CNA Pensionati – In pensione ma sempre attivi

Sandro Ciulli confermato Presidente.

Le battaglie: aumento delle minime a €650, progetti concreti per solidarietà e sicurezza
È forte la denuncia che si alza dalla affollata assemblea di CNA Pensionati, ma altrettanto  forti sono le proposte. Sandro Ciulli confermato alla guida dei pensionati di CNA PISA snocciola prima i dati poi incalza con  proposte operative.
Una parte consistente di pensionati è a forte rischio povertà.
Un dato confermato anche per i pensionati pisani: considerando i soli trattamenti previdenziali, le pensioni private di importo basso nel nostro paese, compreso cioè tra 500 e 1.000 euro sono 6,5 milioni, di cui circa 4 milioni riguardano il fondo dipendenti, gli altri 2,5 milioni i fondi degli autonomi.
“Chiediamo un graduale adeguamento agli standard europei degli importi minimi di pensione – è la richiesta di Sandro Ciulli, nella foto durante l’Assemblea -. Il Comitato per i Diritti Sociali del Consiglio Europeo ha denunciato la violazione in Italia della Carta Sociale Europea: i minimi pensionistici non devono essere inferiori al 40% del reddito medio nazionale, 650 euro, anziché 502 euro, come ammontano attualmente le pensioni minime.”

“I pensionati con un reddito tra gli 8.000 e i 26.000 euro annui subiscono un carico impositivo maggiore di quello dei dipendenti di pari reddito, sia perché non ricevono il bonus IRPEF, sia perché l’andamento della detrazione risulta comunque meno favorevole rispetto a quello dei dipendenti. Abbiamo avanzato a livello nazionale, una proposta di estendere il bonus IRPEF di 80 euro anche ai pensionati, ma con requisiti di accesso specifici e criteri restrittivi. I beneficiari sarebbero tutti i pensionati con un imponibile compreso tra 6.500 e 10.000 euro, mentre per coloro con un reddito compreso tra 10.000 e 12.000 euro il godimento sarebbe parziale e progressivamente decrescente. Il costo finanziario del provvedimento, che abbiamo simulato, sarebbe pari a 2,6 miliardi di euro e coinvolgerebbe 3,2 milioni di pensionati, che riceverebbero un beneficio medio annuo di 810 euro.”

“Sarebbe un intervento che darebbe ossigeno soprattutto alle famiglie più povere e che coinvolgerebbe la grande maggioranza dei 2 milioni e 600 mila pensionati con pensione integrata al minimo. Grazie al bonus pensioni, che noi proponiamo, il reddito disponibile dei pensionati al minimo colmerebbe una parte del divario che lo divide dallo standard europeo dell’importo minimo di pensione indicato dalla Carta Sociale Europea pari a 650 euro, come già detto.”

Fra le proposte più seguite ci sono dei progetti concreti in tema di solidarietà. Il primo, nato in seguito al convegno sulle malattie degenerative svolto insieme all’ASL della Costa, con il quale verificare se c’è la possibilità di attivare un servizio verso coloro che sono colpiti da queste malattie ed i loro familiari e come poter essere anche parti attive.

Altro progetto da sviluppare della eventuale possibilità di attivare un “condominio solidale” e cioè creare una struttura dove pensionati possano sia dare che ricevere servizi  e collaborazione con altri nuclei familiari. La rete in questo caso serve a creare fiducia fra persone che magari non si conoscono e far incontrare disponibilità e bisogni. Si pensi ad esempio alla migliore qualità del vivere in un condominio abitato anche da famiglie giovani che potrebbero svolgere alcuni compiti per i condòmini anziani e viceversa. Dopo aver approfondito alcuni esempi già in corso in Emilia c’è l’intenzione di sottoporlo alle istituzioni locali.
E infine, secondo Sandro Ciulli “sarà opportuno prendere iniziative volte a risolvere il problema della sicurezza domestica ed esterna, tema caro ai cittadini, ma in particolare agli anziani sempre più vittime di violenze e truffe: utilizzeremo la consulenza delle forze dell’ordine per ricevere indicazioni di comportamento, ma anche per sollecitare maggiore vigilanza”.

A questo proposito si ricorda la polizza in vigore per tutti gli iscritti a CNA Pensionati per scippi e rapine della pensione.