LAVORO – A giugno l’occupazione cresce del 3% su giugno 2017

CNA: “A giugno l’occupazione tra artigiani, micro e piccole imprese
cresce del 3% su giugno 2017. Da dicembre 2014 l’aumento tocca il 13,5%.
Ora la grande incognita del Decreto Dignità”

Le assunzioni tornano a crescere a doppia cifra rispetto all’anno scorso e a giugno determinano una importante crescita degli occupati nelle piccole imprese.

Lo rileva l’Osservatorio lavoro della CNA che monitora mensilmente l’andamento dell’occupazione (in un campione di circa 20mila imprese associate alla Confederazione con quasi 136mila dipendenti) da dicembre 2014. Alla vigilia cioè dell’entrata in vigore del pacchetto di riforme che hanno profondamente modificato la disciplina del lavoro in Italia e che ora il governo vuole rivedere.

In un anno occupati +3%
L’incremento dei posti di lavoro tra artigiani, micro e piccole imprese a giugno segna un +3% sullo stesso mese del 2017 e un +0,9% su maggio 2018. Entrambi gli indicatori sono migliorati rispetto a maggio, quando la crescita congiunturale aveva segnato +0,6% e la crescita tendenziale +2,8%.

A favorire il buon andamento del mercato occupazionale è la crescita delle assunzioni (+11,7% su maggio), nettamente superiore all’incremento delle cessazioni (+8,9%). Il combinato disposto registra un significativo +13,5% degli occupati rispetto a dicembre 2014, il nuovo punto massimo da quando esiste l’Osservatorio lavoro della CNA. A maggio, viceversa, il dato a piccola taglia delle assunzioni (+5,4%) si era confrontato con l’andamento galoppante delle cessazioni: +17,8%, oltre il triplo dei nuovi contratti.

Le assunzioni battono le cessazioni
Seguendo una tendenza consolidata da più di due anni anche a giugno l’incremento complessivo delle assunzioni è stato trainato dai contratti a tempo determinato che, applicati al 62,8% dei nuovi assunti, hanno segnato un +14,2% rispetto a giugno 2017. Anche i contratti a tempo indeterminato hanno rimarcato un vistoso aumento (+26,4%) rispetto a dodici mesi prima ma sono stati applicati a una quota leggermente inferiore (12,8% del totale).
Sul fronte delle cessazioni, solo i contratti a tempo indeterminato hanno incassato una riduzione (-5,7%), in linea con l’andamento annuale: in un anno la quota di contratti a tempo indeterminato cessati si è ridotta di quasi cinque punti, scendendo dal 34,9% del 2017 al 30,2%. Segno, probabilmente, di un clima economico favorevole che ha condotto a consolidare le posizioni degli occupati in permanenza.

L’avanzata del tempo determinato
Complessivamente, l’aumento su base annua dell’occupazione nell’artigianato, le micro e le piccole imprese è stato spinto dai nuovi contratti a tempo determinato (+29%), dal lavoro intermittente (+25,2%) e dall’apprendistato (+19,8%). Al contrario, l’occupazione a tempo indeterminato è arretrata del 6,9%. Il peso dei contratti a tempo indeterminato nella platea complessiva dell’occupazione nelle piccole imprese italiane negli oltre tre anni e mezzo monitorati è calato dall’85,1 al 63,3%. Il tempo determinato è cresciuto dal 6,9 al 23,8%. L’apprendistato dal 5,4 al 9,7%. E il lavoro intermittente dal 2,5 al 3,2%.

Ora la grande incognita del Decreto Dignità
Ma ora i nuovi equilibri politici come potranno incidere sul mercato del lavoro? Con l’approvazione del cosiddetto Decreto Dignità – si legge nelle conclusioni dell’Osservatorio lavoro CNA – il legislatore ha reintrodotto l’obbligo di causale per le assunzioni con contratto a termine che superino i dodici mesi e ha ridotto il termine di durata massima da 36 a 24 mesi. In assenza di un quadro congiunturale sufficientemente consolidato, è improbabile che le attuali posizioni a termine possano essere trasformate in posti di lavoro permanenti. Appare più plausibile che le imprese continueranno a utilizzare soprattutto i contratti a tempo determinato sia per inserire nuova manodopera nei processi produttivi sia per prorogare quella in essere. Ed è anche verosimile che il ricambio dei lavoratori possa procedere con maggiore frequenza – conclude lo studio – proprio in conseguenza della riduzione della durata massima dei contratti a tempo determinato.

Scarica e leggi il documento completo CLICCANDO QUI: CNA: OsservatorioLavoroGIUGNO2018_BMG

(Fonte: Osservatorio Lavoro CNA)

OSSERVATORIO CNA PROFESSIONI 2018 – “Ogni mese un nuovo mestiere”

Daniele Vaccarino, Presidente CNA: “Ogni mese un nuovo mestiere. Valvola di sfogo per occupazione”

“Le professioni sono importanti nell’economia italiana, ma hanno rappresentato per un lungo periodo il lavoro ‘degli sfortunati’, perché era il popolo delle partite Iva ed erano ‘laterali’ all’economia italiana. Oggi non è più così, i professionisti alzano la testa e dimostrano quanto siano importanti in un settore con un’enorme evoluzione”: così Daniele Vaccarino, presidente Nazionale della CNA, intervenendo alla presentazione del quarto rapporto annuale della CNA sulle professioni non ordinistiche. “Noi della CNA li stiamo organizzando – ha proseguito Vaccarino – ogni mese aumentiamo di una nuova affiliazione con un nuovo mestiere, che insieme agli altri, oggi può rappresentare una valvola di sfogo per l’occupazione in Italia”.

“Alla politica – ha aggiunto Vaccarino – chiediamo il riconoscimento del loro lavoro e delle loro problematiche a partire dalla malattia e dalle gravidanze, temi importanti sui quali c’è bisogno di una adeguata copertura finanziaria. Occorre lavorare per una eliminazione sicura dello split payment a tutti, ma specialmente ai professionisti. Infine c’è un problema che riguarda il credito e un altro legato alla formazione, visto che questo è uno dei settori in cui la formazione è continua e c’è un bisogno permanente di formarsi al più alto livello possibile”.

QUI DI SEGUITO UNA SINTESI DELL’OSSERVATORIO PROFESSIONI 2018 DI CNA 

La crescita dei professionisti non ordinistici procede senza soste. In coerenza con i colleghi ordinistici, con i dipendenti e con l’occupazione in genere. E in contrasto con l’andamento delle altre categorie di lavoro indipendente. Lo rileva la quarta edizione dell’Osservatorio nazionale professionisti 2018, curato dalla CNA per porre ancora una volta all’attenzione della politica la complessa realtà, nell’ambito dell’ampia platea del lavoro, nata con la Legge 4/2013. Una legge che ha contribuito a rendere più nitida la nebulosa di questa categoria di professionisti in precedenza trascurata, se non osteggiata, dal legislatore. Una legge che ha finalmente disciplinato la qualificazione delle competenze professionali secondo forme di regolazione volontarie definite attraverso gli standard della certificazione di qualità.

Il “chi è” del non ordinistici

Ma chi è il professionista non ordinistico? E’ un soggetto munito di partita Iva che, non disponendo di un ordine e di una cassa previdenziale, versa i contributi alla Gestione separata Inps. Questo a grandi linee. In realtà, la categoria comprende professionisti esclusivi (versano la totalità dei contributi in prima persona), professionisti concorrenti (versano la quota prevalente di contributi in prima persona) e collaboratori concorrenti (non versano la quota prevalente di contributi, a carico invece dei committenti). Tra il 2015 e il 2016 (l’anno più recente del quale sono disponibili i dati Inps), i professionisti ordinistici in senso stretto sono aumentati del 3,4% salendo a 334.019. Viceversa, è diminuito del 2,2% scendendo a 766.787 unità il numero dell’intera platea. Questo calo è dovuto, però, esclusivamente al crollo dei collaboratori concorrenti (-6,1%).

La componente maschile è maggioritaria (57% circa). Gli ultra40enni rappresentano il 57,5% della platea totale.

Dalla banca dati Inps emerge, inoltre, che nel 2016 i redditi complessivamente dichiarati sono stati pari a 5,5 miliardi mentre il reddito medio è ammontato a 16.490 euro (18.571 pro capite per la componente maschile, 13.455 per quella femminile), in calo del 2,4% rispetto al 2015.

 I risultati dell’Osservatorio

L’indagine dell’Osservatorio nazionale professionisti 2018 curato dalla CNA ha coinvolto 39 professioni diverse di tre macro-settori di servizi: per il benessere, per le persone, per le imprese.

L’età media dei partecipanti è di 47 anni, lievemente più alta della media anagrafica degli iscritti alla Gestione separata Inps.

Il 64,6% delle attività professionali condotte da quanti hanno partecipato all’indagine è stato aperto in questo millennio, con un picco dell’80,6% nei servizi per il benessere.

I professionisti non ordinistici si caratterizzano per l’alto livello d’istruzione: quasi il 63% degli intervistati possiede la laurea mentre solo il 2% si è fermato alla scuola media inferiore. Il maggior livello di laureati è nei servizi per il benessere (92%). Servizi nati più di recente che fruiscono del maggior livello di scolarità media della società italiana rispetto al passato.

Otto professionisti su dieci hanno conseguito titoli per l’esercizio della propria professione. In più del 64% dei casi si tratta di titoli non obbligatori, che dunque vanno a elevare ulteriormente le competenze di questi professionisti. Un atout che di fronte alla clientela dovrebbe fare da solo la differenza con gli abusivi.

Il 74% degli intervistati svolge la propria attività in via prevalente come libero professionista. Il 44,3% svolge anche attività lavorative diverse. Poco meno della metà (46,1%) si avvale di lavoratori dipendenti. Un dato di tutto rilievo, che testimonia la capacità dei professionisti non ordinistici di creare occupazione aggiuntiva e, quindi, la necessità che la categoria venga protetta, prima di tutto dalla concorrenza illegale degli abusivi, e non sia ostacolata dalla mala-burocrazia.

Il reddito medio ricavato dall’attività professionale non supera i 20mila euro annui per circa la metà degli interpellati. Ma va ricordato che oltre il 44% di loro lo integra con attività diverse.

Il 70% circa degli intervistati ritiene che le attività professionali siano tassate in maniera eccessiva e il 36,1% ostacolate da un eccesso di burocrazia.

La riduzione dell’aliquota contributiva (89,1%), la deducibilità delle spese di formazione (83,9%) e dicertificazione (83,8%), la riorganizzazione della Gestione separata Inps (82,5%) e la tutela della gravidanza e da malattie e infortuni (81,8%) sono gli obiettivi (da raggiungere) ritenuti più importanti dalla platea di professionisti non ordinistici. Mettere in questa “lista nera” riduzione dell’indennità contributiva e riorganizzazione della Gestione separata Inps riflette una forte insoddisfazione per l’organizzazione del sistema previdenziale non a misura dei professionisti non ordinistici. Non è casuale che il 43,7% dei coinvolti nell’indagine abbia sottoscritto un’assicurazione integrativa ai fini previdenziali e il 17,2% sia intenzionato a farlo.

Le altre questioni che suscitano lo scontento dei professionisti non ordinistici sono temi del “Jobs Act delle professioni” (vedere paragrafo seguente) che, accolta positivamente dalla CNA e dai professionisti non ordinistici, poi ha scontato difficoltà gravi nella trasformazione in provvedimenti concreti.

Passi in avanti e grandi incompiute

Il ruolo di CNA Professioni è stato molto importante anche in provvedimenti chiave per i professionisti non ordinistici. Prima di tutto per arrivare alla formulazione del testo della Legge 4/2013, che li ha tolti dalla loro condizione di “figli di un dio minore”. Quindi, nell’iter di recepimento della Direttiva Ue 2013/55: CNA Professioni ha collaborato con l’Ufficio cittadinanza europea di Palazzo Chigi nella definizione e nella schedatura delle professioni e, soprattutto, ha contribuito a inserire nel testo di riforma delle professioni  inviato a Bruxelles l’esplicito riferimento ai non ordinistici.

Alcune proposte di CNA Professioni hanno trovato ascolto nei Governi dell’epoca al momento del varo delle Leggi di Stabilità 2016 e 2017. La prima ha elevato a 30mila euro la soglia di ricavo per l’accesso al regime forfettario, ridotto al 5% l’aliquota di imposta sostituiva, permesso l’accesso ai Fondi europei, esteso il voucher per l’acquisto dei servizi di baby sitting alle lavoratrici autonome, bloccata al 27% l’aliquota contributiva.  La seconda, oltre a prevedere il calo dell’aliquota contributiva al 25%, ha cassato l’erronea assimilazione dei professionisti iscritti alla Gestione separata Inps ai lavoratori para-subordinati e il versamento degli oneri contributivi che ne derivavano.

Molte richieste di CNA Professioni sono state inserite nella Legge 81/2017, più conosciuta come “Jobs Act delle professioni”, che ha introdotto disposizioni  in materia di lavoro autonomo con l’obiettivo di costruire per questa categoria di lavoratori un sistema di diritti e di welfare moderni. In particolare, misure di tutela applicabili a tutto il lavoro autonomo su: ritardato pagamento dei compensi; clausole che realizzino uno squilibrio nei rapporti a favore del committente; proprietà intellettuale; deducibilità delle spese di formazione, anche permanente; accesso agli appalti pubblici; indennità di maternità, congedi parentali, tutela di gravidanza, malattia, infortuni; salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Infine, per ora, significativo è la Legge 172/2017 che ha introdotto l’equo compenso per i professionisti, inclusi quelli non appartenenti a ordini professionali.

Un’agenda per la politica

Negli ultimi cinque anni sono stati approvati numerosi provvedimenti a favore dei professionisti non ordinistici. In particolare, il “Jobs Act del lavoro autonomo”. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, secondo l’antico adagio, ora un po’ in disuso ma sicuramente attinente a questa presunta “rivoluzione” diventata una “grande incompiuta”. La legge prevedeva, infatti, quattro deleghe, tutte scadute, su: protezione sociale dei professionisti, allargamento del raggio d’azione delle prestazioni di maternità, semplificazione delle norme su salute e sicurezza, trasferimento di funzioni e atti pubblici alle professioni. CNA Professioni, di conseguenza,  auspica che il Governo ripresenti un provvedimento analogo che riassegni le deleghe, eliminando quella sul trasferimento di funzioni e di atti pubblici alle professioni.  A sua volta incompiuto è il diritto all’equo compenso: per rendere effettiva la norma servono atti interpretativi e la definizione dei parametri di riferimento.

CNA Professioni, più in generale, sta sollecitando la politica e il nuovo Governo a costituire un tavolo di confronto permanente tra le istituzioni e le principali associazioni di rappresentanza dei professionisti non ordinistici. Nel frattempo, ha predisposto un pacchetto organico di proposte che investono cinque aree: fisco, aggregazione e organizzazione, welfare, regolamentazione del mercato e previdenza.

Per quanto riguarda il fisco, CNA Professioni ritiene necessario definire le caratteristiche che escludono il professionista dal pagamento dell’Irap per assenza dell’autonoma organizzazione, mentre considera  sicuramente positiva l’eliminazione dello split payment, contenuta nel Decreto Dignità. Vanno favorite forme diaggregazione e di organizzazione tra i professionisti. Un welfare a misura di professionista secondo CNA Professioni deve prevedere che sia sospeso il versamento dei contributi previdenziali, dei premi assicurativi, degli adempimenti tributari e delle imposte per l’intera durata della malattia o dell’infortunio (di gravità tale da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni). Indispensabile, secondo CNA Professioni, è anche una regolamentazione del mercato per razionalizzare  le attività riservate alle professioni ordinistiche nel rispetto dei principi comunitari di non discriminazione della libera concorrenza. Va riconosciuta la priorità nei rapporti con la Pubblica amministrazione ai professionisti in possesso di certificazione di conformità alla norma Uni relativa alla professione come requisito di qualificazione. E vanno individuati strumenti e parametri per tutelare economicamente i professionisti, garantendo un equo compenso per l’attività svolta. In materia diprevidenza, CNA Professioni chiede forme di tutela anche per quanti, versando i contributi alla gestione separata Inps, abbiano subito una significativa riduzione del reddito professionale per ragioni indipendenti dalla propria volontà o siano stati colpiti da gravi patologie mediche. E punta a eliminare, altresì, la discriminazione oggi esistente tra i pensionati dell’assicurazione generale e quelli della gestione separata Inps relativamente alla richiesta di un supplemento di pensione quando continuano a lavorare e, di conseguenza, a versare i contributi.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

Documenti allegati: 

CNA – Osservatorio professioni 2018

ABUSIVISMO – Un crimine contro le imprese oneste e un pericolo per i consumatori

Con il quarto episodio della serie #impreseimpossibili torniamo in scena con la tragica piaga dell’abusivismo

Gli abusivi svendono le professioni, in barba a ricevute, tasse, permessi e certificazioni: una concorrenza sleale che crea danni seri. E a rimetterci siamo tutti. Insomma, andare avanti nelle regole sembra un’impresa impossibile. Eppure in Italia ne esistono oltre 6 milioni.

L’abusivismo ti danneggia?
Non arrenderti! CNA è conte te 👍

Per maggiori informazioni: 

Un ricciolo per la libertà – Progetto di CNA Pisa con la casa circondariale

UN RICCIOLO PER LA LIBERTÀ – Parrucchieri CNA Pisa collaborano con la casa circondariale Don Bosco di Pisa

A fine Febbraio 2018 con la consegna degli Attestati di Partecipazione a 6 detenute del reparto femminile della Casa Circondariale Don Bosco di Pisa si è conclusa la prima (bellissima) esperienza di volontariato che ha portato a termine un percorso formativo di avvicinamento al lavoro del parrucchiere, della durata di 3 mesi.

Un progetto di formazione, battezzato “un ricciolo per la libertà” che ha richiesto circa 2 anni e mezzo di impegno (e di burocrazia) affinché potesse prendere  forma da parte dell’Area Pedagogica CC Pisa in collaborazione con l’Accademia di Formazione Gerry Santoro – Hi.Love di Santa Croce sull’Arno ed il Presidente di CNA Acconciatori Carlo Musto.

A completamento della cornice di volontariato che ha creato il progetto, il materiale e le attrezzature da lavoro (del valore di circa € 800) sono  state acquistate grazie all’associazione  FI.DA.PA che ha organizzato delle cene di beneficenza per recuperare i fondi.

Le lezioni sono state svolte, a titolo completamente gratuito dai Formatori dell’Accademia Gerry Santoro Group nelle persone di: Simona Matteucci,  (Responsabile Commerciale Organizzativo GSG ) – Carlo Musto, titolare salone parrucchiere unisex a Marina di Pisa nonché anche Maestro Artigiano Toscano e Presidente Acconciatori CNA provinciale Pisa – Marco Paolini, titolare salone parrucchiere unisex a Lucca e Formatore Leader – Lisa Ghionzoli, titolare salone parrucchiera  a Navacchio e assistente alla formazione.

Tutti professionisti di grande esperienza che hanno puntato soprattutto a trasmettere la passione non solo professionale ma soprattutto umana come segno di stimolo al recupero.  Il percorso ha coinvolto Carlo Musto le detenute del corso, anche nella partecipazione alla speciale seconda edizione della giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre scorso dal titolo “Un abanico  per VOLARE” , dando il suo aiuto per la realizzazione delle pettinature alle detenute ballerine del saggio finale di flamenco; anche in quell’occasione un momento vissuto con grande intensità ed emozione oltre che di apprezzamento per l’ottimo spettacolo svolto nel ballo, nella scrittura e nella recitazione, e delle testimonianze toccanti offerte dalle protagoniste.

Così Carlo Musto ha commentato :“È l’esperienza pratica e la costanza che dimostra che si possono ottenere risultati con impegno serietà e pazienza; ma i risultati e le soddisfazioni prima o poi arrivano. Nell’ottica dell’inclusione sociale di donne che stanno pagando il loro debito alla società, tutti i formatori  hanno offerto un prezioso contributo all’acquisizione di competenze, all’implementazione delle proprie capacità e all’innalzamento dell’autostima”.

Nella giornata conclusiva ciascuna allieva ha svolto e descritto il proprio lavoro pratico, eseguito su una compagna modella per l’occasione, e hanno raccontato dell’esperienza nel suo insieme vissuta fin dall’inizio.

Esperienza raccontata  con elogi anche da parte degli organizzatori e dei  formatori per l’impegno “delle bimbe di Don Bosco” (come erano soprannominate dai formatori) per il periodo vissuto proficuamente insieme.

“Poteva sembrare un impegno difficile – ha fatto notare infine Carlo Musto – per gli insegnanti, ma l’accoglienza e il reciproco rispetto ha fatto sicuramente mettere a proprio agio le allieve esortando gli organizzatori a continuare il progetto in un futuro prossimo; ed altre donne detenute, visto il risultato hanno chiesto di poter partecipare. Tutte le ragazze hanno manifestato interesse, apprezzamento ed emozione non solo per le nuove tecniche acquisite, ma anche per la vicinanza umana ricevuta che sicuramente servirà a loro da stimolo per perseguire altri obbiettivi virtuosi col desiderio di terminare il prima possibile e con dignità la propria detenzione. Anche per noi è stata una scoperta che ci ha fatto capire il senso di come la società si possa e debba adoperare per accogliere le persone che hanno violato la legge e si possa dare loro un’altra possibilità!”.

Nella foto Simona Matteucci e Carlo Musto

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Nasce in casa CNA WEDDING LOVE LAB

Una rete di professionisti per far felici i novelli sposi e per creare eventi

In casa CNA è nata una nuova rete di piccole imprese  che è stata presentata nel corso di una conferenza stampa.

La Rete WEDDING LOVE LAB questo è il suo nome è una rete di tipo verticale (cioè raccoglie tutte le competenze necessarie ed complementari fra loro) e che si sono alleate con una formula innovativa per i nostri territori, ovvero il “contratto di rete”, con lo scopo di organizzare eventi e matrimoni nei nostri territori.

WEDDING LOVE LAB è il nome che si sono date per lavorare insieme in tutti gli aspetti di servizio ed organizzativi che sono necessari per la riuscita di un evento. Il target principale cui Wedding Love Lab si rivolge sono le coppie di stranieri che vogliono sposarsi in Toscana, ma non solo. Alla conferenza stampa hanno partecipato tutte le imprese della rete ed il presidente CNA Pisa Matteo Giusti.

“Una rete carica… d’Amore!” con questo auspicio della Presidente di Wedding Love Lab Ivana Cerato nasce il network di imprese della CNA di Pisa che opera in campo di matrimoni ed eventi. “Per CNA questa esperienza è emblematica – ha detto Matteo Giusti – per la volontà di lavorare insieme da parte di imprese e professionisti con diverse competenze per metterle insieme e garantire al cliente il massimo della qualità e della flessibilità del servizio. Fare rete è uno degli obiettivi strategici per molte PMI e le strutture CNA sono al servizio del progetto”.  

Wedding Love Lab nasce per cavalcare il positivissimo trend relativo all’esponenziale crescita dei matrimoni, soprattutto di coppie straniere, nel territorio toscano in genere, ma anche pisano e lungo costa. Un trend che, vale oltre 50mila ad evento stima lo studio “Wedding Tourism – L’Italia è per sempre” condotto dal Centro Studi Turistici di Firenze, evidenziano come il 43,5% di coppie straniere scelgono la Toscana come top location per il loro grande giorno e di cui l’84,4% (in provincia di Pisa) che si affida ai professionisti del Wedding Planning. Tra questi, ricordiamo anche nomi celebri come il cantante David Bowie o il calciatore Wesley Sneijder, che hanno contribuito a creare un business che arriva a sfiorare i 300 milioni di euro, concentrati nel periodo da aprile a settembre, con le pianificazioni che ovviamente partono in questi mesi.

Pisa e la sua provincia sono un territorio che offre un’offerta variegata di location e di ambienti perfetti per un matrimonio o per un grande evento. Mare, colline verdeggianti e natura a 360° sono solo alcune delle proposte che Wedding Love Lab potrà sottoporre a chi vuole coronare il suo grande giorno con professionalità e successo. La rete, nata e cresciuta all’interno della CNA di Pisa , si occuperà di accompagnare passo dopo passo chiunque debba organizzare un evento unico ed indimenticabile, studiando soluzioni personalizzate e traendo il massimo risultato da ogni richiesta e necessità del cliente. Un servizio completo e di altissimo livello e un team di professionisti composto da wedding ed event planner, operatori del settore beauty & make up, florist designer, fotografi e video maker, esperti di comunicazione, è pronto per lavorare in sinergia mettendo a disposizione l’esperienza maturata negli anni e il cuore e la passione con le quali portano avanti questo lavoro. Il 19 novembre a Vicopisano all’Osteria La Rocca a partire dalle 18 con “Aperiwedding” per chi vuole saperne di più.

Per ulteriori informazioni: https://weddinglovelab.com/

Lavoro indipendente: in Italia a quota 5,5 milioni

Quasi un occupato su quattro

Il mercato del lavoro italiano è fortemente connotato dalla presenza di lavoratori indipendenti, che nel 2016 erano 5.447.388, pari al 23,9% dell’occupazione complessiva. Sono i risultati dell’analisi condotta dal Centro Studi Cna.

Tra gli “indipendenti”, più della metà (58,4%) sono autonomi che svolgono prestazioni manuali: artigiani, commercianti, agricoltori-allevatori. Per la legge: “piccoli imprenditori”.

Seguono i liberi professionisti, cioè i lavoratori autonomi che esercitano professioni intellettuali (il 25,4% del totale), gli “altri indipendenti” (11,9%; composti dall’insieme dei coadiuvanti familiari, i soci di cooperativa e i collaboratori) e gli imprenditori veri e propri (4,3%), cioè coloro che “esercitano professionalmente un’attività economica organizzata”.

L’importanza dei lavoratori in proprio nel mercato del lavoro italiano emerge anche considerando che un milione di loro ha dipendenti e, quindi, offre un contributo non trascurabile all’occupazione complessiva del Paese (il 4,5% nell’ipotesi assai restrittiva di un dipendente per ogni lavoratore in proprio).

 

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