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NUOVA LEGGE REGIONALE APPALTI – “Un grande risultato”

Via libera alla nuova legge regionale sugli appalti: soddisfazione CNA
“Un grande risultato, frutto soprattutto del lavoro di CNA Toscana”

“Esprimiamo la nostra soddisfazione per la conclusione dell’iter della nuova Legge Regionale sugli appalti, una Legge che valorizza lavoro e aziende e può consentire finalmente di evitare che ogni gara di appalto si trasformi in una corsa suicida al ribasso con ripercussioni sui costi della manodopera, della sicurezza, della tutela della salute e soprattutto sulla qualità finale dell’opera o dei servizi messi a gara. Un rischio ancora maggiore in periodi di crisi economica, con la beffa di mettere ai margini le imprese più corrette e più attente alla qualità del lavoro e ai diritti dei lavoratori”, ha dichiarato Matteo Giusti Presidente di CNA PISA.

Il Consiglio Regionale della Toscana martedì 9 aprile ha dato via libera alla nuova legge sugli appalti, che traduce in norme i contenuti del Protocollo sugli appalti firmato nel gennaio scorso fra Regione Toscana, Anci Toscana, associazioni di categoria e sindacati. ”E’ un risultato importante – ha aggiunto Giusti – per le imprese toscane, frutto dell’impegno di CNA Toscana che ha lavorato per un intero anno al fine di raggiungere l’obiettivo di favorire la partecipazione agli appalti delle micro e piccole imprese locali”.

“Gli appalti pubblici muovono il 5 per cento del Pil regionale: è evidente il valore di questa nuova legge.” sottolinea Luca Benedettini, Portavoce per CNA Pisa delle imprese associate del settore edile in tutte le sue varie articolazioni, che prosegue: “Per favorire la partecipazione delle piccole imprese alle gare si rafforza, soprattutto per i servizi, l’obbligo di suddividere la gara d’appalto in lotti di dimensione adeguata. Si introducono specifiche premialità per raggruppamenti temporanei di piccole e micro imprese. Nei casi poi in cui la stazione appaltante decidesse di restringere il numero delle imprese per la partecipazione alle gare, soprattutto per i lavori pubblici, attraverso il criterio del sorteggio, si consente di riservare la partecipazione alle gare per una quota fino al 50% alle imprese con sede legale ed operativa in Toscana”.

La norma, che modifica la legge 38 del 2007, prevede il Durc di congruità, ovvero l’inserimento nel documento di regolarità contributiva (il Durc appunto, che va acquisito nella fase di esecuzione del contratto) di una ulteriore verifica della congruità fra numero dei lavoratori dichiarati, importo dell’opera e versamenti contributivi per contrastare il lavoro sommerso ed irregolare. La sperimentazione riguarda gli appalti sopra i 2 milioni di euro.

Qualche dato sugli appalti in Toscana

Secondo gli ultimi dati disponibili (Irpet), il numero delle procedure di gara di importo superiore ai 40 mila euro è stato nel 2017 pari a 9.101, 887 in più rispetto al 2016. E il 2018, dalle prime rilevazioni, risulta in linea con il precedente anno. In particolare nel 2017 sono state fatte 2.590 gare di appalto per lavori, 3.606 per servizi, 1.194 per forniture sanitarie, 1.711 per forniture non sanitarie. Gli importi messi a gara sono stati in tutto pari a 6,1 miliardi (nel 2016 erano stati 4,9). Di questi 1.578 euro sono stati affidati per lavori, 2.810 euro per servizi, 392 mila per forniture non sanitarie e 1.294 per forniture sanitarie. I dati fanno riferimento non solo alle gare di Regione Toscana, ma alle procedure di tutte le stazioni appaltanti pubbliche del territorio, nonché delle amministrazioni centrali per contratti da eseguire in Toscana (che valgono da sole circa un terzo). A dicembre 2018, in occasione dell’approvazione del bilancio, la Regione ha previsto nel triennio 2019-2021 un miliardo di investimenti, metà dei quali concentrati sul 2019.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)