Bando per imprese della Moda – MISE – Scadenza: 22 settembre 2021

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha approvato le Modalità di attuazione della misura di sostegno alle piccole imprese operanti nell’industria del tessile, della moda e degli accessori. La misura prevede uno stanziamento di 5 milioni di euro fatti salvi eventuali incrementi della dotazione finanziaria disposti con successivi provvedimenti legislativi o amministrativi.

BENEFICIARI

Imprese di piccola dimensione, ai sensi di quanto previsto nell’allegato I al regolamento di esenzione (Reg. 651/2014), non quotate e che non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa e non sono state costituite a seguito di fusione. Alla data di presentazione della domanda le predette imprese devono:

a)    risultare iscritte e «attive» nel Registro delle imprese della Camera di Commercio territorialmente competente da non più di cinque anni. Il medesimo requisito deve essere altresì rispettato alla data di concessione dell’aiuto;

b)    svolgere in Italia una o più delle attività economiche elencate di seguito:

  *   13 Industrie tessili

  *   14 Confezione di articoli di abbigliamento; confezione di articoli in pelle e pelliccia

  *   15 Fabbricazione di articoli in pelle e simili

  *   16.29.11 Fabbricazione di parti in legno per calzature

  *   16.29.12 Fabbricazione di manici di ombrelli, bastoni e simili

  *   20.42.00 Fabbricazione di prodotti per toletta: profumi, cosmetici, saponi e simili

  *   20.59.60 Fabbricazione di prodotti ausiliari per le industrie tessili e del cuoio

  *   32.12.10 Fabbricazione di oggetti di gioielleria ed oreficeria in metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi

  *   32.12.20 Lavorazione di pietre preziose e semipreziose per gioielleria e per uso industriale

  *   32.13.01 Fabbricazione di cinturini metallici per orologi (esclusi quelli in metalli preziosi)

  *   32.13.09 Fabbricazione di bigiotteria e articoli simili nca

  *   32.50.50 Fabbricazione di armature per occhiali di qualsiasi tipo; montatura in serie di occhiali comuni

  *   32.99.20 Fabbricazione di ombrelli, bottoni, chiusure lampo, parrucche e affini

  *   74.10.10 Attività di design di moda

c)    essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie; alla data del 31 dicembre 2019, le imprese non dovevano essere in situazione di difficoltà, come disciplinata dall’art. 2, punto 18, del regolamento di esenzione;

d)    essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi;

e)    non avere ancora distribuito utili;

f)     non essere in situazione di difficoltà alla data del 31 dicembre 2019, come disciplinata dall’articolo 2, punto 18, del regolamento di esenzione, ma che lo sono diventate nel periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2021, ferma restando la sussistenza, alla data di presentazione della domanda, della condizione di cui alla precedente lettera c).

INIZIATIVE AMMISSIBILI

Sono ammissibili alle agevolazioni di cui al decreto i seguenti progetti proposti dai soggetti di cui sopra:

  1.  progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi elementi di design;

  2.  progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;

  3.  progetti finalizzati alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;

  4.  progetti ispirati ai principi dell’economia circolare finalizzati al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili;

  5.  progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali.

Investimento minimo 50.000 euro massimo 200.000 euro

Durata 18 mesi dal provvedimento di concessione

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei progetti di investimento sostenute dopo la data di presentazione della domanda di agevolazione e relative a:

  1.  acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;

  2.  brevetti, programmi informatici e licenze software;

  3.  formazione del personale inerenti agli aspetti su cui è incentrato il progetto a fronte del quale è richiesta l’agevolazione. La formazione deve essere acquisita da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente e alle normali condizioni di mercato, in misura non superiore al 10% dell’importo del progetto.

È altresì ammissibile alle agevolazioni un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante, nel limite del 20% delle spese complessivamente ritenute ammissibili. Le esigenze di capitale circolante devono essere giustificate nella proposta progettuale e possono essere utilizzate ai fini del pagamento delle seguenti voci di spesa:

  1.  materie prime, ivi compresi i beni acquistati soggetti ad ulteriori processi di trasformazione, sussidiarie, materiali di consumo e merci;

  2.  servizi, diversi da quelli compresi nelle spese di cui sopra, necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa;

  3.  godimento di beni di terzi;

  4.  personale direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti di investimento.

CONTRIBUTI

Il contributo è concesso nella misura del cinquanta per cento delle spese ammissibili nella forma di sovvenzione (contributo a fondo perduto)

PROCEDURE E TERMINI

Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.

Le domande dovranno essere presentate tramite piattaforma informatica Invitalia a partire dalle ore 12 del 22 settembre 2021. Per la presentazione è necessario che il legale rappresentante sia dotato di SPID

Per informazioni e chiarimenti contattare: 

 tel. 050 876551

sdeales@finartcna.it

jveracini@finartcna.it;

fpellegrini@finartcna.it

ASSA e CNA a sostegno di tutte le aziende del distretto conciario di Santa Croce sull’Arno

ASSA e CNA si schierano a sostegno di tutte le aziende del comprensorio

ASSA e CNA, in riferimento all’inchiesta che ha toccato il distretto conciario di Santa Croce sull’Arno negli ultimi giorni,  si schierano a sostegno di tutte le aziende del comprensorio per sottolineare l’importanza del distretto conciario stesso e della filiera della moda, eccellenze dell’intera economia nazionale e mondiale che hanno dimostrato negli anni  capacità di competere e innovare nel rispetto dei valori sociali, ambientali ed economici.

Non possiamo certo minimizzare la portata dell’inchiesta e i danni ambientali

“Non possiamo certo minimizzare la portata dell’inchiesta e i danni ambientali che stanno alla base della stessa né tantomeno abbassare la guardia in questo momento di crisi economica legata alla pandemia – interviene Rossella Giannotti, presidente Federmoda CNA Pisa -. Tuttavia siamo convinti che la tutela della legalità, la qualità ambientale e l’etica del lavoro siano valori fondativi fortemente radicati nel nostro territorio, valori intorno ai quali sorgerà forte e chiara la volontà di rilancio e la fiducia nel futuro di tutta la nostra comunità. Mentre la magistratura sarà impegnata a fare piena luce sull’accaduto, alle istituzioni chiediamo di reagire non solo con la dovuta trasparenza ma anche con la compattezza e con la lungimiranza che sono necessarie in un momento così critico”.

La tutela della legalità, la qualità ambientale e l’etica del lavoro sono valori fondativi fortemente radicati nel nostro territorio

Le fa eco Alberto Giannangeli, presidente Assa che conclude: “Come dimostrato negli anni il distretto saprà rispondere in modo adeguato. È il momento di reagire con forza e di guardare avanti tutti insieme per tutelare il patrimonio industriale e ambientale creato con sacrificio, intelligenza e operosità da un’intera comunità di lavoratori e di imprese e per riaffermare il ruolo trainante del distretto nel made in Italy, un ruolo che dalla tutela delle norme e dalla migliore qualità ambientale trae l’energia necessaria per guardare con fiducia al futuro”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Una programmazione strategica e una visione di medio e lungo termine per la filiera della moda italiana

Questa mattina, mercoledì 21 aprile, presieduta dal Ministro dello Sviluppo Economico, On. Giancarlo Giorgetti alla presenza del Viceministro Sen. Gilberto Pichetto Fratin e del Capo Gabinetto, Consigliere Paolo Visca si è tenuta una riunione del tavolo Tessile Moda con rappresentate le Associazioni Imprenditoriali e le Organizzazioni Sindacali del settore.

CNA Federmoda ha partecipato ai lavori con il Presidente Nazionale, Marco Landi e il Responsabile Nazionale, Antonio Franceschini l’incontro è stato occasione per analizzare lo stato del settore che risulta essere uno dei più colpiti dalla pandemia e ribadire la necessità già espressa nel passato di interventi d’emergenza e di prospettiva per la salvaguardia della filiera moda italiana, una filiera che necessita di una programmazione strategica e di una visione di medio e lungo termine che la sostenga, la valorizzi e le consenta di preservare l’integrità organizzativa.

Il Presidente Landi ha posto particolare attenzione sulla necessità che il Governo intervenga su un allungamento dei termini per i mutui da finanziamenti Covid-19 e sull’urgenza di definire azioni che possano confermare la realizzazione delle fiere in presenza. Landi ha poi dichiarato come sui costi energetici sia opportuno intervenire anche in sede legislativa con una riforma strutturale degli oneri generali di sistema, prevedendone la parziale defiscalizzazione: sarebbe una soluzione per alleggerire il costo dell’energia per le piccole imprese e per colmare il gap competitivo con i concorrenti europei.

Il ministro Giorgetti ha evidenziato come vi sia la necessità di prorogare gli ammortizzatori sociali fino a fine anno e si possa prendere in considerazione l’apertura dei negozi di moda su appuntamento anche nelle zone rosse. Inoltre, il ministro ritiene opportuno trovare delle soluzioni di green pass ‘made in Italy’ in quanto le tempistiche europee potrebbero rivelarsi piuttosto lunghe.

Il viceministro Pichetto Fratin si è espresso sull’opportunità che i lavori del tavolo proseguano anche attraverso gruppi di lavoro tematici per andare più in profondità sulle problematiche e trovare soluzioni adeguate.

L’incontro è stato anche occasione per illustrare alcune delle azioni suggerite al Governo attraverso un documento condiviso da CNA Federmoda, Confartigianato Moda, Casartigiani e CLAAI con Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL e trasmesso nei giorni scorsi al presidente del consiglio, prof. Mario Draghi.

Il documento sviluppa una analisi dello stato del settore e delle sue peculiarità che mettono in evidenza come il 98% della base produttiva della moda italiana sia composta da imprese artigiane e MPI. Il testo definisce proposte contro il dumping economico e sociale, per l’educazione alla legalità, a favore del rilancio di politiche distrettuali, incentivi alle assunzioni e per lo sviluppo sostenibile, sostegno all’internazionalizzazione e supporto verso la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica.

A margine dell’incontro Antonio Franceschini, responsabile nazionale CNA Federmoda, ha affermato che ‘l’avvio di una politica distrettuale come politica di collaborazioni, aggregazioni, messa in rete di imprese è fattore indispensabile per una migliore partecipazione alle dinamiche globali e condizione per intercettare le catene globali del valore’. ‘Gli interventi – ha concluso Franceschini – devono prevedere investimenti infrastrutturali per facilitare mobilità e connessione, e nella conoscenza per consentire il rilancio di una stagione dedicata ai Centri di Ricerca e alla formazione professionale attraverso risorse ad hoc per l’apprendistato duale’.

Rivedere i criteri dei Ristori: La Camera ha accolto la richiesta di CNA

Il Parlamento accoglie la richiesta della CNA di modificare i criteri per i ristori superando i codici Ateco e ampliare la moratoria fiscale. L’Aula della Camera infatti ha approvato praticamente all’unanimità la risoluzione per lo scostamento di bilancio. Un passo in avanti importante che ora dovrà essere rapidamente tradotto in un nuovo meccanismo per erogare i contributi a fondo perduto.

La risoluzione indica che nel “quadro delle risorse sono da considerarsi favorevolmente le proposte volte a rafforzare l’efficacia degli interventi per il sostegno dei lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti, attraverso l’ampliamento della moratoria fiscale a tutte le attività economiche che hanno subito importanti cali di fatturato”.

Inoltre la risoluzione prevede che è “necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico di natura perequativa che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici Ateco e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato”.

Con la crescita dei contagi e la differenziazione delle restrizioni su base regionale, CNA ha subito sottolineato che i meccanismi individuati nei decreti ristori non riescono a dare adeguata tutela alle imprese, autonomi e professionisti. La situazione ha reso totalmente inadeguato

Il meccanismo dei codici Ateco, che richiedono quotidiani aggiustamenti. Diventa quindi indispensabile adottare come criterio per acceder al contributo a fondo perduto il calo di fatturato, unico strumento che effettivamente fotografa l’andamento delle imprese. In questa logica il riferimento non può essere limitato allo scorso mese di aprile ma dovrà tenere in considerazione un periodo più congruo, considerando la ciclicità di molti settori dell’economia.

CNA Federmoda chiede al Governo attenzione per il mondo dell’Artigianato e delle Piccole Imprese della moda italiana

A livello nazionale gli acquisti si sono ridotti del 50% e la seconda ondata pandemica segnerà di fatto la quarta stagione consecutiva in uno stato di recessione, il che significa per le imprese ben due anni di investimenti senza ritorno, con un calo di fatturato generalizzato che si stima dal 35% al 60% nel 2020

Impietosi gli ultimi dati rilevati da Infocamere a livello regionale
Nel settore Tessile Abbigliamento Cuoio ovvero il comparto moda toscano nel corso del 2020 sono cessate 839 imprese a fronte di sole 643 nuove.
Iscrizioni che portano ad un saldo negativo del settore di quasi 200 imprese in meno.

Al terzo trimestre 2020, dati Infocamere, si registrano infatti per il comparto TAC (tessile, abbigliamento, calzature) -196 imprese. A conferma delle difficoltà di tutto il comparto manifatturiero che segna un meno 367 imprese durante l’anno risultato provocato da 5424 cessazioni e con 5057 nuove attività. Il comparto manifatturiero toscano conta pur sempre oltre 100mila imprese ( 102377, per la precisione), ma se si va indietro nel tempo si nota che agli inizi del millennio nel 2000 erano ben 8150 in più con una perdita del 7,37% dove il prezzo più alto è stato pagato proprio da settore TAC artigiano calato di quasi il 30% ridotto a 10678 imprese mentre erano 15061 venti anni fa…

Attraverso una lettera a firma del Presidente Nazionale CNA Federmoda, Marco Landi e del Responsabile Nazionale, Antonio Franceschini inviata, nel pomeriggio di ieri 29 ottobre 2020, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e Finanze, al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, al Ministro dello Sviluppo Economico e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Unione delle imprese della filiera moda di CNA illustra la situazione del settore e propone una serie di misure chiedendo inoltre un momento di confronto dedicato al settore.

Questi i passaggi della lettera inviata:

Le varie misure fin qui introdotte per supportare i diversi settori produttivi in considerazione della situazione di crisi sanitaria ed economica che sta colpendo il nostro Paese e il mondo in generale non hanno a nostro avviso dedicato la dovuta attenzione a questo comparto che ha tanta rilevanza in termini di saldo positivo per la bilancia commerciale del Paese e rappresenta un biglietto da visita dell’Italia nel mondo.

La filiera moda italiana rappresenta una realtà unica nel panorama internazionale.

La forza del nostro sistema moda è data dal permanere in Italia di un tessuto imprenditoriale fortemente connesso ai territori e trae energia dalle migliaia di imprese artigiane e piccole imprese che apportano competenze e flessibilità all’intera filiera. Recenti iniziative di primari brand della nostra moda hanno ben evidenziato come parte del loro valore sia basato sul rapporto con la filiera produttiva nazionale ed in primo luogo con l’artigianato.

È necessario adottare fin da subito una strategia della resistenza per preservare il settore, garantendo una moratoria finanziaria e contributiva per 18 mesi a partire da gennaio 2021, periodo che rappresenta il ciclo finanziario standard per un’azienda di abbigliamento e l’adozione degli ammortizzatori sociali per tutto il 2021.

La vita produttiva delle aziende di moda è organizzata sulle collezioni Autunno/Inverno e Primavera/Estate, la pandemia e la conseguente progressiva chiusura del traffico di persone a livello internazionale esploso a fine febbraio in Italia ha determinato l’interruzione della campagna vendita invernale, tanto che Milano è stata colpita proprio durante la settimana della Moda Donna con fiere e sfilate in corso, di fatto la campagna vendite invernale 2020 si è conclusa a metà .

Nello stesso momento erano in corso le consegne della Primavera Estate 2020 in questo caso la merce inviata dalle aziende o non è stata ritirata oppure è stata ritirata dai negozianti che dopo pochi giorni hanno dovuto chiudere per il lockdown.

Per realizzare la produzione invernale, le aziende che hanno voluto regolarmente consegnare il venduto, hanno acquistato i materiali nonostante le chiusure per rispondere agli ordini nei tempi e modi consueti e allo stesso tempo hanno concesso dilazioni di pagamento ai clienti chiusi per lockdown per garantire la continuità dei rapporti.

La campagna vendita PE 2021 è iniziata da luglio per la cancellazione di diverse manifestazioni, gli eventi in formato virtuale e i pochi eventi all’estero non hanno dato i risultati sperati.

La situazione complessiva a livello mondiale ha ridotto mediamente gli acquisti del 50%.

La cosiddetta seconda ondata determina un ulteriore danno per la stagione invernale 2020/2021 e si ripercuoterà sulla prossima campagna vendita per l’AI 2021/2022, stiamo quindi parlando di 4 stagioni, che significano due anni di investimenti senza ritorno, con un calo di fatturato del 2020 che si stima dal 35% al 60%, un’ulteriore previsione sulla PE  2021 dal 50% al 70%.

Le aziende si trovano ad attraversare un periodo storico per cui la mancanza di lavoro prolungata non può che determinare una forte riduzione del personale e mancanza di liquidità per far fronte agli impegni con i fornitori, quindi è determinante il mantenimento per tutto il 2021 della cassa integrazione nella speranza che la scoperta del vaccino in questo lasso tempo permetta al mercato di riprendere anche gradualmente verso i livelli del passato e la rinegoziazione di tutti i finanziamenti con moratoria per ulteriori 18 mesi degli esistenti e possibilità di rinegoziazione per un periodo minimo di 10 anni e con concessione di aiuti a fondo perduto in base alle perdite subite causa Covid .

Sarebbe importante, inoltre, un’agevolazione fiscale sull’acquisto di prodotti Made in Italy nel nostro Paese, sarebbe un naturale volano di una campagna di sensibilizzazione all’acquisto dei nostri prodotti moda, che più degli altri sono il frutto di una sostenibilità sociale economica e ambientale, tematica al centro delle politiche di sviluppo globali.

Dobbiamo riuscire a promuovere il Made In Italy nel mondo per far questo dobbiamo impiegare tutte le risorse a disposizione per l’internazionalizzazione, portando fisicamente le nostre aziende ed i nostri prodotti Moda nel mondo, la Moda ha bisogno di essere indossata provata raccontata fisicamente, uno sforzo verso l’esterno per poi portare gli estimatori del Made in Italy qui da noi in Italia a vedere, gustare, vivere il nostro il nostro sistema di vita e la nostra cultura, che sono l’anima della nostra creatività e delle nostre creazioni.

La Moda è un settore ad alta intensità di manodopera quindi per essere competitivo ha necessità di una ulteriore riduzione del cuneo fiscale e flessibilità nell’utilizzo dei contratti a termine e taglio contributivo importante per chi stabilizza e forma il personale in azienda, leve queste che andranno a incidere positivamente sul mercato del lavoro in un momento che potrebbe essere catastrofico per licenziamenti dovuti a perdite di commesse e di lavoro.

È inoltre importante agevolare la crescita delle imprese con patti di filiera e agevolare le aggregazioni, il tutto finalizzato ad avere una filiera più solida capace di reggere il mercato e pronta a ricevere i frutti di agevolazioni su politiche di reshoring che dovrebbero essere sostenute e incoraggiate.

I punti di forza dei nostri distretti sono la prossimità territoriale, esperienza e know-how, qualità delle lavorazioni, rispetto delle regole.

Il futuro ci vuole flessibili, in grado di rigenerare nuove competenze e nuove servizi nel rispetto della trasparenza ed eco-sostenibilità ma la minaccia più grande è lo sfilacciamento della filiera e la perdita di competitività, l’indifferenza del consumatore verso la qualità e la sola attenzione al prezzo, noi invece siamo bravi a produrre Bellezza come Cultura d’impresa come Stile di Vita, questo è quanto dobbiamo promuovere e sostenere nel mondo.

La Bellezza che diventa attrattività e sostiene l’eccellenza di processo generando “qualità” e riconoscibilità verso il consumatore.

Se non verranno prese misure ad hoc il settore è destinato a collassare con una forte ripercussione negativa sul nostro Paese fin dal 2021.

CNA Federmoda Toscana – Un piano operativo a favore della Filiera Moda

CNA Federmoda Toscana propone una vera  e propria piattaforma a sostegno della manifattura di qualità

CNA Federmoda Toscana ha elaborato un piano operativo di proposte a sostegno della Filiera Moda per difendere il valore e la sostenibilità economica della manifattura di qualità. Il blocco delle attività tra marzo e aprile ha aumentato la consapevolezza che si debba ripartire e che questo sia possibile se tali proposte verranno adottate.

Ti interessa saperne di più? Leggi adesso tutte le proposte CLICCANDO QUI

Mascherine – Paradigma della debolezza del Made in Italy

Dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio circa la messa in commercio delle mascherine ad un prezzo imposto al consumo che non poteva superare i cinquanta centesimi, CNA ha subito paventato il pericolo di una massiccia importazione di prodotti dalla Cina o da altri Paesi dove diritti del lavoro, rispetto dell’ambiente, etica e responsabilità sociale sono considerati un disturbo allo sviluppo economico.

Fin dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria, CNA Federmoda Toscana ha ritenuto encomiabile che molte aziende della moda avevano deciso organizzarsi e di alimentare la filiera toscana delle mascherine. È stato così che numerose imprese si sono impegnate nella produzione delle mascherine tipo “Toscana 1” che potevano essere realizzate e commercializzate ad uso della collettività. Nel contempo molte aziende si sono spinte oltre nella ricerca ed utilizzo di materiali lavabili e nel confezionamento di mascherine riciclabili.

Si tratta di un prodotto non solo di qualità, ma che garantisce anche la legalità della filiera. L’amara considerazione, alla luce delle cronache emerse in questi giorni a proposito di dispositivi di protezione individuale fuori legge, è che ancora una volta, è necessario avere piena contezza del costo del lavoro in Italia:

il prezzo delle mascherine fissato a cinquanta centesimi non può rispecchiare i costi legati alla produzione con metodi tradizionali di mascherine in linea con le regole del lavoro vigenti nel nostro Paese.

Infatti l’imposizione ad un prodotto “sartoriale” di un prezzo calcolato sulla base di un processo interamente automatizzato rappresenta un ulteriore schiaffo alle imprese toscane che nel rispetto delle normative hanno cercato di dare un contributo alla popolazione mettendo a disposizione conoscenze e competenze e facendo lavorare persone che in questo modo non gravano sulla spesa per gli ammortizzatori sociali.

La battaglia a sostegno del Made in Italy deve fondarsi su scelte responsabili come ad esempio quella di ritenere certe offerte irricevibili, perché esistono dei parametri al di sotto dei quali, in assenza di percorsi produttivi molto tecnologici, si sacrifica inevitabilmente la qualità del lavoro e l’individuo o non si rispettano le regole fiscali e contributive.

È giunto il momento di decidere qual’è il futuro che vogliamo: lasciare tutto come prima del lockdown oppure legare le scelte politico-economiche ad una vera sostenibilità economica.

Non bisogna inventarci niente di nuovo: basta rileggere e applicare il Titolo Terzo della Costituzione e determinare per ogni categoria i parametri oggettivi di riferimento su cui valutare la congruità economica e sociale delle commesse sia pubbliche che private, e ispirarsi a decisioni a favore delle produzioni locali. CNA Federmoda Toscana è disponibile a sedersi intorno ad un tavolo per confrontarsi su queste proposte e soprattutto definire le strategie per renderle operative.

Bruno Tommassini, Presidente CNA Federmoda Toscana

FEDERMODA – Privilegiare l’acquisto del Made in Italy

Per aiutare le imprese a ripartire

Il settore moda, rappresenta uno degli assi portanti del sistema economico italiano. Un settore costituito soprattutto da Artigianato, Piccole e Medie Imprese che rischia di risentire molto della crisi causata dall’emergenza Coronavirus.

Un tessuto d’imprese che ha un forte radicamento territoriale, una sensibilità sociale e etica.

Un settore costituito da circa 80.000 imprese che danno lavoro ad oltre 1 milione di persone.

Lanciamo un appello a tutti per invitarvi a privilegiare l’acquisto di prodotti made in Italy per rilanciare i consumi e sostenere l’intera filiera moda italiana.

Acquistate made in Italy e aiuterete le nostre imprese a ripartire per l’amore e la passione che nutrono verso il lavoro, verso il nostro sistema sociale e questi saranno sempre più valori del nostro patrimonio che potremo portare nel mondo.

Acquistate made in Italy per supportare le imprese italiane nel continuare ad essere protagoniste globali grazie alle competenze produttive, alla creatività, al valore della ricerca che sono insiti nei vari anelli della filiera moda.

Molte nostre imprese percorrendo sentieri non abituali stanno cercando di dare un contributo alla richiesta di mascherine e altri dispositivi che il Paese sta evidenziando. In allegato trovate il “manifesto CNA Federmoda per l’acquisto made in Italy” e  l’elenco di quelle imprese che attraverso il nostro sistema hanno aderito al Protocollo CNA Federmoda, Confindustria Moda, Sportello Amianto Nazionale supportato da PwC e che potrete eventualmente contattare per verificare la tipologia delle loro produzioni.

Rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti e/o integrazioni si inviano cordiali saluti.

La Segreteria  Nazionale CNA Federmoda

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Mascherine – Grazie a CNA e Confindustria

Mascherine, il commissario Arcuri: grazie a CNA e Confindustria in poco tempo la produzione italiana coprirà metà del fabbisogno

“In pochissimi giorni intorno al sistema moda di Confindustria e di CNA si sono messe insieme e sintonizzate senza rivalità e competizione molte imprese italiane”. A sottolinearlo nel corso della prima conferenza stampa nel suo nuovo ruolo, Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus.

Tra tre giorni – ha annunciato – inizieranno la produzione di mascherine sanitarie e pensiamo che in poco tempo copriranno la metà del fabbisogno. Un risultato straordinario che sei giorni fa, quando sono stato nominato, consideravo utopistico”.

Abbiamo chiesto e ottenuto dall’Unione europea – ha continuato il commissario straordinario – l’autorizzazione a lanciare l’incentivo che permette di finanziare, con una dotazione di 50 milioni, le imprese che vogliono riconvertire i loro impianti. Sono convinto che molte centinaia di imprese italiane coglieranno l’opportunità. Queste produzioni, però, devono cominciare prima possibile – ha concluso Arcuri – perché ci servono oltre 90 milioni di mascherine al mese”.

XXX Concorso nazionale Professione Moda Giovani Stilisti – Scopri il Bando e partecipa

È stato pubblicato il bando del XXX Concorso Nazionale Professione Moda Giovani Stilisti – RMI 2020.  Lo storico concorso di CNA Federmoda conferma la collaborazione con ALTAROMA e TheOneMilano e si arricchisce della partnership con ARTISTAR JEWELS. Per questa edizione il concorso si articolerà su sette sezioni di prodotto (abbigliamento; abbigliamento bambino; pellicceria; maglieria; intimo e mare; pelletteria e calzature; gioielleria e bigiotteria). Per i vincitori delle sezioni, borse di studio e stage presso le imprese del settore.

Sarà possibile candidarsi fino al 3 aprile 2020.

La fase finale della manifestazione si svolgerà nel prossimo mese di luglio a Roma nell’ambito di ALTAROMA e rappresenta una importante vetrina per le nuove promesse del settore, un momento che vedrà, come consuetudine, gli studenti selezionati impegnati in una serie di workshop ed eventi, con la presenza di docenti del sistema moda.

Il vincitore dell’edizione 2020 del concorso riceverà il Premio Speciale LECTRA per il Design: una licenza Kaledo Style con relativa formazione, del valore complessivo di 6mila euro.

Al concorso potranno partecipare tutti gli studenti iscritti ad Istituti pubblici e privati o presso Facoltà universitarie e che non abbiano compiuto il 25° anno di età al 31.12.2019. Un comitato tecnico di esperti del settore selezionerà tutte le proposte pervenute e designerà i concorrenti destinati a partecipare al workshop e alla manifestazione conclusiva del concorso.

CLICCA QUI PER: scaricare il bando, il questionario informativo, la lettera ai dirigenti scolastici degli istituti e delle scuole e la scheda autorizzazione per studenti minorenni.