AUTOTRASPORTO – Corso di formazione per gestori di impresa

CORSO DI FORMAZIONE PER GESTORI DI IMPRESE DI TRASPORTO DI MERCI SU STRADA Conto Terzi CON AUTOVEICOLI  compresi fra 1,5 e 3,5 Tonn.

Intendi avviare un’attività in proprio nel trasporto conto terzi con piccoli mezzi?
Sei impegnato in un’attività di trasporto conto terzi ma non sei ancora abilitato?

In poche settimane puoi avere l’abilitazione e quindi andare a svolgere in proprio l’attività, a norma di legge, con mezzi di massa complessiva a pieno carico compresi tra 1,5 e 3,5 tonnellate.

Destinatari

Tutti coloro che intendono svolgere l’attività imprenditoriale di trasporto merci conto terzi con autoveicoli superiori a 1,5 t. e inferiori o pari a 3,5 t.

Cosa fare e come fare?

Partecipa al nostro corso riconosciuto dal Ministero dei Trasporti che parte a Novembre 2020 a Pisa e si conclude a Gennaio 2021.  E’ un corso intenso perché dura 74 ore ma è organizzato in modo tale da consentire di portare comunque avanti un’attività lavorativa nello stesso periodo. Il corso fornisce la preparazione necessaria prevista dal decreto Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti del 30/07/2012, per accedere al titolo necessario all’iscrizione all’Albo Autotrasporto merci CT.

Certificazione

Rilascio dell’Attestato valido per il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Programma

Elementi di diritto civile

Elementi di diritto commerciale

Elementi di diritto sociale

Elementi di diritto tributario

Gestione commerciale e finanziaria dell’impresa

Accesso al mercato

Norme tecniche e di gestione tecnica

Sicurezza stradale

Lettera Unatras alla Ministra dei Trasporti Paola De Micheli

Gentile Ministra,

con la presente desideriamo esprimerLe sincero apprezzamento per lo sblocco dell’annosa vicenda delle deduzioni forfettarie che, sebbene arrivato in extremis per effettuare le dichiarazioni fiscali relative ai redditi 2019, ha permesso a migliaia di microimprenditori dell’autotrasporto di poter alleggerire il carico fiscale con l’importo di euro 48, come lei ci aveva promesso.

Con un’esclamazione si può affermare: impegno mantenuto!

Allo stesso tempo, con l’obiettivo di proseguire il proficuo confronto che Lei ha avviato con Unatras, il coordinamento delle associazioni dell’autotrasporto che rappresento, è utile sottolineare che il percorso avviato deve proseguire senza soluzione di continuità sui provvedimenti che la categoria attende da troppo tempo.

È per questo che con la presente, appreso del completamento dello studio sui calcoli dei costi di esercizio, riteniamo non sia più procrastinabile l’immediata ripubblicazione dei valori indicativi di riferimento dei suddetti costi, da parte della competente Direzione Generale Trasporto Stradale e Intermodalità del Ministero da Ella guidato.

Di altrettanta importanza è la problematica del mancato rispetto dei tempi di pagamento per i servizi resi nel settore. Su tale scottante tematica, rammaricandoci per la mancata approvazione nel DL Semplificazioni della norma da Lei proposta, siamo a chiedere un pronto chiarimento per conoscere quali passi il MIT voglia intraprendere per assicurare una soluzione ad una filiera in cui a pagare le spese sono i soggetti più deboli: gli autotrasportatori.

Infine, ci preme sottolineare la necessità ed urgenza di conoscere qual è l’intendimento Suo e del Governo sulla proposta scellerata del Ministro dell’Ambiente Costa di aumento delle accise sul gasolio per arrivare ad un riallineamento progressivo di queste ultime con quelle sulla benzina, mascherando tale scelta con motivazioni di tutela ambientale di dubbia veridicità e scarsa efficacia. Proposta che se si sommasse all’eliminazione del rimborso accise sul gasolio per i veicoli euro 3 dal 01/10/20 p.v. e per i veicoli euro 4 dal 01/01/21, costituirebbe un doppio colpo inaccettabile per le imprese del settore.

Premesso che anche Lei è testimone del fatto che l’autotrasporto ha già avviato la propria transizione ecologica e più di altri settori produttivi è in linea con gli ambiziosi obiettivi europei di riduzione delle emissioni inquinanti e sostenibilità ambientale, esprimiamo la forte preoccupazione diffusa tra gli operatori e ci auguriamo una secca smentita sulla proposta manifestata dal titolare dell’Ambiente, che graverebbe in questo delicato momento sulle già precarie condizioni di competitività delle imprese, con il solo effetto di aumentare i costi del trasporto e quindi dei prezzi dei beni al consumo, con la naturale conseguenza di deprimere la domanda interna.

Sarebbe opportuno, invece, rafforzare l’azione del MIT che, con il Suo decisivo impulso, ha finalmente istituito il Fondo nazionale per il rinnovo veicoli con una prima dotazione per il biennio 2020-21 di 122 milioni di euro e prevedere ulteriori risorse per incentivi agli investimenti che permettano al comporto la graduale ma completa sostituzione del parco veicolare con mezzi green, più sicuri e tecnologicamente avanzati.

Certi che si batterà per non far penalizzare il settore dell’autotrasporto e logistica, che anche in questi difficilissimi mesi ha dimostrato il proprio valore sociale nell’economia generale del Paese, auspichiamo la convocazione di un incontro, anche via web, ed un pronto riscontro sulle questioni sopracitate. Ringraziandola per l’attenzione, porgiamo i più cordiali saluti.

FITA CNA – No agli aumenti sul gasolio

L’APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI DELL’AUTOTRASPORTO, DELLA LOGISTICA E DEL COMMERCIO DI CARBURANTI AL GOVERNO

Il 31 luglio scorso il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha lanciato una consultazione pubblica su alcune proposte di legge finalizzate a rimuovere progressivamente taluni sussidi ambientalmente dannosi. Accusato di godere di un sussidio, tra gli altri, è il gasolio auto, che beneficia – per così dire – di un’accisa inferiore a quella sulla benzina (0,617 euro/litro, contro 0,728 euro/litro).

Tra le varie proposte normative vi è quella di riallineare progressivamente le aliquote di accisa di benzina e gasolio a partire dal 1° gennaio 2021.

Le scriventi associazioni che rappresentano, rispettivamente, il comparto dell’autotrasporto e della logistica e quello del commercio dei carburanti denunciano l’imminente rincaro del gasolio, l’ennesimo inasprimento delle tasse, stavolta camuffato con presunte motivazioni ambientali, delle quali si fatica a trovare il reale fondamento.

Innanzitutto è bene chiarire che il trattamento differenziale tra gasolio e benzina non è in alcun modo qualificabile come sussidio. Infatti, siamo di fronte a due aliquote di accisa diverse, come diversi sono i due prodotti, sia in termini di prestazioni che di impatto ambientale. Rispetto alla benzina, il gasolio (grazie anche alla crescente efficienza dei motori) consente di fare più chilometri con un litro e produce minori emissioni di CO2. Il differenziale tra le due aliquote, che si ritrova in tutti gli Stati membri dell’UE (con le sole eccezioni di UK e Belgio), era stato originariamente pensato per promuovere un graduale ricambio dei veicoli verso motorizzazioni con un ridotto impatto sul clima. Gli italiani hanno orientato di conseguenza le proprie scelte di consumo: adesso è davvero surreale adottare un atteggiamento punitivo verso quei cittadini che hanno fatto esattamente ciò che gli si chiedeva di fare! E non parliamo solo di trasporto privato: è bene ricordare, infatti, che ben oltre il 95% del parco circolante dei veicoli adibiti al trasporto di merci (veicoli commerciali e industriali) sono alimentate a gasolio. L’incremento delle accise sul gasolio si tradurrebbe quindi in un aumento dei costi di trasporto, con l’inevitabile aumento dei prezzi dei beni di consumo.

La tassazione sui carburanti in Italia, peraltro, è già tra le più alte nell’Unione Europea, seconda solo a quella del Regno Unito. Gli attuali livelli di accise sul gasolio, inoltre, generano già un gettito sufficiente a controbilanciare gli effetti negativi derivanti dall’utilizzo di questo carburante, come dimostrato da numerosi studi sull’argomento. Un caso esemplificativo: secondo i nostri studi, le imprese dell’autotrasporto versano molto di più rispetto all’inquinamento prodotto; un camion Euro6 genera un costo esterno pari a 13,1 centesimi di euro, mentre paga di sola accisa netta 40,3 centesimi, pari a oltre un miliardo di euro all’anno.

“Una transizione green per non lasciare indietro nessuno”, per citare ancora una volta le parole del Ministro Costa, non potrà essere perseguita continuando ad attingere indiscriminatamente alle tasche dei cittadini.

Nel 2020 il Pil italiano è atteso perdere attorno al 12 per cento (secondo le stime dell’UE), forse più. Nel 2021 ci si aspetta una modesta ripresa, ma certamente non torneremo ai livelli del 2019 e tanto meno a quelli pre crisi, che l’Italia, unico paese in Europa assieme alla Grecia, ancora non ha ricuperato. In queste condizioni di generalizzato impoverimento, inasprire un’imposta che ha per sua natura un effetto regressivo – cioè grava proporzionalmente di più sui poveri, che hanno mezzi meno efficienti e che destinano all’energia una quota maggiore della propria spesa per consumi – appare non solo politicamente ingiustificato, ma anche economicamente dannoso.

Insomma: se si vuole promuovere la riduzione dell’impronta ecologica dei carburanti, occorre offrire opportunità tangibili di miglioramento della qualità ambientale e del tenore di vita delle persone, non si può scegliere una via punitiva che finisca per alimentare la percezione che la sostenibilità può essere perseguita solo a spese delle fasce sociali medio-basse né si può consentire un’azione punitiva contro intere categorie produttive.

Gravissima la mancata approvazione del ristoro ai bus turistici

È gravissima la mancata approvazione nel Decreto Rilancio delle misure di sostegno al settore dei bus turistici, uno dei più colpiti dagli effetti della pandemia, sostanzialmente paralizzato e con prospettive di ripartenza molto incerte.

Un settore allo stremo che necessita con urgenza di misure di sostegno per scongiurare la cancellazione di centinaia di imprese. Pertanto è incomprensibile, sottolinea la CNA, che l’emendamento approvato dalla commissione bilancio sia stato successivamente stralciato dal testo del provvedimento a causa dei rilievi posti dalla Ragioneria generale dello Stato. Rilievi tecnici che ignorano le ragioni economiche e sociali dell’intervento a favore di un settore in ginocchio.

La Confederazione sollecita il Governo a impegnarsi immediatamente a ripresentare la misura nel prossimo decreto di fine luglio.

Fase 3 – CNA incontra la Ministra dei Trasporti De Micheli

CNA: “Trasporto persone allo stremo, servono misure urgenti per dare ossigeno alle imprese”

La Ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture, Paola De Micheli, ha incontrato una delegazione di CNA guidata da Sergio Silvestrini, Segretario Generale della Confederazione, composta dai tre portavoce del trasporto persone per un confronto sulla profonda crisi che sta vivendo il settore a causa della pandemia. Il comparto conta oltre 38mila imprese, in larga parte artigiane, e circa 40mila dipendenti con un parco veicoli intorno alle 70mila unità tra autobus noleggio, Taxi e NCC. Il fatturato annuale supera i 4 miliardi di euro e nel periodo di lockdown i mancati ricavi sono già oltre un miliardo.

Silvestrini ha indicato la necessità di avviare un confronto permanente tra le istituzioni e le organizzazioni più rappresentative per evitare l’eccessiva frammentazione della rappresentanza che rende difficile definire una visione generale sullo sviluppo della mobilità.

Per affrontare gli effetti pesanti dell’emergenza, la CNA ha elencato alcuni interventi per l’immediato per dare ossigeno a un settore vitale che è allo stremo. Occorrono urgentemente misure di ristoro per queste imprese, a partire dal potenziamento del contributo a fondo perduto, la compensazione delle quote di ammortamento per gli investimenti effettuati, la proroga fino a fine anno della moratoria sui prestiti e della sospensione del pagamento di imposte e contributi e la possibilità di rateizzazione su lungo periodo.

Inoltre il riconoscimento dei corrispettivi per i servizi di scuolabus, almeno a copertura dei costi fissi, la promozione di forme di integrazione tra le varie modalità di trasporto con il trasporto pubblico non di linea, Taxi, NCC e Autobus, e l’estensione almeno a fine anno delle misure di sostegno al reddito per il personale dipendente.

La Ministra De Micheli ha mostrato attenzione alle istanze presentate ricordando le misure di sostegno già operative e quelle in Parlamento in via di definizione. Inoltre ha annunciato la prossima apertura del tavolo sulla scuola al quale parteciperanno le organizzazioni del trasporto persone per definire le linee guida sui servizi di scuolabus ed ha indicato che nel prossimo decreto di luglio saranno destinate ulteriori risorse.

CNA auspica che il confronto prosegua nei prossimi giorni per definire e adottare le misure necessarie e urgenti di cui ha estremo bisogno il settore del trasporto persone.

FASE 3 – CNA Fita: “Lunedì 8 giugno incontro al MIT sugli autobus”

Servono risposte urgenti alla crisi del settore

Una convocazione attesa da tempo che ci auguriamo possa rappresentare un momento proficuo per acquisire risposte urgenti ed adeguate alle difficoltà che sta vivendo il settore. È quanto afferma in un comunicato CNA Fita.

Tutto il comparto della mobilità sta soffrendo, ma quello dei Bus è il segmento che sta risentendo oltremodo degli effetti negativi da COVID-19 a causa del tracollo vertiginoso della domanda, dovuto alle restrizioni degli spostamenti delle persone.

L’annullamento dei viaggi di istruzione, la sospensione dei trasporti scolastici, la paralisi delle

crociere, delle manifestazioni sportive e più in generale di tutta la filiera del turismo, sta bloccando il 90 % delle attività di trasporto connesse. E per la loro ripartenza, oltreché incerta nella misura, si dovranno ancora attendere mesi. In particolare per i trasporti scolastici, che si legano all’incognita della riapertura delle scuole a settembre e le cui imprese oltre al danno si sono ritrovate beffate nell’ultimo decreto dal mancato riconoscimento dei corrispettivi previsti nei capitolati di gara.

Un settore particolarmente esposto anche da un punto di vista finanziario che non riuscirà a fare fronte a questa situazione senza un intervento specifico che possa accompagnarlo fino alla ripresa.

Ci auguriamo – conclude la nota – che il Governo abbia ben compreso la gravità della situazione e che già nella fase di conversione del Decreto Rilancio intervenga concretamente nella giusta direzione.

CNA FITA – “Imprese del trasporto persone allo stremo”

CNA Fita: “Un quarto rischia di non arrivare a settembre. Servono sostegni immediati”

“Le imprese del trasporto persone sono allo stremo. Servono rapidi e tangibili interventi a loro sostegno. Altrimenti entro settembre il comparto perderà almeno un quarto delle imprese”.

A lanciare l’allarme in una nota è CNA Fita, che rappresenta a livello nazionale oltre 9mila imprese tra tassisti, ncc auto e autobus su un totale di circa 38mila imprese, in larga parte artigiane, con 40mila addetti e 70mila veicoli.

“Questo settore – prosegue il comunicato – ha subito, sta subendo e rischia di subire ancora a lungo gli effetti negativi della pandemia. Eppure è scarsamente considerato benché nella fase di emergenza, e tuttora, abbia operato con obblighi di servizio, come nel caso dei taxi, e in totale rimessa e fatturato a zero nel caso di ncc e autobus.

Pur comprendendo il forte stato di disagio delle imprese, abbiamo deciso di non aderire a nessuna forma di protesta, almeno in questa fase. Attraverso l’interlocuzione a tutti i livelli con le istituzioni ci auguriamo che le nostre proposte vengano accolte nella fase di conversione e di emanazione dei prossimi provvedimenti.

È necessario trovare soluzioni capaci di contenere le principali voci di costo e al tempo stesso lavorare su interventi in grado di stimolare una nuova domanda di trasporto, con forme di integrazione al Trasporto pubblico locale, e di aprire nuovi segmenti di mercato, come i servizi dedicati nell’ambito socio-sanitario, stanziando risorse specifiche e rafforzando le misure di sostegno in termini di ristoro a fondo perduto.

Il dramma che si sta prefigurando per le imprese non può essere sottovalutato. Le poche risorse a disposizione – conclude CNA Fita – vanno indirizzate con oculatezza per sostenere concretamente il settore”.

CNA Fita: “Impiegare autobus privati, taxi e Ncc per il trasporto pubblico”

CNA Fita: “Stanziare risorse per potenziare la mobilità e sostenere il settore”

 CNA Fita propone di impiegare autobus da noleggio e taxi per integrare l’offerta di trasporto pubblico fino al ritorno alla normalità.

Le Pmi del trasporto persone possono offrire un prezioso contributo alle esigenze di mobilità nella fase di riapertura delle attività. Il settore privato può mettere a disposizione un parco veicoli di circa 70mila unità tra taxi e Ncc (oltre 40mila auto) e autobus noleggio (quasi 30mila mezzi) per rispondere alle esigenze di mobilità collettiva. I protocolli di sicurezza e, in particolare, il distanziamento non consentono al servizio pubblico di soddisfare in modo adeguato la domanda di trasporto. La proposta di CNA Fita consente di raggiungere un duplice obiettivo: potenziare l’offerta di mobilità pubblica e dare risposte alla drammatica crisi che sta vivendo il settore del trasporto persone che a causa degli effetti del contagio accusa il 90% delle attività ferme. Destinare risorse aggiuntive al fondo del trasporto pubblico (circa 1,4 miliardi di euro) e coinvolgere il settore privato nella inevitabile riorganizzazione della mobilità collettiva rappresenta pertanto una risposta alle criticità del trasporto e uno strumento di sostegno a migliaia di imprese. Per i mercati di riferimento del turismo, congressuale e scolastico occorrerà molto tempo prima di tornare alla normalità.

È necessario ricercare, con il sostegno delle istituzioni, nuove risposte a nuovi bisogni provocati dall’emergenza sanitaria. Oltre agli interventi urgenti di sostegno alle imprese è fondamentale stanziare risorse per sviluppare nuovi servizi di mobilità collettiva come, ad esempio, l’erogazione di “voucher-mobilità” per incentivare l’utilizzo di mezzi di trasporto pubblico non di linea, o come l’impiego dei veicoli privati nel supporto dei servizi socio-sanitari, anch’essi obbligati ad affrontare la riorganizzazione strutturale dei mezzi e delle capacità che si ridurranno. Riccardo Bolelli presidente CNA BUS Nazionale, Toscana e Pisa, ha colto la palla al balzo: “per noi sarebbe una soluzione vitale poter mettere le nostre macchine adesso bloccate dal fermo, a disposizione del concessionario di TPL che sia l’attuale, ONE Scarl, o il prossimo Autolinee Toscane. La nostra proposta va oltre il concessionario e investe le modalità organizzative nuove che si stanno profilando. E fra molte incertezze, una certezza c’è: ci sarà bisogno di più trasporto pubblico e di più mezzi. E ci conforta che anche Zavanella lo vada proponendo.”

Al coro si sono uniti Claudio Sbrana Portavoce Taxi Cna Pisa e Roberto Lucarelli portavoce Ncc CNA Pisa “Certo sarà necessario che gli enti locali adottino una politica degli orari che diluisca il più possibile i momenti di affollamento e congestione, ma in ogni caso la capienza dei mezzi sarà ridotta rispetto agli standard del passato quindi serviranno più mezzi. Ebbene questi mezzi possono essere messi dalle aziende legate al turismo che peraltro oggi sono completamente ferme. Questo è un modo per superare l’emergenza e dare una risposta che salva sia il TPL che le aziende private – incalzano Bolelli, Sbrana e Lucarelli che concludono –  Si consideri anche che il rischio che le imprese del turismo possano saltare e quindi quando ci sarà, e prima o poi ci sarà, la ripresa dei flussi turistici, non avremo più lo stesso parco mezzi perché è un settore che rischia di essere più che dimezzato e di questo, tutta la filiera ne risentirà anche dopo la fine dell’emergenza. Serve una visione strategica e poter organizzare modalità che permettano di garantire il massimo della sicurezza. Occorre anche considerare che più trasporto pubblico, riduce i livelli di inquinamento. E come si è visto anche il livello di inquinamento possono avere una rilevanza rispetto alla contagiosità del virus e alle possibilità di contagio.  Il distanziamento sociale e gli accorgimenti in via di definizione (anche un po’ confusamente) da adottare all’interno, a partire dagli impianti di condizionamento e di aerazione che vanno però definiti prima possibile perché è questo il fattore determinate per la sicurezza. Per una Regione come la Toscana è doveroso ragionare in termini di sistema, che preveda una necessaria ripresa del turismo e non si può prescindere dal ruolo delle imprese di trasporto persone sia di bus che di vetture, ncc e taxi”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Consegna generi di prima necessità da parte dei Taxi e Ncc

TAXI E NCC “Siamo un servizio pubblico e siamo orgogliosi di esserlo!”

Soddisfazione da parte degli operatori Taxi e Ncc per la novità annunciata dalla Regione Toscana, in base alla nuova delibera secondo cui i Taxi e gli Ncc potranno fare servizio di consegna a domicilio di beni di prima necessità.

Secondo il testo della delibera viene attribuita “la possibilità – in via temporanea e solo per il periodo dell’emergenza da Coronavirus – di fare da vettore per la consegna a domicilio, prelevando i beni di prima necessità direttamente dai produttori, dai commercianti o dagli altri operatori abilitati e recapitandoli presso il portone o l’accesso carrabile o pedonale della casa del destinatario”.

Il servizio – come specifica un comunicato della Regione Toscana – dovrà tenere conto del rispetto delle norme di sicurezza, sia quelle legate all’emergenza Coronavirus che quelle igienico-sanitarie per il trasporto degli alimenti.

“In questo periodo di grave crisi lavorativa – dichiarano i portavoce dei mestieri Roberto Lucarelli Ncc CNA Pisa e Claudio Sbrana Taxi CNA Pisa – ci auguriamo che la categoria possa cogliere questa opportunità che, dietro nostra richiesta, la Regione Toscana ha fatto propria in tempi veramente rapidi. Il servizio non è certo alternativo o sostitutivo di altri servizi espressamente dedicati al trasporto merci bensì rappresenta un segnale di come in periodi di crisi si può far ricorso ad energie altrimenti inespresse e attivare anche una catena di solidarietà. Saremmo felici in questo modo di poter dare una mano e svolgere le consegne sia per i negozi al dettaglio che non hanno un loro servizio dedicato, che per la grande distribuzione che ci risulta essere in affanno ad assicurare a tutti i loro clienti un servizio a domicilio, ed anche per conto di privati cittadini e che magari in questo periodo non sanno a chi rivolgersi per piccole commissioni e ritiro di farmaci e viveri”.

Per noi è una occasione di dimostrare la nostra natura di servizio pubblico: orgogliosi di esserlo e di farlo!” hanno concluso Lucarelli e Sbrana, i quali hanno anche rivolto forte apprezzamento sulla novità di poter consegnare beni di prima necessità, anche riguardo alla procedura molto semplificata.

Infatti è sufficiente una comunicazione all’indirizzo di posta elettronica certificata del Comune competente ed indicando la data di avvio ed il riferimento all’autorizzazione / licenza di esercizio. Non sono necessari ulteriori adempimenti o oneri.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Nella foto i rappresentanti Claudio Sbrana (TAXI) e David Salcioli (NCC) si dividono fraternamente le prime mascherine fornite dalla protezione civile del Comune di Pisa per gli operatori del settore. 

Artigianato e Coronavirus – Regole e richieste, settore per settore

Vademecum per ogni categoria di attività

In attesa di poter conoscere le misure di sostegno per tutte le attività economiche facciamo il punto su chi e come può operare, posto sempre che occorre in tutti i casi rispettare le prescrizioni di ordine sanitario per scongiurare i rischi di trasmissione e di contagio del coronavirus.

NDR – Il presente vademecum è in continuo aggiornamento e appena riceveremo ulteriori e più precise indicazioni cercheremo di darne conto

QUESTE SONO LE CATEGORIE CHE POSSONO OPERARE REGOLARMENTE:

  • Trasporto merci e persone
  • Attività di lavanderia
  • Pompe funebri
  • Installazione e manutenzione impianti
  • Autoriparatori
  • Alimentare
  • Attività produttive e professionali
  • Edilizia e costruzioni

 

TRASPORTO MERCI E PERSONE

Tutte le categorie del Trasporto merci e persone non sono soggette a limitazioni perché sono considerate servizi essenziali. Tutte le merci (quindi non solo quelle di prima necessità) possono essere trasportate sul territorio nazionale. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può spostarsi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci  e lo stesso vale per i corrieri che possono circolare liberamente: non sono previste limitazioni al transito e all’attività di carico e scarico delle merci e nemmeno per il trasporto pubblico non di linea. Dubbi permangono per il settore bus penalizzato da cancellazioni e sospensioni di molte attività sia di trasporto scolastico che di linea ed ovviamente turistico per cui i motivi di spostamento sono peraltro espressamente vietati.

 

ATTIVITÀ DI LAVANDERIA

– Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia

-Attività delle lavanderie industriali

-Altre lavanderie, tintorie

 

Anche i SERVIZI DI POMPE FUNEBRI e attività connesse sono regolarmente aperti.

 

INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE DI IMPIANTI

Installazione e manutenzione di impianti, relativamente agli interventi tesi a garantire la sicurezza e la funzionalità degli stessi, rientrano tra i cosiddetti “servizi pubblici essenziali” così come previsto dagli artt. 1 e 2 della L. 146/90.

In particolare nel comma a) dell’art. 2 viene specificato che tra i servizi pubblici essenziali sono ricompresi “l’approvvigionamento di energie, prodotti energetici, risorse naturali e beni di prima necessita’, nonche’ la gestione e la manutenzione dei relativi impianti, limitatamente a quanto attiene alla sicurezza degli stessi”.

Pertanto, nel dover dare indicazioni ai nostri associati e considerando che, almeno a stare al testo del DPCM, tutto ciò che non è vietato è consentito, tutte le attività di manutenzione ed installazione di impianti possono proseguire garantendo, ma questo era da considerarsi sottointeso, le misure di protezione e sicurezza. Un breve e non esaustivo elenco, comprende: rimanere a distanza di sicurezza di almeno 1,8 metri dai clienti, indossare la mascherina, usare i guanti e effettuare gli interventi mantenendo sempre distanze di sicurezza.

 

AUTORIPARATORI, SI PUO’ LAVORARE RISPETTANDO MISURE DI SICUREZZA

Gli autoriparatori, (Carrozzerie, Officine Meccaniche, auto e moto, Centri di revisione, Gommisti) non sono toccati dalle ulteriori restrizioni, contenute nell’ultimo provvedimento, in quanto erogatori di servizi essenziali di pubblica utilità.

Non dimentichiamo che gli autoriparatori sono i garanti della messa in sicurezza e del funzionamento di tutti i veicoli su strada. Le attività di autorimessa, rivendita di ricambi e autolavaggio seguono le stesse regole. I concessionari rimarranno chiusi. Le revisioni, essendo un servizio pubblico, si possono fare regolarmente. Laddove non fosse possibile stiamo chiedendo, per le revisioni con scadenza a marzo, la proroga di almeno un mese se non di più.

Ovviamente, i titolari delle aziende dovranno adottare tutte le precauzioni del caso per garantire la salvaguardia dei propri dipendenti e dei clienti che si recheranno presso le officine. Alcune tra le misure per garantire la sicurezza sono:

– evitare gli assembramenti, attraverso, ove possibile, l’organizzazione del lavoro per appuntamenti

– attesa dei clienti fuori dall’ufficio in luoghi “aperti”

– sanificazione degli ambienti

– distanze di sicurezza con i clienti e tra i dipendenti

– utilizzo di mascherine e guanti o dispositivi di protezione (copri volante, copri leva cambio, coprisedile, etc)

Inoltre non dimentichiamo le autocertificazioni da adottare per gli spostamenti da e per l’officina.

Per tutte le imprese artigiane è possibile accedere agli ammortizzatori sociali, nel caso in cui l’azienda decida di ridurre il personale o sospendere l’attività attraverso il Fondo di Solidarietà Bilaterale, già attivo con un codice dedicato COVID 19 “Coronavirus” (in allegato la comunicazione specifica su FSBA)

 

ALIMENTARE, AVANTI TUTTA

Salvaguardate produzione, distribuzione e commercio

Sono consentite le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività.

Sono consentiti i mercati per le sole attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Quindi anche i generi alimentari distribuiti nei mercati, con mezzo mobile (in forma ambulante).

Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie). Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto.

Quindi per tutte le attività di ristorazione è consentita la consegna a domicilio.

CONSEGNA A DOMICILIO – INDICAZIONI

  • Nel caso il servizio a domicilio non è mai stato effettuato va presentata la SCIA temporanea;
  • lo scontrino deve essere realizzato in negozio e allegato alla merce
  • il personale che consegna deve essere munito di mascherina e guanti
  • Gli imballaggi devono essere idonei al trasporto di alimenti
  • Rispetto delle norme igieniche
  • L’utilizzo di contenitori biodegradabili e compostabili
  • Garantire la catena del freddo e del caldo

In merito all’obbligo di informare sulla presenza di allergeni, al momento del ricevimento dell’ordine occorre richiamare l’attenzione del cliente sull’eventuale presenza di allergeni

Sono consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi. Ciò vuol dire che viene garantita l’attività a tutta la filiera di trasformazione, dalla lavorazione carni, al formaggio, al pane, alla pasta ecc. Nel caso di attività miste, ovvero che all’attività di trasformazione abbinano attività di ristorazione, va data esclusiva prevalenza all’attività di trasformazione. Es.: se un fornaio ha anche la pasticceria, o la gastronomia, può stare aperto ma solo per la produzione e vendita del pane.

 

ATTIVITÀ PRODUTTIVE E ATTIVITÀ PROFESSIONALI

Tutte le altre attività ricordiamo che non sono vietate e anzi devono cercare, pur stando nei limiti della sicurezza sanitaria, di continuare la produzione, ammesso che ce ne sia la possibilità.  Quindi per tutti i comparti produttivi come i terzisti del cuoio, pelle e calzature, il settore moda e confezioni, la meccanica, la falegnameria la nautica etc etc, che vogliono continuare, le raccomandazioni sono che:

  • sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
  • siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
  • assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
  • siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
  • per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
  • in relazione a quanto disposto nell’ambito dei numeri 7 e 8 si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.
  • Per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.

 

EDILIZIA E COSTRUZIONI

Anche le attività edili che rientrano genericamente fra le attività produttive ammesse, possono operare pur rispettando le indicazioni generali di sicurezza. La situazione comunque è molto difficile da gestire e non possono essere escluse chiusure volontarie (per impossibilità di poter garantire condizioni di sicurezza sanitaria agli addetti) ed anche scioperi ed astensioni da parte dei lavoratori come sta accadendo anche in altri settori. Secondo Cna Costruzioni Pisa comunque dovrebbe essere il Governo a dare indicazioni chiare sia per i cantieri di privati che pubblici e capire in ogni caso come non far scattare penalità o altre conseguenze per le imprese, compresi ovviamente le risposte dovute in termini di liquidità finanziaria.

Quattro le prime azioni immediate richieste dal settore a livello nazionale:

1. Ampliare i limiti e le possibilità di utilizzo degli ammortizzatori sociali ai lavoratori del settore di tutto il territorio nazionale per l’anno in corso;

2. Sospensione di tutti gli adempimenti e versamenti tributari, previdenziali e assistenziali in scadenza;

3. Garantire liquidità alle imprese con una moratoria effettiva di tutti i debiti a sostegno della liquidità delle imprese, ma anche con l’attivazione immediata, entro marzo, e ampliamento del raggio di azione della sezione edilizia del Fondo di garanzia Pmi, bloccata da quasi un anno;

4. Ove sia possibile proseguire le attività in piena sicurezza, garantire pagamenti immediati, per gli appalti pubblici in corso di esecuzione, fino alla cessazione dello stato di emergenza con obbligo di adozione mensile di Stato di Avanzamento Lavori (Sal), e immediata partenza dei lavori già aggiudicati.

NDR – Il presente vademecum è in continuo aggiornamento e appena riceveremo ulteriori e più precise indicazioni cercheremo di darne conto