Corso HoReCa

Qualità nella ristorazione: alta formazione a portata di click

Informazioni sull’evento

Il Marketing e il Web Marketing del settore alimentare e della ristorazione – 15 ORE

La comunicazione del settore agroalimentare – Terminologie e impostazioni comunicative – Mezzi disponibili per comunicare – I vizi e le virtù dei social – L’importanza di comunicare con le immagini – Aspettative e capacità personali

  • L’uso dei social media nelle attività tradizionali
  • Su quale social bisogna puntare oggi ?
  • Come può essere strutturato un buon piano di marketing online?
  • Dalla fase esplorativa a quella decisionale
  • Quali sono le caratteristiche di un buon piano editoriale?
  • Differenza tra visibilità organica e a pagamento sui social

(Claudio Mollo, Giornalista e critico enogastronomico – Alberto Carlo Nocera, Titolare Officina Digitale ACN)

Restaurant Management – 10 ORE

Criteri base che regolano l’avvio di un attività di Ristorazione-Somministrazione

La scelta di un prodotto – tipologia gastronomiche tra tradizione e innovazione – creazione di un menu – food cost – il giusto rapporto tra cucina creativa e territorio

(Giovanni Luca Di Pirro – Executive Chef Stella Michelin – CO.MO Castello del Nero)

Organizzazione del lavoro di sala – 10 ORE

Formazione del personale di sala – Come strutturare un servizio – Breafing con il personale – Controllo standard qualitativo – selezione e requisiti del personale – l’importanza del servizio di sala.

(Andrea Salvatori – Maitre Ristorante Bistrot – Stella Michelin)

Restaurant Wine Management – 10 ORE

Come costruire una carta dei vini – la figura del sommelier nella ristorazione – Il servizio vini – La scelta dei fornitori, approvvigionamenti – Comunicare nel modo giusto il vino al tavolo.

(Franco Sagliocco – Titolare La Sosta dei Cavalieri)

Cucinare un territorio

La valorizzazione di un territorio – Leonardo Torrini

Testimonianze di produttori locali

 

Per informazioni: 

Sabrina Perondi 
perondi@cnapisa.it
3473574200

Per registrarsi al corso CLICCA QUI

CNA HORECA Pisa: Salviamo il settore

CNA HORECA Pisa, (pen)ultimo S.O.S.“Horeca strategico per il Made in Italy”

Comprensibili le limitazioni, ma salviamo il settore

CNA Pisa Horeca lancia un (pen)ultimo SOS: salvare il settore Horeca significa mettere in sicurezza anche il valore per tutto il made in Italy che si porta dietro.

Il nuovo DPCM ed anche la nuova Ordinanza del Comune di Pisa, come del resto si stanno accingendo a fare gli altri Comuni, vanno nella stessa direzione: ci sono nuovi ed aggiuntivi punti fermi su riduzione di orario per la ristorazione e limitazioni nel numero dei partecipanti alle cerimonie, mettendo in ulteriore difficoltà tutto il settore della ristorazione e in special modo quello legato alle cerimonie, con il rischio che alcune imprese non riusciranno più a risollevarsi.

“La diffusione dei contagi sta rapidamente peggiorando – fa notare la coordinatrice di CNA Horeca Pisa Sabrina Perondi -. Ma noi non crediamo che il problema dell’aumento dei contagi venga dal mondo della ristorazione salvo casi di cattiva gestione. Queste restrizioni rischiano di essere l’ultimo SOS, anzi il penultimo. Senza Horeca anche il made in Italy ne subirebbe un colpo durissimo. Certo ci vuole senso di responsabilità per i rischi per la salute, e come CNA lo diciamo da sempre e sempre siamo stati impegnati al rispetto delle misure anti covid e pronti ad assumersi ulteriori responsabilità. Attenti però a non superare il punto di non ritorno! Il bonus ristorazione è buona cosa ma non sufficiente, come già avvenuto con il decreto rilancio e il decreto CURA ITALIA, i benefici sono limitati ad alcuni codici Ateco, non riguarda ad es. le pizzerie a taglio, le pasticcerie, i bar, le rosticcerie etc., mentre ogni DPCM ha sempre parlato di “ristorazione” non indicando specifici codici Ateco”.

Daniele Fagiolini, Presidente CNA Horeca Pisa, “questo rischia di essere il colpo di grazia, per questo lanciamo il nostro ultimo SOS quantomeno per la sopravvivenza dei locali serali e notturni. Le attività di ristorazione danno spazi sicuri nel rispetto delle regole. Non si capisce che chiudendo tutti i locali i ragazzi si raduneranno altrove creando assembramenti.

“Il vero problema- aggiunge Nicola Micheletti – sono i controlli, ancora troppo pochi per far rispettare le regole dappertutto. Basti pensare alle zone centrali controllate a macchia di leopardo, per non parlare delle periferie. E i controlli vanno rivolti non solo ai locali ma anche verso gli avventori, impossibili da contenere per i gestori”

Tre proposte lancia CNA Horeca Pisa per la sopravvivenza del settore, che valgono sia per i tributi nazionali che locali:

·                 modifica delle modalità di restituzione dei crediti concessi per l’emergenza spalmandoli fino a 120 mesi e anche oltre finchè non ci sarà una ripresa stabile.

·                 reintroduzione dei voucher per le prestazioni di lavoro occasionali e rientro al lavoro in presenza perché se non si riparte non si riaprirà più;

·                 consentire il pagamento delle tasse differito in più annualità.

“L’immagine che la ristorazione ha creato dell’Italia – concludono Fagiolini e Micheletti di CNA Horeca Pisa – è quella del saper fare bene e con qualità, è quella di avere i miglior cuochi al mondo, assieme a molte altre eccellenze, paesaggio, arte, città storiche. E’ un’immagine che da sola ha contribuito al benessere di questo paese trascinando la domanda del “Made in Italy” alimentare e non solo. Se il settore affonda anche la ripresa futura sarà più difficile, quindi va tutelato in tutti i modi, sempre con l’obiettivo della sicurezza dei clienti e di chi ci lavora”.

(Fonte: Ufficio Stampa Pisa)

ETICHETTE ALIMENTARI – Scontro tra i sistemi italiano e francese

Si inasprisce lo scontro tra i sistemi di etichettatura alimentare nutrizionale. In particolare, tra i sistemi italiano e francese.

Il sistema transalpino Nutriscore, a colori, classifica gli alimenti appunto con cinque colori secondo il loro contenuto di ingredienti per ogni 100 grammi di prodotto attraverso un punteggio espresso in lettere (dalla A alla E), abbinato a un colore (da verde a rosso), attribuito in base al proprio valore nutrizionale. Il sistema italiano NutrInform battery è rappresentato da una pila, dove gli alimenti vengono classificati in percentuale rispetto alla dose massima di assunzione giornaliera suddivisa in: calorie, zuccheri, grassi, grassi saturi e sali.

Un esempio. L’Organizzazione mondiale della sanità consiglia una dose giornaliera massima di sale pari a 5 grammi a persona. Il “sistema a batteria” italiano indica in percentuale quanto sale è contenuto nell’alimento che si intende acquistare in quanto il nostro sistema è un sistema di educazione alimentare che non tende a spaventare ma a informare. Il Nutriscore francesce, invece, è un sistema “allarmistico” e anche molto discutibile. Lo dimostra il fatto che identifica il parmigiano reggiano, di cui è nota l’alta qualità, con il colore rosso e la coca cola light con il colore verde.

La stessa ministra Teresa Bellanova, a margine del Consiglio europeo dell’Agricoltura tenutosi a Bruxelles lunedì scorso, presentando il documento comune, ha palesato ai colleghi degli altri Paesi partner Ue i dubbi – condivisi anche da Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Ungheria, Lettonia e Romania – rispetto all’ approccio di etichette nutrizionali come il Nutriscore.

Contro il sistema italiano “a batteria” si è opposto, non a caso, il padre del Nutriscore, Serge Hercberg, che ha attaccato via twitter la ministra Bellanova e la lobby dell’agroalimentare italiano. Pare evidente, però, che non vi sia alcuna spinta, nessuna lobby dietro il metodo di etichettatura italiano, anzi semmai è vero il contrario – sottolinea CNA Agroalimentare – visto che la grande distribuzione è in mano ai francesi.

È il consumatore al centro del sistema “a batteria”. E l’Italia continuerà a puntare, come ha sempre fatto – afferma il presidente di CNA Agroalimentare, Mirco Della Vecchia – sulla qualità riconosciuta in tutto il mondo del mangiare&bere Made in Italy e quindi su: dieta mediterranea, prodotti a Indicazione geografica Dop/Igp, prodotti tradizionali e su una alimentazione informata, in barba a inutili allarmismi che tendono a demonizzare non la quantità ma il prodotto in sé.

Valore scientifico, educazione alimentare, acquisto consapevole questi i principi del sistema a batteria, che per la CNA rappresenta un vanto e un impegno a sostenere la proposta del nostro Paese in ogni sede.

WINE FASHION 2020 – Il meglio nelle Terre di Pisa

Belle opere e bei vestiti, accompagnati da buoni cibi e buoni vini in luoghi suggestivi del territorio pisano…

Quali migliori testimonial per le Terre di Pisa?

Wine fashion 2020 è un nuovo appuntamento in tre tappe tutte nel mese di ottobre, promosso da CNA in collaborazione con Stairway To Event, società di organizzazione di eventi e con il supporto di Terre di Pisa, il brand territoriale della Camera di Commercio di Pisa. Wine Fashion vuole mettere in contatto e mostrare tre importanti realtà economico – produttive del territorio pisano, il settore della moda e quello dell’artigianato artistico nella cornice delle produzioni vinicole di altissima qualità che stanno consolidandosi specie nelle colline pisane e nella Valdera. Il concept della serata è stato creato con il supporto della stylist e designer Caterina Matteucci di Le Catematte.

Quando?
Tre appuntamenti permetteranno di scoprire tre luoghi magici del nostro territorio. La prima serata sarà ospitata presso la Fattoria Uccelliera, il 2 ottobre, seguirà il 16 ottobre Podere la Chiesa e la manifestazione si concluderà il 30 ottobre a Pieve de’ Pitti.

CNA Pisa e Camera di Commercio di Pisa cercheranno attraverso queste tre tappe di promuovere e far apprezzare specie al turismo internazionale e nazionale le Terre di Pisa attraverso l’artigianato e il vino anche per rendere permanente la collaborazione fra attività diverse che possono e devono trovare sinergie stabili.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato il presidente CNA Pisa Francesco Oppedisano, Cristina Martelli, Segretario Generale CCIAA Pisa, Ivana Cerato di Starway to Event; la stylist Caterina Matteucci ed i protagonisti delle serate: Cassigoli e Cooperativa Artieri Alabastro; Laura De Cesare, i maestri Tuscany, Calzaturificio Ambra Cavallini, Le Catematte e Vinea Bags, Buti Pelletterie e Il Carato. Presenti anche i titolari delle location: Fattoria Uccelliera, Podere La Chiesa e Pieve de’ Pitti.

Inoltre ha partecipato la giornalista Roberta Galli de Il Tirreno (media partner della iniziativa).

Tre serate all’insegna del glamour e dell’eleganza: il format

Gli ospiti saranno accolti alle 18.30 e guidati alla scoperta della cantina e dei suoi prodotti; la visita si concluderà con una degustazione dei vini accompagnata dai prodotti del nostro territorio. Ogni location sarà impreziosita da una piccola mostra con alcuni pezzi unici di Cassigoli e Cooperativa Artieri Alabastro, come emblemi dal vasto comparto dell’artigianato artistico. Le (splendide) creazioni degli artigiani del settore della moda, sfileranno indossate da quattro modelle, che per l’occasione saranno truccate ed acconciate da professionisti del settore.

In ottemperanza alle restrizioni del Covid-19, ad ogni serata potranno partecipare un massimo di 50 persone.
La prenotazione è obbligatoria ed il costo dell’apericena è fissato in €20 per ciascuna serata
.
Saranno disponibili servizi navetta\transfer.

INFO E PRENOTAZIONI:

Ivana Cerato
338 5910998
ivana.cerato@gmail.com

WINE FASHION 2020 – Una serata all’insegna del glamour e dell’eleganza

Tre appuntamenti permetteranno di scoprire tre luoghi magici del nostro territorio.

2 OTTTOBRE
La prima serata sarà ospitata presso la Fattoria Uccelliera

16 OTTOBRE
La seconda serata sarà ospitata presso Podere la Chiesa

30 OTTOBRE
La manifestazione si concluderà presso Pieve de’ Pitti

La manifestazione, promossa da CNA, in collaborazione con Stairway To Event, società di organizzazione di eventi e con il supporto di Terre di Pisa, vuole mettere in luce due importanti realtà economico – produttive del territorio pisano, il settore della moda e quello dell’artigianato artistico. Il concept della serata è stato creato con il supporto della stylist e designer Caterina Matteucci di Le Catematte.

Gli ospiti saranno accolti alle 18.30 e guidati alla scoperta della cantina e dei suoi prodotti; la visita si concluderà con una degustazione dei vini accompagnata dai prodotti del nostro territorio. La location sarà impreziosita da una piccola mostra con alcuni pezzi unici delle seguenti aziende appartenenti al settore dell’artigianato artistico, Cassigoli, Cooperativa Altieri.

Le splendide creazioni degli artigiani del settore della moda, sfileranno indossate da quattro modelle, che per l’occasione saranno truccate ed acconciate da professionisti del settore.

Per il settore della moda, Laura De Cesare e i Maestri Tuscany, sfileranno presso la Fattoria Uccelliera; Calzaturificio Ambra Cavallini, Le Catematte e Vinea Bags le troverete a Podere la Chiesa. In chiusura a Pieve de’ Pitti si potranno ammirare le creazioni di Buti Pelletterie e del Carato.

In ottemperanza alle restrizioni del Covid-19, ad ogni serata potranno partecipare un massimo di 50 persone.
La prenotazione è obbligatoria.

Info e Prenotazioni:

Ivana Cerato
338 5910998
ivana.cerato@gmail.com

Turismo 2020: a Ferragosto gli italiani puntano sui borghi

A Ferragosto e nei giorni del picco vacanziero estivo gli italiani puntano sui borghi, oltre che sulle spiagge. E su una miscela fatta di quiete, passeggiate all’aria aperta, eccellenze enogastronomiche, artigianato di qualità, nuove esperienze, tesori d’arte sconosciuti. Anche per dimenticare, per quanto possibile, il coronavirus e tutti i problemi che ha portato. E proprio i borghi potrebbero rappresentare l’atout del turismo italiano nelle prossime settimane e fino all’autunno inoltrato. Sulla scia di una nuova filosofia di vita, magari dettata dalla “paura” in qualcuno, ma sempre più scelta consapevole. A rilevarlo una indagine congiunta condotta da CNA Turismo e CNA Agroalimentare tra i propri iscritti su tutto il territorio nazionale.

Scrigno nazionale

Sono quasi 6mila i borghi italiani con appeal turistico. La loro forza attrattiva si sprigiona in tutto il territorio nazionale, senza distinzioni tra borghi di montagna, collinari, marittimi. Lo scorso anno hanno registrato oltre 20 milioni di arrivi e 90 milioni di presenze. Numeri impossibili da raggiungere nel 2020 a turismo straniero praticamene azzerato. Anche se, a esempio da Londra, il quotidiano di qualità “The Guardian” ha dedicato toni entusiastici e suggerimenti proprio all’Italia dei borghi. Si percepiscono intanto incoraggianti e diffusi segnali di ripresa tra i vacanzieri nazionali. Prima di tutto per i borghi non troppo distanti dal mare e dai laghi, che attraggono di preferenza quanti già si sono concessi un periodo in spiaggia.

Offerta tutta da gustare

Il borgo, però, non è considerato dal turista come classica ciliegina sulla panna. Sta diventando un dessert a tutto tondo. In proprio. Principalmente come base delle vacanze legate all’enogastronomia. L’Italia è il Paese europeo con più prodotti garantiti: 304 specialità alimentari e 524 vini, dati in continua crescita. In ogni regione ci sono mediamente oltre 40 denominazioni di qualità che, in unione con i siti culturali e i beni paesaggistici, rendono il territorio del Belpaese unico al mondo. Quest’anno un attrattore importante del “nuovo” turismo sono i distretti del cibo, dove nascono gli oltre 5mila prodotti tradizionali regionali censiti e vive la più grande rete mondiale di mercati agroalimentari. Dalla indagine emerge che tra poco meno del 40 per cento del bilancio familiare e personale dei vacanzieri quest’anno sarà destinato all’alimentazione e all’acquisto di prodotti alimentari e manufatti artigiani. Un prezioso valore aggiunto per i territori coinvolti.

Sporcarsi le mani

Un altro punto di forza dei borghi che sta emergendo nell’Italia del dopo-lockdown è il turismo esperienziale, vale a dire la ricerca di esperienze creative, innovative e partecipative. Una ricerca che trae parte del suo successo anche dalla esplosione di manualità emersa nei mesi del confinamento. E’ il caso della produzione in proprio di pane. Ora molti turisti approfittano della pausa di agosto per coltivare e migliorare la propria artigianalità, finora fai-da-te. Il viaggiatore si può immergere nella vita del borgo – “sporcandosi” letteralmente le mani nella fabbricazione, a esempio, di prodotti ceramici – e nell’ambiente rurale, in questo caso collaborando ad attività di coltivazione, allevamento, trasformazione.

Come innovare l’offerta

Lo scenario, insomma, apre spiragli alla speranza. Condizione necessaria per irrobustire una tendenza anche a termine non brevissimo, a esempio dall’anno prossimo, è il lancio di un ventaglio di iniziative. Con una forte e incisiva attività comunicativa che si possa rivolgere ai turisti italiani e, in prima battuta, anche ai potenziali vacanzieri europei. Strategico è puntare sui giovani che possono diventare “testimonial” eccezionali attraverso i “social”, a cominciare da Instagram. Un progetto di ampio respiro che si avvalga del valore aggiunto di tour operator, agenzie di viaggio, guide specializzate. Soggetti, questi, in grado di dare risalto alle bellezze e alle specialità locali stimolando la nascita di percorsi – di gusto, saperi, tradizioni – sostenibili e attenti all’ambiente. In attesa dell’auspicata ripartenza turistica internazionale, l’Italia potrebbe così farsi trovare allenata e pronta alla competizione con la concorrenza estera forte della sua offerta innovativa. E dei buoni bicchieri di vino (e non solo) che si possono gustare da un capo all’altro d’Italia.

 

Aperti per Ferie

Ad agosto non tutti chiudono. Anzi qualcuno sta aperto proprio per garantire servizi e prodotti.

Aperti per Ferie è l’elenco delle attività associate a CNA, divise per settore, che resteranno aperte per tutto il mese e che potrete contattare in caso di necessità.

L’elenco è parziale e passibile di modifiche (ad oggi sono presenti solo gli associati di CNA che hanno risposto finora all’appello).

CLICCA QUI per scaricare l’elenco delle attività: APERTI PER FERIE 2020

Un corso per diventare food manager

Giovedì 23 luglio presenteremo un percorso di formazione per post diplomati, in ambito agroalimentare

Il Food Manager è un esperto del settore agroalimentare che oltre ad essere un cultore delle eccellenze enogastronomiche, è capace di effettuare una critica, recensirla su strumenti cartacei ed on-line, creare un blog, ecc..al fine di promuovere la propria attività e l’intero comparto in cui si colloca. .

Il corso è promosso da Fondazione ITS EAT, soggetto promotore del progetto, in partnership con Copernico – Agenzia Formativa di CNA Pisa

La fondazione è una scuola di alta specializzazione, riconosciuta dal Ministero della Istruzione, con l’obiettivo di dare una specializzazione nel settore agrario, agrio-alimentare e agro-industriale per formare personale tecnico richiesto dalle aziende, attraverso un percorso di formazione post diploma biennale.

Ti interessa capire il progetto?
Partecipa al webinar di presentazione GIOVEDÌ 23 LUGLIO ALLE ORE 14.30 – 17,30

Registrati al webinar CLICCANDO QUI

Questo invece è il link per il collegamento al webinar da computer, tablet o smartphone: https://global.gotomeeting.com/join/810625157

Codice accesso: 810-625-157

È la prima volta che usi GoToMeeting?
Scarica subito l’app e preparati all’inizio della tua prima riunione: https://global.gotomeeting.com/install/810625157

Litorale – Strategia in tre mosse della CNA per Via Maiorca

La soluzione è chiusura e pedonalizzazione serale, parziale e solo nel fine settimana

CNA Pisa con le sue articolazioni Horeca e Turismo, interviene nuovamente sul tratto di chiusura della Via Maiorca dettagliando la proposta avanzata nei giorni scorsi.

Una soluzione in tre mosse secondo CNA, può essere proposta per via Maiorca.

CNA Pisa “continuando a seguire il dibattito ed ascoltando richieste, bisogni ed esigenze non solo degli associati, ma anche degli altri operatori economici, chiede un supplemento di attenzione sul tema litorale ed in particolare via Maiorca.

Come prima mossa occorre che ci sia una rivalutazione complessiva della viabilità del quartiere, senza pedonalizzare tutta la via, ma solo una parte e creando delle alternative concrete per dare respiro anche a quelle attività che potrebbero essere penalizzate da una pedonalizzazione integrale.

Come seconda mossa, convinti del fatto che solo una chiusura serale, può portare prestigio e beneficio alle attività economiche ed anche all’intera comunità. Tale operazione andrebbe inoltre affiancata da una progettualità concreta di iniziative ed eventi.

Terzo mossa infine, la gradualità; di modo che in una prima fase possa essere attuata come una sperimentazione a breve termine, partendo da una chiusura serale solo nel fine settimana proprio per andare incontro alle esigenze di tutti, attività e residenti.

Quanto al primo punto, consapevoli del fatto che stravolgere completamente la circolazione veicolare, comporterebbe un maggiore afflusso nelle vie limitrofe (Via Don Mander, Via Ivizza e parte di Via dell’Ordine di S.Stefano), proponiamo di rendere pedonalizzato solo il tratto di Via Maiorca dall’incrocio con via Iacopo Ciurini, fino al raggiungimento di Piazza Baleari. Questa scelta può rappresentare la soluzione ottimale alleggerendo la stessa via Mander.

Chiediamo pertanto che l’Amministrazione Comunale valuti questa nostra proposta come un passaggio di sperimentale che introduca gradualmente le novità per ottimizzare i consensi delle imprese e dei residenti in modo da poterla attuare prima possibile”.

CNA PISA Horeca e Turismo: Puntare al pubblico locale, più sinergie con qualità e prodotti del territorio

Si sono riunite in forma congiunta le Presidenze dei mestieri di CNA Pisa Turismo e Commercio e HoReCa e in una nota hanno annunciato le prossime iniziative.

Pisa deve ripartire dai pisani, quindi oltre la Torre con il suo turismo, fondamentale sicuramente e l’Ateneo con il suo indotto – si legge nella nota congiunta –. Lo si deve fare con eventi, attrazioni e servizi mirati. La città deve insomma puntare a “ritrovare” tra i suoi clienti i pisani, ovvero coloro che vivono ed animano questa città. Solo così tutto il tessuto economico potrà tirare un respiro di sollievo. Un percorso che inizia adesso, ma che dovrà essere il faro per un rilancio a lungo termine. E’ questa l’idea sulla quale punta CNA Horeca e Turismo, andando oltre le polemiche. Come CNA Horeca troviamo giusta l’idea dell’assessore Pesciatini e della giunta di chiudere il lungomare e di Via Maiorca anche se con orari di chiusura diversi, e bisogna puntare su di una progettualità futura per attrarre turisti, ma soprattutto occorre che i pisani, tornino a vivere la città e il suo litorale”. Horeca Cna ha messo sul tavolo dell’assessore alle attività produttive nel corso di un incontro proposte e progetti.

L’idea di fondo – sostiene HoReCa CNA – è quella di ripartire dal proprio interno, affinché il ‘pisano’ torni a vivere il proprio territorio. Questo è possibile solo investendo concretamente in offerte promozionali che abbiano lo scopo di attrarre i propri cittadini, visto che i turisti stranieri e gli universitari mancano. Dobbiamo insomma ripartire dall’interno per creare un futuro che veda Pisa oltre la Torre e l’Ateneo.

Non più, quindi, una città da turismo mordi e fuggi, ma un punto di riferimento per chi vuole trascorrere vacanze di qualità anche a pochi chilometri da casa.

Le premesse per ripartire secondo CNA ci sono. Pisa e la sua provincia hanno un territorio ricco di offerte che spesso non trovano un risconto concreto, ma attraverso progetti mirati è necessario intercettare la domanda anche dei propri residenti.

piFra le proposte esposte anche all’assessore Paolo Pesciatini del Comune di Pisa, si è parlato della creazione di eventi ad hoc, della gestione integrata ed efficace dei trasporti pubblici estesi anche negli orari notturni, dei parcheggi scambiatori da rendere sicuri e meglio collegati al centro città. Infine sono state avanzate ipotesi di promozione e di sinergie con il settore dell’artigiano locale sempre più in difficoltà, fino ad una collaborazione stretta con il comparto alberghiero per un efficace richiamo turistico. Misure – conclude CNA – sulle quali l’amministrazione comunale si è mostrata interessata”.