Rivedere i criteri dei Ristori: La Camera ha accolto la richiesta di CNA

Il Parlamento accoglie la richiesta della CNA di modificare i criteri per i ristori superando i codici Ateco e ampliare la moratoria fiscale. L’Aula della Camera infatti ha approvato praticamente all’unanimità la risoluzione per lo scostamento di bilancio. Un passo in avanti importante che ora dovrà essere rapidamente tradotto in un nuovo meccanismo per erogare i contributi a fondo perduto.

La risoluzione indica che nel “quadro delle risorse sono da considerarsi favorevolmente le proposte volte a rafforzare l’efficacia degli interventi per il sostegno dei lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti, attraverso l’ampliamento della moratoria fiscale a tutte le attività economiche che hanno subito importanti cali di fatturato”.

Inoltre la risoluzione prevede che è “necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico di natura perequativa che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici Ateco e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato”.

Con la crescita dei contagi e la differenziazione delle restrizioni su base regionale, CNA ha subito sottolineato che i meccanismi individuati nei decreti ristori non riescono a dare adeguata tutela alle imprese, autonomi e professionisti. La situazione ha reso totalmente inadeguato

Il meccanismo dei codici Ateco, che richiedono quotidiani aggiustamenti. Diventa quindi indispensabile adottare come criterio per acceder al contributo a fondo perduto il calo di fatturato, unico strumento che effettivamente fotografa l’andamento delle imprese. In questa logica il riferimento non può essere limitato allo scorso mese di aprile ma dovrà tenere in considerazione un periodo più congruo, considerando la ciclicità di molti settori dell’economia.

CNA Federmoda chiede al Governo attenzione per il mondo dell’Artigianato e delle Piccole Imprese della moda italiana

A livello nazionale gli acquisti si sono ridotti del 50% e la seconda ondata pandemica segnerà di fatto la quarta stagione consecutiva in uno stato di recessione, il che significa per le imprese ben due anni di investimenti senza ritorno, con un calo di fatturato generalizzato che si stima dal 35% al 60% nel 2020

Impietosi gli ultimi dati rilevati da Infocamere a livello regionale
Nel settore Tessile Abbigliamento Cuoio ovvero il comparto moda toscano nel corso del 2020 sono cessate 839 imprese a fronte di sole 643 nuove.
Iscrizioni che portano ad un saldo negativo del settore di quasi 200 imprese in meno.

Al terzo trimestre 2020, dati Infocamere, si registrano infatti per il comparto TAC (tessile, abbigliamento, calzature) -196 imprese. A conferma delle difficoltà di tutto il comparto manifatturiero che segna un meno 367 imprese durante l’anno risultato provocato da 5424 cessazioni e con 5057 nuove attività. Il comparto manifatturiero toscano conta pur sempre oltre 100mila imprese ( 102377, per la precisione), ma se si va indietro nel tempo si nota che agli inizi del millennio nel 2000 erano ben 8150 in più con una perdita del 7,37% dove il prezzo più alto è stato pagato proprio da settore TAC artigiano calato di quasi il 30% ridotto a 10678 imprese mentre erano 15061 venti anni fa…

Attraverso una lettera a firma del Presidente Nazionale CNA Federmoda, Marco Landi e del Responsabile Nazionale, Antonio Franceschini inviata, nel pomeriggio di ieri 29 ottobre 2020, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell’Economia e Finanze, al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, al Ministro dello Sviluppo Economico e al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’Unione delle imprese della filiera moda di CNA illustra la situazione del settore e propone una serie di misure chiedendo inoltre un momento di confronto dedicato al settore.

Questi i passaggi della lettera inviata:

Le varie misure fin qui introdotte per supportare i diversi settori produttivi in considerazione della situazione di crisi sanitaria ed economica che sta colpendo il nostro Paese e il mondo in generale non hanno a nostro avviso dedicato la dovuta attenzione a questo comparto che ha tanta rilevanza in termini di saldo positivo per la bilancia commerciale del Paese e rappresenta un biglietto da visita dell’Italia nel mondo.

La filiera moda italiana rappresenta una realtà unica nel panorama internazionale.

La forza del nostro sistema moda è data dal permanere in Italia di un tessuto imprenditoriale fortemente connesso ai territori e trae energia dalle migliaia di imprese artigiane e piccole imprese che apportano competenze e flessibilità all’intera filiera. Recenti iniziative di primari brand della nostra moda hanno ben evidenziato come parte del loro valore sia basato sul rapporto con la filiera produttiva nazionale ed in primo luogo con l’artigianato.

È necessario adottare fin da subito una strategia della resistenza per preservare il settore, garantendo una moratoria finanziaria e contributiva per 18 mesi a partire da gennaio 2021, periodo che rappresenta il ciclo finanziario standard per un’azienda di abbigliamento e l’adozione degli ammortizzatori sociali per tutto il 2021.

La vita produttiva delle aziende di moda è organizzata sulle collezioni Autunno/Inverno e Primavera/Estate, la pandemia e la conseguente progressiva chiusura del traffico di persone a livello internazionale esploso a fine febbraio in Italia ha determinato l’interruzione della campagna vendita invernale, tanto che Milano è stata colpita proprio durante la settimana della Moda Donna con fiere e sfilate in corso, di fatto la campagna vendite invernale 2020 si è conclusa a metà .

Nello stesso momento erano in corso le consegne della Primavera Estate 2020 in questo caso la merce inviata dalle aziende o non è stata ritirata oppure è stata ritirata dai negozianti che dopo pochi giorni hanno dovuto chiudere per il lockdown.

Per realizzare la produzione invernale, le aziende che hanno voluto regolarmente consegnare il venduto, hanno acquistato i materiali nonostante le chiusure per rispondere agli ordini nei tempi e modi consueti e allo stesso tempo hanno concesso dilazioni di pagamento ai clienti chiusi per lockdown per garantire la continuità dei rapporti.

La campagna vendita PE 2021 è iniziata da luglio per la cancellazione di diverse manifestazioni, gli eventi in formato virtuale e i pochi eventi all’estero non hanno dato i risultati sperati.

La situazione complessiva a livello mondiale ha ridotto mediamente gli acquisti del 50%.

La cosiddetta seconda ondata determina un ulteriore danno per la stagione invernale 2020/2021 e si ripercuoterà sulla prossima campagna vendita per l’AI 2021/2022, stiamo quindi parlando di 4 stagioni, che significano due anni di investimenti senza ritorno, con un calo di fatturato del 2020 che si stima dal 35% al 60%, un’ulteriore previsione sulla PE  2021 dal 50% al 70%.

Le aziende si trovano ad attraversare un periodo storico per cui la mancanza di lavoro prolungata non può che determinare una forte riduzione del personale e mancanza di liquidità per far fronte agli impegni con i fornitori, quindi è determinante il mantenimento per tutto il 2021 della cassa integrazione nella speranza che la scoperta del vaccino in questo lasso tempo permetta al mercato di riprendere anche gradualmente verso i livelli del passato e la rinegoziazione di tutti i finanziamenti con moratoria per ulteriori 18 mesi degli esistenti e possibilità di rinegoziazione per un periodo minimo di 10 anni e con concessione di aiuti a fondo perduto in base alle perdite subite causa Covid .

Sarebbe importante, inoltre, un’agevolazione fiscale sull’acquisto di prodotti Made in Italy nel nostro Paese, sarebbe un naturale volano di una campagna di sensibilizzazione all’acquisto dei nostri prodotti moda, che più degli altri sono il frutto di una sostenibilità sociale economica e ambientale, tematica al centro delle politiche di sviluppo globali.

Dobbiamo riuscire a promuovere il Made In Italy nel mondo per far questo dobbiamo impiegare tutte le risorse a disposizione per l’internazionalizzazione, portando fisicamente le nostre aziende ed i nostri prodotti Moda nel mondo, la Moda ha bisogno di essere indossata provata raccontata fisicamente, uno sforzo verso l’esterno per poi portare gli estimatori del Made in Italy qui da noi in Italia a vedere, gustare, vivere il nostro il nostro sistema di vita e la nostra cultura, che sono l’anima della nostra creatività e delle nostre creazioni.

La Moda è un settore ad alta intensità di manodopera quindi per essere competitivo ha necessità di una ulteriore riduzione del cuneo fiscale e flessibilità nell’utilizzo dei contratti a termine e taglio contributivo importante per chi stabilizza e forma il personale in azienda, leve queste che andranno a incidere positivamente sul mercato del lavoro in un momento che potrebbe essere catastrofico per licenziamenti dovuti a perdite di commesse e di lavoro.

È inoltre importante agevolare la crescita delle imprese con patti di filiera e agevolare le aggregazioni, il tutto finalizzato ad avere una filiera più solida capace di reggere il mercato e pronta a ricevere i frutti di agevolazioni su politiche di reshoring che dovrebbero essere sostenute e incoraggiate.

I punti di forza dei nostri distretti sono la prossimità territoriale, esperienza e know-how, qualità delle lavorazioni, rispetto delle regole.

Il futuro ci vuole flessibili, in grado di rigenerare nuove competenze e nuove servizi nel rispetto della trasparenza ed eco-sostenibilità ma la minaccia più grande è lo sfilacciamento della filiera e la perdita di competitività, l’indifferenza del consumatore verso la qualità e la sola attenzione al prezzo, noi invece siamo bravi a produrre Bellezza come Cultura d’impresa come Stile di Vita, questo è quanto dobbiamo promuovere e sostenere nel mondo.

La Bellezza che diventa attrattività e sostiene l’eccellenza di processo generando “qualità” e riconoscibilità verso il consumatore.

Se non verranno prese misure ad hoc il settore è destinato a collassare con una forte ripercussione negativa sul nostro Paese fin dal 2021.

CNA Federmoda Toscana – Un piano operativo a favore della Filiera Moda

CNA Federmoda Toscana propone una vera  e propria piattaforma a sostegno della manifattura di qualità

CNA Federmoda Toscana ha elaborato un piano operativo di proposte a sostegno della Filiera Moda per difendere il valore e la sostenibilità economica della manifattura di qualità. Il blocco delle attività tra marzo e aprile ha aumentato la consapevolezza che si debba ripartire e che questo sia possibile se tali proposte verranno adottate.

Ti interessa saperne di più? Leggi adesso tutte le proposte CLICCANDO QUI

Mascherine – Paradigma della debolezza del Made in Italy

Dopo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio circa la messa in commercio delle mascherine ad un prezzo imposto al consumo che non poteva superare i cinquanta centesimi, CNA ha subito paventato il pericolo di una massiccia importazione di prodotti dalla Cina o da altri Paesi dove diritti del lavoro, rispetto dell’ambiente, etica e responsabilità sociale sono considerati un disturbo allo sviluppo economico.

Fin dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria, CNA Federmoda Toscana ha ritenuto encomiabile che molte aziende della moda avevano deciso organizzarsi e di alimentare la filiera toscana delle mascherine. È stato così che numerose imprese si sono impegnate nella produzione delle mascherine tipo “Toscana 1” che potevano essere realizzate e commercializzate ad uso della collettività. Nel contempo molte aziende si sono spinte oltre nella ricerca ed utilizzo di materiali lavabili e nel confezionamento di mascherine riciclabili.

Si tratta di un prodotto non solo di qualità, ma che garantisce anche la legalità della filiera. L’amara considerazione, alla luce delle cronache emerse in questi giorni a proposito di dispositivi di protezione individuale fuori legge, è che ancora una volta, è necessario avere piena contezza del costo del lavoro in Italia:

il prezzo delle mascherine fissato a cinquanta centesimi non può rispecchiare i costi legati alla produzione con metodi tradizionali di mascherine in linea con le regole del lavoro vigenti nel nostro Paese.

Infatti l’imposizione ad un prodotto “sartoriale” di un prezzo calcolato sulla base di un processo interamente automatizzato rappresenta un ulteriore schiaffo alle imprese toscane che nel rispetto delle normative hanno cercato di dare un contributo alla popolazione mettendo a disposizione conoscenze e competenze e facendo lavorare persone che in questo modo non gravano sulla spesa per gli ammortizzatori sociali.

La battaglia a sostegno del Made in Italy deve fondarsi su scelte responsabili come ad esempio quella di ritenere certe offerte irricevibili, perché esistono dei parametri al di sotto dei quali, in assenza di percorsi produttivi molto tecnologici, si sacrifica inevitabilmente la qualità del lavoro e l’individuo o non si rispettano le regole fiscali e contributive.

È giunto il momento di decidere qual’è il futuro che vogliamo: lasciare tutto come prima del lockdown oppure legare le scelte politico-economiche ad una vera sostenibilità economica.

Non bisogna inventarci niente di nuovo: basta rileggere e applicare il Titolo Terzo della Costituzione e determinare per ogni categoria i parametri oggettivi di riferimento su cui valutare la congruità economica e sociale delle commesse sia pubbliche che private, e ispirarsi a decisioni a favore delle produzioni locali. CNA Federmoda Toscana è disponibile a sedersi intorno ad un tavolo per confrontarsi su queste proposte e soprattutto definire le strategie per renderle operative.

Bruno Tommassini, Presidente CNA Federmoda Toscana

FEDERMODA – Privilegiare l’acquisto del Made in Italy

Per aiutare le imprese a ripartire

Il settore moda, rappresenta uno degli assi portanti del sistema economico italiano. Un settore costituito soprattutto da Artigianato, Piccole e Medie Imprese che rischia di risentire molto della crisi causata dall’emergenza Coronavirus.

Un tessuto d’imprese che ha un forte radicamento territoriale, una sensibilità sociale e etica.

Un settore costituito da circa 80.000 imprese che danno lavoro ad oltre 1 milione di persone.

Lanciamo un appello a tutti per invitarvi a privilegiare l’acquisto di prodotti made in Italy per rilanciare i consumi e sostenere l’intera filiera moda italiana.

Acquistate made in Italy e aiuterete le nostre imprese a ripartire per l’amore e la passione che nutrono verso il lavoro, verso il nostro sistema sociale e questi saranno sempre più valori del nostro patrimonio che potremo portare nel mondo.

Acquistate made in Italy per supportare le imprese italiane nel continuare ad essere protagoniste globali grazie alle competenze produttive, alla creatività, al valore della ricerca che sono insiti nei vari anelli della filiera moda.

Molte nostre imprese percorrendo sentieri non abituali stanno cercando di dare un contributo alla richiesta di mascherine e altri dispositivi che il Paese sta evidenziando. In allegato trovate il “manifesto CNA Federmoda per l’acquisto made in Italy” e  l’elenco di quelle imprese che attraverso il nostro sistema hanno aderito al Protocollo CNA Federmoda, Confindustria Moda, Sportello Amianto Nazionale supportato da PwC e che potrete eventualmente contattare per verificare la tipologia delle loro produzioni.

Rimanendo a disposizione per eventuali chiarimenti e/o integrazioni si inviano cordiali saluti.

La Segreteria  Nazionale CNA Federmoda

SCOPRI L’ELENCO AZIENDE MASCHERINE_CORRIERE SERA

Mascherine – Grazie a CNA e Confindustria

Mascherine, il commissario Arcuri: grazie a CNA e Confindustria in poco tempo la produzione italiana coprirà metà del fabbisogno

“In pochissimi giorni intorno al sistema moda di Confindustria e di CNA si sono messe insieme e sintonizzate senza rivalità e competizione molte imprese italiane”. A sottolinearlo nel corso della prima conferenza stampa nel suo nuovo ruolo, Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus.

Tra tre giorni – ha annunciato – inizieranno la produzione di mascherine sanitarie e pensiamo che in poco tempo copriranno la metà del fabbisogno. Un risultato straordinario che sei giorni fa, quando sono stato nominato, consideravo utopistico”.

Abbiamo chiesto e ottenuto dall’Unione europea – ha continuato il commissario straordinario – l’autorizzazione a lanciare l’incentivo che permette di finanziare, con una dotazione di 50 milioni, le imprese che vogliono riconvertire i loro impianti. Sono convinto che molte centinaia di imprese italiane coglieranno l’opportunità. Queste produzioni, però, devono cominciare prima possibile – ha concluso Arcuri – perché ci servono oltre 90 milioni di mascherine al mese”.

XXX Concorso nazionale Professione Moda Giovani Stilisti – Scopri il Bando e partecipa

È stato pubblicato il bando del XXX Concorso Nazionale Professione Moda Giovani Stilisti – RMI 2020.  Lo storico concorso di CNA Federmoda conferma la collaborazione con ALTAROMA e TheOneMilano e si arricchisce della partnership con ARTISTAR JEWELS. Per questa edizione il concorso si articolerà su sette sezioni di prodotto (abbigliamento; abbigliamento bambino; pellicceria; maglieria; intimo e mare; pelletteria e calzature; gioielleria e bigiotteria). Per i vincitori delle sezioni, borse di studio e stage presso le imprese del settore.

Sarà possibile candidarsi fino al 3 aprile 2020.

La fase finale della manifestazione si svolgerà nel prossimo mese di luglio a Roma nell’ambito di ALTAROMA e rappresenta una importante vetrina per le nuove promesse del settore, un momento che vedrà, come consuetudine, gli studenti selezionati impegnati in una serie di workshop ed eventi, con la presenza di docenti del sistema moda.

Il vincitore dell’edizione 2020 del concorso riceverà il Premio Speciale LECTRA per il Design: una licenza Kaledo Style con relativa formazione, del valore complessivo di 6mila euro.

Al concorso potranno partecipare tutti gli studenti iscritti ad Istituti pubblici e privati o presso Facoltà universitarie e che non abbiano compiuto il 25° anno di età al 31.12.2019. Un comitato tecnico di esperti del settore selezionerà tutte le proposte pervenute e designerà i concorrenti destinati a partecipare al workshop e alla manifestazione conclusiva del concorso.

CLICCA QUI PER: scaricare il bando, il questionario informativo, la lettera ai dirigenti scolastici degli istituti e delle scuole e la scheda autorizzazione per studenti minorenni. 

INDAGINE: Moda Artigiana Toscana e Contoterzismo tra continuità e trasformazione

I risultati dell’indagine “Le imprese della MODA in Toscana”, le proposte alla Regione, i progetti e le opportunità che CNA ha studiato per le diverse esigenze delle varie tipologie di aziende che operano nel settore.

Un’indagine sull’artigianato e le piccole imprese del settore moda, cuore pulsante e produttivo del sistema moda toscano. L’ha realizzata CNA Toscana raccogliendo 127 questionari di pelletterie, imprese di abbigliamento (incluso la maglieria) e tessili di tutte le province toscane, in particolare Firenze, Prato e Arezzo.

La presentazione dell’indagine “Le imprese della MODA in Toscana” si è tenuta giovedì 9 marzo nella sede CNA Toscana alla presenza di numerose imprese del settore e dell’Assessore regionale allo sviluppo economico, Stefano Ciuoffo. Dopo l’apertura dei lavori a cura del presidente CNA Toscana Valter Tamburini, i risultati dell’indagine sono stati presentati da Andrea Manuelli e Alessio Monticelli, ricercatori LocalGlobal; quindi il presidente CNA Federmoda Toscana Marco Landi e  Francesca Mazzocchi, coordinatrice CNA Federmoda Toscana, hanno illustrato alcune proposte per le imprese del settore moda dirette alla Regione Toscana, nonché i progetti e le opportunità che CNA ha studiato per le diverse esigenze delle varie tipologie di aziende che operano nel settore. Due imprenditori Luca Rinfreschi (Rinfreschifur, Prato) e Franca Binazzi (Confezioni Bilò, Arezzo) hanno portato la testimonianza di imprese con buoni parametri di crescita e di dinamica che possono fornire un modello ispiratore anche per le altre aziende. Ha concluso la presentazione l’intervento dell’assessore regionale allo sviluppo economico Stefano Ciuoffo che ha parlato degli strumenti della Regione Toscana.

L’indagine “Moda Artigiana Toscana e Contoterzismo tra continuità e trasformazione” ha rilevato i problemi del comparto, ma anche evidenziato le possibili soluzioni e strategie.

Sia l’indagine qualitativa che il quadro quantitativo confermano la cronica difficoltà delle imprese terziste della moda, ma non si può parlare di crisi generalizzata.

Diversificazione ed efficienza rappresentano i driver di crescita, dove l’efficienza passa anche dalla valorizzazione delle risorse umane che – in settori ad alta femminilizzazione quale questi – necessitano di trovare soluzioni più soddisfacenti per il conflitto lavoro-maternità confermatosi rilevante e per una formazione più intensa e incidente.

Rimane poi il problema di un maggiore inserimento dei giovani, per garantire una continuità aziendale dell’artigianato della moda ad imprenditorialità italiana; l’analisi quantitativa ha mostrato infatti come questo settore ‘regga’, come consistenza, solo grazie alle imprese artigiane a titolarità straniera (49,2%). Ma vi sono opportunità di crescita aziendale e di sviluppo anche per l’artigianato a imprenditorialità nazionale, come dimostrato dall’indagine qualitativa.

Attenzione all’efficienza, personale giovane, macchinari recenti e orientamento all’innovazione è il ritratto del contoterzista della moda con una prospettiva futura, prospettiva che dipende in misura rilevante dalla continua ricerca di nuova committenza per ridurre i rischi del portafoglio cliente ed in particolare uscire dalla mono-committenza, anche se questa è apparentemente più remunerativa e certamente più facile da gestire nel breve termine.

Il contoterzismo della moda toscana attraversa una fase di trasformazione, più che di crisi generalizzata. In esso sono in atto rilevanti processi di trasformazione per cercare di superare problemi vecchi insieme alle più recenti difficoltà dovute al mercato e alla riorganizzazione complessiva dei processi produttivi. Queste dinamiche hanno ‘alzato l’asticella’ per le imprese che vogliono rimanere competitive ed in salute. Per questo motivo -e alla luce dei risultati dell’indagine- CNA Toscana intende sviluppare una serie di iniziative e di progetti per sostenere le piccole imprese del settore moda.

Le proposte di CNA Federmoda Toscana

PER LA REGIONE TOSCANA

– Strumenti di formazione per gli imprenditori semplici e efficaci, finalizzati a soddisfare le reali esigenze delle singole  imprese. CNA Federmoda Toscana propone l’utilizzo di voucher individuali per la formazione degli imprenditori e dei dipendenti (con risorse FSE e FESR) da spendere non solo presso Università o centri di ricerca, ma anche presso privati e professionisti accreditati.

– Prevedere crediti di imposta sulle imposte regionali (vedi IRAP) per le aziende che subiscono una incidenza forte dei costi legati alla maternità (ad esempio: + di 1 maternità l’anno o comunque in percentuale da definire in base a totale addetti) e per le imprese che investono in innovazione di prodotto (campionari), per il settore moda equivalente alle attività di ricerca e sviluppo per altri settori manifatturieri, che godono di queste agevolazioni.

– Aumentare la dotazione finanziaria dei bandi di microinnovazione (Bando servizi qualificati) per la Linea A (imprese singole). All’interno di queste misure prevedere la possibilità di acquistare il servizio di Temporary designer o stilista (parimenti a quello già presente del Temporary Manager) e Temporary agenti di commercio per la costruzione di reti di vendita (per le aziende conto terzi che intendano provare a crearsi un mercato sul conto proprio)

PER LE IMPRESE

Le opportunità CNA per le imprese della moda rispondono alle diverse esigenze delle varie tipologie di aziende che operano nel settore, e sono volte ad accompagnarle nel processo di cambiamento verso modelli di innovazione (di prodotto, di processo, organizzativa, tecnologica, di approccio ai mercati, di welfare aziendale) che le rendano più competitive.

I progetti:

Progetto “Manifattura 4.0” – CNA Toscana ha selezionato i migliori esperti a livello nazionale per costruire un team che affianchi l’azienda nel cambiamento: un esperto di reti e filiere, un designer, un maker e un esperto di modelli di business per innovare i prodotti, la dotazione tecnologica, i processi, l’organizzazione aziendale e la relazione col mercato e con la filiera. Tali progettualità possono essere implementate utilizzando il contributo a fondo perduto fino all’80% finanziato a valere sul ‘Bando Innovazione B’ della Regione Toscana, che cofinanzia interventi di innovazione per PMI in forma aggregata (ati o reti di impresa).

Fiera ORIGIN Passion e Beliefs 2017 | Il Salone dove la moda incontra la manifattura italiana con cui  CNA Nazionale ha stretto una partnership;  la fiera si terrà i prossimi 11-13 luglio a Fiera Milano Rho in concomitanza con Milano Unica. E’ prevista una forte scontistica per aziende CNA e per “operazioni di distretto” (almeno 5 aziende).

Marketplace B2B: il portale CNA Mood Market (www.moodmarket.it) dove grandi firme e produttori, italiani ed esteri, possono rintracciare le imprese della subfornitura italiana.

“Artigiano Contemporaneo”: www.artigianocontemporaneo.it, il marchio collettivo, il portale di infocommerce (e presto e-commerce), gli eventi e i canali social per promuovere l’artigianato moda di alta qualità.

Incoming operatori moda B2B E B2C in collaborazione con ICE e sistema camerale.

Servizi e collaborazioni:

  • Collaborazioni con le principali scuole di design e mestiere della Toscana
  • Presenza all’interno della Fondazione ITS M.I.T.A. (Made in Italy Tuscany Academy)
  • L’offerta formativa delle Agenzie CNA in Toscana
  • Servizi di assistenza alla presentazione dei bandi e alle agevolazioni di Regione Toscana presso le strutture CNA del territorio
  • Servizi di supporto al credito attraverso FINART, agenzia di mediazione creditizia regionale, e accesso al sistema di garanzie attraverso Artigiancredito Toscano.

I risultati dell’indagine

Obiettivi – Allargare ed aggiornare il quadro conoscitivo sull’impresa contoterzista della moda in Toscana, con l’obiettivo di sviluppare interventi e progetti di supporto al comparto.

L’indagine è stata effettuata su un campione di 127 imprese di cui: piccoli contoterzisti 40,2% –  piccole imprese non contoterziste 37,8% – grandi contoterzisti 15,7% (il limite tra piccola e grande impresa è fissato in 15 addetti). Inoltre è stata sviluppata anche un’analisi sui trend settoriali di lungo periodo (dinamica imprenditoriale e addetti), basata su dati camerali.

Problematiche – Mono-committenza, eccessiva dipendenza dalla committenza, tariffe giudicate non sufficientemente remunerative sono i problemi tipici e ricorrenti del piccolo contoterzista. L’indagine ha confermato come il rapporto con la committenza rimanga -o sia diventato- difficile per oltre la metà delle imprese terziste: la problematicità è in primis legata alle tariffe (27,6%), e poi in modo equi-ripartito tra riduzione del lavoro (18,1%), standard produttivi (18,9%) e condizioni contrattuali (18,9%). Tariffe, standard produttivi richiesti, condizioni contrattuali e dei pagamenti sono aspetti collegati al rapporto con la committenza; il calo del lavoro (e del fatturato) può invece essere dovuto al mercato, alla crisi o anche a scelte ‘sostitutive’ della committenza.

Strategie – La diversificazione rappresenta il ‘leitmotiv’ delle strategie, diversificare il rischio tra più committenti può salvare un terzista da un crisi indotta da un singolo committente. Non necessariamente alternativa è la strada del recupero di efficienza e produttività che può avvenire attraverso investimenti, innovazione e formazione/assunzione di risorse umane.

Quasi la metà delle imprese pensano di essere capaci di reinventarsi a livello di strategie e dall’indagine emerge come diversificazione/efficienza possano essere un connubio vincente che la maggior parte delle imprese applica declinandolo però ciascuna a suo modo. Alternativa alla diversificazione è la fidelizzazione con il committente che può passare anche attraverso gli assetti societari ed operazioni di parziale incorporazione dell’impresa terzista da parte della committenza e del gruppo in cui questa si inserisce. è questa una ‘strategia per pochi’ e quindi probabilmente non in grado di incidere molto sulla tenuta delle piccole imprese terziste della moda e nel consolidare una catena del valore toscana anche a livello di lavorazioni esternate da committenti locali.

Aspettative – A livello di aspettative sul medio-lungo periodo il quadro appare abbastanza equilibrato: ci sono scenari di crisi, che si compensano però con le crescite. I contoterzisti hanno attesi migliori o comunque non peggiori delle aziende di produzione propria.

Le aspettative mostrano continuità con la dinamica aziendale degli ultimi 3 anni tendenzialmente positiva su fatturato ed addetti, particolarmente per le imprese terziste. Non mancano tuttavia gli arretramenti di fatturato, una situazione per circa il 45% determinata da una criticità su un singolo committente, particolarmente nel caso della pelletteria (27,5%).

Scenario quantitativo – L’andamento settoriale conferma la dinamica complessivamente negativa delle imprese artigiane della moda, con una tendenza più marcata dell’artigianato toscano nel suo complesso, però evidenzia differenze: pelle e confezioni in crescita a fronte del declino di tessile, maglieria e calzature. Collegato alle differenze settoriali c’è il fenomeno dell’imprenditorialità straniera, in grado di portare la dinamica dell’artigianato su valori positivi nei settori dove è presente significativamente e di generare quel ricambio generazionale senza il quale vi sarebbe il declino. Di fatto nella moda è avvenuto il sorpasso dell’impresa artigiana straniera su quella italiana: il 49,2% degli imprenditori del comparto moda sono stranieri. Questa tendenza deve far riflettere sui problemi legati  all’età anagrafica degli artigiani ‘italiani’, alla urgente necessità di investire nei giovani, siano essi dipendenti o titolari, al recupero del ‘saper fare’: nella moda artigiana ci sono spazi di lavoro e di impresa ed è quanto mai necessario un apporto di risorse umane giovani e con una prospettiva futura ed a lungo termine.

Documenti allegati:

  1. indagine
  2. Slides Federmoda

 

Progetto Integrato Moda USA – Workshop Itinerante

Toscana Promozione e CNA Toscana hanno dato vita ad un progetto che riguarda un analisi di mercato USA tramite incontri individuali con consulenti esterni e un workshop itinerante negli USA. Il progetto si svolgerà nel periodo che va da Marzo a Luglio 2015 e si articolerà in 3 fasi:

  1. Analisi sul mercato USA, e quindi del contesto competitivo nel quale le aziende toscane si troveranno a operare
  2. Giornata di formazione in data 31 Marzo a Firenze nella quale verranno presentati i risultati dell’analisi di mercato
  3. 2 workshop negli USA

I destinatari del progetto sono aziende che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • Appartenenza al settore di produzione dell’abbigliamento uomo/donna/bambino
  • Operare in Toscana
  • Avere un orientamento all’export

Per maggiori informazioni riguardo al progetto, e per sapere come aderirvi è possibile scaricare il file PDF relativo.

“LA TRADIZIONE, IL VALORE E IL BELLO – training & show” – Iniziativa di rilievo per le aziende del settore MODA

E’ in corso una call per l’adesione di imprese del settore fashion al progetto “LA TRADIZIONE, IL VALORE E IL BELLO – training & show”, un percorso innovativo dedicato alle imprese associate CNA del settore FASHION (tessile, abbigliamento, moda e accessori) realizzato da WHITE in collaborazione con CNA Milano – Monza – Brianza – Lombardia e CNA Federmoda con il contributo della Regione Lombardia.

Il progetto ha lo scopo di realizzare un percorso innovativo che faccia crescere e valorizzi quelle piccole e medie imprese che rappresentano il fulcro della creatività e dell’innovazione Made in Italy, alle quali verranno forniti strumenti per consolidare la loro presenza sul mercato sul piano dello stile, della comunicazione ma anche commerciale e delle distribuzione.

OGGETTO DELL’INVITO:

Con questo invito si vogliono selezionare le imprese al fine di accompagnare le stesse nelle seguenti fasi:

  • Candidatura delle imprese interessate secondo le modalità descritte
  • Selezione delle imprese a cura di un tavolo altamente qualificato composto da esponenti di White
  • Corso di formazione della durata di 2 giorni (Venerdì/Sabato) a Milano per gruppi di 15 imprese nel mese di Ottobre 2015

SCARICA QUI IL PROGRAMMA DEL CORSO DI INFORMAZIONE

CARATTERISTICHE DEI SOGGETTI CANDIDABILI

Possono partecipare all’evento e presentare le proposte:

  • persone giuridiche o fisiche dotate di partita IVA, associate CNA e in regola con il pagamento della tessera associativa almeno per l’anno 2015. La call è estesa anche a gruppi o reti di imprese, seppur associate
  • Imprese che NON abbiano partecipato alle ultime 4 edizioni di White

L’impresa che si candida deve avere le seguenti conoscenze TECNICHE di base:

  • Materia prima: competenza specifica sull’utilizzo delle materie prime
  • Lavorazione: eccellenza nella lavorazione
  • Tendenza: focus e attenzione alle ultime tendenze di moda

IMPEGNI DELL’IMPRESA SELEZIONATA

  • Le imprese aderenti si impegnano a partecipare al percorso formativo
  • Le imprese aderenti si impegnano a sostenere il costo di adesione di € 2500 + IVA che dovrà essere versato entro 15 giorni dalla ricezione della conferma di partecipazione

Il costo di adesione comprende il corso di formazione, la partecipazione a White (edizione di Gennaio o Febbraio 2016) in spazio dedicato allestito.

E’ in fase di trattativa con Regione Lombardia la possibilità di essere presenti con un evento dedicato al progetto presso Pianeta Lombardia in Expo nella seconda metà di Ottobre.

SCADENZA E MODALITA’ DI CONSEGNA

Le candidature devono essere inviate entro le ore 17.00 di martedì 30 Giugno 2015 all’indirizzo mail cnaexpopoint@cnamilanomb.it con modalità “ricevuta di ritorno” o con raccomandata con ricevuta di ritorno o a mano presso la sede CNA Milano Monza Brianza di via Savona, 144 – Milano.

SCARICA LA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE