Articoli

FATTURAZIONE ELETTRONICA – Deleghe agli intermediari per la gestione dell’intero processo

Da fine agosto in campo procedure massive con gestione accentrata

Come è noto l’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento n.117689 del 13 giugno 2018, ha disciplinato le modalità di conferimento delle deleghe agli intermediari per l’utilizzo dei servizi legati alla fatturazione elettronica e specificato le funzionalità e le informazioni che saranno rese disponibili ai delegati in virtù dell’utilizzo dei servizi medesimi, nel rispetto della legge sulla privacy (cfr Notizia 22 giugno 2018).

Rispetto a quanto già indicato nella predetta Notizia 22 giugno 2018 è importante sottolineare che, laddove sia già in corso una delle deleghe previste dal modello unico di delega (ad esempio quella per l’accesso al cassetto fiscale), il nuovo rilascio della delega, effettuata flaggando il campo corrispondente nell’attuale modello UNICO, rinnova il tempo di durata della delega stessa.

Attualmente, l’esercizio delle deleghe indicate nel modello unico  è conferito dal titolare di partita Iva:

  • direttamente attraverso le funzionalità rese disponibili, all’interno della propria area riservata, agli utenti Entratel/Fisconline;
  • presentando l’apposito modulo di delega/revoca presso un qualsiasi Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate.”.

La presentazione del modulo cartaceo da parte del contribuente presso qualsiasi sede territoriale dell’Agenzia delle Entrate può essere delegata all’intermediario. In questo caso occorre che il soggetto rilasci al proprio intermediario la procura speciale di cui all’articolo 63 del DPR 600/1973, debitamente sottoscritta dal soggetto delegante con firma autenticata.

E’  bene ricordare che, a seguito delle ultime modifiche apportate al citato articolo 63 (cfr. art. 7-quater, comma 1, D.L. 30 settembre 2005, n. 203 e art. 6-bis, comma 1, D.L. 22 ottobre 2016, n. 193 entrambi convertiti), oltre ai professionisti iscritti in albi professionali e soggetti equipollenti,  sono abilitati ad autenticare le firme contenute nelle procure anche le seguenti figure:

  1. coloro che, in possesso del titolo di studio ed in qualità di ragionieri o periti commerciali, hanno svolto per almeno dieci anni, alle dipendenze di terzi, attività nelle materie tributarie ed amministrativo-contabili;
  2. coloro che sono iscritti nel ruolo o nel registro dei revisori ufficiali dei conti o dei revisori contabili, ed hanno svolto almeno cinque anni di attività;
  3. coloro che hanno conseguito da almeno due anni il diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio;
  4. professionisti di cui alla norma UNI 11511 certificati e qualificati ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4.

Quando la procura è rilasciata ad un funzionario di un centro di assistenza fiscale o di una società di servizi di cui all’articolo 11 del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164, l’autentica della firma deve essere rilasciata dal responsabile dell’assistenza fiscale del predetto centro o dal legale rappresentante della predetta società di servizi.

E’ bene sottolineare che l’autenticazione da parte del rappresentate per l’assistenza fiscale del Caf ovvero del rappresentante legale della società di servizi è indispensabile solamente qualora il funzionario a cui è rilasciata la procura non sia compreso nei soggetti indicati dal terzo periodo del comma 2 dell’articolo 63 del DPR 600/1973, compresi, quindi, quelli indicati nei suddetti punti da 1 a 4. Qualora il funzionario sia in possesso dei menzionati requisiti potrà  autenticare la firma del soggetto che sottoscrive la procura.

Nonostante tali possibilità diverse sedi delle CNA hanno rappresentato serie difficoltà nell’adottare tali procedure, specialmente laddove si chiede il rilascio delle deleghe per moltissimi contribuenti assistiti. Difficoltà operative che, spesso, sono state riscontrate anche dalla rispettiva sede territoriale dell’Agenzia delle Entrate.

Proprio per risolvere tali problematiche, sentita a riguardo  l’Agenzia delle Entrate per le vie brevi, siamo in grado di anticipare che, già dalla fine del mese di agosto, verranno messe in campo delle procedure interamente telematiche che consentiranno agli intermediari di inviare le deleghe sottoscritte dai propri assistiti, anche in forma massiva. Deleghe che verranno gestite da un team ad hoc dell’Agenzia delle Entrate nel più breve tempo possibile e sicuramente adottando criteri uniformi per il rilascio.

FATTURAZIONE ELETTRONICA – Nessuna fattura per le cooperative che lavorano con la PA

 

Per i lavori prestati dai soci delle cooperative che lavorano vs la PA nessuna E_fattura – Non sono sub-appalti o sub-forniture

L’obbligo di fatturazione elettronica in capo al consorzio non si estende ai rapporti interni tra imprese consorziate  e consorzio aggiudicatario di un appalto nei confronti della PA o facente parte della filiera dei contratti di subappalto. Questo perché le prestazioni effettuate dalle imprese consorziate al rispettivo consorzio non possono essere inquadrate come un contratto di subappalto.

Ciò è quanto precisato di recente dall’Agenzia delle Entrate con la circolare 13/E del 2 luglio 2018 (cfr. Notizia 03 luglio 2018) che chiarisce l’ambito soggettivo di applicazione dell’obbligo della e-fatture per subappaltatori e subcontraenti PA, entrato in vigore lo scorso luglio 2018.

Ti interessa? Continua a leggere sul sito di CNA nazionale CLICCANDO QUI

FATTURA ELETTRONICA – Apprezzabile l’impegno allo slittamento per i carburanti

CNA: “Apprezzabile l’impegno allo slittamento per i carburanti. Ora necessari altri sei mesi di sperimentazione”

“CNA apprezza l’impegno assunto dal ministro Luigi Di Maio di far slittare l’obbligo della fatturazione elettronica, per le cessioni di carburante ai soggetti con partita Iva, al 1° gennaio 2019.

CNA aveva chiesto almeno sei mesi di tempo per consentire alle imprese di prepararsi all’utilizzo della fatturazione elettronica e all’amministrazione finanziaria di sciogliere i nodi operativi ancora irrisolti.

È tuttavia fondamentale che il rinvio interessi anche i subappaltatori o subcontraenti della PA per il quali l’obbligo scatterebbe sempre il 1 luglio prossimo.

Da gennaio, però, dovrà partire un successivo semestre di sperimentazione per un avvio graduale dei nuovi  adempimenti,  periodo nel quale dovrà essere consentito il doppio regime di fatturazione, su carta e digitale, per scongiurare anche il rischio di blocchi del sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate che renderebbero impossibile l’arrivo delle fatture a destinazione e il relativo incasso”. Lo si legge in un comunicato della CNA.

Roma,  26 giugno 2018

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

FATTURAZIONE ELETTRONICA – Emanate le prime soluzioni operative in linea con le richieste della CNA

Ora occorre un governo per proroga e sperimentazione

Con il provvedimento attuativo numero 89757/2018 del 30 aprile 2018 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le istruzioni operative, vale a dire le regole tecniche ed i primi chiarimenti applicativi per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche tra soggetti privati il cui obbligo scatterà, in base all’attuale normativa, dal 1° gennaio 2019.

Il provvedimento accoglie la maggior parte delle richieste di semplificazione avanzate dalla CNA nell’ambito del Forum italiano sulla fatturazione elettronica, coordinato dall’Agenzia delle Entrate. Per quanto riguarda, invece, il rinvio dell’obbligo di fatturazione elettronica per la cessione dei carburanti e la previsione di un periodo di sperimentazione occorrerà attendere la formazione del Governo.

Rinviando, per gli opportuni approfondimenti, ad una circolare di prossima emanazione, si anticipano di seguito i principali obiettivi raggiunti:

  1. App e software gratuiti per emettere e trasmettere allo SdI le fatture elettroniche. Al fine di rendere agevole, efficiente e poco onerosa la gestione del nuovo processo obbligatorio di fatturazione, l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione gratuitamente una procedura web, un’app utilizzabile da smartphone ed un software da installare sul PC che consentiranno la predisposizione e la trasmissione tramite lo SdI delle fatture elettroniche;
  2. Conservazione elettronica delle e-fatture. La conservazione effettuata dallo SdI ha valenza fiscale, civilistica e penale. Nello specifico, i cedenti/prestatori e i cessionari/committenti residenti, stabiliti o identificati in Italia possono conservare elettronicamente le fatture elettroniche e le note di variazione trasmesse e ricevute attraverso il Sistema di interscambio, utilizzando il servizio di conservazione elettronica, conforme a quanto previsto dal Codice dell’Amministrazione Digitale (Cad), gratuitamente messo a disposizione dall’Agenzia delle entrate, dopo aver aderito, anche tramite intermediari, all’accordo di servizio pubblicato nell’area riservata del sito web dell’Agenzia.
  3. Ruolo degli intermediari nella gestione delle e-fatture. Gli intermediari possono ricevere e trasmettere le fatture per conto dei propri assistiti e, previa delega, consultare ed acquisire le fatture o i duplicati informatici messi a disposizione in una apposita area riservata. La delega può essere conferita e revocata tramite le funzionalità rese disponibili nel sito web dell’Agenzia o presentando l’apposito modulo presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate.
  4. Eliminazione delle ricevuta di rifiuto o accettazione della e-fattura. Al fine di arginare pratiche commerciali scorrette volte a ritardare il pagamento delle fatture, sono state eliminate le notifiche di rifiuto/accettazione della fattura elettronica.

Per leggere la circolare, le specifiche tecniche e il provvedimento CLICCA QUI

 

FATTURA ELETTRONICA – CNA: “Pesanti rischi per le piccole imprese. Ne va rinviata l’introduzione”

L’entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria per tutte le imprese tra soli nove mesi rischia di arrecare un grave danno al sistema produttivo, in particolare alle imprese di minore dimensione. Per questo ne è indispensabile un rinvio.

È quanto emerge dai lavori della Commissione nazionale di 19 esperti costituita dalla CNA con l’obiettivo di studiare i problemi che derivano dalla introduzione della fatturazione elettronica e di individuare una soluzione ottimale per le imprese e per le istituzioni.

La Commissione ha messo in luce i pesanti rischi dell’appuntamento del primo gennaio 2019. Non ritiene una scelta saggia l’avvio del sistema senza farlo precedere da un periodo adeguato di sperimentazione e di test rigorosi e controllati, concordati e condivisi con le grandi associazioni di rappresentanza delle imprese. Va scongiurato, prima di tutto, il rischio che si blocchi rendendo impossibile l’arrivo delle fatture a destinazione e il relativo incasso.

Insieme all’avvio graduale occorre eliminare da queste procedure la firma elettronica, riducendo all’osso le informazioni necessarie alla compilazione corretta e completa della fattura elettronica. Su richiesta delle imprese, inoltre, lo Sdi (Servizio di interscambio digitale dell’Agenzia delle Entrate) dovrà trasmettere le fatture anche agli intermediari e fornire gratuitamente il servizio di archiviazione elettronica delle fatture per tutti i fini fiscali e civilistici.

La Commissione di esperti chiede infine che, contestualmente all’entrata in vigore della fatturazione elettronica, vengano: 1) eliminati split payment, reverse charge e obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva; 2) innalzato il limite da cui scatta l’obbligo di apposizione del visto di conformità per poter compensare i crediti fiscali da 5mila a 50mila euro; 3) effettuati i rimborsi Iva entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale; 4) ridotta in maniera consistente la ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per lavori edili per cui si rende applicabile la detrazione fiscale.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)