MILLEPROROGHE – Le novità di fine anno per i datori di lavoro

Proroga in materia di ammortizzatori sociali

Viene prorogato per l’anno 2017 l’intervento di integrazione salariale straordinaria per le imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa (art.44, c.11-bis, D.lgs. n.148/2015). Per queste imprese può essere concesso un ulteriore intervento di integrazione salariale straordinaria, sino al limite massimo di 12 mesi, previo accordo stipulato in sede governativa presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con la presenza del Ministero dello sviluppo economico e della regione.

Disposizioni in materia di immigrazione

Viene prorogata di un altro anno la semplificazione in materia di assunzioni di lavoratori extra UE e di documentazione amministrativa per gli immigrati. Pertanto, anche per il 2017 i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia potranno utilizzare le dichiarazioni sostitutive di certificazione e dell’atto di notorietà limitatamente agli stati, alle qualità personali e ai fatti certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici italiani, fatte salve le speciali disposizioni contenute nel TU sull’immigrazione e relativo regolamento di attuazione che prevedono l’esibizione o la produzione di specifici documenti. Fino alla piena operatività della disposizione soggetta a proroga, pertanto, i cittadini stranieri sono ancora obbligati a presentare i certificati richiesti dalle norme in materia di immigrazione e condizione dello straniero  (es. certificato del casellario giudiziale; certificato attestante l’iscrizione o la frequenza a corsi di studio ecc. necessari per ottenere il permesso di soggiorno).

Per ulteriori informazioni:

STEFANO PISTOLESI
pistolesi@cnapisa.it
349 2381099

Grandi Costruzioni del Tirreno – La sfida di CNA per grandi opere e appalti

Costituito un nuovo consorzio stabile targato CNA per aggregare aziende della Toscana costiera

Sono 17 aziende le associate a CNA Pisa e CNA Massa Carrara che hanno costituito il “G.C.T GRANDI COSTRUZIONI TIRRENO s.c. a r.l. – Consorzio Stabile”.

In un clima di grande entusiasmo e fiducia è nato un nuovo soggetto imprenditoriale in casa CNA, al termine di un percorso avviato più di un anno fa e che ha portato a condividere uno Statuto e un Regolamento Interno basati sul principio che “l’unione fa la forza” e sui valori della mutualità che stanno alla base dell’adesione al Sistema CNA.

La costituzione formale è avvenuta il 23 novembre a Pisa nello studio del Notaio Angelo Caccetta e queste settimane sono servite a mettere a punto gli organigrammi del nuovo soggetto.

Le aziende devono avere solo due requisiti:

  1. essere in possesso di una qualificazione SOA nell’ambito dei settori Costruzioni, Impiantistica, Lavori stradali, Movimento terra e altri lavori collegati al settore dell’edilizia in generale,
  2. ed essere iscritti alla CNA.

Lo strumento che è stato creato consentirà, per effetto della normativa relativa ai Consorzi Stabili, di poter partecipare pressoché a tutte le gare di appalto pubblico, anche di importi molto consistenti, cosa che le imprese singolarmente non avrebbero mai potuto fare. In alcuni settori infatti, come le costruzioni di strade e infrastrutture e le costruzioni di reti tecnologiche (acqua gas ) e impianti, possono essere raggiunti importi superiori ai 15 milioni di euro.

“Mentre in tanti ne parlano, – fa notare Matteo Giusti, Presidente di CNA Pisa e socio di G.C.T. – queste aziende, coraggiosamente e scommettendo sul futuro, hanno messo le gambe in modo concreto a termini come “area vasta costiera”, “aggregazione”, “sinergia”, “condivisione”, superando di slancio i particolarismi aziendali e territoriali e il piccolo cabotaggio degli “interessi di bottega”.

“Un esempio per tutte le PMI che ogni giorno combattono questa crisi che dura ormai da troppo tempo – ha aggiunto in una nota con il suo saluto al Consorzio Paolo Bedini, Presidente CNA Massa Carrara, assente  solo per un imprevisto alla presentazione –. È un motivo di grande orgoglio per il Sistema CNA, che ha accompagnato ed assistito queste imprese lungo tutto il percorso e che continuerà a stare al loro fianco con la forza che l’Associazione potrà mettere in campo”.

“Ora la sfida di questi primi mesi – ha aggiunto Michele Spagnoli, Presidente di G.C.T. – sarà quella di far conoscere a tutti gli enti pubblici dell’area vasta costiera e oltre, l’esistenza di questo nuovo strumento in grado di supportare qualunque investimento pubblico o privato con competenza e professionalità forte dell’esperienza, serietà e credibilità delle aziende che lo compongono, che sono tutte aziende del territorio, dove da sempre vivono e lavorano, supportandone l’economia e l’occupazione”.

Alla conferenza stampa ha partecipato oltre a quasi tutti i soci fondatori del consorzio il vicepresidente di G.C.T. Andrea Podestà, in rappresentanza dell’area di Massa Carrara.

In termini aggregati e complessivi, le aziende che hanno costituito il Consorzio  Stabile fatturano circa 45 milioni di euro/anno e danno occupazione a 270 persone. Numeri chiari che testimoniano il valore di imprese che danno occupazione stabile e che vogliono portare qualità e affidabilità nel mercato delle opere pubbliche.

A completare l’organigramma sono arrivate anche le nomine del Direttore Generale di G.C.T. Graziano Turini e del Direttore Tecnico Architetto Luisa della Pina.

Queste le aziende che hanno costituito il “G.C.T. GRANDI COSTRUZIONI TIRRENO s.c. a r.l. – CONSORZIO STABILE”:

·                    Bedini Paolo – CNA Massa Carrara

·                    Bernardini Scavi srl – CNA Massa Carrara

·                    Cobesco srl – CNA Pisa

·                    Costruzioni Geom. Vettorini Pietro srl – CNA Massa Carrara

·                    Della Pina Renato – CNA Massa Carrara

·                    Edil4 srl – CNA Pisa

·                    Eredi Crecchi Guido e Crecchi Mario srl – CNA Pisa

·                    Euro Motor Service srl – CNA Massa Carrara

·                    Fialdini Ezio srl – CNA Massa Carrara

·                    GL Impianti srl – CNA Pisa

·                    Pantani e Conti srl – CNA Pisa

·                    Parri Costruzioni srl – CNA Pisa

·                    Pierini Impianti srl – CNA Pisa

·                    S.E.M.P. srl – CNA Massa Carrara

·                    Serena Scavi srl – CNA Pisa

·                    Thermocasa srl – CNA Pisa

·                    Thermometano srl – CNA Pisa

Ci sono  altre aziende che hanno già manifestato  interesse per una loro adesione che sarà valutata dal CdA, ma in generale le porte del Consorzio sono aperte a qualunque azienda in possesso dei requisiti necessari che ne condivida obiettivi e finalità.

Il Consiglio di Amministrazione nominato è cosi composto:

·        Michele Ciro Spagnoli  (Edil4) – Presidente

·        Andrea Podestà (S.E.M.P. srl) – Vice Presidente

·        Marco Ceccanti (Thermocasa srl) – membro

·        Paolo Bedini – membro

·        Matteo Giusti (Cobesco srl) – membro

·        Pietro Vettorini (Costruzioni Geom. Vettorini Pietro srl) – membro

Vale la pena di sottolineare che fanno parte del CdA i due Presidenti Territoriali CNA (Matteo Giusti  per Pisa e Paolo Bedini per Massa Carrara), i quali sono stati fra i primi promotori di questa iniziativa e vi partecipano direttamente con le loro aziende.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

LA MOTORIZZAZIONE DI PISA NON DEVE CHIUDERE

È nato oggi il Comitato contro la chiusura dell’Ufficio della Motorizzazione di Pisa

CNA Associazione Provinciale di Pisa, Confarca, Unasca, Adiconsum, Federconsumatori e motorizzazione-29-12-6Amici di Pisa hanno promosso il Comitato per il mantenimento della sede e di tutti i servizi del locale Ufficio di Motorizzazione Civile sede di Pisa, di cui è stata preannunciata la imminente chiusura con il contestuale trasferimento dei servizi al pubblico verso le vicine Unità di Motorizzazione delle sedi di Lucca e Livorno.

Il Comitato è promosso dalle realtà associative che maggiormente hanno relazioni con gli uffici della locale Motorizzazione e si propone di affiancare e sostenere le meritorie attività che già le istituzioni locali, a partire dal sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e dal Sindaco di S. Giuliano Terme, Sergio Di Maio, hanno avviato con il competente Ministero dei Trasporti.

A presentare l’iniziativa (da sinistra verso destra nelle foto) il Presidente CNA, Matteo Giusti, Paolo Perelli per Adiconsum e Stefano Ghilardi per gli Amici di Pisa, i rappresentanti Confarca, Marco Abbondandolo, e Unasca, Michele Bulleri, mentre ha inviato una lettera il presidente Federconsumatori Toscana, Fulvio Farnesi.

COSA FARÀ IL COMITATO? 

Il Comitato avrà lo scopo di supportare le azioni promosse dalle Istituzioni e farsi anche carico di avanzare proposte e soluzioni oltre che contribuire a tenere vivo l’interesse a mantenere un servizio e un presidio sul territorio pisano, che altrimenti rischia di finire stritolato in un meccanismo burocratico che non tiene conto delle reali esigenze dei cittadini e delle imprese.

motorizzazione-29-12-4Matteo Giusti (nella foto il primo da sinistra) ha sottolineato come “siano sacrosanti gli accorpamenti dei servizi e la razionalizzazione dei costi, ma ci vuole un disegno organico e una visione complessiva che mancano del tutto in questo e in molti altri casi, dove si parte dai tagli dei costi senza pensare alle ricadute in termini di servizio e di funzionalità e magari tenendo conto di un riequilibrio complessivo che certo non può vedere Pisa ed il suo territorio penalizzata a vantaggio di altri luoghi”.

L’ufficio di Pisa rappresenta una sede della Motorizzazione Civile di assoluta rilevanza e seconda solo alla sede di Firenze. Tra le attività principali: esami per le patenti, pratiche di immatricolazione auto e mezzi pesanti. Attività per altro ottenute con un organico – 16 persone – che è sottodimensionato e che comporta già ritardi nella erogazione dei servizi.

Ad esempio i dati per lo svolgimento degli esami teorici delle patenti nel 2015 che è il servizio per cui le UMC sono maggiormente impegnate, parlano chiaro: Pisa 7739 esami; Livorno 5956; Lucca 6748 . Peraltro già oggi i tempi di attesa per l’effettuazione di esami per le patenti superano le 10 settimane a Livorno e 5/6 settimane a Lucca, mentre a Pisa si riescono a svolgere dopo circa solo un paio di settimane perché l’ufficio di Pisa ha due aule e possono tenere un ritmo più sostenuto al di là della carenza di personale. È ovvio che gli eventuali trasferimenti di servizi, anche se avvenissero unitamente al trasferimento di personale, dovrebbero scontare i limiti logistici che già oggi ne penalizzano l’attività.

Altro argomento che testimonia della vivacità del territorio di Pisa sono le attività di autoscuola del territorio provinciale: 44 a Pisa, a Livorno 26 e a Lucca 39. Anche le statistiche del Ministero dei Trasporti circa i livelli di attività per lo svolgimento ed il rilascio di patenti, a livello nazionale, testimoniano che Pisa è stabilmente sempre il secondo ufficio per volume di esami svolti a livello regionale secondo solo a Firenze.

Oltre alla perdita del fattore di vicinanza territoriale, i servizi  per gli utenti della Provincia di Pisa sono indispensabili e devono essere mantenuti con un accettabile livello di omogeneità che peraltro verrebbe persa irrimediabilmente in caso di smembramento della attuale sede e del personale verso le sedi vicine. Si perderebbe così, non solo un servizio diretto ai cittadini, ma si creerebbe un danno alle imprese che devono fruire dei servizi e di quelle che li erogano, che inevitabilmente avrebbero un aggravio di costi oltre che di tempi di attesa che sono poi i veri fattori da evitare in un sistema economico che funziona in modo sempre più rapido e in cui i tempi di risposta alle imprese non possono sopportare ritardi e ulteriori appesantimenti.

Per questi motivi i promotori del Comitato si dichiarano “contrari alle ipotesi di chiusura del servizio territoriale di Pisa e si impegnano altresì a individuare, proporre e perseguire soluzioni alternative alla chiusura e a sostenerle presso tutte le sedi istituzionali e politiche locali e nazionali e con tutti i mezzi disponibili”. Il comitato si riunirà periodicamente e si impegna a individuare dei portavoce unitari per la promozione delle azioni che lo stesso Comitato deciderà di perseguire. Inoltre il Comitato resta aperto alla sottoscrizione da parte di altri soggetti singoli e associativi purché ne condividano gli obiettivi e i metodi”.

PER INFORMAZIONI E ADERIRE ALL’INIZIATIVA:

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MAURIZIO BANDECCHI
bandecchi@cnapisa.it


Sistri – CNA: “Subito la proroga del sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali”

CNA: “E le imprese non paghino più per un servizio inesistente”

“La CNA chiede una proroga immediata dell’attuale sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi, il Sistri. Dal primo gennaio, infatti, le imprese non avranno una normativa di riferimento. Il nuovo sistema, affidato tramite gara Consip ad Almaviva, Tim e Agriconsulting, è bloccato in attesa della decisione del Tar su un ricorso avverso. Ma non basta una semplice proroga. Chiediamo che questo provvedimento elimini i vecchi e reiterati balzelli imposti alle imprese per un servizio inesistente. E, soprattutto, chiediamo al Governo di aprire immediatamente un tavolo con le associazioni di imprese, che negli anni hanno prodotto proposte operative sulla funzionalità del Sistri, per evitare di ritrovarci, tra dodici mesi, nella stessa situazione di oggi”.

Vuoi sapere come si è evoluta questa vicenda? Leggi qui gli sviluppi del 30 dicembre 2016!

(Fonte: CNA nazionale)

A Pontedera il primo panificio con il Pane Toscano DOP

È la Casa del Pane di Francesco Gori, soddisfazione di Matteo Giusti CNA
Un antico proverbio recita: “Pane di buon grano tiene il medico lontano”

img_8617Si fa presto a dire pane toscano. Ogni borgo, ogni laboratorio, ogni città è convinta di avere il migliore. Ma è proprio grazie ad un lavoro durato oltre 10 anni che da marzo di quest’anno esiste un solo, autentico, certificato “PANE TOSCANO DOP”, un marchio di cui è titolare il CONSORZIO DEL PANE TOSCANO DOP che oggi a Pontedera presenta il primo panificio della provincia di Pisa a conseguire la certificazione.

Si tratta del panificio CASA DEL PANE snc di Francesco Gori&c, con i suoi tre punti vendita, per ora tutti a Pontedera e già conosciuto per avere di recente ottenuto un riconoscimento per il miglior panettone artigianale della Toscana, nell’ambito di una gara a Milano, la patria del panettone.

Il Pane Toscano è finalmente una DOP, che si aggiunge ad altre IGP e DOP della regione. E’ questo l’unico PANE di dimensioni regionali in Europa a cui è stata riconosciuta la DOP.

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Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa, e Roberto Pardini, Consorzio Pane Toscano DOP

“Ci riempie di orgoglio questa DOP e questo primato per il panificio di Francesco Gori – ha commentato il presidente di CNA Pisa Matteo Giusti – cui ci auguriamo se ne aggiungano molti altri. La DOP si aggiunge al panorama di qualificazione, di ricerca dell’eccellenza e della tipicità nel ricco patrimonio enogastronomico della nostra regione. Per questa via si rafforzano tutte le componenti della filiera, dalla produzione agricola ai trasformatori artigianali, e nel contempo si rafforza la nostra identità di territorio, la nostra cultura, il nostro saper vivere, che è la vera carta vincente per il brand Toscana all’estero, per il turismo, ma anche per le nostre produzioni più qualificate che, per competere e farsi apprezzare nel mondo, si nutrono soprattutto di ciò che le circonda: la bellezza del paesaggio, dei paesi e delle città, la varietà e qualità delle produzioni tipiche, la cucina. Tanti viaggiatori ricercano e apprezzano sempre più questo stile che peraltro è apprezzato anche dai nostri concittadini con un vera riscoperta della filiera corta, della genuinità e della qualità che solo i piccoli produttori locali, meglio se organizzati in consorzi come quello del Pane toscano DOP, sanno garantire”.

“E’ un progetto in cui crediamo molto – ha detto Francesco Gori il titolare – e anche in altri ambiti noi
perseguiamo la strada della qualità e delle tipicità. Una strada che ci sta premiando e che continueremo a seguire”.

img_8618“La produzione del PANE TOSCANO DOP, – spiega Roberto Pardini Direttore del Consorzio – per tutto il processo produttivo avviene nell’area regionale, utilizzando grano di specifiche qualità caratterizzanti la cerealicoltura toscana, le cui peculiarità si riscontrano nei giusti quantitativi proteici di glutine, attraverso una corretta molitura di un mix di grani di varietà a cariosside rossa e varietà a cariosside bianca. Sono oltre 50 le Aziende agricole e di stoccaggio certificate che oggi producono grano tenero secondo il disciplinare di produzione del Pane Toscano DOP. Anche la molitura viene effettuata in Toscana, per mantenere le caratteristiche organolettiche delle farine toscane, mantenendo inoltre integralmente il GERME (vitamine del gruppo B minerali e vitamina E), ormai scomparso dalle farine tradizionali dedicate alla panificazione industriale.

Sono 3 i molini certificati che producono farina per la produzione del Pane Toscano DOP. Quanto ai lieviti essi sono ricavati da antiche ricette della lievitazione naturale a pasta acida (madre), senza nessuna aggiunta di lievito di birra, o altri naturali ingredienti da difformi elementi. Il pane così ottenuto è caratterizzato da un gradevole aroma, apportato da particolari composti risultanti dalla fermentazioni secondarie tipiche ed esclusive della pasta acida.

img-20161221-wa000Questo pane che si ottiene con l’uso di impasto acido si conserva di più rispetto a quello prodotto con lieviti industriali o lievito di birra che infatti già dopo un giorno tende a diventare raffermo, mentre la maggiore acidità conferita all’impasto dalla presenza di acido lattico contribuisce a rallentare la retrogradazione dell’amido e porta ad un mantenimento prolungato del Pane Toscano DOP. Il pane così prodotto mantiene più a lungo le caratteristiche di morbidezza ed elasticità, peculiarità molto utili quando il pane veniva preparato nelle case dei contadini, una volta la settimana.

Inoltre la maggiore acidificazione induce anche una maggiore stabilità microbiologica, impedendo lo sviluppo di muffe e di batteri sporigeni. Il Pane Toscano a lievitazione naturale può vantare le seguenti caratteristiche “certificate” uniche rispetto agli altri tipi di pane in commercio:

  • elevata qualità nutrizionale
  • elevata qualità organolettica
  • più facile e prolungata conservazione
  • facile identificazione delle caratteristiche di tipicità.

IL PANE TOSCANO DOP
La Storia ed il legame con l’Ambiente

Il pane caratterizza la storia e la cultura toscana fin dalla notte dei tempi.

Documenti d’epoca romana, compresi gli scritti di storici come Tito Livio, evidenziano il contributo che la Toscana dava alla produzione di frumento e del pane. Da sempre il pane è stato l’alimento base dell’alimentazione di tutti i ceti sociali e la lavorazione è stata caratterizzata da norme ben precise che connotavano l’organizzazione sociale e la vita quotidiana della gente.

In tutte le case coloniche, anche le più povere, non potevano mancare il forno a legna per la cottura e la madia o “cassa del pane” come la chiamava Leon Battista Alberti nel suo trattato “De re Aedificatoria”. La produzione ha assunto e mantenuto nel tempo caratteri rituali e quasi mistici. La figura del mugnaio e quella del fornaio hanno sempre avuto un ruolo rilevante anche nell’organigramma sociale. La stessa profonda religiosità del contadino toscano è permeata di simboli che si rifanno al grano e al pane, fino ad attribuirgli virtù terapeutiche. Un antico proverbio dice: “pane di buon grano tiene il medico lontano”. Oggi il pane toscano mantiene le stesse forme di una volta con la crosta chiaroscura e la mollica compatta, friabile, porosa del sapore insipido, giusto per accompagnarlo con i salumi, ma anche con su spalmata la dolce cioccolata. Il pane toscano è oggi lo stesso di quello dipinto nelle miniature del ‘300 che illustrano le novelle del Decameron di Boccaccio.

Il progetto “Pane Toscano DOP” nasce nel 2002 da parte delle organizzazioni dei panificatori a partire da CNA e a cui hanno aderito tutte le organizzazioni dell’Agricoltura, Toscanacereali e Consorzio Agrario di Siena; e operatori nell’industria Molitoria Toscana. Le ragioni della DOP sono state principalmente la tutela del prodotto Pane Toscano, la riscoperta delle caratteristiche della “ricetta originaria” attraverso uno specifico disciplinare di produzione e l’esaltazione delle specifiche qualità del grano che hanno caratterizzato la cerealicoltura toscana.

Le volontà espresse dalla Regione Toscana, attraverso le due delibere (2002 e 2007) che esprimevano parere favorevole alla registrazione del prodotto “pane toscano DOP”, hanno incoraggiato il Consorzio di Promozione e Tutela del pane toscano ad intraprendere il percorso di riconoscimento per la Denominazione d’Origine Protetta. Le impegnative ricerche scientifiche effettuate con le Università di Pisa e di Firenze hanno dato ampio riconoscimento di risultati rispetto alla bontà del progetto. Così dal primo marzo 2016 finalmente LA COMMISSIONE EUROPEA ha iscritto la denominazione IL VERO PANE TOSCANO DOP.

Se vogliamo parlare oggi del vero pane toscano, occorre anzitutto partire dal grano: oggi i processi industriali di coltivazione richiedono, oltre ad una sottintesa ricerca di alte rese per ettaro, caratteristiche fisiche del chicco che garantiscano durevolezza e trasportabilità delle farine nonché resistenza meccanica delle proteine alla lavorazione veloce ed impetuosa degli impasti. Tutto ciò può soddisfare appunto le caratteristiche tecnologiche industriali ma, a nostro parere, non quelle di un consumatore attento alla qualità.

Per la produzione di un buon pane toscano il “Consorzio di promozione e tutela del PaneToscano a lievitazione naturale”, ha scelto di tornare all’utilizzo di qualità di grano ormai quasi del tutto abbandonate e a metodologie di trasformazione artigianali, sia nel processo di molitura che in quello di panificazione, che è essenziale per far sì che la lievitazione in pasta acida ottenga i risultati di qualità gastronomica e nutritiva che la contraddistinguono.

Pertanto per la produzione del PANE TOSCANO DOP si utilizza esclusivamente grano seminato in Toscana di specifiche qualità caratterizzanti la cerealicoltura del territorio, le cui caratteristiche si riscontrano nei giusti quantitativi di glutine, varietà di grano povere di proteine tossiche e l’integrale presenza del germe di grano, (ormai scomparso nelle farine tradizionali) attraverso una corretta molitura di un mix di grani di varietà a cariosside rossa e varietà a cariosside bianca. L’aumento del glutine nelle farine è da addebitarsi principalmente nell’utilizzo di grani così detti di forza provenienti principalmente dai mercati esteri (UE – USA – RUSSIA – CANADA) per il mercato della panificazione (frutto delle esigenze industriali).

Ma cos’è il glutine? Tra le proteine del grano ve ne sono due in particolare, la glutenina e la gliadina che, una volta miscelate con acqua, formano la sostanza elastica conosciuta con il nome di glutine. Il glutine diviene elastico (grazie soprattutto alla gliadina) e si attacca intorno alle bolle di anidride carbonica che il lievito produce all’interno del pane, che pertanto si gonfia e prende consistenza (grazie alla glutenina). Il vantaggio derivante dalla presenza di glutine nella farina consiste nell’azione legante che questa sostanza esercita quando la farina viene impastata con l’acqua. Il termine ‘agglutinazione’ esprime proprio questa azione!

I grani toscani utilizzati per la produzione di farine per il pane toscano DOP, hanno la specificità di un basso W, cioè di non essere farine di forza, pertanto durante la miscelazione con l’acqua la quantità di glutine che si manifesta è minore rispetto alle altre farine. Inoltre la lievitazione a pasta acida (lievito madre) e la presenza di fermenti lattici sono in grado di “digerire”il glutine, diminuendone la tossicità. L’importanza del mantenimento del germe nelle farine per favorire la lievitazione a pasta acida. Nella fase di molitura tradizionale si verifica, ad esempio nei processi industriali, l’eliminazione delle parti oleose (germe di grano) che indurrebbero nel tempo l’irrancidimento delle farine, (con il solo scopo della maggiore durata di immagazzinamento) a scapito della qualità delle farine, poiché il germe di grano è, per esempio, particolarmente ricco di sostanze nutritive, fondamentali per favorire la germinazione e sostenere le prime fasi di crescita.

I segreti della pasta acida

Per valutarle appieno andiamo a capire quali sono i processi innescati dalla lievitazione naturale. La lievitazione in pasta acida si ottiene dalla fermentazione di farina di cereali (usualmente grano) ed acqua, spesso agevolata dall’aggiunta di frutta o crusca o altri elementi . Al di là di una giusta e piacevole salvaguardia delle tradizioni, accompagnata da profumi e sapori insostituibili, quali sono i motivi che inducono a preferire l’uso della pasta acida non solo ai lieviti chimici industriali ma anche a quello del pur naturale lievito di birra.

Nelle varie fasi di lavorazione del pane a lievitazione naturale, dal primo impasto alla lievitazione finale, entrano in azione microrganismi di specie diverse, soprattutto Saccaromiceti e batteri lattici che si riproducono alimentandosi degli zuccheri contenuti nell’amido delle farine. La digestione di questi zuccheri induce il processo di fermentazione attraverso la produzione di gas (anidride carbonica) e, in parte minore, di alcol (etanolo), acido acetico, acido lattico, diacetile e acetaldeide.

L’aumento di volume dell’impasto è dovuto all’anidride carbonica, contrastata dalla struttura elastica del glutine che la racchiude negli alveoli: è attraverso questo processo che si ottiene quell’impasto poroso che durante la cottura termina la lievitazione, acquisendo quella soffice morbidezza che sarà in grado di mantenere a lungo, caratteristica questa tipica dei prodotti ottenuti con la pasta acida. La forma e il peso della “pagnotta” hanno un’importanza non secondaria: il peso medio (dopo la cottura) dovrebbe essere almeno non inferiore al chilo: in questo caso infatti, nel cuore della forma, detta anche pulcino, rimane viva una quantità di microrganismi che possono, una volta sfornato il pane, ricominciare a moltiplicarsi e a distribuirsi nuovamente, arricchendolo di vitamine e amminoacidi. Proprio per questo motivo sarebbe consigliabile consumare il pane almeno un giorno dopo la cottura, una volta ravvivato, insaporito e aromatizzato dai lieviti.

PANE TOSCANO DOP
Più nutriente e digeribile

Per ottenere un pane di qualità, non basta utilizzare un tipo di farina , è importante anche il tipo di lievito impiegato. Quando si utilizza per la lievitazione la cosiddetta “pasta acida” (lievito madre), grazie all’ambiente acido e alla gradualità del processo fermentativo, l’azione complessante dell’acido fitico viene neutralizzata da specifici enzimi (fitasi), con il risultato di ottenere un pane più nutriente e digeribile. Una ricerca dell’ELFID in collaborazione con l’università di Bari ha dimostrato che la fermentazione tradizionale con pasta acida, ovvero fermenti lattici in grado di “digerire” il glutine, diminuisce la tossicità del prodotto finito rispetto alla consueta fermentazione a base di lievito industriale.

La cottura

Una cottura effettuata al momento giusto (solo l’esperienza permette di individuarlo), prima che la lievitazione sia terminata, permette al calore di completare la destrutturazione degli amidi. Nel frattempo il volume del pane aumenta grazie alla formazione del vapore acqueo, di alcol etilico, di

anidride carbonica, che espandendosi dilatano l’impasto fino a che il calore non denatura il glutine che perde l’elasticità. Da questo momento in poi gas e vapore escono attraverso i microscopici pori, aiutati dai tagli fatti sulla forma prima di infornarla. Se la cottura avviene in forno a legna, la fragranza ed i profumi del pane sono amplificate dalle particolari caratteristiche del calore, come quelle di tutti i cibi cotti in questo modo.

Il Consorzio di Promozione e Tutela della D.O.P. protegge il prodotto Pane e lo promuove in tutto il territorio Europeo Toscano.

Il consorzio del Pane Toscano DOP è aperto ai panifici locali che sono interessati.

PER INFO E CONTATTI:  050876111

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)


CNA STORIE – L’inventore della mano che aiuta i sordociechi a comunicare

caporusso1Chissà, se Nicholas Caporusso non avesse svolto il servizio civile in centri per disabili, cosa si sarebbe inventato? E viene naturale chiederselo, visto che da quell’esperienza, a soli 23 anni, ha tratto ispirazione per DBGlobe, il guanto che aiuta i sordociechi a comunicare, appena terminato di sperimentare col governo inglese, che gli è valso il Premio Cambiamenti – organizzato dalla CNA in occasione del suo 70° anniversario – come miglior start up Innovativa e Tecnologica italiana.

Caporusso, oggi 35enne, nasce e cresce a Bari ed è lì che si laurea in Informatica. Ma è a Lucca, presso l’IMT, che svolge il dottorato in Ingegneria Informatica e a Santa Clara, in California, che studia business. Terminati gli studi, Nicolas non resta con le mani in mano e fonda, insieme ad una trentina di persone, una start up no profit, Qiris, ovvero Qualità, Innovazione, Ricerca, Istruzione e Sicurezza. Parole spesso vuote, ma non per lui.

“Qiris è nata per sostenere l’innovazione e l’imprenditoria giovanile – spiega – aiutando le start up a farsi conoscere e intercettare potenziali finanziamenti. Nel 2012-2013, per esempio, abbiamo organizzato la più grande maratona di sviluppo di App in Italia, abbiamo sostenuto 35 start up, e favorito collaborazioni con diverse realtà come la Fiera del Levante”.

caporusso5Ma è nel 2013 che nasce DBGlobe, il guanto che ha portato a Nicolas e alla sua start up, Intact, di cui è fondatore insieme a Gianluca Lattanzi, numerosi e prestigiosi riconoscimenti, fino ad essere annoverato dalla MIT Technology Review tra i dieci innovatori italiani under 35.

“L’idea è nata nel 2004 – racconta– ma è rimasta nel cassetto fino al termine dei miei studi, quando ha ottenuto un primo finanziamento dalla Camera di Commercio di Bari. Durante il servizio civile e il volontariato sono entrato in contatto con diversi disabili e ho notato che quelli che più di tutti avevano difficoltà a comunicare con gli altri erano i sordociechi, che hanno un loro linguaggio, che non tutti conoscono. DBGlobe è una sorta di tastiera smontata e rimontata sulla mano – continua -. Su ogni falange c’è un tasto che corrisponde a una lettera. Toccandoli si può scrivere o inviare un messaggio su una tastiera e uno smarthphone. Viceversa, quando si riceve un messaggio, il dispositivo farà sì che le lettere si trasformino in vibrazioni sulle corrispondenti falangi della mano”.

Nel 2015 Nicholas si trasferisce a Berlino per “dare a DBGlobe la possibilità di essere da subito un’impresa internazionale”. Lì accede a due programmi di accelerazione che gli permettono di avviare collaborazioni con partner del calibro di Google e Samsung e di avviare la produzione con due imprese finlandesi. Ma è in Inghilterra che arriva la svolta.

caporusso3“Abbiamo appena terminato la sperimentazione col Governo inglese e con la più grande organizzazione inglese che si occupa di sordociechi. Prima di avviare la produzione dobbiamo raccogliere dati di mercato, per poter dar vita ad un’economia di scala e rendere il prezzo accessibile. Nel 2017 – continua Caporusso – andremo negli Stati Uniti per raccogliere potenziali collaborazioni con il governo e le associazioni”.

E in Italia? “In Italia ci sono quasi 200 mila sordociechi, ma al momento non siamo riusciti a incontrare nessun rappresentante governativo. Abbiamo una collaborazione, che speriamo di intensificare, con la Lega del Filo d’oro. DBGlobe non sostituisce le persone, ma offre ai sordociechi una modalità nuova e più semplice di interagire. Il senso della tecnologia, per me, è creare questo sviluppo”.

(FONTE: Cna Storie)

SETTORE AGROALIMENTARE – CNA PISA PRESENTE!

Oggi a Punto Radio CNA Pisa insieme al Consorzio Toscana Sapori per parlare delle nuove opportunità nel settore agroalimentare, dopo il segno positivo che il settore ha segnato quest’anno.
Dopo l’ottimo successo dei mercatini agroalimentari sotto le Logge di Banchi a Pisa, durante la trasmissione è stato presentato, tra i vari temi affrontati, il nuovo piano promozionale 2017 per il settore agroalimentare in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Pisa. E sono stati presentati anche nuovi Progetti con l’amministrazione comunale di Cascina e Santa Maria a Monte.
CNA segna un + nel settore.
Presenti in studio, Antonio Schena, Consorzio Toscana SaporiMarco Morelli, Presidente del Consorzio Toscana Sapori, Presidente CNA Alimentare e titolare azienda Liquorificio Morelli, Sabrina Perondi, CNA Pisa, Maurizio Ferri, Azienda Agricola Valle di Pinino, e Maria Giovannini, dell’azienda Pani & Tulipani.

Nuovo modello contrattuale dell’Artigianato e Piccole Imprese – Accordo siglato in CNA.

Nuovo modello contrattuale dell’Artigianato e Piccole Imprese
Accordo siglato in CNA. Vaccarino: “Passo decisivo verso la modernizzazione del sistema produttivo italiano”

E’ una piccola grande rivoluzione nel mondo della rappresentanza e delle parti sociali. Per la prima volta, dopo nove mesi di trattative serrate e confronto intenso, si vara una serie di testi finalizzati a definire nuove regole per i rapporti di lavoro all’interno delle imprese; a contrastare il fenomeno del dumping contrattuale, che penalizza le imprese rispettose dei diritti dei lavoratori e lede la libera concorrenza; a riconoscere politicamente la rappresentanza, oltre che dell’artigianato, delle piccole imprese fino a 49 dipendenti,  qualcosa come 2,9 milioni di imprese con oltre quattro milioni di dipendenti. A sancirlo gli accordi interconfederali sulle linee guida per la riforma degli assetti contrattuali e delle relazioni sindacali, firmati stasera nell’auditorium della CNA, la prima organizzazione italiana dell’artigianato ad aver siglato un accordo con il sindacato nel lontano 1946.

Hanno sottoscritto le intese, da un lato, i vertici delle organizzazioni maggiormente rappresentative dell’artigianato e delle piccole imprese: Daniele Vaccarino, Presidente CNA e Sergio Silvestrini, Segretario generale CNA;  Giorgio Merletti, Presidente Confartigianato; Giordano Basso, Presidente Casartigiani e Marco Accornero, Presidente Claai. Dall’altro, per i sindacati dei lavoratori, i Segretari generali di CGIL, CISL e UIL, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

“Questo nuovo modello contrattuale, frutto di un lavoro intenso durato oltre nove mesi, consentirà di rappresentare al meglio gli artigiani e le piccole imprese – ha dichiarato Daniele Vaccarino -. La riduzione del numero dei contratti è indubbiamente un passo decisivo verso la modernizzazione del sistema produttivo italiano. Noi piccoli imprenditori, insieme a tutti i nostri collaboratori, siamo impegnati ogni giorno a far diventare più competitive le imprese, e a farle crescere. Questo accordo con Cgil, Cisl e Uil sono certo che ci fornirà uno strumento utile anche ad agganciare la ripresa economica”.

Nucleo delle linee guida è la convinzione che la ripresa del sistema produttivo italiano debba necessariamente passare per il rilancio della competitività. Per raggiungere tale obiettivo l’intesa attribuisce alle parti sociali un ruolo centrale, garantendo alle relazioni sindacali maggiore snellezza.

I contratti collettivi nazionali di lavoro passano da nove a quattro: si riferiscono alle macro aree manifatturiero, servizi, edilizia e autotrasporto. I livelli di contrattazione rimangono due, inscindibili tra di loro: il nazionale, che garantisce trattamenti economici e normativi comuni; il territoriale/aziendale, che può modificare parzialmente anche quanto previsto a livello nazionale, per rispondere in maniera più efficace alle esigenze di imprese e lavoratori.

L’accordo rafforza il sistema della bilateralità su materie quali ammortizzatori sociali, formazione continua, welfare e sanità integrativa, salute e sicurezza.

Per quanto riguarda la rappresentanza, per la prima volta nel comparto, sarà sottoscritta un’intesa per misurare la rappresentatività e confermare il peso della rappresentanza ai sindacati di settore. I firmatari si riconoscono reciprocamente, nell’ambito delle imprese del comparto e dei loro lavoratori, quali soggetti maggiormente rappresentativi.

L’accordo sulla detassazione è finalizzato a potenziare gli elementi utili a incrementare la produttività, riconoscendo una minore incidenza della tassazione a carico dei lavoratori sulle somme percepite a titolo di premio. Avviata in modo strutturale e con logica innovativa a partire dal 2016, rafforzata dalla Legge di Bilancio 2017, la detassazione si inserisce nella strategia complessiva del Jobs Act, una riforma che sta completamente cambiando il mercato del lavoro.

(Fonte: CNA nazionale)

DIGITAL SINGLE MARKET – Parlamento UE approva la rimozione del geoblocking nell’e-commerce

DIGITAL SINGLE MARKET
Parlamento UE approva la rimozione del geoblocking nell’e-commerce

Una delle barriere ancora da rimuovere per consentire all’e-commerce di diffondersi è la procedura di geoblocking, cioè il divieto di vendere online prodotti e servizi a cittadini di uno stato membro diverso da quello in cui si trova il venditore. Per far cadere uno degli ultimi vincoli alla libera circolazione delle merci e dei servizi nell’UE, e rimuovere le discriminazioni basate sulla nazionalità dell’acquirente, sul luogo di residenza o sul domicilio, il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di cancellare le frontiere anche per l’e-commerce.

Ovviamente la liberalizzazione del Digital single market prevede l’esclusione di alcuni settori: i trasporti, la salute e i servizi finanziari.

Il venditore avrà:

– la possibilità di offrire prezzi diversificati in base al paese in cui si trova l’acquirente;

– non sarà costretto a spedire i suoi prodotti ad acquirenti al di fuori dello stato in cui opera o in cui offre il servizio di consegna (viene concessa la possibilità di scelta ma non viene imposto come obbligo).

Il Piano di misure che l’UE sta adottando comprende anche l’obiettivo di rendere più economiche le spedizione tra gli stati membri per aumentare la fiducia dei cittadini negli acquisti online, attraverso il rafforzamento dei sistemi di sicurezza nella filiera degli acquisti online; anche le licenze esclusive su base territoriale per i contenuti digitali potrebbero essere rimosse in determinati casi.

(Fonte: Commissione Europea)

Estetica – Presentata la Proposta di legge per la modifica della legislazione

È stata presentata martedì 29 novembre nella Sala stampa di Montecitorio (Via della Missione, 4) la proposta di legge che modifica la legge 1/90 in materia di estetica.

Primo firmatario l’onorevole Marco Donati, componente della commissione Attività produttive della Camera.

La proposta di legge punta ad adeguare la normativa varata ormai ventisei fa alla profonda evoluzione che ha interessato il settore estetico sotto il profilo dell’innovazione e delle richieste dei consumatori, sempre più sofisticate. Per rispondere alle nuove esigenze la pdl disegna nuovi profili professionali, originati da percorsi formativi idonei e certificati e delinea nuovi modelli di governance delle imprese. Tra i principali aspetti emerge il contrasto all’abusivismo, pericoloso per i clienti e distorsivo della sana concorrenza.

Alla presentazione, con l’onorevole Donati, interverranno Antonio Stocchi, presidente unione Benessere e Sanità della CNA e Brigida Stomaci, presidente coordinamento Estetiste della CNA.

(Fonte: cna.it)