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Imprese e tasse: i calcoli della CNA

A Pisa pressione fiscale stabile, stessi valori del 2016 e tax free day il 10/8. E le proposte della CNA

La classifica della pressione fiscale e del Tax Free Day delle piccole imprese in 135 città italiane

Nel 2016 il bis dell’anno precedente non c’è stato. Il sensibile calo della pressione fiscale registrato nel 2015, infatti, non ha avuto seguito. L’anno scorso il Total tax rate (Ttr) delle piccole imprese italiane è rimasto fermo al 60,9%, lo stesso livello raggiunto l’anno prima, quando era calato di ben tre punti sul 2014. E per quest’anno si prevede che il Ttr (in sostanza, il peso complessivamente esercitato dal fisco) sulle  piccole imprese salirà dello 0,3%, toccando il 61,2%. Lo stesso valore registrato a Pisa unico Comune della provincia monitorato da CNA Nazionale, che si colloca poco sotto la metà classifica, al 78° posto con un valore intermedio fra la migliore toscana, che è Arezzo con 55,9%, e Firenze, la peggiore, con il 69,3%.

Ma la stessa pressione media scenderebbe al 58,1% se le stesse imprese optassero per il nuovo regime previsto dall’Iri (l’Imposta sul reddito delle imprese, che alleggerisce la tassazione del reddito lasciato in azienda). Di certo, c’è che negli anni della crisi il Ttr è passato dal 59% del 2011 al 64,5% del 2012, al 63,7% del 2013 ed al 63,9% del 2014. A rilevarlo “Comune che vai, fisco che trovi”, il Rapporto 2017 dell’Osservatorio permanente CNA sulla tassazione delle Pmi, giunto alla quarta edizione, che analizza l’andamento della tassazione sulle piccole imprese in 135 città italiane, tra i quali tutti i capoluoghi di provincia. L’Osservatorio calcola il Ttr e individua il Tax free day (Tfd), il giorno della liberazione dalle tasse, la data cioè fino alla quale l’imprenditore deve lavorare – tutti gli anni – per produrre il reddito necessario ad assolvere gli obblighi fiscali e contributivi.

A differenza di altri organismi, anche di autorevoli istituzioni internazionali, l’Osservatorio CNA basa la sua analisi sull’impresa tipo italiana, con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431mila euro, un impiegato e quattro operai di personale, 50mila euro di reddito. L’andamento del Ttr si ripercuote anche sull’arrivo del Tfd, il giorno in cui l’imprenditore si libera del peso fiscale: dal seguente può finalmente cominciare a lavorare per sé e per la sua famiglia. L’anno scorso la liberazione fiscale delle piccole imprese in Italia è stata festeggiata il 10 agosto, proprio come a Pisa  identico allo scorso anno – secondo le previsioni dell’Osservatorio CNA – dovrebbe rimanere stabile, arretrando invece al 30 luglio per le piccole imprese che abbiano optato per l’Iri. Negli anni analizzati il Tfd è caduto sempre in agosto: il 2 (2011), il 22 (2012), il 19 (2013), il 20 (2014) e il 9 (2015).

Le proposte della CNA

“La pressione fiscale in Italia è troppo elevata, qualunque dato si prenda – ha osservato Matteo Giusti presidente CNA Pisa – il problema vero però risiede piuttosto nella iniqua distribuzione del carico, che si distingue in modo radicale secondo la natura del reddito e svantaggia le imprese, in particolare le piccole imprese personali. Ma la tassazione dei redditi prodotti dalle persone fisiche non può essere diversa a seconda della differente modalità con cui si genera reddito. E’ arrivato il momento di intervenire su un sistema fiscale evidentemente squilibrato per raggiungere tre obiettivi di utilità generale:

  • Ridurre la pressione fiscale garantendo maggiore equità nel prelievo tra diversi redditi da lavoro
  • Invertire sensibilmente la tendenza del trasferimento alle imprese degli oneri sui controlli
  • Usare in modo intelligente la leva fiscale per aumentare la domanda interna”.

Per raggiungere in tempi rapidi e senza oneri aggiuntivi questi tre obiettivi occorre, secondo CNA:

  • Ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, utilizzano le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione
  • Rendere l’Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile
  • Rivedere la tassazione Irpef delle imprese personali e degli autonomi, prevedendo delle riduzioni automatiche all’aumentare del reddito dichiarato rispetto al reddito ideale suggerito attraverso i nuovi Indicatori sintetici di affidabilità
  • Trasformare le detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti d’imposta cedibili a intermediari finanziari
  • Definire il concetto di insussistenza di autonoma organizzazione per non assoggettare i soggetti all’Irap e aumentare la franchigia Irap ad almeno 30mila euro
  • Rivedere al più presto i criteri per l’attribuzione dei valori catastali degli immobili, al fine di allinearli periodicamente ai valori di mercato a invarianza di gettito
  • Agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni di azienda, al pari di quanto è previsto in caso di conferimenti
  • Evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica, eliminando nel più breve tempo possibile tutti i regimi Iva del reverse change previsti attualmente, lo split payment, la ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per le quali sono riconosciute detrazioni fiscali.

La classifica per l’Italia è reperibile sul sito www.cna.it mentre quella Toscana, partendo dal dato migliore verso il peggiore, (oltre ai capoluoghi sono considerati Empoli e Scarperia) è:

Arezzo 55,9%
Massa 57,8%
Carrara 58,1%
Prato 58,9%
Empoli 59,2%
Lucca 59,4%
Pistoia 59.4%
Siena 60,7%
Pisa 61,2%
Livorno 61,6%
Scarperia 62%
Grosseto 65,1%
Firenze 69,3%

STORIE DI IMPRESE ECCELLENTI – Al Caseificio Busti di Fauglia 1° PREMIO qualità al Tuttofood di Milano

Stefano Busti, Caseificio Busti: Qualità e innovazione nel solco di tradizione e territorio
Matteo Giusti, CNA Pisa: Orgogliosi dei protagonisti, i nostri campioni di impresa

Il caseificio Busti mette a segno un importante successo in una manifestazione di carattere internazionale come Tuttofood dove ha ottenuto il premio per la qualità denominato #atuttaqualità, fra le premiazioni in occasione di #atuttobrand con l’ultimo nato della linea Bio, il Pecorino Curcuma e Pepe a Caglio Vegetale.

Il presidente CNA Pisa Matteo Giusti insiste a sottolineare le tante storie di successo di impresa del territorio pisano, di quelle che “tengono a galla il paese, che sono un esempio: storie che ci rendono orgogliosi dei loro protagonisti, i nostri campioni di imprese. Il caseificio Busti è una di queste. Con coraggio, tenacia e capacità strategiche hanno trasformato una piccola e antica attività in una moderna impresa che nel pieno solco della tradizione è capace di innovare e di crescere continuamente come testimoniano i loro dati di bilancio e di successo sui mercati. Il premio qualità attribuito nell’ambito di Tuttofood a Milano la scorsa settimana ad una delle loro ultime creazioni, il pecorino bio curcuma e pepe, testimonia un percorso che porterà questa impresa a superare sempre nuovi traguardi”.

Stefano Busti, titolare dell’azienda, così ha rammentato le tappe per arrivare al prestigioso riconoscimento: “questo premio ci esorta ad andare avanti sulla strada che ci siamo prefissati da tempo: qualità e innovazione nel solco della tradizione e dei valori del territorio. Siamo partiti dai “Cru”, concetto oggi scontato per i vini, i grandi vini francesi ad esempio, già venti anni fa con il primo ‘Pecorino del Parco’, cioè con latte proveniente solo dai pascoli all’interno del parco di San Rossore, per poi proseguire con altri a partire dal ‘Colline Pisane’. Poi abbiamo sperimentato abbinamenti insoliti come i pinoli ed i pistacchi che hanno incontrato un successo crescente. Siamo passati dalla fase di riorganizzazione complessiva arrivando al nuovo stabilimento dotato dei più elevati standard tecnologici ed igienici. Sempre inseguendo la qualità abbiamo creato la linea BIO e stiamo sperimentando sempre nuovi sapori e aromi. Come il caso del nostro pecorino Bio alla curcuma e pepe caglio vegetale, premiato non solo per il gusto, ma apprezzato anche per come si è arrivati al prodotto e come è stato comunicato”.

La rassegna enogastronomica milanese attira buyers e gourmet da mezzo mondo, e al suo interno sono particolarmente significativi i premi #atuttobrand, attribuiti dopo una attenta selezione fra le centinaia di imprese espositrici la scorsa settimana durante la serata TuttoFoodNight, presso il Castello Sforzesco a Milano, un evento organizzato da Gdoweek e Mark Up con TuttoFood e dedicata alle eccellenze alimentari (freschi, confezionati, dolciario, alcolici, bevande, e surgelati). Per Busti hanno ritirato il premio Chiara Ganino e Alessandra Munari di Caseificio Busti, rispettivamente responsabili comunicazione qualità e presenti anche alla conferenza stampa.

Il Premio

Sei i premi assegnati, da Tuttofood fra cui appunto il premio #atuttaqualità per il Caseificio Busti scaturiti da classifiche determinate da vari parametri o da votazioni di giurie di esperti fra gli espositori della rassegna (per gli altri cinque premi (#atuttocarrello per Il Vecchio Amaro del Capo, Distilleria F.lli Caffo; #atuttospot, per Caffè Borbone, de L’Aromatika; la terza categoria #atuttaqualità, relativa alla qualità certificata, ha vinto appunto il Bio Busti pecorino curcuma e pepe. Per le altre categorie si trova #atuttopack, con focus sul packaging e sulle sue dimensioni comunicative per La Stracciatella Mia! La Golosa di Puglia dell’azienda La Gioia Bella; #atuttainnovazione Legù Non è Pasta di Itineri ed infine #atuttaresponsabilità per Famil Audit di Bauer.

Il prodotto Pecorino curcuma e pepe a Caglio Vegetale

Questo pecorino nasce dall’abbinamento fra il pepe e la curcuma, nota anche come “zafferano delle Indie”, spezia con proprietà benefiche. L’impiego del caglio vegetale lo rende adatto ai vegetariani. Questa la motivazione della giuria Qualivita: “il materiale di comunicazione di Bio Busti Pecorino è di impostazione corretta. Nell’etichetta del prodotto è ben evidenziato il logo bio dell’Ue con il codice dell’Organismo di Controllo e l’indicazione di origine. Sul sito, sui social e sulla brochure sono ben evidenziate le certificazioni”.

Il formaggio premiato nasce dall’inconsueto e ricercato abbinamento fra il pepe e la curcuma, nota anche come “zafferano delle Indie”, una spezia dalle notevoli proprietà benefiche. Il sapore ricorda il curry ma al gusto la curcuma è più amarognola e pungente. Unita al pepe trasmette al formaggio tutto il suo aroma, ne risulta un pecorino dal sapore avvolgente e vivace. La pasta si presenta di colore giallo acceso per il naturale effetto colorante della curcuma ed arricchita da grani di pepe nero. L’impiego del caglio vegetale lo rende adatto da chi predilige un’ alimentazione vegetariana.

Bio Busti naturalmente è il marchio distintivo dei formaggi biologici del Caseificio Busti. Nata dall’esperienza e dalla passione della Famiglia Busti per le cose buone, Bio Busti Naturalmente è una linea pensata per riscoprire i sapori sinceri del latte fresco ed esaltare l’essenza della semplicità e della genuinità.

Il caseificio: tecnologia ed innovazione al servizio della tradizione

Con un continuo rinnovamento da un lato e il rispetto della tradizione dall’altro, il Caseificio Busti guarda al futuro dalla propria sede nel cuore della Toscana, portando avanti la crescita della produttività e mantenendo inalterato il livello qualitativo dei prodotti, grazie anche al prezioso contributo quotidiano degli attuali sessanta dipendenti che con cura e dedizione fanno sì che l’immagine e lo stile dell’Azienda siano riconosciuti ed apprezzati. La selezione del latte ed i metodi di lavorazione sono invariati da decenni, così come le produzioni tradizionali e a latte crudo, la salatura a secco effettuata impiegando esclusivamente sale proveniente dalle vicine saline di Volterra, la manualità nella formatura di alcuni formaggi particolari, il trattamento in crosta con prodotti naturali come l’olio extravergine d’oliva, il concentrato di pomodoro o i fondami d’olio d’oliva e la stagionatura su assi di legno di abete in ambienti sia climatizzati che naturali. “I Formaggi della Famiglia Busti” è il marchio distintivo dei prodotti del Caseificio Busti che ne garantisce l’autenticità e l’origine. Alessandro e Remo Busti, pastori originari dell’Alta Garfagnana, iniziarono la loro attività di caseificazione nell’ottobre del 1955, a pochissima distanza dall’attuale sito produttivo di Acciaiolo, nel comune di Fauglia. Oggi Stefano Busti, erede di questa preziosa tradizione insieme ai figli Marco e Benedetta, conduce l’Azienda di famiglia ed è personalmente coinvolto nella produzione e nel controllo qualitativo dei prodotti, fatti ancora oggi con gli stessi criteri di allora.

Lo stabilimento di Acciaiolo, Fauglia (PI)

Costruito ex-novo in armonia con il territorio circostante ed inaugurato nel settembre 2011, si sviluppa su una superficie di circa 5.200 metri quadrati distribuiti su due livelli. Il piano terra è interamente dedicato alla “parte produttiva”, riservato alla produzione dei formaggi e delle ricotte, alla preparazione e al confezionamento; il piano primo è destinato alla stagionatura dei formaggi in celle frigorifere a temperature ed umidità controllate. L’ausilio dei moderni impianti di processo e il forte investimento sull’innovativo sistema di climatizzazione dello stabilimento, in sinergia con la consolidata tradizionalità delle produzioni, contribuiscono a migliorare giorno dopo giorno la qualità dei nostri formaggi. Con il desiderio di far conoscere la propria realtà artigianale il Caseificio è sempre aperto al pubblico e l’Ufficio Qualità accoglie visite guidate con percorsi didattici dedicati a bambini e ragazzi di tutte le età o per semplici visite seguite da una ricca degustazione finale.

Info su www.caseificiobusti.i

Intervista – Oggi il Tirreno dedica una pagina al nostro Presidente e a CNA Pisa

Una pagina di intervista su Il Tirreno – Pisa in cui Matteo Giusti espone le linee del piano di lavoro dei prossimi anni come Presidente di CNA Pisa

 

Matteo Giusti a Puntoradio: Investimenti, legalità, Innovazione e Export

Matteo Giusti, eletto per un nuovo mandato alla guida di CNA Pisa, ha risposto alle domande di Massimo Marini in un’intervista ai microfoni di Puntoradio

Più investimenti, più legalità su aspetti concreti e meno su controlli formali e burocratici, innovazione ed export: questi i temi da coltivare per crescere!

Qui puoi ascoltare il podcast dell’intervista

Matteo Giusti confermato alla guida di CNA Territoriale di Pisa

“Investimenti pubblici, lotta alla criminalità, legalità: le nostre priorità. CNA a trazione sindacale, cambia pelle per costruire l’economia del futuro: innovazione, lavoro, etica e qualità come fanno i nostri campioni d’impresa”

“Investimenti pubblici, lotta alla criminalità, legalità: le nostre priorità. CNA a trazione sindacale, cambia pelle per costruire l’economia del futuro: innovazione, lavoro, etica e qualità come fanno i nostri campioni d’impresa”

Alla presentazione pubblica di Matteo Giusti sono intervenuti il Sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, la Vice Presidente della Provincia, Giulia Deidda, il Presidente della Camera di Commercio di Pisa, Valter Tamburini.

Ha svolto l’intervento conclusivo il Vice Presidente nazionale di CNA Andrea Di Benedetto, che è stato confermato anche nella presidenza della CNA Territoriale di Pisa, insieme a Elena Fariello, mentre i nuovi ingressi sono: Francesco Oppedisano, Luca Benedettini, Marco Ammannati e Rossella Giannotti.

“Da qui si parte per una nuova stagione di lavoro e di impegno serio – ha incalzato Matteo Giusti – insieme al nuovo e rinnovato gruppo dirigente che è uscito dalle Assemblee elettive di mestiere e alla squadra di dipendenti, tecnici e funzionari che, non ho dubbi, continuerà a supportarci con professionalità e dedizione. Ecco, se dovessi darmi un unico traguardo da qui alla prossima Assemblea Elettiva, vorrei poter dire fra quattro anni: “Le nostre aziende e i nostri imprenditori sono molto più orgogliosi di appartenere a questa associazione di quanto lo erano nel 2017”.
“Siamo una organizzazione profondamente democratica e prima di arrivare qui davanti a tutti voi abbiamo organizzato e gestito 18 Assemblee di Mestiere, 2 Assemblee di Raggruppamenti di Interesse (Giovani Imprenditori e Donne Imprenditrici), 4 Assemblee zonali (Area Pisana, Area Valdera, Area Vandicecina e Area Cuoio), l’Assemblee di CNA Pensionati. Abbiamo eletto 18 portavoce di Mestiere, 4 Presidenti di Zona, il Presidente di CNA Pensionati. Ciascuno di questi Portavoce e Presidenti sarà coadiuvato da Uffici di Presidenza che coinvolgono oltre 150 imprenditori anch’essi individuati ed eletti nelle varie assemblee. Sono stati nominati 52 Delegati per l’Assemblea Provinciale elettiva in aggiunta ai 25 membri di diritto, 33 imprenditori Delegati per le Assemblee delle Unioni Regionali CNA in aggiunta ai 18 Portavoce che vi partecipano di diritto. È stato un autentico tour de force di un paio di mesi che, oltre al sottoscritto, ha visto impegnata tutta la nostra struttura, in particolare i funzionari coordinati dal Direttore Generale. Ieri pomeriggio si è svolta la nostra Assemblea Elettiva e io, Matteo Giusti, sono stato eletto Presidente Territoriale all’unanimità. Mi affiancheranno i 6 Imprenditori dell’Ufficio di Presidenza e i 30 della Direzione”.
I NUMERI E LA RAPPRESENTANZA
Siamo tanti!! – ha fatto notare Giusti – Negli ultimi tre anni, purtroppo, molte nostre aziende hanno pagato a caro prezzo la crisi, hanno chiuso, sono fallite, hanno messo in liquidazione l’attività, hanno avviato procedure concorsuali o, talvolta, hanno abbandonato l’Associazione perché semplicemente il pagamento della pur ridotta quota annuale, era diventato un problema…..Nonostante questa terribile situazione, la nostra Associazione è cresciuta in valori assoluti: 2600 aziende iscritte nel 2014, 2800 nel 2016 con 3.200 imprenditori associati nel 2014 e quasi 3.400 nel 2016. A questi vanno aggiunti i quasi 3.000 ex imprenditori iscritti stabilmente alla nostra CNA Pensionati.
In questi ultimi due anni di mia presidenza ci siamo impegnati con convinzione e determinazione per recuperare un rapporto costruttivo con le Istituzioni del nostro territorio e qualcosa abbiamo ottenuto, penso alla sottoscrizione di numerosi Protocolli di Intesa in materia di appalti con i Comuni del nostro territorio, ma c’è ancora molto da fare e su questo terreno impegnerò prioritariamente la mia Presidenza. Certamente non potremo più consentire a nessun Sindaco o Assessore di scaricare sulla struttura tecnica il tema della concertazione e del confronto con la nostra Associazione. Ciascuno si prenda le sue responsabilità facendo in modo che il messaggio arrivi “forte e chiaro” ai Dirigenti Pubblici e alle strutture operative.
Chiediamo maggiori investimenti
Il problema è la carenza della domanda e non la rigidità dell’offerta. Il moltiplicatore fiscale degli investimenti è di due-tre volte maggiore di quello della riduzione delle imposte che in realtà è inferiore all’unità. Serve quindi un incremento netto degli investimenti di almeno ½ punto di PIL l’anno per almeno tre anni per finanziare un grande piano per il sostegno delle MPMI, del lavoro e per l’ambiente. I settori di intervento più utili ed urgenti dovrebbero essere quelli della manutenzione urbana delle nostre città con priorità assoluta alle aree colpite da eventi catastrofici, della messa in sicurezza del territorio, della prevenzione contro il dissesto idrogeologico, della viabilità minore, della messa in sicurezza delle scuole di ogni ordine e grado, delle bonifiche dei siti inquinati
Chiediamo la riduzione delle tasse
La nostra organizzazione calcola oramai da molti anni il giorno nel quale smettiamo di lavorare per pagare tasse, contributi e oneri vari: siamo oltre la metà del mese di agosto!!! Due terzi della ricchezza che produciamo, noi la vediamo soltanto passare dalle nostre casse a quelle dello Stato: non va bene, non possiamo più andare avanti così!!! Ovviamente, per noi, la lotta all’evasione risulterà efficace solo quando ciò produrrà, davvero, una riduzione del carico fiscale sulle imprese che rappresentiamo e sui cittadini che pagano puntualmente le tasse. Finora non è ancora mai successo!!!.
Chiediamo la lotta criminalità, più legalità e controllo del territorio
Un altro tema collegato al precedente e sul quale intendo posizionare in modo chiaro la nostra Associazione è quello della Legalità, dell’Etica e della lotta alla criminalità organizzata che in epoca di globalizzazione, dobbiamo dircelo, riguarda da vicino anche i nostri civilissimi territori.
COSA FAREMO
“E’ necessario che anche la nostra organizzazione cambi pelle e aggiorni le chiavi di lettura e le categorie con le quali cerca di interpretare il proprio ruolo per la tutela degli interessi dei nostri associati. – Ha continuato ad argomentare Giusti – dobbiamo agire sia al nostro interno sia nella percezione di noi che si ha all’esterno. Occorre mettersi da subito a lavorare per costruire una nuova visione del futuro condivisa dalle nostre imprese e dai nostri imprenditori ampliando il più possibile gli spazi per il loro coinvolgimento, soprattutto di quelli più propensi all’innovazione, i nostri piccoli e grandi campioni (e sono tanti) che fanno della qualità, dell’etica d’impresa, della legalità e della responsabilità sociale, gli assi portanti delle loro attività. Dobbiamo assolutamente recuperare l’orgoglio di essere imprenditori, contrastando con forza l’idea diffusa, sbagliata e anche offensiva che ci disegna come una congrega di persone dedite esclusivamente alla tutela dei propri interessi personali, elusori per definizione, evasori tutte le volte che possono. Noi non siamo questo, siamo persone con idee e coraggio, con sogni, aspirazioni e idealità; certo anche noi ricerchiamo il benessere e la tranquillità economica, ma non prendiamo soltanto, restituiamo molto ai nostri territori in termini di ricchezza e lavoro, facciamo impresa nel luogo in cui viviamo e questo fa si, in buona sostanza, cha la nostra Associazione, pur nella diversità dei ruoli, sia partner leale, credibile, garanzia per chiunque abbia a cuore la crescita armonica sul piano economico e sociale del nostro territorio; non solo imprenditori, ma cittadini!”.
LE PROPOSTE IN SINTESI. NOI VOGLIAMO:
· ottenere le migliori condizioni per lo sviluppo delle nostre imprese: fisco, credito, energia, lavoro, semplificazione della burocrazia;
· collaborare con i governi locali, regionali, nazionali ed europei per la ripresa dell’economia, lo sviluppo dell’occupazione, la rigenerazione delle città, il rilancio del turismo, l’innovazione;
· uno Stato moderno, democratico, inclusivo, snello, efficace, efficiente, che investe nello sviluppo e nella formazione;
· essere in Europa e nel mondo con la nostra intelligenza, creatività, passione;
· valorizzare nei giovani spirito imprenditoriale, competenze, idee, creatività;
· rafforzare la connessione tra imprese e cittadini ripensando un nuovo modello di welfare;
· essere il futuro dell’Italia che lavora, produce, innova, investe, crea ricchezza e bellezza
IL MANIFESTO DELLE IMPRESE
· Siamo gli imprenditori dell’artigianato, dell’industria, del commercio e del turismo; siamo i lavoratori autonomi e i professionisti;
· Siamo gli imprenditori che operano sul mercato concorrenziale, senza privilegi, sussidi, protezioni;
· Siamo gli imprenditori che rischiano, investono e lavorano nelle proprie imprese, animati da una profonda etica del lavoro;
· Siamo gli imprenditori che sostengono la legalità, la professionalità e la competenza. Disponibili e corretti nei rapporti con clienti e fornitori;
· Siamo gli imprenditori del territorio che animano e rendono attrattive le città e consentono di godere delle bellezze artistiche e paesaggistiche dell’Italia;
· Siamo gli imprenditori che conoscono il valore del territorio e rispettano l’ambiente;
· Siamo gli imprenditori dell’economia reale che creano valore attraverso la qualità e la bellezza dei loro prodotti e fanno grande il Made in Italy nel mondo;
· Siamo gli imprenditori che creano occupazione, integrano i lavoratori stranieri, trasmettono arti e mestieri e valorizzano le capacità e l’impegno dei propri collaboratori;
· Siamo gli imprenditori che sostengono l’economia e lo sviluppo del Paese, adattandosi con flessibilità ai cicli economici, attraverso l’innovazione tecnologica;
· Siamo gli imprenditori che si riconoscono in CNA, una grande rete di imprese italiane.
LE CONCLUSIONI DEL PRESIDENTE DI CNA PISA
C’è davvero tanta carne al fuoco, roba da far tremare i polsi, ma ogni viaggio inizia sempre con il primo passo e saremo vincenti se questo primo passo lo faremo insieme, all’unisono. Per parte mia garantisco la massima trasparenza e disponibilità al confronto aperto e continuo con ciascuno di voi, renderò periodicamente il conto di quello che facciamo. Buon lavoro a tutti noi.
Per informazioni: 
Maurizio Bandecchi 
Tel: 348 7807224