Rivedere i criteri dei Ristori: La Camera ha accolto la richiesta di CNA

Il Parlamento accoglie la richiesta della CNA di modificare i criteri per i ristori superando i codici Ateco e ampliare la moratoria fiscale. L’Aula della Camera infatti ha approvato praticamente all’unanimità la risoluzione per lo scostamento di bilancio. Un passo in avanti importante che ora dovrà essere rapidamente tradotto in un nuovo meccanismo per erogare i contributi a fondo perduto.

La risoluzione indica che nel “quadro delle risorse sono da considerarsi favorevolmente le proposte volte a rafforzare l’efficacia degli interventi per il sostegno dei lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti, attraverso l’ampliamento della moratoria fiscale a tutte le attività economiche che hanno subito importanti cali di fatturato”.

Inoltre la risoluzione prevede che è “necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico di natura perequativa che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici Ateco e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato”.

Con la crescita dei contagi e la differenziazione delle restrizioni su base regionale, CNA ha subito sottolineato che i meccanismi individuati nei decreti ristori non riescono a dare adeguata tutela alle imprese, autonomi e professionisti. La situazione ha reso totalmente inadeguato

Il meccanismo dei codici Ateco, che richiedono quotidiani aggiustamenti. Diventa quindi indispensabile adottare come criterio per acceder al contributo a fondo perduto il calo di fatturato, unico strumento che effettivamente fotografa l’andamento delle imprese. In questa logica il riferimento non può essere limitato allo scorso mese di aprile ma dovrà tenere in considerazione un periodo più congruo, considerando la ciclicità di molti settori dell’economia.

Aperti per Ferie

Ad agosto non tutti chiudono. Anzi qualcuno sta aperto proprio per garantire servizi e prodotti.

Aperti per Ferie è l’elenco delle attività associate a CNA, divise per settore, che resteranno aperte per tutto il mese e che potrete contattare in caso di necessità.

L’elenco è parziale e passibile di modifiche (ad oggi sono presenti solo gli associati di CNA che hanno risposto finora all’appello).

CLICCA QUI per scaricare l’elenco delle attività: APERTI PER FERIE 2020

Colombe e uova, produzione artigianale in picchiata

Lo dice una ricerca di CNA agroalimentare

Agnello e capretto, torta pasqualina e casatiello, lasagne verdi e brodo di gallina. Da un capo all’altro dell’Italia nemmeno in questa Pasqua di tristezza e isolamento mancheranno i piatti della rigogliosa tradizione culinaria tricolore, tranne nelle aree più duramente piagate dall’epidemia.

Piccolo non è più bello

A salire sul podio dell’offerta gastronomica saranno anche i dolci tipici: la colomba, le uova, le specialità locali come la pastiera napoletana. Ma con due profonde differenze rispetto al recente passato: s’impenna il consumo del fatto in casa, perlomeno per i dolci da fornoE crollano le produzioni artigianali (parzialmente a favore dei dolci industriali) a causa delle restrizioni imposte a pasticcerie, cioccolaterie e gelaterie costrette alla chiusura per l’emergenza e con uno spazio di tempo a disposizione molto ristretto per poter organizzare con sistematicità la consegna a domicilio. A rilevarlo una indagine condotta congiuntamente da CNA Agroalimentare e CNA Commercio tra i propri iscritti.

Colomba sempre preferita

A Pasqua si prevede che, su sei tavole italiane ogni dieci, verrà portata una colomba. Con una fortissima presenza di prodotti industriali, venduti tramite la grande distribuzione e spesso consegnati a emergenza non ancora scoppiata. Nel frattempo sono destinate a precipitare le produzioni artigianali, in calo da un anno all’altro di oltre il 50%. E ad aumentare i dolci fatti in casa: non c’è sito gastronomico che in questi giorni non propone la sua ricetta. Complessivamente, comunque, l’indagine prevede un calo delle vendite rispetto al 2019 calcolato nell’ordine perlomeno del 20%. Causa del combinato disposto dell’esplosione del fai da te e delle difficoltà nel fare la spesa, tra orari ridotti, file allungate e controlli di ordine pubblico.

L’uovo si è sciolto

L’indagine valuta in un ordine percentuale ancora superiore il calo delle vendite di uova di Pasqua, ipotizzato intorno al 30%. In questo caso la produzione artigianale si è praticamente azzerata. Un colpo fortissimo. Rischia di essere letale per molti piccoli produttori che in queste festività realizzavano tra un quarto e un terzo del loro fatturato. Sul fronte del cioccolato, peraltro, la produzione industriale non ha recuperato la fortissima riduzione artigianale. Colpa del taglio ai consumi di beni non indispensabili. E della riduzione degli spazi dedicati ai prodotti non primari nelle superfici commerciali, per rispettare le misure di sicurezza e in particolare la distanza tra i clienti.

La riscoperta del territorio

Il fai da te ha rilanciato i dolci locali tradizionali: gubana e agnello di marzapane, ciaramicola e focacce varie e, soprattutto, la pastiera napoletana. Una specialità, quest’ultima, che si è conquistata uno spazio proprio uscendo dai confini partenopei per diventare un dolce nazionale: da qualche anno la sua ricetta è tra le più ricercate in rete, secondo Google Trends.

 

Modifica attività essenziali – CNA: rischiano di generare caos

CNA è profondamente preoccupata per l’esito del confronto tra Governo e sindacati per la modifica dell’elenco delle attività produttive essenziali dopo appena 48 ore dal Dpcm del 22 marzo.

La Confederazione stigmatizza il merito e il metodo. La lista individuata nell’allegato al decreto del Presidente del Consiglio rappresenta un delicato equilibrio che rispetta la priorità della tutela della salute e le esigenze fondamentali degli italiani che devono poter disporre di beni e servizi essenziali, dai prodotti alimentari a quelli sanitari.

La complessità delle filiere, l’elevato livello di esternalizzazioni da parte di tutte le imprese, la profonda integrazione del sistema produttivo rendono alquanto complicato definire le attività essenziali.

CNA ricorda che le associazioni datoriali e i sindacati, sotto la regia del Governo, il 14 marzo hanno condiviso e sottoscritto un protocollo che individua le misure per assicurare la salute delle persone in ogni luogo di lavoro.

È irragionevole che la modifica dell’allegato sia avvenuta sotto la minaccia di uno sciopero e senza il coinvolgimento delle imprese il cui unico interesse, in questa fase di emergenza, è contribuire a combattere il virus. È altresì inaccettabile l’idea che alcuni si ergano a garanti della salute pubblica che spetta alle istituzioni competenti verso le quali tutti dobbiamo avere la massima fiducia.

CNA segnala inoltre i rischi di confusione che si potranno generare dalla misura secondo cui i Prefetti dovranno consultare le organizzazioni sindacali per definire quali imprese svolgono attività essenziali pur non essendo inserite nell’elenco.

L’Italia sta vivendo una fase di estrema emergenza e c’è assoluto bisogno di una catena di comando chiara, coerente e univoca, ancorata ai valori democratici e al dettato costituzionale. Il rischio è quello che inizi a serpeggiare il virus del caos, con effetti devastanti per la convivenza civile e il tessuto sociale del Paese.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

800 mila euro per le imprese che iniziano a produrre mascherine

Il Governo premia le imprese che ampliano o riconvertono gli impianti per produrre dispositivi medici e di protezione individuale

Sono partite il 26 marzo, alle 12 (v. sito di Invitalia), le domande per ottenere le agevolazioni previste dal decreto Curaitalia (GU n.78 del 24 marzo).

Tanto più veloci saranno le riconversioni, tanto più alti saranno i contributi

Tra le misure per contenere l’emergenza epidemiologica covid-19 è prevista, infatti, la concessione di un finanziamento agevolato a tasso zero. Il finanziamento copre il 75% dell’investimento e può essere accompagnato da un contributo a fondo perduto variabile: 100% se la produzione sarà avviata entro 15 giorni, 50% entro 30 giorni e 25% entro 60 giorni.

Chi può accedere ai finanziamenti?
Le imprese costituite in forma societaria e in regime di contabilità ordinaria che effettuano investimenti tra 200mila e due milioni di euro a partire dal 17 marzo di quest’anno. L’agevolazione massima è di 800mila euro. Rispetto all’investimento, l’impresa deve garantire una copertura finanziaria pari al 25%.

Cosa coprono i finanziamenti?
L’acquisto di beni strumentali, eventuali lavori di muratura e programmi informatici.

Al progetto di investimento dovrà essere allegata una relazione tecnica asseverata che attesti la capacità produttiva dell’impresa.

#CURAITALIA INCENTIVI è la misura che sostiene la produzione e la fornitura di dispositivi medici e di dispositivi di protezione individuale (DPI) per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19.

Beneficiari
Gli incentivi si rivolgono a tutte le imprese costituite in forma societaria (anche le società di persone) senza vincoli di dimensione. Sono escluse le ditte individuali e le partite IVA

Progetti ammissibili
Ampliamento della capacità di una unità produttiva esistente già adibita alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale.

Riconversione di una unità produttiva esistente già adibita alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale.

Spese ammissibili

a) Opere murarie strettamente necessarie alla installazione o al funzionamento dei macchinari o impianti ad uso produttivo;

b) macchinari, impianti ed attrezzature varie commisurate alle esigenze del ciclo produttivo;

c) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;

Massimali d’investimento

Investimento minimo € 200.000,00

Investimento massimo € 2.000.000,00

Importo dell’agevolazione

Previsto un mutuo agevolato a tasso zero a copertura del 75% del programma di spesa, rimborsabile in 7 anni, più un anno di pre-ammortamento.

Gli incentivi saranno erogati sull’investimento e il capitale circolante. Previsto un anticipo del 60% della spesa senza garanzie al momento dell’accettazione del provvedimento di ammissione alle agevolazioni.

Premialità

Il mutuo agevolato può trasformarsi in fondo perduto in funzione della velocità di intervento:

· 100% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 15 giorni

· 50% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 30 giorni

· 25% di fondo perduto se l’investimento si completa entro 60 giorni

Scadenza e presentazione delle domande

Presentazione domande a partire dalle ore 12.00 del 26 marzo 2020

Per informazioni, assistenza e consulenza:

Marlene Sotomayor Gonzalez
050 876594
sotomayor@cnapisa.it

CNA-ASSA: “Preoccupazione per terzisti del Distretto del Cuoio”

EMERGENZA CORONAVIRUS – CNA-Assa: “Preoccupazione per terzisti del Distretto del Cuoio. Stop mutui e pagamenti, dilazioni lunghe per successivi rientri, misure straordinarie per protezione posti di lavoro. A rischio i 2000 addetti del conto-terzi”

 

L’emergenza economia per coronavirus, si estende a macchia d’olio.

Forti preoccupazioni anche per il settore della moda ed in particolare pelle e cuoio, sono emerse da parte di CNA e Assa Terzisti nell’incontro avvenuto ieri sera presso la sede Assa di S. Croce alla presenza dei rispettivi vertici. All’incontro hanno partecipato il Presidente CNA Francesco Oppedisano, il Direttore Generale Giuseppe Sardu e la Coordinatrice CNA di zona Barbara Carli oltre al Presidente di Assa Alberto Giannangeli, il Direttore Gionata Moroni, e la maggioranza dei componenti l’intero Consiglio di Amministrazione di Assa

“La situazione è molto grave – si legge in una nota fortemente condivisa CNA-ASSA e da tutti gli esponenti presenti; le nostre imprese in questi giorni stanno smaltendo gli ultimi ordini e non ci sono prospettive di ripresa visto che i segnali che ci arrivano dalle aziende conciarie committenti, sono di uno stop di una forte riduzione o sospensione di ordinativi e quindi a cascata le ripercussioni negative si faranno sentire su tutta la filiera produttiva. La prima richiesta che emerge con forza da CNA e ASSA sono misure protettive da attivare subito prima che si possa sentire tutto il peso negativo della contrazione che sta subendo tutto il comparto moda. Il più colpito insieme ai settori legati al turismo ed ai trasporti.

Le misure di sostegno vanno tarate su aziende più deboli come i terzisti che sono meno capitalizzati e dipendono dai cicli e dai flussi dettati da mercato e da ritmi di lavoro delle concerie. Si tratta di aziende che si sostengono con i flussi finanziari legati ai flussi produttivi. Uno stop dell’uno provoca ripercussioni immediate sull’altro. Prevenire situazioni di crisi dovrebbe essere l’obiettivo principale e proteggere gli anelli più deboli della catena è un interesse di tutti anche per potersi trovare nelle condizioni di poter cogliere con reattività e rapidità eventuali sintomi di ritorno alla normalità e ripresa dei mercati”.

CNA e Assa, giudicano “positivamente che il Distretto abbia finalmente deciso di riunirsi il 12 marzo. Il Distretto può battere un colpo forte e anzi rivitalizzarsi, per gestire al massimo delle possibilità questa emergenza dopo due anni di inattività.

Le richieste sono di vedere estese anche a tutto il comparto moda le misure previste per le zone rosse e il comparto turistico. Su questo fronte, oltre a prevedere una sospensione di ogni pagamento fiscale e contributivo per almeno 4/6 mesi, vanno sospesi anche leasing, rate e mutui. Sono decisive anche la messa a disposizione, come peraltro sta avvenendo, di misure protettive dell’occupazione. Per il personale dipendente occorre attivare tutti gli strumenti disponibili: CIG ordinaria, straordinaria ed in deroga per quei casi (circa il 10% di aziende secondo stime Assa) che non ha sistemi di protezione né bilateralità (a livello toscano l’EBRET per imprese Artigiane, già pronto per ricevere le richieste ed erogare le indennità). Occorre ricordare che, all’interno del comparto conto terzi del conciario nel Distretto Industriale di Santa Croce Sull’Arno, trovano occupazione il 50% circa del totale addetti impegnati nell’intero settore; tradotto in numeri significa che circa 2000 addetti operano e lavorano nel comparto conto terzi”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA pisa)

DIGITAL EXPORT ACADEMY – Tappa di Prato

ICE-Agenzia, in collaborazione con CNA, organizza il percorso formativo “Digital Export Academy” destinato ad aziende della filiera arredo e complementi di arredo che vogliono intraprendere programmi di internazionalizzazione avvalendosi dei nuovi strumenti digitali.

L’iniziativa si svolgerà a Prato presso la sede di CNA Toscana Centro –  Via Zarini 350/c, sala Biffoni.

Si tratta di 8 giornate formative organizzate in blocchi di 2 giornate dalle 9:00 alle 17:30:

–          02-03 ottobre 2019

–          16-17 ottobre 2019

–          30-31 ottobre 2019

–          13-14 novembre 2019

Sarà ammesso un solo partecipante per azienda.

La partecipazione è gratuita.

Nel caso di aziende interessate qui sotto i link al programma e ai requisiti richiesti per l’iscrizione:
DIGITAL EXPORT ACADEMY – Programma

NAUTICA – CNA: È iniziata la rimonta della nautica italiana da diporto

Dal 2014 al 2018 la produzione è aumentata del 33%

Dopo gli anni della caduta dal 2008 al 2013, a partire dal 2014 è iniziata la rimonta. E il 2017 ha segnato, per il secondo anno, consecutivo la crescita del fatturato. Parliamo della nautica da diporto italiana. Un miracolo? Nessun miracolo, solo la fortissima tenacia e la grandissima qualità di un sistema diffuso di artigiani e piccole imprese. È questo il vero motore che sta spingendo la nostra nautica fuori dalla crisi.

A rilevarlo il Rapporto di ricerca di CNA Nautica “Dinamiche e prospettive di mercato della filiera nautica del diporto”, giunto quest’anno alla sesta edizione, presentato a Viareggio il 12 maggio 2018.

Tra gennaio 2014 e gennaio 2018 la produzione di imbarcazioni da diporto nel nostro Paese è aumentata del 33,1%. Segnando una performance migliore dell’andamento medio del settore manifatturiero. E portando il fatturato complessivo del comparto a quattro miliardi di euro, poco sotto il livello del 2009.

Sta riemergendo a grandi tappe la storica eccellenza produttiva che la crisi aveva azzannato dolorosamente, complice politiche penalizzanti. La più devastante di tutti: la tassa di possesso sulle imbarcazioni da diporto. Una follia che ha messo in ginocchio il mercato nazionale e allontanato dagli approdi italiani un gran numero di diportisti, spingendoli verso gli scali dei Paesi limitrofi, dove questa imposizione non esisteva. Una imposizione assurda che in seguito è stata abolita. Ma ha inferto danni gravissimi le cui conseguenze si soffrono ancora oggi. Anche nel 2016 la flotta nautica italiana immatricolata ha registrato un calo.

Una filiera complessa

Oltre a scontare i danni provocati da miopia politica e invidia sociale, che trasformano un gommone in un oggetto di gran lusso e il suo proprietario in un evasore fiscale incallito, la nautica da diporto paga, purtroppo, anche la sottovalutazione di una contabilità statistica a maglie ridotte. Quando si pesa il valore economico (e sociale, in termini di occupazione e ricchezza diffusa) del comparto si tiene conto solo dell’attività strettamente cantieristica. Vale a dire della costruzione e della riparazione di imbarcazioni. Senza valutare tutte le altre strutture produttive e di servizio funzionali alla nautica da diporto. Un  insieme molto ampio di prodotti, che spazia dal settore tessile (vele e cime) ai mobili (arredi interni), dalla produzione e installazione di macchine e apparecchiature (impianti) ai prodotti in metallo (eliche, ancore), dalla meccanica (motori) alla strumentazione (bussole, radar, Gps, software). Connessa alla nautica, inoltre, è un’ampia gamma di servizi turistici e portuali, che va dalle scuole nautiche al trasporto delle imbarcazioni, dal rimessaggio al refit. Un combinato disposto che vale il 44% del giro d’affari (contro il 56% della produzione) e che  rende la nautica molto più rilevante di quanto emerga dalle statistiche ufficiali, che non ne fanno percepire il reale valore economico e occupazionale e quindi non permettono di misurarne e apprezzarne la portata.

Il ruolo dei “piccoli”

La piccola dimensione delle imprese rappresenta il tratto caratteristico del settore nautico italiano. Dai dati Istat aggiornati al 2015 risulta che le imprese con meno di 50 addetti sono il 97,9% della totalità. E contribuiscono al 46,8% dell’occupazione, al 21,8% del fatturato e al 35,1% del valore aggiunto.

Negli anni della crisi la cosiddetta “piccola nautica” (le imprese che fatturano fino a 5,1 milioni di euro) è stata colpita, però, da un autentico tsunami economico. Tra il 2009 e il 2014 sono state spazzate via il 13,9% delle imprese con il 23,9% di addetti, un dato peggiore del sistema manifatturiero complessivo, che ha perso il 9,7% delle imprese e il 12,2% dei dipendenti. Una selezione darwiniana che ha riguardato, in particolare, le imprese meno dotate patrimonialmente (le società di persone sono calate del 25,9%, le ditte individuali del 16,9%) lasciando in sostanza intatto il numero di società di capitali, diminuite del 2,9%.

Come irrobustire la ripresa

Il recupero del settore nautico – bisogna sottolinearlo – è frutto delle capacità imprenditoriali italiane. Una battaglia condotta in solitudine, senza aiuti e senza sostegni economici. Ma in difetto di una politica di sistema è difficile che il comparto possa esprimere tutte le sue potenzialità. Anzi, rischia di pagare nuovamente pegno in caso di frenata dell’economia. CNA Nautica chiede prima di tutto una politica fiscale meno penalizzante. Sottolinea l’importanza di politiche di sostegno all’innovazione, alla ricerca e allo sviluppo per porre micro e piccole imprese in condizioni di maggiore competitività nella sfida internazionale, anche per evitare la mono-committenza che mette a repentaglio la sopravvivenza di tante piccole imprese in caso di crisi di un grande produttore. Sul fronte dei servizi, è necessario cercare di intercettare e “catturare” la clientela straniera. CNA Nautica propone di snellire la normativa e di semplificare i regimi amministrativi e i controlli (prendendo esempio dai Paesi concorrenti), a esempio diffondendo, per la nautica da diporto, la prassi del Bollino Blu per evitare la duplicazione degli accertamenti. Va, inoltre, potenziata la rete infrastrutturale di porti e approdi turistici e se ne deve migliorare la qualità, l’ampiezza, la profondità dei fondali. L’Italia incide in termini mondiali per l’1,7% nella ripartizione delle marine e per l’8% dei posti barca e ormeggi. Dispone di un porto o di un approdo turistico ogni 14,2 chilometri, mentre la Francia di uno ogni otto e la Spagna di uno ogni 6,4. Un gap che va colmato

(FONTE: Centro Studi CNA)

LAVORO – Firmato il Ccnl per l’area legno lapidei

CNA: “Individuate soluzioni adeguate a rispondere alle esigenze del mercato”

CNA Produzione, CNA Costruzioni e le altre organizzazioni dell’artigianato e delle Pmi hanno sottoscritto ieri, martedì 13 marzo, con i sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil il Ccnl “area legno lapidei”, scaduto il 31 dicembre 2015. L’accordo, valido per il triennio 2015/2018, si applica a circa 50mila imprese e a più di 100mila lavoratori.

Numerose le novità. Sono stati aumentati i limiti quantitativi del contratto a tempo determinato e accresciuta la flessibilità oraria per il settore del legno, al fine di consentire alle imprese di rispondere ai picchi e alle flessioni dell’attività lavorativa. L’accordo prevede, inoltre, la possibilità di stipulare, con soggetti che hanno oltre 29 anni di età o siano svantaggiati, una ulteriore tipologia di contratto a tempo indeterminato con retribuzioni che consentano alle imprese di mantenere la flessibilità e contenere il costo del lavoro nei primi 24 mesi.

“Esprimo grande soddisfazione – ha dichiarato la portavoce nazionale del settore Legno di CNA, Nara Bocini – per la positiva conclusione di un negoziato lungo e complesso che è riuscito a trovare le giuste soluzioni che consentono alle imprese di rispondere ai mutamenti del mercato”.

“Questo accordo – ha sottolineato il portavoce nazionale del settore Lapidei di CNA, Salvatore De Rosa – è l’ennesima conferma dell’impegno della nostra Confederazione nel dare riscontro alle esigenze delle imprese rappresentate”.

Ecco gli aumenti economici concordati a regime:

Per le imprese artigiane del settore Legno, Arredamento, Mobili sono pari a 53 euro al livello D, con le seguenti decorrenze: 33 euro con la retribuzione del mese di marzo 2018, 20 euro con al retribuzione del mese di giugno 2018.

Per le imprese artigiane del settore Lapidei, Escavazione, Marmo sono pari a 56 euro al livello 5 con le seguenti decorrenze: 33 euro con la retribuzione del mese di marzo 2018, 23 euro con al retribuzione del mese di giugno 2018.

Per le Pmi del settore del Legno, Arredamento, Mobili sono pari a 63 euro al livello D con le seguenti decorrenze: 33 euro con la retribuzione del mese di marzo 2018, 30 euro con la retribuzione del mese di giugno 2018.

Per le Pmi del settore Lapidei, Escavazione, Marmo sono pari a 66 euro al livello 5 con le seguenti decorrenze: 33 euro con la retribuzione del mese di marzo 2018, 33 euro con la retribuzione del mese di giugno 2018.  A integrale copertura del periodo di carenza contrattuale (gennaio 2016 – marzo 2018) è stato definito un importo “una tantum” di 150 euro che verrà erogato in due soluzioni di pari importo: la prima con la retribuzione del mese di aprile 2018, la seconda con la retribuzione del mese luglio 2018.

(Fonte: Ufficio stampa CNA)

DISTRETTO CUOIO – Inchiesta infiltrazioni mafiose – CNA: “Importante fare chiarezza prima possibile”

CNA interviene su inchiesta infiltrazioni mafiose nel distretto del cuoio

“Per le imprese la legalità è importante come l’aria che si respira. È un bene che il marcio se c’è venga estirpato subito. Ringraziamo la magistratura e le forze dell’ordine e auspichiamo il massimo impegno affinché questa inchiesta possa fare piena luce sulla vicenda che soprattutto posa concludersi nel minor tempo possibile”.

Così Matteo Giusti Presidente CNA Pisa ha commentato i primi esiti dell’inchiesta che ha portato a numerosi arresti anche nella zona del distretto del cuoio.

“Chiediamo di fare presto perché può essere un duro colpo all’immagine del Distretto Industriale – ha aggiunto Roberto Marzini presidente CNA Area del Cuoio – che invece è giustamente considerato un modello per la gestione ambientale e deve esserlo anche per la eticità dei comportamenti. Noi siamo fra le  parti sociali impegnate da anni sul tema della Legalità e della Eticità e profondamente convinte che quel territorio può sopravvivere e crescere solo se acquisisce piena consapevolezza di questi temi opponendo come Sistema  una barriera granitica sotto il profilo ideale, culturale, sociale , imprenditoriale, istituzionale, economico. La questione riguarda tutti, nessuno escluso, e noi vogliamo fare la nostra parte sino in fondo. Ce lo chiedono i nostri imprenditori, ce lo chiedono i cittadini; lo dobbiamo ad un territorio fatto di imprenditori e lavoratori onesti che ha saputo sempre trovare nelle criticità la forza per superare, tutti insieme,  difficoltà che parevano insormontabili”.

CNA siede a tutti i tavoli istituzionali distrettuali “che devono produrre azioni concrete ed efficaci”.

Ecco le proposte CNA cosi sintetizzate da Giusti e Marzini:

• Approviamo subito il Regolamento di attuazione del Codice Etico Distrettuale che abbiamo già di fatto condiviso e rendiamolo immediatamente operativo. Non vogliamo riaprire la discussione, il regolamento va bene anche così come è, ma alla luce di quanto successo crediamo che in apertura del testo condiviso potrebbe tranquillamente essere riportata una dichiarazione sul modello di quanto riportato al secondo e terzo capoverso dell’art. 1 del nostro Codice Etico (su www.cnapisa.it).

• Chiediamo con voce forte e arrabbiata un deciso cambio di passo, a chi ha le competenze per farlo, rispetto alle politiche creditizie in quel territorio che penalizzano i più deboli rendendoli facili vittime delle organizzazioni criminali.

• Impegniamoci a rafforzare i rapporti interni alla filiera produttiva in modo da riconoscere pari dignità a tutti gli attori del complesso processo produttivo conciario ed escludere così  le aziende che palesemente praticano il dumping prodotto dall’illegalità.

CNA è un Associazione garantista ed ha piena fiducia nell’operato della Magistratura. Ovviamente nessuno è colpevole sino a sentenza passata in giudicato e auspica che le aziende coinvolte possano chiarire la loro posizione. Tuttavia se queste ipotesi di reato dovessero trovare conferma e trasformarsi in condanna definitiva, quelle imprese e quegli imprenditori non dovranno più avere diritto di cittadinanza nel nostro territorio. CNA, come indicato nel citato nostro Codice Etico, è a disposizione con  la sua organizzazione di tutti gli imprenditori per affiancarli e anche sostituirli per segnalare alle Autorità competenti ogni episodio di illegalità o tentativo di infiltrazione criminale.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)