SCONTO IN FATTURA – Positivo che anche Pd e FI vogliano abrogare l’art 10

Si allarga il fronte delle forze politiche favorevoli alla cancellazione dell’art. 10 del Decreto crescita sollecitata dalla CNA. In Senato sono stati presentati due distinti Disegni di legge per abrogare la norma che penalizza le piccole imprese, uno a firma PD e l’altro Forza Italia. L’art. 10 prevede che per i lavori di efficientamento energetico e di prevenzione antisismica venga riconosciuto uno sconto in fattura al cliente pari all’ammontare dell’incentivo fiscale che l’impresa recupererà in cinque anni.

È una minaccia per l’intera filiera della riqualificazione energetica, un danno per le imprese e gli artigiani”, sottolineano le senatrici del Pd Teresa Bellanova e Tatiana Rojc. Identica posizione da parte di Forza Italia. “Le nostre imprese non sono banche”, affermano i senatori di Forza Italia che si schierano per l’abrogazione dell’art. 10 del Decreto crescita. Prima firmataria la senatrice Roberta Toffanin, il Ddl prevede la cancellazione della norma sull’Ecobonus fortemente penalizzante per le piccole. È positivo il principio di concedere incentivi, “ma questi non possono gravare sul sistema delle piccole imprese”.

Le proposte presentate in Senato da esponenti del Pd e di FI recepiscono i rilievi della CNA sull’art. 10 che altera la concorrenza penalizzando le micro e piccole e favorendo solo i grandi gruppi. E’ necessario fare presto poiché la norma sta rallentando un mercato già provato da anni di crisi.

Leggi il comunicato stampa di CNA

DECRETO CRESCITA – Lo sconto in fattura scatena panico

Hanno trovato immediata conferma le preoccupazioni espresse dalla CNA sulle novità per l’Ecobonus introdotte con l’articolo 10 del Decreto Crescita.

Il provvedimento infatti prevede l’opzione per i clienti di avere uno sconto in fattura da parte delle imprese che effettuano i lavori in alternativa al credito d’imposta da utilizzare in compensazione negli anni successivi.

Una misura che discrimina le piccole imprese e altera la concorrenza restringendo la libertà di scelta dei consumatori dal momento che solo pochi grandissimi operatori possono permettersi di rinunciare ad incassare integralmente le fatture, trasformandole in un credito di imposta da utilizzare in 5 anni.

L’inserimento della possibilità di cedere il credito ai fornitori di beni e servizi, che era stata adottata per superare il suddetto limite, sta invece gettando gli operatori nel panico.

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SEMINARIO FGAS – Novità del regolamento DPR 146/2018

Il seminario è rivolto agli Impiantisti e si terrà il prossimo 12 marzo 2019 alle ore 16,00 presso la sede di CNA Pisa (La Fontina – Via Carducci, 39)

PROGRAMMA

ore 16.00 | Registrazione partecipanti

ore 16.15  | Apertura lavori – BENVENUTO

ore 16.30 | REGOLAMENTO UE 517/2014 – DPR 146/2018: Novità e modifiche per la gestione di apparecchiature contenenti gas ad effetto serra:

  • Regolamentazione Europea e italiana
  • Le conseguenze sugli operatori del settore del freddo
  • La nuova BANCA DATI FGAS
  • Obblighi e sanzioni del responsabile dell’impianto
  • Le conseguenze nella certificazione di persone ed imprese

Relatore: Dott. Christian Zanardo 

ore 18.00 | Coffee Break – Risposte ai quesiti e discussione

ore 18.15 | La certificazione delle competenze dell’artigiano impiantista? “Breve analisi degli schemi di certificazione più richiesti dal mercato oppure obbligatori per la realizzazione degli impianti e la proposta completa dei servizi erogati da ITEC srl”:

  • FGAS Imprese e Persone
  • Brasatura e Saldatura
  • Taratura strumenti
  • PED
  • ISO 9001
  • UNI 11554

Relatore: Ing. Gianluca Tonini

ore 18.30 | CHIUSURA LAVORI /SALUTI

Per registrarsi CLICCA QUI o compilare la scheda in allegato da restituire via mail a bertini@cnapisa.it o via fax a 050876599 entro e non oltre venerdì 8 marzo 2019

SCARICA SCHEDA DA COMPILARE: Scheda Adesione FGAS

Il seminario è rivolto agli Impiantisti e si terrà il prossimo 12 marzo 2019 alle ore 16,00 presso la sede di CNA Pisa (La Fontina – Via Carducci, 39)

OCCHIO A LA FONTINA – Progetto di videosorveglianza per l’area produttiva

In collaborazione con forze dell’ordine e Comune di San Giuliano Terme

Subito un sistema di videosorveglianza a La Fontina per contribuire a migliorare la sicurezza della zona dove sono insediate circa 300 imprese. È attorno a questa idea, apparentemente scontata, che CNA di Pisa, Comune di San Giuliano Terme e Polizia Municipale intendono lavorare insieme per contrastare il fenomeno dei furti che colpiscono l’area produttiva tra San Giuliano e Pisa.

cna-pisa-occhioa-la-fontinaLa CNA si è fatta promotrice insieme a molte imprese della zona in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di San Giuliano Terme di una iniziativa che parte dalla disponibilità dal basso delle imprese presenti in zona e che può essere anche un modello da seguire in altre zone produttive. Alla presentazione del progetto, cui hanno aderito gli istituti di credito presenti in zona, hanno partecipato i titolari delle rispettive filiali il dottor Simone Russo della Bcc Pisa e Fornacette e il dottor Massimiliano Antonelli della Bcc Pescia e Cascina ed anche Chianti Banca ha promesso la sua adesione. Presenti anche diverse imprese ma soprattutto vasti consensi sono già stati manifestati verso il progetto.

PARTECIPA E VERSA IL TUO CONTRIBUTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA (vedi in fondo alla pagina le indicazioni)

Il presidente Area Pisana CNA Francesco Oppedisano ha introdotto la presentazione specificando che “abbiamo chiamato ‘Occhio a La Fontina’ il progetto per dotare nel minor tempo possibile, la zona di un sistema organico a capillare di videosorveglianza pubblica da realizzarsi a spese delle imprese presenti e di coloro che volontariamente vorranno aderire. Le Forze dell’Ordine non possono fare tutto da sole e con la operatività garantita da una sistema di videosorveglianza che copre tutta l’area produttiva si può significativamente elevare il livello di sicurezza e di potenziamento delle reali possibilità di intervenire con tempestività ed efficacia mettendo a sistema i singoli impianti”.

“Anche l’Area Produttiva de La Fontina così come altre aree che ospitano attività e imprese, sono spesso vittime di furti e danneggiamenti da parte di malintenzionati e delinquenti che provocano danni sia materiali che economici, di tempo e psicologici – ha osservato il sindaco Sergio di Maio -Per arginare il fenomeno dei furti – su tutti – ma anche di altre azioni criminose, può risultare una risposta efficace installare un adeguato impianto pubblico di videosorveglianza che possa monitorare tutti gli ingressi all’area produttiva che si aggiunga agli impianti privati. Vogliamo fortemente che possa contribuire in modo incisivo a mettere in sicurezza l’intera area, sia per la parte destinata alle attività produttive che residenziale. Per i tempi e le risorse che abbiamo non potremmo garantire un intervento con la rapidità necessaria. Ben venga, pertanto, questo progetto, che salutiamo con favore e che sosteniamo e sosterremo convintamente”. “Per realizzare questa idea – ha spiegato ancora il presidente CNA Matteo Giusti – crediamo che occorra anche in questa circostanza ritrovare il senso più profondo della nostra comunità cercando di fornire ognuno un contributo libero e volontario per poter realizzare in tempi rapidi un impianto comune di video sorveglianza gestito dall’Amministrazione Comunale e dalle Forze dell’Ordine”.

“L’impianto è stato pensato – ha spiegato l’autore del progetto l’Ing. Michele Profeti della Promi Sicurezza – per tenere costantemente (h 24 per 365gg/anno) sotto controllo tutte le vie di ingresso e uscita da La Fontina –  e si compone di almeno 9 telecamere di vario genere alcune delle quali di ultima generazione e con un sistema evoluto di ricerca immagini e risponde in pieno a tutte le norme vigenti in materia di privacy e per la fornitura di prove documentali ufficiali a supporto di azioni investigative ed eventuali indagini. L’impianto coprirà anche buona parte della zona residenziale e se le adesioni dovessero risultare sufficienti è possibile realizzare ulteriori potenziamenti e posizionare ulteriori telecamere che specie con al disponibilità dei titolari degli immobili se posizionati in modo da essere alimentati con energia elettrica ci permette di risparmiare sulla dotazione di batterie e pannelli fotovoltaici, che sono invece necessari se posizionati dove non è disponibile l’energia elettrica”.

PARTECIPA E VERSA IL TUO CONTRIBUTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA

Per raggiungere la cifra necessaria è necessario che ogni ditta presente possa versare una offerta commisurata alla propria capacità contributiva.

I versamenti possono essere fatti sul conto corrente con Bonifico bancario intestato a CNA, sulla Banca Monte Dei Paschi Di Siena, Ag. N. 4 di Pisa,
IBAN IT50L0103014010000000248624

Con la apposita causale che abbiamo creato per l’occasione progetto “Occhio a La Fontina” o anche in tutte le filiali bancarie presenti in zona (Bcc Pisa e Fornacette, Bcc Cascina e Pescia; Bcc Chianti) oppure tramite contributi volontari espressamente dedicati al progetto direttamente presso la sede CNA in via Carducci, 39 (a La Fontina).

LEGGI GLI ARTICOLI REALIZZATI SU LA NAZIONE E IL TIRRENO: 
LA NAZIONE – Occhio La Fontina
LA NAZIONE2 – Occhio La Fontina

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

APPALTI – Intesa Regione, ANCI, Associazioni di categoria, sindacati per valorizzare lavoro e imprese

Un protocollo sugli appalti, per un sistema che tuteli insieme qualità del lavoro e delle imprese. L’ha firmato oggi la Regione Toscana con Anci, l’associazione dei comuni della regione, le associazioni di categoria (Ance, CNA, Confcoperative, Legacoop, Agci, Confartigianato edilizia) e i sindacati (Cgil, Cisl e Uil). Per CNA Toscana ha siglato il protocollo il presidente Andrea Di Benedetto; insieme a lui il portavoce regionale del settore edilizia, Giuseppe Comanzo, e il coordinatore dell’Unione CNA Costruzioni Toscana, Antonio Chiappini.

“Con questa intesa  – ha spiegato l’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli – vogliamo migliorare la qualità dei servizi pubblici erogati, garantire l’occupazione, i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, favorire la trasparenza nelle procedure di gara e rafforzare il contrasto ai fenomeni di illegalità e concorrenza sleale a salvaguardia delle imprese che operano nel rispetto dei contratti nazionali e delle legge. Con questo atto si premiano sia le imprese che investono sulla qualità del lavoro, sia i lavoratori che vedono migliorare tutele e condizioni di lavoro”.

Il percorso che sfocia nella firma di questo protocollo nasce dalla constatazione, condivisa, dell’importanza del mercato degli appalti, che attiva circa il 5% del PIL regionale e della necessità di adeguarsi ai cambiamenti in corso nel settore, nonché dalla volontà comune di mettere sempre di più al centro la qualità del lavoro e dell’impresa.

“Le gare d’appalto – ha detto l’assessore Bugli – se non ben regolamentate e gestite, rischiano di trasformarsi in una corsa al ribasso sui costi della manodopera, sui costi della sicurezza e della tutela della salute sul lavoro, sulla qualità dell’opera e dei servizi messi a gara. Tutto questo, soprattutto in periodi di crisi economica, rischia di mettere ai margini le imprese più corrette e attente alla qualità del lavoro e ai diritti dei lavoratori”. “Non a caso la firma di questo protocollo – ha continuato l’assessore – arriva adesso, dopo l’approvazione a dicembre del bilancio della Regione, che prevede nel triennio 2019-2021 un miliardo di investimenti, metà dei quali concentrati sul 2019. In tal modo si cerca di rilanciare la nostra economia, che a livello nazionale è giudicata in stagnazione e per taluni addirittura in recessione. Per farlo la leva fondamentale sono gli investimenti e per la Regione essere anche soggetto aggregatore comporta avere la possibilità di procedere a effettuare, a livello toscano, una grande mole di acquisti, ora concentrata sostanzialmente su Consip”.

Il protocollo dovrà essere tradotto a breve in nuove norme e linee guida per la realizzazione delle procedure.

Le novità del protocollo

L’intesa firmata oggi introduce alcune novità. Fra queste, il Durc di congruità, ovvero l’inserimento nel documento di regolarità contributiva (Durc) che deve essere acquisito nella fase di esecuzione del contratto, di una ulteriore verifica della congruità fra numero dei lavoratori dichiarati e versamenti contributivi per contrastare il lavoro sommerso ed irregolare.

Viene poi rafforzata la clausola sociale, che introduce criteri di premialità soprattutto per gli appalti di servizi, per favorire il  riassorbimento della manodopera da un’azienda all’altra.
Per favorire la partecipazione delle piccole imprese alle gare viene poi rafforzato l’obbligo a suddividere la gara di appalto in lotti di dimensione adeguata e si introducono premialità per favorirne la presenza nei raggruppamenti di micro e piccole imprese. Nei casi in cui la stazione appaltante decidesse di restringere il numero delle imprese che partecipano alle gare attraverso un sorteggio, si propone di prevedere con una norma regionale la possibilità riservare una quota del 50 per cento ad aziende con sede legale ed operativa in Toscana.

Ma non è tutto. L’Osservatorio regionale sugli appalti si impegna, nell’ambito del rapporto annuale sull’andamento del mercato, a fornire dati relativi ad eventuali situazioni anomale.
Inoltre, si introduce nelle gare il patto di integrità,  e si vuole garantire con l’anonimato, la tutela del  dipendente pubblico che segnala l’esistenza di illeciti di cui sia venuto a conoscenza.

Qualche dato sugli appalti in Toscana

La spesa pubblica veicolata attraverso le gare per l’affidamento di lavori o per la fornitura di beni servizi rappresenta un fattore importante per la crescita della Toscana. Secondo gli ultimi dati disponibili (Irpet, 2017), il numero delle procedure di gara di importo superiore ai 40 mila euro è stato pari a 9.101, 887 in più rispetto al 2016. In particolare sono state fatte 2.590 gare di appalto per lavori, 3.606 per servizi, 1.194 per forniture sanitarie, 1.711 per forniture non sanitarie.

Gli importi messi a gara sono stati in tutto pari a 6,1 miliardi (nel 2016 erano stati 4,9). Di questi 1.578 euro sono stati affidati per lavori, 2.810 euro per servizi, 392 mila per forniture non sanitarie e 1.294 per forniture sanitarie.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Toscana)

SEMINARIO – Le verifiche sugli impianti domestici

Quando? 
Giovedì 24/01 alle ore 18,00

Dove? 
Presso la sede provinciale di CNA Pisa a La fontina ( Via Giosuè Carducci, 39, 56010 Ghezzano – PI)

Il seminario è gratuito ma è richiesta la registrazione CLICCANDO 👉QUI 👈

Quali temi verranno affrontati?
Responsabilità installatore / manutentore
UNI 7129

UNI 10683

Analisi di combustione

Verifiche di sicurezza

UNI 10845 verifiche canna fumaria

Soluzioni ad alcune problematiche (mancanza di tiraggio – tiraggio eccessivo – rumorosità – ecc…)

Scopri il programma 👇
17.45 Registrazione dei partecipanti
18.00 Saluti iniziali – Presidente CNA Impianti Marco Ammannati
18.15 Le verifiche sugli impianti domestici – Ing. Daniele Brighente – Wohler
19.30 Dibattito e confronto

Il seminario è gratuito ma è richiesta la registrazione CLICCANDO 👉QUI 👈

GIORNATA DELL’IMPIANTISTA – Martedì 18 dicembre

Un giornata di approfondimento e aggiornamento che ti sarà utile per svolgere al meglio il tuo lavoro!

Giornata dell’Impiantista – 1° Edizione

Questo anno, per la prima volta, è stata organizzato un seminario che coniuga gli interessi del settore elettrico con quello termoidraulico, affrontando in tempo reale le novità normative che riguardano i singoli mestieri.

Abbiamo deciso di chiamarla “Giornata dell’impiantista” perché si tratta un giorno dedicato a noi, alle nostre problematiche e al nostro metodo per affrontarle con il lavoro e la professionalità.

A conclusione dell’incontro, ci sarà un piccolo buffet e la consegna dell’Agenda 2019 che ha l’ambizione di interpretare in maniera più esplicita il senso di appartenenza alla nostra associazione.

Quando?
Martedì 18/12/2018 – ore 16:45

Dove?
Presso la Sala Bonsignori – CNA di Pisa (Via G.Carducci, 39, Loc. La Fontina, S. Giuliano Terme)

La partecipazione è gratuita ma è richiesta la registrazione QUI: https://goo.gl/forms/PFuhqR3Mt0EhjXA93

PROGRAMMA

ore 16:45| Registrazione Partecipanti

ore 17:00| Saluti del Presidente Installazione e Impianti CNA Pisa, Marco Ammannati, e del Presidente di CNA Pisa, Matteo Giusti

ore 17:15| Intervento Ing. Alessandro Scheveger 

Nuovo portale ENEA per le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica

Biomasse sì o no? Vincoli in Toscana

Gruppi di sicurezza per accumuli: sono obbligatori?

Le manutenzioni degli impianti sono obbligatorie?  

ore 18:00 | Intervento Ing. Stefano Cheli – Società DIA Srl 

Industria 4.0 e tecnologia Iot, applicazioni pratiche in ambito civile

ore 18:30 | Discussione e scambio opinioni con i membri della Presidenza

ore 18:45 | Conclusione della giornata dell’impiantista: buffet e consegna delle Agende 2019

La partecipazione è gratuita ma è richiesta la registrazione QUI: https://goo.gl/forms/PFuhqR3Mt0EhjXA93

F-GAS – CNA porta Amazon in tribunale

Il Tribunale di Roma ha fissato per giovedì 11 ottobre davanti alla nona sezione civile la prima udienza di un procedimento che ricorda lo scontro fra Davide e Golia. Diciotto piccole imprese aderenti alla CNA, infatti, hanno avviato un’azione legale contro Amazon, dimostrando che la piattaforma e-commerce consente e agevola la vendita illegale di F-gas, i gas fluorurati a effetto serra, utilizzati prevalentemente negli impianti di condizionamento dell’aria e nelle pompe di calore.

Tramite la piattaforma di Amazon, infatti, si vendono contenitori di F-gas senza che agli acquirenti venga chiesto il possesso della certificazione F-gas espressamente prevista dal Regolamento Ue 517/2014 F-gas, il cosiddetto “patentino del frigorista”.

Si tratta di un atto di concorrenza sleale che rischia di creare due mercati paralleli: accanto a quello, legittimo, degli operatori abilitati, un altro di soggetti senza la necessaria certificazione. Una pratica che le imprese ricorrenti e la CNA chiedono di far cessare al più presto per riportare il settore alla piena legalità”, si legge in un comunicato della Confederazione.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

SICUREZZA – Quanto costa rendere sicura una casa?

Siamo il Paese delle porte blindate. Ne sono installate quasi 20 milioni. Ma l’estate, quando si parte per le ferie, arriva la paura dei furti in casa.

Quanto costa rendere sicura una abitazione?
Da 4mila a 16mila euro. Nel 2017 i furti in casa sono calati del 10% rispetto al 2016. Significa comunque 528 furti al giorno, 22 l’ora, uno ogni 3 minuti circa. Dopo la denuncia solo in 3 casi su cento vengono scoperti i ladri. In Germania in 55 casi su cento.

Estate. Ferie. Abitazioni che rimangono incustodite. Ritorna la paura dei furti. Anche se, come certifica il Viminale, nel 2017 i furti nelle abitazioni denunciati in Italia sono diminuiti, passando dai 214.053 del 2016 a 192.681, quasi il 10% in meno.

Per chi ama le statistiche – si legge in una indagine curata dal Centro studi CNA in collaborazione con CNA Installazione e Impianti – rimangono 528 al giorno, 22 l’ora, uno ogni tre minuti circa. Senza tener conto di quanti sfuggono alle indagini perché le vittime sono scoraggiate e nemmeno si recano alla più vicina caserma o al più vicino commissariato.

Che cosa succede dopo la denuncia?
Solo di tre furti in abitazione su cento sono scoperti gli autori. In Germania sono 55 su cento, sottolinea l’ultimo Rapporto di Transcrime, il Centro di ricerca di criminologia dell’Università Cattolica di Milano. Completa il quadro una indagine Eurostat-Unodc aggiornata al 2015 che colloca il nostro Paese per tasso di furti nelle abitazioni al quinto posto in Europa. Peggio di tutti i “pari taglia”: Francia, Germania, Regno Unito, Spagna.

Nel suo ultimo Rapporto, il Censis rileva che oltre 19 milioni di italiani (vale a dire più di tre famiglie su dieci) percepiscono il rischio della criminalità nel territorio in cui vivono. E che la criminalità è ritenuta il quarto più grave problema nazionale, dopo la mancanza di lavoro, l’evasione fiscale e l’eccessivo prelievo fiscale. Forse è per questo che le famiglie maggiormente avvedute, disponibilità economica permettendo, stanno decidendo in misura crescente di correre ai ripari. Installando porte blindate con serrature sempre più sofisticate, sistemi d’allarme, inferriate a porte e/o finestre, vetri e infissi anti-intrusione, telecamere.

Il merito del calo dei furti nelle abitazioni, probabilmente, è legato anche alla massiccia prevenzione messa in campo nelle case italiane. Dal Censis si apprende che il 66,3% delle famiglie ha installato la porta blindata, il 42% un sistema d’allarme, il 33,5% inferriate a porte e/o finestre, il 31% infissi e vetri anti-intrusione, il 30,7% telecamere. Con numerosi nuclei, ovviamente, che hanno installato più dispositivi.

Il Paese delle porte blindate

Su quasi 30 milioni di immobili dotati di utenze domestiche (acqua, elettricità, gas) sono installate quasi 19 milioni e 900mila porte blindate. I sistemi d’allarme ammontano a 12,6 milioni. Oltre 10 milioni di abitazioni dispongono di inferriate a porte e/o finestre. Infissi e vetri anti-intrusione sono montati in 9,3 milioni di abitazioni. E in oltre 9,2 milioni di case ci sono telecamere per scoprire che cosa succede nei dintorni e/o all’interno dell’immobile.

Tante abitazioni ancora indifese

Eppure ci sono ancora tantissime abitazioni indifese e ancora troppe persone che sembrano attendere il primo furto – o, se va bene, il primo tentativo di furto – per correre ai ripari.

Un comportamento molto rischioso, soprattutto all’approssimarsi del grande esodo estivo e dello svuotamento dei centri abitati a favore delle località di vacanza. Una transumanza che tradizionalmente favorisce i “topi d’appartamento”.

Quanto costa rendere sicura un’abitazione

Mettere in sicurezza un’abitazione non è una passeggiata. Ma richiede meno di quanto si possa credere. E c’è una soluzione per tutte (o quasi) le tasche. Complessivamente può richiedere da 4mila a 16mila euro. A seconda delle dimensioni e delle apparecchiature scelte. In dettaglio. Per una porta blindata si spende da 1500 a 5mila euro. I sistemi di allarme vanno da 150/300 euro (modelli economici)  passando per 300/500 euro (tipologia media) a 500/mille euro per i prodotti semi-professionali. Per le telecamere interne bastano cento euro, per le esterne tra i 120 e i 150 euro. Diverse le tipologie di inferriate alle finestre. I costi minimi sono  di 120 euro al metro quadrato (mq) per l’inferriata estensibile in alluminio, di 200 euro al mq per l’inferriata fissa in ferro, di  400 euro al mq per l’inferriata a battente, di 600 euro al mq per l’inferriata a scomparsa. Le finestre anti-sfondamento hanno un prezzo di 200/250 euro al metro quadro. 

I suggerimenti di CNA Installazione e Impianti

Ma come fare per evitare brutte sorprese al ritorno delle vacanze e in genere al rientro a casa? Prima di tutto rifuggendo dal raccontare attraverso i social media i propri spostamenti, magari accompagnati anche da foto di Paesi lontani. Molti, infatti, non resistono alla tentazione di far sapere ad amici, parenti e colleghi (ma spesso anche a sconosciuti, o quasi) di essere lontani da casa e di non tornarci in tempi brevi.

E’ necessario, poi, installare impianti anti-furto i più sofisticati possibile, tenendo conto che i delinquenti sono molto aggiornati sulle innovazioni tecnologiche. E rivolgersi esclusivamente a installatori abilitati, dei quali potersi fidare tanto per professionalità quanto per onestà. Le nuove disposizioni in materia di privacy, adottate di recente sulla scorta del Regolamento europeo, hanno inoltre un notevole impatto sulla videosorveglianza in quanto, per poter garantire l’utilizzo corretto delle telecamere, sono richieste rigorose e certificate competenze.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

Per informazioni e consulenze:

Marcello Bertini - CNA Pisa

Marcello Bertini
Coordinatore Unione CNA PISA Installazioni e impianti 

bertini@cnapisa.it
Tel. 050876111

CETA – Artigiani e piccole imprese a favore della ratifica

CNA rivolge un appello al Ministro Di Maio affinché l’Italia ratifichi l’accordo CETA, accantonando ogni pregiudizio in merito alla liberalizzazione degli scambi commerciali con i nostri migliori partner.

L’economia italiana è corroborata dall’export che concorre a realizzare quasi un terzo del prodotto interno lordo. Una crescita delle esportazioni si traduce in maggiore occupazione, maggiori redditi distribuiti e maggiori entrate fiscali e contributive.

Le politiche di restrizione degli scambi commerciali con i paesi esteri impoveriscono tutti.

È un appello che parte da chi rappresenta migliaia di esportatori che contribuiscono in modo significativo a realizzare i quasi 4 miliardi di esportazioni che, negli ultimi 15 anni, sono cresciute quasi del 60%.

Nei principali settori nei quali si concentra la domanda di beni italiani in Canada, e cioè meccanica, alimentari e sistema moda, il contributo delle micro, piccole e medie imprese alle esportazioni supera abbondantemente i cinquanta punti percentuali.

Il CETA permette di sciogliere i vincoli e le barriere ancora esistenti attraverso la riduzione dei dazi e il riconoscimento di 41 indicazioni geografiche italiane (quasi la totalità dei prodotti Dop e Igp italiani esportati in Canada).

Si tratta di un risultato importante che non va disperso, ma piuttosto implementato in futuro per favorire le relazioni e gli scambi con un partner strategico nelle relazioni commerciali del nostro Paese, garantendo al contempo gli alti standard qualitativi con i quali sono tutelati i cittadini europei.”

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)