COMUNE CHE VAI BUROCRAZIA CHE TROVI – Gli artigiani chiedono parità di condizioni

La burocrazia rappresenta un Monte Bianco da scalare per chi fa impresa. Ma se sei un artigiano la vetta da conquistare è l’Everest. Il risultato è penalizzare uno dei simboli del Made in Italy: le eccellenze artigiane del settore agroalimentare, una delle rare realtà che continua a crescere a dispetto della stagnazione dei consumi. Gli italiani spendono in un anno 85 miliardi di euro per mangiare fuori casa, circa 1.500 euro pro capite secondo l’indagine condotta da CNA Agroalimentare e CNA Turismo e commercio. Un business dai numeri impressionanti che riflettono un profondo cambiamento negli stili di vita degli italiani negli ultimi anni. Sono oltre 120mila le imprese del settore di cui il 60,5% artigiane. Quest’ultime mostrano una flessione dello 0,9% dal 2016 mentre quelle non artigiane crescono del 2,5% a conferma di norme discriminanti.

Gli artigiani hanno accettato la sfida dell’evoluzione dei consumi alimentari. E qui inizia l’autentica via crucis, provocata da una mancanza di attenzione da parte del legislatore, della macchina amministrativa centrale e periferica. Leggi, circolari, normative non hanno tenuto conto ad esempio della riduzione di tempo libero di lavoratori autonomi e dipendenti, né della necessità di contenere i costi della pausa pranzo. Il conto di questo immobilismo è altissimo per gli artigiani. Per scongiurare l’accusa di abusivismo, ad esempio, l’artigiano che sforna pizze in teglia è costretto in genere a ottenere il titolo di esercizio di vicinato, uno strumento giuridico del commercio, per il quale possono essere indispensabili fino a venti adempimenti e 140 ore di corso. Ma è solo l’inizio di un percorso impervio per l’artigiano che, molto semplicemente, vuole offrire ai propri clienti di consumare sul posto, senza servizio assistito, le bontà del suo laboratorio. C’è una giungla di divieti e prescrizioni incomprensibili: non può mettere a disposizione della clientela sedie e tavoli, ma deve ricorrere a panche, sgabelli, mensole e piani d’appoggio, così come deve fornire solo posate e bicchieri in plastica usa-e-getta. Insomma, l’artigiano è obbligato a rendere scomoda la consumazione di un pasto. Un agricoltore che vende al pubblico i propri prodotti, viceversa, può fornire ai clienti perfino posate di metallo, bicchieri di cristallo e tovaglioli di cotone. Una disparità non secondaria, sottolinea l’Osservatorio CNA sulla Burocrazia, che penalizza non solo le imprese ma anche, se non soprattutto, i loro clienti costretti ad arrampicarsi su sgabelli scomodi e pericolosi per obbligo di legge: il posto a sedere, infatti, non deve risultare di altezza compatibile con il piano di appoggio. Alle penalizzazioni della legislazione nazionale non hanno posto rimedio le regioni, competenti dopo la riforma del Titolo V della Costituzione. Mentre le burocrazie territoriali rincaravano la dose. Ad esempio solo il comune di Pescara non richiede ulteriori abilitazioni per la vendita di bevande da parte degli artigiani.

Per superare il perimetro angusto in cui è costretto, l’artigiano deve acquisire l’abilitazione di esercizio di vicinato, entrando giuridicamente nel settore artigiano. Un titolo che richiede fino a 20 adempimenti burocratici e corredato da un corso per il riconoscimento dell’idoneità che varia dalle 80 ore di Pistoia e Grosseto alle 140 ore nel comune di Roma.

In sei comuni italiani tra i quali Bologna e Genova, gli artigiani non possono utilizzare gli spazi esterni e dove è possibile si registra una diffusa eterogeneità in merito ai titoli richiesti.

E quando finalmente si riesce ad avviare l’attività di vendita per il consumo sul posto, l’artigiano è sottoposto ad accertamenti e controlli da parte di 21 soggetti, dal medico veterinario fino alle guardie ecologiche e alle Capitanerie di porto.

Lo studio realizzato dalla CNA non si limita a far conoscere una realtà fortemente penalizzante per gli artigiani, ma propone una serie di interventi per modernizzare il quadro normativo.

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CNA Alimentare Pisa – Giovanni Angiolini nuovo Presidente

Eletto il nuovo Presidente e la nuova Presidenza di CNA Alimentare Pisa

In data 13 novembre 2019 si è riunita l’Assemblea di CNA Alimentare Territoriale di Pisa per eleggere il nuovo Presidente e la nuova Presidenza.

Ad unanimità è stato eletto Giovanni Angiolini (al cento nella foto), titolare dell’azienda ANGIOLINI CIOCCOLATO SRL.

Il Mastro Cioccolatiere Giovanni, dopo 30 anni di esperienza alla guida del reparto produttivo di una delle aziende più importanti del mondo nella produzione di cioccolato “dal seme alla tavoletta”, ha deciso di intraprendere una nuova sfida, questa volta assieme alla sua famiglia.

La sua azienda si trova nel comune di Calcinaia e più precisamente a Fornacette nella zona artigianale oltre ad avere un negozio in pieno centro di Pontedera.

La nuova Presidenza CNA Alimentare Pisa che affianca Giovanni Angiolini è composta da:

– Stefano Busti – Formaggi Busti srl

– Sonia Carpita – Pasta Caponi

– Tiziana Sani – Fattoria Uccelliera

– Claudio Mollo – Esperto del settore enogastronomico e qualità di prodotto

Per informazioni:

Sabrina Perondi 
perondi@cnapisa.it

TERRE DI PISA – dal 18 al 20 ottobre 8^ edizione del Food & Wine Festival

La manifestazione enogastronomica che punta a diffondere la cultura del cibo e del bere di qualità che caratterizzano le “Terre di Pisa

Organizzata dalla Camera di Commercio di Pisa, in collaborazione con le associazioni di categoria, la manifestazione si svolgerà nella ormai consueta location della Stazione Leopolda di Pisa (Pisa). 

La formula è quella della mostra-mercato con degustazione dei prodotti. Non mancano momenti dedicati ai laboratori guidati del vino, a show cooking con ristoranti pisani, ai seminari informativi sui prodotti e sulla corretta alimentazione

L’ottava edizione di “Terre di Pisa Food&Wine Festival” propone un viaggio nel tempo alla ricerca delle origini dei prodotti agroalimentari e dei piatti tradizionali a partire dai tempi in cui Pisa ed il suo territorio, con il suo porto, era un luogo di scambi commerciali di prodotti provenienti dai paesi del Mediterraneo e dall’entroterra toscano. Un grande mercato dove venivano acquistati e venduti prodotti agroalimentari ma anche veicolate tradizioni e culture culinarie.

Novità dell’edizione 2019:

  • Tornano i voucher degustazione per il pubblico
  • Il voucher per l’acquisto di uno show-cooking, un laboratorio del vino oppure un ticket degustazione consente l’ingresso a prezzo scontato a tre attrazioni di Pisa:
    – la mostra Futurismo a Palazzo Blu (€ 2.00 sul biglietto di ingresso, audioguida inclusa)
    – il camminamento sulle Mura antiche di Pisa (sconto sul biglietto di ingresso)
    – il Museo delle Navi Antiche di Pisa (sconto di € 2.00 sul biglietto di ingresso)
  • – Festival “plastic free“: piattini, posate, tovaglioli, bicchieri sono biodegradabili e compostabili.

Orario di apertura:

Venerdì 18 ottobre: dalle ore 18.00 alle ore 23.00
Sabato 19 ottobre: dalle ore 12.00 alle ore 23.00
Domenica 20 ottobre: dalle ore 12.00 alle ore 23.00

Scopri subito il programma completo CLICCANDO QUI

GUSTO TOSCANO – La Nazione e CNA insieme per raccontare gli artigiani dell’agroalimentare 

La qualità del made in Tuscany in vetrina. Anzi, sotto la luce dei riflettori della cronaca. Per raccontare un universo sconfinato fatto di professionisti artigiani che ogni giorno si impegnano con passione per rappresentare il meglio del ‘Gusto Toscano’.

Si chiama proprio così il gioco promosso da La Nazione e Cna Toscana e rivolto a tutte le imprese del comparto dell’agroalimentare regionale. Aziende che hanno l’ambizione di rappresentare la ‘toscanità’ nel prodotto offerto e nel garbo verso la clientela.

Sono due categorie artigiane che possono partecipare alla sfida.

Categoria salato: forni artigianali e panetterie; pastifici artigianali; pizzerie artigianali (al taglio, da asporto, al tavolo); salumerie, macellerie, norcinerie; altri produttori di alimenti di origine animale e vegetale; ristoranti e trattorie con prodotti locali; frantoi; caseifici.

Categoria dolce: pasticcerie artigianali, biscottifici, cioccolaterie; gelaterie artigianali; torrefazioni; produzioni di miele; mulini artigianali; produzioni artigianali di the e bevande.

Ogni giorno – a partire da sabato 12 ottobre – La Nazione pubblicherà sulle pagine di ciascuna delle dieci edizioni regionali (ovvero Firenze, Empoli, Pisa-Pontedera, Pistoia-Montecatini, Prato, Lucca, Viareggio, Grosseto-Livorno, Siena, Arezzo e Massa Carrara) un tagliando attraverso il quale i lettori potranno votare il proprio artigiano del ‘Gusto Toscano’ preferito. Sulle pagine del giornale poi saranno raccontati quotidianamente i protagonisti della sfida attraverso la pubblicazione di una intervista e della relativa foto.

Ogni settimana – a partire da martedì 29 ottobre per Firenze e mercoledì 30 ottobre per le altre edizioni – saranno pubblicate le classifiche provvisorie in base ai coupon giunti nelle redazioni de La Nazione o nelle sedi locali di Cna attraverso la posta o la consegna a mano.

Anche i lettori potranno prendere parte attivamente al gioco: scrivendo infatti il proprio nome, cognome e recapito mail o telefonico potranno essere estratti per una serie di premi finali. Più tagliandi invieranno o consegneranno dunque, maggiori chance avranno di vincere.

L’iniziativa Gusto Toscano si concluderà a metà dicembre con la pubblicazione dell’ultimo tagliando il giorno lunedì 16 dicembre. La classifica definitiva sarà stilata domenica 22 dicembre, mentre le premiazioni dei vincitori del contest (imprese e lettori) avverranno dopo le festività natalizie.

Alla presentazione dell’iniziativa a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana, sono intervenuti l’assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo, la direttrice de La Nazione Agnese Pini, il presidente di Cna Toscana Andrea Di Benedetto, il direttore di Cna Toscana Nicola Tosi e il presidente Cna Alimentare Toscana Roberto Rappuoli.

Gli imprenditori della Provincia di Pisa che volessero candidarsi e partecipare all’iniziativa possono inviare una mail con i propri contatti ai seguenti riferimenti oppure rivolgersi direttamente ad una sede Cna:

Sabrina Perondi
perondi@cnapisa.it

Made in Italy e l’indicazione di origine dei prodotti alimentari

Come indicare l’origine dei prodotti alimentari nell’etichetta

QUANDO?
Venerdì 11 ottobre 2019 alle ore 15:30 – 18:00

DOVE?
CNA Pisa (Via Giosuè Carducci, 39 – 56010 Ghezzano)

Il seminario è gratuito ma si richiede la registrazione CLICCANDO QUI

Le nuove regole europee scattano ad aprile 2020

Il Regolamento esecutivo prevede che i produttori saranno obbligati a fornire in etichetta le informazioni sull’origine, solo quando il luogo di provenienza dell’alimento è indicato – o anche semplicemente evocato – in etichetta e non è lo stesso di quello del suo ingrediente primario. Ad esempio: se un pacco di pasta lavorata in Italia riporta il tricolore dovrà indicare se l’origine del grano è estera, se cioè “l’ingrediente prevalente”  proviene da altro paese. Così come un salume dovrà specificare l’origine della carne suina proviene dalla Germania o dalla Polonia e sulla confezione si fa riferimento con “segni, simboli” all’italianità del prodotto. Diventa legge l’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti per valorizzare la produzione agroalimentare nazionale e consentire scelte di acquisto consapevoli ai consumatori contro gli inganni dei prodotti stranieri spacciati per Made in Italy. La norma consente di estendere a tutti i prodotti alimentari l’obbligo di indicare in etichetta il luogo di provenienza geografica.

PROGRAMMA

15.30 Registrazione partecipanti

15.45 Saluti iniziali del Presidente CNA Pisa, Matteo Giusti

16.00 “Il Made in Italy e le indicazioni di origine dei prodotti agroalimentari” Dr. Oreste Gerini, Direttore della Direzione Generale della Prevenzione e del contrasto alle frodi agroalimentari del Mipaaf

16.30 “Il Regolamento UE 775/2019 relativo all’indicazione di origine degli ingredienti primari” Dr. Valerio De Vitis QTA Consulting srl

17.00 “Le indicazioni della Commissione Europea al Regolamento 775/2018”

Dr. Gabriele Rotini Responsabile CNA Agroalimentare Nazionale

17.30 Conclusioni del Presidente CNA Agroalimentare Pisa, Marco Morelli

Il seminario è gratuito ma si richiede la registrazione CLICCANDO QUI

Open day gastronomo a Pisa

A Pisa, il 25 settembre dalle ore 15 presso la Camera di Commercio (Sala Fibonacci)

Nel mondo del food, dell’agroalimentare e della produzione di cibo di qualità, crescono nuove figure professionali come quella del “gastronomo”.

Il Gastronomo si configura come un profilo altamente specializzato e con elevate competenze tecniche, che trova la sua dimensione ideale all’interno delle filiere tipiche del territorio toscano.

Il seminario di mercoledì 25 settembre, presso la Camera di Commercio di Pisa a partire dalle ore 15, ha l’ambizione di porsi come anello di collegamento tra il mondo imprenditoriale del settore food e i giovani diplomati in cerca di un’occupazione in questo campo.

Per questa ragione, dopo una presentazione iniziale della nuova figura professionale del gastronomo, con l’intervento delle autorità, ci sarà una seconda parte dedicata agli addetti ai lavori, con possibilità di confronto e crescita. Obiettivo: far emergere le esigenze formative delle imprese, in modo da formare, con l’aiuto della scuola e delle agenzie formative, soggetti già pronti ad un inserimento lavorativo

 

Ore 15.00 Presentazione Progetto GASTRONOMO

15.15 Saluti iniziali | Valter Tamburini, Presidente CCIAA di Pisa

Fabrizio Tistarelli Presidente ITS EAT

Dr.ssa Paola Parmeggiani, ITS EAT Grosseto

Dr.ssa Laura Granata, Terre di Pisa CCIAA di Pisa

Dr.ssa Barbara  Carli, Direttore Agenzia Formativa Copernico – CNA Pisa

Slow Food Toscana

Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa

Ore 16.30 Storytelling “Gli imprenditori agroalimentari si raccontano”

Ore 17.00 FOCUS GROUP “Esigenze formative e opportunità di crescita per il settore food” con 3 tavoli partecipati da docenti, imprenditori, addetti dei CIP, consulenti e membri delle istituzioni si confronteranno sui temi più rilevanti e toccanti per il mondo dell’imprenditoria. Tutto sarà concentrato in 20 minuti di discussione e un moderatore per ciascun tavolo con tre macro-argomenti:

– Competenze tecniche e normative;

– Le soft skills: abilità e competenze

– Selezione del personale: Come trovare il profilo perfetto.

 Cosa fa un Gastronomo?

In particolar modo, il gastronomo è in grado di supportare l’azienda che si approccia al mercato, sia interno che estero, è formato sia in campo commerciale che nel marketing e possiede una spiccata sensibilità all’approccio strategico. Ciò gli consente di essere in grado di gestire in maniera autonoma ogni fase: dallo studio delle esigenze del mercato di riferimento, passando per la pianificazione e programmazione del lancio di nuovi prodotti, fino alla cura del rapporto con i consumatori e la loro Customer Satisfaction.

Un seminario che si pone come collegamento tra il mondo imprenditoriale agroalimentare e i diplomati in cerca di un’occupazione nel settore food.

Il seminario è gratuito ma è richiesta la registrazione CLICCANDO QUI

AGROALIMENTARE – Per la vendita di prodotti alcolici serve nuovamente la licenza fiscale

Per la vendita di prodotti alcolici, a decorrere dal 30 giugno 2019, serve nuovamente la licenza fiscale rilasciata dall’Agenzia delle dogane

La vendita al minuto di prodotti alcolici ricomprende tutte quelle attività che si rivolgono direttamente al consumatore finale inclusi la vendita al dettaglio e la somministrazione di bevande alcoliche, qualsivoglia siano le classificazioni ed i requisiti per l’esercizio fissati dalla rispettiva normativa di riferimento.

Esemplificando, sono più soggetti alla denuncia ex art. 29, comma 2, del D.lgs. n.504 del 1995:

  • gli esercizi di vendita di liquori o bevande alcoliche di cui all’art.86 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ovvero quelli annessi, ad esempio ad alberghi, locande, pensioni, trattorie, osterie, caffè ed esercizi simili;
  • la vendita al dettaglio di alcolici in esercizi di vicinato, nelle medie o grandi strutture di vendita ovvero i negozi al minuto, supermercati ed ipermercati;
  • gli esercizi di somministrazione al pubblico di bevande alcoliche, per il consumo sul posto, ovvero i ristoranti, tavole calde, pizzerie, birrerie, bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari;
  • gli esercizi operanti con carattere temporaneo nel corso di sagre, fiere, mostre e simili;
  • la vendita al dettaglio di bevande alcoliche per mezzo di apparecchi automatici.

DAL 30 GIUGNO 2019

Dopo neanche due anni, con l’articolo 13-bis introdotto dalla legge n. 58 del 28 giugno 2019, di conversione de D.L. n. 34 del 30 aprile 2019 (c.d. “Decreto crescita”), viene di fatto disposta l’abrogazione della precedente disposizione, cosicché i soggetti di cui sopra sono nuovamente tenuti a richiedere la licenza in questione, a decorrere dal 30 giugno 2019 (data di entrata in vigore della L. n. 58/2019).

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha provveduto a ripristinare il modello di “Denuncia di attivazione esercizio di vendita di prodotti alcolici assoggettati ad accisa e istanza per il rilascio della licenza di esercizio (art. 29, commi 2 e 4 e art. 63, comma 1 del D.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504)”, senza emanare al momento ulteriori indicazioni operative in merito.

Viene ripristinato il precedente modello senza fare cenno alla modifica apportata dall’art. 13-bis della L. n. 58/2019, che – a decorrere dal 30 giugno 2019 – ha modificato il comma 2 dell’art. 29 del D.lgs. n. 504/1995, reintroducendo la licenza in questione.
A tutt’oggi non risulta che alcuna autorità pubblica abbia provveduto a diramare indicazioni in merito.

Per accedere alla pagina dedicata del sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e scaricare il modulo clicca qui.

Per scaricare il testo della nota dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. RU113015/2017 clicca qui.

È intenzione della CNA, una volta ridefinito il quadro istituzionale, di proporre una modifica reintroducendo la SEMPLIFICAZIONE in materia di esercizi di vendita di prodotti alcolici assoggettati ad accisa, così come era stata modificata dall’articolo 1, comma 178, della legge 4 agosto 2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), prevedendo anche l’esonero dalla tenuta del registro di carico e scarico.

Dal primo luglio 2019 accisa ridotta per i birrifici artigianali

Istruzioni delle Dogane per la trasmissione telematica dei dati

L’Agenzia delle Dogane ha reso noto con la nota inviata alla CNA,  n. 84845 del 24 luglio 2019 (pubblicata il 29 luglio 2019 e in allegato) le istruzioni in tema di digitalizzazione delle accise e obbligo di trasmissione telematica dei dati delle contabilità dei depositari autorizzati che esercitano l’attività di microbirrifici.

La nota stabilisce che gli operatori che non intendono avvalersi dell’agevolazione prevista dal decreto sui microbirrifici del 4 giugno 2019, dopo aver proceduto all’aggiornamento dei dati della licenza, dovranno utilizzare il tracciato ALCODA previsto per i depositari autorizzati del settore prodotti alcolici.

L’Agenzia delle Dogane ha emanato le istruzioni in tema di digitalizzazione Accise e obbligo di trasmissione telematica dei dati delle contabilità dei depositari autorizzati esercenti “Microbirrifici”, per consentire la gestione del periodo transitorio in attesa della Determinazione dell’Agenzia Dogane e Monopoli.

In particolare, a seguito della pubblicazione (in data 14 giugno 2019) del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 4 giugno 2019 e della circolare n. 4 del 28/06/2019, che abbiamo già provveduto ad inviare, con la nota n. 84845 del 24 luglio 2019, le Dogane hanno chiarito che:

gli operatori che opteranno per la licenza come Microbirrificio o Piccola birreria nazionale dovranno continuare ad utilizzare il tracciato ALCOMB limitatamente ai tipi record A – Dati di controllo, E – Riepilogo dell’accisa ed R – Ravvedimento.

Il tipo record C non dovrà essere più utilizzato.

La segnalazione “42 – Importo non congruente con dati giornalieri/crediti e riaccrediti”, fino all’eliminazione del relativo controllo, non dovrà essere presa in considerazione;

-gli operatori che non intendono avvalersi dell’agevolazione prevista dal DM 04/06/2019, dovranno utilizzare, dopo aver proceduto con l’aggiornamento dei dati della licenza, il tracciato ALCODA previsto per i depositari autorizzati del settore prodotti alcolici. 

GELATO – Il grande business dolce

Nel 2018 il giro d’affari del gelato artigianale italiano ha toccato quota 2,7 miliardi di euro. Ma la crescita in valore di questo mercato viaggia ormai a un ritmo del 10 per cento annuo. Ed è probabile quindi che quest’anno il fatturato del settore possa arrivare, se non superare addirittura, ai tre miliardi. Con un enorme impatto sulla filiera agro-alimentare, grazie al previsto acquisto di circa 240mila tonnellate di latte, 70mila tonnellate di zucchero, 23mila tonnellate di frutta fresca e 32mila tonnellate di altri prodotti, spesso eccellenze tricolori, quali il pistacchio di Bronte e le nocciole di Piemonte, Lazio e Campania, le mandorle siciliane e i limoni delle Costiere sorrentina e amalfitana.

Questo il risultato della ricerca condotta da CNA Agroalimentare.

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PIZZA PISA FESTIVAL – Esiti del Premio Trofeo San Ranieri Contest

A trionfare è stata… la pizza!

In attesa della seconda ed ultima serata di questo primo PizzaPisaFestival, durante la giornata i maestri pizzaioli si sono sfidati nel contest ‘Trofeo San Ranieri Miglior Pizza’; e scatenati nel preparare impasti morbidi, perfettamente lievitati, rapidi da cuocere e croccanti al punto giusto, da sciogliere in bocca arricchiti da una sfrenata varietà di condimenti uno più ghiotto ed originale dell’altro.

A testimoniare la ricchezza e la varietà delle pizze in gara fra i venti pizzaioli che si sono iscritti al Contest pisano, oltre alla giuria sono stati i non pochi appassionati che hanno assistito alle due mattinate dedicate alla gara che hanno potuto assaggiare gli ‘spicchi’ che non erano serviti alla giuria per assegnare i punteggi. Con una apposita scheda voto infatti i giurati dovevano dare un voto da 1 a 10 all’aspetto, al profumo, all’impasto, alla cottura all’equilibrio fra gli ingredienti ed anche ad un aspetto poco indagato nel mondo dei professionisti della pizza, ovvero l’arte di saper raccontare il proprio prodotto ed il proprio lavoro a coloro che la pizza si accontentano di… mangiarla.

Giuria in grande imbarazzo nel selezionare i migliori prodotti per la bravura di tutti i contendenti E voti altrettanto in equilibrio con pochi punti di scarto fra i concorrenti.

A decidere quindi sono stati pochissimi dettegli. Ma la graduatoria. si sa, ad un certo punto va compilata ed ecco i verdetti. A premiare i vincitori l’assessore Rosanna Cardia del Comune di Pisa, il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli, il vicepresidente CNA Pisa Marco Ammannati.

Diego Boni vincitore del premio per il miglior utilizzo prodotti territorio; Antonio Boscolo ha ricevuto il Premio per il miglior impasto ed anche quello per il 3 posto assoluto, mentre al secondo posto si è piazzato Antonio Buonaugurio (con la sua pizza al Caciocavallo ‘apPisa’, con il gioco di parole fra appeso -in gergo partenopeo- come deve essere un caciocavallo come si deve) e naturalmente l’omaggio alla città ospitante. Infine al primo posto si è piazzato Manuel Maiorano che si è meritato il premio più ambito, ‘nonostante’ la giovane età e la tutto sommato non lunga esperienza, come ha detto il presidente di Giuria Luigi Ricchezza. Oltre alla soddisfazione i vincitori si portano a casa (con un po’ di fatica!) un totale di 750 chili di farina offerta da Grandi Mulini Italiani ed anche un cesto con i prodotti del territorio Pisano del consorzio Toscana Sapori. E stasera aperti gli stands fino a tardi per aspettare anche gli spettatori della attesa partita del Pisa contro la Triestina per il turno di andata della finale di Play off per la promozione in serie B.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)