CNA Benessere e Sanità: aperture anche in zona rossa

Mantenere l’apertura di Acconciatori, Estetiste, Tatuatori e Piercer in zona rossa e la possibilità per i clienti di potersi spostare verso i comuni limitrofi per usufruire di tali servizi in virtù del rapporto fiduciario

È questo il messaggio che la CNA Toscana, attraverso la portavoce delle Estetiste, Daniela Vallarano e degli Acconciatori, Massimiliano Peri, lancia alla Regione Toscana per i prossimi mesi.

I nostri saloni non hanno rappresentato una fonte di contagio anche grazie ad un’organizzazione del lavoro incentrata sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione

“Gli ultimi due anni di Covid hanno rappresentato un periodo di grande difficoltà per le imprese del benessere, affermano i due portavoce. Abbiamo dimostrato però grande senso di responsabilità applicando severi protocolli sanitari e raggiungendo elevati standard di sicurezza, a garanzia dei clienti e della salute pubblica.

Di fatto, i nostri saloni non hanno rappresentato una fonte di contagio anche grazie ad un’organizzazione del lavoro incentrata sul corretto utilizzo dei dispositivi di protezione, sull’attenta esecuzione delle procedure di sanificazione e, non ultima, su una gestione degli accessi che ha limitato entro i parametri previsti la compresenza di persone all’interno del salone.

Le nostre imprese si sono contraddistinte per avere sistematicamente evitato ogni forma di assembramento, anche se questo ha significato uno svantaggio dal punto di vista prettamente economico, dimostrando grande senso civico.

Nessuno pensi assolutamente di tornare a chiudere i nostri saloni in caso di zona rossa

Quello che vogliamo assolutamente scongiurare – continuano Peri e Vallarano – è che di fronte ad una possibile recrudescenza del virus all’arrivo della stagione fredda, nessuno pensi assolutamente di tornare a chiudere i nostri saloni in caso di zona rossa.

Ciò anche alla luce delle analisi e delle considerazioni che ci hanno portato ad azioni importanti a tutela della categoria – ricordiamo ad esempio la petizione dell’aprile scorso con la quale abbiamo raccolto insieme alle altre associazioni oltre 50.000 firme, consegnandole poi direttamente alla Regione.

Ovviamente ci stiamo muovendo anche a livello nazionale e pertanto chiediamo alla Regione Toscana di farsi portavoce di questa nostra preoccupazione presso il Governo, affinché non si rischi di tornare ad una chiusura che per acconciatori, estetiste, tatuatori e piercer sarebbe devastante”.

CNA Pisa Acconciatori collabora al concorso “Un volto X Fotomodella”

I saloni della provincia di Pisa sono invitati a partecipare

CNA Pisa Acconciatori ha aderito a collaborare con il concorso “Un Volto X Fotomodella” invitando i saloni di acconciatura di tutta la provincia di Pisa all’iniziativa di una gara nella gara, che vede – oltre alle Miss sfidarsi – anche gli acconciatori gareggiare per la miglior pettinatura realizzata sulle Miss nelle tappe che faranno nella nostra provincia.

Ecco l’appello del nostro Presidente Acconciatori Carlo Musto: “L’estate è alle porte e la ripresa per le varie attività sociali con i dati che stiamo verificando ci porta ad essere ottimisti e fiduciosi. Sperando di far cosa gradita auspichiamo di poter vedere nella provincia di Pisa una risposta accogliente e numerosa a questa iniziativa che contribuirà a dare lustro e divulgare la creatività del nostro territorio”.

Vuoi saperne di più?
Visita il sito: http://www.unvoltoxfotomodella.it/

Per info e dettagli:
Carlo Musto – 347. 0668321 carlomusto@live.it

Benessere e Sanità – Una delegazione CNA incontra l’assessore regionale Leonardo Marras e il presidente Giani

Una delegazione CNA Benessere e Sanità ha incontrato oggi (lunedì 12 aprile) a Firenze l’assessore alle attività produttive Leonardo Marras e il presidente della giunta regionale Eugenio Giani

Riapertura delle attività e dei servizi alla persona anche in zona rossa, lotta all’abusivismo e al lavoro irregolare a domicilio e sostegno economico alla categoria

Sono alcuni dei temi principali portati oggi in Regione da una delegazione regionale di Cna Benessere e Sanità che ha voluto incontrare l’assessore regionale alle attività produttive Leonardo Marras e il presidente della giunta regionale Eugenio Giani per palesare le difficoltà di parrucchieri, estetisti e operatori del benessere costretti a fare i conti, nell’ultimo anno, con numerose chiusure forzate.

Antonella Orsini

Arrivata a Firenze, in rappresentanza di Cna Pisa, anche Antonella Orsini (nella foto qui a fianco), presidente estetiste Cna Pisa che interviene:

“Doveroso far sentire la nostra voce in un momento difficile come questo che perdura da oltre un anno. Tutto il settore benessere di Cna Pisa sta lottando duramente per richiedere l’apertura delle attività di servizi alla persona in zona rossa e continueremo su questa strada affinché la giunta regionale toscana si faccia portavoce col Governo delle nostre istanze. Abbiamo ribadito che presso tutte le nostre attività di parrucchieri, estetisti e tatuatori i servizi alla persone si svolgono in sicurezza nel rispetto dei protocolli e delle regole anti-contagio. La chiusura delle nostre attività fa proliferare la piaga del lavoro nero a discapito della sicurezza e anche dell’aumento del numero dei contagi”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Contrasto all’abusivismo e contraffazione: CNA Pisa crea un canale di segnalazioni per associati e cittadini

Dopo il tavolo di monitoraggio istituzionale che si è svolto ieri, 8 aprile, in Prefettura per concordare servizi di controllo mirati contro abusivismo e contraffazione, CNA Pisa ha subito accolto l’invito del Prefetto, dottor Giuseppe Castaldo, creando un apposito canale per ricevere le segnalazioni di associati e cittadini.

Carlo Musto

Ecco che artigiani ma anche privati cittadini potranno segnalare all’indirizzo mail abusivismo@cnapisa.it episodi di abusivismo che saranno raccolti e inviati alla Prefettura.

Soddisfatta CNA Pisa che ha stimolato questo incontro istituzionale preoccupata per l’incremento esponenziale dell’abusivismo che, in questo momento di chiusure e di gravi danni economici consequenziali all’emergenza sanitaria che perdura da oltre un anno, causa perdite di fatturato e incrementa concorrenza sleale e pericolo per la salute pubblica.

“Approccio fattivo e pragmatico, quello esposto ieri dal Prefetto di Pisa, per dare risposte concrete al territorio rispetto al dilagare dell’abusivismo. A distanza di 6 mesi dall’ultimo mio incontro in Prefettura possiamo dare concretezza alla nostra proposta di sportello di segnalazione e di filtraggio dati a favore di una cabina di regia in prefettura. Cna non solo è dalla parte di chi lavora onestamente ma si fa portavoce nell’arginare il lavoro non svolto in forma regolare” commenta Carlo Musto, Presidente di CNA Benessere e vice presidente Cna Pisa, presente all’incontro.

Chiusura acconciatura ed estetica – CNA: “Così si alimenta l’abusivismo!”

CNA Benessere e Sanità Toscana ritiene sbagliata la scelta fatta nell’ultimo DPCM di escludere i servizi alla persona (acconciatura, estetica, tatuaggio e piercing) dalla possibilità di rimanere aperti anche in zona rossa, ovviamente ove scrupolosamente rispettosi dei protocolli di sicurezza validati anche dalle autorità sanitarie.

I risultati dell’ultima indagine INAIL confermano, se ancora ve ne fosse bisogno, che centri e saloni non sono mai stati una fonte diretta di contagio e gli stessi titolari sono andati incontro volontariamente a enormi spese aggiuntive – non riconosciute sufficientemente nei decreti di ristoro – per garantire il lavoro e la sicurezza di dipendenti e clienti.

Il tema della lotta alla pandemia è stato e sarà sempre per noi prioritario – sostiene CNA Benessere e Sanità Toscana– e nonostante i numeri ci diano ragione, non viene riconosciuto questo sforzo; per questo appare incomprensibile e priva di motivazioni oggettive l’esclusione dei servizi alla persona dal novero dalle attività di servizio aperte anche in zona rossa”.

“Proprio perché vogliamo continuare a contribuire alla lotta alla pandemia vogliamo lanciare anche un fortissimo grido d’allarme, perché la chiusura delle attività, che rischia già di mettere in ginocchio le imprese, non porti con sé il boccone avvelenato della nascita di nuovo lavoro nero e attività abusiva da parte di persone non qualificate che si recano nelle case senza alcuna forma di sicurezza. Contrastare questi fenomeni è importante perché queste attività rischiano di causare ulteriori contagi e alimentare la pandemia. Per questo facciamo appello alle forze dell’ordine perché venga fatto uno sforzo straordinario di controllo e repressione: ne va della salute di tutti noi e della sopravvivenza di tante imprese regolari.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Toscana)

Nuovo DPCM in arrivo per sabato 6 marzo, proteste settore benessere

CNA: “Preoccupazione e allarme per le attività di acconciatura, estetica tatuaggio e piercing in zona rossa. Chiediamo che restino aperti”

Destano grande preoccupazione e allarme le anticipazioni contenute nella bozza del nuovo DPCM, che entrerà in vigore il 6 marzo, circa la sospensione delle attività di acconciatura, estetica tatuaggio e piercing in zona rossa

Il Portavoce degli Acconciatori della CNA Pisa, Carlo Musto, e la Portavoce delle Estetiste Pisa, Antonella Orsini, intervengono a gran voce sulle indiscrezioni che sono trapelate in questi giorni dal Governo.

“Le misure di contenimento del virus nelle “zone rosse”, introdotte a novembre dello scorso anno e confermate nei successivi decreti, “hanno opportunamente consentito la prosecuzione dell’attività ai parrucchieri, e successivamente anche alle estetiste e ai tatuatori e piercer, riconoscendo di fatto l’efficacia dei protocolli di sicurezza a cui le imprese del settore si sono adeguate in maniera stringente e rigorosa”.

Non è un caso che i saloni, in questi mesi, non abbiano in alcun modo rappresentato fonte di contagio

“Appare, pertanto, incomprensibile e priva di motivazioni oggettive questa repentina e inaspettata esclusione dal novero dalle attività di servizio ammesse in zona rossa che leggiamo nella bozza di DPCM”.

La CNA chiede – proseguono Orsini e Musto – che queste categorie, già penalizzate in maniera pesante dalle restrizioni sociali e dal forte calo dei consumi, non siano punite di nuovo e senza motivazioni oggettive”.

CNA ha chiesto infatti al Governo di adottare dei correttivi alle misure annunciate, riconsiderando l’opportunità di garantire piena operatività alle imprese di acconciatura e di estetica anche in zona rossa.

Ma c’è anche un altro aspetto che i Portavoce della CNA Pisa Orsini e Musto, mettono in evidenza:
“Già in questi primi giorni in cui Pistoia e Siena, oltre a Cecina sono tornata in zona rossa, ci giungono segnalazioni che alcuni uffici pubblici stanno diffondendo informazioni errate rispetto alle sanzioni per gli spostamenti fra comuni, sostenendo che il parrucchiere o l’estetista sono sottoposti a sanzione se prestano la loro opera a clienti provenienti da altri comuni. In realtà il divieto di spostamento grava sulle persone, come abbiamo sempre sostenuto informandone la categoria, non i saloni o il personale che ci lavora. Siamo fiduciosi che tutti i soggetti addetti ai controlli si atterranno a questa previsione normativa”.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA Pisa)

DPCM Natale – La chiusura dei centri di estetica è immotivata

 CNA Benessere e Sanità: “Il Governo riveda le disposizioni sulle zone rosse”

 Le imprese di estetica esprimono il loro forte dissenso rispetto all’esclusione della loro attività da quelle consentite nelle zone rosse e ribadiscono la necessità di rivedere le disposizioni contenute nel DPCM del 3 dicembre che disciplinano gli interventi da adottare nei tre distinti scenari di rischio.

 Alla luce della decisione assunta dal Governo di procedere a nuove restrizioni che comporteranno la chiusura in tutto il Paese dei centri estetici, in giorni solitamente intensi per il settore, appare fondamentale un chiarimento sulle motivazioni di una scelta tanto incomprensibile.

 Al pari degli acconciatori, le imprese di estetica hanno sempre garantito la massima sicurezza per loro stessi e soprattutto per i clienti. Non rappresentano in alcun modo fonte di contagio poiché per organizzazione e modalità di svolgimento del lavoro non presuppongono la compresenza di più persone, né ingenerano assembramenti. Inoltre, l’osservanza dei Protocolli garantisce l’adozione di misure e dispositivi idonei a minimizzare il rischio di contagio in qualsiasi tipologia di trattamento richiesto.

Come CNA Benessere e Sanità ha rimarcato in più occasioni, la loro esclusione, così come quella di altri servizi alla persona, risulta priva di motivazioni oggettive e appare frutto più di una scarsa conoscenza del modo in cui queste attività vengono ordinariamente svolte che non di una scelta ponderata che tenga conto dell’effettivo rischio di contagio.

 CNA Benessere e Sanità invita il Governo ad un riesame approfondito delle valutazioni che hanno portato all’esclusione delle imprese di estetica, in modo da evitare, in eventuali futuri provvedimenti restrittivi, l’applicazione di disposizioni tanto inique quanto intollerabili per un settore che da sempre garantisce altissimi standard di igiene e sicurezza.

Incomprensibile l’ipotesi di chiudere i centri estetici nelle zone rosse a Natale

I centri estetici, così come quelli di acconciatura, hanno sempre garantito altissimi standard di sicurezza per loro stessi e soprattutto per i clienti. Non sono in alcun modo fonte di contagio: le poltrone e le postazioni sono di per sé distanziate. Prevedono un rapporto uno-a-uno con il cliente, non richiedono alcuna compresenza ed è la stessa organizzazione del lavoro a garantire che non ci sia alcun rischio di assembramento. Non c’è nessuna motivazione oggettiva per prevederne la sospensione in caso di lockdown generalizzato nel periodo natalizio. Eppure questa ipotesi è comparsa nel confronto politico.

Come CNA Benessere e Sanità ribadiamo la necessità che le imprese di estetica non siano obbligate a sospendere l’attività.

L’ipotesi di escludere i centri estetici dalle attività consentite in zona rossa

Pur condividendo i timori del Governo circa un possibile aumento dei contagi, in coincidenza del periodo delle festività, continua ad apparire incomprensibile l’esclusione dei centri estetici dalle attività che possono operare nelle zone rosse.

L’incertezza di queste ultime ore su eventuali nuove restrizioni a ridosso delle festività, periodo di solito intenso per il settore, non fa che esasperare ancora di più le imprese già duramente messe alla prova in questi mesi.

CNA Benessere e Sanità chiede il reinserimento delle attività di estetica tra quelle consentite anche nelle zone rosse.

CNA Benessere e Sanità: Con il nuovo Dpcm consentire la riapertura dei centri estetici.

Non sono fonte di contagio e assicurano la massima sicurezza a clienti e collaboratori”

CNA Benessere e Sanità auspica che, alla luce del miglioramento in corso della curva epidemiologica, il nuovo Dpcm sulle misure di contenimento del contagio atteso per i prossimi giorni consenta ai centri estetici di riprendere appieno l’attività.

Si tratta di servizi alla persona che assicurano il massimo rispetto dei protocolli di sicurezza e che non rappresentano in alcun modo fonte di contagio poiché per organizzazione e modalità di svolgimento del lavoro non presuppongono la compresenza di più persone, né ingenerano assembramenti.

Le imprese di estetica, nella prospettiva di affrontare una seconda ondata del virus, hanno effettuato ingenti investimenti per la sicurezza in modo da scongiurare il rischio di dover ricorrere nuovamente alle misure estreme adottate a marzo.

Il settore è pronto per affrontare in totale sicurezza e serenità i prossimi mesi continuando a garantire il proseguimento dell’attività senza rischi per la salute di dipendenti e clienti.

Rivedere i criteri dei Ristori: La Camera ha accolto la richiesta di CNA

Il Parlamento accoglie la richiesta della CNA di modificare i criteri per i ristori superando i codici Ateco e ampliare la moratoria fiscale. L’Aula della Camera infatti ha approvato praticamente all’unanimità la risoluzione per lo scostamento di bilancio. Un passo in avanti importante che ora dovrà essere rapidamente tradotto in un nuovo meccanismo per erogare i contributi a fondo perduto.

La risoluzione indica che nel “quadro delle risorse sono da considerarsi favorevolmente le proposte volte a rafforzare l’efficacia degli interventi per il sostegno dei lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti, attraverso l’ampliamento della moratoria fiscale a tutte le attività economiche che hanno subito importanti cali di fatturato”.

Inoltre la risoluzione prevede che è “necessario avviare un confronto per la definizione di un meccanismo organico di natura perequativa che vada oltre le aree di rischio pandemico e i codici Ateco e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi, prevedendo la possibilità di attribuire i ristori anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che non ne hanno beneficiato”.

Con la crescita dei contagi e la differenziazione delle restrizioni su base regionale, CNA ha subito sottolineato che i meccanismi individuati nei decreti ristori non riescono a dare adeguata tutela alle imprese, autonomi e professionisti. La situazione ha reso totalmente inadeguato

Il meccanismo dei codici Ateco, che richiedono quotidiani aggiustamenti. Diventa quindi indispensabile adottare come criterio per acceder al contributo a fondo perduto il calo di fatturato, unico strumento che effettivamente fotografa l’andamento delle imprese. In questa logica il riferimento non può essere limitato allo scorso mese di aprile ma dovrà tenere in considerazione un periodo più congruo, considerando la ciclicità di molti settori dell’economia.