Nuovo Governo – “Bene l’apertura del Premier al costante confronto con le parti sociali”

Gli indirizzi programmatici illustrati in Parlamento dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, delineano l’avvio di una impegnativa e ambiziosa stagione riformatrice per favorire la crescita economica e ampliare la partecipazione dei giovani al mondo del lavoro intervenendo già con la prossima manovra per ridurre il cuneo fiscale. Attendiamo di conoscere le misure concrete che dovranno garantire l’equilibrio tra risanamento dei conti pubblici e sostegno a politiche espansive a partire dal calo della tassazione su famiglie e piccole imprese.

È indispensabile destinare risorse e definire progetti per aprire la stagione degli investimenti per colmare il drammatico divario territoriale tra Nord e Sud e assicurare una dotazione infrastrutturale adeguata a un grande Paese industriale.

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LAVORI SULLA FI PI LI – CNA richiede transito ai mezzi pesanti sulla Bientinese nella zona di Altopascio

CNA: Per attenuare il disagio per i trasportatori sconto del 50% ai mezzi pesanti che utilizzano il tratto autostradale dell’A11 e richiesta di transito consentito ai mezzi pesanti sulla Bientinese nella zona di Altopascio

I lavori sulla strada di grande comunicazione Firenze – Pisa – Livorno sono iniziati da circa un mese e hanno una durata prevista di circa otto mesi.

matteo giusti presidente cna pisa“Prima di entrare nel merito di questioni  che interessano le  imprese di autotrasporto – hanno dichiarato Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa, e il Presidente CNA Fita Trasporto Merci Pisa Roberto Calvani – intendiamo affermare che l’intervento sulla FI-PI-LI riguarda la messa in sicurezza di un’infrastruttura di grande importanza per la mobilità di merci e persone nella nostra regione; non possiamo che essere favorevolmente soddisfatti quando vengono  messe  in campo le procedure necessarie per rendere più sicure le nostre strade. Anche il tentativo di trovare il difficile equilibrio tra gli interventi necessari per garantire la sicurezza della rete infrastrutturale e il disagio che gli utenti devono sopportare durante l’apertura dei cantieri, è indubbiamente apprezzabile. E’ tuttavia necessario ricercare ogni possibile soluzione in grado di limitare il disagio, contemplando i legittimi interessi di tutti gli utenti che usufruiscono dell’infrastruttura”.

Prosegue CNA: “Fin da subito abbiamo avanzato una serie di proposte per cercare di limitare per quanto possibile l’impatto sulla viabilità anche da parte dei mezzi pesanti. Al fine di sbloccare arterie che gli autotrasportatori possono utilizzare per evitare il tratto interessato dal cantiere, abbiamo chiesto di eliminare il divieto di transito ai mezzi pesanti che interessa la viabilità fra la zona di Altopascio e la zona del cuoio,  a partire dalla Bientinese sul quale siamo in attesa di una risposta definitiva da parte dei vari enti coinvolti.

roberto calvanipresidente CNA Roberto calvani presidente fita trasporto merci cna pisaPositivo anche lo sconto del 50% ai mezzi pesanti che utilizzano il tratto autostradale dell’A11 e dell’A12 al posto della Fi-Pi-Li.

Il problema dei lavori sulla Fi-Pi-Li non è un caso isolato, ma si aggiunge a quanto accaduto nei mesi passati sulla E45 e ai danni che hanno dovuto subire e tuttora stanno subendo le imprese di trasporto, al dibattito acceso dai sindaci dell’area fiorentina e senese  sulla tratta Firenze-Siena  di competenza ANAS con i cantieri fermi da oltre  un anno, alla questione più generale delle infrastrutture di valenza nazionale come la Tirrenica, il completamento della Grosseto Fano ecc., e alle difficoltà che le imprese che eseguono trasporti eccezionali devono affrontare in questo momento. “E la lista potrebbe continuare – concludono Matteo Giusti e Roberto Calvani di CNA Pisa – E’ indubbio quindi che vi sia la necessità di accendere ulteriormente l’attenzione su un tema che riguarda nel suo complesso lo stato di estrema fragilità delle infrastrutture toscane e nazionali, l’insufficienza di risorse e il problema congenito del nostro paese sullo stato di avanzamento delle opere”.

Nota

Avranno diritto all’agevolazione tariffaria del pedaggio relativo alla percorrenza delle autostrade A11 e A12, esclusivamente per i transiti bidirezionali con le seguenti origine /destinazione fino a termine dei lavori sulla FI-PI-LI e comunque non oltre il 31 gennaio 2020, eseguiti con veicoli con classe di pedaggio (3,4,5).

Firenze Ovest- Pisa Nord
Firenze Scandicci – Pisa Nord

Calenzano – Pisa Nord
Firenze Impruneta – Pisa Nord
Firenze Sud- Pisa Nord
Prato est – Pisa Nord
Firenze Ovest – Pisa Centro
Firenze Scandicci – Pisa Centro
Calenzano – Pisa Centro
Firenze Impruneta – Pisa Centro
Firenze Sud – Pisa Centro
Prato est – Pisa Centro
Firenze Ovest – Livorno
Firenze Scandicci – Livorno
Calenzano – Livorno
Firenze Impruneta – Livorno
Firenze Sud – Livorno
Prato est – Livorno

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Comitato Difesa Motorizzazione di Pisa: Sede a Ospedaletto? Buona notizia e ottima collocazione, ma attendiamo fatti concreti

Motorizzazione, finalmente una buona notizia. Anche se la cautela è d’obbligo.

“Siamo molto soddisfatti dell’annuncio del Sindaco di Pisa Michele Conti di una soluzione a portata di mano – fanno sapere dal Comitato per la difesa della Motorizzazione il presidente CNA Matteo Giusti, il presidente Amici di Pisa Stefano Ghilardi e i portavoce delle agenzie di pratiche auto Michele Bulleri e autoscuole Andrea Arzilli Unasca e Massimo Mosi, Confarca -. Per di più pare trattarsi di una ubicazione da noi già considerata positivamente nei giorni scorsi, cioè nella zona di Ospedaletto, facilmente raggiungibile da tutta la provincia e con una logistica favorevole. Inoltre l’area individuata, della società Valdarno, per caratteristiche e spazi parrebbe avere le dimensioni necessarie ad ospitare tutte le attività della Motorizzazione Civile, non solo le attività di sportello e gli uffici quindi, bensì aule per esami, piazzali all’aperto per prove pratiche e spazi coperti per le piattaforme tecniche adibite alle revisioni sia per mezzi pesanti camion e bus, che per vetture e simili e ai collaudi.
È molto positivo che l’impegno e la volontà del Comune di Pisa (che è bene sottolineare non ne ha l’obbligo) di individuare una nuova sede per la Motorizzazione Civile di Pisa, abbia trovato uno sbocco che però adesso il Ministero dei Trasporti ha la responsabilità e il dovere di formalizzare.

Il 1° settembre è vicino.

Visti i recenti sviluppi a livello nazionale non vorremmo che tutto si bloccasse di nuovo, – è la conclusione del Comitato – quindi ottimismo sì, ma anche cautela in attesa degli atti necessari e del trasferimento effettivo.
Pisa non può perdere questo essenziale servizio per i cittadini e per le imprese per cui già si verificano spesso disagi per ritardi e intasamenti. Già adesso sono bloccati alcuni servizi in attesa della riorganizzazione e auspichiamo che non ci siano ulteriori disagi nella fase transitoria”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa

Il Comitato: “La Motorizzazione deve rimanere a Pisa, servizio essenziale per il territorio”

Il Comitato per la difesa della Motorizzazione di Pisa ha convocato una conferenza stampa giovedì 8 agosto presso la sede degli Amici di Pisa in via Pietro Gori 17, Pisa, per porre l’attenzione della pubblica opinione del problema della chiusura degli uffici della locale Motorizzazione Civile diretta emanazione del Ministero dei Trasporti a servizio del territorio della provincia di Pisa.
Scopo del Comitato è sia di evidenziare le problematiche che emergerebbero in caso di chiusura della sede locale degli Uffici di Motorizzazione civile, che lanciare anche delle proposte operative per scongiurare questa eventualità di cui è ormai prossima, la data prevista: il 1 settembre.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente CNA Matteo Giusti, il presidente Amici di Pisa Stefano Ghilardi, i portavoce Unasca Andrea Arzilli e Michele Bulleri e Confarca Massimo Mosi e Marco Abbondandolo e in rappresentanza delle categorie del Trasporto hanno partecipato Riccardo Bolelli Portavoce Nazionale Bus, Claudio Sbrana presidente Taxi Pisa e Roberto Calvani Presidente CNA Trasporto Merci e sono stati invitati gli altri membri del comitato.

LA PRESA DI POSIZIONE
Il no alla chiusura è fermo e insuperabile da parte del Comitato.
Sono evidenti pesanti inadempienza da parte del competente Ministero che ha lasciato passare invano ben due anni senza trovare una soluzione che non fosse la chiusura di una sede che serve un territorio con 350mila abitanti, e oltre 40mila imprese.
La chiusura degli Uffici della Motorizzazione, – che appare come un abbandono pianificato accuratamente (e vorremmo sapere da chi) -, sarebbe inaccettabile per una città ed un territorio come Pisa che perderebbe un servizio essenziale per la circolazione dei mezzi di trasporto, per i cittadini e per le imprese; per tempi, costi e funzioni essenziali. Questa vicenda è caratterizzata da uno scientifico e metodico disinteresse: cosa è stato fatto in due anni per risolvere il problema? Risulta che delle risorse per la riqualificazione di una sede siano stati stanziati: ma sono anche stati spesi? E perché, nel caso non sono stati spesi? Come

PROBLEMI PER LA CHIUSURA DI UN SERVIZIO FONDAMENTALE PER IL TERRITORIO
Aggravi di costi, ulteriori perdite di tempo non sono ammissibili. Si trovi una sede idonea e con tutte le funzioni: quindi sia amministrative che pratiche come collaudi, revisioni e prove pratica di esame.
I collaudi ad esempio hanno grandi problemi perché intanto ci sono delle incertezze per i collaudi che già da settembre si stimano circa già 1200 collaudi già prenotati entro marzo, di mezzi di privati e di imprese (per vari motivi ganci traino, sostituzioni bombole gpl e metano, trasformazioni veicoli autocarro /vetture, compresi Ncc e Taxi, allestimenti per trasporto merci, sponde isotermiche).
Si noti inoltre che in caso di tutte queste trasformazioni per collaudi il lavoro deve essere svolto nella Provincia dove ha sede l’officina che ha eseguito i lavori, quindi tutte le officine della Provincia di Pisa rischiano di perdere il lavoro visto che i mezzi possono circolare solo nel territorio provinciale fino al collaudo.

Poi c’è il tema delle revisioni, spesso in grande ritardo per cui già c’è bisogno di notevoli attese e lunghi tempi di prenotazione. Già oggi questo settore è azzoppato perché manca la piattaforma di revisioni per mezzi pesanti bus e camion (solo i collaudi possono essere fatti) per poi esser rinviti a altre sedi fra cui Lucca e Livorno: ma questo è già un disservizio per un mezzo dal costo di centinaia di migliaia di euro attende già oggi anche 3 o 4 mesi per fare la revisione cosa molto onerosa per le imprese.
È facile prevedere nuovi gravi e ulteriori ritardi per revisioni e collaudi visto che andranno a sovrapporsi sulla sede di Lucca che è già intasata: se ci saranno dei giorni in più che deve ospitare i mezzi pisani.
Analogo il caso delle patenti: tutti i pisani devono andare a Lucca per fare l’esame e anche in questo caso, che sono già prenotati per la Motorizzazione di Pisa, non hanno la certezza su se e dove potranno essere svolti gli esami. E questo accadrà anche in futuro andando a intasare i già insufficienti spazi della sede di Lucca, senza contare i disagi.

LE RICHIESTE
Per tutte queste tematiche che sono di servizio si pretende di sapere dove e come potranno essere svolti visto che ad oggi non c’è una soluzione chiara e certa di dove potranno essere svolti.
La gestione della sede di Pisa con la sua autonomia e con tutti gli automatismi che si porta dietro come i codici meccanografici, la stampa dei documenti di circolazione deve essere assolutamente mantenuta anche e soprattutto in caso di soluzioni intermedie che non potranno in ogni caso che essere temporanee.
Mantenere una sede seppur provvisoria a Pisa temporaneamente anche solo amministrativa e lavorare per una sede operativa al 100%: questa è l’unica soluzione accettabile per il territorio.
L’accorpamento di organigrammi e le sinergie per l’ottimizzazione del personale possono essere accettabili, purché nell’ottica di migliorare il servizio e certo non di vederlo peggiorare o peggio, come in questo caso, di vederlo scomparire.

LE PROPOSTE
Anche solo mantenere le funzioni amministrative in una sede centrale come le già ipotizzate sedi di lungarno Simonelli o Piazza Carrara o viale Bonaini potrebbe essere accettabile nel breve periodo, ma certo pensando anche a come coprire le altre attività di fondamentale utilità per il territorio come collaudi e revisioni che invece dovrebbero trovare una risposta adeguata viste le difficoltà già presenti.
Era stata individuata, fra le altre ipotesi, una soluzione ad Ospedaletto per cui erano state registrate aperture da parte di altri soggetti istituzionali: a che punto si trova? A quali ipotesi di lavoro si sta lavorando? Ci saranno comunque delle forme di protesta se dovessero confermarsi le ipotesi attuali.

I DATI
L’ufficio di Pisa rappresenta una sede di Motorizzazione Civile di assoluta rilevanza per volume di attività che sono generate dal locale ufficio di Pisa come esami per le patenti, come pratiche di immatricolazione auto e mezzi pesanti, ai vertici regionali e seconda solo alla sede di Firenze, per altro ottenute con un organico – 16 persone- che è sottodimensionato e che comporta già ritardi nella erogazione dei servizi.
Ad esempio i dati che avevamo raccolto in occasione della formazione del Comitato narrano che per lo svolgimento degli esami teorici delle patenti nel 2015 che è il servizio per cui le UMC sono maggiormente impegnate: Pisa si attestava a 7739 esami; Livorno 5956; Lucca 6748.
Peraltro già oggi i tempi di attesa per l’effettuazione di esami per le patenti superano le 10 settimane a Livorno e 5/6 settimane a Lucca, mentre a Pisa si riescono a svolgere dopo circa solo un paio di settimane perché l’ufficio di Pisa ha due aule e possono tenere un ritmo più sostenuto al di là della carenza di personale. E’ ovvio che gli eventuali trasferimenti di servizi, anche se avvenissero unitamente al trasferimento di personale dovrebbero scontare i limiti logistici che già oggi ne penalizzano l’attività.

Altro argomento che testimonia della vivacità del territorio di Pisa sono le attività di autoscuola del territorio provinciale: 44 a Pisa, a Livorno 26 e a Lucca 39. Anche le statistiche del Ministero dei Trasporti circa i livelli di attività per lo svolgimento ed il rilascio di patenti, a livello nazionale testimoniano che Pisa è stabilmente è sempre il secondo ufficio per volume di esami svolti a livello regionale secondo solo a Firenze. Oltra alla perdita del fattore di vicinanza territoriale, i servizi per gli utenti della Provincia di Pisa sono indispensabili e devono essere mantenuti con un accettabile livello di omogeneità che peraltro verrebbe persa irrimediabilmente in caso di smembramento della attuale sede e personale verso le sedi vicine. Si perderebbe così, non solo un servizio diretto ai cittadini, ma si creerebbe un danno alle imprese che devono fruire dei servizi e di quelle che li erogano, che inevitabilmente avrebbero un aggravio di tempi e di costi oltre che di tempi di attesa che sono poi i veri fattori da evitare in un sistema economico che funziona in modo sempre più rapido e in cui i tempi di risposta delle imprese non possono sopportare ritardi e ulteriori appesantimenti. Per questi motivi i sottoscritti promotori del Comitato si dichiarano contrari alle ipotesi di chiusura del servizio territoriale di Pisa.

Nella foto il Comitato (da destra a sinistra): Matteo Giusti, Massimo Mosi, Stefano Ghilardi, Riccardo Bolelli, Michele Bulleri, Andrea Arzilli

MOTORIZZAZIONE PISA – Rischio chiusura inaccettabile

Anche CNA con il Presidente Matteo Giusti, e i portavoce dei mestieri del trasporto Roberto Calvani per il Merci, Riccardo Bollelli per Ncc e Bus e Claudio Sbrana per i Taxi, ritiene “inaccettabile per una città ed un territorio come Pisa perdere un servizio essenziale per la circolazione dei mezzi di trasporto per i cittadini e per le imprese – si legge in una nota firmata da CNA Pisa”.

“Aggravi di costi, ulteriori perdite di tempo non sono ammissibili. Si trovi una sede idonea e con tutte le funzioni: quindi sia amministrative che pratiche come collaudi, revisioni e prove pratica di esame”

“Anche solo mantenere le funzioni amministrative in una sede centrale come le già ipotizzate sedi di lungarno Simonelli o Piazza Carrara potrebbe essere accettabile nel breve periodo, ma certo pensando anche a come coprire le altre attività di fondamentale utilità per il territorio come collaudi e revisioni che invece dovrebbero trovare una risposta adeguata. Già da inizio 2017 insieme al Comitato per la Difesa della Motorizzazione che avevamo promosso con Amici di Pisa e con le sigle sindacali delle agenzie di pratiche automobilistiche e le autoscuole, avevamo individuato alcune ipotesi di soluzione (Ospedaletto) per cui erano state registrate aperture da parte di altri soggetti istituzionali. Questo non è il momento delle divisioni, o delle singole medaglie: tutti, forze politiche e istituzioni a partire dal Ministero dei Trasporti devono lavorare per lo stesso obiettivo.

Perdere la Motorizzazione sarebbe una sconfitta per tutti”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

VIABILITÀ REGIONALE – Autostrade A11 e A12, sconto del 50 % per mezzi con Telepass  

La Fita CNA in seguito ad una riunione con la Regione Toscana ha chiesto e ottenuto l’adozione di due efficaci misure compensative dei disagi per i lavori di manutenzione in Fi Pi Li. La Regione Toscana promuove un’agevolazione tariffaria sulle autostrade A11 e A12 di competenza Autostrade per l’Italia e SALT (Società Autostrada Ligure Toscana).

Tale iniziativa, prevista per alleggerire il traffico da possibili ulteriori congestionamenti causati dall’incolonnamento di mezzi pesanti, coinvolge i titolari di contratto Telepass con viacard che effettuino esclusivamente transiti nelle

tratte indicate ai punti successivi (c) con veicoli di classe di pedaggio 3, 4 e 5.

Chi ha diritto allo sconto: titolari di contratto Telepass con viacard che effettuino transiti nelle tratte indicate al punto C con mezzi pesanti (veicoli di classe 3, 4 e 5 ovvero autoveicoli o convogli a 3 Assi, 4 e 5 assi).

Sconto: sconto del 50% della tariffa base di competenza di ASPI e SALT, in base alle rispettive competenze, solo se il transito sarà effettuato con il mezzo di pagamento telepass in vigenza di un contratto Telepass con Viacard esclusivamente tra le entrate ed uscite descritte al punto successivo.

L’importo della quota scontata verrà evidenziato in fattura con la descrizione “Agevolazione Tariffaria A11 e A12.

Entrate/Uscite (origine/destinazione): esclusivamente per i transiti bidirezionali con le seguenti origine/destinazione, durante tutta la durata dell‘iniziativa sulla viabilità della Fi-Pi-Li:

• Firenze Ovest- Pisa Nord • Firenze Ovest – Pisa Centro • Firenze Ovest – Livorno

• Firenze Scandicci – Pisa Nord • Firenze Scandicci – Pisa Centro • Firenze Scandicci – Livorno

• Calenzano – Pisa Nord • Calenzano – Pisa Centro • Calenzano – Livorno

• Firenze Impruneta – Pisa Nord • Firenze Impruneta – Pisa Centro • Firenze Impruneta – Livorno

• Firenze Sud- Pisa Nord • Firenze Sud – Pisa Centro • Firenze Sud – Livorno

• Prato est – Pisa Nord • Prato est – Pisa Centro • Prato est – Livorno

Data avvio iniziativa: 30 luglio 2019

Durata dell’iniziativa: periodo sperimentale dal 30 luglio al 30 settembre 2019. Al termine del periodo sperimentale l’iniziativa proseguirà fino al 31 gennaio 2020 (periodo da confermare nelle prossime comunicazioni).

SCONTO IN FATTURA – Mazzata da 20 milioni di euro per le Pmi impiegate nelle ristrutturazioni

CNA Pisa rinnova l’appello ai parlamentari

Per i fatturati delle piccole e medie imprese del settore ristrutturazioni (edilizia impianti serramenti) è già arrivata una mazzata da venti milioni di euro l’anno.

In meno, ovviamente.

Sono gli effetti dell’art 10 del decreto crescita che prevede lo sconto in fattura diretto da parte dell’impresa in caso di bonus fiscali per ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus. Da qui una serie di iniziative da parte di CNA Pisa: l’appello ai parlamentari eletti nel territorio, petizioni, adesione ai ricorsi in sede di nazionale ed europea, richiesta di impugnazione da parte della Regione Toscana. CNA Pisa si è mobilitata da oltre un mese per modificare il famigerato art. 10 del Decreto Crescita, quello che prevede lo sconto in fattura per spese di ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus che di fatto azzera le possibilità di fare i lavori da parte delle pmi locali: una mazzata appunto da venti milioni l’anno pari al volume degli interventi in provincia di Pisa secondo gli ultimi dati disponibili di Enea.

“Deve essere chiaro che lo sconto in fattura previsto per Ecobonus e Sismabonus nel Decreto crescita altera la concorrenza danneggiando le piccole e medie aziende – così Matteo Giusti presidente di CNA Pisa introduce il tema, molto sentito fra le imprese impegnate nel settore delle ristrutturazioni- Per questo, ci siamo mobilitati a tutti i livelli con tutte le categorie interessate; edilizia, impianti e serramenti. Ma ora chiediamo un impegno diretto anche ai parlamentari del nostro territorio che hanno già ricevuto l’appello a modificare la norma lanciato da CNA Toscana. Ed in ogni caso non rinunceremo a proseguire con tutte le forme possibili, la mobilitazione avviata sinora”.

CNA ha infatti avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione europea e all’Autorità garante della Concorrenza ed il Mercato affinché venga accertata l’illegittimità dell’art. 10 della L. 58/2019 (Decreto Crescita) per violazione del diritto comunitario e/o nazionale della concorrenza. Attivissima anche la petizione “bisogna contare fino a 10” rintracciabile sul sito www.cnapisa.it  cui si può aderire che ha raccolto già migliaia di adesioni.

“Il provvedimento recentemente varato dal Parlamento – sottolinea Marco Ammannati portavoce CNA Impianti Pisa  – ha convinto il sistema CNA ad avviare una mobilitazione nazionale a tutela delle piccole imprese per ricorrere sia all’Antitrust che alla Commissione europea. L’obiettivo? Ottenere la cancellazione dell’articolo 10 del DL Crescita che riteniamo un tentativo di favorire la concentrazione del mercato della riqualificazione energetica nelle mani di pochi operatori, con conseguente alterazione della concorrenza, rappresentando un indebito aiuto di Stato per le grandi imprese a danno delle piccole e medie”.

Parliamo di un mercato rilevante visto che, secondo l’ultimo Rapporto Enea i lavori di efficientamento energetico del patrimonio edilizio in Italia nel 2018 sono stati 334mila con 3,3 miliardi di euro di investimenti. In Toscana sono stati nel 2017 ben 30.408 per un importo complessivo di mln € 214,9,  con risparmio energetico 70,3GWh/anno mentre in provincia di Pisa gli stessi numeri indicano che nel 2017 si parla di quasi 20 milioni di euro di importo lavoro (€19,3mln, per la precisione)con 6,5 GW/h risparmiati (ultimi dati disponibili sito ENEA rapporto bonus ristrutturazioni 2018 reperibile sul sito http://www.agenziaefficienzaenergetica.it/allegati/REPORT_DETRAZIONI_2018__COMPLETO.pdf

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

SCONTO IN FATTURA – Positivo che anche Pd e FI vogliano abrogare l’art 10

Si allarga il fronte delle forze politiche favorevoli alla cancellazione dell’art. 10 del Decreto crescita sollecitata dalla CNA. In Senato sono stati presentati due distinti Disegni di legge per abrogare la norma che penalizza le piccole imprese, uno a firma PD e l’altro Forza Italia. L’art. 10 prevede che per i lavori di efficientamento energetico e di prevenzione antisismica venga riconosciuto uno sconto in fattura al cliente pari all’ammontare dell’incentivo fiscale che l’impresa recupererà in cinque anni.

È una minaccia per l’intera filiera della riqualificazione energetica, un danno per le imprese e gli artigiani”, sottolineano le senatrici del Pd Teresa Bellanova e Tatiana Rojc. Identica posizione da parte di Forza Italia. “Le nostre imprese non sono banche”, affermano i senatori di Forza Italia che si schierano per l’abrogazione dell’art. 10 del Decreto crescita. Prima firmataria la senatrice Roberta Toffanin, il Ddl prevede la cancellazione della norma sull’Ecobonus fortemente penalizzante per le piccole. È positivo il principio di concedere incentivi, “ma questi non possono gravare sul sistema delle piccole imprese”.

Le proposte presentate in Senato da esponenti del Pd e di FI recepiscono i rilievi della CNA sull’art. 10 che altera la concorrenza penalizzando le micro e piccole e favorendo solo i grandi gruppi. E’ necessario fare presto poiché la norma sta rallentando un mercato già provato da anni di crisi.

Leggi il comunicato stampa di CNA

IMPIANTI – Petizione online per l’abrogazione dell’art.10

Un appello online a deputati e senatori sulla piattaforma change.org è la nuova iniziativa della CNA per ottenere dal Parlamento l’abrogazione dell’art. 10.

“Bisogna contare sino a 10” è il titolo dell’appello che ripercorre la “storia” del provvedimento, evidenziando le incongruenze ed i gravi effetti che sta già avendo sull’intero settore della riqualificazione energetica.

Chiediamo agli imprenditori del settore di far sentire la loro voce – ha detto Carmine Battipaglia, presidente di CNA Installazione Impianti – e di firmare la petizione online per dare più forza alla nostra azione di contrasto ai nefasti effetti dell’articolo 10. Non si tratta di introdurre piccole e marginali modifiche ad una norma dannosa per l’intero settore della riqualificazione energetica, ma di abrogarla tout court perché illegittima in quanto viola il diritto comunitario e nazionale della concorrenza”.

Per firmare la petizione: clicca qui

Patto per lo sviluppo: una grande opportunità per la Toscana e per il suo sistema di piccole e medie imprese

Al centro del convegno (che si è tenuto  a Firenze lo scorso 17 luglio 2019) “Il Patto per lo sviluppo della Toscana e il sistema delle Piccole e Medie Imprese” tutti i temi centrali per l’economia della regione: sviluppo, competenze, investimenti, infrastrutture, credito, ma anche il salario minimo legale,  il ricorso contro l’articolo 10 del decreto Crescita sull’Ecobonus e contro l’abolizione della lettera R, prevista sempre dal decreto Crescita.

Il Patto per lo sviluppo della Toscana e il sistema delle Piccole e Medie Imprese sono stati al centro del convegno che CNA Toscana ha organizzato mercoledì 17 luglio a Firenze, nell’Auditorium Sant’Apollonia gremito per l’occasione da una folla di imprenditori. Il Patto per lo sviluppo della Toscana, siglato venerdì 12 giugno dalla Regione con le associazioni di categoria e i sindacati, a cui CNA Toscana ha collaborato attivamente, presenta infatti aspetti di grande interesse per l’artigianato e le PMI toscane.

Il convegno, introdotto dal direttore generale della CNA Toscana Nicola Tosi, è stato aperto dal  presidente della CNA Toscana Andrea Di Benedetto che ha parlato del “ Patto per lo sviluppo: la visione di CNA Toscana e le strategie per la crescita delle PMI del territorio”; è seguito l’intervento del  vice presidente nazionale CNA con delega al credito Fabio Petri “Patto per lo sviluppo: gli interventi per favorire l’accesso al credito per le PMI”, mentre il direttore IRPET Stefano Casini Benvenuti ha illustrato “L’andamento dell’economia toscana e i trend di sviluppo delle imprese”.

È quindi iniziato un confronto fra Andrea Di Benedetto Presidente CNA Toscana, Enrico Rossi Presidente Regione Toscana, Sergio Silvestrini Segretario Generale CNA Nazionale, moderato da Romano Benini, giornalista RAI-TV e docente di Politiche del Lavoro.

andrea di benedetto presidente cna toscana“Abbiamo firmato con convinzione il Patto per lo sviluppo proposto dal Presidente della Regione Enrico Rossi – ha esordito Andrea Di Benedetto – sia per il metodo, per il forte coinvolgimento che ha consentito di elaborare collettivamente questo patto, sia per il merito: sviluppo, competenze, investimenti, infrastrutture, credito. Per quanto riguarda le infrastrutture, occorre dare una forte accelerazione per sbloccare i cantieri delle grandi opere toscane, finanziate ma non ancora cantierate, ma soprattutto lavorare a un piano di manutenzione e riqualificazione dell’esistente. E’ importante all’interno del patto l’impegno per favorire l’accesso al credito per le piccole imprese che in base ai parametri europei rischiano di avere sempre meno liquidità”.

“Per quanto concerne le risorse a favore delle imprese – ha aggiunto il presidente della CNA Toscana – pensiamo ad interventi mirati a far crescere la dotazione tecnologica, cognitiva e dimensionale delle piccole imprese: se riuscissimo a soddisfare questi bisogni, sapremmo sicuramente colmare  la forbice che ci separa in maniera considerevole rispetto alle regioni più sviluppate del Paese e d’Europa. Non ultimo l’impegno importante sulle competenze sia per migliorare le capacità imprenditoriali che per affrontare la carenza di alcune professionalità in tanti settori in crescita. In particolare sulla penetrazione del digitale nei settori tradizionali, la Toscana sta scontando un ritardo che va colmato con urgenza per recuperare competitività sui mercati”.

fabio petri vicepresidente nazionale cna con delega al creditoFabio Petri ha detto che “La forte riduzione di credito alle imprese, in particolare alle piccole, sta mettendo in seria difficoltà tutto il sistema economico nazionale e toscano.  Manca per molte piccole imprese la liquidità necessaria per poter far fronte anche agli impegni primari. Si calcola che dal 2011 ad oggi il volume di credito al sistema produttivo si sia ridotto di quasi un quarto e il 95% è fatto di microimprese”.  “In questo contesto di vera emergenza – ha continuato Petri – CNA chiede alla Regione Toscana di rafforzare il sistema di garanzia toscano che si è dimostrato di fatto l’unico vero strumento in grado di tenere dentro il sistema credito tante piccole e medie imprese che diversamente sarebbero già fuori. Non è un caso infatti che la diminuzione di credito alle imprese in Toscana sia inferiore alla media nazionale di oltre 4 punti percentuali. Lo si faccia anche con strumenti che diminuiscano per le imprese il costo di accesso alla garanzia dei Confidi. In questo quadro chiediamo inoltre alla Regione che si rivedano i criteri di accesso ai bandi agevolativi nella direzione di allargare i paletti sia esistenti che futuri, ma soprattutto che siano accessibili anche alle piccole e piccolissime imprese”.

Il salario minimo legale “può mettere in difficoltà la gran parte delle imprese italiane, soprattutto quelle piccole”. E’ stato drastico il giudizio di Sergio Silvestrini sull’ipotesi di definire per legge il salario minimo. Silvestrini ha indicato la strada da seguire per tutelare lavoratori e imprese. “Si faccia, al limite, nei settori non coperti dalla contrattazione una norma per il salario minimo garantito – ha affermato – altrimenti si finirà per punire tutte le imprese che applicano i contratti”.

sergio silvestrini segretario generale cna nazionalePer il segretario generale della CNA è un errore imitare “modelli anglosassoni dove non esiste una contrattazione collettiva così diffusa e sistematica” come in Italia che offre ampie tutele ai lavoratori in riferimento a retribuzioni e sicurezza sul lavoro e con crescenti elementi di welfare. Osservando il panorama dei Paesi dell’Unione europea il salario minimo per legge non esiste in Italia, Austria, Finlandia, Danimarca, Svezia. Ma questi Stati vantano una lunga tradizione di relazioni industriali e la contrattazione collettiva copre tra l’83% e il 98% dei lavoratori. I Paesi che adottano il salario minimo legale presentano, al contrario, una bassa copertura. In Germania, ultimo partner comunitario a introdurre il salario minimo per legge, la contrattazione copre appena il 56% dei lavoratori e il salario minimo rappresenta soltanto il 48% del salario mediano. Oltre al salario minimo in discussione in Parlamento, Silvestrini è tornato a criticare l’art. 10 del Decreto crescita sull’Ecobonus. Il segretario generale della CNA apprezza l’iniziativa della Regione Toscana che ha fatto ricorso alla Corte costituzionale contro l’art. 10 che altera la concorrenza penalizzando le piccole imprese e favorendo solo i grandi gruppi.

“Molto bene, è una sfida che dobbiamo vincere – ha osservato Silvestrini – altrimenti si rischia di mettere in ginocchio decine di migliaia di piccoli imprenditori”. Il segretario generale della CNA è entrato nel merito. “Anticipare per cinque anni consecutivi denari senza avere il credito necessario per finanziare un’operazione di questo tipo è un errore madornale. Siamo assolutamente contrari – ha ribadito – e stiamo facendo tutto ciò che è necessario e possibile per cambiare questa norma. Abbiamo posto il problema anche al governo”. La CNA ha già presentato ricorsi contro l’art. 10, ha ricordato Silvestrini, all’Antitrust e alla Commissione europea per abolire una norma che avrebbe pesanti effetti su artigiani e piccole imprese.

enrico rossi presidente regione toscana sul palco insieme agli altri relatori“Sono a portare la vicinanza della Regione alle piccole e medie imprese toscane – ha affermato Enrico Rossi – Non intendiamo arrivare a fine mandato in folle, ma con i giri del motore alti, perché pensiamo che rilanciare gli investimenti sia una priorità e siamo contenti che il programma di impegni che abbiamo preso sia condiviso da tanti soggetti”.

“Il mondo delle piccole imprese artigiane è fondamentale per la Toscana –  ha aggiunto il presidente della Regione Toscana – Non è una novità, questo concetto. Il tessuto economico toscano è rappresentato in gran parte da questo mondo. E’ perciò importante che, negli ultimi tempi, la pratica concertativa sia ripresa ed anzi si sia intensificata”.

Il collegamento della Tirrenica, il porto di Livorno, quello di Piombino, lo sviluppo di Peretola, il sottoattraversamento Tav, ha detto Rossi, “sono scommesse importanti su cui la Toscana deve puntare per il suo sviluppo” fermo restando che “Livorno e Piombino, ad esempio, hanno grande potenzialità, ma occorre che esistano dei collegamenti infrastrutturali all’altezza”.

Sollecitato dalle questioni poste dai suoi interlocutori il presidente Rossi ha ricordato che la Regione ricorrerà contro l’articolo 10 del decreto Crescita e sta valutando il da farsi sull’abolizione della lettera R, prevista dal medesimo decreto Crescita.

Di fronte ai problemi del restringimento dell’accesso al credito da parte degli artigiani, il presidente ha ricordato come, dopo la firma del Patto, sia già stato aperto un tavolo specifico e tra le misure siano stati stanziati 60 milioni di fondi regionali sia per gli investimenti che per la liquidità.

“Un’immissione di liquidità importantissima”, ha precisato Rossi, “che nell’arco di un anno potrebbe attivare 250 milioni di euro”.
Per quanto riguarda il ricorso contro l’articolo 10, la Regione ritiene che questa misura discrimini le piccole e medie imprese e limiti la libertà di scelta dei consumatori. Da qui la decisione di impugnare questa parte del decreto Crescita. Per quanto riguarda il ricorso contro l’abolizione della lettera R, invece, la Regione sta valutando quali sono le possibilità di azione. La lettera R, abolita dal decreto Crescita, prevedeva la possibilità di accedere alle garanzie dei Confidi, sia mutualistici o privati, od a garanzie pubbliche previste dalle Regioni.

“Bisogna mantenere un rapporto di passaggio con i Confidi che ha garantito un accesso maggiore al fondo nazionale”, ha concluso Rossi. “Stiamo valutando per capire cosa è possibile fare, come possiamo muoverci”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Toscana)