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EDILIZIA – Rotte le trattative del contratto dell’artigianato e delle Pmi

“Le Associazioni nazionali di categoria CNA Costruzioni, CONFARTIGIANATO Anaepa, CASARTIGIANI Fiae e CLAAI Edilizia, aprendo, ieri 26 luglio, la riunione del tavolo negoziale con UIL-Feneal, CISL-Filca e CGIL Fillea,  hanno dichiarato interrotta la trattativa per il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle imprese Artigiane e Pmi dell’edilizia e affini”. Lo si legge in un comunicato congiunto.

“Le organizzazioni delle imprese artigiane e delle Pmi si sono dichiarate indisponibili a proseguire il negoziato per il rinnovo del contratto, scaduto il 30 giugno 2016, fino a quando non verrà eliminato l’obbligo di applicare i contenuti del contratto dell’industria a tutte le imprese iscritte alle Casse Edili indipendentemente dal CCNL applicato ai propri dipendenti”.

“Le imprese artigiane e le Pmi del settore edile, che applicano il CCNL Artigiano e Pmi – conclude la nota – non accetteranno mai di applicare coercitivamente un accordo discusso e concordato in altri contratti collettivi”.

Interruzione delle Trattative per il Rinnovo del CCNL Artigiani e PMI dell’Edilizia e affini – lo stato della trattativa

Il 27 luglio si è tenuta, come previsto, la seduta della trattativa per il rinnovo del CCNL in oggetto tra le Associazioni nazionali di categoria ANAEPA/Confartigianato, CNA/Costruzioni, FIAE/Casartigiani, CLAAI Edilizia, e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA –CGIL.

In apertura, però, il nostro Presidente Nazionale ha ritenuto necessario dichiarare la trattativa sospesa fino a quando non verrà superato il grave attacco all’autonomia contrattuale del CCNL per i dipendenti delle imprese Artigiane e PMI dell’edilizia e affini, ed analoghe dichiarazioni sono state fatte dai rappresentanti delle altre OO.AA presenti al tavolo.

Le Organizzazioni Artigiane hanno fatto presente che affinché si possano nuovamente sedere a quel tavolo contrattuale occorre il superamento di una serie di passaggi contenuti nel recente verbale d’accordo tra ANCE-Coop e FENEAL FILCA e FILLEA, laddove si afferma che tutte le imprese iscritte alle Casse Edili, indipendentemente dal CCNL applicato ai propri dipendenti, devono applicare alcune previsioni, su materie importanti, contenute nel verbale citato.

Le Organizzazioni Artigiane ritengono che, a fronte di una rottura del patto intercategoriale che avrebbe dovuto garantire a tutte le organizzazioni del settore una sostanziale omogeneità dei livelli retributivi, già in atto a seguito del rifiuto di posticipare la decorrenza dell’ultima tranche di aumenti prevista dal contratto precedente, ed al permanere fino alla seconda metà del 2020 di un differenziale salariare che avvantaggia il settore industriale, non sia accettabile cercare di imporre surrettiziamente alle imprese artigiane e PMI costi non previsti dal contratto sottoscritto dalle loro rappresentanze, presenti solo nel nuovo accordo per l’industria edile.

Non è possibile né compatibile con la vigente legislazione del lavoro, sostenere che ciò che si concorda in un CCNL valga obbligatoriamente anche per chi applica altri ed autonomi CCNL, sottoscritti tra organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Le imprese artigiane e PMI del settore edile che applicano il CCNL Artigiano e PMI non accetteranno di applicare coercitivamente ciò che viene discusso a concordato in altri contratti per il solo fatto di essere iscritte nelle casse edili di promanazione del CCNL Industria, in aree in cui spesso non hanno possibilità alternative, non essendovi in molte regioni Edilcasse o Casse Edili Artigiane, per la responsabile scelta, fatta 20 anni fa, di non dar vita a nuovi enti bilaterali, nella prospettiva di una progressiva unificazione dei diversi sistemi bilaterali, di fatto rimasta quasi sempre disattesa.

Le OO.AA. hanno conseguentemente deciso di inviare alla CNCE e quindi a tutte le Casse edili, una diffida a non porre in essere comportamenti concreti lesivi dell’autonomia contrattuale del settore artigianato e PMI.

Ci è sembrato necessario informarvene anche perché assumiate sul territorio i comportamenti conseguenti, a tutela delle imprese che rappresentiamo.

Vi informiamo infine che l’altro ieri è stato sottoscritto un nuovo accordo per la costituzione di un apposito fondo per una copertura di garanzia del Fondo APE, che alleghiamo, e che ciò ha consentito ieri l’approvazione del Bilancio CNCE al 30 settembre 2017, con l’impegno di:

– convocare entro il mese di settembre p.v. il Comitato della Bilateralità al fine di verificare le modalità realizzative e la composizione della

governance per la formale costituzione del suddetto Fondo (in una forma che abbia personalità giuridica).– Inoltre, come previsto dall’accordo sulla revisione della contribuzione al Fondo APE sottoscritto tra le parti sociali il 31 gennaio 2018, in occasione del suddetto Comitato della Bilateralità, le parti effettueranno, entro e non oltre il prossimo mese di settembre, una valutazione completa delle condizioni di equilibrio economico del Fnape, al fine di definire la contribuzione che entrerà in vigore dal mese di ottobre 2018.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

 

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Maurizio Bandecchi

Vice Direttore

Coord. Sindacale

Resp. Comunicazione & Marketing, Stampa

CNA provinciale di Pisa

tel 050876557 fax 050876599 mob 348 780 7224

bandecchi@cnapisa.it

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EDILIZIA – Tutti i dettagli sulle nuove semplificazioni

Nella conferenza unificata  Stato –Regioni  è stato raggiunto l’accordo (dopo sei mesi di lavoro) sulle  prime 58 definizioni  (ma la lista è ancora aperta ) degli interventi di edilizia privata che non richiedono comunicazioni (Cil, Cila, Scia) né permesso di costruire.

Lo schema di decreto Infrastrutture-Semplificazione e PA con il  glossario dell’edilizia libera  (in allegato entrambi) saranno  immediatamente operativi una volta pubblicati in Gazzetta, senza cioè necessità di adozione o recepimento con atto regionale o comunale.

La lista (in attuazione del Dlgs 222/2016) traccia un confine tra una miriade di piccoli interventi di manutenzione e miglioramento che nel Testo unico edilizia (Dpr 380/2001) sono indicati solo per capitoli. Concretamente, il glossario agisce su due linee:

1 Da un lato, mette insieme tutte le opere per le quali era già pacifico che non fosse necessario un titolo abilitativo (facendo soltanto un’operazione compilativa, comunque molto utile per gli operatori ed i cittadini);

2 Dall’altro, invece, illustra i casi al limite per i quali, da adesso, i Comuni non potranno imporre vincoli.

Ad esempio:

In edilizia libera c’è un ampio elenco di opere di arredo da giardino ( muretti, fontane, ripostigli per attrezzi, ricoveri per animali)  che sono oggetto di frequenti contestazioni, ma che- da adesso-  diventano inattaccabili. Discorso simile per le tensostrutture. Anche qui arriva un chiarimento: per l’installazione servirà una comunicazione, mentre tutte le attività successive (manutenzione, riparazione, rimozione) saranno libere.

Nessuna autorizzazione sarà necessaria per i pannelli solari e fotovoltaici, fuori però dai centri storici. O per l’adeguamento degli impianti di estrazione fumi, che magari indirizzino le emissioni in maniera diversa: interventi molto importanti per le piccole attività produttive.

CNA Costruzioni, che fin dall’inizio ha partecipato attivamente con un suo rappresentante ai lavori del  DPT della Funzione Pubblica  dove vengono costruite le proposte anche sul fronte della semplificazione in edilizia ha da sempre espresso la sua posizione in materia (tradotta anche in proposte concrete nella sede citata) :semplificare è l’unica strada per far ripartire l’edilizia,  così come conoscere da subito  fin dove ci si può spingere senza coinvolgere il professionista tecnico agevola sicuramente le imprese ed i cittadini.

Continuando sul percorso della collaborazione istituzionale, CNA Costruzioni sarà successivamente coinvolta dal Dipartimento della Funzione Pubblica per la stesura dei glossari relativi alle attività che hanno bisogno dei titoli abilitativi (CILA, SCIA e permesso di costruire).

 Per informazioni e approfondimenti: 

Graziano Turini – CNA Pisa

turini@cnapisa.it

VENDITA PRODOTTI DA COSTRUZIONE – Nuove norme

Rete Imprese Italia in audizione al Senato: Bene, ma graduare sanzioni

Rete Imprese Italia apprezza le nuove norme all’esame del Parlamento sulla vendita dei prodotti da costruzione ma sollecita gradualità nell’applicazione delle sanzioni.

Lo ha indicato oggi nel corso di un’audizione alla Commissione Territorio, ambiente, beni ambientali del Senato sullo schema di decreto legislativo, presentato dal Governo, per adeguare alle disposizioni europee le norme italiane sulla commercializzazione dei prodotti da costruzione.

A giudizio di Rete Imprese Italia, il provvedimento all’esame del Senato rappresenta una buona occasione per regolare meglio il mercato, attivare gli organismi di controllo, spingere le imprese a mettersi in regola.

Tuttavia Rete Imprese Italia si aspetta che le sanzioni dello schema di decreto siano proporzionate alla gravità delle violazioni e graduate in rapporto al livello di responsabilità di ciascun operatore della filiera.

Inoltre, Rete Imprese Italia chiede che ai prodotti unici non sia richiesto l’adeguamento alle specifiche prestazionali previste per i prodotti in serie.

Tra le indicazioni di Rete Imprese Italia anche la necessità di includere nelle nuove norme la corresponsabilità dei committenti, il coinvolgimento delle Associazioni d’impresa di tutta la filiera del settore delle costruzioni nel Comitato nazionale di coordinamento per i prodotti da costruzione, la creazione di un sito Internet pubblico che raccolga e aggiorni i prodotti e i materiali per i quali è obbligatoria la dichiarazione di prestazione e la marcatura Ce con l’obiettivo di garantire la trasparenza del mercato e la libera concorrenza delle imprese che operano nel rispetto della legge.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)