OCCHIO A LA FONTINA – Progetto di videosorveglianza per l’area produttiva

In collaborazione con forze dell’ordine e Comune di San Giuliano Terme

Subito un sistema di videosorveglianza a La Fontina per contribuire a migliorare la sicurezza della zona dove sono insediate circa 300 imprese. È attorno a questa idea, apparentemente scontata, che CNA di Pisa, Comune di San Giuliano Terme e Polizia Municipale intendono lavorare insieme per contrastare il fenomeno dei furti che colpiscono l’area produttiva tra San Giuliano e Pisa.

cna-pisa-occhioa-la-fontinaLa CNA si è fatta promotrice insieme a molte imprese della zona in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di San Giuliano Terme di una iniziativa che parte dalla disponibilità dal basso delle imprese presenti in zona e che può essere anche un modello da seguire in altre zone produttive. Alla presentazione del progetto, cui hanno aderito gli istituti di credito presenti in zona, hanno partecipato i titolari delle rispettive filiali il dottor Simone Russo della Bcc Pisa e Fornacette e il dottor Massimiliano Antonelli della Bcc Pescia e Cascina ed anche Chianti Banca ha promesso la sua adesione. Presenti anche diverse imprese ma soprattutto vasti consensi sono già stati manifestati verso il progetto.

PARTECIPA E VERSA IL TUO CONTRIBUTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA (vedi in fondo alla pagina le indicazioni)

Il presidente Area Pisana CNA Francesco Oppedisano ha introdotto la presentazione specificando che “abbiamo chiamato ‘Occhio a La Fontina’ il progetto per dotare nel minor tempo possibile, la zona di un sistema organico a capillare di videosorveglianza pubblica da realizzarsi a spese delle imprese presenti e di coloro che volontariamente vorranno aderire. Le Forze dell’Ordine non possono fare tutto da sole e con la operatività garantita da una sistema di videosorveglianza che copre tutta l’area produttiva si può significativamente elevare il livello di sicurezza e di potenziamento delle reali possibilità di intervenire con tempestività ed efficacia mettendo a sistema i singoli impianti”.

“Anche l’Area Produttiva de La Fontina così come altre aree che ospitano attività e imprese, sono spesso vittime di furti e danneggiamenti da parte di malintenzionati e delinquenti che provocano danni sia materiali che economici, di tempo e psicologici – ha osservato il sindaco Sergio di Maio -Per arginare il fenomeno dei furti – su tutti – ma anche di altre azioni criminose, può risultare una risposta efficace installare un adeguato impianto pubblico di videosorveglianza che possa monitorare tutti gli ingressi all’area produttiva che si aggiunga agli impianti privati. Vogliamo fortemente che possa contribuire in modo incisivo a mettere in sicurezza l’intera area, sia per la parte destinata alle attività produttive che residenziale. Per i tempi e le risorse che abbiamo non potremmo garantire un intervento con la rapidità necessaria. Ben venga, pertanto, questo progetto, che salutiamo con favore e che sosteniamo e sosterremo convintamente”. “Per realizzare questa idea – ha spiegato ancora il presidente CNA Matteo Giusti – crediamo che occorra anche in questa circostanza ritrovare il senso più profondo della nostra comunità cercando di fornire ognuno un contributo libero e volontario per poter realizzare in tempi rapidi un impianto comune di video sorveglianza gestito dall’Amministrazione Comunale e dalle Forze dell’Ordine”.

“L’impianto è stato pensato – ha spiegato l’autore del progetto l’Ing. Michele Profeti della Promi Sicurezza – per tenere costantemente (h 24 per 365gg/anno) sotto controllo tutte le vie di ingresso e uscita da La Fontina –  e si compone di almeno 9 telecamere di vario genere alcune delle quali di ultima generazione e con un sistema evoluto di ricerca immagini e risponde in pieno a tutte le norme vigenti in materia di privacy e per la fornitura di prove documentali ufficiali a supporto di azioni investigative ed eventuali indagini. L’impianto coprirà anche buona parte della zona residenziale e se le adesioni dovessero risultare sufficienti è possibile realizzare ulteriori potenziamenti e posizionare ulteriori telecamere che specie con al disponibilità dei titolari degli immobili se posizionati in modo da essere alimentati con energia elettrica ci permette di risparmiare sulla dotazione di batterie e pannelli fotovoltaici, che sono invece necessari se posizionati dove non è disponibile l’energia elettrica”.

PARTECIPA E VERSA IL TUO CONTRIBUTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA

Per raggiungere la cifra necessaria è necessario che ogni ditta presente possa versare una offerta commisurata alla propria capacità contributiva.

I versamenti possono essere fatti sul conto corrente con Bonifico bancario intestato a CNA, sulla Banca Monte Dei Paschi Di Siena, Ag. N. 4 di Pisa,
IBAN IT50L0103014010000000248624

Con la apposita causale che abbiamo creato per l’occasione progetto “Occhio a La Fontina” o anche in tutte le filiali bancarie presenti in zona (Bcc Pisa e Fornacette, Bcc Cascina e Pescia; Bcc Chianti) oppure tramite contributi volontari espressamente dedicati al progetto direttamente presso la sede CNA in via Carducci, 39 (a La Fontina).

LEGGI GLI ARTICOLI REALIZZATI SU LA NAZIONE E IL TIRRENO: 
LA NAZIONE – Occhio La Fontina
LA NAZIONE2 – Occhio La Fontina

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

REVTECH – Il 4.0 per le PMI appuntamento a Poteco

R.E.V.TEC.h 4.0 foRmazione imprenditorialE riVolta alle TECNologie 4.0

Quando?
29 GENNAIO 2019 ORE 9.00 

Dove?
Sede POTECO VIA SAN TOMMASO,119/121/123 S. CROCE Sull’ARNO PI

Scopri il programma 

Ore 9,00 – Registrazione ed accoglienza

Ore 09,30 – Intervengono
Francesca Ciampalini – Dir. Forium Sc
Giuseppe Anastasi – Dir.Dip. di Ing. dell’Informazione UNIPI
Chiara Di Sacco – Digital Innovation Hub Cna Pisa
Roberto Vago – Dipartimento Tecnologico di ASSOMAC

Ore 11,00 Coffe break

Ripresa lavori

Tiziana Lombardo – Esperienze I. 4.0

Simona Vezzi – Esperienze I. 4.0

Francesco Facchini – Sts network

Marlene Sotomayor – Finart Cna

Domande e approfondimenti

Ore 13,00 Pausa pranzo

Ore 14,00 Incontri con speakers da parte dei beneficiari

Scarica ora il programma dettagliato dell’evento 👉 revtech4.0-evento-santa-croce-pisa

VIADOTTO E45 – Affrontata l’emergenza ora decisivi i risarcimenti e l’istituzione dell’Archivio nazionale delle strade

“CNA Fita chiede al Governo che, oltre a garantire risarcimenti e aiuti a imprese e cittadini penalizzati dalla chiusura di un tratto della superstrada E45, promuova la realizzazione dell’Archivio nazionale delle strade al fine di permettere, in questo e in altri casi simili, la conoscenza  dello stato e delle caratteristiche di eventuali percorsi alternativi, garantendone nel contempo la transitabilità immeditata in caso di eventi imprevisti”. Lo dichiara il presidente di CNA Fita, Patrizio Ricci.

“Il Governo ha affrontato urgentemente il problema della E45 – sottolinea – ma si è scoperto che molti dei percorsi alternativi hanno bisogno di essere adeguati ai nuovi flussi di traffico, in particolare il vecchio tracciato della Statale Tiberina 3bis, da tempo impraticabile per uno smottamento. Prima di poterlo fare passeranno mesi, arrecando ulteriori, pesantissimi danni alle imprese, ai cittadini e all’economia, non solo locale”.

“La E45, però, rappresenta solo la punta di un iceberg. Eppure – ricorda – da oltre trent’anni il Codice della strada, all’articolo 226, prevede l’istituzione dell’Archivio nazionale delle strade, che tra l’altro stabilisce gli obblighi a carico degli enti proprietari delle singole vie. Un impegno evidentemente disatteso – conclude Ricci – al quale è arrivato il momento di adempiere con celerità”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

PROGETTO VIDEO SORVEGLIANZA – Occhio a La Fontina – sondaggio

Partecipa al sondaggio online di CNA Pisa sulla percezione della sicurezza nell’Area de La Fontina

CNA Pisa, insieme al Comune di San Giuliano Terme, sta lavorando ad un progetto di videosorveglianza dell’area, dopo i numerosi casi di furti che si sono verificati negli ultimi mesi.

Cosa ne pensi tu? 
Diccelo rispondendo alle domande del sondaggio sulla sicurezza CLICCANDO QUI (solo 3 minuti!)

Il 30 gennaio alle ore 11 verrà presentato il progetto presso la sede di CNA Pisa

Di cosa si tratta?
“Occhio a La Fontina” si chiama il progetto per dotare nel minor tempo possibile un sistema organico a capillare di videosorveglianza pubblica da realizzarsi a spese delle imprese presenti e di coloro che volontariamente vorranno
aderire. Le Forze dell’Ordine non possono fare tutto da sole e con la operatività garantita da una sistema di video sorveglianza che copre tutta l’area produttiva si può significativamente elevare il livello di sicurezza e di potenziamento delle reali possibilità di intervenire con tempestività ed efficacia.

APPALTI – Intesa Regione, ANCI, Associazioni di categoria, sindacati per valorizzare lavoro e imprese

Un protocollo sugli appalti, per un sistema che tuteli insieme qualità del lavoro e delle imprese. L’ha firmato oggi la Regione Toscana con Anci, l’associazione dei comuni della regione, le associazioni di categoria (Ance, CNA, Confcoperative, Legacoop, Agci, Confartigianato edilizia) e i sindacati (Cgil, Cisl e Uil). Per CNA Toscana ha siglato il protocollo il presidente Andrea Di Benedetto; insieme a lui il portavoce regionale del settore edilizia, Giuseppe Comanzo, e il coordinatore dell’Unione CNA Costruzioni Toscana, Antonio Chiappini.

“Con questa intesa  – ha spiegato l’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli – vogliamo migliorare la qualità dei servizi pubblici erogati, garantire l’occupazione, i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, favorire la trasparenza nelle procedure di gara e rafforzare il contrasto ai fenomeni di illegalità e concorrenza sleale a salvaguardia delle imprese che operano nel rispetto dei contratti nazionali e delle legge. Con questo atto si premiano sia le imprese che investono sulla qualità del lavoro, sia i lavoratori che vedono migliorare tutele e condizioni di lavoro”.

Il percorso che sfocia nella firma di questo protocollo nasce dalla constatazione, condivisa, dell’importanza del mercato degli appalti, che attiva circa il 5% del PIL regionale e della necessità di adeguarsi ai cambiamenti in corso nel settore, nonché dalla volontà comune di mettere sempre di più al centro la qualità del lavoro e dell’impresa.

“Le gare d’appalto – ha detto l’assessore Bugli – se non ben regolamentate e gestite, rischiano di trasformarsi in una corsa al ribasso sui costi della manodopera, sui costi della sicurezza e della tutela della salute sul lavoro, sulla qualità dell’opera e dei servizi messi a gara. Tutto questo, soprattutto in periodi di crisi economica, rischia di mettere ai margini le imprese più corrette e attente alla qualità del lavoro e ai diritti dei lavoratori”. “Non a caso la firma di questo protocollo – ha continuato l’assessore – arriva adesso, dopo l’approvazione a dicembre del bilancio della Regione, che prevede nel triennio 2019-2021 un miliardo di investimenti, metà dei quali concentrati sul 2019. In tal modo si cerca di rilanciare la nostra economia, che a livello nazionale è giudicata in stagnazione e per taluni addirittura in recessione. Per farlo la leva fondamentale sono gli investimenti e per la Regione essere anche soggetto aggregatore comporta avere la possibilità di procedere a effettuare, a livello toscano, una grande mole di acquisti, ora concentrata sostanzialmente su Consip”.

Il protocollo dovrà essere tradotto a breve in nuove norme e linee guida per la realizzazione delle procedure.

Le novità del protocollo

L’intesa firmata oggi introduce alcune novità. Fra queste, il Durc di congruità, ovvero l’inserimento nel documento di regolarità contributiva (Durc) che deve essere acquisito nella fase di esecuzione del contratto, di una ulteriore verifica della congruità fra numero dei lavoratori dichiarati e versamenti contributivi per contrastare il lavoro sommerso ed irregolare.

Viene poi rafforzata la clausola sociale, che introduce criteri di premialità soprattutto per gli appalti di servizi, per favorire il  riassorbimento della manodopera da un’azienda all’altra.
Per favorire la partecipazione delle piccole imprese alle gare viene poi rafforzato l’obbligo a suddividere la gara di appalto in lotti di dimensione adeguata e si introducono premialità per favorirne la presenza nei raggruppamenti di micro e piccole imprese. Nei casi in cui la stazione appaltante decidesse di restringere il numero delle imprese che partecipano alle gare attraverso un sorteggio, si propone di prevedere con una norma regionale la possibilità riservare una quota del 50 per cento ad aziende con sede legale ed operativa in Toscana.

Ma non è tutto. L’Osservatorio regionale sugli appalti si impegna, nell’ambito del rapporto annuale sull’andamento del mercato, a fornire dati relativi ad eventuali situazioni anomale.
Inoltre, si introduce nelle gare il patto di integrità,  e si vuole garantire con l’anonimato, la tutela del  dipendente pubblico che segnala l’esistenza di illeciti di cui sia venuto a conoscenza.

Qualche dato sugli appalti in Toscana

La spesa pubblica veicolata attraverso le gare per l’affidamento di lavori o per la fornitura di beni servizi rappresenta un fattore importante per la crescita della Toscana. Secondo gli ultimi dati disponibili (Irpet, 2017), il numero delle procedure di gara di importo superiore ai 40 mila euro è stato pari a 9.101, 887 in più rispetto al 2016. In particolare sono state fatte 2.590 gare di appalto per lavori, 3.606 per servizi, 1.194 per forniture sanitarie, 1.711 per forniture non sanitarie.

Gli importi messi a gara sono stati in tutto pari a 6,1 miliardi (nel 2016 erano stati 4,9). Di questi 1.578 euro sono stati affidati per lavori, 2.810 euro per servizi, 392 mila per forniture non sanitarie e 1.294 per forniture sanitarie.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Toscana)

MATERA – CNA apre una vetrina nel cuore della capitale europea della cultura

Una vetrina dove far conoscere e valorizzare il meglio del “saper fare” italiano

CNA raccoglie la sfida, ambiziosa e complessa, di Matera capitale europea della cultura. E apre una vetrina nel cuore della Città dei Sassi. Uno spazio non solo espositivo, ma inter-attivo, che punta a far conoscere e a valorizzare il meglio del “saper fare” italiano. Un laboratorio di prodotti, esperienze, visioni frutto della progettualità degli artigiani e delle piccole imprese, mirato a trasformare il “bello” nel lievito di un nuovo modello di sviluppo.

Il progetto – promosso da CNA Nazionale di concerto con CNA Basilicata – prevede un articolato programma di mostre e di manifestazioni. Nel corso dell’intero anno, le associazioni regionali e territoriali di CNA organizzeranno eventi utilizzando anche altri spazi a propria disposizione a poca distanza dalla centralissima piazza del Duomo: sale per convegni, giardini, terrazze. La grande cultura italiana del “saper fare” si mette in mostra e si racconta all’Europa e al mondo.

Per informazioni: 
Consuelo Arrighi 
arrighi@cnapisa.it

RESTAURATORI – Pubblicato l’elenco dei qualificati

Grande vittoria per la CNA che ha visto riconosciuta la qualifica per 5.000 restauratori.  “Ci sono voluti tanti anni, tante lotte a volte aspre, tanti ricorsi, ma alla fine ce l’abbiamo fatta – esulta il portavoce nazionale CNA dei restauratori, Giacomo Casaril-. Siamo emozionati e contenti perché con il riconoscimento dei requisiti professionali  ora si può operare senza essere considerati di “serie B”. Siamo restauratori preposti alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico del nostro Paese prima di tutto, ma anche di quello presente in ogni parte del mondo. La nostra competenza e la nostra conoscenza sono al servizio dell’arte”.

Ci sono voluti ben 24 anni per arrivare a questo traguardo, ma alla fine i restauratori – cosiddetti della fase transitoria – sono stati abilitati all’esercizio della professione.

Un iter travagliato, iniziato nel 1994 quando l’allora ministro dei Beni culturali, Alberto Ronchey, avviò un primo tentativo, andato poi fallito, di costituire un albo dei restauratori.

Alla metà degli anni Novanta la normativa sugli appalti pubblici, in linea con le direttive comunitarie, ha incluso anche gli interventi di restauro e di conseguenza ha richiesto un’individuazione di quali fossero gli operatori attraverso un processo di qualificazione affidato alle SOA.

L’esigenza di garantire il corretto funzionamento delle procedure di qualificazione delle imprese di restauro che operavano nel settore degli appalti pubblici, con una verifica delle capacità sulla base di requisiti valutabili in modo oggettivo, veniva attuata dal MiBAC. Venivano così definite le categorie di “restauratore di beni culturali” e di “collaboratore restauratore di beni culturali”, con indicazione dei requisiti necessari per il conseguimento di dette qualifiche.

Ma bisogna attendere fino al luglio del 2009, quando finalmente il MiBAC attua una procedura per l’acquisizione in via transitoria della qualifica di restauratore di beni culturali.

Il riconoscimento del valore legale del titolo di studio e la definizione dell’iter formativo sanciti dai decreti emanati di concerto dai due ministeri (MiUR e MiBACT) vengono a definire un quadro organizzativo didattico inderogabile che indica i criteri e i requisiti necessari (durata, programmi, reclutamento dei docenti, selezione degli allievi, attrezzature di laboratorio e materiali didattici ecc.), affidando a una commissione emanata di concerto tra gli stessi ministeri un controllo dell‘idoneità delle strutture che si candidano all’insegnamento.

Dopo aver disciplinato la formazione dei futuri restauratori si è poi cercato di dare ordine alla situazione pregressa esistente sul mercato del lavoro che prevedeva, sulla base di nuovi requisiti, una nuova procedura di selezione pubblica.

Nel 2015 all’interno del MiBACT viene nominata la commissione per l’esame dei titoli e dei documenti, ma dopo oltre un anno nulla si muove e nel frattempo il MiBACT pubblica un elenco parziale di restauratori, senza aver portato a completamento il lavoro di esamina dei titoli.

A questo segue un ricorso al TAR del Lazio, presentatoanche della CNA,  per il ritiro dalla pubblicazione di suddetto elenco.

Bisogna attendere fino  a maggio 2018 perché una nuova commissione porti a termine l’analisi della documentazione presentata dai 5.000 restauratori che richiedevano da tempo che venisse riconosciuta la loro qualifica.

Due i tipi di abilitazione riconosciuti dalla commissione. Vediamoli.

Abilitati ex art. 182   – restauratori della fase transitoria

In riferimento al bando pubblico per l’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali del 22 giugno 2015, si comunica l’esito della procedura con la pubblicazione del Decreto della Direzione Generale Educazione e Ricerca n. 183 del 21 dicembre 2018. In allegato al predetto decreto, si pubblica l’elenco dei candidati in possesso dei requisiti ex art. 182 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42, ai quali è attribuita la qualifica di Restauratore di beni culturali, con l’indicazione dei settori professionali di competenza. Si precisa che è stata rivalutata anche la posizione dei candidati che, pur non avendo inviato memorie a seguito di preavviso di rigetto, sono risultati in situazioni analoghe a quanti in sede di esame delle osservazioni/controdeduzioni sono stati oggetto di decisioni di maggior favore, al fine di assicurare parità di trattamento.

Decreto n. 183 del 21.12.2018

ELENCO EX ART. 182 DLGS 42/2004 

TABELLA CORRISPONDENZE SETTORI

Si ricorda che coloro i quali hanno già ottenuto la qualifica di collaboratore restauratore/tecnico del restauro partecipando al Bando pubblico per l’acquisizione della qualifica di collaboratore restauratore di beni culturali – tecnico del restauro dell’11 settembre 2014, potranno sostenere la prova di idoneità per l’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali prevista dall’articolo 182 del Codice in via transitoria. Ovviamente ciò in seguito e in subordine alla sottoscrizione della intesa interministeriale MIUR-MiBAC e alla consequenziale pubblicazione del bando. Per richieste di informazioni o segnalazioni scrivere esclusivamente all’indirizzo: restauratoriottobre@beniculturali.it

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

NAUTICA – Workshop “Il settore della nautica e le imprese delle produzioni artistiche toscane”

L’incontro si svolgerà Lunedì 21 Gennaio 2019 alle ore 10.00 presso la sede di Artex in Via Giano della Bella 20 a Firenze

Artex, in collaborazione con Navigo – soggetto gestore del distretto della nautica – organizza un workshop diretto alle imprese dell’artigianato artistico con l’obiettivo di fornire, grazie alla presenza di esperti e operatori del settore, informazioni importanti sul settore nautico, sulle sue caratteristiche e sull’approccio di mercato che le imprese artigiane devono seguire per presentarsi su questo interessante sbocco commerciale.

Programma: 

10.00 – Saluti di Artex
10.05 – Il distretto nautico, caratteristiche, tipologie di imprese e mercato – Pietro Angelini, Direttore di Navigo, soggetto gestore Distretto della nautica
10.30 – Vita di bordo e servizi durante la vita dello yacht – Antonio Coli, comandante Megayacht.
11.00 – Innovazione e design nello yachting – Riccardo di Bene, azienda Luce5.
11.30 – Dibattito

Quando?
21 Gennaio 2019 ore 10.00

Dove? 
Artex, Via Giano della Bella 20, Firenze

Iscrizione obbligatoria tramite emailartex@artex.firenze.it
Info: Maria Elena Angeli – tel. 055 570627 – mariaelena.angeli@artex.firenze.it

www.artex.firenze.it

PIZZA – Un business che non conosce crisi

Lo dice una indagine condotta dal Centro studi in collaborazione con CNA Agroalimentare

Rotonda, quadrata, a tranci, sottile, spessa, croccante o soffice, la pizza è tra i piatti preferiti dagli italiani e, in occasione del Pizza Day, che si festeggia il 17 gennaio, CNA ha presentato una indagine condotta dal Centro studi in collaborazione con CNA Agroalimentare su un business che in Italia è uno dei più attivi fattori di sviluppo economico.

Centotrentamila imprese coinvolte. E centomila addetti a tempo pieno che salgono a duecentomila nei fine settimana. Per sfornare circa otto milioni di pizze al giorno, quasi tre miliardi in un anno. Per un fatturato di 15 miliardi. E un movimento economico superiore ai 30.

Per la pizza non c’è crisi che tenga. La crescita è costante. Tra il 2015 e quest’anno le imprese con attività di pizzeria sono cresciute da 125.300 a 127mila.

Tra queste, 76.357 sono veri e propri esercizi di ristorazione, circa 40 mila sono ristoranti-pizzerie e quasi 36.300 bar-pizzerie. Dal punto di vista della suddivisione territoriale, il report economico registra in testa la Campania con il 16% delle attività. Seguono, nell’ordine, Sicilia (13%), Lazio (12%), Lombardia e Puglia (10%).

Una sorpresa arriva dal rapporto pizzerie/abitanti. Stavolta a primeggiare è l’Abruzzo, con un’attività ogni 267 residenti. Precede Sardegna (un’attività ogni 273 abitanti), Calabria (285), Molise (307) e Campania. (335). Ampia la proposta sul fronte della distribuzione moderna con 45,9 referenze di pizze surgelate (fonte Iri) e quasi 48 milioni di kg acquistati per una spesa di circa 300 milioni di euro, il 2,7% in più rispetto all’anno precedente.

La pizza preferita dagli italiani è quella tonda, tradizionale e cotta a legna nel forno a pietra. Vincono i gusti tradizionali su quelli gourmet con 8 connazionali su 10 (78,8%) che scelgono la marinara, margherita, napoletana o capricciosa.

Il 75% della clientela sceglie di gustare la specialità napoletana comodamente servita al tavolo, ma cresce anche la voglia di pizza surgelata da consumare a casa: quasi 48 milioni di kg acquistati per una spesa di circa 300 milioni di euro, il 2,7% in più rispetto all’anno precedente.

La fascia di prezzo non supera in un caso su due i 7 euro, ma c’è una fascia di mercato (4%) oltre la soglia dei dieci euro per impasti speciali e ingredienti ricercati (lardo di colonnata, tartufo, ecc.).  Nello specifico,  la quasi totalità delle pizze tonde “da piatto” costa tra cinque e dieci euro.

(Fonte: Centro Sudi CNA)

CHIUSURA E45 – Forte preoccupazione per le imprese di autotrasporto

CNA Fita Toscana: è indispensabile il tempestivo ripristino della strada 3 bis Tiberina che da anni necessita di un intervento

La chiusura del viadotto sulla E45 produrrà  ingenti danni in termini di tempi e costi anche per le imprese di autotrasporto (in Toscana 7.517 imprese, con circa 19.000 addetti)

Firenze, 17/01/2019 – CNA FITA TOSCANA esprime innanzitutto il plauso nei confronti della Magistratura che nella giornata di ieri è tempestivamente intervenuta  con la chiusura del viadotto Puleto sulla E45 tra Romagna e Toscana, garantendo l’incolumità e la sicurezza di tutti coloro che utilizzano quell’arteria.

“Quanto accaduto nella giornata di ieri  – dichiara il Presidente CNA FITA TOSCANA, Giuseppe Brasini – riporta al centro della discussione il tema delle infrastrutture, quale elemento indispensabile per la crescita e lo sviluppo del territorio; purtroppo ancora una volta emerge lo stato di carenza anche nella nostra regione”.

Continua Brasini: “Ci auguriamo, nel caso non dovessero essere possibili soluzioni diverse per  un’apertura anche parziale del viadotto,  il tempestivo e imprescindibile ripristino della strada 3 bis Tiberina che da anni necessita di un intervento. L’altra possibile alternativa è infatti il passo dei Mandrioli che però in questo periodo necessita di grande attenzione per quanto riguarda lo spargimento del sale in caso di neve o ghiaccio. Ci raccomandiamo quindi che gli enti preposti intervengano in tal senso”.

“Quanto accaduto – conclude il Presidente CNA FITA TOSCANA  – produce  ingenti danni in termini di tempi e costi per le imprese di autotrasporto che si vedono costrette, allo stato attuale, a percorrere direttrici come per esempio l’A1 fino a Bologna ritornando poi verso Fano sulla A14. E stiamo parlando di un settore che nella sola Toscana conta 7.517 imprese, con circa 19.000 addetti”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Toscana)