la sera va chiusa al traffico – si legge in una nota della CNA di Pisa – secondo noi l’orario ottimale è dalle 20 alle 24 nei giorni feriali, per arrivare all’una nel fine settimana in modo da non interferire o almeno limitare al massimo i disagi, alle attività commerciali che fino alle 21 sono aperte magari riservando alcuni stalli di sosta nelle vie immediatamente limitrofe proprio per la clientela degli esercizi commerciali. Con questo orario si estenderebbe la possibilità anche alle attività come ristoranti bar e altri esercizi di via Maiorca di beneficiare della iniziativa di chiusura del lungomare. Una decisione, questa della chiusura alle auto, che ci sentiamo di condividere, ma sulla quale occorrerà individuare un momento di verifica e di eventuale correttivo a fine stagione.

E nel conto vanno messe anche le esigenze dei cittadini residenti oltre che dei frequentatori, con una circolazione che snellisca i flussi di traffico e con idonee possibilità di parcheggio, magari con zone dedicate ai residenti stessi.

Già sin d’ora però si può notare che la sera, la chiusura alle auto del Lungomare funziona alla grande ed ha dato una straordinaria ‘centralità’ a Marina di Pisa. Quindi è una direzione corretta rispetto alla quale occorre, con grande attenzione, limitare i risvolti negativi e massimizzare quelli positivi.

Durante il giorno invece (del resto come declamava il D’Annunzio “ O Marina di Pisa quando folgora il solleone….) vuoi perché vengono preferiti i locali balneari, vuoi perché ancora non è diventata una abitudine, la frequentazione della passeggiata e dei locali è ancora minima. Magari nelle stagioni più fresche potrà essere il contrario e quindi occorre capire bene il susseguirsi delle stagioni, e graduare di conseguenza con il mutare delle esigenze e delle aspettative, anche orari e modalità di accesso al litorale ed al lungomare. Occorrono secondo noi, gradualità e flessibilità per arrivare alle condizioni ottimali senza pregiudizi e con la giusta dose di innovazione

Come ultima proposta e come già detto anche in altre occasioni, occorre pensare ad un potenziamento dei servizi di trasporto pubblico anche la sera/notte e introdurre anche la possibilità di integrarlo con il servizio taxi ed ncc: le categorie sarebbero ben disponibili a esaminare opportunità e avanzare proposte operative”.

TURISMO – Come rilanciare un settore strategico

Oltre 300mila imprese e un milione di lavoratori guardano all’estate con speranza per la ripartenza del turismo. E’ fondamentale che gli italiani rispondano in massa per compensare almeno in parte la perdita di turisti stranieri. Bisogna evitare che uno dei settori trainanti dell’economia italiana entri in una spirale negativa. È quanto evidenziato da CNA Turismo agli Stati Generali del turismo a Villa Pamphilj dove hanno partecipato Marco Misischia e Cristiano Tomei, rispettivamente Presidente e Coordinatore nazionale di CNA Turismo e Commercio.

I danni sin qui registrati sono enormi. Solo nel primo trimestre 2020 per l’intera filiera del turismo si stima una perdita di 15,6 mld di euro. Al termine del secondo trimestre le perdite stimate potrebbero arrivare a 25,3 miliardi pur considerando una graduale ripartenza degli spostamenti e dei viaggi dopo il termine del lockdown. Il bilancio dei primi sei mesi rischia di presentare una perdita di 41 miliardi di euro. Si tratta di un valore enorme considerato anche che nel 2019, in presenza di una stagione turistica ordinaria, il fatturato realizzato aveva sfiorato i 57 miliardi di euro.

La perdita più consistente riguarderà il settore della ricettività (-13 miliardi di euro) ma il crollo del fatturato investirà in ogni caso tutta la filiera: la ristorazione (- 6,9 MLD di euro), lo shopping turistico (-6,1 MLD di euro), i trasposti turistici gestiti da imprese private (-6,7 MLD di euro), le agenzie di viaggio con (-2 MLD di euro), la cultura (-2,7 MLD di euro) e le escursioni e il turismo esperienziale (- 3 MLD di euro).

Davanti a una crisi così profonda, CNA ha sostenuto precise istanze per affrontare l’emergenza che hanno trovato risposte dal governo nel Decreto Rilancio a partire dal bonus turismo per promuovere la ripartenza nell’immediato del settore . Inoltre l’estensione della durata delle concessioni demaniali fino al 2033 in tutti i comuni costieri italiani al fine di dare stabilità al comparto turistico marittimo, settore tra i primi ad essere interessato alla ripartenza turistica soprattutto nel periodo tra luglio e settembre.

Le altri principali misure riguardano l’ampliamento del sostegno per gli affitti degli immobili adibiti ad attività ricettive e commerciali, dell’alberghiero e dell’extra alberghiero, delle agenzie di viaggio/tour operator; il sostegno al reddito delle imprese, l’esenzione di imposte e tributi locali per il periodo dell’emergenza sanitaria; la sospensione di utenze commerciali che non possono risentire di imputazioni di oneri e interessi;

Agli Stati Generali, CNA ha avanzato proposte di lungo termine per il settore partendo da un piano straordinario di medio e lungo termine che abbia al centro il rilancio agli investimenti, pubblici e privati, mettendo in campo tutte le risorse disponibili per un progetto di promozione all’estero per riconquistare i mercati perduti che comprenda anche la ristrutturazione e la valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive. Inoltre è necessario il potenziamento delle infrastrutture sviluppando modalità di accesso a tutte le destinazioni turistiche italiane attraverso collegamenti aerei, ferroviari, marittimi oltre che stradali ai quali legare soluzioni integrate e sostenibili; l’utilizzo dei poli culturali quali musei, teatri, biblioteche, aree archeologiche insieme all’integrazione delle politiche turistiche nazionali con quelle regionali, la valorizzazione delle eccellenze territoriali, dei siti Unesco, dei parchi archeologici, marini, naturali, dei borghi, risulteranno fondamentali, per aumentare la capacità di attrazione del turismo italiano. Proprio per queste ragioni, è fondamentale implementare le politiche turistiche dei territori per dare risalto alle specialità identitarie locali (volano per la ripartenza del turismo) incoraggiando la promozione e l’artigianato di qualità, soprattutto se finalizzati ai percorsi del gusto, dei saperi e della tradizione.

Inoltre una Governance permanente del turismo attraverso i tavoli istituzionali per monitorare tutte le fasi del processo di ripartenza e di rilancio del turismo in Italia, per condividerne con le imprese le strategie e la messa in pratica delle azioni e delle misure necessarie, anche in ambito europeo, in modo da cogliere obiettivi irrinunciabili nel segno dell’innovazione, dell’integrazione e dell’aumento della competitività e della specializzazione del sistema turistico nazionale.

Bonus vacanze: come funziona?

Parola d’ordine: bonus. All’indomani dell’emergenza epidemiologica che ha travolto il nostro Paese in questa fase 3 all’insegna della ripartenza c’è tanto da fare e da recuperare. Fondi, in primis. Tra le misure, il bonus vacanze, al fine di rilanciare il turismo in Italia.

L’Agenzia delle Entrate fornisce attraverso una guida intuitiva e un vademecum essenziale le istruzioni per richiedere e utilizzare l’agevolazione che è destinata ai nuclei familiari con un reddito ISEE non superiore a 40mila euro, per il pagamento di servizi offerti in Italia da imprese turistico-ricettive, agriturismi e bed&breakfast.

Il bonus spetta nella misura di 150 euro per i nuclei composti da una sola persona e fino a 500 euro per i nuclei da 3 o più persone. Si può utilizzare per l’80% sotto forma di sconto per il pagamento del servizio turistico e per il 20% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi.

Occhio al calendario! L’agevolazione vacanze può essere richiesta e utilizzata sul territorio nazionale dal 1° luglio al 31 dicembre 2020. No va, inoltre, dimenticato che per fruire del bonus, le spese devono essere sostenute in un’unica soluzione per i servizi resi da una sola struttura ricettiva e vanno documentate con fattura, documento commerciale o scontrino/ricevuta fiscale emesso dal fornitore, con indicazione del codice fiscale di chi intende fruire del bonus.

La richiesta e l’attivazione del bonus possono avvenire attraverso un’unica modalità: IO, l’app dei servizi pubblici, alla quale si accede mediante l’identità digitale SPID o la Carta d’Identità Elettronica (CIE 3.0). Arrivati a questo punto, dichiarazione sostitutiva unica (DSU) alla mano si otterrà un codice univoco e un QR-code per la fruizione del bonus.

Per riscuotere l’agevolazione vacanze, la struttura ricettiva dovrà verificarne la validità, ed eventualmente confermare a sistema l’applicazione dello sconto, inserendo il codice univoco, il codice fiscale del cliente e l’importo del corrispettivo dovuto in una procedura web dedicata, disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Il fornitore recupererà lo sconto effettuato al cliente sotto forma di credito d’imposta che potrà essere utilizzato in compensazione nel modello F24 oppure potrà essere ceduto a terzi, anche diversi dai propri fornitori, compresi gli istituti di credito e gli intermediari finanziari, previa comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

Nonostante le difficoltà, il termine ‘ripartenza’ deve continuare a essere centrale; motore propulsivo di un Paese che guarda sempre avanti, e che quest’anno sceglie, volente o nolente, l’Italia come destinazione del cuore, imparando così a conoscerla e sceglierla ogni giorno di più, in tutte le sue peculiarità, in tutte le sue eccellenze.

Bando Regione Toscana per assunzioni di giovani e soggetti deboli

Bando della Regione per contributi ai datori di lavoro da 1500 a 10 mila euro.
Domande dal prossimo 18 giugno al 15 gennaio 2021

Bando della Regione per contributi ai datori di lavoro da 1500 a 10 mila euro per favorire l’occupazione di giovani e soggetti deboli e a maggior rischio di esclusione dal mercato del lavoro. L’obiettivo dell’avviso pubblico approvato dalla Regione Toscana è chiaro.

Domande dal prossimo 18 giugno al 15 gennaio 2021. Sul piatto ci sono 5,6 milioni di euro per contributi ai datori di lavoro privati (imprese e liberi professionisti) finalizzati alle assunzioni. È possibile presentare la domanda dalle ore 9 del prossimo 18 giugno al 15 gennaio 2021. La richiesta si può presentare esclusivamente on-line.

 Ecco le tipologie di contributo

Donne disoccupate over 30:

  • 8 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato full time;
  • 4 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato part-time.

Persone con disabilità:

  • 10 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato full time;
  • 5 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato part-time;
  • 5 mila euro per l’assunzione a tempo determinato full time con durata contrattuale maggiore o uguale a 12 mesi (proroghe escluse);
  • 2500 euro per l’assunzione a tempo determinato part-time con durata contrattuale maggiore o uguale a 12 mesi (proroghe escluse).

Lavoratori interessati a partire dal 1 gennaio 2008 da licenziamento:

  • 8 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato full time;
  • 4 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato part-time.

Lavoratori interessati da licenziamenti collegati a crisi aziendali di particolare rilevanza per il territorio regionale o locale (almeno 100 esuberi verificatisi nel 2019-2020 determinati dalla cessazione delle attività aziendali o parti di queste):

  • 8 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato full time;
  • 4 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato part-time.

Disoccupati over 55:

  • 8 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato full time;
  • 4 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato part-time.

Soggetti svantaggiati indicati all’art. 17 bis comma 5 della legge regionale 32/2002:

  • 10 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato full time;
  • 5 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato part-time.

Giovani laureati (per le sole piccole e medie imprese):

  • 6 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato full time;
  • 3 mila euro per l’assunzione a tempo indeterminato part-time;
  • 3 mila euro per l’assunzione a tempo determinato full-time con durata contrattuale maggiore o uguale a 12 mesi (proroghe escluse);
  • 1500 euro per l’assunzione a tempo determinato part-time con durata contrattuale maggiore o uguale a 12 mesi (proroghe escluse).

 Dottori di ricerca (per le sole piccole e medie imprese):

  • 6500 euro per l’assunzione a tempo indeterminato full time;
  • 3250 euro per l’assunzione a tempo indeterminato part-time;
  • 3250 euro per l’assunzione a tempo determinato full-time con durata contrattuale maggiore o uguale a 12 mesi (proroghe escluse);
  • 1625 euro per l’assunzione a tempo determinato part-time con durata contrattuale maggiore o uguale a 12 mesi (proroghe escluse).

Convezione Unipolsai-Cna Pisa – Polizze anticovid per aziende

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Prima della sottoscrizione leggere il Set Informativo pubblicato sul sito internet www.unipolsai.it.

Mascherine – Paradigma della debolezza del Made in Italy

Dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio circa la messa in commercio delle mascherine ad un prezzo imposto al consumo che non poteva superare i cinquanta centesimi, CNA ha subito paventato il pericolo di una massiccia importazione di prodotti dalla Cina o da altri Paesi dove diritti del lavoro, rispetto dell’ambiente, etica e responsabilità sociale sono considerati un disturbo allo sviluppo economico.

Fin dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria, CNA Federmoda Toscana ha ritenuto encomiabile che molte aziende della moda avevano deciso organizzarsi e di alimentare la filiera toscana delle mascherine. È stato così che numerose imprese si sono impegnate nella produzione delle mascherine tipo “Toscana 1” che potevano essere realizzate e commercializzate ad uso della collettività. Nel contempo molte aziende si sono spinte oltre nella ricerca ed utilizzo di materiali lavabili e nel confezionamento di mascherine riciclabili.

Si tratta di un prodotto non solo di qualità, ma che garantisce anche la legalità della filiera. L’amara considerazione, alla luce delle cronache emerse in questi giorni a proposito di dispositivi di protezione individuale fuori legge, è che ancora una volta, è necessario avere piena contezza del costo del lavoro in Italia:

il prezzo delle mascherine fissato a cinquanta centesimi non può rispecchiare i costi legati alla produzione con metodi tradizionali di mascherine in linea con le regole del lavoro vigenti nel nostro Paese.

Infatti l’imposizione ad un prodotto “sartoriale” di un prezzo calcolato sulla base di un processo interamente automatizzato rappresenta un ulteriore schiaffo alle imprese toscane che nel rispetto delle normative hanno cercato di dare un contributo alla popolazione mettendo a disposizione conoscenze e competenze e facendo lavorare persone che in questo modo non gravano sulla spesa per gli ammortizzatori sociali.

La battaglia a sostegno del Made in Italy deve fondarsi su scelte responsabili come ad esempio quella di ritenere certe offerte irricevibili, perché esistono dei parametri al di sotto dei quali, in assenza di percorsi produttivi molto tecnologici, si sacrifica inevitabilmente la qualità del lavoro e l’individuo o non si rispettano le regole fiscali e contributive.

È giunto il momento di decidere qual’è il futuro che vogliamo: lasciare tutto come prima del lockdown oppure legare le scelte politico-economiche ad una vera sostenibilità economica.

Non bisogna inventarci niente di nuovo: basta rileggere e applicare il Titolo Terzo della Costituzione e determinare per ogni categoria i parametri oggettivi di riferimento su cui valutare la congruità economica e sociale delle commesse sia pubbliche che private, e ispirarsi a decisioni a favore delle produzioni locali. CNA Federmoda Toscana è disponibile a sedersi intorno ad un tavolo per confrontarsi su queste proposte e soprattutto definire le strategie per renderle operative.

Bruno Tommassini, Presidente CNA Federmoda Toscana