CNA Benessere e Sanità: Con il nuovo Dpcm consentire la riapertura dei centri estetici.

Non sono fonte di contagio e assicurano la massima sicurezza a clienti e collaboratori”

CNA Benessere e Sanità auspica che, alla luce del miglioramento in corso della curva epidemiologica, il nuovo Dpcm sulle misure di contenimento del contagio atteso per i prossimi giorni consenta ai centri estetici di riprendere appieno l’attività.

Si tratta di servizi alla persona che assicurano il massimo rispetto dei protocolli di sicurezza e che non rappresentano in alcun modo fonte di contagio poiché per organizzazione e modalità di svolgimento del lavoro non presuppongono la compresenza di più persone, né ingenerano assembramenti.

Le imprese di estetica, nella prospettiva di affrontare una seconda ondata del virus, hanno effettuato ingenti investimenti per la sicurezza in modo da scongiurare il rischio di dover ricorrere nuovamente alle misure estreme adottate a marzo.

Il settore è pronto per affrontare in totale sicurezza e serenità i prossimi mesi continuando a garantire il proseguimento dell’attività senza rischi per la salute di dipendenti e clienti.

Rivedere i criteri dei Ristori: La Camera ha accolto la richiesta di CNA

Il Parlamento accoglie la richiesta della CNA di modificare i criteri per i ristori superando i codici Ateco e ampliare la moratoria fiscale. L’Aula della Camera infatti ha approvato praticamente all’unanimità la risoluzione per lo scostamento di bilancio. Un passo in avanti importante che ora dovrà essere rapidamente tradotto in un nuovo meccanismo per erogare i contributi a fondo perduto.

La risoluzione indica che nel “quadro delle risorse sono da considerarsi favorevolmente le proposte volte a rafforzare l’efficacia degli interventi per il sostegno dei lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti, attraverso l’ampliamento della moratoria fiscale a tutte le attività economiche che hanno subito importanti cali di fatturato”.

Inoltre la risoluzione prevede che è “necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico di natura perequativa che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici Ateco e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato”.

Con la crescita dei contagi e la differenziazione delle restrizioni su base regionale, CNA ha subito sottolineato che i meccanismi individuati nei decreti ristori non riescono a dare adeguata tutela alle imprese, autonomi e professionisti. La situazione ha reso totalmente inadeguato

Il meccanismo dei codici Ateco, che richiedono quotidiani aggiustamenti. Diventa quindi indispensabile adottare come criterio per acceder al contributo a fondo perduto il calo di fatturato, unico strumento che effettivamente fotografa l’andamento delle imprese. In questa logica il riferimento non può essere limitato allo scorso mese di aprile ma dovrà tenere in considerazione un periodo più congruo, considerando la ciclicità di molti settori dell’economia.

Permettere ai cittadini di raggiungere gli artigiani di fiducia

CNA al Governo: “Sia permesso ai cittadini di raggiungere gli artigiani di fiducia”

Riconoscere formalmente ai cittadini la possibilità di compiere spostamenti tra comuni limitrofi o contigui per raggiungere le attività artigiane di servizi alla persona e di servizi alla comunità di propria fiducia utilizzando per le trasferte il prescritto modulo di autocertificazione anche nelle zone arancioni e rosse”.

Lo si legge in un comunicato della CNA che ha chiesto questo intervento governativo in due lettere indirizzate al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli.

“La nostra Confederazione – prosegue la nota – ritiene che, nella piena osservanza dei protocolli di sicurezza, i cittadini possano recarsi da artigiani di fiducia che non svolgono attività in grado di determinare assembramenti, com’è il caso di acconciatori e autoriparatori. Non per nulla si sta assistendo in molte zone d’Italia alla proliferazione di provvedimenti amministrativi mirati a mitigare i divieti di spostamento, che stanno creando situazioni di confusione e incomprensibili differenze tra un territorio e l’altro.

Va tenuto conto che l’elevato numero di comuni italiani e la particolare orografia del nostro Paese rendono pressoché inevitabile l’interazione economico-sociale tra comunità separate politicamente ma non geograficamente. Si rende pertanto urgente – conclude il comunicato della CNA – un intervento del governo per rendere omogenee le decisioni eventualmente differenti assunte dalle autorità amministrative sul territorio”.

PREFETTURA DI PISA – Una circolare del Prefetto chiarisce il tema degli spostamenti per fruire di attività di servizi

Una circolare del Prefetto di Pisa interviene per chiarire sul tema degli spostamenti per motivo di fruizione di attività di servizi (acconciatura, officine, lavanderie etc.)

Il chiarimento stabilisce che il principio di convenienza per scegliere una attività invece di un’altra in Comuni diversi da quello dove si risiede. Se vale per attività di commercio al dettaglio, si applica anche alle attività di servizi purché “in un ambito di ragionevole contiguità territoriale”.
Occorre però molta attenzione nell’applicazione del principio di ‘ragionevole ambito di contiguità territoriale’ che in ogni caso non può essere scambiato con “l’aspetto fiduciario” che non può “assumere alcuna rilevanza” .

Quindi attenzione ed accortezza nel consigliare la propria clientela.
Se avete dubbi contattate i vostri responsabili di categoria.

Leggi adesso la Circolare del Prefetto di Pisa

CNA sta chiedendo al Governo di dare la possibilità ai cittadini di raggiungere gli artigiani di fiducia
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Reinserire l’attività di estetista tra le consentite nelle zone rosse

CNA Benessere e Sanità apprezza che il nuovo Dpcm sulle misure di contenimento consenta ai parrucchieri di proseguire l’attività anche nelle zone rosse. Si tratta di servizi alla persona che hanno sempre garantito il massimo rispetto dei protocolli di sicurezza e non rappresentano in alcun modo fonte di contagi come rivendicato da CNA Benessere e Sanità. Anzi, in moltissimi casi le misure di sicurezza adottate da questi artigiani sono più stringenti e rigorose rispetto a quanto prevede la normativa.

Per questi motivi sorprende la incomprensibile esclusione dei servizi di estetica dalle attività che possono operare nelle zone rosse. Al pari degli acconciatori hanno sempre garantito altissimi standard di sicurezza per loro stessi e soprattutto per i clienti. La loro esclusione risulta pertanto priva di motivazioni oggettive. CNA Benessere e Sanità chiede, quindi, l’immediato reinserimento dell’attività di estetista tra quelle consentite anche nelle zone rosse.

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CNA: “I servizi alla persona non vanno penalizzati”

“CNA è estremamente preoccupata dalle indiscrezioni filtrate attraverso i mezzi di comunicazione su alcuni provvedimenti contenuti nel Dpcm che si appresta a varare il presidente del Consiglio. In particolare, ci allarmano le voci relative a una stretta sul settore dei servizi alla persona, a cominciare dai servizi di acconciatura ed estetica. Finora, infatti, questi artigiani hanno rispettato in maniera sistematica e continua i protocolli di sicurezza fissati dalle autorità pubbliche, in molti casi rendendoli ancora più stringenti. Non è un caso che non abbiano rappresentato una fonte di contagio. Pare francamente assurdo, pertanto, che questa categoria, già penalizzata in maniera pesante dalle restrizioni sociali e dal forte calo dei consumi, possa essere punita di nuovo e senza motivazioni oggettive. CNA chiede quindi che il Governo fughi questi timori evitando atti punitivi e ingiustificati verso una incolpevole categoria di artigiani che crea occupazione e forma sul campo lavoratori senza nulla in cambio. CNA chiede, inoltre, che qualsiasi restrizione inserita nel nuovo Dpcm, territoriale od oraria, permetta il libero svolgimento delle attività lavorative”.
Lo dichiara il presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino.

DPCM 18 ottobre: Acconciatori ed estetiste e anche le palestre restano aperte

CNA Benessere e Sanità: “Premiata la serietà della categoria”

Con la pubblicazione del nuovo DPCM è stato scongiurato il rischio chiusura per i saloni di Acconciatura, estetica, Tatuaggio e Piercing.

Gli operatori del benessere potranno pertanto restare aperti continuare a fornire i propri servizi.

“La CNA si è mossa fin da subito – ha dichiarato Carlo Musto, presidente CNA Acconciatura Pisa – per sostenere le ragioni di una categoria che in questi mesi ha dato prova di grande affidabilità e serietà, rispettando in maniera scrupolosa e diligente i protocolli sanitari anti Covid. Una categoria che peraltro aveva già pagato a caro prezzo il lockdown e che non avrebbe potuto sopportare un’ulteriore chiusura, che peraltro non avrebbe trovato sostegno nei dati.

Di fatto, nei saloni di Acconciatura e Estetica da sempre vi è la massima attenzione agli aspetti igienico sanitari, con standard di sicurezza estremamente elevati e già attivi anche in tempi precedenti alla pandemia. A questo poi hanno fatto seguito investimenti significativi in strumenti per la sanificazione degli ambienti e delle attrezzature, il largo utilizzo di materiali monouso, l’attenzione maniacale alla tutela della salute del cliente.

“Vi è stato inoltre uno sforzo enorme in termini di riorganizzazione del lavoro – aggiunge Antonella Orsini, presidente CNA Estetica Pisa – che ha permesso, seppur con grandi sacrifici, di evitare assembramenti e nel contempo, di continuare a fornire ai clienti servizi di qualità, nonostante il notevole aumento dei costi di gestione. Mantenere in azione queste attività produttive è stato il riconoscimento dell’impegno che questi imprenditori hanno mostrato nei confronti della Legge e a favore della comunità. Si tratta quindi di un importante segnale di interesse da parte della politica che ha compreso le ragioni della categoria che come CNA abbiamo esposto e sostenuto”.

“Riteniamo che sia giusto che anche le palestre abbiano la possibilità di proseguire la propria attività in sicurezza – ha concluso Marcello Bertini , coordinatore del settore Benessere CNA – e questo è possibile grazie all’applicazione rigorosa dei protocolli sanitari. Serve assoluta fermezza nel pretendere la massima serietà da tutti gli operatori perché la scorrettezza di pochi non deve danneggiare le tantissime palestre serie.

Occorre il pugno di ferro nei confronti degli abusivi.

Ora più che mai gli abusivi rappresentano una piaga intollerabile, un rischio per la salute pubblica e una fonte di possibile contagio che non possiamo più tollerare.

Su questo servono risposte concrete da parte delle istituzioni e degli enti di controllo.

Invitiamo tutte le imprese a contattare la sede CNA del proprio territorio per avere informazioni specifiche sulla predisposizione e la corretta attuazione dei protocolli sanitari”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

BENESSERE – Le nuove regole: cosa fare e come

Insieme a estetiste e parrucchieri aprono anche tattoo e piercing

Con la pubblicazione dell’ordinanza del Presidente Rossi si chiude formalmente l’iter delle procedure per la riapertura del settore benessere, comprendendo insieme ad estetiste e parrucchieri anche attività di tatuaggio e piercing.


A questo punto possiamo esprimere ampia soddisfazione per quanto abbiamo potuto apprendere dalla lettura dell’ordinanza regionale che coglie in pieno le aspettative di Cna Benessere e Sanità Toscana. Il continuo confronto con la Regione e le Associazioni di rappresentanza hanno portato indubbiamente al miglior risultato possibile che mette le imprese in condizione di aprire garantendo la sicurezza di operatori e clienti.


È doveroso a questo punto richiamare all’assoluto senso di responsabilità tutti gli operatori affinché si adoperino scrupolosamente al pieno rispetto dei protocolli di sicurezza previsti e le attuali linee guida che potete scaricare qui sotto.
Le imprese potranno rivolgersi alla CNA di Pisa per ricevere tutto il supporto necessario per la gestione della fase di ripartenza.

Di seguito le istruzioni

AVVISO ALLA CLIENTELA      SERVIZI ALLA PERSONA

📌 Predisporre una adeguata informazione sulle misure di prevenzione.

📌 Consentire l’accesso dei clienti solo tramite prenotazione, mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 gg.

📌 Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5°C.

📌 La permanenza dei clienti all’interno dei locali è consentita limitatamente al tempo indispensabile all’erogazione del servizio o trattamento.

📌 Consentire la presenza contemporanea di un numero limitato di clienti in base alla capienza del locale (vd. punto successivo).

📌 Riorganizzare gli spazi, per quanto possibile in ragione delle condizioni logistiche e strutturali, per assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione sia tra le singole postazioni di lavoro, sia tra i clienti.

📌 L’area di lavoro, laddove possibile, può essere delimitata da barriere fisiche adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.

📌 Nelle aree del locale, mettere a disposizione soluzioni idro-alcoliche per l’igiene delle mani dei clienti e degli operatori, con la raccomandazione di procedere ad una frequente igiene delle mani.

📌 Eliminare la disponibilità di riviste e materiale informativo di uso promiscuo.

📌 L’operatore e il cliente, per tutto il tempo in cui, per l’espletamento della prestazione, devono mantenere una distanza inferiore a 1 metro devono indossare, compatibilmente con lo specifico servizio, una mascherina a protezione delle vie aeree (fatti salvi, per l’operatore, eventuali dispositivi di protezione individuale ad hoc come la mascherina FFP2 o la visiera protettiva, i guanti, il grembiule monouso, etc., associati a rischi specifici propri della mansione).

📌 In particolare per i servizi di estetica, nell’erogazione della prestazione che richiede una distanza ravvicinata, l’operatore deve indossare la visiera protettiva e mascherina FFP2 senza valvola.

📌 L’operatore deve procedere ad una frequente igiene delle mani con soluzioni idroalcoliche (prima e dopo ogni servizio reso al cliente) e utilizzare camici/grembiuli possibilmente monouso per gli estetisti.

📌 I guanti devono essere diversificati fra quelli utilizzati nel trattamento da quelli usualmente utilizzati nel contesto ambientale.

📌 Assicurare una adeguata pulizia e disinfezione delle superfici di lavoro prima di servire un nuovo cliente e una adeguata disinfezione delle attrezzature e accessori. Igienizzazione delle postazioni di lavoro dopo ogni cliente. Assicurare regolare pulizia e disinfezione dei servizi igienici.

📌 Favorire il regolare e frequente ricambio d’aria negli ambienti interni ed escludere totalmente, per gli impianti di condizionamento, la funzione di ricircolo dell’aria.

📌 Sono inibiti, dove presenti, l’uso della sauna, il bagno turco e le vasche idromassaggio.

📌 La postazione dedicata alla cassa può essere dotata di barriere fisiche (es. schermi); in alternativa il personale deve indossare la mascherina e avere a disposizione gel igienizzante per le mani; In ogni caso, favorire modalità di pagamento elettroniche, eventualmente in fase di prenotazione.

Per info rivolgersi al Coordinatore di settore: 
Marcello Bertini
bertini@cnapisa.it  

FASE 2 – Ok per riaperture 18 maggio, ma preoccupati dalla confusione locale

CNA esprime soddisfazione per l’autonomia concessa alle Regioni sui tempi di riapertura delle attività di acconciatura ed estetica, dei ristoranti e dei bar. Permetterne il riavvio già da lunedì 18 maggio costituisce una scelta ragionevole ed equilibrata, che risponde alle richieste avanzate con forza, e da tempo, anche dalla Confederazione.

Nel contempo, CNA teme che questo parziale ritorno alla normalità possa rimanere sulla carta. Da un lato, si attendono le condizioni della riapertura che ancora stanno elaborando il Comitato tecnico scientifico e l’Inail. Condizioni che si spera siano ispirate al buon senso e alla sostenibilità pratica ed economica da parte delle imprese interessate. Dall’altro, a pochi giorni dal 18 maggio, predomina ancora l’incertezza sulle scelte delle amministrazioni locali, regionali e comunali, che sia pure protette dal paravento del via libera a breve possono rendere praticamente impossibile il riavvio delle attività, producendo di conseguenza danni enormi alle imprese, ai lavoratori, alla società e all’economia italiana.

(Fonte: Ufficio Stampa Nazionale)

Acconciatori e estetisti devono riaprire subito

Servizi essenziali alla persona

Desta sconcerto e rabbia il fatto che nel Dpcm del 26 aprile non si faccia alcuna menzione a una possibile data di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica. L’ennesima dichiarazione in conferenza stampa del presidente del Consiglio, che lascia intendere uno slittamento del riavvio di tali attività a giugno, è intollerabile. Rappresenta una condanna a morte per l’intero settore.

Un settore che, con 135mila imprese e oltre 260mila addetti, partecipa in maniera determinante all’economia italiana, oltre a essere essenziale per garantire il benessere della popolazione.

È incomprensibile come nei loro confronti ci sia una totale disattenzione da parte del Governo.

La CNA chiede che acconciatori ed estetiste possano riprendere a breve la loro attività.  Il comparto, a tutela di clienti e dipendenti, può già offrire tutte le garanzie necessarie a riaprire saloni di acconciatura e centri estetici nella massima sicurezza, rispettoso delle più rigorose norme e procedure igienico-sanitarie.

Se il Governo ritiene che debbano essere definite ulteriori condizioni, che le definisca da subito per consentire di riaprire al più presto.

Le imprese sono ormai allo stremo delle forze e le loro condizioni finanziarie sono così gravi da destare preoccupazione anche sul fronte della tenuta sociale di scelte scellerate come quella di una chiusura così prolungata.

Le imprese non riusciranno a resistere ancora per molto. È quanto mai necessario che il Governo dia subito segnali chiari e risposte certe.

La disperazione si sta trasformando in rivolta. Chiediamo al Governo di lanciare un messaggio immediato rassicurando le imprese sulla definizione di una prossima, e certa, riapertura.