Il Consorzio Toscana Sapori di CNA apre la via dell’export in Cina per il nostro food&wine di qualità

Delegazione cinese in visita in Valdera
Matteo Giusti,
Presidente di CNA Pisa: “la nostra organizzazione ha un settore, quello agroalimentare, che rappresenta e rappresenterà in futuro, una parte importante per la nostra Italia”

È terminata con molte aspettative reciproche la visita in questi giorni di una delegazione cinese per aprire la via dell’export del nostro food & wine di qualità verso il sempre più promettente mercato cinese.

Toscana Sapori, consorzio ormai consolidato del sistema CNA di Pisa, ha avuto il piacere di ospitare una delegazione cinese  della China Poly Group Corporation e della Hyx China Group, ospiti in Toscana per incontrare eccellenze del nostro territorio. L’Export italiano verso la Cina continua ad espandersi; le vendite delle imprese italiane dell’agroalimentare sono  in continua crescita, tanto che tra i diversi settori, questo è infatti uno tra i più dinamici del made in Italy in Cina.

Toscana Sapori, attenta alle sue eccellenze del territorio pisano e non solo, ha seguito passo, passo il tour della delegazione offrendo loro una gamma di aziende di alta qualità.

Il tour ha avuto inizio con la visita all’azienda agricola San Luigi di Ghizzano di Peccioli, unica azienda in Italia con certificazione bio del tartufo; l’azienda è stata molto apprezzata per la passione in cui il titolare, Matteo Giuliani, mette nel suo lavoro e nella raccolta dei suoi tartufi. Il General Manager della Poly Group  Yang Guang ha garantito loro una futura collaborazione confermando che c’è un forte interesse per i prodotti di alta qualità come i “Tartufi di Teo”. Dall’elenco a loro fornito, la delegazione ha accolto favorevolmente le proposte delle aziende vinicole ma con un’attenzione particolare, appunto al tartufo. Quest’ultimo è per loro un prodotto di nicchia ad alto valore che vogliono assolutamente importare inserendolo nei loro convenience stores (nella foto: la delegazione cinese all’interno dello shop del Podere S.Luigi, in gruppo con Matteo Giuliani, Sabrina Perondi e Antonio Schena).

Il tour è proseguito nelle colline di Palaia, con la visita all’azienda Usiglian del Vescovo. La delegazione è stata accolta dal direttore Commerciale, Efidelio Di Sessa, il quale li ha accompagnati in una visita alle vigne e alle cantine finendo il percorso con una degustazione dei loro vini.  I Manager presenti credono fortemente in queste realtà e nella loro eccellenza.

Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa, ha dichiarato per l’occasione che “la nostra organizzazione ha un settore, quello agroalimentare, che rappresenta e rappresenterà in futuro, una parte importante per la nostra Italia. Questo settore è ricco di opportunità per le imprese italiane in Cina. Il nostro paese deve saper cogliere appieno le opportunità offerte dal mercato cinese per i prodotti agroalimentari così come tutte quelle realtà attente ai prodotti di alta gamma”.

Sabrina Perondi, Direttore del Consorzio Toscana Sapori, è ottimista circa la possibilità  “che si possa sviluppare in futuro una proficua collaborazione proponendo loro ampia gamma dei nostri prodotti, per i loro convenience stores di prossima apertura a Shangai e in altre grandi città cinesi, con spazi dedicati in modo da mantenerne l’identità territoriale”.

#IMPRESEIMPOSSIBILI – Il secondo episodio della web serie firmata CNA è online

Parliamo di burocrazia

Questa volta, il sadico e sorridente giudice di gara si cala nella parte di un’altra grande difficoltà che artigiani, imprenditori e professionisti, sono costretti ad affrontare in Italia: la burocrazia.

Fare impresa è una faticosa corsa ad ostacoli: tra vincoli, leggi e regolamenti, le imprese perdono in media 45 giorni l’anno dietro alle pratiche burocratiche.

Conti alla mano, un labirinto, tutto italiano, che costa complessivamente 22 miliardi di euro. Molti  imprenditori, artigiani e professionisti lottano ogni giorno contro questo sistema paralizzante, determinati a credere ancora nei loro sogni.

CNA è dalla parte di chi non si arrende mai. Per questo è pronta a dare risposte e a invita a vantaggi e servizi su www.impreseimpossibili.it.

Guarda il secondo episodio della trilogia #IMPRESEIMPOSSIBILI, la web serie di CNA che, attraverso la metafora sportiva e un linguaggio di rottura, dà voce alle difficoltà di oltre 6 milioni imprenditori italiani.

La serie è sui canali social Facebook, YouTube e Twitter. Non perderti il prossimo appuntamento.

FINANZIARE L’INNOVAZIONE NELLE PMI – Seminario informativo giovedì 13 luglio

Giovedì 13 luglio alle ore 16,00 presso il polo Tecnologico di Navacchio (Auditorium dell’incubatore)

Un’iniziativa di CNA Pisa, organizzata con il Polo Tecnologico di Navacchio, la Banca di Pisa e Fornacette e Finart CNA.

Il seminario è gratuito ma i posti sono limitati.
Per iscriverti compila il modulo iscrizione e invialo a perondi@cnapisa.it entro lunedì 10 luglio.

Scopri il programma: 

Ore 16.00 Saluto
Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Fornacette – Mauro Benigni
Presidente della CNA di Pisa – Matteo Giusti

Ore 16.30 Interventi
Le misure a favore dell’innovazione – Resp. Area Sviluppo Economico della CNA di Pisa/Finart CNA – Chiara Di Sacco

Come finanziare l’innovazione – Direttore della Banca di Credito Cooperativo di Pisa e Fornacette – Gianluca Marini

ore 17.30 Domande e interventi da parte delle imprese

ore 18.00 Conclusioni
Presidente del Polo Tecnologico di Navacchio – Andrea Di Benedetto

 

Il seminario è gratuito ma i posti sono limitati.
Per iscriverti compila il modulo iscrizione e invialo a perondi@cnapisa.it entro lunedì 10 luglio.

ABUSIVI E LAVORO – Imprese regolari sotto assedio in troppi settori: allarme CNA

“Servono controlli mirati a colpire i grandi abusi e lavoro nero e non i cavilli e la formalità spesso inutili

Troppi settori di attività regolari sono sotto assedio di abusivi, lavoro nero, evasori totali. Acconciatori, estetica, fotografi, impiantisti, tassisti e noleggio con conducente. Ma anche commercianti, piccole attività ricettive ma con regole e incombenze rigide e regolamentate come bed breakfast e affittacamere, messi fuori mercato da offerte via web e piattaforme di scambio, o di sharing economy, molto efficaci per la capacità di far incontrare domanda e offerta, ma del tutto fuori controllo per quanto riguarda permessi, autorizzazioni e tasse.

Lo denuncia la CNA di Pisa che sta registrando una crescente pressione del lavoro irregolare su quello regolare. Quello che paga le tasse, e che in questi anni di crisi ha sostenuto il paese. E che non può essere strangolato da leggi e livelli impositivi che prevedono che per i primi 7 mesi mezzo dell’anno si lavori per lo Stato e solo dopo si comincia a guadagnare qualcosa: a Pisa il Tax Free Day è il 10 agosto e la pressione fiscale complessiva, è il 61,2% sul totale degli incassi.

Ed a soffrire di più sono proprio le imprese che con grandi sforzi vogliono stare nel pieno rispetto delle regole sempre. Ad avanzare la forte denuncia sono stati i portavoce delle categorie oggi più colpite : impiantisti, fotografi, benessere ( estetica  e acconciatura), rimessaggi, trasporto, attività commerciali e ricettive, lavorazioni conto terzi nel distretto del cuoio.

“Siamo i primi a sostenere la legalità e rispetto delle regole, ma i controlli devono essere mirati a colpire in primis i grandi abusi e non, come avviene adesso, le piccole cose formali sulle quali fanno verbali e sanzioni a chi è già in regola al 99%. Si ha troppo spesso la sensazione che ci si trovi di fronte ad una forma di strabismo: con il microscopio per imprese pulite e regolari, con gli occhi bendati per evasori totali e lavoro nero. Sanzioni e controlli così come le energie dedicate alla repressione di comportamenti non corretti devono essere commisurati anche alla gravità delle violazioni. Non deve passare l’idea che si fa ‘cassa’ sempre sui soliti, perché i soliti non ce la fanno più. Non si può convivere sotto lo stesso tetto con regole diverse” ha detto in avvio il presidente CNA Pisa Matteo Giusti.

Di seguito una sintesi delle denunce degli altri settori.

Settore per settore, tutte le cose che non vanno

Impianti e altri settori tecnici, marco Ammannati, Portavoce CNA Impianti Pisa

Marco Ammannati “per quanto riguarda il settore degli impiantisti prevalentemente e sinteticamente quello che più si richiede è il rispetto delle regole in quanto la categoria è soggetta a notevoli aggiornamenti obbligatori che però devono trovare il loro reale riscontro nel certificato della Cciaa, infatti chi sta aggiornato non è distinguibile dagli altri che non stanno dentro tempi e modi degli aggiornamenti spesso gravosi in termini di tempo e di risorse economiche. Per non parlare della concorrenza sleale e spesso anch’essa fuori dalle regole, dei colossi del settore energia”.

Benessere: Carlo Musto e Antonella Orsini

Nel settore degli acconciatori e dell’estetica dove pseudo lavoranti a domicilio e soggetti improvvisati saltano a piè pari il quadro normativo di riferimento il quale specifica chiaramente che non è ammessa lo svolgimento di suddette attività in forma ambulante o di posteggio. Le imprese sia di acconciatore che di estetica titolate dall’esercizio in sede fissa possono esercitare l’attività anche presso la sede designata dal cliente ma esclusivamente in caso di sua malattia o altro impedimento fisico oppure, nel caso in cui il cliente sia impegnato in attività sportive, in manifestazioni legate alla moda o allo spettacolo o in occasioni di cerimonie o di particolari eventi fieristici o promozionali.

Inoltre è possibile lo svolgimento congiunto dell’attività di acconciatore e di estetica purché ci siano i requisiti professionali e dei locali per lo svolgimento delle distinte attività. Ma ci troviamo di fronte a pubblicità in cassetta o sui social di acconciatori ed estetiste a domicilio in maniera sfacciata oppure di abitazioni private che si trasformano in negozi . Inoltre è bene ricordare che l’impresa di acconciatore può svolgere esclusivamente prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico consistenti esclusivamente in limatura e laccatura di unghie mentre per l’attività di onicotecnica è obbligatoria la qualifica di estetista.

Commercio, ristorazione e attività ricettive, Vasco e Francesca Farrugio

Tutti siamo vessati da venditori abusivi di oggettistica varia nei centri storici, ma ci sono anche i raid delle forze dell’ordine che vanno a misurare al centimetro se sporgono dalla sagoma del negozio oggetti appesi alle vetrine esterne o alle porte, per non  dire della superfici occupate da tavoli seggiole, o pedane e tende.

Ma ci sono abusivi che vendono alcolici in strada tutti i giorni, negozi che nascono e spariscono nel giro di pochi giorni, partite IVA farlocche. Per non parlare di ristoranti e pizzerie che si vedono scippare clienti e turisti dalle mille sagre e feste paesane che troppo spesso perdono il connotato della spontaneità popolare e della tradizione, assolutamente da salvaguardare, sconfinando nel commerciale puro e come tale da regolare di conseguenza senza fare finta di nulla.  Anche per le attività ricettive come bed & breakfast, affittacamere, sorgono come funghi quelli fuori da ogni regola e autorizzazione che naturalmente sfruttando un banale sito internet incassano tutto al nero in barba a fisco e regole.

Trasporto: Claudio Sbrana, Carlo Siniscalco e Riccardo Bolelli

Il fenomeno del trasporto abusivo è crescente in città ed i recenti significativi pronunciamenti del Tar in materia di condivisione dei trasporti e dell’incontro domanda-offerta hanno fatto tirare un sospiro di sollievo alle categorie dei professionisti del trasporto, che però se la devono vedere sulle pubbliche piazze, fisiche e virtuali, con servizi abusivi che pur denunciati, continuano a prosperare.

Anche il tema di controlli e dei piccoli abusi è un tema caldo. Altro capitolo andrebbe poi aperto sul trasporto merci preso letteralmente d’assalto da manodopera fittiziamente inquadrata in soggetti di impresa di diritto estero (solitamente dell’est europeo) ma anche da cooperative fittizie che vengono tenute in vita giusto il tempo per non pagare contributi e tasse e sparire letteralmente per ricomparire sotto altre vesti subito dopo. E le inchieste di Livorno finalmente portate in fondo con successo testimoniano anche in questo caso di un fenomeno in crescita che fa dumping e concorrenza sleale alle imprese regolari che fanno salti mortali per stare dentro un quadro di regole che è a dir poco complesso e in continua trasformazione.

Nautica: Alberto Fontani e Gustavo Elmi

Ci sono anche i Rimessaggi sull’Arno che sono costretti a rincorrere i prezzi di associazioni di fantasia e circoli e privati che in realtà fanno servizi ad una utenza indifferenziata e godono di agevolazioni sui canoni demaniali (peraltro in forte aumento nell’ultimo anno) oltre a ignorare del tutto norme igieniche, di sicurezza e di tutela dei posti di lavoro che questo settore potrebbe produrre in modo ancora più consistente dei 200 addetti che risultano oggi. Posti barca e servizi che solo imprese regolari potrebbero e dovrebbero mettere a disposizione anche per una maggior tutela di ordine ambientale oltre che sociale e fiscale.

Fotografi: Andrea Bruni

Nell’era degli smartphone chiunque può diventare un fotografo. Ma solo pochi sono professionisti, sono abilitati e garantiscono il loro lavoro, elaborano supporti stabili e di qualità. I fotografi professionisti sono quelli che resistono alla evoluzione tecnologica e ai tanti abusivi solo perché si sono attrezzati sono aggiornati e garantiscono della qualità del loro lavoro. Matrimoni comunioni cerimonie. Fino a poco tempo fa erano appannaggio  dei fotografi iscritti alla Camera di Commercio, che hanno un negozio, un laboratorio e devono rispettare complesse norme professionali e fiscali. Tutti gli altri no. E sono questi a fare concorrenza sleale tramite siti e social e oltre che con i vecchi canali dei contatti diretti. Sono tollerabili amici e parenti, molto meno quando si inviano tramite siti internet o pagine dei social vere e proprie offerte commerciali senza averne titolo e tantomeno emettere regolari fatture.

Lavanderie: Minello Palomba

L’esercizio dell’attività di tintolavanderia è disciplinato dalla Legge n. 82 del 22 febbraio 2006 “Disciplina dell’attività professionale di tintolavanderia” e dalla L. R. 25/2011. Il settore versa da anni in una preoccupante situazione di crisi: basti pensare che negli ultimi anni la categoria ha avuto una contrazione che in termini percentuali corrisponde ad un meno 36% di fatturati e ha dato inevitabilmente luogo ad una diminuzione del numero degli addetti occupati. Questi pochi ma significativi dati rappresentano un trend negativo che il prolungarsi della attuale crisi economica rischia di aggravare ulteriormente.

Una fonte di preoccupazione per gli operatori del settore sono le lavanderie “self-service”, cui va subito detto non si applica la vigente e stringente normativa succitata; per operare questo tipo di lavanderia è tenuta solo all’obbligo di iscrizione al registro delle imprese e all’ottenimento dell’autorizzazione da parte del Comune in cui si esercita l’attività. Nel 2013 abbiamo inviato richiesta di controlli su lavanderie “self service” nel territorio di competenza. Ma registriamo, con sempre maggiore frequenza comportamenti illeciti di alcune attività self, consistente nell’eludere le regole poste a tutela delle imprese e del consumatore.

La lavanderia “self-service”, che sta sempre più diffondendosi nel territorio è in pratica una semplice attività di noleggio attrezzature: è uno spazio allestito con lavatrici ed essiccatoi utilizzati direttamente dalla clientela, acquistando appositi gettoni, e nel caso ne sia sprovvista, anche i detergenti. Il meccanismo è simile a quello degli auto-lavaggi self-service: il cliente acquista il gettone per usufruire dei macchinari per il lavaggio della vettura.

Vogliamo precisare che non abbiamo nulla contro questo tipo di libera iniziativa economica e che, in molti casi, associamo e forniamo servizi a queste imprese. Il problema si pone quando alcune di queste mettono in atto comportamenti in aperta violazione delle norme di settore. Per queste ragioni ribadiamo che in svariati casi, e purtroppo anche in assenza di controlli dell’Autorità Comunale competente, nelle lavanderie self-service è presente un addetto che fornisce assistenza alla clientela, proponendo servizi di stireria, di ritiro e consegna capi presso il domicilio dei clienti, ed altri tipi di servizi in aperta violazione della L. 84/06 e della L.R. 25/2011. Ciò rappresenta, oltre che una forma di concorrenza sleale per le aziende di tintolavanderie, un esercizio abusivo di attività, che crea un danno consistente a chi esercita l’attività nel pieno rispetto delle regole.

Contoterzisti del settore conciario e aziende del settore moda in generale

Rossella Giannotti (portavoce del settore moda) e Alberto Giannangeli (Presidente di ASSA e dirigente CNA), da tempo denunciano le difficoltà in cui si trovano ad operare le aziende contoterziste, strette da una parte dai committenti sempre più esigenti e sempre meno disposti a riconoscere prezzi remunerativi forte del loro potere contrattuale e della concorrenza sfrenata e suicida dei competitor locali (da anni viene richiesta l’applicazione delle norme vigenti relativamente al Contratto di sub fornitura), dall’altra dal dumping illegale e anche criminale messo in campo da alcune (poche per fortuna) realtà imprenditoriali – la definizione di imprenditori per questi soggetti è davvero un regalo – che operano non rispettando alcuna regola ne fiscale, né contrattuale, né contributiva per non parlare del rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e ambientali. Non è un denuncia generica, ci sono le numerose verifiche messe in atto dagli organi di controllo (inps, dpl, arpat, usl, ecc.) e le sanzioni emesse sino alla chiusura dell’azienda che ovviamente, pochi giorni dopo, riapre con altro nome nello stesso posto e continua ad operare nello stesso modo e, purtroppo, con gli stessi committenti che girano la testa dall’altra parte per risparmiare qualche euro. E’ davvero l’ora che questi fenomeni vengano colpiti con durezza ed in modo definitivo, siamo noi, anello debole della catena del valore, a chiedere con forza di espellere dal mercato questi soggetti. Siamo noi a chiedere con forza l’applicazione e il rispetto del Codice Etico del Distretto. Siamo noi a chiedere ai Committenti di farsi carico della selezione dei loro subfornitori secondo regole che esaltino la correttezza la legalità, il rispetto del lavoro, l’etica di impresa.

La qualità del Made in Italy non esisterebbe senza di noi terzisti della moda e non esiste qualità senza rispetto assoluto delle regole che sono garanzia per un mercato sano nel quale competere tutti alla pari.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

DEDUZIONI FORFETARIE AUTOTRASPORTO – L’Agenzia delle Entrate conferma la misura dello scorso anno

Nella giornata del 4 luglio l’Agenzia delle Entrate ha emanato il comunicato stampa (in allegato) con il quale rende ufficiale la misura delle deduzioni forfetarie riconosciute per l’anno 2015, alla luce dello stanziamento complessivo di 70 mln di euro.

Le deduzioni forfetarie giornaliere stabilite per ambito territoriale del trasporto valide per il 2016  sono, dunque, le seguenti:

  • 17,85 € per i trasporti nel Comune in cui ha sede l’impresa (ossia il 35% di 51,00 euro);
  • 51,00 € per i trasporti oltre il Comune in cui ha sede l’impresa.

Sono state, pertanto, confermate le misure previste lo scorso anno.

Resta, confermata anche l’agevolazione relativa alla facoltà di recuperare, tramite compensazione in F24, i contributi versati al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sui premi di assicurazione per la responsabilità civile, per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate.

Pertanto, le imprese di autotrasporto merci – conto terzi e conto proprio – possono recuperare nel 2017 fino ad un massimo di 300 euro per ciascun veicolo le somme versate nel 2016 quale contributo al SSN.

Tutte le imprese di autotrasporto che, considerata la fase di incertezza,  avessero già effettuato i versamenti entro il 30 giugno senza tenere conto delle deduzioni forfettarie, possono recuperare le eventuali maggiori imposte versate entro la scadenza del 30 giugno 2017, tramite compensazione nel modello di versamento F24, per i primi versamenti di tributi e contributi dovuti successivamente.

È evidente, infatti, che dalla dichiarazione annuale delle imposte sui redditi da presentare entro il mese di settembre emergerà un credito di ammontare pari alla differenza tra il debito tributario emergente dalla dichiarazione ed il versamento dell’IRES ovvero IRPEF effettuato entro la scadenza di giugno 2017.

Leggi il comunicato dell’Agenzia delle Entrate: 

Nota Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni fiscali Autotrasportatori 2017

 

CNA: “Maggio record per l’occupazione nelle piccole imprese. In un anno cresciuta del 3,8%”

Maggio da record per l’occupazione nelle piccole imprese. Rispetto allo stesso mese del 2016 si registra un significativo  +3,8 per cento. Oltre tre volte il ritmo di incremento del prodotto interno lordo, sia pure fortemente ritoccato al rialzo nella recente previsione dell’Istat. Un exploit che contribuisce al recente buon andamento dell’occupazione nelle imprese artigiane, micro e piccole: +9,6 per cento in termini cumulati rispetto a dicembre 2014, ovvero dalla Legge di stabilità 2015 che, anticipando di tre mesi il Jobs Act, introduceva importanti sgravi contributivi sulle assunzioni a tempo indeterminato.

A rilevarlo l’Osservatorio mercato del lavoro CNA, curato dal centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione in un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole associate con circa 134mila dipendenti complessivi.

Maggio 2017 segna un aumento dello 0,8 per cento su aprile e appunto del 3,8 per cento su base annua, la più alta crescita dalla nascita dell’Osservatorio, a gennaio 2016. Un risultato determinato, in particolare, dall’incremento delle assunzioni, addirittura a doppia cifra:  +38,3 per cento in un anno. Crescono anche le cessazioni, ma a un livello ben più basso: +28,1 per cento.

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Divieti di circolazione, chiusura di ponti e strade: “La misura è colma: più manutenzioni, più investimenti e meno divieti”

La protesta di CNA Pisa
Matteo Giusti:
“Serve un piano di manutenzione delle opere. Non si può pensare di risolvere tutto semplicemente vietando il passaggio”.
Rolando Pampaloni:
“Burocrazie, lentezze, incertezze, tasse ed ora pure strade e ponti chiusi. Un mix di ostacoli che sta soffocando le nostre imprese”.

Continuano e si moltiplicano le ordinanze di chiusura ai mezzi pesanti di importanti tratti della viabilità locale. Interi tratti di strade, ponti, viabilità  di centri urbani sono interdetti al traffico pesante ma non troppo visto che si parla di mezzi superiori a 35 quintali: piccoli furgoni dunque.

Ad essere interessati non sono solo le categorie del trasporto merci e persone ma anche imprese edili, imprese agricole e tutte le aziende che dispongono di mezzi superiori a quelle portate. In pratica una buona parte del nostro sistema economico è stretto in una morsa sempre più implacabile dal proliferare dei divieti che provocano perdite di tempi, aggravi di costi, nuove e sempre più gravi inefficienze provocate dalla inadeguatezza del sistema di infrastrutture.

Nei prossimi giorni saranno chiusi tutti i ponti lungo la Sr 67 bis Arnaccio. Altri ponti oltre a quelli già chiusi, saranno oggetto di nuove ordinanze fondate su motivi di sicurezza.

“Prese singolarmente tutte queste decisioni sono difficilmente contestabili – ha detto Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa -. Ragioni di sicurezza, di vivibilità, di imprevedibilità degli eventi climatici, ed altri motivi oggettivi, impongono tali decisioni. Di certo però la mappa dei divieti di circolazione ai mezzi pesanti, e non solo, è diventata un labirinto inestricabile, un dedalo dove l’unica certezza sarà smarrire e disperdere la forza di quella parte del nostro apparato economico che sta resistendo alla crisi e che sta tenendo a galla tutto il sistema. Insomma, la misura è colma. Le imprese hanno bisogno di un contesto in cui le infrastrutture sono l’ossatura principale di una rete di servizi che deve funzionare”.

“Le istituzioni – prosegue Matteo Giusti – devono mettersi nell’ottica di accompagnare e tutelare il lavoro e l’attività economica e non solo di preoccuparsi di chi ha o dovrebbe avere la responsabilità della sicurezza di un ponte o di un tratto di strada. Non si può pensare di risolvere tutto semplicemente vietando il passaggio. Così quella infrastruttura non serve più, rinuncia al suo scopo, ad essere se stessa. Non si può subire l’onda dei divieti proliferati dopo alcuni disastri, senza reagire. Serve un piano di manutenzione delle opere da perseguire con serietà e tenacia nel tempo e non assistere a sempre nuovi zeli di chi, per non prendersi responsabilità ed evitare possibili conseguenze, esaspera urgenze e impone divieti”.

“Certo, se si ‘chiude’, non si sbaglia – commenta il Direttore CNA Pisa, Rolando Pampaloni -. La vera responsabilità non dovrebbe essere quella di impedire, bensì di garantirne l’uso. Serve un piano di investimenti nella cura del nostro territorio e delle infrastrutture che lo possono rendere di nuovo un ambiente fertile al proliferare dell’economia. Burocrazie, lentezze, incertezze, tasse ed ora pure strade e ponti chiusi. Un mix di ostacoli che sta soffocando le nostre imprese. Ma se le imprese non respirano si blocca tutto il resto. Servono interventi di altro tipo, e certo non nuove ordinanze e divieti, prima che sia troppo tardi”.

RESTAURATORI – Bando di qualifica il 30 di giugno si concludono i lavori della Commissione e dopo?

Oggi (30 giugno 2017) la Commissione terminerà l’esame delle domande di partecipazione al bando di selezione pubblica per il conseguimento della qualifica di restauratore di beni culturali”, ai sensi dell’articolo 182, commi 1, 1 -bis, 1 -ter, \-quater, 1 -novies del Codice, pubblicato nel sito internet istituzionale del Ministero, come da comunicazione nella Gazzetta Ufficiale del 16 settembre 2015, n. 215

Ricordiamo che con la nota del  25 maggio 2016, prot. n. 1640, veniva concessa una proroga dei lavori della Commissione fino al 31 luglio 2016, sulla base dell’articolo 1, comma 3 del decreto di costituzione 11 novembre 2015 e con  il decreto del Direttore generale Educazione e ricerca n. 79 del 29 luglio 2016, il termine dei lavori della Commissione veniva ulteriormente prorogato al 30 giugno 2017.

Quindi in teoria dal 1 luglio dovremmo conoscere gli esiti. Dalle informazioni in nostro possesso non risulta che la Commissione abbia concluso l’esame delle domande è quindi probabile una richiesta di ulteriore proroga. Sinceramente ci auguriamo di no e auspichiamo che il MIBACT comunichi esattamente la situazione ai Restauratori della fase transitoria, che attendono una risposta da “soli 21 anni”.

Una risposta che non è un fatto rituale, ma dirimente della vita presente e futura di migliaia di restauratori. Come CNA chiamiamo tutto questo “rispetto”, cioè avere rispetto di chi lavora, di chi ha operato per anni a valorizzare con il proprio operato i beni culturali italiani, che rappresentano il 50% del patrimonio artistico mondiale, non solo a parole ma con atti concreti.

Nel frattempo le Associazioni CNA, ARI e Confartigianato sosterranno ad adiuvandum l’ istanza di sospensiva del decreto con cui è stato pubblicato l’elenco dei titolari dei diplomi SAF (decreto direttoriale Mibact-ER n. 77 del 21 luglio 2016) presentata dalla Ragione del Restauro, volta alla sospensione degli effetti del provvedimento con cui è stato approvato l’elenco parziale dei restauratori. Anche in questo caso già dallo scorso 14 agosto il TAR aveva intimato il MIBACT a rendere inefficace quell’elenco.

Il Presidente del Tar,  nel provvedimento emesso  ha fatto intendere che allo stato non esistono nuovi elementi per una decisione anticipata di accoglimento rispetto all’udienza fissata per il prossimo Dicembre nel quale verrà deciso il merito della causa.

In effetti le uniche novità sono costituite dal quasi certo rinvio ulteriore della procedura (e dopo il 30.06 lo sapremo con certezza) e dal mancato deposito della memoria da parte del Ministero in cui doveva essere illustrata l’attività svolta dalla commissione. La produzione di detta memoria era stata ordinata dallo stesso Tar ma appunto il Ministero è rimasto inadempiente.

Noi come Cna oltre ad aver proposto ricorso autonomo siamo intervenuti nel ricorso della Ragione del Restauro nel quale è stata presentata la richiesta di sospensione in oggetto.

Vedi documenti relativi: MIBACT – Decreton32017

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Per informazioni: 

 

Elena Dal Canto

dalcanto@cnapisa.it

 

 

 


 

GESTIONE DEL PERSONALE: Seminario gratuito mercoledì 5 luglio

QUANDO E DOVE? 

Mercoledì 5 luglio alle ore 15,00 presso la CNA di Pisa (Saletta al secondo piano)

DI COSA SI TRATTA?

Il seminario vuole approfondire i seguenti aspetti della GESTIONE DEL PERSONALE:

·       Gestione delle assenze

·       La privacy nella gestione del rapporto di lavoro e controllo dei lavoratori

·       Welfare aziendale: regole, ruolo contrattazione collettiva, tipologie

SCOPRI IL PROGRAMMA: 

Ore 15 – Saluto MATTEO GIUSTI  – Presidente CNA Pisa

Ore 15.15- Intervento:  Dott.ssa Rossella SCHIAVONE Funzionario INL, esperta di diritto del Lavoro e privacy, iscritta Federprivacy ed in possesso di attestato di qualità.

Ore 17.30 – Domande ed interventi da parte delle imprese.

Ore 18.00 – Chiusura lavori

Per informazioni e iscrizioni:

Chiara Di Sacco

disacco@cnapisa


 

Pisa Food & Wine Festival 2017: Iscriviti entro il 7 luglio!

Partecipazione gratuita e a numero chiuso!

Qui di seguito la lettera di invito della Camera di Commercio di Pisa giunta al Consorzio Toscana Sapori di CNA che ti giriamo:

Gentile Imprenditore,
Spett.le Associazione/Consorzio,

 

anche per il 2017 la Camera  di Commercio di Pisa è lieta di poter organizzare la sesta edizione della manifestazione Pisa Food&Wine Festival per la promozione e la valorizzazione della filiera corta.

L’evento si svolgerà nella consueta location della Stazione Leopolda di Pisa nei giorni 20—22 Ottobre 2017.

Come sempre, l’iniziativa si pone l’obiettivo primario di divulgare la cultura del prodotto tipico locale attraverso la VENDITA DIRETTA AL PUBBLICO DI PRODOTTI A KM ZERO dei prodotti delle aziende agroalimentari pisane che prenderanno parte alla manifestazione con, in aggiunta, momenti di degustazione e show cooking da parte della Scuola Tessieri di Ponsacco.

La partecipazione è GRATUITAcon cauzione di €uro 500,00 – ed è riservata ad un numero MASSIMO di 37 imprese Agroalimentari della provincia di Pisa.

Possono partecipare anche le Associazioni ed i Consorzi di settore previa presentazione di specifica richiesta.

Le aziende saranno ammesse secondo l’ordine cronologico di arrivo delle domande e la partecipazione a precedenti edizioni della suddetta manifestazione e di altre manifestazioni organizzate dalla CCIAA Pisa.

Per tutti i dettagli leggere attentamente il Bando di partecipazione e – se interessati – presentare domanda di partecipazione utilizzando i moduli allegati alla presente e-mail.

IMPORTANTE –> Saranno accettate solo e soltanto le domande inviate  alle PEC :

cameracommercio@pi.legalmail.camcom.it

TERMINE PER PRESENTARE LA DOMANDA UFFICIALE DI PARTECIPAZIONE:

7 LUGLIO 2017 – ORE 13,00

 

Per domande e/o chiarimenti contattare il Servizio Promozione della CCIAA Pisa:

Tel: 050/512.280-229-296-248

Qui di seguito il modulo di iscrizione (distinto tra aziende singole e consorzi) e la circolare di partecipazione:

  1. PISA FOOD&WINE FESTIVAL 2017 – CIRCOLARE DI PARTECIPAZIONE
  2. PISA FOOD&WINE FESTIVAL 2017 – MODULO ISCRIZIONE AZIENDE
  3. PISA FOOD&WINE FESTIVAL 2017 – MODULO ISCRIZIONE CONSORZI