Fase 3 – CNA incontra la Ministra dei Trasporti De Micheli

CNA: “Trasporto persone allo stremo, servono misure urgenti per dare ossigeno alle imprese”

La Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha incontrato una delegazione di CNA guidata da Sergio Silvestrini, Segretario Generale della Confederazione, composta dai tre portavoce del trasporto persone per un confronto sulla profonda crisi che sta vivendo il settore a causa della pandemia. Il comparto conta oltre 38mila imprese, in larga parte artigiane, e circa 40mila dipendenti con un parco veicoli intorno alle 70mila unità tra autobus noleggio, Taxi e NCC. Il fatturato annuale supera i 4 miliardi di euro e nel periodo di lockdown i mancati ricavi sono già oltre un miliardo.

Silvestrini ha indicato la necessità di avviare un confronto permanente tra le istituzioni e le organizzazioni più rappresentative per evitare l’eccessiva frammentazione della rappresentanza che rende difficile definire una visione generale sullo sviluppo della mobilità.

Per affrontare gli effetti pesanti dell’emergenza, la CNA ha elencato alcuni interventi per l’immediato per dare ossigeno a un settore vitale che è allo stremo. Occorrono urgentemente misure di ristoro per queste imprese, a partire dal potenziamento del contributo a fondo perduto, la compensazione delle quote di ammortamento per gli investimenti effettuati, la proroga fino a fine anno della moratoria sui prestiti e della sospensione del pagamento di imposte e contributi e la possibilità di rateizzazione su lungo periodo.

Inoltre il riconoscimento dei corrispettivi per i servizi di scuolabus, almeno a copertura dei costi fissi, la promozione di forme di integrazione tra le varie modalità di trasporto con il trasporto pubblico non di linea, Taxi, NCC e Autobus, e l’estensione almeno a fine anno delle misure di sostegno al reddito per il personale dipendente.

La Ministra De Micheli ha mostrato attenzione alle istanze presentate ricordando le misure di sostegno già operative e quelle in Parlamento in via di definizione. Inoltre ha annunciato la prossima apertura del tavolo sulla scuola al quale parteciperanno le organizzazioni del trasporto persone per definire le linee guida sui servizi di scuolabus ed ha indicato che nel prossimo decreto di luglio saranno destinate ulteriori risorse.

CNA auspica che il confronto prosegua nei prossimi giorni per definire e adottare le misure necessarie e urgenti di cui ha estremo bisogno il settore del trasporto persone.

FASE 3 – CNA Fita: “Lunedì 8 giugno incontro al MIT sugli autobus”

Servono risposte urgenti alla crisi del settore

Una convocazione attesa da tempo che ci auguriamo possa rappresentare un momento proficuo per acquisire risposte urgenti ed adeguate alle difficoltà che sta vivendo il settore. È quanto afferma in un comunicato CNA Fita.

Tutto il comparto della mobilità sta soffrendo, ma quello dei Bus è il segmento che sta risentendo oltremodo degli effetti negativi da COVID-19 a causa del tracollo vertiginoso della domanda, dovuto alle restrizioni degli spostamenti delle persone.

L’annullamento dei viaggi di istruzione, la sospensione dei trasporti scolastici, la paralisi delle

crociere, delle manifestazioni sportive e più in generale di tutta la filiera del turismo, sta bloccando il 90 % delle attività di trasporto connesse. E per la loro ripartenza, oltreché incerta nella misura, si dovranno ancora attendere mesi. In particolare per i trasporti scolastici, che si legano all’incognita della riapertura delle scuole a settembre e le cui imprese oltre al danno si sono ritrovate beffate nell’ultimo decreto dal mancato riconoscimento dei corrispettivi previsti nei capitolati di gara.

Un settore particolarmente esposto anche da un punto di vista finanziario che non riuscirà a fare fronte a questa situazione senza un intervento specifico che possa accompagnarlo fino alla ripresa.

Ci auguriamo – conclude la nota – che il Governo abbia ben compreso la gravità della situazione e che già nella fase di conversione del Decreto Rilancio intervenga concretamente nella giusta direzione.

CNA FITA – “Imprese del trasporto persone allo stremo”

CNA Fita: “Un quarto rischia di non arrivare a settembre. Servono sostegni immediati”

“Le imprese del trasporto persone sono allo stremo. Servono rapidi e tangibili interventi a loro sostegno. Altrimenti entro settembre il comparto perderà almeno un quarto delle imprese”.

A lanciare l’allarme in una nota è CNA Fita, che rappresenta a livello nazionale oltre 9mila imprese tra tassisti, ncc auto e autobus su un totale di circa 38mila imprese, in larga parte artigiane, con 40mila addetti e 70mila veicoli.

“Questo settore – prosegue il comunicato – ha subito, sta subendo e rischia di subire ancora a lungo gli effetti negativi della pandemia. Eppure è scarsamente considerato benché nella fase di emergenza, e tuttora, abbia operato con obblighi di servizio, come nel caso dei taxi, e in totale rimessa e fatturato a zero nel caso di ncc e autobus.

Pur comprendendo il forte stato di disagio delle imprese, abbiamo deciso di non aderire a nessuna forma di protesta, almeno in questa fase. Attraverso l’interlocuzione a tutti i livelli con le istituzioni ci auguriamo che le nostre proposte vengano accolte nella fase di conversione e di emanazione dei prossimi provvedimenti.

È necessario trovare soluzioni capaci di contenere le principali voci di costo e al tempo stesso lavorare su interventi in grado di stimolare una nuova domanda di trasporto, con forme di integrazione al Trasporto pubblico locale, e di aprire nuovi segmenti di mercato, come i servizi dedicati nell’ambito socio-sanitario, stanziando risorse specifiche e rafforzando le misure di sostegno in termini di ristoro a fondo perduto.

Il dramma che si sta prefigurando per le imprese non può essere sottovalutato. Le poche risorse a disposizione – conclude CNA Fita – vanno indirizzate con oculatezza per sostenere concretamente il settore”.

CNA Fita: “Impiegare autobus privati, taxi e Ncc per il trasporto pubblico”

CNA Fita: “Stanziare risorse per potenziare la mobilità e sostenere il settore”

 CNA Fita propone di impiegare autobus da noleggio e taxi per integrare l’offerta di trasporto pubblico fino al ritorno alla normalità.

Le Pmi del trasporto persone possono offrire un prezioso contributo alle esigenze di mobilità nella fase di riapertura delle attività. Il settore privato può mettere a disposizione un parco veicoli di circa 70mila unità tra taxi e Ncc (oltre 40mila auto) e autobus noleggio (quasi 30mila mezzi) per rispondere alle esigenze di mobilità collettiva. I protocolli di sicurezza e, in particolare, il distanziamento non consentono al servizio pubblico di soddisfare in modo adeguato la domanda di trasporto. La proposta di CNA Fita consente di raggiungere un duplice obiettivo: potenziare l’offerta di mobilità pubblica e dare risposte alla drammatica crisi che sta vivendo il settore del trasporto persone che a causa degli effetti del contagio accusa il 90% delle attività ferme. Destinare risorse aggiuntive al fondo del trasporto pubblico (circa 1,4 miliardi di euro) e coinvolgere il settore privato nella inevitabile riorganizzazione della mobilità collettiva rappresenta pertanto una risposta alle criticità del trasporto e uno strumento di sostegno a migliaia di imprese. Per i mercati di riferimento del turismo, congressuale e scolastico occorrerà molto tempo prima di tornare alla normalità.

È necessario ricercare, con il sostegno delle istituzioni, nuove risposte a nuovi bisogni provocati dall’emergenza sanitaria. Oltre agli interventi urgenti di sostegno alle imprese è fondamentale stanziare risorse per sviluppare nuovi servizi di mobilità collettiva come, ad esempio, l’erogazione di “voucher-mobilità” per incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblico non di linea, o come l’impiego dei veicoli privati nel supporto dei servizi socio-sanitari, anch’essi obbligati ad affrontare la riorganizzazione strutturale dei mezzi e delle capacità che si ridurranno. Riccardo Bolelli presidente CNA BUS Nazionale, Toscana e Pisa, ha colto la palla al balzo: “per noi sarebbe una soluzione vitale poter mettere le nostre macchine adesso bloccate dal fermo, a disposizione del concessionario di TPL che sia l’attuale, ONE Scarl, o il prossimo Autolinee Toscane. La nostra proposta va oltre il concessionario e investe le modalità organizzative nuove che si stanno profilando. E fra molte incertezze, una certezza c’è: ci sarà bisogno di più trasporto pubblico e di più mezzi. E ci conforta che anche Zavanella lo vada proponendo.”

Al coro si sono uniti Claudio Sbrana Portavoce Taxi Cna Pisa e Roberto Lucarelli portavoce Ncc CNA Pisa “Certo sarà necessario che gli enti locali adottino una politica degli orari che diluisca il più possibile i momenti di affollamento e congestione, ma in ogni caso la capienza dei mezzi sarà ridotta rispetto agli standard del passato quindi serviranno più mezzi. Ebbene questi mezzi possono essere messi dalle aziende legate al turismo che peraltro oggi sono completamente ferme. Questo è un modo per superare l’emergenza e dare una risposta che salva sia il TPL che le aziende private – incalzano Bolelli, Sbrana e Lucarelli che concludono –  Si consideri anche che il rischio che le imprese del turismo possano saltare e quindi quando ci sarà, e prima o poi ci sarà, la ripresa dei flussi turistici, non avremo più lo stesso parco mezzi perché è un settore che rischia di essere più che dimezzato e di questo, tutta la filiera ne risentirà anche dopo la fine dell’emergenza. Serve una visione strategica e poter organizzare modalità che permettano di garantire il massimo della sicurezza. Occorre anche considerare che più trasporto pubblico, riduce i livelli di inquinamento. E come si è visto anche il livello di inquinamento possono avere una rilevanza rispetto alla contagiosità del virus e alle possibilità di contagio.  Il distanziamento sociale e gli accorgimenti in via di definizione (anche un po’ confusamente) da adottare all’interno, a partire dagli impianti di condizionamento e di aerazione che vanno però definiti prima possibile perché è questo il fattore determinate per la sicurezza. Per una Regione come la Toscana è doveroso ragionare in termini di sistema, che preveda una necessaria ripresa del turismo e non si può prescindere dal ruolo delle imprese di trasporto persone sia di bus che di vetture, ncc e taxi”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Consegna generi di prima necessità da parte dei Taxi e Ncc

TAXI E NCC “Siamo un servizio pubblico e siamo orgogliosi di esserlo!”

Soddisfazione da parte degli operatori Taxi e Ncc per la novità annunciata dalla Regione Toscana, in base alla nuova delibera secondo cui i Taxi e gli Ncc potranno fare servizio di consegna a domicilio di beni di prima necessità.

Secondo il testo della delibera viene attribuita “la possibilità – in via temporanea e solo per il periodo dell’emergenza da Coronavirus – di fare da vettore per la consegna a domicilio, prelevando i beni di prima necessità direttamente dai produttori, dai commercianti o dagli altri operatori abilitati e recapitandoli presso il portone o l’accesso carrabile o pedonale della casa del destinatario”.

Il servizio – come specifica un comunicato della Regione Toscana – dovrà tenere conto del rispetto delle norme di sicurezza, sia quelle legate all’emergenza Coronavirus che quelle igienico-sanitarie per il trasporto degli alimenti.

“In questo periodo di grave crisi lavorativa – dichiarano i portavoce dei mestieri Roberto Lucarelli Ncc CNA Pisa e Claudio Sbrana Taxi CNA Pisa – ci auguriamo che la categoria possa cogliere questa opportunità che, dietro nostra richiesta, la Regione Toscana ha fatto propria in tempi veramente rapidi. Il servizio non è certo alternativo o sostitutivo di altri servizi espressamente dedicati al trasporto merci bensì rappresenta un segnale di come in periodi di crisi si può far ricorso ad energie altrimenti inespresse e attivare anche una catena di solidarietà. Saremmo felici in questo modo di poter dare una mano e svolgere le consegne sia per i negozi al dettaglio che non hanno un loro servizio dedicato, che per la grande distribuzione che ci risulta essere in affanno ad assicurare a tutti i loro clienti un servizio a domicilio, ed anche per conto di privati cittadini e che magari in questo periodo non sanno a chi rivolgersi per piccole commissioni e ritiro di farmaci e viveri”.

Per noi è una occasione di dimostrare la nostra natura di servizio pubblico: orgogliosi di esserlo e di farlo!” hanno concluso Lucarelli e Sbrana, i quali hanno anche rivolto forte apprezzamento sulla novità di poter consegnare beni di prima necessità, anche riguardo alla procedura molto semplificata.

Infatti è sufficiente una comunicazione all’indirizzo di posta elettronica certificata del Comune competente ed indicando la data di avvio ed il riferimento all’autorizzazione / licenza di esercizio. Non sono necessari ulteriori adempimenti o oneri.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Nella foto i rappresentanti Claudio Sbrana (TAXI) e David Salcioli (NCC) si dividono fraternamente le prime mascherine fornite dalla protezione civile del Comune di Pisa per gli operatori del settore. 

Artigianato e Coronavirus – Regole e richieste, settore per settore

Vademecum per ogni categoria di attività

In attesa di poter conoscere le misure di sostegno per tutte le attività economiche facciamo il punto su chi e come può operare, posto sempre che occorre in tutti i casi rispettare le prescrizioni di ordine sanitario per scongiurare i rischi di trasmissione e di contagio del coronavirus.

NDR – Il presente vademecum è in continuo aggiornamento e appena riceveremo ulteriori e più precise indicazioni cercheremo di darne conto

QUESTE SONO LE CATEGORIE CHE POSSONO OPERARE REGOLARMENTE:

  • Trasporto merci e persone
  • Attività di lavanderia
  • Pompe funebri
  • Installazione e manutenzione impianti
  • Autoriparatori
  • Alimentare
  • Attività produttive e professionali
  • Edilizia e costruzioni

 

TRASPORTO MERCI E PERSONE

Tutte le categorie del Trasporto merci e persone non sono soggette a limitazioni perché sono considerate servizi essenziali. Tutte le merci (quindi non solo quelle di prima necessità) possono essere trasportate sul territorio nazionale. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può spostarsi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci  e lo stesso vale per i corrieri che possono circolare liberamente: non sono previste limitazioni al transito e all’attività di carico e scarico delle merci e nemmeno per il trasporto pubblico non di linea. Dubbi permangono per il settore bus penalizzato da cancellazioni e sospensioni di molte attività sia di trasporto scolastico che di linea ed ovviamente turistico per cui i motivi di spostamento sono peraltro espressamente vietati.

 

ATTIVITÀ DI LAVANDERIA

– Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia

-Attività delle lavanderie industriali

-Altre lavanderie, tintorie

 

Anche i SERVIZI DI POMPE FUNEBRI e attività connesse sono regolarmente aperti.

 

INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE DI IMPIANTI

Installazione e manutenzione di impianti, relativamente agli interventi tesi a garantire la sicurezza e la funzionalità degli stessi, rientrano tra i cosiddetti “servizi pubblici essenziali” così come previsto dagli artt. 1 e 2 della L. 146/90.

In particolare nel comma a) dell’art. 2 viene specificato che tra i servizi pubblici essenziali sono ricompresi “l’approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessita’, nonche’ la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi”.

Pertanto, nel dover dare indicazioni ai nostri associati e considerando che, almeno a stare al testo del DPCM, tutto ciò che non è vietato è consentito, tutte le attività di manutenzione ed installazione di impianti possono proseguire garantendo, ma questo era da considerarsi sottointeso, le misure di protezione e sicurezza. Un breve e non esaustivo elenco, comprende: rimanere a distanza di sicurezza di almeno 1,8 metri dai clienti, indossare la mascherina, usare i guanti e effettuare gli interventi mantenendo sempre distanze di sicurezza.

 

AUTORIPARATORI, SI PUO’ LAVORARE RISPETTANDO MISURE DI SICUREZZA

Gli autoriparatori, (Carrozzerie, Officine Meccaniche, auto e moto, Centri di revisione, Gommisti) non sono toccati dalle ulteriori restrizioni, contenute nell’ultimo provvedimento, in quanto erogatori di servizi essenziali di pubblica utilità.

Non dimentichiamo che gli autoriparatori sono i garanti della messa in sicurezza e del funzionamento di tutti i veicoli su strada. Le attività di autorimessa, rivendita di ricambi e autolavaggio seguono le stesse regole. I concessionari rimarranno chiusi. Le revisioni, essendo un servizio pubblico, si possono fare regolarmente. Laddove non fosse possibile stiamo chiedendo, per le revisioni con scadenza a marzo, la proroga di almeno un mese se non di più.

Ovviamente, i titolari delle aziende dovranno adottare tutte le precauzioni del caso per garantire la salvaguardia dei propri dipendenti e dei clienti che si recheranno presso le officine. Alcune tra le misure per garantire la sicurezza sono:

– evitare gli assembramenti, attraverso, ove possibile, l’organizzazione del lavoro per appuntamenti

– attesa dei clienti fuori dall’ufficio in luoghi “aperti”

– sanificazione degli ambienti

– distanze di sicurezza con i clienti e tra i dipendenti

– utilizzo di mascherine e guanti o dispositivi di protezione (copri volante, copri leva cambio, coprisedile, etc)

Inoltre non dimentichiamo le autocertificazioni da adottare per gli spostamenti da e per l’officina.

Per tutte le imprese artigiane è possibile accedere agli ammortizzatori sociali, nel caso in cui l’azienda decida di ridurre il personale o sospendere l’attività attraverso il Fondo di Solidarietà Bilaterale, già attivo con un codice dedicato COVID 19 “Coronavirus” (in allegato la comunicazione specifica su FSBA)

 

ALIMENTARE, AVANTI TUTTA

Salvaguardate produzione, distribuzione e commercio

Sono consentite le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività.

Sono consentiti i mercati per le sole attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Quindi anche i generi alimentari distribuiti nei mercati, con mezzo mobile (in forma ambulante).

Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie). Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto.

Quindi per tutte le attività di ristorazione è consentita la consegna a domicilio.

CONSEGNA A DOMICILIO – INDICAZIONI

  • Nel caso il servizio a domicilio non è mai stato effettuato va presentata la SCIA temporanea;
  • lo scontrino deve essere realizzato in negozio e allegato alla merce
  • il personale che consegna deve essere munito di mascherina e guanti
  • Gli imballaggi devono essere idonei al trasporto di alimenti
  • Rispetto delle norme igieniche
  • L’utilizzo di contenitori biodegradabili e compostabili
  • Garantire la catena del freddo e del caldo

In merito all’obbligo di informare sulla presenza di allergeni, al momento del ricevimento dell’ordine occorre richiamare l’attenzione del cliente sull’eventuale presenza di allergeni

Sono consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. Ciò vuol dire che viene garantita l’attività a tutta la filiera di trasformazione, dalla lavorazione carni, al formaggio, al pane, alla pasta ecc. Nel caso di attività miste, ovvero che all’attività di trasformazione abbinano attività di ristorazione, va data esclusiva prevalenza all’attività di trasformazione. Es.: se un fornaio ha anche la pasticceria, o la gastronomia, può stare aperto ma solo per la produzione e vendita del pane.

 

ATTIVITÀ PRODUTTIVE E ATTIVITÀ PROFESSIONALI

Tutte le altre attività ricordiamo che non sono vietate e anzi devono cercare, pur stando nei limiti della sicurezza sanitaria, di continuare la produzione, ammesso che ce ne sia la possibilità.  Quindi per tutti i comparti produttivi come i terzisti del cuoio, pelle e calzature, il settore moda e confezioni, la meccanica, la falegnameria la nautica etc etc, che vogliono continuare, le raccomandazioni sono che:

  • sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  • assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  • siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
  • per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
  • in relazione a quanto disposto nell’ambito dei numeri 7 e 8 si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.
  • Per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.

 

EDILIZIA E COSTRUZIONI

Anche le attività edili che rientrano genericamente fra le attività produttive ammesse, possono operare pur rispettando le indicazioni generali di sicurezza. La situazione comunque è molto difficile da gestire e non possono essere escluse chiusure volontarie (per impossibilità di poter garantire condizioni di sicurezza sanitaria agli addetti) ed anche scioperi ed astensioni da parte dei lavoratori come sta accadendo anche in altri settori. Secondo Cna Costruzioni Pisa comunque dovrebbe essere il Governo a dare indicazioni chiare sia per i cantieri di privati che pubblici e capire in ogni caso come non far scattare penalità o altre conseguenze per le imprese, compresi ovviamente le risposte dovute in termini di liquidità finanziaria.

Quattro le prime azioni immediate richieste dal settore a livello nazionale:

1. Ampliare i limiti e le possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori del settore di tutto il territorio nazionale per l’anno in corso;

2. Sospensione di tutti gli adempimenti e versamenti tributari, previdenziali e assistenziali in scadenza;

3. Garantire liquidità alle imprese con una moratoria effettiva di tutti i debiti a sostegno della liquidità delle imprese, ma anche con l’attivazione immediata, entro marzo, e ampliamento del raggio di azione della sezione edilizia del Fondo di garanzia Pmi, bloccata da quasi un anno;

4. Ove sia possibile proseguire le attività in piena sicurezza, garantire pagamenti immediati, per gli appalti pubblici in corso di esecuzione, fino alla cessazione dello stato di emergenza con obbligo di adozione mensile di Stato di Avanzamento Lavori (Sal), e immediata partenza dei lavori già aggiudicati.

NDR – Il presente vademecum è in continuo aggiornamento e appena riceveremo ulteriori e più precise indicazioni cercheremo di darne conto

CNA FITA – Le misure per contenere gli effetti da COVID-19 nel settore dell’autotrasporto

OGGETTO: CORONAVIRUS – 4 marzo 2020, una giornata dedicata alle misure per contenere gli effetti da COVID- 19 nel settore dell’autotrasporto

Tra le varie iniziative in corso, il 4 Marzo 2020, si sono svolti due incontri per cercare di individuare interventi specifici per contrastare gli effetti del coronavirus sull’autotrasporto e sulla logistica.

Il primo, si è svolto presso la sede nazionale della Protezione civile, promosso dalla Ministra, Paola De Micheli, per elaborare apposite procedure tecnico-sanitarie e organizzative per il settore dell’autotrasporto e della logistica.

L’altro, nell’ambito dei lavori per il rinnovo del CCNL del trasporto di merci per conto di terzi, si è tenuto tra OO.SS. e Associazioni di rappresentanza del settore al fine predisporre, condividere ed inviare alle massime autorità dello Stato, un avviso comune in cui richiedere misure economiche e di altro genere a sostegno della categoria.

CNA Fita ha partecipato ad entrambe le iniziative e di seguito se ne riportano brevemente gli esiti.

PROTEZIONE CIVILE

L’incontro con le associazioni, è stato coordinato dal Dott. Stancanelli, Capo di Gabinetto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, dal Vice Capo di Gabinetto, Dott.ssa Di Matteo e, per la Protezione civile, dal Dr. Luigi D’Angelo, direttore dell’ufficio emergenze.

Obiettivo dell’incontro, quello di cercare di evidenziare e condividere, procedure tecnico – sanitarie e organizzative a cui attenersi nello svolgimento delle attività di trasporto e logistica.

Con il contributo pratico delle associazioni di categoria, in buona sostanza, si intende predisporre una sorta di manuale operativo, di linee guida, che riescano a riassumere e declinare, in maniera chiara, le procedure sanitarie da seguire per il contenimento del COVID-19 nell’esercizio dell’attività.

Delle regole di ingaggio, che sconfessino tutte le “iniziative fai da te”, le fake news, gli errori di interpretazione e quant’altro di fittizio sta purtroppo emergendo intorno a questo delicatissimo tema, contribuendo ad aumentare a dismisura confusione ed effetti negativi per le imprese.

Il risultato auspicato, dovrebbe rappresentare uno strumento che, pur dando priorità alle regole di salvaguardia della vita, garantisca la circolazione delle merci. 2

Per raggiungere questo obiettivo, oltre che con la predisposizione di apposite “linee guida”, si intende intervenire anche tramite una più puntuale e mirata scrittura dei prossimi DPCM.

Nell’incontro con la protezione civile e MIT, si è pertanto convenuto, che i primi interventi di chiarimento sulle procedure tecnico-sanitarie ed organizzative, da cui deriveranno le più volte ripetute “linee guida”, che in ogni caso dovranno essere coerenti con quanto previsto dalla normativa in materia, riguarderanno, tra l’altro, i seguenti aspetti-tematiche:

Ribadire, in maniera inequivocabile, che le merci non costituiscono un pericolo; la trasmissione del virus non avviene tramite le merci;

l’autista che rientra in sede dopo aver effettuato consegne in zona rossa, se ha seguito le procedure sanitarie prescritte, non deve essere posto in quarantena;

escludere -chiarire che il “transito” in zona rossa, non costituisce motivo per essere sottoposti a quarantena: modifica della lettera “G”, art. 3, del DPCM 1° marzo 2020;

le procedure sanitarie di contenimento del COVID-19, superano i contenuti del D. n°81/2008 (da precisare nei prossimi DPCM);

le merci deperibili dovrebbero circolare in zona rossa senza deroga del Prefetto;

la possibilità di deroga al divieto di circolazione in zona rossa riconosciuta in capo al Prefetto, devono essere uniformi, chiare, elastiche e possibilmente automatiche; per contribuire al raggiungimento di tale obiettivo, si è convenuto di proporre modifiche ai DPCM in corso di predisposizione aggiungendo alle lettere “K” ed “L”, dell’art. 1, del DPCM 1.3.2020, che “le deroghe possono essere concesse anche sulla base di apposite linee guida”

fornire specifiche istruzioni sanitarie per la categoria dei TAXI – NCC; a questa richiesta, avanzata soltanto da CNA Fita, il Dr. Stancanelli ha risposto che, per la loro specificità, questi lavoratori meritano attenzione particolare ed ha espressamente chiesto alla protezione civile, di sollecitare l’apposito comitato tecnico-scientifico per un urgente pronunciamento.

La riunione si è conclusa con l’impegno del direttore dell’ufficio emergenze, Dr Luigi D’Angelo, a sottoporre immediatamente le tematiche convenute al comitato tecnico-scientifico della protezione civile per valutarle e quindi emettere, quanto prima le “linee guida” tecnico-sanitarie ed organizzative, per contenere gli effetti del COVID-19 nel settore dell’autotrasporto e della logistica.

PARTI SOCIALI – AVVISO COMUNE

Nella stessa giornata del 4 marzo 2020, al tavolo del rinnovo contrattuale composto da CGIL-CISL- UIL e dalle associazioni di rappresentanza del trasporto merci c/terzi, si è condiviso un “avviso comune” per avanzare al Governo proposte di tipo economico e di altro genere per sostenere le imprese nelle progressive difficoltà indotte dal COVID-19 su tutto il territorio nazionale.

Un documento unitario che rafforza anche il valore delle proposte già avanzate individualmente da CNA Fita tramite il documento che è stato consegnato alla Ministra De Micheli il 2.3.2020. 3

Per avere prontezza di tutte le proposte contenute nell’avviso che è stato inviato al Governo affinché ne tenga conto nei provvedimenti in corso di definizione, si rinvia alla sua lettura integrale.

CNA Fita ha condiviso tutte le richieste contenute nell’avviso ma, di seguito se ne segnalano alcune tra quelle che sono state oggetto di particolari richieste pervenute da colleghi e dirigenti del territorio e che, anche grazie al nostro contributo al dibattito, sono state ricomprese nel documento inviato al Governo:

estensione degli interventi a tutte le imprese del settore a prescindere dalla loro collocazione territoriale

sgravi anche a favore delle imprese non coperte al 23.2.2020 dagli ammortizzatori sociali

ripristino sezione speciale autotrasporto all’interno del Fondo di Garanzia per le PMI

posticipazione delle scadenze delle patenti di guida e delle CQC

non configurabilità dell’inadempienza contrattuale nel caso in cui l’impresa non possa assolvere all’esecuzione del servizio a causa di carenza di personale perché posto in quarantena

indicazioni univoche da fornire alle imprese, ai lavoratori e alle OO.SS.

CORONAVIRUS – Allarme economia di CNA Pisa

Turismo e trasporto persone i settori più esposti nel nostro territorio – Chieste istruzioni precise per gli addetti e misure straordinarie per sostegno

Anche a livello locale è allarme per la tenuta delle attività economiche legate al turismo, ai servizi e al trasporto persone in particolare.

“Servono misure urgenti per proteggere le imprese sia a livello nazionale ed anche a livello locale” . È questo l’appello della CNA di Pisa per l’allarme Coronavirus che sta scatenando una psicosi del tutto esagerata rispetto alle reali condizioni di potenziale pericolo.  Tutte le attività legate al turismo rischiano di essere messe in ginocchio: attività ricettive , ristorazione trasporti con bus , ncc e taxi soprattutto.

“Stanno arrivando, sia dal nostro paese che dall’estero, disdette a tutti i livelli. Il mese di marzo è già praticamente saltato, se l’onda di disdette dovesse estendersi anche alla Pasqua le conseguenze saranno irrimediabili – ha dichiarato il presidente CNA Pisa Francesco Oppedisano – si chiede il massimo impegno anche a livello locale, affinché siano attivate le possibili e opportune misure di sostegno alle imprese del comparto turismo e trasporto in particolare. Anche dalle nostre parti ad esempio nel trasporto persone si registra una forte contrazione della domanda per gli effetti dei provvedimenti di contenimento adottati sul Coronavirus: le disdette delle prenotazioni arrivano fino all’80%; ci sono disdette anche per i servizi di trasporto scolastico per le gite scolastiche  e per le minacciate chiusure delle scuole”.

“Le disdette delle prenotazioni arrivano fino all’80%”

La cancellazione di molte manifestazioni fieristiche comporta inevitabilmente una ripercussione negativa sia nel comparto del trasporto merci che in quello delle persone, in particolare nel settore Taxi e Noleggio con Conducente. La sospensione delle gite didattiche e dei viaggi di istruzione, in Italia e all’estero, sta producendo l’annullamento di tutti i servizi di trasporto nei mesi primaverili che rappresentano per le imprese del comparto dal 20% al 40% del fatturato annuale.

Si aggiunga anche l’effetto negativo che si sta determinando nei confronti dell’Italia, ritenuta dagli altri Stati come luogo non sicuro con conseguente annullamento di servizi di trasporto persone e accoglienza nelle principali zone turistiche del paese fra cui le nostre città cui si aggiunge la contrazione dell’import dall’oriente e dell’export con cali di traffico delle navi e la conseguente minore movimentazione dei container, che registrano già un 20% in meno destinato a peggiorare nei prossimi mesi. CNA Trasporti Fita ha chiesto alle istituzioni preposte la definizione di apposite istruzioni per particolari categorie a rischio come autisti di autobus, Ncc, Tassisti e Autotrasportatori e addetti al pubblico in genere.

Le imprese attendono misure efficaci di aiuto per contenere i danni diretti e indiretti che stanno subendo. Le priorità indicate dalla CNA sono:

  • Mantenere aperta la circolazione delle merci e degli automezzi per garantire rifornimenti e approvvigionamenti alle imprese. Contrastare blocchi alle frontiere e nell’import export.
  • Lasciare liquidità alle imprese per far fronte ai bisogni di circolante con sospensione pagamenti contributi, imposte e tasse (in parte nel decreto MEF da estendere a tutti i comuni e regioni interessate), moratoria rate mutui e accelerazione pagamenti PA, potenziamento del Fondo di Garanzia per le PMI.
  • Tutele per lavoratori dipendenti attraverso estensione cassa integrazione per tutti (artigianato tramite FSBA), indennità per autonomi e professionisti
  • Ristoro dei danni diretti per le imprese la cui attività dovesse essere sospesa per effetto dei dispositivi di legge
  • Rinvio adempimenti e alleggerimento oneri a carico imprese e slittamento entrata in vigore ISA e norme sulle crisi di impresa

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

 

NOTA informativa precauzionale per i lavoratori in materia di infezione da Coronavirus

Allo stato attuale, e a puro scopo precauzionale, vi preghiamo di prendere atto delle seguenti misure di protezione personale e collettiva:

  • mantenimento dell’igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcol);
  • prima di iniziare l’attività lavorativa, è importante lavare le mani, soprattutto se si sono utilizzati mezzi pubblici o si è soggiornato in locali pubblici;
  • evitare di toccare occhi, naso, bocca con mani non lavate;
  • igiene legata alle vie respiratorie: o starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso;
    1. gettare i fazzoletti utilizzati immediatamente dopo l’uso, possibilmente in un contenitore chiuso;
    2. lavare le mani dopo aver starnutito o tossito.
    3. evitare il contatto ravvicinato (<2 metri), quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.

Le misure di contenimento prese, saranno aggiornate sulla base dell’evoluzione della situazione. Come lavarsi le mani in modo efficace: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_opuscoliPoster_340_allegato.pdf

Ulteriori informazioni sul virus: http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus

Coloro che hanno avuto contatti diretti con le “zone rosse” posso consultare la nota informativa specifica per le regioni con emergenza sanitaria: Nota informativa Covid19

Per Info contattare l’Ufficio Ambiente e Sicurezza CNA Pisa: tel.  050 876300

Una lettera alla Ministra De Micheli per salvare la Motorizzazione di Pisa

Torna a farsi sentire il Comitato per la Difesa della Motorizzazione di Pisa

Nella foto da sinistra verso destra Francesco Oppedisano (CNA Pisa), Marco Abbondandolo (Confarca), Stefano Ghilardi (Amici di Pisa), Michele Bulleri (Unasca), Fabiani (Amici di Pisa), Roberto Calvani (CNA Fita).

Il Comitato ha scritto direttamente al Ministero per avanzare la richiesta di una soluzione stabile, funzionale e completa che possa offrire tutti i servizi di Motorizzazione Civile che una città come Pisa non può non avere.

 “Ci permettiamo di intervenire di nuovo sul tema della sede degli Uffici di Motorizzazione Civile di Pisa, dopo tre mesi di sperimentazione delle soluzioni adottate. Ebbene il quadro resta ampiamente negativo, pur con molte buone volontà dimostrate.

“Buone volontà da parte di tutti, dei responsabili e degli addetti all’UMC che pur in mezzo ad oggettivi disagi e difficoltà si prodigano per alleviare problemi agli utenti.  Buona volontà da parte della dirigenza locale che sta cercando di individuare la strada migliore da percorrere. Buona volontà da parte di enti locali a partire dal Comune di Pisa che hanno fatto quanto in loro potere per contribuire ad una soluzione.  I disagi ed i disservizi però restano” – Ed è quindi necessaria, secondo il Comitato, “una soluzione che preveda una “sede stabile e duratura dove ci siano spazi interni ed esterni sia per gli uffici, per gli esami e per tutte le funzioni tecniche ed operative. In attesa di tale soluzione si chiede che vengano minimizzati i fortissimi disagi per gli utenti e per gli stessi operatori ministeriali garantendo una migliore funzionalità di tutti i servizi. E che si possa procedere allo stanziamento di risorse e avvio di procedure per una adeguata dotazione di personale qualificato. Una collocazione ad Ospedaletto (Pi) anche partendo, ma potenziando e estendendo, la attuale ubicazione provvisoria, in questo senso può essere una soluzione ottimale per accessibilità e potenzialità, purché appunto vengano date risposte e spazi, a tutte le esigenze espresse”.

Puntuali critiche il Comitato le rivolge ad altre possibili soluzioni circolate negli ultimi mesi, a partire da quella di via Valgimigli – Via Garibaldi, per la collocazione in zona già congestionata ed inaccessibile ai mezzi pesanti, mentre le altre con soluzioni di ubicazione nel centro urbano presentano limitazioni funzionali ancora peggiori. A completamento delle richieste anche una iniezione di addetti viste le carenze attuali che sono prossime già ora al 50 % dell’organico previsto e che si aggraveranno nei prossimi mesi per i pensionamenti previsti.

Il Comitato ha chiesto di essere ricevuto a Roma al Ministero per poter esporre direttamente le argomentazioni proposte e poter contribuire ad una soluzione.

Per il Comitato hanno partecipato il Presidente CNA Francesco Oppedisano ed i portavoce dei mestieri del trasporto Roberto Calvani (Merci), Claudio Sbrana (Taxi) e Riccardo Bolelli (Bus Ncc), il presidente degli Amici di Pisa Stefano Ghilardi, i rappresentanti delle agenzie ed autoscuole, Marco Abbondandolo, Massimo Mosi (Confarca), Michele Bulleri e Andrea Arzilli (Unasca) e Lia Gagliardi (Adiconsum Cisl) e Luca D’Onofrio (FdereconsumatoriPisa).

Qui di seguito il testo integrale della lettera al Ministero: 2019_lettera Ministero rev 3

 

AUTORIPARATORI E CARROZZERIE – Emergenza abusivismo

La piaga dell’abusivismo dopo avere duramente colpito il settore del trasporto persone, si sta allargando ai settori dell’autoriparazione e delle carrozzerie e le zone più colpite sono quelle del Cuoio e la Valdera, ma sono stati segnalati fenomeni di officine totalmente al nero anche nell’area pisana e nelle colline.

La denuncia emerge con decisione dalla partecipata assemblea di settore, svolta presso la sede del COREAPI a Pontedera. Hanno partecipato come istituzioni Ilaria Duranti, Assessora Comune di Castelfranco, e Paolo Redditi Comune di San Miniato e si sono dichiarati disponibili ad approfondire la questione i sindaci di Montopoli, S. Croce e Pontedera.

Nella foto Maurizio Giunti (a destra) e Gabriele Bottoni (a sinistra)

“ Il tema abusivismo è uno dei temi caldi che stringono in una morsa molte imprese  e su questo come su altri temi la nostra pressione sulle istituzioni per una vigilanza sana e dei controlli mirati, è già e sarà massima” ha fatto sapere il presidente CNA Pisa Francesco Oppedisano. A fare gli onori di casa è stato Giuseppe Desideri Presidente del COREAPI al quale sono seguiti gli interventi di Maurizio Giunti Presidente CNA Autoriparazione e Gabriele Bottoni Presidente di CNA Carrozzerie.

Maurizio Giunti ha introdotto il tema con uno sguardo proiettato verso le soluzioni, osservando che “viviamo un momento in cui le nostre imprese hanno sempre meno fiducia mentre non dobbiamo mai dimenticaci tutti che la fiducia è risorsa preziosissima. Fa da antidoto all’esplosione dell’egoismo e del particolarismo e lo dico con maggiore convinzione proprio per il fatto di essere in una sede di un consorzio, che ringrazio per averci ospitato, che funziona benissimo. Compito della politica con la P maiuscola è quello di non disperdere questa fiducia che caratterizza il mondo imprenditoriale, che caratterizza il nostro essere imprese in regola. Nella nostra vita di imprenditori quotidianamente abbiamo molteplici difficoltà, pressione fiscale, cattiva burocrazia, scarsa efficienza e qualità dei servizi pubblici, alle carenze del sistema educativo e formativo, ai tempi lunghi della giustizia, all’insufficiente dotazione infrastrutturale. A tutto ciò dobbiamo ora aggiungere soggetti che esercitano attività nel più totale abusivismo, senza il rispetto di nessuna regola sia etica, di giustizia, ambientale e di sicurezza. Ed è un fenomeno nuovo, in queste dimensioni. Vorremmo essere sicuri che il contrasto all’evasione venga condotto senza criminalizzare le nostre imprese. Siamo stanchi di questo accanimento. Noi siamo qui questa sera per dire basta!

Anche Gabriele Bottoni guarda avanti e cerca di delineare lo scenario in cui saranno chiamati ad operare gli operatori del settore carrozzerie verso “un futuro nel quale i cambiamenti saranno così profondi che coinvolgeranno dai carburanti, alle assicurazioni, dalla manutenzione alle case automobilistiche.

Un’impresa che chiude, gentili ospiti, è una ferita per il territorio, una perdita per tutti coloro che sono entrati in relazione con essa, collaboratori, clienti fornitori.

Salutiamo con gioia la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e con pari soddisfazione osserviamo il passaggio generazionale di quelle esistenti. Vorremmo che il valore della continuità fosse riconosciuto e tradotto in strumenti di accompagnamento fiscale e creditizio, per facilitare i trasferimenti di impresa anche al di fuori del nucleo familiare” e chiude con un’appello alla politica ed alle istituzioni che devono “avere fiducia in chi lavora per il futuro del nostro territorio e questa missione dovete e potete tutelarla”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)