CNA – Soddisfatti per il ritorno del Ministero del Turismo

L’istituzione del ministero del Turismo, anche dotato di un proprio portafoglio, è accolta positivamente da CNA Turismo e Commercio e da tutti gli operatori della filiera turistica, tra le più colpite dalla crisi ancora in atto.

L’ulteriore ritardo nella ripartenza del settore sta mettendo a dura prova le imprese del comparto

CNA Turismo e Commercio chiederà prioritariamente al neoministro Massimo Garavaglia un forte e immediato rilancio del turismo in destinazioni quali città d’arte, borghi, parchi, montagne, aree protette e aree rurali, che rappresentano un asset strategico per il turismo italiano.

In particolare, non si può prescindere dalle città d’arte, forte attrazione del turismo nazionale e soprattutto internazionale, indispensabili alla ripartenza piena del settore nel nostro Paese.

Per recuperare i mercati turistici, soprattutto internazionali, praticamente azzerati dall’emergenza sanitaria, è necessario mettere in campo una governance permanente attraverso un tavolo istituzionale che possa monitorare le fasi del processo di ripartenza e di rilancio del comparto in Italia, per condividere con i rappresentanti delle imprese le azioni necessarie nel segno dell’innovazione del sistema turistico nazionale.

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CNA “ottima notizia e congratulazioni al Comune, adesso accelerare”

Premiato il progetto per la navigabilità dell’Arno, secondo Francesco Oppedisano Presidente della CNA di Pisa e di Beppe Sardu Direttore Generale CNA, si tratta di una “ottima notizia, è l’occasione giusta per accelerare sui progetti di navigabilità dell’Arno e di trasformazione della governance per dotare la città di uno strumento più idoneo a gestire il circuito Arno Navicelli Mare.

Sia l’entità del finanziamento, sia il contesto in cui è stato conseguito, cioè una selezione nazionale, rappresentano un ideale trampolino per lanciare con decisione le idee già messe nero su bianco con il Protocollo che anche noi abbiamo sottoscritto. E’ una opportunità preziosa per dare concretezza alle prospettive che la navigabilità dell’Arno e il suo collegamento al Canale Navicelli, insieme ad un approccio politico rinnovato possono dare al sistema turistico pisano e alla città tutta”.

SPIAGGE – Il Governo difenda l’Italia

CNA chiede al Governo di difendere la misura contenuta nel Decreto Rilancio, e convertita in legge dal Parlamento, di estendere al 2033 le concessioni demaniali marittime attualmente valide. Una misura fondamentale per garantire stabilità al comparto, in un momento di crisi gravissima per il settore, e rilanciare gli investimenti. Investimenti parzialmente ripartiti nella scorsa estate e in particolare ad agosto grazie alla presenza sulle spiagge italiane di oltre dieci milioni di turisti nostri connazionali, quasi 20mila in più del 2019. Moltissimi comuni costieri, inoltre, hanno già completato la procedura amministrativa di estensione delle concessioni, secondo quanto stabilito dalla norma nazionale che tiene conto del principio di tutela del legittimo affidamento, da sempre sostenuto dalla CNA e riconosciuto dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea del luglio 2016.

La richiesta fa seguito all’inattesa decisione della Commissione europea di inviare all’Italia una lettera di costituzione in mora relativa al rilascio di concessioni balneari. Il nostro Paese dispone ora di due mesi per rispondere alle contestazioni di Bruxelles.

 

Rivedere i criteri dei Ristori: La Camera ha accolto la richiesta di CNA

Il Parlamento accoglie la richiesta della CNA di modificare i criteri per i ristori superando i codici Ateco e ampliare la moratoria fiscale. L’Aula della Camera infatti ha approvato praticamente all’unanimità la risoluzione per lo scostamento di bilancio. Un passo in avanti importante che ora dovrà essere rapidamente tradotto in un nuovo meccanismo per erogare i contributi a fondo perduto.

La risoluzione indica che nel “quadro delle risorse sono da considerarsi favorevolmente le proposte volte a rafforzare l’efficacia degli interventi per il sostegno dei lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti, attraverso l’ampliamento della moratoria fiscale a tutte le attività economiche che hanno subito importanti cali di fatturato”.

Inoltre la risoluzione prevede che è “necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico di natura perequativa che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici Ateco e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato”.

Con la crescita dei contagi e la differenziazione delle restrizioni su base regionale, CNA ha subito sottolineato che i meccanismi individuati nei decreti ristori non riescono a dare adeguata tutela alle imprese, autonomi e professionisti. La situazione ha reso totalmente inadeguato

Il meccanismo dei codici Ateco, che richiedono quotidiani aggiustamenti. Diventa quindi indispensabile adottare come criterio per acceder al contributo a fondo perduto il calo di fatturato, unico strumento che effettivamente fotografa l’andamento delle imprese. In questa logica il riferimento non può essere limitato allo scorso mese di aprile ma dovrà tenere in considerazione un periodo più congruo, considerando la ciclicità di molti settori dell’economia.

Apprezziamo la volontà del Governo di allentare alcune misure restrittive

CNA Turismo e Commercio apprezza le ipotesi avanzate dal governo di allentare alcune misure restrittive, che gravano sul settore della distribuzione al dettaglio, in prossimità delle feste natalizie. Pur nel rigoroso rispetto delle norme per il contenimento della pandemia, infatti, è possibile consentire all’intero comparto di non perdere il periodo commercialmente più interessante dell’anno, restituendo perdipiù vivibilità ai centri storici italiani. In particolare, CNA Turismo e Commercio auspica il posticipo della chiusura dei negozi perlomeno fino alle 22, eventualmente con ingressi regolamentati nelle strade e nelle piazze dedicate allo shopping così come nei centri commerciali, favorendone di conseguenza l’apertura anche nei fine settimana.

Garantire la sopravvivenza della filiera turistica

E programmare il rilancio

Garantire prioritariamente la sopravvivenza di tutte le imprese della filiera turistica. E, nel contempo, programmare il rilancio di un comparto socio-economico fondamentale per l’Italia, che vale il 13 per cento circa del prodotto interno lordo nazionale e che per metà è generato dalla domanda estera. Lo ha chiesto CNA Turismo in audizione di fronte alla decima commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato.

Nel primo semestre di quest’anno il settore ha perso intorno al 70 per cento del proprio fatturato e, dopo la leggera ripresa estiva, la tendenza è in parte addirittura peggiorata, arrivando a segnare un -80 per cento di fatturato nelle città e nei borghi d’arte. Una catastrofe dalla quale non si è salvato nessuno, dagli albergatori alle guide turistiche.

Sul fronte del sostegno alle imprese il governo ha accolto diverse istanze della CNA: l’accesso alla cassa integrazione e al Fis; il riconoscimento del credito d’imposta sugli affitti di esercizi commerciali e alberghi; l’attribuzione di ristori, in particolare a favore degli operatori turistici dell’offerta organizzata. Questi sostegni, però, alla luce del ri-acutizzarsi della crisi vanno confermati, integrati e calibrati sulle esigenze dell’intero comparto, coinvolgendo così anche il numero significativo di imprese che non rientrano tra i codici Ateco prescelti. Il periodo di validità degli aiuti, peraltro, va allungato in maniera rimarchevole, considerato che le conseguenze della crisi è probabile persistano a lungo anche nel 2021.

CNA Turismo, inoltre, ha chiesto di: innalzare l’importo dei contributi a fondo perduto (in considerazione del prolungarsi della crisi); bloccare gli sfratti negli immobili occupati da imprese del settore per tutto il periodo della pandemia; alzare dal 60 perlomeno all’80 per cento la percentuale del credito d’imposta in favore dei locatori, estendendone l’arco temporale di vigenza e prevedendo lo stesso genere d’intervento anche per le nuove imprese, che al momento non godono di benefici; escludere dal versamento dell’Imu anche i gestori delle attività, oltre ai locatori che già ne godono.

In previsione dell’auspicabile superamento della pandemia e della crisi, non solo sanitaria, che ne è derivata, CNA Turismo ritiene necessario mettere in campo una fase di governance permanente del turismo italiano attraverso tavoli istituzionali in grado di monitorare tutte le fasi di ripartenza e definitivo rilancio del settore nel nostro Paese. E’ indispensabile, infatti, che le istituzioni condividano con le imprese le strategie, e la loro messa in pratica anche in ambito europeo e internazionale. L’offerta turistica italiana va calibrata sulla domanda, già in profondo mutamento e che tutto lascia prevedere possa ulteriormente rimodellarsi dopo la pandemia. L’intera filiera turistica italiana va, in questa ottica, ulteriormente sostenuta e incentivata per sviluppare nuove competenze e professionalità, guadagnare in competitività attraverso l’innovazione, specializzarsi per evitare rischi di competizione interna meramente dannosa.

WINE FASHION 2020 – Una serata all’insegna del glamour e dell’eleganza

Tre appuntamenti permetteranno di scoprire tre luoghi magici del nostro territorio.

2 OTTTOBRE
La prima serata sarà ospitata presso la Fattoria Uccelliera

16 OTTOBRE
La seconda serata sarà ospitata presso Podere la Chiesa

30 OTTOBRE
La manifestazione si concluderà presso Pieve de’ Pitti

La manifestazione, promossa da CNA, in collaborazione con Stairway To Event, società di organizzazione di eventi e con il supporto di Terre di Pisa, vuole mettere in luce due importanti realtà economico – produttive del territorio pisano, il settore della moda e quello dell’artigianato artistico. Il concept della serata è stato creato con il supporto della stylist e designer Caterina Matteucci di Le Catematte.

Gli ospiti saranno accolti alle 18.30 e guidati alla scoperta della cantina e dei suoi prodotti; la visita si concluderà con una degustazione dei vini accompagnata dai prodotti del nostro territorio. La location sarà impreziosita da una piccola mostra con alcuni pezzi unici delle seguenti aziende appartenenti al settore dell’artigianato artistico, Cassigoli, Cooperativa Altieri.

Le splendide creazioni degli artigiani del settore della moda, sfileranno indossate da quattro modelle, che per l’occasione saranno truccate ed acconciate da professionisti del settore.

Per il settore della moda, Laura De Cesare e i Maestri Tuscany, sfileranno presso la Fattoria Uccelliera; Calzaturificio Ambra Cavallini, Le Catematte e Vinea Bags le troverete a Podere la Chiesa. In chiusura a Pieve de’ Pitti si potranno ammirare le creazioni di Buti Pelletterie e del Carato.

In ottemperanza alle restrizioni del Covid-19, ad ogni serata potranno partecipare un massimo di 50 persone.
La prenotazione è obbligatoria.

Info e Prenotazioni:

Ivana Cerato
338 5910998
ivana.cerato@gmail.com

DL agosto, turismo: contributo a fondo perduto per gli esercizi commerciali nei centri storici di 29 città d’arte

Sono 29 le città d’arte ad alta vocazione turistica in cui gli esercizi commerciali aperti al pubblico nei centri storici godranno del contributo a fondo perduto previsto dal decreto legge Agosto approvato venerdì 8 agosto dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il provvedimento stanzia oltre 500 milioni di euro da destinare a un parziale ristoro per i soggetti che svolgono attività di vendita di beni o servizi al pubblico che abbiano subito un calo del fatturato di almeno un terzo rispetto al 2019, dovuto alla assenza di turismo internazionale. Il contributo verrà determinato sulla base di una percentuale variabile applicata alla differenza tra fatturato e corrispettivi di giugno 2020 con quelli di giugno 2019.

L’elenco completo delle città d’arte coinvolte, realizzato in base al rapporto tra presenze di turisti stranieri e residenti, è consultabile nella tabella allegata e riporta i seguenti Comuni: Venezia, Verbania, Firenze, Rimini, Siena, Pisa, Roma, Como, Verona, Milano, Urbino, Bologna, La Spezia, Ravenna, Bolzano, Bergamo, Lucca, Matera, Padova, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Napoli, Cagliari, Catania, Genova, Palermo, Torino e Bari.

 

Agosto 2020 – Italiani al mare in Italia

Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna conquistano il podio delle regioni con maggiore afflusso sulle spiagge

Trentacinque milioni di presenze sotto l’ombrellone degli stabilimenti balneari. Un dato che conforta rispetto all’andamento molto negativo di giugno e luglio. E può rappresentare – sperano gli operatori – il primo passo del lungo cammino verso l’auspicata ripresa di uno dei settori più martoriati dall’emergenza sanitaria: il turismo.

Litorali da “tutto esaurito”

A registrare il risultato dell’agosto al mare una indagine di CNA Turismo condotta tra i propri associati di tutta Italia. Una indagine dalla quale risulta, appunto, che, complice anche il caldo eccessivo, le località costiere ad agosto sono tornate a un accenno di normalità. Sia pure nella (quasi) assenza, tranne in poche località, di vacanzieri stranieri. Un dato che lascia sperare in qualcosa di buono anche a settembre, condizioni metereologiche e sanitarie permettendo.

Ristorazione di successo

Puglia, Toscana ed Emilia-Romagna conquistano il podio delle regioni con maggiore afflusso sulle spiagge. Con Sardegna, Lazio e Campania a ridosso. Presi d’assalto, pur nel rispetto delle regole emergenziali, i punti di ristoro negli stabilimenti: la dimostrazione che la qualità dei servizi proposti dagli stabilimenti ha costituito un punto di forza dell’offerta.

Stabilimenti di prossimità

Il turismo balneare non si è sottratto alla tendenza principe dell’estate 2020: la vacanza è breve e di prossimità. L’emergenza sanitaria, inoltre, ha spinto molti turisti a preferire gli appartamenti alle strutture collettive. E, chi l’aveva a disposizione, ha riaperto una “seconda casa”, pur senza alcuni comfort quali il condizionatore. Dopo anni nei quali l’aveva in pratica dimenticata per mete più ambite, spesso all’estero. Tanto che per tornarci probabilmente ha dovuto utilizzare il navigatore.

Punti di forza

I 700 comuni rivieraschi e le oltre 1500 località balneari delle 15 regioni costiere italiane hanno usufruito di una serie di concause. A monte, la crescita della fiducia, come dimostra la rilevazione Istat che ad agosto registra un aumento del clima positivo dei consumatori e del sentimento economico, il secondo più elevato in tutta l’Unione europea. Una fiducia che ha spinto a spendere in divertimento. Ma a fare la propria parte sono stati anche i bonus turismo.

La convinzione che in Italia si potesse tutelare la propria salute più e meglio che all’estero ha, a sua volta, avuto un ruolo importante. E così la bellezza paesaggistica delle coste italiane, l’offerta di servizi di qualità negli stabilimenti, la disponibilità di case da affittare o di seconde case di famiglia nelle località di villeggiatura, la vicinanza al mare di grandi centri abitati (per fare qualche esempio, Roma, Bologna, Firenze sono a breve distanza dalle spiagge) dai quali le famiglie potevano tranquillamente fare pendolarismo vacanziero.

Le regine delle vacanze

Ma quali sono state le mete preferite degli italiani che hanno scelto il mare ad agosto? Dall’indagine di CNA Turismo emerge che la palma di regione dalle spiagge più ambite è stata la Puglia. Gallipoli e tutto il Salento, le Isole Tremiti, Vieste le località pugliesi più accorsate.

Dietro la Puglia due mete tradizionali del turismo balneare: Toscana ed Emilia-Romagna rispettivamente. In Toscana le località più frequentate sono risultate Viareggio, Forte dei Marmi, l’Isola d’Elba e Punta Ala. In Emilia-Romagna: Rimini, Riccione, Milano Marittima, Cervia, i lidi ferraresi.

A ridosso del trio di testa si piazzano Sardegna, Lazio e Campania. Purtroppo il successo della Sardegna è stato minato dal comportamento sconsiderato di una minoranza molto limitata di turisti, non locali, disattenti alle regole. Al contrario, il rispetto delle regole ha contribuito a determinare quasi dappertutto il successo delle spiagge nazionali. Peccato. La graduatoria scorre con Marche, Veneto, Calabria, Sicilia, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Abruzzo, Basilicata e Molise. Dovunque, però, l’effervescenza turistica è risultata molto significativa.

In controtendenza rispetto alla quasi generalità italiana, in alcune località si è rilevata anche una forte presenza di turisti stranieri. È il caso di Jesolo, in Veneto, dove il riscontro è stato nel complesso da tutto esaurito, o quasi. E dove a fare la differenza sono stati proprio i turisti stranieri (di lingua tedesca in particolare) che hanno sfiorato il 50% dei villeggianti.

Turismo 2020: a Ferragosto gli italiani puntano sui borghi

A Ferragosto e nei giorni del picco vacanziero estivo gli italiani puntano sui borghi, oltre che sulle spiagge. E su una miscela fatta di quiete, passeggiate all’aria aperta, eccellenze enogastronomiche, artigianato di qualità, nuove esperienze, tesori d’arte sconosciuti. Anche per dimenticare, per quanto possibile, il coronavirus e tutti i problemi che ha portato. E proprio i borghi potrebbero rappresentare l’atout del turismo italiano nelle prossime settimane e fino all’autunno inoltrato. Sulla scia di una nuova filosofia di vita, magari dettata dalla “paura” in qualcuno, ma sempre più scelta consapevole. A rilevarlo una indagine congiunta condotta da CNA Turismo e CNA Agroalimentare tra i propri iscritti su tutto il territorio nazionale.

Scrigno nazionale

Sono quasi 6mila i borghi italiani con appeal turistico. La loro forza attrattiva si sprigiona in tutto il territorio nazionale, senza distinzioni tra borghi di montagna, collinari, marittimi. Lo scorso anno hanno registrato oltre 20 milioni di arrivi e 90 milioni di presenze. Numeri impossibili da raggiungere nel 2020 a turismo straniero praticamene azzerato. Anche se, a esempio da Londra, il quotidiano di qualità “The Guardian” ha dedicato toni entusiastici e suggerimenti proprio all’Italia dei borghi. Si percepiscono intanto incoraggianti e diffusi segnali di ripresa tra i vacanzieri nazionali. Prima di tutto per i borghi non troppo distanti dal mare e dai laghi, che attraggono di preferenza quanti già si sono concessi un periodo in spiaggia.

Offerta tutta da gustare

Il borgo, però, non è considerato dal turista come classica ciliegina sulla panna. Sta diventando un dessert a tutto tondo. In proprio. Principalmente come base delle vacanze legate all’enogastronomia. L’Italia è il Paese europeo con più prodotti garantiti: 304 specialità alimentari e 524 vini, dati in continua crescita. In ogni regione ci sono mediamente oltre 40 denominazioni di qualità che, in unione con i siti culturali e i beni paesaggistici, rendono il territorio del Belpaese unico al mondo. Quest’anno un attrattore importante del “nuovo” turismo sono i distretti del cibo, dove nascono gli oltre 5mila prodotti tradizionali regionali censiti e vive la più grande rete mondiale di mercati agroalimentari. Dalla indagine emerge che tra poco meno del 40 per cento del bilancio familiare e personale dei vacanzieri quest’anno sarà destinato all’alimentazione e all’acquisto di prodotti alimentari e manufatti artigiani. Un prezioso valore aggiunto per i territori coinvolti.

Sporcarsi le mani

Un altro punto di forza dei borghi che sta emergendo nell’Italia del dopo-lockdown è il turismo esperienziale, vale a dire la ricerca di esperienze creative, innovative e partecipative. Una ricerca che trae parte del suo successo anche dalla esplosione di manualità emersa nei mesi del confinamento. E’ il caso della produzione in proprio di pane. Ora molti turisti approfittano della pausa di agosto per coltivare e migliorare la propria artigianalità, finora fai-da-te. Il viaggiatore si può immergere nella vita del borgo – “sporcandosi” letteralmente le mani nella fabbricazione, a esempio, di prodotti ceramici – e nell’ambiente rurale, in questo caso collaborando ad attività di coltivazione, allevamento, trasformazione.

Come innovare l’offerta

Lo scenario, insomma, apre spiragli alla speranza. Condizione necessaria per irrobustire una tendenza anche a termine non brevissimo, a esempio dall’anno prossimo, è il lancio di un ventaglio di iniziative. Con una forte e incisiva attività comunicativa che si possa rivolgere ai turisti italiani e, in prima battuta, anche ai potenziali vacanzieri europei. Strategico è puntare sui giovani che possono diventare “testimonial” eccezionali attraverso i “social”, a cominciare da Instagram. Un progetto di ampio respiro che si avvalga del valore aggiunto di tour operator, agenzie di viaggio, guide specializzate. Soggetti, questi, in grado di dare risalto alle bellezze e alle specialità locali stimolando la nascita di percorsi – di gusto, saperi, tradizioni – sostenibili e attenti all’ambiente. In attesa dell’auspicata ripartenza turistica internazionale, l’Italia potrebbe così farsi trovare allenata e pronta alla competizione con la concorrenza estera forte della sua offerta innovativa. E dei buoni bicchieri di vino (e non solo) che si possono gustare da un capo all’altro d’Italia.