Cna Fita Toscana sul tragico incidente di Bologna

Dopo il tragico incidente di Bologna interviene Cna Fita Toscana, associazione che in Toscana rappresenta le piccole e medie imprese dell’autotrasporto.

Il primo pensiero è certamente rivolto ai familiari della vittima e ai feriti di questo terribile incidente – commenta Giuseppe Brasini, Presidente Cna Fita Toscana – dalle immagini che abbiamo visto le conseguenze potevano essere ben peggiori”.

“Quando accadono certi eventi – osserva il Presidente Cna Fita Toscana – l’impatto mediatico ha sempre connotazioni rilevanti; il rischio è di sentire anche dichiarazioni fuori luogo esternate in modo inopportuno dall’impeto del momento”.

Il trasporto, come qualsiasi altra attività,  ha un fattore di rischio statisticamente associato ad una serie di eventi, purtroppo anche drammatici come questi; il rischio zero non esiste e peraltro la percentuale di incidenti che vedono coinvolti i mezzi pesanti sul totale è al disotto del 10%, segno che  il comparto ha degli standard sono adeguati.

Dice il Presidente Brasini: “Certo dobbiamo costantemente lavorare tutti insieme per ridurre quella percentuale e migliorare gli standard di sicurezza; nel caso specifico l’incidente di  Bologna ha coinvolto un mezzo che trasportava merce pericolosa dove il fattore di rischio inevitabilmente sale e le conseguenze possono disegnare scene apocalittiche come quelle di pochi giorni fa. Alcune dichiarazioni di questi giorni sono però inaccettabili: “mine vaganti” “tir con licenza di uccidere” ecc..; come sempre si è puntato il dito su un’intera categoria dipingendola come causa principale di un sistema, quello dei trasporti, inadeguato e insicuro. L’attenzione anche mediatica che si riserva quando è coinvolto un mezzo pesante alcuni giornalisti dovrebbero riservarla anche quando vengono coinvolte le autovetture, causa sempre più spesso di intralci alla normale circolazione dei veicoli e fonte di comportamenti inadeguati”.

Aggiunge il Presidente Cna Fita Toscana “La litania sulla modalità del trasporto in Italia dove l’80% delle merci si muove su gomma, è indubbiamente il primo argomento sul quale ci sentiamo di portare un semplice dato: ci ricordiamo ancora tutti, purtroppo, le 32 vittime dell’incidente ferroviario a Viareggio, anche in quel caso si trattava del trasporto di merci pericolose”.

È del tutto evidente che il problema non è solo se la merce viaggia su strada o su ferro, ma gli standard di sicurezza con i quali viene eseguito il trasporto, che vanno ad aggiungersi a tutta un’altra serie di aspetti, non ultimo il cosiddetto fattore umano. Sembra abbastanza chiaro dalle immagini che  il “comportamento del conducente”, malore, colpo di sonno o distrazione, sia stato la causa del tamponamento a Bologna e sul fattore umano non c’è norma che tenga.

Conclude  Brasini “La tecnologia e l’innovazione dei mezzi possono essere le soluzione in grado di ridurre il rischio, penso ad esempio alla presenza a bordo del mezzo del dispositivo  di frenata automatica a lettura radar. Non sarebbe male che il Governo incentivasse le imprese all’acquisto di questi sistemi”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Toscana)

VOUCHER DIGITALIZZAZIONE – Proroga dei termini

Il Ministero dello sviluppo economico, con proprio Decreto direttoriale proroga il termine per l’ultimazione delle spese progettuali, connesse agli interventi di digitalizzazione dei processi aziendali e ammodernamento tecnologico, fino al 14 dicembre 2018.

A seguito della proroga, le imprese assegnatarie del Voucher possono presentare la richiesta di erogazione, dopo aver provveduto al pagamento a saldo di tutte le spese, fino al 14 marzo 2019.

Resta ferma la possibilità per le imprese di presentare le richieste di erogazione a partire dal 14 settembre 2018.

Per informazioni contatta CNA Pisa CLICCANDO QUI

APPALTI PUBBLICI – Tagliato fuori il 95% delle imprese

A due anni dalla riforma del Codice degli appalti, la priorità è aprire il mercato alle piccole imprese, perché le gare e i lotti sono fuori dalla loro portata.

“La riforma degli appalti ha mancato il bersaglio politico e strategico di aprire la strada alle piccole e medie imprese, come ci chiedeva l’Europa” ha commentato oggi il segretario generale CNA, Sergio Silvestrini sul Corriere della Sera. “Governo e Parlamento intervengano tempestivamente per porre rapidamente rimedio a questa situazione” conclude Silvestrini.

L’aumento della taglia dei bandi e l’innalzamento dell’importo dei lotti, ampiamente documentati da uno studio della CNA, rappresentano una selezione a monte esclusivamente dimensionale. Una selezione non tollerabile, che richiede un intervento più stringente sull’obbligo, per le stazioni appaltanti, di suddividere gli appalti in lotti a dimensione della piccola impresa.

Inoltre, specie per alcune tipologie di appalto, la centralizzazione degli acquisti rischia di penalizzare le economie locali, specie in ambiti in cui è evidente la necessità di una prossimità territoriale e di conseguenza un maggiore coinvolgimento delle piccole imprese locali.

Leggi subito il documento predisposto da CNA: cnaosservazioniappaltiluglio2018lasuddivisioneinlotti

Emergenza vuotatura fosse biologiche – Occorrono centri di stoccaggio

Occorrono immediatamente centri di stoccaggio temporaneo o definitivo. È questa l’unica soluzione per questa gravissima emergenza rifiuti

È necessario che la Regione Toscana con il coinvolgimento dei Prefetti individui immediatamente siti dove effettuare lo  stoccaggio temporaneo o definitivo dei  cosiddetti ‘fanghi da depurazione’. Lo afferma CNA Toscana che ieri pomeriggio ha tenuto una riunione con le imprese di autospurgo, alla quale hanno partecipato numerose imprese del settore nonostante sia stata convocata con solo un giorno di preavviso (in allegato una foto).

“CNA Toscana incontrerà l’assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, e invierà in giornata una lettera ai Prefetti per sottolineare la gravità del problema e l’urgenza di affrontarlo” dichiara Giuseppe Brasini, presidente CNA FITA Toscana.

Anche le imprese di autospurgo non possono effettuare il proprio lavoro di vuotatura fosse biologiche e pulitura pozzi neri: la recente sentenza del TAR della Lombardia ha bloccato di fatto tale attività in questa regione dove veniva inviata la maggiore quantità dei  cosidetti ‘fanghi da depurazione’ prodotti in Toscana (tali fanghi devono essere per legge smaltiti in centri specializzati o bruciati negli inceneritori).

Dal momento che le imprese che effettuano questo lavoro sono obbligate a smaltire entro 48 ore altrimenti incorrono nel penale e gli impianti privati esistenti in Toscana stanno chiudendo tutti per ferie e/o manutenzione, gli autospurghi non sono in grado di effettuare il servizio.

Dal 6 agosto infatti centri privati non accetteranno più conferimenti e di conseguenza da lunedì l’attività delle imprese di autospurgo sarà bloccata con gravi conseguenze economiche per tali imprese, oltre ai disagi per la cittadinanza (privati cittadini, ospedali, musei, alberghi, ecc. ecc.).

Il problema riguarda anche società pubbliche: Publiacqua ha comunicato alle imprese di autospurgo la chiusura immediata dei propri impianti, in conseguenza sempre della sentenza del TAR della Lombardia, poiché ha difficoltà nello smaltire i fanghi disidratati prodotti dall’impianto stesso.

Aggiunge Michele Santoni, portavoce settore trasporto merci CNA Toscana: “Sulle soluzioni di medio/lungo periodo è auspicabile che il governo proceda alla revisione del decreto legislativo 99/92 relativo allo spandimento dei fanghi in agricoltura; nell’immediato occorrono soluzioni tampone con l’individuazione di centri di stoccaggio temporaneo. E’ necessario però che la Regione garantisca alle imprese la certezza della destinazione dove conferire e anche dove effettuare il trattamento: occorre un piano preciso per non ritrovarsi nuovamente all’emergenza, magari per un’altra tipologia di rifiuto. E’ impensabile infatti che, come sta già accadendo, siano contattati paesi come Bulgaria e Polonia per lo smaltimento di tali fanghi, con conseguenze economiche pesanti per cittadini e imprese”.

CNA Toscana invita le imprese di autospurgo a contattare gli uffici dell’Associazione per la necessaria assistenza.

LAVORO – A giugno l’occupazione cresce del 3% su giugno 2017

CNA: “A giugno l’occupazione tra artigiani, micro e piccole imprese
cresce del 3% su giugno 2017. Da dicembre 2014 l’aumento tocca il 13,5%.
Ora la grande incognita del Decreto Dignità”

Le assunzioni tornano a crescere a doppia cifra rispetto all’anno scorso e a giugno determinano una importante crescita degli occupati nelle piccole imprese.

Lo rileva l’Osservatorio lavoro della CNA che monitora mensilmente l’andamento dell’occupazione (in un campione di circa 20mila imprese associate alla Confederazione con quasi 136mila dipendenti) da dicembre 2014. Alla vigilia cioè dell’entrata in vigore del pacchetto di riforme che hanno profondamente modificato la disciplina del lavoro in Italia e che ora il governo vuole rivedere.

In un anno occupati +3%
L’incremento dei posti di lavoro tra artigiani, micro e piccole imprese a giugno segna un +3% sullo stesso mese del 2017 e un +0,9% su maggio 2018. Entrambi gli indicatori sono migliorati rispetto a maggio, quando la crescita congiunturale aveva segnato +0,6% e la crescita tendenziale +2,8%.

A favorire il buon andamento del mercato occupazionale è la crescita delle assunzioni (+11,7% su maggio), nettamente superiore all’incremento delle cessazioni (+8,9%). Il combinato disposto registra un significativo +13,5% degli occupati rispetto a dicembre 2014, il nuovo punto massimo da quando esiste l’Osservatorio lavoro della CNA. A maggio, viceversa, il dato a piccola taglia delle assunzioni (+5,4%) si era confrontato con l’andamento galoppante delle cessazioni: +17,8%, oltre il triplo dei nuovi contratti.

Le assunzioni battono le cessazioni
Seguendo una tendenza consolidata da più di due anni anche a giugno l’incremento complessivo delle assunzioni è stato trainato dai contratti a tempo determinato che, applicati al 62,8% dei nuovi assunti, hanno segnato un +14,2% rispetto a giugno 2017. Anche i contratti a tempo indeterminato hanno rimarcato un vistoso aumento (+26,4%) rispetto a dodici mesi prima ma sono stati applicati a una quota leggermente inferiore (12,8% del totale).
Sul fronte delle cessazioni, solo i contratti a tempo indeterminato hanno incassato una riduzione (-5,7%), in linea con l’andamento annuale: in un anno la quota di contratti a tempo indeterminato cessati si è ridotta di quasi cinque punti, scendendo dal 34,9% del 2017 al 30,2%. Segno, probabilmente, di un clima economico favorevole che ha condotto a consolidare le posizioni degli occupati in permanenza.

L’avanzata del tempo determinato
Complessivamente, l’aumento su base annua dell’occupazione nell’artigianato, le micro e le piccole imprese è stato spinto dai nuovi contratti a tempo determinato (+29%), dal lavoro intermittente (+25,2%) e dall’apprendistato (+19,8%). Al contrario, l’occupazione a tempo indeterminato è arretrata del 6,9%. Il peso dei contratti a tempo indeterminato nella platea complessiva dell’occupazione nelle piccole imprese italiane negli oltre tre anni e mezzo monitorati è calato dall’85,1 al 63,3%. Il tempo determinato è cresciuto dal 6,9 al 23,8%. L’apprendistato dal 5,4 al 9,7%. E il lavoro intermittente dal 2,5 al 3,2%.

Ora la grande incognita del Decreto Dignità
Ma ora i nuovi equilibri politici come potranno incidere sul mercato del lavoro? Con l’approvazione del cosiddetto Decreto Dignità – si legge nelle conclusioni dell’Osservatorio lavoro CNA – il legislatore ha reintrodotto l’obbligo di causale per le assunzioni con contratto a termine che superino i dodici mesi e ha ridotto il termine di durata massima da 36 a 24 mesi. In assenza di un quadro congiunturale sufficientemente consolidato, è improbabile che le attuali posizioni a termine possano essere trasformate in posti di lavoro permanenti. Appare più plausibile che le imprese continueranno a utilizzare soprattutto i contratti a tempo determinato sia per inserire nuova manodopera nei processi produttivi sia per prorogare quella in essere. Ed è anche verosimile che il ricambio dei lavoratori possa procedere con maggiore frequenza – conclude lo studio – proprio in conseguenza della riduzione della durata massima dei contratti a tempo determinato.

Scarica e leggi il documento completo CLICCANDO QUI: CNA: OsservatorioLavoroGIUGNO2018_BMG

(Fonte: Osservatorio Lavoro CNA)

Il truffatore delle estetiste sta colpendo in tutta la Toscana

Aumentano le segnalazioni a Cna Livorno: “Occorre fermarlo”

“Il truffatore delle estetiste che era già stato segnalato da Cna, perché denunciato da una attività derubata a Livorno, si è rivelato un caso di rilevanza almeno regionale e deve essere fermato”.

Ad affermarlo è Alessandro Longobardi, Responsabile sindacale Cna del settore che aggiunge:

“Appena abbiamo dato l’allarme sulla nostra pagina Facebook, si è riempita di segnalazioni di estetiste da tutta la Toscana di furti riusciti o meno: al momento il post ha raggiunto 10.527 persone grazie a 113 condivisioni. Il soggetto segnalato corrisponde all’identikit fatto dall’estetista livornese di un uomo sui 45 anni, ben vestito, capelli castani leggermente lunghi ed ordinati, corporatura normale ed altezza tra 1,70 ed 1,80, accento del nord, fare gentile e garbato.

Il tizio ha visitato centri estetici a Livorno, Pisa, Migliarino, Nodica, Cascina, Tirrenia, Firenze… sempre con la stessa tecnica e temiamo purtroppo che più il post sarà condiviso, più segnalazioni arriveranno da tutta la regione:

La tecnica che usa il truffatore
Generalmente sostiene di avere preso in affitto un appartamento nei pressi dell’attività per l’estate e di avere una moglie interessata ad avere informazioni sui trattamenti estetici da poter fare nel periodo.  A quel punto chiama al telefono una donna, di cui si sente la voce, e le dice che l’aspetta presso il centro estetico. Se l’estetista è sola e fa accomodare il presunto marito, tornando in cabina ad effettuare i trattamenti alle clienti presenti in attività, il gioco è fatto: lui porta via quando i soldi della cassa, quando il cellulare od altro. Per fortuna il colpo non sempre è andato a segno, vuoi per la presenza di molte clienti vuoi perché l’estetista non l’ha perso d’occhio.  A quel punto dopo un po’ con una scusa il finto marito esce e quasi mai rientra”.

“Stante la dimensione del fatto – conclude Longobardi – è ancora più urgente che le forze dell’ordine riescano a bloccarlo, perché di sicuro sta già girando in altre zone per altri centri estetici: speriamo che il tam tam mediatico e quello fra colleghe almeno riesca a precederlo”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Livorno)