Task force CNA Pisa per raccogliere richieste, segnalazioni e proposte

Resistere e tenere duro, nel più rigoroso rispetto delle norme anti-contagio, ma prepararsi alla riapertura: task force CNA Pisa per raccogliere richieste, segnalazioni e proposte

Un nuovo DPCM (Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri) uscito il 1 aprile ha esteso gli effetti dei precedenti decreti fino al 13 aprile compreso. La situazione di chiusura delle attività perdurerà quindi almeno fino a quella data.

Per essere più efficaci soprattutto nel recepire la variegate e diverse esigenze delle nostre imprese, abbiamo organizzato una campagna di ascolto ed abbiamo predisposto una TASK FORCE CNA quale strumento operativo di coordinamento tra Unioni, Raggruppamenti d’interesse e servizi di consulenza. In un periodo difficile come questo ogni opportunità, ogni informazione, ogni competenza è utile e CNA Pisa ne mette molte a disposizione.

Chiediamo alla nostra comunità fatta di imprenditori, lavoratori e pensionati del nostro territorio di inviare a questa TASK FORCE proposte, questioni, domande e dubbi a cui poi cercheremo di dare una risposta e che cercheremo di utilizzare per calibrare e avanzare idee e proposte anche ai livelli regionali e nazionali di CNA e verso le istituzioni.

Come riferimento potete usare la mail taskforce@cnapisa.it

Abusivismo dilagante nel settore benessere

Torna con forza la denuncia CNA sul dilagante fenomeno dell’abusivismo   

“Noi restiamo chiusi, ma l’abusivismo nel nostro settore prospera” è la forte denuncia dei vertici pisani del settore Benessere CNA. Carlo Musto portavoce del settore acconciatura CNA e Antonella Orsini CNA Estetica.

Dilaga infatti sui social e non solo il fenomeno delle offerte degli abusivi e di pseudo professionisti che in realtà sono solo dei professionisti della truffa e del lavoro nero. Persone che non solo fanno un danno alla collettività con il loro lavoro nero e abusivo ma anche e soprattutto in un periodo come questo espongono a rischi maggiori del solito se stessi e le persone che gli stanno intorno: pensando di risparmiare, creano solo dei pericoli.

Stanno aumentando infatti le segnalazioni che i nostri iscritti ci fanno ogni giorno a testimonianza di come gli abusivi del settore non abbiano affatto messo in pausa le loro attività illecite.
In barba (anche) ai divieti di spostamento e di distanza interpersonale, un numero crescente di abusivi operanti nel settore del benessere sembra ricevere in casa o andare presso il domicilio dei clienti, postando addirittura le foto dei lavori svolti sui social.
Un comportamento scellerato e irresponsabile per CNA che invita la cittadinanza a diffidare di certe offerte e a riflettere bene su cosa stanno mettendo in moto.

Nel contempo invitiamo “le autorità a porre un argine a questo fenomeno intollerabile sempre e in periodo come del tutto insopportabile: con le persone oneste e perbene costrette e stare in casa e sacrificarsi e gli abusivi in giro a guadagnare.” Hanno incalzato Musto e Orsini, che proseguono: “Chiediamo a tutti i Comuni di adoperarsi con le rispettive polizie locali per bloccare il fenomeno con controlli specifici e di informare la popolazione con i mezzi ritenuti più opportuni – commenta– Non si tratta solo di un problema, di lavoro nero e evasione fiscale, ma anche di salute pubblica”.

Il servizio a domicilio non è previsto nemmeno per i professionisti del settore muniti di mascherina, tuta e guanti, figurarsi per gli abusivi. I consumatori devono essere consapevoli dei rischi a cui si espongono ed espongono poi coloro con cui vengono in contatto rivolgendosi ad operatori non regolari e fuori controllo. Rischi che, in questo momento di emergenza, sono prioritariamente sanitari ma che, quando la situazione tornerà alla normalità torneranno a tradursi in una perdita di fatturato di circa il 30% per le imprese e in lavoro nero ed evasione fiscale (e conseguentemente anche una maggiore pressione fiscale) per la cittadinanza” concludono i portavoce CNA Acconciatura Carlo Musto e CNA Estetica Antonella Orsini.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Estendere il fondo prima casa anche agli artigiani

CNA: Fondo “prima casa” sia esteso ad artigiani, commercianti e professionisti senza albo

Gli artigiani e altre categorie del lavoro autonomo sono esclusi dai benefici del Fondo solidarietà “prima casa” previsto dal Decreto Cura Italia. Una situazione inaccettabile a giudizio della CNA che ha scritto al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri per segnalare la necessità di modificare l’art. 4 del decreto attuativo del 25 marzo, che ammette ai benefici del Fondo soltanto le attività indicate all’art. 1 della legge 22 maggio 2017 n. 8. In questo modo non possono accedere al Fondo Gasparrini gli artigiani, i piccoli commercianti, i coltivatori diretti. Il decreto esclude, inoltre, i liberi professionisti non ordinisti, ammettendo soltanto coloro che aderiscono ad associazioni professionali iscritte nell’elenco del ministero dello Sviluppo Economico.

CNA ha valutato positivamente la misura del Decreto Cura Italia che prevede la possibilità per lavoratori autonomi e liberi professionisti di accedere al Fondo, nella convinzione che la definizione di lavoratore autonomo e di professionista avesse una interpretazione in linea con le finalità del Cura Italia: assicurare sostegni economici ai soggetti più colpiti dalla crisi provocata dalla diffusione del virus COVID-19.

Pertanto CNA ha chiesto al ministro Gualtieri di riconsiderare urgentemente i requisiti per l’accesso al Fondo per consentire agli artigiani e al mondo del lavoro autonomo di beneficiare della misura.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

C’è l’accordo per l’anticipo assegno cassa integrazione

CNA e le maggiori rappresentanze del mondo dell’impresa, insieme alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, hanno definito un accordo con ABI, presso il Ministero del Lavoro alla presenza della ministra, Nunzia Catalfo, per consentire ai lavoratori di ottenere una anticipazione della cassa integrazione.

L’accordo, che salvaguarda la posizione creditizia dell’impresa, consentirà ai lavoratori interessati da trattamenti di integrazione salariale, sia ordinaria sia in deroga, di ottenere una anticipazione, fino ad un massimo di 1.400 euro, in attesa dell’intervento dell’INPS, che si è comunque impegnato ad erogare nei tempi più celeri possibili.

L’intervento è al momento limitato alle 9 settimane prese in considerazione dagli interventi del Governo, ma potrebbe essere riproposto in caso di proroga, e potrà essere esteso anche agli interventi dei fondi di solidarietà.

Sarà il lavoratore stesso a presentare domanda alla banca, allegando idonea documentazione sottoscritta anche dal datore di lavoro attestante l’avvio della richiesta di attivazione della cassa integrazione, per poter ottenere l’anticipo.

Le banche, che in ragione del particolare contesto emergenziale dovranno favorire il ricorso a modalità operative telematiche, adotteranno condizioni di massimo favore, così da evitare costi al lavoratore. L’apertura di credito cesserà con l’effettivo versamento del trattamento integrativo da parte dell’INPS, di cui dovrà essere data immediata comunicazione alla banca.

Con ABI e le altre rappresentanze del mondo del lavoro si è altresì condiviso l’opportunità di promuovere strumenti che garantiscano la liquidità necessaria alle imprese che intervengono direttamente nelle anticipazioni delle indennità di integrazione.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Cura Italia – Come richiedere i 600 euro

Come chiedere i 600 €? Vuoi fare domanda e non sai come fare ?
Sei un imprenditore? Hai una partita IVA ? Sei un Co.co.co? Non sei già titolare di pensione?

CNA Pisa ti può aiutare

Da quando è possibile inoltrare le richieste?
Dal 1° Aprile, data in cui sarà attiva la procedura INPS per le 600 euro di indennità

A chi spetta l’indennità?
L’indennità spetta a artigiani e commercianti iscritti alla gestione obbligatoria dell’INPS, ai lavoratori autonomi, titolari di partita IVA e professionisti iscritti alla gestione separata, ai collaboratori familiari e ai co.co.co iscritti che abbiano una posizione contributiva aperta.
IMPORTANTE
L’azienda artigiana o del commercio che abbia più soci lavoratori iscritti alla gestione INPS può richiedere una indennità per ogni socioINVECE
Chi è già titolare di una pensione non ha accesso all’indennità

Contattaci senza impegno:  
050876111
taskforce@cnapisa.it

O chiama il coordinatore sindacale del tuo settore. 

INPS – “Inadeguata e insufficiente la procedura per l’indennità agli autonomi”

CNA: “Chi ha subito più danni rischia l’esclusione”

È assolutamente inadeguata alla situazione che vivono gli imprenditori e rischia di provocare gravi disparità la soluzione prospettata dall’Inps per inoltrare la richiesta relativa all’indennità da 600 euro a favore dei lavoratori autonomi prevista nel Decreto Cura Italia. L’istituto di previdenza ha reso noto che l’indennità potrà essere richiesta attraverso il parziale utilizzo del Pin personale, che comunque occorrerà richiedere da parte di ogni singolo interessato con una procedura apparentemente semplice.

CNA ritiene che la procedura sia del tutto insufficiente in quanto costringe ogni singolo interessato a interagire con sistemi tecnologici spesso posizionati nell’azienda che magari ha l’attività sospesa, si trova in una zona non coperta dalla banda larga e non nello stesso comune. Sistemi con i quali può avere qualche difficoltà di interazione, insomma complicazione e burocrazia in un momento in cui invece la semplificazione e la rapidità dovrebbero rappresentare i tratti distintivi di qualsiasi procedura amministrativa.

Peraltro, la notevole quantità delle richieste molto probabilmente provocherà blocchi e rallentamenti nell’accesso al sito internet dell’istituto, con la forse inevitabile ma discutibile esclusione di potenziali beneficiari dell’indennità. Stiamo parlando di imprenditori che, in un momento difficile come l’attuale, hanno bisogno di sentire la vicinanza dello Stato e non la sordità di una burocrazia autoreferenziale e tecnocratica. Ricordiamo che questa indennità in molti casi può rappresentare l’unica fonte economica a disposizione.

La CNA, pertanto, è in totale disaccordo con la modalità prospettata dall’Inps e chiede che vengano prese in considerazione soluzioni più idonee e pratiche, quali l’invio massivo, attraverso gli enti di Patronato (peraltro utilizzo auspicato dal legislatore), delle relative istanze al fine di scongiurare esclusioni discriminatorie dell’accesso al beneficio sul quale, nell’attuale periodo, tutti comprensibilmente contano.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Modifica attività essenziali – CNA: rischiano di generare caos

CNA è profondamente preoccupata per l’esito del confronto tra Governo e sindacati per la modifica dell’elenco delle attività produttive essenziali dopo appena 48 ore dal Dpcm del 22 marzo.

La Confederazione stigmatizza il merito e il metodo. La lista individuata nell’allegato al decreto del Presidente del Consiglio rappresenta un delicato equilibrio che rispetta la priorità della tutela della salute e le esigenze fondamentali degli italiani che devono poter disporre di beni e servizi essenziali, dai prodotti alimentari a quelli sanitari.

La complessità delle filiere, l’elevato livello di esternalizzazioni da parte di tutte le imprese, la profonda integrazione del sistema produttivo rendono alquanto complicato definire le attività essenziali.

CNA ricorda che le associazioni datoriali e i sindacati, sotto la regia del Governo, il 14 marzo hanno condiviso e sottoscritto un protocollo che individua le misure per assicurare la salute delle persone in ogni luogo di lavoro.

È irragionevole che la modifica dell’allegato sia avvenuta sotto la minaccia di uno sciopero e senza il coinvolgimento delle imprese il cui unico interesse, in questa fase di emergenza, è contribuire a combattere il virus. È altresì inaccettabile l’idea che alcuni si ergano a garanti della salute pubblica che spetta alle istituzioni competenti verso le quali tutti dobbiamo avere la massima fiducia.

CNA segnala inoltre i rischi di confusione che si potranno generare dalla misura secondo cui i Prefetti dovranno consultare le organizzazioni sindacali per definire quali imprese svolgono attività essenziali pur non essendo inserite nell’elenco.

L’Italia sta vivendo una fase di estrema emergenza e c’è assoluto bisogno di una catena di comando chiara, coerente e univoca, ancorata ai valori democratici e al dettato costituzionale. Il rischio è quello che inizi a serpeggiare il virus del caos, con effetti devastanti per la convivenza civile e il tessuto sociale del Paese.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

800 mila euro per le imprese che iniziano a produrre mascherine

Il Governo premia le imprese che ampliano o riconvertono gli impianti per produrre dispositivi medici e di protezione individuale

Sono partite il 26 marzo, alle 12 (v. sito di Invitalia), le domande per ottenere le agevolazioni previste dal decreto Curaitalia (GU n.78 del 24 marzo).

Tanto più veloci saranno le riconversioni, tanto più alti saranno i contributi

Tra le misure per contenere l’emergenza epidemiologica covid-19 è prevista, infatti, la concessione di un finanziamento agevolato a tasso zero. Il finanziamento copre il 75% dell’investimento e può essere accompagnato da un contributo a fondo perduto variabile: 100% se la produzione sarà avviata entro 15 giorni, 50% entro 30 giorni e 25% entro 60 giorni.

Chi può accedere ai finanziamenti?
Le imprese costituite in forma societaria e in regime di contabilità ordinaria che effettuano investimenti tra 200mila e due milioni di euro a partire dal 17 marzo di quest’anno. L’agevolazione massima è di 800mila euro. Rispetto all’investimento, l’impresa deve garantire una copertura finanziaria pari al 25%.

Cosa coprono i finanziamenti?
L’acquisto di beni strumentali, eventuali lavori di muratura e programmi informatici.

Al progetto di investimento dovrà essere allegata una relazione tecnica asseverata che attesti la capacità produttiva dell’impresa.

#CURAITALIA INCENTIVI è la misura che sostiene la produzione e la fornitura di dispositivi medici e di dispositivi di protezione individuale (DPI) per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

Beneficiari
Gli incentivi si rivolgono a tutte le imprese costituite in forma societaria (anche le società di persone) senza vincoli di dimensione. Sono escluse le ditte individuali e le partite IVA

Progetti ammissibili
Ampliamento della capacità di una unità produttiva esistente già adibita alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale.

Riconversione di una unità produttiva esistente già adibita alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale.

Spese ammissibili

a) Opere murarie strettamente necessarie alla installazione o al funzionamento dei macchinari o impianti ad uso produttivo;

b) macchinari, impianti ed attrezzature varie commisurate alle esigenze del ciclo produttivo;

c) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;

Massimali d’investimento

Investimento minimo € 200.000,00

Investimento massimo € 2.000.000,00

Importo dell’agevolazione

Previsto un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa, rimborsabile in 7 anni, più un anno di pre-ammortamento.

Gli incentivi saranno erogati sull’investimento e il capitale circolante. Previsto un anticipo del 60% della spesa senza garanzie al momento dell’accettazione del provvedimento di ammissione alle agevolazioni.

Premialità

Il mutuo agevolato può trasformarsi in fondo perduto in funzione della velocità di intervento:

· 100% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 15 giorni

· 50% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 30 giorni

· 25% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 60 giorni

Scadenza e presentazione delle domande

Presentazione domande a partire dalle ore 12.00 del 26 marzo 2020

Per informazioni, assistenza e consulenza:

Marlene Sotomayor Gonzalez
050 876594
sotomayor@cnapisa.it

Mascherine – Grazie a CNA e Confindustria

Mascherine, il commissario Arcuri: grazie a CNA e Confindustria in poco tempo la produzione italiana coprirà metà del fabbisogno

“In pochissimi giorni intorno al sistema moda di Confindustria e di CNA si sono messe insieme e sintonizzate senza rivalità e competizione molte imprese italiane”. A sottolinearlo nel corso della prima conferenza stampa nel suo nuovo ruolo, Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus.

Tra tre giorni – ha annunciato – inizieranno la produzione di mascherine sanitarie e pensiamo che in poco tempo copriranno la metà del fabbisogno. Un risultato straordinario che sei giorni fa, quando sono stato nominato, consideravo utopistico”.

Abbiamo chiesto e ottenuto dall’Unione europea – ha continuato il commissario straordinario – l’autorizzazione a lanciare l’incentivo che permette di finanziare, con una dotazione di 50 milioni, le imprese che vogliono riconvertire i loro impianti. Sono convinto che molte centinaia di imprese italiane coglieranno l’opportunità. Queste produzioni, però, devono cominciare prima possibile – ha concluso Arcuri – perché ci servono oltre 90 milioni di mascherine al mese”.

CNA FEDERMODA TOSCANA: Mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale

La situazione di emergenza che il Paese sta vivendo ha posto con forza la necessità di sostenere, spesso attivare, la capacità produttiva di mascherine chirurgiche e di altri dispositivi di protezione individuale (DPI).

Al riguardo, il DL 17 marzo 2020 n. 18, il cosiddetto “Cura Italia”, ha introdotto alcune disposizioni che prevedono la possibilità per le imprese di produrre tali dispositivi accorciando i tempi e semplificando la verifica del rispetto della normativa vigente che, per questi dispositivi medici, NON è superata e resta in vigore.

In particolare, il decreto sopra richiamato definisce  un’apposita procedura attraverso cui le imprese devono autocertificare all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) o all’INAIL (per i DPI) il rispetto delle caratteristiche tecniche e dei requisiti di sicurezza delle mascherine che intendono produrre.

Saranno poi tali istituti entro 3 giorni a dare o meno il consenso alla produzione.

Link format autocertificazione ISShttps://www.iss.it/procedure-per-richiesta-produzione-mascherine

Link format autocertificazione INAILhttps://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/avvisi-e-scadenze/avviso-dl-17320-dpi.html

Per facilitare le imprese interessate all’avvio della produzione di mascherine chirurgiche CNA ha elaborato del materiale utile, che pubblichiamo in allegato a seguito:

Allegato_1_Mascherine #2 – Tipologia di MascherineScarica

Allegato_2_Mascherine #3 – norme tecniche liberamente scaricabili sul sito UNIScarica

Allegato_3_NOTA INFORMATIVAScarica

Allegato_4_CARATTERISTICHE_TECNICHE_MASCHERINEScarica

Allegato_5_nota_ministero_salute_18marzoScarica

La nuova circolare del Ministero della Salute (0003572-P-18/03/2020) – allegato 5, ha introdotto anche la possibilità di utilizzo di un terzo tipo di mascherine da parte di “tutti gli individui presenti sul territorio nazionale, ai quali è comunque richiesto di rispettare le disposizioni in tema di distanziamento sociale e le altre regole precauzionali introdotte in ragione dell’emergenza Covid-19”. Per questo tipo di mascherine filtranti, che “non si configurano né come dispositivi medici (DM) né come dispositivi di protezione individuali (DPI)” (e quindi non devono essere conformi a nessuna norma tecnica specifica), viene solamente indicata “l’assoluta necessità” che i produttori di questo tipo di mascherine “garantiscano che le stesse non arrechino danni o determinino rischi aggiuntivi per gli utilizzatori secondo la destinazione d’uso prevista dai produttori”.

A seguito di contatti con le Autorità sanitarie, in assenza di indicazioni specifiche nella circolare, senza quindi l’obbligo di seguire procedure e test di norma richiesti, consigliamo, per la produzione di questo terzo tipo di mascherine, che non si configurano né come DM né come DPI, di seguire comunque le indicazioni tecniche della norma UNI EN 14683, in particolare prendendo come riferimento i requisiti dei punti 5.1.1, 5.2.1, 5.2.2.(*) , 5.2.3 (*) della stessa.

Infine, sull’imballaggio della mascherina (singolo o multiplo o su entrambi), devono essere riportate solo ed espressamente tutte le seguenti indicazioni:

  • Ragione sociale;
  • Indirizzo del produttore;
  • “Mascherina filtrante ad uso esclusivo della collettività. Non per uso sanitario o sui luoghi di lavoro”;
  • “Uso singolo”;
  • “Conforme alle indicazioni della Circolare del Ministero Salute 0003572-P-18/03/2020”;
  • Riferimento produzione (es. lotto produzione/data produzione).

(*) I due punti prevedono la verifica della efficienza di filtrazione batterica e il grado di traspirabilità.

Sul tema si segnala anche l’ordinanza della Giunta regionale toscana n. 17 del 19 marzo 2020 e relativi allegati https://www.regione.toscana.it/-/ordinanze-della-regione-toscana.

E’ utile sottolineare che sono soprattutto i dispositivi medici-sanitari quelli di cui in questo momento c’è carenza ed è strategico coinvolgere il sistema produttivo. Pertanto alle imprese che sono interessate a realizzare altri prodotti ricordiamo che se non ottemperano ai requisiti sopra indicati, tali articoli non svolgono alcuna funzione di protezione, non sono conformi a quanto indicato dal D.Lgs. 81/2008 e non rappresentano quindi né un dispositivo di protezione individuale né una maschera ad uso medico o chirurgico.