Nuovo Regolamento attività economiche settore alimentare centro storico di Pisa

CNA: “bene, avanti così”

CNA Pisa è soddisfatta del nuovo Regolamento delle attività economiche in centro storico a Pisa. In occasione dell’approvazione del nuovo Regolamento così commenta Matteo Giusti presidente di CNA Pisa: “Condivisibili non sono solo gli obiettivi di fondo, ma anche le modalità con cui si prova a raggiungere l’obiettivo di un centro storico che sia più votato alla qualità, ai valori ed ai prodotti del territorio, al decoro e alla salute pubblica. Grazie anche alle nostre osservazioni – ha aggiunto Matteo Giusti – siamo riusciti a correggere il tiro rispetto all’impostazione iniziale evitando che venissero coinvolte le attività già esistenti. Inoltre si perseguono, grazie al disciplinare di Vetrina Toscana, soprattutto gli obiettivi di una valorizzazione dei produttori locali di cibi, vini e altro, migliorando così la qualità e la rappresentazione a 360° del nostro territorio. E visto che queste nuove regole valgono per le nuove attività con i nostri uffici di consulenza siamo ovviamente disponibili a fornire indicazioni e sostegno alle start up e l’apertura di nuove attività da parte di giovani imprenditori che vogliono inserirsi nel settore somministrazione ed alimentare in centro storico. Il nostro giudizio è quindi è positivo e diamo atto all’Assessore Paolo Pesciatini di aver lavorato, in modo aperto e coinvolgente, dimostrando di saper accogliere le osservazioni avanzate: bene, avanti così”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Salario minimo, inutilità massima

E addio a contrattazione collettiva e welfare aziendale

L’introduzione di un salario minimo legale penalizzerebbe pesantemente imprese e lavoratori. Sarebbe colpita la contrattazione collettiva, alterando equilibri economici e negoziali faticosamente raggiunti ma ormai diventati un modello di successo, invidiato quando non copiato anche all’estero. E verrebbero schiacciate sulla soglia minima le retribuzioni dei lavoratori dipendenti, oltre tutto privati del welfare contrattuale. Tutto ciò senza combattere il fenomeno del lavoro nero né a risolvere la questione dei working poor. Pertanto, Rete Imprese Italia, di cui fa parte la CNA, ha espresso la sua totale contrarietà a questa ipotesi nell’audizione tenuta di fronte ai membri della Commissione lavoro della Camera.

La contrattazione collettiva, che copre quasi il 90 per cento dei lavoratori, oggi è in grado di garantire trattamenti economici coerenti con le situazioni di mercato dei singoli settori e in linea con le qualifiche dei lavoratori e l’andamento della produttività dei diversi comparti. L’introduzione di un salario minimo legale è improponibile poiché, nel caso in cui fosse inferiore a quello stabilito dai contratti collettivi, ne provocherebbe la disapplicazione e, nel caso in cui fosse più alto, creerebbe uno squilibrio nella rinegoziazione degli aumenti salariali con incrementi del costo del lavoro non giustificati dall’andamento dell’azienda o del settore.

Il salario minimo fissato per legge vanificherebbe gli sforzi della contrattazione collettiva per individuare soluzioni alle mutevoli esigenze organizzative e di flessibilità delle imprese e rischierebbe di colpire tutele collettive e sistemi di welfare integrativi in favore dei dipendenti, come quelli applicati nei settori dell’artigianato, delle piccole e medie imprese e del terziario. E’ il caso di quanto previsto dai Contratti collettivi nazionali di lavoro sulle prestazioni bilaterali.

Prioritario, piuttosto, è vigilare sull’applicazione dei Ccnl ed evitare la proliferazione di “contratti pirata” sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività, non presenti nel Cnel, che generano dumping contrattuale e determinano l’applicazione di salari non congrui rispetto a quelli dei Contratti dalle organizzazioni realmente rappresentative

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

ENERGIA – Per artigiani e micro imprese bolletta elettrica ancora più pesante nel 2018

CNA: “Necessaria una riforma strutturale”

La bolletta elettrica per artigiani e micro imprese è sempre più pesante e si allarga il divario con le grandi imprese. Nel 2018 il costo dell’energia elettrica per la fascia di consumi fino a 20 MWh è aumentato del 4,1% mentre le grandi imprese (consumi tra 20mila e 70mila MWh) hanno beneficiato di una sforbiciata dei prezzi del 16,9% e le aziende energivore (70mila-150mila MWh) del 9,5%. È quanto emerge dall’Osservatorio Energia 2019 realizzato dal Centro Studi CNA.

L’anno scorso è stato caratterizzato dall’entrata in vigore della Riforma degli energivori che riconosce alle grandi industrie sgravi fiscali pari a 1,7 miliardi di euro sul costo dell’energia, finanziati dalle bollette di tutte le altre categorie di utenti. Per le imprese con consumi elevati il peso del fisco è crollato dell’87,5% mentre per la fascia di consumi fino a 20 MWh la componente fiscale si è alleggerita soltanto del 2,5% allargando il divario tra grandi e piccoli. Quest’ultimi pagano l’energia elettrica tre volte di più rispetto alle imprese con consumi oltre i 70mila MWh (22,6 centesimi per KWh contro 7,6 centesimi).

“Il sistema della bolletta elettrica – rileva l’Osservatorio Energia di CNA – si conferma sempre più iniquo e sperequato, penalizzando le piccole imprese italiane in maniera non più sostenibile. È necessario intervenire con una drastica riforma della struttura di costo dell’energia, estrapolando dalla bolletta le componenti non strettamente legate al sistema elettrico, come il finanziamento delle politiche per le rinnovabili e le robuste agevolazioni fiscali agli energivori, facendole transitare sulla fiscalità generale e definendo una distribuzione delle varie componenti in bolletta più bilanciata tra le diverse categorie di utenti”.

Nel complesso le imprese italiane continuano a sopportare un costo dell’energia elettrica tra i più alti in Europa, anche se le piccole imprese sono quelle più penalizzate. Il divario tra l’Italia e la media europea nel 2018 rimane molto ampio e supera i 17 punti percentuali. Le micro e piccole imprese accusano uno spread ancora più elevato che sfiora il 25% nella classe di consumo tra 500 e 2mila MWh e tocca il 19,3% per la fascia fino a 20 MWh. Alle imprese energivore, invece, l’alleggerimento della tassazione ha prodotto un notevole beneficio. I grandi consumatori di energia elettrica in Italia pagano una bolletta inferiore del 2,8% rispetto alla media europea.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Olimpiadi 2026 all’Italia – Per la medaglia d’oro in corsa anche artigiani e Pmi

“L’assegnazione all’Italia delle Olimpiadi invernali 2026 rappresenta un motivo di legittimo orgoglio anche per tutto il mondo delle imprese e per la CNA”. Ad affermarlo il presidente nazionale della CNA, Daniele Vaccarino.

Questa vittoria dimostra che le potenzialità del nostro Paese sono elevatissime purché si faccia gioco di squadra in vista del successo comune. Un successo che può rappresentare una svolta per l’Italia. Il ricordo va a felici esperienze passate. “Spero – sottolinea Vaccarino – che le Olimpiadi 2026 in termini reali e simbolici costituiscano l’equivalente dei Giochi di Roma del ’60”. Allora significarono l’addio definitivo alle macerie della guerra e alla povertà del dopoguerra. Una svolta, insomma. “Come, più recentemente, sono state – continua – per Torino le Olimpiadi invernali del 2006, dalla quale è uscita una città rigenerata nel tessuto urbanistico, sociale, economico. E se, per fortuna, rispetto al ’60 l’Italia non ha il fardello dei disastri bellici, la realtà non è comunque entusiasmante e siamo fiaccati da una crisi che sembra interminabile”.

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HUB 4.0 COMPETENCE TOUR 2019 – Si è svolta a Pisa la prima tappa

LE IMPRESE SI CONFRONTANO CON IL MONDO DELLA RICERCA: A PISA LA PRIMA TAPPA

È partito il 19 giugno il CNA HUB 4.0 Competence Tour 2019, ciclo di visite guidate ai principali Competence center, Centri di Ricerca e Università, organizzato da CNA HUB 4.0 Toscana con CNA Industria e insieme ai Digital Innovation Hub delle CNA Territoriali della regione.

La prima tappa è stata a Pisa presso l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Sezione di Pisa.

Nel corso della mattinata una nutrita delegazione di imprese associate, accompagnate da Andrea Bargiacchi, responsabile del Digital Innovatione Hub di CNA Toscana, e da alcuni funzionari CNA provenienti dalle varie province della Toscana, hanno avuto la possibilità di visitare i laboratori dell’INFN, fra cui la Sala Calcolo e la “Camera pulita”.

“Vogliamo sfatare il mito che i piccoli non fanno innovazione – ha commentato il Presidente CNA Toscana, Andrea Di Benedetto. In realtà non solo c’è tanta capacità di esplorare nuove strade internamente alle aziende, ma c’è anche una gran voglia di sfruttare le migliori competenze del mondo della ricerca per portarle sul mercato: abbiamo un sacco di esempi virtuosi in questo senso tra i nostri associati. L’obbiettivo quindi, pienamente centrato, è quello di favorire il dialogo fra il mondo della Ricerca e il mondo delle Piccole e Medie Imprese in ottica 4.0. Le imprese hanno avuto la possibilità di conoscere e toccare con mano una realtà che è un fiore all’occhiello del nostro paese e di aprire un dialogo che potrebbe avere importanti sviluppi anche in termini di partecipazione a bandi e progetti di ricerca e sviluppo ed anche attivare forniture dirette di componentistica e prodotti”.

È stato il Direttore dell’INFN di Pisa Marco Grassi ad introdurre innanzitutto l’Istituto, composto da 25 strutture (tra cui 4 laboratori nazionali) diffuse su tutto il Paese, e la sua attività di ricerca che è pressoché totalmente internazionalizzata costituendo una forte rete di collaborazioni. Ha poi presentato le varie attività svolte a partire dalla ricerca avanzata, le cui applicazioni possono essere di grande interesse per molteplici settori fra cui Meccanica, Legno, Plastica e ICT, ma nessun settore deve sentirsi escluso a priori: elemento fondamentale è infatti una spiccata propensione all’innovazione. Le attività dell’INFN di Pisa sono state illustrate dai rispettivi responsabili d’area: Franco Spinella per il trasferimento tecnologico, Alessandra Retico per la fisica medica, Andrea Moggi per la progettazione meccanica, Fabio Morsani per la progettazione elettronica, Silvia Arezzini per il centro di calcolo, Filippo Bosi per le attività nelle camere pulite; questi ultimi due laboratori sono anche stati direttamente visitati. Tutte le attività hanno risvolti estremamente pratici e possono prevedere collaborazioni ed applicazioni concrete anche al mondo della Piccola Impresa.

CNA HUB 4.0 Competence Tour 2019 proseguirà nei prossimi mesi, tutti gli appuntamenti saranno pubblicati sul sito internet della CNA Toscana e sui siti delle CNA Territoriali.

La Sezione INFN di Pisa svolge attività, fra l’altro, nelle seguenti Aree Tecnologiche:

  • contaminazione controllata
  • diagnostica strutturale
  • micromontaggi meccanici
  • microsaldatura
  • tecnologia degli adesivi
  • metrologia
  • termografia
  • test termici ambientali

INFN dispone inoltre dei seguenti Laboratori:

  • Clean Room (istruzioni per l’accesso)
  • Diagnostica Strutturale
  • TermoFluidoDinamica (TMFD)

CNA HUB 4.0 Competence Tour continuerà nel corso di tutto il 2019. A breve verrà data notizia anche delle date future. Le imprese interessate possono contattare il Responsabile CNA HUB 4.0 della CNA del proprio territorio.

CNA: “SENZA CREDITO LE IMPRESE NON VIVONO”

 CNA: “SIAMO DEL TUTTO CONTRARI ALL’ABROGAZIONE DELL’OPPORTUNITÀ OFFERTA ALLE REGIONI DI INTEGRARE GARANZIE PUBBLICHE E PRIVATE”

“CNA è del tutto contraria all’abrogazione, contenuta nel Decreto Crescita, dell’opportunità offerta dalla Riforma Bassanini alle regioni di integrare le garanzie pubbliche e private. Proprio questa possibilità ha permesso finora alle risorse del Fondo di garanzia di operare al meglio, contenendo gli effetti del razionamento del credito. Per rendere l’idea CNA ha compiuto una comparazione. Tra il 2011 e il 2017 in Toscana, regione che ha accolto le possibilità offerte dalla Riforma Bassanini, la riduzione dello stock di credito alle imprese è stata inferiore in maniera rilevante alla media nazionale e, soprattutto, al risultato dell’Emilia Romagna che si è comportata in maniera opposta. Scendendo nei dettagli, per le imprese fino a cinque dipendenti la riduzione del credito nel periodo 2011/2017 in Toscana è stata del 12,5 per cento contro il -15,2 per cento della media nazionale e il -18,9 per cento dell’Emilia Romagna. Per le piccole imprese, quelle fino a venti dipendenti, il calo è risultato del 22,7 per cento in Toscana, del 26,7 per cento in Italia, del 32,4 per cento in Emilia Romagna. Né è cambiato l’andamento per le imprese di maggiori dimensioni: -10,2 per cento in Toscana, -17,6 per cento nella media, -18,6 per cento in Emilia Romagna. Senza credito le imprese non vivono. In dieci anni ne sono scomparse circa 200mila. Nessuno può volere che questo elenco si allunghi ancora”. Lo si legge in un comunicato della CNA.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Il decreto crescita penalizza artigiani e piccole imprese

CNA: “IL DECRETO CRESCITA PENALIZZA ARTIGIANI E PICCOLE IMPRESE CONDANNANDOLI A SOTTOSTARE AI GRANDI GRUPPI”

“CNA giudica molto negativamente la misura del Decreto Crescita che consente all’impresa esecutrice dei lavori, per la riqualificazione energetica e per la messa in sicurezza anti-sismica degli immobili, di anticipare al cliente la detrazione sotto forma di sconto in fattura, con la possibilità di recuperarlo in cinque anni. Questa ipotesi scarta a priori artigiani e piccole imprese, che non dispongono dei polmoni finanziari sufficienti a trasformarsi in bancomat, oltre tutto non il loro ruolo, e quindi sono costretti a lavorare per i grandi gruppi, sottostando alle loro condizioni e senza la possibilità di emanciparsi e di crescere.

Anche la possibilità di un’ulteriore cessione dei crediti a propri fornitori di beni e servizi non intacca la complessità delle procedure, mentre lascia inalterati i rischi per artigiani e piccole imprese di restare alla mercé dei grandi fornitori, gli unici nelle condizioni di prendere in carico queste opere per poi assegnarle in una sorta di sub-appalto. Chiediamo, invece, che si possa cedere il credito d’imposta, corrispondente alla detrazione fiscale connessa alla spesa effettuata, direttamente alle banche, proprio per evitare che artigiani e piccole imprese non possano acquisire il credito per carenza di risorse finanziarie o di capienza fiscale tale da consentire la procedura di compensazione”.

Promossa azione all’Antitrust da CNA a livello nazionale contro il decreto

Il nuovo meccanismo previsto dall’Art.10 riguarda ogni tipo di intervento che genera ecobonus e sismabonus: dalla sostituzione di singoli serramenti e di singole caldaie, agli interventi su edifici singoli, agli interventi condominiali più integrati, sia energetici, sia sismici o combinati.

CNA nazionale chiede di verificare la  disponibilità delle imprese di ogni territorio a partecipare alla segnalazione/denuncia da presentare all’Antitrust, confermando che le imprese (e non le CNA Regionali/Territoriali)  saranno i soggetti che presenteranno il ricorso.

 Le imprese aderenti non sosterranno spese di alcuna natura (di istruttoria, amministrative, legali…)

 Ai link sottostanti potete scaricare i moduli da rinviare firmati e con copia del doc di identità:

  • qui lo SCHEMA DELEGA (da firmare) per il deposito e la partecipazione da completare con nome del legale rappresentante (prima riga) e della società o ditta (seconda riga);
  • qui l’INFORMATIVA PRIVACY (da firmare) alla quale vanno allegati
  • copia fronte/retro del documento di identità del sottoscrittore
  • visura camerale dell’impresa che ricorre

NB: Una volta firmati, i documenti andranno scansionati ed di inviati per mail a produzione@cna.it ed in cc a bandecchi@cnapisa.it o bertini@cnapisa.it

La copia cartacea andrà fatta pervenire in un secondo momento.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Cna dà battaglia sul Decreto Crescita del 30 aprile

Cna nazionale da battaglia sul Decreto Crescita del 30 aprile, n.34 (modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico) prevede la possibilità, per il soggetto che ha diritto alle detrazioni, di poter optare, al posto del loro utilizzo diretto, per un contributo anticipato di pari importo come sconto su quanto dovuto all’impresa che effettua l’intervento di riqualificazione energetica o di adozione di misure antisismiche, che viene rimborsato a quest’ultima come credito di imposta da usare in compensazione in cinque quote annuali.

In pratica si scarica direttamente sull’impresa, quasi sempre di piccole dimensioni, che dovrebbe svolgere l’intervento gran parte dell’onere finanziario derivante dal costo dell’intervento stesso. La previsione poi che questa misura sia opzionale è decisamente opinabile in quanto è irreale prevedere che un contribuente opti per l’utilizzo delle detrazioni fiscali, il cui importo può scontare in dieci anni, potendo usufruire immediatamente della stessa somma.

Fermo restando il momento di forte difficoltà finanziaria anche in termini di liquidità delle nostre imprese, ci si chiede quante di queste possono avere la capacità economica di poter sopportare questo provvedimento.

Un provvedimento che sicuramente agevolerà la grande distribuzione e le grandi catene (che possono vantare rilevanti crediti di imposta da compensare), che già da tempo si sta affacciando nel mercato della ristrutturazione e riqualificazione energetica e che ha le capacità economiche ed organizzative per cogliere quanto nel D.L.

Si tratta, di fatto, di una concorrenza sleale nei confronti delle piccole imprese che viene accentuata da questa falsa opzione concessa al cittadino, che in realtà è un invito puro e semplice ad utilizzare, per gli interventi di riqualificazione energetica, i servizi proposti dalle grandi catene distributive e dalle multiutilities, con la conseguenza di determinare una fortissima concentrazione del mercato della riqualificazione energetica in capo a pochissimi grandi operatori.

Ma c’è un ulteriore pericolo insito nell’articolo 10 da non sottovalutare nel modo più assoluto: quello di una stallo del mercato della riqualificazione energetica, che in questi difficili anni ha – in controtendenza con la crisi economica – continuato a generare ricchezza e a creare occupazione.

La norma prevede, infatti, che l’Agenzia delle Entrate emani un provvedimento, per definire le modalità operative per accedere alla “opzione” sconto, in luogo delle detrazioni. L’Agenzia ha 30 giorni di tempo, a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto crescita.

Dato che il Decreto Crescita va convertito in legge entro il 29 giugno, l’Agenzia dovrebbe (il condizionale è d’obbligo visti i precedenti) emanare il provvedimento con le disposizioni attuative entro il 29 luglio. Anche qualora i tempi dovessero essere rispettati, è facile immaginare che il cittadino che ha in programma di effettuare lavori coperti da Ecobonus o Sismabonus non li faccia partire in attesa di sapere come potrà intascare tutto e subito l’importo relativo alla detrazione.

Siamo al paradosso: un decreto volto a favorire la crescita economica del Paese rischia di bloccare per almeno 3 mesi, ma è facile immaginare tempi più lunghi, uno dei pochi mercati in crescita.

Come CNA Produzione, assieme alle altre associazioni di categoria, ci attiveremo in tutte le sedi per far abrogare una norma iniqua, sbagliata e di parte; emendamenti abrogativi dell’articolo 10 in sede di conversione in legge del Dl Crescita ed un ricorso all’Autorità Garante della Concorrenza saranno solamente i primi passi di una battaglia tesa a garantire agibilità economica e crescita, questa sì, per le piccole imprese e le aziende artigiane che operano in un mercato, quello della riqualificazione energetica, che non può essere lasciato in mano a chi sogna, in cuor suo, di tornare al monopolio.

A tale proposito, come ipotizzato nel corso della riunione di Presidenza del 4 giugno scorso a Roma, abbiamo avviato i primi contatti con l’Avv. Valerini, che ci ha già assistito nel ricorso contro Amazon, per verificare le possibilità di ricorrere contro l’art. 10 del DL Crescita attualmente in discussione alla Camera.  Nel corso dell’incontro con l’Avv. Valerini è emersa l’ipotesi di ricorrere contro l’art. 10 del DL Crescita sia nei confronti dell’Antitrust, sia tramite un ricorso al Tribunale Civile di Roma.

 Da CNA nazionale chiedono la vostra disponibilità a partecipare al ricorso da presentare all’Antitrust (per quello al Tribunale ci vuole un po’ più di tempo) mandandomi una mail in cui  manifestate questa disponibilità. Analoga cosa chiederà il collega Pesaro di CNA Installazione Impianti  ai suoi imprenditori di riferimento afferenti all’altra categoria coinvolta in questa vicenda.

Condizione essenziale per ricorrere è che le aziende interessate abbiano svolto interventi  ammessi all’agevolazione fiscale che, per vostra comodità, riassumiamo come segue:

·         riqualificazione energetica di edifici esistenti volti a conseguire un risparmio del fabbisogno di energia primaria

·         interventi sull’involucro degli edifici

·         installazione di pannelli solari

·         sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

·         acquisto e posa in opera delle schermature solari

·         acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili

·         acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda, di climatizzazione delle unità abitative

·         acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti

·         sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione

·         acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Le aziende che sono intenzionate a manifestare interesse (senza alcun impegno e senza dover sostenere alcun costo né legale, né amministrativo) per questa azione possono semplicemente scrivere una mail a: 

Maurizio Bandecchi
bandecchi@cnapisa.it

Firmato il Contratto collettivo nazionale autobus con conducente

CNA: “Un risultato di grande rilievo che riconosce alle imprese artigiane del settore il giusto livello di rappresentanza”

Il contratto collettivo nazionale bus firmato e per di più proprio il  giorno di San Ranieri da un esponente della CNA di Pisa Riccardo Bolelli nella sua veste di Portavoce nazionale  Bus CNA.

Dopo una lunga fase negoziale, CNA (insieme alle altre organizzazioni datoriali e a Filt-Cgil, Fit-Cisl e UilTrasporti-Uil) ha sottoscritto il Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti delle imprese artigiane di noleggio autobus con conducente e le relative attività correlate.

La nuova normativa, che si applica alle imprese e ai lavoratori del comparto Ncc Bus e scade il 31 dicembre 2020, oltre a prevedere norme di miglior favore per le imprese artigiane, recepisce gli strumenti della nostra Bilateralità (Ebna–Fsba e San.Arti) e le pattuizioni dell’accordo interconfederale sulle linee guida per la riforma degli assetti contrattuali e delle relazioni sindacali del 23 novembre 2016.

E’ un risultato politico di grande rilievo che riconosce alle imprese artigiane del settore il giusto livello di rappresentanza e rappresenta un punto di partenza per un nuovo modello di relazioni che in futuro potrà cogliere al meglio le esigenze di imprese e lavoratori di questo comparto.

Per Riccardo Bolellivice presidente CNA Fita e portavoce Ncc Bus, “Si tratta di un riconoscimento importante per la nostra Confederazione che amplia la rappresentanza politico sindacale anche alle imprese di noleggio autobus con conducente”. La CNA attraverso le relazioni sindacali mette a disposizione delle imprese associate strumenti rispondenti alle esigenze del mercato.

Gli aumenti concordati a regime a parametro 100 sono pari a 46,26 euro erogati in due trance di pari importo: 23,13 euro con la retribuzione del mese di luglio 2019 e 23,13 euro con la retribuzione del mese di settembre 2020.

VOUCHER – Opportunità per te di questo periodo

Hai partecipato  o dovrai partecipare a fiere internazionali nell’anno 2019?
Hai preso uno stagista per l’alternanza scuola-lavoro?

Ricordiamo che sono ancora aperti i bandi della Camera di Commercio di Pisa che erogano contributi a fondo perduto su 2 distinte tipologie di intervento:

  1. Voucher per la partecipazioni e mostre e fiere internazionali – 2019
  2. Contributi per la realizzazione di percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento – 2019


VOUCHER PER PARTECIPAZIONI A MOSTRE E FIERE INTERNAZIONALI

Per la partecipazione a fiere internazionali (scopri quali sono le fiere Internazionali che si svolgono in Italia e per le quali è possibile chiedere contributo) la CCIAA di Pisa eroga Voucher per la copertura del 50% delle spese ritenute ammissibili.

L’importo dei contributi varia a seconda della localizzazione delle fiere:

– fino a 2.500 euro per le manifestazioni extra UE

– fino a 2.000 euro per gli eventi che si svolgono in Italia o nella UE.

Requisito fondamentale è l’iscrizione al Registro Nazionale per l’Alternanza Scuola Lavoro.

I voucher saranno concessi secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande fino ad esaurimento fondi ed ogni azienda può presentare una sola domanda.

Domande da inviare successivamente allo svolgimento della manifestazione

Scadenze:

  • mostre e fiere del periodo gennaio-giugno 2019 (data di scadenza il 31 agosto 2019)
  • mostre e fiere del periodo luglio-novembre 2019 (data di scadenza il 15 dicembre 2019)

CONTRIBUTI PER LA REALIZZAZIONE DI PERCORSI PER LE COMPETENZE TRASVERSALI E PER L’ORIENTAMENTO 

Sono ammesse alle agevolazioni le attività previste dalle convenzioni stipulate dal soggetto richiedente (impese e soggetti REA) con un Istituto scolastico o un Centro di Formazione Professionale per la realizzazione di percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento intrapresi da studenti della scuola secondaria presso la sede legale e/o operativa del richiedente sita in provincia di Pisa.

I percorsi dovranno essere svolti a partire dal 1 gennaio 2019, per un periodo di almeno 40 ore, e non oltre il 31 ottobre 2019.

Nello specifico le iniziative ammissibili sono di due tipologie:

  • percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (già alternanza scuola lavoro) di almeno 40 ore con un contributo di 600 euro per ciascun percorso. Il massimale del contributo liquidabile a ciascuna impresa/soggetto REA non potrà essere superiore a 1.800 euro
  • project Work, Impresa in azione o altri percorsi promossi o patrocinati dalla Camera di Commercio di Pisa con un contributo di1.000 euro per la collaborazione dell’impresa/soggetto REA con un Istituto scolastico, assistendo una classe o gruppo classe per n. 40 ore in uno dei percorsi strutturati di cui sopra

Scadenze: fino al 31 ottobre 2019, salvo chiusura anticipata per esaurimento dei fondi disponibili.

Per informazioni: 

marlene sotomayor cna pisaMarlene Sotomayor González

Tel: 050 876594
Mail:  sotomayor@cnapisa.it