DECRETO DIGNITÀ – Cosa cambia per il tempo determinato

Il DECRETO LEGGE 12 luglio 2018 n° 87 denominato DISPOSIZIONI URGENTI PER LA DIGNITÀ DEI LAVORATORI E DELLE IMPRESE è stato pubblicato nella G.U. del 13/07 e dunque è in vigore dal giorno successivo

Ecco ciò che viene a modificarsi rispetto alla precedente normativa con particolare riguardo con il CONTRATTO DI LAVORO SUBORDINATO A TEMPO DETERMINATO.

Il Decreto (ritenuto atto d’urgenza) è immediatamente operativo con le sue nuove regole anche in relazione ai rinnovi e/o proroghe di contratto da realizzare a decorrere dal 14/07 senza alcun periodo transitorio su contratti a termine già avviati precedentemente; adesso inizierà il percorso parlamentare di 60 giorni per la sua conversione in Legge dello Stato il che potrebbe portare anche a dei cambiamenti ma al momento dobbiamo attenerci a quanto pubblicato in G.U.

Il Decreto, nelle intenzioni del Governo, mira a disincentivare i TD per favorire e accelerare la transizione ai contratti stabili ed in questo senso la loro durata massima complessiva scende da 36 a 24 mesi (sempre includendovi nel tetto le “missioni” nell’ambito di una somministrazione di lavoro a termine dopodiché l’azienda può continuare solo con la somministrazione per evitare la conversione del rapporto a tempo indeterminato) con riferimento alle medesime mansioni o comunque a mansioni di pari livello e categoria legale.
In caso di sforamento del tetto di durata il contratto si trasforma a tempo indeterminato dalla data in cui è avvenuto il superamento.

Il contratto può essere “libero” (cosiddetto acausale) solo per i primi dodici mesi a patto che si arrivi a tale limite con un unico contratto ovvero con un contratto iniziale di durata inferiore poi prorogato. Se per effetto della proroga “a cavaliere” si eccede il termine di durata dei 12 mesi allora in quella proroga è necessaria l’indicazione delle causali.

La possibilità di proroghe, peraltro, passa da cinque a quattro in tutta la “vita lavorativa” nel rapporto tra azienda e lo specifico lavoratore. In caso di sforamento 5à proroga ad esempio) il contratto si trasforma a tempo indeterminato dalla proroga illegittima stessa.

ATTENZIONE che se il primo contratto a termine acausale ha una durata inferiore ai dodici mesi e si interrompe raggiunto il suo termine sin dal suo primo eventuale rinnovo (intendendosi con questo un nuovo contratto a termine legittimamente apponibile scaduto il periodo di “fermo” di 10 o 20 gg) successivo, anche se restassimo complessivamente entro il termine dei 12 mesi, ritornano obbligatorie le “causali”.

In pratica il contratto a tempo determinato può essere rinnovato, pur nell’ambito dei nuovi termini di durata massima, solo e soltanto con specificazione della causali.

Si dovranno in pratica specificare le ragioni per le quali si intende riproporre con il lavoratore un contratto di lavoro a tempo determinato ed in questo senso ci sono due fattispecie ammesse:
esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività, ovvero esigenze sostitutive di altri lavoratori (maternità, malattia o che magari sono in ferie);
esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria;-

In passato l’esigenza di indicare una causale è stata spesso foriera di contenzioso e spese giudiziarie per l’Impresa in quanto non è sempre facile oggettivizzare una esigenza aziendale in modo assoluto ed incontrovertibile. Peraltro in ordine al contenzioso sale da 120 a 180 giorni dalla sua conclusione la finestra di tempo nella quale un lavoratore può impugnare un contratto a tempo determinato in ordine alla sua legittimità.

Alcuni commentatori vedono nel nuovo scenario la probabile maggiore “ROTAZIONE” dei contratti a TD tutti rimanendo nel limite dei primi 12 mesi “liberi” con gli annessi maggiori costi formativi per le imprese e difficoltà alla stabilizzazione.

Per le imprese resta comunque il tetto di un 20% di tempi determinati sul totale degli indeterminati (o diversa maggiore percentuale prevista dai diversi CCL pena il rischio di una sanzione amministrativa) in forza al 1° gennaio dell’anno.

A questa stretta si unisce quella contributiva: ad ogni rinnovo (per i quali peraltro non è previsto un tetto numerico ma solo il limite cumulato della durata complessiva del rapporto a termine), anche restando al di sotto dei 12 mesi è previsto che i contributi crescano dello 0,50% andando a sommarsi a quell’1,40% che già dal 2012 (Fornero) finanzia la Naspi, la nuova indennità di disoccupazione.
Quindi al primo rinnovo del contratto con quello specifico lavoratore si pagherà 1,90% di maggiorazione, al secondo il 2,40% ed al terzo il 2,90% e così via

I contratti in somministrazione (le Agenzie hanno normalmente rapporti di lavoro a termine con i lavoratori somministrati c/o le aziende) sono altresì interessati da questa riforma normativa, ad eccezione dello staff leasing (somministrazione di lavoro a tempo indeterminato).
Alle Agenzie per il lavoro in vece non si applica il tetto – che vale per gli altri – di un 20% di tempi determinati sul totale degli indeterminati.

Il Decreto non riguarda i rapporti di lavoro nella Pubblica Amministrazione

Per i lavoratori subordinati impegnati in attività stagionali resta tutto come prima: anche a questi ultimi non si applica il discorso delle causali.

Un accenno ai maggiori anche i costi di licenziamento, in caso di illegittimità: salgono del 50,00%.
La forbice dell’indennizzo sale infatti dalle 4-24 mensilità previste dal Jobs Act in vigore dal marzo 2015 alle nuove 6-36 mensilità (riguarda le imprese con almeno 15 dipendenti già al 7/3/2015 per gli assunti da quella data che vengono ad essere licenziati per motivi disciplinari e/o economici) in pratica un indennizzo di tre mensilità per ogni anno di anzianità lavorativa con un minimo di sei ed un tetto di trentasei.
Per le aziende di dimensioni inferiori si parte da una base minima di indennizzo di tre mensilità sino ad un tetto di sei.

Per maggiori informazioni: 

Stefano Pistolesi 
pistolesi@cnapisa.it

DECRETO DIGNITÀ – “Contiene disposizioni che preoccupano”

Così Daniele Vaccarino, Presidente Nazionale CNA e di Rete Imprese Italia

“Il ‘Decreto dignità’, il primo atto organico del Governo Conte in tema di economia e lavoro, contiene disposizioni che preoccupano artigiani, commercianti e piccole imprese e deludono le aspettative di una reale virata delle politiche del lavoro e fiscali in grado di favorire un’accelerazione dei livelli di crescita che, principalmente a causa del deterioramento del quadro internazionale, mostrano qualche segnale di rallentamento”.
Lo ha affermato il Presidente della CNA e di Rete Imprese Italia, Daniele Vaccarino, nel corso dell’audizione tenuta ieri sera presso le Commissioni riunite Finanze e Lavoro della Camera.
Questo decreto, motivato da temi di sicuro rilievo, come la lotta alla precarizzazione del lavoro, al contrasto dei processi di delocalizzazione e a semplificare gli adempimenti fiscali a carico di professionisti e imprese, nella sua pratica articolazione – ha proseguito Vaccarino – ha prodotto l’irrigidimento nell’utilizzo dei contratti a termine, cioè proprio di quei contratti che hanno permesso negli ultimi anni di sostenere la nuova occupazione, l’introduzione dei maggiori vincoli per i beneficiari di aiuti pubblici che rischiano di penalizzare solo le piccole e medie imprese e alcuni parziali alleggerimenti degli adempimenti fiscali”. (Fonte: Ufficio Stampa CNA)

CETA – Artigiani e piccole imprese a favore della ratifica

CNA rivolge un appello al Ministro Di Maio affinché l’Italia ratifichi l’accordo CETA, accantonando ogni pregiudizio in merito alla liberalizzazione degli scambi commerciali con i nostri migliori partner.

L’economia italiana è corroborata dall’export che concorre a realizzare quasi un terzo del prodotto interno lordo. Una crescita delle esportazioni si traduce in maggiore occupazione, maggiori redditi distribuiti e maggiori entrate fiscali e contributive.

Le politiche di restrizione degli scambi commerciali con i paesi esteri impoveriscono tutti.

È un appello che parte da chi rappresenta migliaia di esportatori che contribuiscono in modo significativo a realizzare i quasi 4 miliardi di esportazioni che, negli ultimi 15 anni, sono cresciute quasi del 60%.

Nei principali settori nei quali si concentra la domanda di beni italiani in Canada, e cioè meccanica, alimentari e sistema moda, il contributo delle micro, piccole e medie imprese alle esportazioni supera abbondantemente i cinquanta punti percentuali.

Il CETA permette di sciogliere i vincoli e le barriere ancora esistenti attraverso la riduzione dei dazi e il riconoscimento di 41 indicazioni geografiche italiane (quasi la totalità dei prodotti Dop e Igp italiani esportati in Canada).

Si tratta di un risultato importante che non va disperso, ma piuttosto implementato in futuro per favorire le relazioni e gli scambi con un partner strategico nelle relazioni commerciali del nostro Paese, garantendo al contempo gli alti standard qualitativi con i quali sono tutelati i cittadini europei.”

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

CNA Pisa- Total Tax Rate e Tax Free Day

Pisa, fino al 12 agosto si lavora per pagare il fisco, pressione fiscale al 61,5%

Quest’anno, per i pisani, arriva il 12 agosto il Tax Free Day (Tfd). Cioè a Pisa una piccola impresa lavora fino al 12 agosto per pagare il fisco il che corrisponde ad una pressione fiscale complessiva su una piccola impresa del 61,5% che prende il nome di Totale Tax Rate (Ttr). Come a dire che in un anno servono 225 giorni per pagare imposte, tributi e tasse e ne rimangono 140 per i consumi familiari.

Lo rivela lo studio condotto da CNA dal titolo “Comune che vai fisco che trovi 2018” per tutti i capoluoghi italiani ed alcuni altri comuni di maggiori dimensioni, secondo cui Pisa si colloca all’80° posto in graduatoria su 137 comuni considerati. A differenza di altri organismi, anche di autorevoli istituzioni internazionali, l’Osservatorio CNA basa la sua analisi sull’impresa tipo italiana, con un laboratorio e un negozio, ricavi per 431mila euro, un impiegato e quattro operai di personale, 50mila euro di reddito. L’andamento del Ttr si ripercuote anche sull’arrivo del Tfd, il giorno in cui l’imprenditore si libera del peso fiscale: dal seguente può finalmente cominciare a lavorare per sé e per la sua famiglia.

 “A parte il leggero peggioramento rispetto ai dati rilevati lo scorso anno che ripete un analogo leggero aumento rispetto al 2016 (con il conseguente spostamento in avanti della data del Tax Free Day dal 10 al 12 agosto) che comunque cambia poco, risulta chiaro che l’inversione di tendenza che pareva essere stata imboccata nel 2015 non si è affatto consolidata. La pressione fiscale è costante e soprattutto troppo elevata. Ed è su questo aspetto che le imprese chiedono uno sforzo a chi esercita funzioni di governo nazionale e locale”. Così commenta Il presidente CNA Pisa Matteo Giusti i dati divulgati dal livello nazionale di CNA che riguardano anche il capoluogo pisano. “La pressione fiscale in Italia è troppo elevata, qualunque dato si prenda – ha osservato ancora Matteo Giusti – il problema vero però risiede piuttosto nella iniqua distribuzione del carico, che si distingue in modo radicale secondo la natura del reddito e svantaggia le imprese, in particolare le piccole imprese personali. Ma la tassazione dei redditi prodotti dalle persone fisiche non può essere diversa a seconda della differente modalità con cui si genera reddito”.

“Anche se ci sono dei correttivi che producono un lieve rialzo a livello di tributi comunali, – fa notare il Direttore di Cna Pisa, Rolando Pampaloni – ci sono oggettivi margini di miglioramento facilmente conseguibili. Un beneficio per le imprese si potrebbe ottenere se davvero venissero riconosciuti almeno i vantaggi che potrebbero essere ammissibili, norme alla mano.

Il primo è quello di non dover considerare come superfici che fanno da base di calcolo per l’imponibile della Tari, quelle che sono già soggette al regime di produzioni di rifiuti speciali, i quali peraltro vengono pagati a parte come costi di smaltimento. Ma spesso non c’è chiarezza su questo tema perché non sono ben specificati nei regolamenti quali siano i criteri con cui si individuano queste superfici. Il secondo è permettere almeno la piena deducibilità dell’IMU pagata dalle imprese sugli immobili strumentali.  Ecco quali potrebbero essere i concreti temi di confronto e di sicuro apprezzamento da parte delle imprese”.

Come leggere la Tabella e le grafiche ( si veda allegato)

Nella tabella sono rappresentati i valori dei singoli tributi dovuti dall’impresa nei diversi anni considerati. Con riferimento all’anno 2018 troviamo tre valori.

Il primo (2018) è quello che fa riferimento alle proiezioni per l’anno 2018, seguendo le delibere ed i regolamenti comunali di applicazione della TARI.

Il secondo valore (2018 Tari) fa riferimento all’ipotesi in cui il Comune riconosca la completa esclusione delle aree degli immobili destinate a produrre rifiuti speciali dalla TARI.

Infine, il terzo valore (2018-IRI) fa riferimento all’impresa che, per il 2018, sceglie di optare per l’IRI quale metodo di tassazione dei redditi d’impresa.

Nella parte bassa della tabella sono evidenziate alcune differenze tra diverse misure per mettere in risalto diversi aspetti. Ad esempio le variazioni dei tributi se il Comune riconosce la piena esclusione dalla Tari delle aree dove si producono rifiuti speciali (cfr. var. 2018(tari)/2018).

Si rileva anche cosa succede ai tributi dovuti, qualora l’impresa decida di optare per la tassazione IRI (cfr. var. 2018-IRI/2018).

A parte queste informazioni si nota anche la variazione dei tributi dovuti dall’impresa durante tutto il settennio considerato nelle analisi (Var. 2018/2011), ovvero le differenze nelle somme dovute sulla base degli ultimi due anni antecedenti a quello in corso (cfr. var. 2017/2016).

Nel lato destro della tavola sono riportate le analoghe informazioni, questa volta in termini di incidenza sul “Total Tax Rate” dell’impresa, distinguendo le informazioni per ambito impositivo (erariale, regionale e comunale).

Oltre alla tabella, nella schede è anche incluso un grafico che evidenzia l’andamento nel settennio dei diversi ambiti impositivi di cui si compone il “Total Tax Rate” complessivo del Comune, includendo anche l’andamento del reddito disponibile come contraltare. Al fine di non rendere difficile la lettura delle informazioni, è stato data rappresentazione grafica alla sola ipotesi in cui

il Comune riconosca la completa esclusione delle aree degli immobili destinate a produrre rifiuti speciali dalla Tari (si veda 2018 (Tari).

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Suicidio di un artigiano a Montopoli – Alla famiglia il pensiero di CNA

Zona del Cuoio
Montopoli, ancora un piccolo imprenditore suicida

“Non sappiamo ancora quali siano state le motivazioni, ma dobbiamo registrare che un altro piccolo imprenditore del nostro territorio è morto suicida”, ha dichiarato, affranto, Roberto Marzini, Presidente di CNA Zona del Cuoio.

Le prime notizie di stampa riferiscono di presunte difficoltà economiche dell’imprenditore artigiano che lascia moglie e due figlie piccole.

 “Alla famiglia va il nostro primo pensiero, il nostro cordoglio e la nostra vicinanza” ha aggiunto Matteo Giusti, Presidente Provinciale CNA.

“Capiremo più avanti le ragioni profonde che hanno spinto questa persona a compiere il gesto estremo accanto al proprio furgone, probabilmente il più importante “attrezzo” per il suo lavoro – prosegue Marzini – quello che sappiamo per certo è che era un piccolo imprenditore, un artigiano, un lavoratore  che combatteva, come tutti noi, ogni giorno per la propria azienda e per tentare di garantire un futuro sereno alla propria famiglia e questo ci basta per sentirlo vicino e per capire  che in un mondo pieno di relazioni “social” e di piazze e amicizie virtuali, quest’uomo, questo piccolo imprenditore si sentiva solo e non ha retto al peso delle difficoltà e responsabilità”.

“Questi fatti sempre più frequenti – aggiunge Matteo Giusti – interrogano tutti, noi compresi. Sono troppi i casi come questo in Italia e nel nostro territorio, quasi sempre dietro a questi episodi ci sono difficoltà economiche. E molto più spesso di quanto non si creda si tratta di difficoltà che si possono superare anche con il sostegno e le consulenze che la CNA mette a disposizione delle imprese. Ci sono strumenti e opportunità da poter sfruttare e inoltre possiamo offrire solidarietà, per arginare la solitudine che spesso è la molla distruttiva per le persone che compiono questi gesti estremi. La solitudine di questo imprenditore è la solitudine di tutti noi e noi dobbiamo mettere a disposizione tutta la nostra forza, la nostra struttura sindacale e operativa per stare sempre più e meglio al fianco di ogni singola piccola impresa”.

“Questo è il momento del cordoglio – conclude Marzini – rispettiamo il dolore e lo smarrimento dei familiari e degli amici del defunto, certo che in assenza di un qualche segnale nuovo di attenzione e rispetto per il nostro mondo imprenditoriale, che tanto da al territorio, da parte di tutti gli altri attori, politica, fisco, banche, società civile, dovremo obbligatoriamente alzare la voce più di quanto abbiamo fatto sino ad ora”.

Nel 2012 la Cna ha anche lanciato provocatoriamente il progetto “SOS imprenditori” che venne sommerso da richieste di aiuto da tutta Italia e poi inglobato in altri servizi di sostegno territoriale promossi a livello istituzionale (Provincia di Pisa, Prefettura e Camera di Commercio). Il servizio ha sperimentato anche un ulteriore periodo nel 2015-2016 grazie al sostengo per un anno delle Regione Toscana, della Società della Salute Area Pisana e del Servizio Psichiatrico della allora Asl 5, che forniva, in modo riservato e individuale, un supporto anche di tipo psicologico alle persone in difficoltà che si è dimostrata un percorso percorribile per la prevenzione di gesti estremi.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

VOUCHER – Soddisfazione per le aperture del ministro Di Maio

“CNA esprime soddisfazione per le aperture del ministro Luigi Di Maio sui voucher, un ottimo strumento improvvidamente cassato, che oltre al turismo e all’agricoltura è necessario che venga attivato anche negli altri settori che li avevano utilizzati con successo per gestire picchi produttivi o situazioni di mercato imprevisti. Peraltro, una indagine della CNA ne aveva messo in evidenza l’importante contributo all’occupazione nei settori dei servizi e del manifatturiero. Occupazione che, oltre ai voucher, dev’essere favorita aiutando le imprese a trasformare i contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, non limitandone l’uso”.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

FITA CNA – Proclamato il fermo del trasporto dal 6 al 9 agosto

È blocco tir: senza circolare Agenzia mancati risparmi fino a 12.700 euro

Dall’ultima protesta sono passati più di dieci anni, ma la misura è colma e i padroncini hanno deciso di replicare. Patrizio Ricci, presidente CNA Trasporti al Corriere della Sera spiega i motivi del blocco dei tir in programma per il 6,7,8 e 9 agosto: senza la circolare dell’Agenzia delle Entrate che dovrebbe rendere operative le deduzioni, fermi i 68 milioni previsti dal precedente Governo. Un risparmio mancato per ogni impresa tra i 3mila e i 12.700 euro l’anno. La beffa dei ritardi nella presentazione delle denunce dei redditi, che gli autotrasportatori non hanno potuto presentare nei termini previsti (30 giugno). “La scadenza della denuncia dei redditi non può essere rimandata” dichiara Ricci.

Per informazioni:

Maurizio Bandecchi – CNA Pisa

Maurizio Bandecchi 

bandecchi@cnapisa.it
348 7807224

ARTIGIANI IN TAVOLA – Il bilancio della prima edizione

Artigiani in Tavola, rassegna di eccellenze enogastronomiche locali

È con grande entusiasmo che si è celebrata la conclusione della prima edizione di Artigiani in Tavola. La celebrazione, con la consegna degli attestati, ha visto presenti i protagonisti mercoledì 11 luglio presso la sede della CNA provinciale.

Insieme alla soddisfazione è scaturita anche la volontà di ripetere il prossimo anno l’esperienza di “Artigiani in Tavola”, l’iniziativa promossa da CNA Pisa e dal Tirreno che ha visto coinvolte quaranta realtà imprenditoriali del territorio pisano rigorosamente divise a metà fra ristoratori e produttori alimentari, vini e liquori.

Artigiani In Tavola?
Semplice ed efficace la formula: il menù di ogni serata è scaturito dall’incontro fra i prodotti di una impresa locale con la sensibilità del ristoratore che ospitava l’evento. Il risultato è stato di grande impatto in ogni caso, con numerose nuove ricette; e da questi incontri sono nate nuove amicizie e nuovi sodalizi all’insegna dell’arte culinaria e della valorizzazione dei prodotti del territorio.

Produttori e ristoratori hanno ricevuto un attestato di partecipazione dal Presidente CNA Pisa Matteo Giusti e dalla caposervizio del Tirreno di Pisa Valentina Landucci (mentre assente giustificato è stato il caporedattore del Tirreno di Pisa e Pontedera Cristiano Marcacci), insieme a Roberta Galli la giornalista del Tirreno che ha seguito le varie serate conviviali in cui si sono unite creatività e fantasia ai prodotti locali e nuove ricette create per l’occasione.

A consegnare gli attestati anche Edo Volpi e Sabrina Perondi, Presidente e Direttrice del Consorzio Toscana Sapori.

Ecco le dichiarazioni esposte durante la consegna degli attestati ai partecipanti oltre ai ringraziamenti, reciproci, di rito.

Matteo Giusti Presidente CNA Pisa

Venti imprese produttrici di eccellenze alimentari legate al territorio pisano.

Venti ristoranti disponibili a usare quei prodotti e creare un menu dedicato.

Un media partner, o meglio un giornale innamorato del suo territorio, il Tirreno che ringraziamo qui pubblicamente, per promuovere l’iniziativa e raccontare in venti cene un percorso a tappe nel cuore della storia e delle tradizioni del territorio pisano. Storie e tradizioni interpretate in modo creativo ed innovativo dai nostri artigiani del gusto. Ecco gli autentici ingredienti di Artigiani in Tavola, che ha visto concludere la sua lunga rassegna delle eccellenze enogastronomiche del territorio pisano dopo aver cominciato a gennaio e aver raccontato, attraverso i mesi e le stagioni, i prodotti e i tanti luoghi della provincia coinvolti in questa bella carrellata di sapienze artigiane, di inventiva, di innovazione, di tradizione.

Noi crediamo che sia una iniziativa che non ha avuto solo un indiscutibile successo per aver messo a tavola oltre 1000 persone, ma che soprattutto ha mostrato una strada nuova e da praticare con perseveranza e con metodo. Abbiamo voluto dare una rappresentazione pratica e mediatica alla sacra alleanza fra produzione enogastronomica e ristorazione, fra artigiani del cibo e chef fra imprese produttrici e locali che vogliono offrire non solo le ricette del territorio ma anche il valore aggiunto dei prodotti locali, oltre il chilometro zero per coniugare il valore di ciò che rende uniche le nostre terre con la bravura e il mestiere di chi deve poi preparare i cibi. E con questo saper proporre a pisani e turisti, sapori ed esperienze uniche che non potranno mai trovare altrove.

Un chiave questa, che vale per il nostro territorio, per tutto il sistema di accoglienza, che dà anche il giusto rilievo ai produttori locali nel modo più convincente e efficace che abbiamo dimostrato potere essere assolutamente all’altezza di queste sfide.

Valentina Landucci Caposervizio del Tirreno di Pisa

Grande orgoglio da parte del nostro giornale per aver potuto conoscere e fatto conoscere tante realtà messe insieme in questo modo originale e creativo che ha fatto emergere davvero il meglio di ognuno di loro. E’ questo uno degli scopi del nostro lavoro di giornalisti di dare spazio a chi è dentro le battaglie quotidiane per seguire la qualità e l’eccellenza di chi fa parlare bene di sè e del territorio in cui è insediato. Su queste cene e sulle collaborazioni fra chef, ristoranti e produttori abbiamo scritto tante belle pagine e cercheremo di dare ulteriori spazi, magari con una pubblicazione dedicata, a quanto è stato creato in questa prima edizione di Artigiani in Tavola e sostenendo anche la prossima edizione.

Edo volpi presidente del Consorzio Toscana Sapori

“Artigiani in Tavola” dalla partenza del 26 gennaio scorso, ha registrato l’ultimo evento venerdì 15 giugno. Vorremmo considerarla una prima edizione cui ci auguriamo ne seguiranno altre. La rassegna si è conclusa dopo ben 6 mesi di tappe in tutto il nostro territorio pisano coinvolgendo 20 produttori e 20 ristoranti. E molte le località coinvolte, toccando tutte le aree della nostra provincia, fra area pisana Valdera, Zona del Cuoio e Val di Cecina: Perignano, Lari, Bientina, Casciana Terme, San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Cascina, Capannoli, Guardistallo, Volterra, Vicopisano, Fauglia, San Giuliano Terme, Chianni, Terricciola, Lajatico, Pisa, Marina di Pisa, Cenaia, Pomaia, Santa Luce, Peccioli, Uliveto Terme, Castelnuovo Val di Cecina, Santa Maria a Monte, Palaia, Pontedera. E per questo voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato e collaborato.

Sabrina Perondi direttrice Consorzio Toscana Sapori

Il percorso appena concluso ci ha permesso di toccare non solo la nostra città d’arte ma anche i nostri borghi, fatti di tipicità e di accoglienza. La nostra provincia, il nostro territorio è giusto valorizzarlo e crediamo che questa sia la strada giusta da percorrere.

Durante le cene di degustazione ci hanno omaggiato della loro presenza molti amministratori locali Sindaci e assessori e autorità che ringraziamo.

Chi sono i nostri produttori?

– Vapori di Birra

– Liquori Taccola

– I Tartufi di Teo

– Caseificio Sanna Antonello

– Pasta Bertoli

– Valle di Pinino

– Fattoria Uccelliera

– La Gora

– Arcenny Tuscany

– Caseificio F.lli Carai

– Macelleria Falaschi Sergio

– Fattoria Lischeto

– Pasta Martelli

– Liquorificio Morelli

– Helix Valdera

– Profumo di Pane

– Opificio Birraio

– Enomacelleria Lo Scalco

– Antico Pastificio Morelli

Chi sono i nostri ristoranti?

– Locanda Lo Scopiccio

– Osteria Taviani

– Erba Luigia

– La Buca

– L’Enoteca di Francesco e Sandra

– Antico Ristoro Le Colombaie

– Pasta e Vino

– Miravalle

– Osteria Bernardo

– L’Osteria del Pinzagrilli

– La Vecchia Posta

– Osteria Rossini

– Il Rifocillo

– Locanda Sat’Agata

– Trattoria Albana

– Locanda degli Artisti

– Ristoro da Nello

– Yacht Club Repubbliche Marinare di Pisa

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

CNA Fita – Deduzioni Forfetarie

Il mondo dell’artigianato sollecita per la terza volta la diffusione del comunicato dell’Agenzia delle Entrate

Il 2 Luglio 2018, CNA Fita, le associazioni di riferimento dell’artigianato ed il mondo della cooperazione, si sono attivate nuovamente per sollecitare il Ministro Toninelli per la diffusione del comunicato dell’Agenzia delle Entrate che rende noti gli importi ed effettivamente fruibile la deduzione forfetaria per spese non documentate in base ai viaggi effettuati personalmente dagli esercenti autotrasporto c/terzi di minori dimensioni (Art. 66, comma 5, TUIR).

Per cercare di ovviare al fatto, poi concretizzatosi, di arrivare, anche quest’anno, alla dichiarazione dei redditi senza ancora conoscere l’importo esatto della misura e con tutte le criticità che ne conseguono, il 24 Maggio 2018 era stata inviata la prima lettera di sensibilizzazione al Vice Capo di Gabinetto Dottoressa Maria Teresa di Matteo e quindi , il 7 Giugno c.a., come UNATRAS, era stato sollecitato il Ministro Toninelli appena insediato.

L’impegno preso dal precedente Governo è quello di riconoscere alle imprese di autotrasporto aventi titolo, l’importo di euro 51,00 per i viaggi effettuati fuori dall’ambito comunale e di euro 17,85 per quelli effettuati in ambito comunale.

Le imprese di autotrasporto artigiane rappresentano il 68,86% del totale delle imprese iscritte alla CCIAA e sono quelle che maggiormente hanno subito gli effetti della congiuntura.

Per ovviare a tutte le difficoltà correlate alla predisposizione delle dichiarazioni dei rettiti e salvaguardarle le imprese da ulteriori e pesanti criticità, è stato nuovamente chiesto al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli di intervenire, anche nei confronti del MEF, per sollecitare la diffusione della circolare con cui vengono individuati gli importi come già stabiliti ed attesi dalla categoria.

Ci riserviamo di inviare tempestiva comunicazione non appena avremo un cenno di riscontro.

GDPR/Regolamento Privacy – Corsi di formazione per aziende

Gentile Imprenditore,

dal 25 maggio 2018 è entrato definitivamente in vigore il regolamento europeo sulla privacy e con esso saranno previsti nuovi obblighi.

Anche le imprese artigiane e le altre piccole e medie imprese sono coinvolte dalla nuova disciplina privacy, per la gestione della quale il Sistema CNA, ha messo a disposizione, oltre alla consulenza ed assistenza, anche un servizio di formazione per dipendenti e titolari

È bene ricordare che le aziende devono pianificare e realizzare corsi di vario livello al fine di diffondere una cultura di responsabilità all’interno dell’impresa, rivolti soprattutto al personale che ha accesso permanente o regolare ai dati personali.

Il Servizio che CNA Pisa offre in collaborazione con Copernico prevede:

A) FORMAZIONE BASE IN AULA: Erogazione della formazione obbligatoria ex artt. 29 e 32 del RGPD rivolta oltre che al titolare, alle figure apicali, agli amministratori di sistema, al personale dipendente, ai collaboratori, agli incaricati in genere ed ai responsabili del trattamento. Al termine del corso di formazione e dopo aver superato il test finale, verrà rilasciato attestato di frequenza.

Corso 2 ore dipendenti – giovedì 12  luglio dalle ore 16.00 – alle ore 18.00

Corso 2 ore amministratori e soci – venerdì 13 luglio ore dalle ore 15.00 – alle ore 17.00

B) FORMAZIONE SPECIALISTICA IN AULA: Erogazione della formazione obbligatoria ex artt. 29 e 32 del RGPD e nella formazione per l’acquisizione delle competenze quali privacy specialist e privacy manager. Al termine del corso di formazione e dopo aver superato il test finale, verrà rilasciato attestato di frequenza.

Privacy Specialist – 16 ore – > 2 giornate – 16 e 20 luglio 9.00 -13.00 e 14.00 – 18.00
Privacy Manager – 24 ore -> 3 giornate – 24, 26 e 30 luglio 9.00 -13.00 e 14.00 – 18.00 (per partecipare al corso è necessario partecipare e superare il test di Privacy Specialist).

Per iscrizioni ed informazioni è possibile contattare:

Eveli Ramacciotti

050 876326

ramacciotti@cnapisa.it


Sabrina Pavolettoni

050 876543

pavolettoni@cnapisa.it