WINE FASHION 2020 – Una serata all’insegna del glamour e dell’eleganza

Tre appuntamenti permetteranno di scoprire tre luoghi magici del nostro territorio.

2 OTTTOBRE
La prima serata sarà ospitata presso la Fattoria Uccelliera

16 OTTOBRE
La prima serata sarà ospitata presso Podere la Chiesa

30 OTTOBRE
La manifestazione si concluderà presso Pieve de’ Pitti

La manifestazione, promossa da CNA, in collaborazione con Stairway To Event, società di organizzazione di eventi e con il supporto di Terre di Pisa, vuole mettere in luce due importanti realtà economico – produttive del territorio pisano, il settore della moda e quello dell’artigianato artistico. Il concept della serata è stato creato con il supporto della stylist e designer Caterina Matteucci di Le Catematte.

Gli ospiti saranno accolti alle 18.30 e guidati alla scoperta della cantina e dei suoi prodotti; la visita si concluderà con una degustazione dei vini accompagnata dai prodotti del nostro territorio. La location sarà impreziosita da una piccola mostra con alcuni pezzi unici delle seguenti aziende appartenenti al settore dell’artigianato artistico, Cassigoli, Cooperativa Altieri.

Le splendide creazioni degli artigiani del settore della moda, sfileranno indossate da quattro modelle, che per l’occasione saranno truccate ed acconciate da professionisti del settore.

Per il settore della moda, Laura De Cesare e i Maestri Tuscany, sfileranno presso la Fattoria Uccelliera; Calzaturificio Ambra Cavallini, Le Catematte e Vinea Bags le troverete a Podere la Chiesa. In chiusura a Pieve de’ Pitti si potranno ammirare le creazioni di Buti Pelletterie e del Carato.

In ottemperanza alle restrizioni del Covid-19, ad ogni serata potranno partecipare un massimo di 50 persone.
La prenotazione è obbligatoria.

Info e Prenotazioni:

Ivana Cerato
338 5910998
ivana.cerato@gmail.com

DL agosto, turismo: contributo a fondo perduto per gli esercizi commerciali nei centri storici di 29 città d’arte

Sono 29 le città d’arte ad alta vocazione turistica in cui gli esercizi commerciali aperti al pubblico nei centri storici godranno del contributo a fondo perduto previsto dal decreto legge Agosto approvato venerdì 8 agosto dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento stanzia oltre 500 milioni di euro da destinare a un parziale ristoro per i soggetti che svolgono attività di vendita di beni o servizi al pubblico che abbiano subito un calo del fatturato di almeno un terzo rispetto al 2019, dovuto alla assenza di turismo internazionale. Il contributo verrà determinato sulla base di una percentuale variabile applicata alla differenza tra fatturato e corrispettivi di giugno 2020 con quelli di giugno 2019.

L’elenco completo delle città d’arte coinvolte, realizzato in base al rapporto tra presenze di turisti stranieri e residenti, è consultabile nella tabella allegata e riporta i seguenti Comuni: Venezia, Verbania, Firenze, Rimini, Siena, Pisa, Roma, Como, Verona, Milano, Urbino, Bologna, La Spezia, Ravenna, Bolzano, Bergamo, Lucca, Matera, Padova, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Napoli, Cagliari, Catania, Genova, Palermo, Torino e Bari.

 

Agosto 2020 – Italiani al mare in Italia

Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna conquistano il podio delle regioni con maggiore afflusso sulle spiagge

Trentacinque milioni di presenze sotto l’ombrellone degli stabilimenti balneari. Un dato che conforta rispetto all’andamento molto negativo di giugno e luglio. E può rappresentare – sperano gli operatori – il primo passo del lungo cammino verso l’auspicata ripresa di uno dei settori più martoriati dall’emergenza sanitaria: il turismo.

Litorali da “tutto esaurito”

A registrare il risultato dell’agosto al mare una indagine di CNA Turismo condotta tra i propri associati di tutta Italia. Una indagine dalla quale risulta, appunto, che, complice anche il caldo eccessivo, le località costiere ad agosto sono tornate a un accenno di normalità. Sia pure nella (quasi) assenza, tranne in poche località, di vacanzieri stranieri. Un dato che lascia sperare in qualcosa di buono anche a settembre, condizioni metereologiche e sanitarie permettendo.

Ristorazione di successo

Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna conquistano il podio delle regioni con maggiore afflusso sulle spiagge. Con Sardegna, Lazio e Campania a ridosso. Presi d’assalto, pur nel rispetto delle regole emergenziali, i punti di ristoro negli stabilimenti: la dimostrazione che la qualità dei servizi proposti dagli stabilimenti ha costituito un punto di forza dell’offerta.

Stabilimenti di prossimità

Il turismo balneare non si è sottratto alla tendenza principe dell’estate 2020: la vacanza è breve e di prossimità. L’emergenza sanitaria, inoltre, ha spinto molti turisti a preferire gli appartamenti alle strutture collettive. E, chi l’aveva a disposizione, ha riaperto una “seconda casa”, pur senza alcuni comfort quali il condizionatore. Dopo anni nei quali l’aveva in pratica dimenticata per mete più ambite, spesso all’estero. Tanto che per tornarci probabilmente ha dovuto utilizzare il navigatore.

Punti di forza

I 700 comuni rivieraschi e le oltre 1500 località balneari delle 15 regioni costiere italiane hanno usufruito di una serie di concause. A monte, la crescita della fiducia, come dimostra la rilevazione Istat che ad agosto registra un aumento del clima positivo dei consumatori e del sentimento economico, il secondo più elevato in tutta l’Unione europea. Una fiducia che ha spinto a spendere in divertimento. Ma a fare la propria parte sono stati anche i bonus turismo.

La convinzione che in Italia si potesse tutelare la propria salute più e meglio che all’estero ha, a sua volta, avuto un ruolo importante. E così la bellezza paesaggistica delle coste italiane, l’offerta di servizi di qualità negli stabilimenti, la disponibilità di case da affittare o di seconde case di famiglia nelle località di villeggiatura, la vicinanza al mare di grandi centri abitati (per fare qualche esempio, Roma, Bologna, Firenze sono a breve distanza dalle spiagge) dai quali le famiglie potevano tranquillamente fare pendolarismo vacanziero.

Le regine delle vacanze

Ma quali sono state le mete preferite degli italiani che hanno scelto il mare ad agosto? Dall’indagine di CNA Turismo emerge che la palma di regione dalle spiagge più ambite è stata la Puglia. Gallipoli e tutto il Salento, le Isole Tremiti, Vieste le località pugliesi più accorsate.

Dietro la Puglia due mete tradizionali del turismo balneare: Toscana ed Emilia-Romagna rispettivamente. In Toscana le località più frequentate sono risultate Viareggio, Forte dei Marmi, l’Isola d’Elba e Punta Ala. In Emilia-Romagna: Rimini, Riccione, Milano Marittima, Cervia, i lidi ferraresi.

A ridosso del trio di testa si piazzano Sardegna, Lazio e Campania. Purtroppo il successo della Sardegna è stato minato dal comportamento sconsiderato di una minoranza molto limitata di turisti, non locali, disattenti alle regole. Al contrario, il rispetto delle regole ha contribuito a determinare quasi dappertutto il successo delle spiagge nazionali. Peccato. La graduatoria scorre con Marche, Veneto, Calabria, Sicilia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Basilicata e Molise. Dovunque, però, l’effervescenza turistica è risultata molto significativa.

In controtendenza rispetto alla quasi generalità italiana, in alcune località si è rilevata anche una forte presenza di turisti stranieri. È il caso di Jesolo, in Veneto, dove il riscontro è stato nel complesso da tutto esaurito, o quasi. E dove a fare la differenza sono stati proprio i turisti stranieri (di lingua tedesca in particolare) che hanno sfiorato il 50% dei villeggianti.

Turismo 2020: a Ferragosto gli italiani puntano sui borghi

A Ferragosto e nei giorni del picco vacanziero estivo gli italiani puntano sui borghi, oltre che sulle spiagge. E su una miscela fatta di quiete, passeggiate all’aria aperta, eccellenze enogastronomiche, artigianato di qualità, nuove esperienze, tesori d’arte sconosciuti. Anche per dimenticare, per quanto possibile, il coronavirus e tutti i problemi che ha portato. E proprio i borghi potrebbero rappresentare l’atout del turismo italiano nelle prossime settimane e fino all’autunno inoltrato. Sulla scia di una nuova filosofia di vita, magari dettata dalla “paura” in qualcuno, ma sempre più scelta consapevole. A rilevarlo una indagine congiunta condotta da CNA Turismo e CNA Agroalimentare tra i propri iscritti su tutto il territorio nazionale.

Scrigno nazionale

Sono quasi 6mila i borghi italiani con appeal turistico. La loro forza attrattiva si sprigiona in tutto il territorio nazionale, senza distinzioni tra borghi di montagna, collinari, marittimi. Lo scorso anno hanno registrato oltre 20 milioni di arrivi e 90 milioni di presenze. Numeri impossibili da raggiungere nel 2020 a turismo straniero praticamene azzerato. Anche se, a esempio da Londra, il quotidiano di qualità “The Guardian” ha dedicato toni entusiastici e suggerimenti proprio all’Italia dei borghi. Si percepiscono intanto incoraggianti e diffusi segnali di ripresa tra i vacanzieri nazionali. Prima di tutto per i borghi non troppo distanti dal mare e dai laghi, che attraggono di preferenza quanti già si sono concessi un periodo in spiaggia.

Offerta tutta da gustare

Il borgo, però, non è considerato dal turista come classica ciliegina sulla panna. Sta diventando un dessert a tutto tondo. In proprio. Principalmente come base delle vacanze legate all’enogastronomia. L’Italia è il Paese europeo con più prodotti garantiti: 304 specialità alimentari e 524 vini, dati in continua crescita. In ogni regione ci sono mediamente oltre 40 denominazioni di qualità che, in unione con i siti culturali e i beni paesaggistici, rendono il territorio del Belpaese unico al mondo. Quest’anno un attrattore importante del “nuovo” turismo sono i distretti del cibo, dove nascono gli oltre 5mila prodotti tradizionali regionali censiti e vive la più grande rete mondiale di mercati agroalimentari. Dalla indagine emerge che tra poco meno del 40 per cento del bilancio familiare e personale dei vacanzieri quest’anno sarà destinato all’alimentazione e all’acquisto di prodotti alimentari e manufatti artigiani. Un prezioso valore aggiunto per i territori coinvolti.

Sporcarsi le mani

Un altro punto di forza dei borghi che sta emergendo nell’Italia del dopo-lockdown è il turismo esperienziale, vale a dire la ricerca di esperienze creative, innovative e partecipative. Una ricerca che trae parte del suo successo anche dalla esplosione di manualità emersa nei mesi del confinamento. E’ il caso della produzione in proprio di pane. Ora molti turisti approfittano della pausa di agosto per coltivare e migliorare la propria artigianalità, finora fai-da-te. Il viaggiatore si può immergere nella vita del borgo – “sporcandosi” letteralmente le mani nella fabbricazione, a esempio, di prodotti ceramici – e nell’ambiente rurale, in questo caso collaborando ad attività di coltivazione, allevamento, trasformazione.

Come innovare l’offerta

Lo scenario, insomma, apre spiragli alla speranza. Condizione necessaria per irrobustire una tendenza anche a termine non brevissimo, a esempio dall’anno prossimo, è il lancio di un ventaglio di iniziative. Con una forte e incisiva attività comunicativa che si possa rivolgere ai turisti italiani e, in prima battuta, anche ai potenziali vacanzieri europei. Strategico è puntare sui giovani che possono diventare “testimonial” eccezionali attraverso i “social”, a cominciare da Instagram. Un progetto di ampio respiro che si avvalga del valore aggiunto di tour operator, agenzie di viaggio, guide specializzate. Soggetti, questi, in grado di dare risalto alle bellezze e alle specialità locali stimolando la nascita di percorsi – di gusto, saperi, tradizioni – sostenibili e attenti all’ambiente. In attesa dell’auspicata ripartenza turistica internazionale, l’Italia potrebbe così farsi trovare allenata e pronta alla competizione con la concorrenza estera forte della sua offerta innovativa. E dei buoni bicchieri di vino (e non solo) che si possono gustare da un capo all’altro d’Italia.

 

ABI e CNA sottoscrivono un protocollo per il bonus vacanze

ABI e CNA hanno stipulato un Protocollo di intesa in materia di “Bonus vacanze per favorire l’efficientamento dei processi di gestione del credito fiscale e quindi facilitare l’operatività e la diffusione di questo strumento.

Il decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 ha previsto un bonus, il “tax credit/bonus vacanze”. I nuclei familiari con in reddito ISEE fino a 40.000 euro possono richiedere e usufruire del bonus, nella forma del credito, a decorrere dal 1° luglio 2020. Tale bonus pari a un massimo di 500 euro per nucleo familiare è usufruibile per l’80% come sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore del servizio, il restante 20% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi della famiglia.  Lo sconto dell’80% sarà rimborsato al fornitore del servizio sotto forma di credito di imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, con facoltà, in alternativa, di cessione a terzi, anche a banche o intermediari finanziari.

L’Agenzia delle Entrate ha emanato il provvedimento attuativo del “Bonus vacanze” che disciplina le modalità per l’utilizzo del credito d’imposta da parte dell’impresa turistico-ricettiva e l’eventuale cessione del credito, anche alle banche.

Con il protocollo, ABI e CNA, oltre a promuovere una corretta e completa informazione, intendono favorire iniziative e accordi volti all’efficientamento dei processi in particolare per quanto riguarda la cessione dei crediti e la rapida messa a disposizione di liquidità per le imprese.

Estate 2020: in vacanza ma vicino a casa

Indagine CNA Turismo: È l’estate del turismo di prossimità. Dove vanno gli italiani ad agosto

Puglia sul podio più alto. E a completare il trio di testa le damigelle d’onore Toscana e Sicilia. Quindi, nell’ordine, ai primi posti in classifica: Sardegna, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Marche, Liguria. È il risultato di una indagine condotta da CNA Turismo sui propri associati relativa alle mete italiane preferite dai turisti nel prossimo mese di agosto.

Il calo è alquanto generalizzato. Pesa soprattutto l’assenza, o quasi, di stranieri e anche di gruppi organizzati che hanno rapidamente mutato il panorama delle vacanze in Italia. È giocoforza muoversi da soli, in coppia, al massimo in famiglia o tra pochi amici. L’industria delle vacanze può contare praticamente solo sugli italiani. Ma anche i nostri connazionali hanno ridotto le ferie. Benché ci siano incoraggianti e diffusi segnali di ripresa. Su quanti andranno in villeggiatura, comunque, incombe il timore di una ripresa dell’epidemia. E rimane, di conseguenza, la paura di andare nelle aree più colpite, preferendo le regioni dove il virus ha fatto meno danni, senza nemmeno sottoporsi a lunghe trasferte.

Il mare rimane al primo posto nell’immaginario turistico tricolore. Quando è possibile, il vacanziere italiano privilegia l’abbinamento di spiaggia e percorsi enogastronomici, d’abitudine più avvezzi ai piccoli numeri che alle comitive. Il mare divide il favore degli italiani con montagna e collina. Continua invece la crisi, profonda, delle città d’arte, tranne poche eccezioni come Venezia e Matera.

Le coste del Salento, tirrenico e jonico, del Gargano, del Barese trainano il risultato della Puglia. La Versilia, le isole (Elba in primis), il Grossetano fanno la fortuna della Toscana. Così come praticamente tutte le località costiere della Sicilia e della Sardegna serviranno a parare i colpi peggiori della crisi. Le costiere (amalfitana e sorrentina), le isole, il Cilento sono le destinazioni preferite dai turisti che da ogni parte d’Italia sono intenzionati a privilegiare la Campania. Località magari storicamente meno conosciute ma altrettanto in grado di calamitare i turisti rappresentano mete ambite in Calabria.  Conserva una posizione importante, ma con profonde ferite, l’Emilia Romagna con Liguria e Marche (quest’ultima, in particolare, grazie al Conero) a loro volta in buona posizione.

Dappertutto, in questa estate critica, la carta vincente delle località di vacanza in generale, e balneari in particolare, è il turismo di prossimità, quello che proviene dall’ambito regionale. Il turismo di chi non va lontano ma una vacanza, per quanto atipica, vuole godersela lo stesso. Vale per il Lazio, con il litorale anelato in particolare dai romani, e così per Veneto, Basilicata, Abruzzo, Molise, Friuli Venezia Giulia. La “regina” di colline e montagne è il Trentino Alto Adige ma anche Lombardia, Piemonte e soprattutto Val d’Aosta si stanno assicurando una fetta di “aficionado” delle vette e anche solo delle passeggiate per sentieri.

 SCHEDA DEL SETTORE

Tra marzo e maggio il movimento economico del turismo in Italia si è contratto di circa 52 miliardi di euro, generati da 80 milioni di presenze. Una catastrofe, soprattutto per attività ricettive e di ristorazione, per il trasporto persone, per le agenzie di viaggio. Ma non è andata meglio a giugno e le stime di luglio nemmeno sembrano rosee. Il settore ora si vede costretto a puntare su agosto (e forse settembre) per evitare una Beresina, che coinvolgerebbe tutta l’economia nazionale. In Italia, infatti, nel comparto si contano ben più di 230mila imprese, di cui 33mila alberghiere, 183mila extra-alberghiere, 17mila mila agenzie di viaggio e tour operator.

Litorale – Strategia in tre mosse della CNA per Via Maiorca

La soluzione è chiusura e pedonalizzazione serale, parziale e solo nel fine settimana

CNA Pisa con le sue articolazioni Horeca e Turismo, interviene nuovamente sul tratto di chiusura della Via Maiorca dettagliando la proposta avanzata nei giorni scorsi.

Una soluzione in tre mosse secondo CNA, può essere proposta per via Maiorca.

CNA Pisa “continuando a seguire il dibattito ed ascoltando richieste, bisogni ed esigenze non solo degli associati, ma anche degli altri operatori economici, chiede un supplemento di attenzione sul tema litorale ed in particolare via Maiorca.

Come prima mossa occorre che ci sia una rivalutazione complessiva della viabilità del quartiere, senza pedonalizzare tutta la via, ma solo una parte e creando delle alternative concrete per dare respiro anche a quelle attività che potrebbero essere penalizzate da una pedonalizzazione integrale.

Come seconda mossa, convinti del fatto che solo una chiusura serale, può portare prestigio e beneficio alle attività economiche ed anche all’intera comunità. Tale operazione andrebbe inoltre affiancata da una progettualità concreta di iniziative ed eventi.

Terzo mossa infine, la gradualità; di modo che in una prima fase possa essere attuata come una sperimentazione a breve termine, partendo da una chiusura serale solo nel fine settimana proprio per andare incontro alle esigenze di tutti, attività e residenti.

Quanto al primo punto, consapevoli del fatto che stravolgere completamente la circolazione veicolare, comporterebbe un maggiore afflusso nelle vie limitrofe (Via Don Mander, Via Ivizza e parte di Via dell’Ordine di S.Stefano), proponiamo di rendere pedonalizzato solo il tratto di Via Maiorca dall’incrocio con via Iacopo Ciurini, fino al raggiungimento di Piazza Baleari. Questa scelta può rappresentare la soluzione ottimale alleggerendo la stessa via Mander.

Chiediamo pertanto che l’Amministrazione Comunale valuti questa nostra proposta come un passaggio di sperimentale che introduca gradualmente le novità per ottimizzare i consensi delle imprese e dei residenti in modo da poterla attuare prima possibile”.

CNA PISA Horeca e Turismo: Puntare al pubblico locale, più sinergie con qualità e prodotti del territorio

Si sono riunite in forma congiunta le Presidenze dei mestieri di CNA Pisa Turismo e Commercio e HoReCa e in una nota hanno annunciato le prossime iniziative.

Pisa deve ripartire dai pisani, quindi oltre la Torre con il suo turismo, fondamentale sicuramente e l’Ateneo con il suo indotto – si legge nella nota congiunta –. Lo si deve fare con eventi, attrazioni e servizi mirati. La città deve insomma puntare a “ritrovare” tra i suoi clienti i pisani, ovvero coloro che vivono ed animano questa città. Solo così tutto il tessuto economico potrà tirare un respiro di sollievo. Un percorso che inizia adesso, ma che dovrà essere il faro per un rilancio a lungo termine. E’ questa l’idea sulla quale punta CNA Horeca e Turismo, andando oltre le polemiche. Come CNA Horeca troviamo giusta l’idea dell’assessore Pesciatini e della giunta di chiudere il lungomare e di Via Maiorca anche se con orari di chiusura diversi, e bisogna puntare su di una progettualità futura per attrarre turisti, ma soprattutto occorre che i pisani, tornino a vivere la città e il suo litorale”. Horeca Cna ha messo sul tavolo dell’assessore alle attività produttive nel corso di un incontro proposte e progetti.

L’idea di fondo – sostiene HoReCa CNA – è quella di ripartire dal proprio interno, affinché il ‘pisano’ torni a vivere il proprio territorio. Questo è possibile solo investendo concretamente in offerte promozionali che abbiano lo scopo di attrarre i propri cittadini, visto che i turisti stranieri e gli universitari mancano. Dobbiamo insomma ripartire dall’interno per creare un futuro che veda Pisa oltre la Torre e l’Ateneo.

Non più, quindi, una città da turismo mordi e fuggi, ma un punto di riferimento per chi vuole trascorrere vacanze di qualità anche a pochi chilometri da casa.

Le premesse per ripartire secondo CNA ci sono. Pisa e la sua provincia hanno un territorio ricco di offerte che spesso non trovano un risconto concreto, ma attraverso progetti mirati è necessario intercettare la domanda anche dei propri residenti.

piFra le proposte esposte anche all’assessore Paolo Pesciatini del Comune di Pisa, si è parlato della creazione di eventi ad hoc, della gestione integrata ed efficace dei trasporti pubblici estesi anche negli orari notturni, dei parcheggi scambiatori da rendere sicuri e meglio collegati al centro città. Infine sono state avanzate ipotesi di promozione e di sinergie con il settore dell’artigiano locale sempre più in difficoltà, fino ad una collaborazione stretta con il comparto alberghiero per un efficace richiamo turistico. Misure – conclude CNA – sulle quali l’amministrazione comunale si è mostrata interessata”.

LITORALE – CNA Pisa: “Anche via Maiorca, la sera, va chiusa al traffico”

“La chiusura alle auto del litorale ha dato ‘centralità’ a Marina di Pisa”

.CNA Pisa interviene sul tema chiusure al traffico sul litorale pisano, con una nuova proposta. Una proposta emersa con nettezza in seguito alla capillare consultazione degli operatori economici di via Maiorca condotta da CNA Pisa HoReCa.

“Anche via Maiorca la sera va chiusa al traffico – si legge in una nota della CNA di Pisa – secondo noi l’orario ottimale è dalle 20 alle 24 nei giorni feriali, per arrivare all’una nel fine settimana in modo da non interferire o almeno limitare al massimo i disagi, alle attività commerciali che fino alle 21 sono aperte magari riservando alcuni stalli di sosta nelle vie immediatamente limitrofe proprio per la clientela degli esercizi commerciali. Con questo orario si estenderebbe la possibilità anche alle attività come ristoranti bar e altri esercizi di via Maiorca di beneficiare della iniziativa di chiusura del lungomare. Una decisione, questa della chiusura alle auto, che ci sentiamo di condividere, ma sulla quale occorrerà individuare un momento di verifica e di eventuale correttivo a fine stagione.

E nel conto vanno messe anche le esigenze dei cittadini residenti oltre che dei frequentatori, con una circolazione che snellisca i flussi di traffico e con idonee possibilità di parcheggio, magari con zone dedicate ai residenti stessi.

Già sin d’ora però si può notare che la sera, la chiusura alle auto del Lungomare funziona alla grande ed ha dato una straordinaria ‘centralità’ a Marina di Pisa. Quindi è una direzione corretta rispetto alla quale occorre, con grande attenzione, limitare i risvolti negativi e massimizzare quelli positivi.

Durante il giorno invece (del resto come declamava il D’Annunzio “ O Marina di Pisa quando folgora il solleone….) vuoi perché vengono preferiti i locali balneari, vuoi perché ancora non è diventata una abitudine, la frequentazione della passeggiata e dei locali è ancora minima. Magari nelle stagioni più fresche potrà essere il contrario e quindi occorre capire bene il susseguirsi delle stagioni, e graduare di conseguenza con il mutare delle esigenze e delle aspettative, anche orari e modalità di accesso al litorale ed al lungomare. Occorrono secondo noi, gradualità e flessibilità per arrivare alle condizioni ottimali senza pregiudizi e con la giusta dose di innovazione

Come ultima proposta e come già detto anche in altre occasioni, occorre pensare ad un potenziamento dei servizi di trasporto pubblico anche la sera/notte e introdurre anche la possibilità di integrarlo con il servizio taxi ed ncc: le categorie sarebbero ben disponibili a esaminare opportunità e avanzare proposte operative”.

TURISMO – Come rilanciare un settore strategico

Oltre 300mila imprese e un milione di lavoratori guardano all’estate con speranza per la ripartenza del turismo. E’ fondamentale che gli italiani rispondano in massa per compensare almeno in parte la perdita di turisti stranieri. Bisogna evitare che uno dei settori trainanti dell’economia italiana entri in una spirale negativa. È quanto evidenziato da CNA Turismo agli Stati Generali del turismo a Villa Pamphilj dove hanno partecipato Marco Misischia e Cristiano Tomei, rispettivamente Presidente e Coordinatore nazionale di CNA Turismo e Commercio.

I danni sin qui registrati sono enormi. Solo nel primo trimestre 2020 per l’intera filiera del turismo si stima una perdita di 15,6 mld di euro. Al termine del secondo trimestre le perdite stimate potrebbero arrivare a 25,3 miliardi pur considerando una graduale ripartenza degli spostamenti e dei viaggi dopo il termine del lockdown. Il bilancio dei primi sei mesi rischia di presentare una perdita di 41 miliardi di euro. Si tratta di un valore enorme considerato anche che nel 2019, in presenza di una stagione turistica ordinaria, il fatturato realizzato aveva sfiorato i 57 miliardi di euro.

La perdita più consistente riguarderà il settore della ricettività (-13 miliardi di euro) ma il crollo del fatturato investirà in ogni caso tutta la filiera: la ristorazione (- 6,9 MLD di euro), lo shopping turistico (-6,1 MLD di euro), i trasposti turistici gestiti da imprese private (-6,7 MLD di euro), le agenzie di viaggio con (-2 MLD di euro), la cultura (-2,7 MLD di euro) e le escursioni e il turismo esperienziale (- 3 MLD di euro).

Davanti a una crisi così profonda, CNA ha sostenuto precise istanze per affrontare l’emergenza che hanno trovato risposte dal governo nel Decreto Rilancio a partire dal bonus turismo per promuovere la ripartenza nell’immediato del settore . Inoltre l’estensione della durata delle concessioni demaniali fino al 2033 in tutti i comuni costieri italiani al fine di dare stabilità al comparto turistico marittimo, settore tra i primi ad essere interessato alla ripartenza turistica soprattutto nel periodo tra luglio e settembre.

Le altri principali misure riguardano l’ampliamento del sostegno per gli affitti degli immobili adibiti ad attività ricettive e commerciali, dell’alberghiero e dell’extra alberghiero, delle agenzie di viaggio/tour operator; il sostegno al reddito delle imprese, l’esenzione di imposte e tributi locali per il periodo dell’emergenza sanitaria; la sospensione di utenze commerciali che non possono risentire di imputazioni di oneri e interessi;

Agli Stati Generali, CNA ha avanzato proposte di lungo termine per il settore partendo da un piano straordinario di medio e lungo termine che abbia al centro il rilancio agli investimenti, pubblici e privati, mettendo in campo tutte le risorse disponibili per un progetto di promozione all’estero per riconquistare i mercati perduti che comprenda anche la ristrutturazione e la valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive. Inoltre è necessario il potenziamento delle infrastrutture sviluppando modalità di accesso a tutte le destinazioni turistiche italiane attraverso collegamenti aerei, ferroviari, marittimi oltre che stradali ai quali legare soluzioni integrate e sostenibili; l’utilizzo dei poli culturali quali musei, teatri, biblioteche, aree archeologiche insieme all’integrazione delle politiche turistiche nazionali con quelle regionali, la valorizzazione delle eccellenze territoriali, dei siti Unesco, dei parchi archeologici, marini, naturali, dei borghi, risulteranno fondamentali, per aumentare la capacità di attrazione del turismo italiano. Proprio per queste ragioni, è fondamentale implementare le politiche turistiche dei territori per dare risalto alle specialità identitarie locali (volano per la ripartenza del turismo) incoraggiando la promozione e l’artigianato di qualità, soprattutto se finalizzati ai percorsi del gusto, dei saperi e della tradizione.

Inoltre una Governance permanente del turismo attraverso i tavoli istituzionali per monitorare tutte le fasi del processo di ripartenza e di rilancio del turismo in Italia, per condividerne con le imprese le strategie e la messa in pratica delle azioni e delle misure necessarie, anche in ambito europeo, in modo da cogliere obiettivi irrinunciabili nel segno dell’innovazione, dell’integrazione e dell’aumento della competitività e della specializzazione del sistema turistico nazionale.