CNA Pisa – Ok a soluzione spostamento mercato ambulante a Natale

VIA OBERDAN- Borgo Largo
CNA, ok a soluzione spostamento mercato ambulante a Natale

CNA esprime soddisfazione per lo spostamento del mercatino natalizio da via Oberdan alle zone limitrofe che salvaguarda sia gli esercizi di commercio fisso di via Oberdan, che gli operatori del mercatino.

“Si tratta di una ottima soluzione  che tiene conto delle esigenze di tutti gli interessi in campo e di questo ci sentiamo di ringraziare l’Amministrazione Comunale, l’associazione del mercatino ambulante Mestierando oltre che di tutti coloro che materialmente hanno individuato la soluzione a partire dagli uffici SUAP e SEPI del Comune di Pisa, per  un problema che era stato sollevato con una raccolta firme il 6 dicembre sottoscritta da tutti gli esercizi di via Oberdan”.

Nella petizione inviata a Sindaco e Assessore alle Attività Produttive si chiedeva di pensare ad una soluzione alternativa al posizionamento di una trentina di bancarelle davanti ai negozi di Borgo Largo proprio nella settimana più importante dell’anno.

“Venuti a conoscenza – si legge nella petizione – del posizionamento per la settimana di Natale a partire dal 19 dicembre 2016 di bancarelle in via Oberdan, visto che la strada in questione non è particolarmente ampia e che un tale numero di strutture poste sui lati della strada di fronte alle numerose attività commerciali ed esercizi pubblici, oscura di fatto proprio nelle settimane più importanti dell’anno tali attività”.

“Inoltre per l’ampiezza delle stesse strutture risulterebbe impedito la piena accessibilità – proseguiva l’appello -. Facciamo inoltre notare che altre manifestazioni analoghe, ma ridotte nelle dimensioni e nel numero sono sempre state accolte con simpatia e con spirito di collaborazione dalle attività stanziali di via Oberdan; tuttavia con le paventate modalità e caratteristiche e soprattutto per la delicatezza della situazione economica generale e per il periodo natalizio, un mercato ambulanti di siffatte dimensioni non è accettabile e dovrebbe trovare una collocazione più idonea e che non comporti rischi per le nostre attività”.

“Chiediamo pertanto – era la richiesta ora pienamente accolta per cui si ringrazia – che non si proceda a autorizzare tale mercato ambulante”

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

CNA Pisa – Impianti, artigiani sul piede di guerra: concorrenza sleale su attività Post-contatore

Arriva l’inverno, si accendono le caldaie e fioccano le offerte

Ancora una volta alcune multinazionali ex monopoliste del settore dell’energia, contando su una possibilità economica che sicuramente non ha nessun artigiano o piccola e media impresa impiantistica, stanno invadendo i media con invitanti offerte relative alla  manutenzione della caldaia e ad altri servizi di assistenza per la casa.

Il pagamento dei servizi, naturalmente, sarà rateizzato mensilmente nelle fatture della fornitura di energia elettrica. In tal modo queste grandi imprese, oltre a godere di una situazione di innegabile vantaggio dovuto al fatto di svolgere prioritariamente ed in posizione dominante un’attività indispensabile per il cittadino, sfruttano l’ulteriore vantaggio di poter offrire al cliente un servizio dilazionando il pagamento nel tempo mediante addebito in bolletta, offerta possibile grazie all’attività principale di fornitore di energia, rendendo di fatto impossibile la concorrenza da parte di altre imprese che non possono beneficiare di tale vantaggio competitivo.

“Tale possibilità– denuncia Marco Ammannati, Presidente di CNA Installazione Impianti PISA – penalizza fortemente le nostre imprese che operano in una condizione di evidente debolezza rispetto a soggetti che operano in regime di sostanziale monopolio”.

Ma sono poi così convenienti queste mirabolanti offerte? Su internet si pubblicizza una offerta nella quale si garantisce l’assistenza completa, bollino blu incluso, a 8,99 euro al mese per 24 mesi. Fatti due conti, vengono 215,76 euro per 2 anni .

Il bello è che l’assistenza consiste nell’avere, si legge testualmente dal sito, una volta nell’arco dei 24 mesi, l’intervento di un tecnico specializzato che si occuperà di:

• Controllare i fumi e rilasciare il nuovo libretto unico compreso il pagamento dell’imposta regionale (bollino blu);

• Controllare la tenuta della parte acqua e della parte gas;

• Controllare il tiraggio della canna fumaria o dello scarico a parete;

• Pulire il bruciatore, provare il rendimento della caldaia, controllare i dispositivi di sicurezza;

• Verificare il funzionamento dello scarico condensa, se presente;

• Pulire i filtri e reintegrare gli additivi.

Ovvero, per un intervento che comprende operazioni di controllo sulla sicurezza dell’impianto e sulla sua efficienza energetica si pagano 215 euro.

Dove sta il vantaggio se un intervento di questo tipo, abbinando le operazioni di controllo della sicurezza e dell’efficienza energetica della caldaia, fatto da un manutentore costerebbe sicuramente meno?  A Pisa circa la metà.

Inoltre, sempre sullo stesso sito, così viene pubblicizzato uno sconto del 30% su servizi di assistenza per la casa (idraulico compreso): Potrai beneficiare, per la durata del contratto e per un numero illimitato di volte, di uno sconto del 30% sul listino prezzi del nostro partner per l’uscita e la 1a ora di manodopera di operai specializzati: per te, a 55 € anziché 79 €.

Ricapitolando: per l’uscita e la 1^ ora di lavoro di non meglio identificati operai specializzati (è bene ricordare che nel CCNL meccanica l’operaio specializzato è al IV livello) si pagano 55,00 euro. Dalla seconda ora in poi € 79,00 all’ora. Con ogni probabilità, se le imprese impiantistiche potessero lavorare a queste cifre nel settore la crisi sarebbe finita da un pezzo anche perché, si legge dallo stesso sito, per questi servizi il pagamento dovrà essere eseguito anticipatamente con carta di credito, bonifico o bollettino postale”; quindi prima i soldi, altro che addebito rateale in bolletta.

La questione delle attività post-contatore e il mercato dell’energia

“Se la politica volesse iniziare ad aprire gli occhi di fronte al problema – sottolinea Ammannati –  si accorgerebbe che quel che ha sostanzialmente impedito lo sviluppo della concorrenza nei mercati energetici è la mancata attuazione di una effettiva separazione tra i soggetti che svolgono contestualmente più attività della filiera energetica”.

Tale situazione ha negli anni fortemente penalizzato la concorrenza anche in un settore strettamente legato al mercato energeticoovvero quello dei servizi postcontatoreGli operatori che gestiscono monopoli tecniciquali la distribuzione e la misuradetengono infatti elementi informativi e conoscitivi derivanti dall’attività svolta in concessione che utilizzano per operare nelle attività a valle della filiera energeticaemarginando dal mercato le imprese concorrentiin particolar modo quelle artigiane e di piccola dimensione.

Quello delle attività post-contatore svolte da ex monopolisti è un problema che purtroppo non ha trovato soluzione a seguito del processo di liberalizzazione dei mercati energetici (d.lgs. 79/99 – c.d. decreto Bersani, e d.lgs. 164/2000 – c.d. decreto Letta) che ha infatti sostanzialmente delineato nei settori dell’energia elettrica e del gas un contesto di mercato caratterizzato da una liberalizzazione delle fasi e monte (importazione e produzione) e a valle (vendita) della filiera ed un regime di concessione, e dunque di monopolio, nelle attività intermedie (trasporto – gestione delle reti).

Tale previsione, appare evidente che non sia per nulla sufficiente a garantire una effettiva indipendenza tra le diverse attività, poiché di fatto le società che operano contestualmente, seppur nel rispetto del vincolo di separazione funzionale, in qualità di distributori e venditori di energia agiscono come una unica società avvalendosi, in taluni casi, di messaggi promozionali che spesso sembrano assumere la caratteristica di vera e propria pubblicità ingannevole.

“A nostro avviso i principi della libera concorrenza a cui questi ex monopolisti dicono di ispirarsi – conclude il responsabile degli impiantisti CNA Pisa –  sono violati a causa della chiara posizione dominante detenuta dagli operatori energetici che sfruttano tale condizione anche nelle attività che non fanno parte del core business delle aziende, quali quelle post-contatore. È a questo punto indifferibile una azione comune da parte di tutte le associazioni della filiera impiantistica per far valere, a Roma come a Bruxelles, le ragioni delle piccole imprese del settore”.

Leggi anche il comunicato nazionale qui

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Estetica – Presentata la Proposta di legge per la modifica della legislazione

È stata presentata martedì 29 novembre nella Sala stampa di Montecitorio (Via della Missione, 4) la proposta di legge che modifica la legge 1/90 in materia di estetica.

Primo firmatario l’onorevole Marco Donati, componente della commissione Attività produttive della Camera.

La proposta di legge punta ad adeguare la normativa varata ormai ventisei fa alla profonda evoluzione che ha interessato il settore estetico sotto il profilo dell’innovazione e delle richieste dei consumatori, sempre più sofisticate. Per rispondere alle nuove esigenze la pdl disegna nuovi profili professionali, originati da percorsi formativi idonei e certificati e delinea nuovi modelli di governance delle imprese. Tra i principali aspetti emerge il contrasto all’abusivismo, pericoloso per i clienti e distorsivo della sana concorrenza.

Alla presentazione, con l’onorevole Donati, interverranno Antonio Stocchi, presidente unione Benessere e Sanità della CNA e Brigida Stomaci, presidente coordinamento Estetiste della CNA.

(Fonte: cna.it)

CODICE APPALTI: Filiera delle costruzioni unita per maggiore trasparenza e efficacia

Un nuovo Codice degli appalti più efficace ed efficiente. Il Tavolo unitario della filiera delle costruzioni con spirito di responsabilità ha messo a punto un pacchetto di proposte che mirano a sostenere e innovare un settore ancora largamente colpito dalla crisi e a promuovere legalità ed efficienza. Temi fortemente condivisi da tutte le sigle che hanno firmato il documento unitario e sui quali si auspicano ulteriori adesioni nei prossimi giorni.

Tra le prime questioni affrontate dal gruppo di lavoro, del quale fanno parte gli attori della grande catena produttiva – che racchiude le realtà imprenditoriali in tutte le proprie articolazioni e dimensioni, il mondo dell’artigianato, della cooperazione e delle società di ingegneria – quella appunto del nuovo Codice, considerato unanimemente uno strumento capace di imprimere una svolta al settore dei lavori pubblici, seppure bisognoso di alcune modifiche indispensabili per assicurare maggiore trasparenza ed efficacia.

A cominciare dal tema della qualificazione delle imprese per la quale si chiede di tenere conto degli effetti della pesante crisi e quindi di estendere a 10 anni il periodo di riferimento per comprova dei requisiti Soa, oltre alla possibilità per le gare sopra i 20 milioni di utilizzare i migliori 5 anni sugli ultimi dieci e di introdurre ai fini della qualificazione nuovi criteri reputazionali non solo quantitativi, ma in grado di premiare quei soggetti che hanno mantenuto una struttura affidabile e con elevate professionalità. Allo stesso tempo, occorre richiedere l’obbligo di iscrizione alle Soa a partire dai lavori oltre i 258.000 euro, per semplificare e facilitare l’accesso delle micro e piccole imprese al mercato dei lavori pubblici.

Altro elemento fondamentale per la filiera sono i criteri di aggiudicazione delle gare che devono poter garantire efficienza e trasparenza allo stesso tempo: per questo si chiede l’introduzione del meccanismo dell’esclusione delle offerte anomale con metodo antiturbativa, per gare per lo meno fino a 2,5 milioni di euro, così da evitare cartelli tra imprese e al tempo stesso garantire celerità e obiettività nell’aggiudicazione delle gare di appalto.

In materia di urbanistica, serve attenzione per le opere di urbanizzazione secondarie sotto soglia che rischiano di essere bloccate nel caso non vengano estese anche ai privati le stesse norme vigenti per le stazioni appaltanti pubbliche.  Anche sul subappalto, al di là dei limiti percentuali decisi dal legislatore, il tavolo chiede che sia comunque garantito il diritto all’utilizzo del subappalto rimuovendo la facoltà delle stazioni appaltanti di consentirlo o meno nel bando di gara, unitamente all’abrogazione della previsione di indicazione della terna in fase di offerta.

Infine la filiera si sofferma sulla necessità di favorire il project financing, prevedendo misure che  agevolino la bancabilità delle operazioni per i privati, anche in considerazione delle scarse disponibilità pubbliche e delle caratteristiche di alcuni tipi di concessioni.

(Fonte: cna.it)

ENERGIA – CNA per la trasparenza e la concorrenza del mercato

“La mancanza di regole chiare che garantiscano una reale concorrenza nei mercati energetici – ha dichiarato Daniele Vaccarino, Presidente Nazionale CNA – consente ad operatori che gestiscono monopoli tecnici di praticare nei servizi post-contatore una concorrenza sleale nei confronti delle imprese impiantistiche”.

La CNA da anni si batte per l’affermazione dell’obbligo di separazione proprietaria tra i soggetti che gestiscono le infrastrutture strategiche e gli operatori che operano a monte ed a valle del mercato, compresi i servizi post-contatore, e metterà in atto tutte le misure necessarie per contrastare questo fenomeno e garantire alle imprese del settore di competere ad armi pari con i grandi operatori integrati del settore dell’energia. Operatori che traggono vantaggio dall’avere maggiore facilità di accesso alle abitazioni degli utenti, di cui posseggono gli elenchi, o dalla possibilità di ricorrere a facilitazioni di pagamento quali la rateizzazione in bolletta del costo dell’intervento.

“Proprio oggi ci siamo costituiti in giudizio presso il Consiglio di Stato – prosegue Vaccarino – nel ricorso in appello che un ex monopolista dell’energia ha presentato contro la delibera dell’Autorità che ha imposto l’obbligo di separazione nelle politiche di comunicazione e di marchio alle imprese che operano sia nella distribuzione che nella vendita di energia. Siamo a sostegno della delibera  – ha concluso il Presidente della CNA – per garantire il consumatore dall’altissimo rischio di confusione del marchio e per l’affermazione di regole che garantiscano la piena trasparenza e concorrenza del mercato dell’energia, soprattutto in vista della sua definitiva liberalizzazione.”

(Fonte: cna.it)

CNA Pisa – Ecco i nuovi Maestri Artigiani

Lunedì 5 dicembre
ore 11.30
presso la Camera di Commercio di Pisa

Si svolgerà la cerimonia di consegna degli attestati di Maestro Artigiano.

La qualifica di Maestro Artigiano e l’istituzione della Bottega Scuola sono strumenti istituiti dalla Regione Toscana per consentire ai giovani di apprendere il mestiere direttamente in azienda.

maestro-artigiano-bottega-scuola-salerno-e1423437492476Grazie a queste due importanti conquiste, gli artigiani con esperienza sono formalmente riconosciuti come veri e propri maestri-formatori e le loro botteghe si trasformano in luoghi di formazione e di crescita professionale per tutti i giovani che hanno già adempiuto all’obbligo scolastico.

CNA Pisa promuove e incentiva con questa iniziativa il “saper fare a regola d’arte” e premia tutte quelle realtà che sono capaci di innovare attraverso continuo aggiornamento professionale.

Nella stessa mattinata di lunedì 5 dicembre saranno presenti anche le aziende accreditate come “Bottega Scuola” a testimonianza di un percorso che li ha visti attori principali dando la possibilità di formare nuove generazioni di artigiani.

In cosa consiste il titolo di Maestro Artigiano?

Il titolo di Maestro artigiano o di mestiere è una qualifica riconosciuta dalla Regione ai titolari o soci e imagesoperatori di imprese iscritte all’Albo Imprese Artigiane (legge 443/85 e successive modificazioni). Ai fini
del riconoscimento di tale titolo, il titolare deve innanzitutto dimostrare di partecipare personalmente all’attività della propria impresa e di svolgere in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo. Le categorie interessate sono quindi tutte quelle che rientrano nel mondo delle imprese artigiane: estetisti, acconciatori, orafi, elettrauti, meccanici, elettricisti, fotografi, ceramisti, ecc..

Quali vantaggio porta essere Maestro Artigiano?

Il titolo di Maestro Artigiano è importante per diverse ragioni. Innanzitutto è una questione di prestigio perché si tratta di una qualifica assegnata all’esperienza lavorativa dell’artigiano e alla sua competenza. Il riconoscimento del titolo di Maestro Artigiano, infatti, è espressamente menzionato nel certificato di iscrizione all’Albo Artigiani e Registro delle Imprese e la relativa qualifica potrà essere utilizzata affiancata al nome dell’Impresa, sull’insegna e/o logo aziendale.

C’è poi l’aspetto riguardante l’apprendistato e la formazione. Il Maestro Artigiano acquisisce l’abilitazione ad erogare la formazione professionalizzante all’interno della propria bottega artigiana. Può inoltre svolgere attività di docenza e affiancamento nella formazione sul luogo di lavoro e nei contesti di lavoro simulato, nonché attività di tutoraggio.

Infine, aspetto non secondario, c’è la possibilità di partecipare ai bandi regionali di prossima uscita per accedere ai contributi regionali destinati ai Maestri di bottega.

Cosa sono le Botteghe Scuola?

Il riconoscimento del titolo di Maestro artigiano è finalizzato all’istituzione della Bottega Scuola che ha lo scopo di diffondere e sostenere l’esercizio delle attività artigianali tra i giovani che hanno adempiuto alla scuola dell’obbligo.

Il riconoscimento della qualifica è volto alla salvaguardia dei mestieri artigiani quale fattore di competitività e di innovazione attraverso l’integrazione delle lavorazioni tipiche con le nuove tecnologie, nonché di crescita occupazionale attraverso il ricambio generazionale anche nella prospettiva di stimolare, nel lungo periodo, la capacità auto imprenditoriale dei giovani sul territorio.

Le attività della Bottega Scuola sono fondate sul tirocinio formativo da svolgersi presso le imprese abilitate. Le modalità di riconoscimento e di funzionamento delle botteghe scuola sono state stabilite dalla regione Campania dopo aver sentito le associazioni regionali dell’artigianato e le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

I vantaggi della “Bottega Scuola”

Per le imprese artigiane essere riconosciute “Botteghe Scuola” significa principalmente avere tre tipi di vantaggi:

 

Ricevere contributi regionali.

Possibilità di erogare nella propria azienda la formazione dell’apprendista o tirocinante che ha adempiuto all’obbligo scolastico.

Migliorare il curriculum aziendale.
PROGRAMMA DELLA CERIMONIA

11.30 Saluti del Presidente CCIAA di Pisa
11.45 Saluti e presentazione della qualifica “Maestro Artigiano”
dott. Sorani  – Presidente ARTEX
12.00 presentazione “Bottega Scuola”
dott.ssa Elisa Guidi – coordinatore generale ARTEX
12.15 interventi
12.30 consegna attestati
12.45 coffee break

 

PER INFORMAZIONI

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Sabrina Perondi 
perondi@cnapisa.it