ORAFI – Forti dubbi sul decreto legislativo appena approvato

La CNA si era espressa favorevolmente ad un provvedimento sull’antiriciclaggio e che inquadrasse i “compro oro” diffusissimi sul territorio nazionale, ma ancora fuori controllo. Ad una lettura attenta del provvedimento (pubblicato solo il 20 giugno scorso), si è andati ben oltre le intenzioni di disciplinare un’attività non ancora censita e priva di un proprio codice ateco come quella dei compro oro. La nuova legge colpisce anche gli orafi artigiani e le piccole imprese orafe.

Ecco i punti critici che la CNA intende modificare e semplificare:

  1. Iscrizione per via telematica al registro dell’OAM, un registro attualmente inesistente a pochi giorni dall’entrata in vigore del provvedimento e che l’OAM ha tempo tre mesi per avviare a un costo ancora da stabilire.
  2. Non sono ancora stabilite le modalità tecniche di inoltro dei dati e di alimentazione del registro perché bisogna aspettare 90 giorni il decreto.
  3. Utilizzo di un conto corrente bancario o postale dedicato in via esclusiva a queste operazioni, con un ulteriore maggiore costo per le aziende .
  4. Indicazione della quotazione dell’oro e dei metalli preziosi contenuti da rilevarsi attraverso una fonte affidabile e indipendente.
  5. Segnalazione all’UIF delle operazioni sospette nel momento stesso in cui si sta per effettuare l’operazione.
  6. il fermo amministrativo o cautelare per le operazioni tra operatori.

Cosa si intende fare

CNA e Confartigianato si incontreranno il prossimo 17 luglio in sede di discussione del contratto dei chimici, e in quella sede elaboreranno delle modifiche da sottoporre ai parlamentari, prima dell’entrata in vigore del regolamento prevista per il 5 ottobre. Le proposte di modifica saranno sicuramente presentate alla prossima edizione di settembre di VICENZA ORO. Vi terremo aggiornati degli sviluppi.

Per informazioni e approfondimenti: 

Barbara Carli 

carli@cnapisa.it