Imprese e tasse: i calcoli della CNA

A Pisa pressione fiscale stabile, stessi valori del 2016 e tax free day il 10/8. E le proposte della CNA

La classifica della pressione fiscale e del Tax Free Day delle piccole imprese in 135 città italiane

Nel 2016 il bis dell’anno precedente non c’è stato. Il sensibile calo della pressione fiscale registrato nel 2015, infatti, non ha avuto seguito. L’anno scorso il Total tax rate (Ttr) delle piccole imprese italiane è rimasto fermo al 60,9%, lo stesso livello raggiunto l’anno prima, quando era calato di ben tre punti sul 2014. E per quest’anno si prevede che il Ttr (in sostanza, il peso complessivamente esercitato dal fisco) sulle  piccole imprese salirà dello 0,3%, toccando il 61,2%. Lo stesso valore registrato a Pisa unico Comune della provincia monitorato da CNA Nazionale, che si colloca poco sotto la metà classifica, al 78° posto con un valore intermedio fra la migliore toscana, che è Arezzo con 55,9%, e Firenze, la peggiore, con il 69,3%.

Ma la stessa pressione media scenderebbe al 58,1% se le stesse imprese optassero per il nuovo regime previsto dall’Iri (l’Imposta sul reddito delle imprese, che alleggerisce la tassazione del reddito lasciato in azienda). Di certo, c’è che negli anni della crisi il Ttr è passato dal 59% del 2011 al 64,5% del 2012, al 63,7% del 2013 ed al 63,9% del 2014. A rilevarlo “Comune che vai, fisco che trovi”, il Rapporto 2017 dell’Osservatorio permanente CNA sulla tassazione delle Pmi, giunto alla quarta edizione, che analizza l’andamento della tassazione sulle piccole imprese in 135 città italiane, tra i quali tutti i capoluoghi di provincia. L’Osservatorio calcola il Ttr e individua il Tax free day (Tfd), il giorno della liberazione dalle tasse, la data cioè fino alla quale l’imprenditore deve lavorare – tutti gli anni – per produrre il reddito necessario ad assolvere gli obblighi fiscali e contributivi.

A differenza di altri organismi, anche di autorevoli istituzioni internazionali, l’Osservatorio CNA basa la sua analisi sull’impresa tipo italiana, con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431mila euro, un impiegato e quattro operai di personale, 50mila euro di reddito. L’andamento del Ttr si ripercuote anche sull’arrivo del Tfd, il giorno in cui l’imprenditore si libera del peso fiscale: dal seguente può finalmente cominciare a lavorare per sé e per la sua famiglia. L’anno scorso la liberazione fiscale delle piccole imprese in Italia è stata festeggiata il 10 agosto, proprio come a Pisa  identico allo scorso anno – secondo le previsioni dell’Osservatorio CNA – dovrebbe rimanere stabile, arretrando invece al 30 luglio per le piccole imprese che abbiano optato per l’Iri. Negli anni analizzati il Tfd è caduto sempre in agosto: il 2 (2011), il 22 (2012), il 19 (2013), il 20 (2014) e il 9 (2015).

Le proposte della CNA

“La pressione fiscale in Italia è troppo elevata, qualunque dato si prenda – ha osservato Matteo Giusti presidente CNA Pisa – il problema vero però risiede piuttosto nella iniqua distribuzione del carico, che si distingue in modo radicale secondo la natura del reddito e svantaggia le imprese, in particolare le piccole imprese personali. Ma la tassazione dei redditi prodotti dalle persone fisiche non può essere diversa a seconda della differente modalità con cui si genera reddito. E’ arrivato il momento di intervenire su un sistema fiscale evidentemente squilibrato per raggiungere tre obiettivi di utilità generale:

  • Ridurre la pressione fiscale garantendo maggiore equità nel prelievo tra diversi redditi da lavoro
  • Invertire sensibilmente la tendenza del trasferimento alle imprese degli oneri sui controlli
  • Usare in modo intelligente la leva fiscale per aumentare la domanda interna”.

Per raggiungere in tempi rapidi e senza oneri aggiuntivi questi tre obiettivi occorre, secondo CNA:

  • Ridurre la tassazione sul reddito delle imprese personali e sul lavoro autonomo, utilizzano le risorse provenienti dalla spending review e dalla lotta all’evasione
  • Rendere l’Imu pagata sugli immobili strumentali delle imprese completamente deducibile
  • Rivedere la tassazione Irpef delle imprese personali e degli autonomi, prevedendo delle riduzioni automatiche all’aumentare del reddito dichiarato rispetto al reddito ideale suggerito attraverso i nuovi Indicatori sintetici di affidabilità
  • Trasformare le detrazioni relative a spese per lavori edili in crediti d’imposta cedibili a intermediari finanziari
  • Definire il concetto di insussistenza di autonoma organizzazione per non assoggettare i soggetti all’Irap e aumentare la franchigia Irap ad almeno 30mila euro
  • Rivedere al più presto i criteri per l’attribuzione dei valori catastali degli immobili, al fine di allinearli periodicamente ai valori di mercato a invarianza di gettito
  • Agevolare il passaggio generazionale delle imprese individuali tramite la completa neutralità fiscale delle cessioni di azienda, al pari di quanto è previsto in caso di conferimenti
  • Evitare di spostare sulle imprese gli oneri dei controlli attraverso un uso intelligente della fatturazione elettronica, eliminando nel più breve tempo possibile tutti i regimi Iva del reverse change previsti attualmente, lo split payment, la ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per le quali sono riconosciute detrazioni fiscali.

La classifica per l’Italia è reperibile sul sito www.cna.it mentre quella Toscana, partendo dal dato migliore verso il peggiore, (oltre ai capoluoghi sono considerati Empoli e Scarperia) è:

Arezzo 55,9%
Massa 57,8%
Carrara 58,1%
Prato 58,9%
Empoli 59,2%
Lucca 59,4%
Pistoia 59.4%
Siena 60,7%
Pisa 61,2%
Livorno 61,6%
Scarperia 62%
Grosseto 65,1%
Firenze 69,3%