Divieti di circolazione, chiusura di ponti e strade: “La misura è colma: più manutenzioni, più investimenti e meno divieti”

La protesta di CNA Pisa
Matteo Giusti:
“Serve un piano di manutenzione delle opere. Non si può pensare di risolvere tutto semplicemente vietando il passaggio”.
Rolando Pampaloni:
“Burocrazie, lentezze, incertezze, tasse ed ora pure strade e ponti chiusi. Un mix di ostacoli che sta soffocando le nostre imprese”.

Continuano e si moltiplicano le ordinanze di chiusura ai mezzi pesanti di importanti tratti della viabilità locale. Interi tratti di strade, ponti, viabilità  di centri urbani sono interdetti al traffico pesante ma non troppo visto che si parla di mezzi superiori a 35 quintali: piccoli furgoni dunque.

Ad essere interessati non sono solo le categorie del trasporto merci e persone ma anche imprese edili, imprese agricole e tutte le aziende che dispongono di mezzi superiori a quelle portate. In pratica una buona parte del nostro sistema economico è stretto in una morsa sempre più implacabile dal proliferare dei divieti che provocano perdite di tempi, aggravi di costi, nuove e sempre più gravi inefficienze provocate dalla inadeguatezza del sistema di infrastrutture.

Nei prossimi giorni saranno chiusi tutti i ponti lungo la Sr 67 bis Arnaccio. Altri ponti oltre a quelli già chiusi, saranno oggetto di nuove ordinanze fondate su motivi di sicurezza.

“Prese singolarmente tutte queste decisioni sono difficilmente contestabili – ha detto Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa -. Ragioni di sicurezza, di vivibilità, di imprevedibilità degli eventi climatici, ed altri motivi oggettivi, impongono tali decisioni. Di certo però la mappa dei divieti di circolazione ai mezzi pesanti, e non solo, è diventata un labirinto inestricabile, un dedalo dove l’unica certezza sarà smarrire e disperdere la forza di quella parte del nostro apparato economico che sta resistendo alla crisi e che sta tenendo a galla tutto il sistema. Insomma, la misura è colma. Le imprese hanno bisogno di un contesto in cui le infrastrutture sono l’ossatura principale di una rete di servizi che deve funzionare”.

“Le istituzioni – prosegue Matteo Giusti – devono mettersi nell’ottica di accompagnare e tutelare il lavoro e l’attività economica e non solo di preoccuparsi di chi ha o dovrebbe avere la responsabilità della sicurezza di un ponte o di un tratto di strada. Non si può pensare di risolvere tutto semplicemente vietando il passaggio. Così quella infrastruttura non serve più, rinuncia al suo scopo, ad essere se stessa. Non si può subire l’onda dei divieti proliferati dopo alcuni disastri, senza reagire. Serve un piano di manutenzione delle opere da perseguire con serietà e tenacia nel tempo e non assistere a sempre nuovi zeli di chi, per non prendersi responsabilità ed evitare possibili conseguenze, esaspera urgenze e impone divieti”.

“Certo, se si ‘chiude’, non si sbaglia – commenta il Direttore CNA Pisa, Rolando Pampaloni -. La vera responsabilità non dovrebbe essere quella di impedire, bensì di garantirne l’uso. Serve un piano di investimenti nella cura del nostro territorio e delle infrastrutture che lo possono rendere di nuovo un ambiente fertile al proliferare dell’economia. Burocrazie, lentezze, incertezze, tasse ed ora pure strade e ponti chiusi. Un mix di ostacoli che sta soffocando le nostre imprese. Ma se le imprese non respirano si blocca tutto il resto. Servono interventi di altro tipo, e certo non nuove ordinanze e divieti, prima che sia troppo tardi”.