INDAGINE – Giovane imprenditore? Dicci la tua

Sei una imprenditrice o un imprenditore con meno di 40 anni?
CNA Giovani Imprenditori
 ha promosso una indagine fra gli under 40 per analizzare le principali motivazioni che spingono i giovani ad abbracciare l’attività imprenditoriale.

In particolare, vogliamo mettere in luce come il “fare impresa” può consentire di migliorare il proprio benessere economico e la propria soddisfazione personale.

Tempo stimato per compilare il questionario è di circa 5 minuti! 

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FATTURA ELETTRONICA – Prorogare il regime transitorio per tutto il 2019

“Quattordici imprese su cento usano ancora la carta per redigere le fatture. Consegnandole, in un secondo momento, agli intermediari per farle trasformare in fatture digitali, come prevede la norma entrata in vigore il primo gennaio. Una rivoluzione che, evidentemente, non si può compiere dalla sera alla mattina”. Lo si legge in un comunicato della CNA.

“Da una nostra recente indagine tra le sedi operative territoriali che assistono i contribuenti nell’emissione delle fatture elettroniche – prosegue la nota – è emerso che sono, tutto sommato, accettabili i problemi di dialogo con lo Sdi, il sistema di interscambio dell’Agenzia delle entrate che invia e riceve le fatture”.

“Esistono problemi di altra natura, però, e sono gravi – continua il comunicato – Il termine di dieci giorni previsto per emettere e trasmettere le fatture è insufficiente. La normativa appare poco idonea al passaggio al fisco digitale, creando difficoltà nel rispetto dei tempi degli altri adempimenti fiscali di routine, e fa sorgere problemi operativi.  Serve perciò una proroga, valida per tutto il 2019, del periodo transitorio sui termini di emissione e registrazione delle fatture elettroniche. I tempi – conclude la nota della CNA – non sono maturi per arrivare in breve al regime definitivo”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

CONVEGNO – Uno sguardo al futuro. Pisa, le sue eccellenze e la Toscana costiera

Venerdì 29 Marzo 2019 – Ore 9,30 -13

Presso La Camera di Commercio di Pisa (Piazza Vittorio Emanuele II, 5 – Pisa)

TAVOLA ROTONDA

Introduce Matteo Giusti – Presidente CNA Pisa

Michele Conti – Sindaco di Pisa
Paolo Mancarella – Rettore Università di Pisa
Valter Tamburini – Presidente Camera di Comercio di Pisa

Modera Luigi Vicinanza – Direttore de Il Tirreno

Al termine seguirà aperitivo e pranzo a buffet

Uno sguardo al futuro, ovvero come mettere davvero a frutto le eccellenze di Pisa punto di riferimento naturale per la Toscana Costiera. La CNA di Pisa, in collaborazione con la Camera di Commercio di Pisa, ha organizzato per il prossimo venerdì 29 marzo dalle ore 9.30 alle 13, un Convegno incentrato sullo sviluppo e la crescita dell’area Pisana dal titolo “Uno sguardo al futuro: Pisa, le sue eccellenze e la Toscana Costiera”.

Per ragionare del tema il Presidente della CNA Matteo Giusti ha messo intorno al tavolo alcuni protagonisti indiscussi del territorio: il Sindaco di Pisa Michele Conti, il Presidente della Camera di Commercio, Valter Tamburini, il Rettore dell’Università di Pisa, Paolo Mancarella.

A condurre il dibattito sarà il Direttore del quotidiano Il Tirreno, Luigi Vicinanza.

matteo-giusti-presidente-cna-pisa“A noi interessa far emergere idee e visioni di medio e lungo periodo” così il Presidente CNA Matteo Giusti introduce il tema dell’appuntamento “vogliamo mettere a fuoco dei temi che saranno i fili conduttori dello sviluppo del territorio pisano ed in generale della Toscana Costiera per cui Pisa è un punto di riferimento naturale su molti aspetti: geografico, culturale, snodo infrastrutturale, polmone ambientale ed altro ancora. Il nostro è un territorio che deve avere al centro della sua visione la conoscenza prodotta dall’Università e dai centri di ricerca. E che da questa conoscenza deve essere più capace di trarne benefici diretti e indiretti e di saper creare economia. E così la vision in parte da costruire, ma in parte già sedimentata, non può prescindere dalla verifica e dal complemento delle dotazioni infrastrutturali: quelle tradizionali (autostrade, strade, ponti, ferrovie, interporto, aeroporto), e quelle innovative (reti, fibra, mobilità green). E dobbiamo insieme (istituzioni e parti sociali) anche individuare verso quali direttrici concentrare gli sforzi. Le idee di sviluppo devono essere delineate per tempo e per farlo ogni attore del territorio deve poter dire la sua e fare la sua parte. Dal turismo alle nuove tecnologie, all’innovazione sempre più spinta ed efficace per le manifatture come meccanica, moda, pelle, legno, così come per il settore ICT, sono molte le aree di miglioramento che i prossimi anni sono destinati a realizzare. Noi ci metteremo le nostre con la forza e la credibilità di una grande associazione di imprese che ha sempre fatto della propria capacità di proposta, il principale strumento di rappresentanza e l’incontro di venerdì segna una tappa importante”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

MORTO CHEF LUCIANO ZAZZERI – Addio Luciano

“In questa foto è l’ultima volta che ci siamo visti ( in occasione del Giardino degli Antichi Sapori della scorsa primavera) e abbiamo potuto ascoltare le tue idee sulla cucina e assaggiare i sapori del mare che tanto amavi.”
 
Ci lascia una grandissima persona, cordiale con tutti e amato da tutti, che amava la sua terra e la sua cucina. Addolora la prematura scomparsa di Luciano Zazzeri.
(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Rete Imprese Italia: “Fisco troppo burocratico”

Rete Imprese Italia: “Fisco troppo burocratico: 238 ore l’anno per pagare le imposte. Via complessità e oneri”

“Oggi l’Italia, oltre ad essere in testa nell’Ue per la pressione fiscale, mantiene il record negativo anche per la burocrazia fiscale: per pagare le tasse servono 238 ore l’anno, 79 ore in più rispetto alla media dei Paesi Ocse. Ridurre le complessità e il peso degli oneri fiscali è condizione fondamentale per accompagnare lo sviluppo delle imprese. Il sistema fiscale italiano è farraginoso e barocco, una vera e propria giungla: va ripensato anche in funzione del tessuto economico del Paese composto per il 98 per cento da micro e piccole imprese”.

Lo ha sottolineato Rete Imprese Italia nel corso dell’Audizione conoscitiva sul processo di semplificazione del sistema tributario presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

Secondo i rappresentanti di Rete Imprese Italia la semplificazione del sistema tributario non può limitarsi ad interventi spot ma deve basarsi su alcuni capisaldi: il riordino in testi unici di tutte le disposizioni fiscali per tipologia di soggetto, la stabilità delle disposizioni che impongono adempimenti fiscali, la non retroattività delle disposizioni tributarie e la “costituzionalizzazione” dello Statuto del contribuente, l’accorpamento dei tributi che fanno riferimento alla medesima base imponibile, come  IMU e TASI e IRAP.

Inoltre, a giudizio di Rete Imprese Italia, dopo che con il passaggio dalla fatturazione cartacea a quella elettronica le imprese hanno dimostrato capacità di adattamento alle innovazioni tecnologiche che permettono un controllo puntuale delle singole posizioni dei contribuenti, tocca al ora Fisco mostrare analogo impegno abrogando o rimodulando una serie di norme che, nel corso degli ultimi anni, hanno creato danni finanziari alle imprese. Il riferimento è al regime IVA dello split payment e del reverse charge e alla ritenuta applicata sui bonifici che danno diritto a detrazioni d’imposta.

Ddl Sviluppo – “Occorrono misure per la crescita e per ridare fiducia alle piccole imprese”

Lo dichiara il presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino, a margine dell’incontro tenuto oggi al ministero dello Sviluppo economico  tra le associazioni d’impresa e il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio.

“CNA ha sollecitato il governo a definire i contenuti dell’annunciato disegno di legge rivolto alle piccole imprese per facilitare la crescita, tutelare il Made in Italy, favorire l’internazionalizzazione e i nuovi strumenti di finanza. Va rapidamente contrastata la tendenza negativa dell’economia e recuperata la fiducia delle imprese. CNA ha sollecitato, inoltre, l’attenzione alla manifattura e al rilancio degli investimenti pubblici”.

Rete Imprese Italia – “No al salario minimo orario”

Rete Imprese Italia è contraria alle proposte di legge finalizzate a introdurre un salario minimo per legge perché colpirebbe la contrattazione collettiva provocando un’alterazione degli equilibri economici e negoziali faticosamente raggiunti e finirebbe per penalizzare proprio i lavoratori. Ciò senza peraltro riuscire a combattere il fenomeno del lavoro nero né a risolvere la questione dei working poor. Il giudizio è stato espresso il 12 marzo durante l’audizione sulle proposte di legge in tema di salario minimo orario presso la Commissione lavoro del Senato.

Per Rete Imprese Italia la contrattazione collettiva, che copre praticamente la quasi totalità dei lavoratori, è in grado di garantire trattamenti economici in linea con le situazioni economiche di mercato dei singoli settori e coerenti con le qualifiche dei lavoratori e l’andamento della produttività dei diversi comparti. L’introduzione di un salario minimo legale è improponibile poiché, nel caso in cui fosse inferiore a quello stabilito dai contratti collettivi ne favorirebbe la disapplicazione e, nel caso in cui fosse più alto, si creerebbe uno squilibrio nella negoziazione degli aumenti salariali. In entrambi i casi il risultato sarebbe un peggioramento delle condizioni dei lavoratori.

Inoltre, rileva Rete Imprese Italia, il salario minimo per legge vanificherebbe gli sforzi della contrattazione collettiva per individuare soluzioni alle mutevoli esigenze organizzative e di flessibilità delle imprese e rischierebbe di colpire tutele collettive e sistemi di welfare integrativi in favore dei dipendenti, come quelli applicati nei settori dell’artigianato, Pmi e del terziario. E’ il caso dei contratti collettivi sulle prestazioni bilaterali che determinano vantaggi economici per i dipendenti ben superiori alla sola quota di contribuzione.

Secondo Rete Imprese Italia, la priorità consiste nell’evitare la proliferazione di ‘contratti pirata’ sottoscritti da Organizzazioni prive di rappresentatività e non presenti nel Cnel, che generano dumping contrattuale e determinano l’applicazione di salari non congrui rispetto a quelli dei contratti collettivi stipulati dalle Organizzazioni realmente rappresentative.

(Fonte: Ufficio Stampa Rete Imprese Italia)

CONVEGNO – Il Gelato ieri, oggi e domani

Giovedì 21 Marzo alle ore 16.00 presso la Sala Pacinotti della Camera di Commercio di Pisa 

La CNA di Pisa promuoverà una speciale tavola rotonda alla quale parteciperanno nomi noti dell’arte gelatiera, chef stellati, docenti universitari del settore alimentare e giornalisti del settore agroalimentare. La discussione toccherà vari aspetti: dal boom che il prodotto gelato ha avuto e lo sviluppo che ne ha comportato negli ultimi anni, alle scelte che una gelateria deve compiere, fino a trattare l’aspetto nutrizionale dell’alimento.

DOVE
L’incontro si terrà all’interno della Sala Pacinotti M.A.C.C. della C.C.I.A.A. di Pisa con inizio alle ore 16.00

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PROGRAMMA

Saluti iniziali
Mirko Della Vecchia – Presidente CNA Alimentare Nazionale
Valter Tamburini – Presidente della CCIAA di Pisa)

Tavola Rotonda
Professor Gianpaolo Andrich – Università di Pisa
Luigi Biagioni – Maestro Gelatiere
Gabriele Rotini – Responsabile CNA Alimentare nazionale
Luca Landi – Chef stellato
Sergio Dondoli – Maestro Gelatiere
Gianfrancesco Cutelli – Maestro gelaterie

Conclusioni
Matteo Giusti – Presidente CNA Pisa
Marco Morelli – Presidente CNA Agroalimentare di Pisa

Modera
Claudio Mollo – Giornalista ed esperto enogastronomico

Per maggiori informazioni si prega di rivolgersi a Sabrina Perondi
Tel 050-876580 Email perondi@cnapisa.it

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8 MARZO – Nonostante le difficoltà, le imprese al femminile hanno una marcia in più

Le donne sono una componente sempre più dinamica della società e dell’economia italiana. E nella propensione all’imprenditorialità procedono con maggior scioltezza degli uomini, nonostante le tante difficoltà patite quotidianamente. Lo sottolinea l’indagine su “L’imprenditoria femminile in Italia”, condotta dal Centro studi CNA.

Tre milioni gli incarichi al femminile nelle imprese

Lo studio rileva che, nel nostro Paese, sfiorano ormai i tre milioni gli incarichi  di vertice affidati a donne. Per la precisione, sono 2.827.515, il 26,7% del totale nazionale. Disaggregando questo dato complessivo, emerge che i ruoli di amministratore ammontano a 1.124.799, a 840.889 quelli di titolare d’impresa, a 620.572 quelli di socie e a 241.418 le altre cariche.

Donne in crescita spinta

Tra il 2017 e il 2018 i ruoli apicali tenuti dalle donne sono cresciuti dell’1%, più di quanto hanno fatto i colleghi maschi: nel loro caso, infatti, l’incremento si è fermato allo 0,4%. Tra le diverse tipologie di ruolo è rilevante l’exploit degli amministratori donne, che hanno surclassato i colleghi: la loro crescita l’anno scorso è stata del 3,1% contro il +1,7% della componente maschile.

Sanità e assistenza sociale sempre più “rosa”

I settori nei quali l’incidenza femminile è aumentata in maniera più marcata sono le attività sanitarie e di assistenza sociale (+9,9%), l’istruzione (+6,1%), le attività legate alla fornitura di energia elettrica, gas e aria condizionata (+5,6%), le attività di trasporto e magazzinaggio (+4,5%) e quelle di noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese (+4,2%).

Le lavoratrici indipendenti

L’indagine del Centro studi CNA ha spaziato naturalmente anche tra le lavoratrici indipendenti.  In totale sono 1,4 milioni, pari al 14,6% dell’occupazione complessiva nel nostro Paese.

Un aspetto da rilevare è che per molte donne italiane, a differenza degli uomini,  operare sul mercato del lavoro come lavoratrici indipendenti risulta una opzione non semplice e, talvolta, obbligata.

Quando viene richiesto quali siano state le motivazioni che hanno portato a intraprendere la via del lavoro indipendente, il 12,5% delle donne intervistate indica l’impossibilità di trovare un lavoro dipendente e l’8,1% la volontà di disporre di orari flessibili per coniugare al meglio casa e lavoro.

Per gli uomini questi valori risultano più bassi (rispettivamente 9,5% e 7,4%). Inoltre la scelta di diventare indipendenti appare per gli uomini molto meno problematica, basti dire che il 26,1% di essi ha abbracciato il lavoro indipendente avendo l’opportunità di subentrare nell’attività imprenditoriale mentre tra le donne questa motivazione è indicata meno frequentemente (19,8%).

Atro fattore interessante è che in Italia le lavoratrici indipendenti tendono a lamentarsi meno dei loro colleghi maschi, nonostante che appena il 12,2% delle lavoratrici indipendenti dichiari di non incontrare particolari problemi nell’attività quotidiana. Una quota superiore solo a quella della Grecia.

I fattori di ostacolo

Tanti sono i fattori di ostacolo. Tra questi vi è ovviamente la difficoltà di conciliare gli impegni famigliari con la vita professionale e il persistere di opportunità di guadagno economico non soddisfacenti se considerate sia in termini assoluti che rispetto a quelle maschili. Spesso burocrazia e difficoltà di conciliazione sono le cause di discontinuità lavorativa, che si aggiungono a problemi economici legati a pagamenti mancati o in ritardo e ad una fragilità economica diffusa.

Tuttavia, nonostante abbiano di fronte ostacoli ogni giorno, le lavoratrici indipendenti italiane esprimono un grado di attaccamento alla loro attività tra i più alti d’Europa dichiarandosi soddisfatte della propria attività per il 52% del totale, a testimonianza del desiderio naturale e profondo  di autonomia ed emancipazione ormai ingenerato dalla parità di accesso agli studi. Una percentuale seconda in Europa solo al Regno Unito, dove però il gender gap risulta essere molto più ridotto.

LEGGI LO STUDIO: STUDIO CNA sull’imprenditoria femminile

CNA – La recessione inizia a colpire artigiani e piccole imprese

La recessione in cui è incappata l’economia italiana comincia a ripercuotersi anche tra gli artigiani, le micro e le piccole imprese. Certamente sul fronte delle assunzioni: a gennaio registrano un calo del 16,8% su base annua. Una diminuzione tanto drastica quale non si vedeva dal 2016.

Lo rileva l’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente le tendenze dell’occupazione su un campione di quasi 20mila imprese associate con circa 140mila dipendenti.

Complessivamente, a gennaio 2019 l’occupazione nel campione è cresciuta dell’1,4%, un incremento consistente ma sensibilmente inferiore al +1,9%  di gennaio 2018. Di conseguenza, anche l’aumento tendenziale (+2,8%) si è ridotto di quasi un punto nell’arco di dodici mesi (+3,7%). Un rallentamento addebitabile appunto al forte calo delle assunzioni (-16,8%). Solo il crollo delle cessazioni (-22,7%) ha compensato questa tendenza negativa delle assunzioni e permesso la crescita dell’occupazione.

La forte diminuzione delle assunzioni ha riguardato tutte le tipologie contrattuali (lavoro intermittente escluso) con il picco del -25,9% nei contratti a tempo determinato. Sulla stessa falsariga l’andamento delle cessazioni, dove il calo più rilevante si è, però, verificato nei contratti a tempo indeterminato (-30,9%).

Il combinato disposto dei dati relativi ad assunzioni e cessazioni conferma una tendenza in atto da alcuni mesi: il costante andamento negativo dei contratti a tempo indeterminato si è arrestato. La quota sul totale è risalita al 62,5%, mentre i contratti a tempo determinato sono al 24%, l’apprendistato al 10,4% e il lavoro intermittente al 3,1%.

LEGGI L’OSSERVATORIO COMPLETO: osservatorio-lavoro-gennaio-2019

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)