LAVORI SULLA FI PI LI – CNA richiede transito ai mezzi pesanti sulla Bientinese nella zona di Altopascio

CNA: Per attenuare il disagio per i trasportatori sconto del 50% ai mezzi pesanti che utilizzano il tratto autostradale dell’A11 e richiesta di transito consentito ai mezzi pesanti sulla Bientinese nella zona di Altopascio

I lavori sulla strada di grande comunicazione Firenze – Pisa – Livorno sono iniziati da circa un mese e hanno una durata prevista di circa otto mesi.

matteo giusti presidente cna pisa“Prima di entrare nel merito di questioni  che interessano le  imprese di autotrasporto – hanno dichiarato Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa, e il Presidente CNA Fita Trasporto Merci Pisa Roberto Calvani – intendiamo affermare che l’intervento sulla FI-PI-LI riguarda la messa in sicurezza di un’infrastruttura di grande importanza per la mobilità di merci e persone nella nostra regione; non possiamo che essere favorevolmente soddisfatti quando vengono  messe  in campo le procedure necessarie per rendere più sicure le nostre strade. Anche il tentativo di trovare il difficile equilibrio tra gli interventi necessari per garantire la sicurezza della rete infrastrutturale e il disagio che gli utenti devono sopportare durante l’apertura dei cantieri, è indubbiamente apprezzabile. E’ tuttavia necessario ricercare ogni possibile soluzione in grado di limitare il disagio, contemplando i legittimi interessi di tutti gli utenti che usufruiscono dell’infrastruttura”.

Prosegue CNA: “Fin da subito abbiamo avanzato una serie di proposte per cercare di limitare per quanto possibile l’impatto sulla viabilità anche da parte dei mezzi pesanti. Al fine di sbloccare arterie che gli autotrasportatori possono utilizzare per evitare il tratto interessato dal cantiere, abbiamo chiesto di eliminare il divieto di transito ai mezzi pesanti che interessa la viabilità fra la zona di Altopascio e la zona del cuoio,  a partire dalla Bientinese sul quale siamo in attesa di una risposta definitiva da parte dei vari enti coinvolti.

roberto calvanipresidente CNA Roberto calvani presidente fita trasporto merci cna pisaPositivo anche lo sconto del 50% ai mezzi pesanti che utilizzano il tratto autostradale dell’A11 e dell’A12 al posto della Fi-Pi-Li.

Il problema dei lavori sulla Fi-Pi-Li non è un caso isolato, ma si aggiunge a quanto accaduto nei mesi passati sulla E45 e ai danni che hanno dovuto subire e tuttora stanno subendo le imprese di trasporto, al dibattito acceso dai sindaci dell’area fiorentina e senese  sulla tratta Firenze-Siena  di competenza ANAS con i cantieri fermi da oltre  un anno, alla questione più generale delle infrastrutture di valenza nazionale come la Tirrenica, il completamento della Grosseto Fano ecc., e alle difficoltà che le imprese che eseguono trasporti eccezionali devono affrontare in questo momento. “E la lista potrebbe continuare – concludono Matteo Giusti e Roberto Calvani di CNA Pisa – E’ indubbio quindi che vi sia la necessità di accendere ulteriormente l’attenzione su un tema che riguarda nel suo complesso lo stato di estrema fragilità delle infrastrutture toscane e nazionali, l’insufficienza di risorse e il problema congenito del nostro paese sullo stato di avanzamento delle opere”.

Nota

Avranno diritto all’agevolazione tariffaria del pedaggio relativo alla percorrenza delle autostrade A11 e A12, esclusivamente per i transiti bidirezionali con le seguenti origine /destinazione fino a termine dei lavori sulla FI-PI-LI e comunque non oltre il 31 gennaio 2020, eseguiti con veicoli con classe di pedaggio (3,4,5).

Firenze Ovest- Pisa Nord
Firenze Scandicci – Pisa Nord

Calenzano – Pisa Nord
Firenze Impruneta – Pisa Nord
Firenze Sud- Pisa Nord
Prato est – Pisa Nord
Firenze Ovest – Pisa Centro
Firenze Scandicci – Pisa Centro
Calenzano – Pisa Centro
Firenze Impruneta – Pisa Centro
Firenze Sud – Pisa Centro
Prato est – Pisa Centro
Firenze Ovest – Livorno
Firenze Scandicci – Livorno
Calenzano – Livorno
Firenze Impruneta – Livorno
Firenze Sud – Livorno
Prato est – Livorno

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Comitato Difesa Motorizzazione di Pisa: Sede a Ospedaletto? Buona notizia e ottima collocazione, ma attendiamo fatti concreti

Motorizzazione, finalmente una buona notizia. Anche se la cautela è d’obbligo.

“Siamo molto soddisfatti dell’annuncio del Sindaco di Pisa Michele Conti di una soluzione a portata di mano – fanno sapere dal Comitato per la difesa della Motorizzazione il presidente CNA Matteo Giusti, il presidente Amici di Pisa Stefano Ghilardi e i portavoce delle agenzie di pratiche auto Michele Bulleri e autoscuole Andrea Arzilli Unasca e Massimo Mosi, Confarca -. Per di più pare trattarsi di una ubicazione da noi già considerata positivamente nei giorni scorsi, cioè nella zona di Ospedaletto, facilmente raggiungibile da tutta la provincia e con una logistica favorevole. Inoltre l’area individuata, della società Valdarno, per caratteristiche e spazi parrebbe avere le dimensioni necessarie ad ospitare tutte le attività della Motorizzazione Civile, non solo le attività di sportello e gli uffici quindi, bensì aule per esami, piazzali all’aperto per prove pratiche e spazi coperti per le piattaforme tecniche adibite alle revisioni sia per mezzi pesanti camion e bus, che per vetture e simili e ai collaudi.
È molto positivo che l’impegno e la volontà del Comune di Pisa (che è bene sottolineare non ne ha l’obbligo) di individuare una nuova sede per la Motorizzazione Civile di Pisa, abbia trovato uno sbocco che però adesso il Ministero dei Trasporti ha la responsabilità e il dovere di formalizzare.

Il 1° settembre è vicino.

Visti i recenti sviluppi a livello nazionale non vorremmo che tutto si bloccasse di nuovo, – è la conclusione del Comitato – quindi ottimismo sì, ma anche cautela in attesa degli atti necessari e del trasferimento effettivo.
Pisa non può perdere questo essenziale servizio per i cittadini e per le imprese per cui già si verificano spesso disagi per ritardi e intasamenti. Già adesso sono bloccati alcuni servizi in attesa della riorganizzazione e auspichiamo che non ci siano ulteriori disagi nella fase transitoria”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa

Il Comitato: “La Motorizzazione deve rimanere a Pisa, servizio essenziale per il territorio”

Il Comitato per la difesa della Motorizzazione di Pisa ha convocato una conferenza stampa giovedì 8 agosto presso la sede degli Amici di Pisa in via Pietro Gori 17, Pisa, per porre l’attenzione della pubblica opinione del problema della chiusura degli uffici della locale Motorizzazione Civile diretta emanazione del Ministero dei Trasporti a servizio del territorio della provincia di Pisa.
Scopo del Comitato è sia di evidenziare le problematiche che emergerebbero in caso di chiusura della sede locale degli Uffici di Motorizzazione civile, che lanciare anche delle proposte operative per scongiurare questa eventualità di cui è ormai prossima, la data prevista: il 1 settembre.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente CNA Matteo Giusti, il presidente Amici di Pisa Stefano Ghilardi, i portavoce Unasca Andrea Arzilli e Michele Bulleri e Confarca Massimo Mosi e Marco Abbondandolo e in rappresentanza delle categorie del Trasporto hanno partecipato Riccardo Bolelli Portavoce Nazionale Bus, Claudio Sbrana presidente Taxi Pisa e Roberto Calvani Presidente CNA Trasporto Merci e sono stati invitati gli altri membri del comitato.

LA PRESA DI POSIZIONE
Il no alla chiusura è fermo e insuperabile da parte del Comitato.
Sono evidenti pesanti inadempienza da parte del competente Ministero che ha lasciato passare invano ben due anni senza trovare una soluzione che non fosse la chiusura di una sede che serve un territorio con 350mila abitanti, e oltre 40mila imprese.
La chiusura degli Uffici della Motorizzazione, – che appare come un abbandono pianificato accuratamente (e vorremmo sapere da chi) -, sarebbe inaccettabile per una città ed un territorio come Pisa che perderebbe un servizio essenziale per la circolazione dei mezzi di trasporto, per i cittadini e per le imprese; per tempi, costi e funzioni essenziali. Questa vicenda è caratterizzata da uno scientifico e metodico disinteresse: cosa è stato fatto in due anni per risolvere il problema? Risulta che delle risorse per la riqualificazione di una sede siano stati stanziati: ma sono anche stati spesi? E perché, nel caso non sono stati spesi? Come

PROBLEMI PER LA CHIUSURA DI UN SERVIZIO FONDAMENTALE PER IL TERRITORIO
Aggravi di costi, ulteriori perdite di tempo non sono ammissibili. Si trovi una sede idonea e con tutte le funzioni: quindi sia amministrative che pratiche come collaudi, revisioni e prove pratica di esame.
I collaudi ad esempio hanno grandi problemi perché intanto ci sono delle incertezze per i collaudi che già da settembre si stimano circa già 1200 collaudi già prenotati entro marzo, di mezzi di privati e di imprese (per vari motivi ganci traino, sostituzioni bombole gpl e metano, trasformazioni veicoli autocarro /vetture, compresi Ncc e Taxi, allestimenti per trasporto merci, sponde isotermiche).
Si noti inoltre che in caso di tutte queste trasformazioni per collaudi il lavoro deve essere svolto nella Provincia dove ha sede l’officina che ha eseguito i lavori, quindi tutte le officine della Provincia di Pisa rischiano di perdere il lavoro visto che i mezzi possono circolare solo nel territorio provinciale fino al collaudo.

Poi c’è il tema delle revisioni, spesso in grande ritardo per cui già c’è bisogno di notevoli attese e lunghi tempi di prenotazione. Già oggi questo settore è azzoppato perché manca la piattaforma di revisioni per mezzi pesanti bus e camion (solo i collaudi possono essere fatti) per poi esser rinviti a altre sedi fra cui Lucca e Livorno: ma questo è già un disservizio per un mezzo dal costo di centinaia di migliaia di euro attende già oggi anche 3 o 4 mesi per fare la revisione cosa molto onerosa per le imprese.
È facile prevedere nuovi gravi e ulteriori ritardi per revisioni e collaudi visto che andranno a sovrapporsi sulla sede di Lucca che è già intasata: se ci saranno dei giorni in più che deve ospitare i mezzi pisani.
Analogo il caso delle patenti: tutti i pisani devono andare a Lucca per fare l’esame e anche in questo caso, che sono già prenotati per la Motorizzazione di Pisa, non hanno la certezza su se e dove potranno essere svolti gli esami. E questo accadrà anche in futuro andando a intasare i già insufficienti spazi della sede di Lucca, senza contare i disagi.

LE RICHIESTE
Per tutte queste tematiche che sono di servizio si pretende di sapere dove e come potranno essere svolti visto che ad oggi non c’è una soluzione chiara e certa di dove potranno essere svolti.
La gestione della sede di Pisa con la sua autonomia e con tutti gli automatismi che si porta dietro come i codici meccanografici, la stampa dei documenti di circolazione deve essere assolutamente mantenuta anche e soprattutto in caso di soluzioni intermedie che non potranno in ogni caso che essere temporanee.
Mantenere una sede seppur provvisoria a Pisa temporaneamente anche solo amministrativa e lavorare per una sede operativa al 100%: questa è l’unica soluzione accettabile per il territorio.
L’accorpamento di organigrammi e le sinergie per l’ottimizzazione del personale possono essere accettabili, purché nell’ottica di migliorare il servizio e certo non di vederlo peggiorare o peggio, come in questo caso, di vederlo scomparire.

LE PROPOSTE
Anche solo mantenere le funzioni amministrative in una sede centrale come le già ipotizzate sedi di lungarno Simonelli o Piazza Carrara o viale Bonaini potrebbe essere accettabile nel breve periodo, ma certo pensando anche a come coprire le altre attività di fondamentale utilità per il territorio come collaudi e revisioni che invece dovrebbero trovare una risposta adeguata viste le difficoltà già presenti.
Era stata individuata, fra le altre ipotesi, una soluzione ad Ospedaletto per cui erano state registrate aperture da parte di altri soggetti istituzionali: a che punto si trova? A quali ipotesi di lavoro si sta lavorando? Ci saranno comunque delle forme di protesta se dovessero confermarsi le ipotesi attuali.

I DATI
L’ufficio di Pisa rappresenta una sede di Motorizzazione Civile di assoluta rilevanza per volume di attività che sono generate dal locale ufficio di Pisa come esami per le patenti, come pratiche di immatricolazione auto e mezzi pesanti, ai vertici regionali e seconda solo alla sede di Firenze, per altro ottenute con un organico – 16 persone- che è sottodimensionato e che comporta già ritardi nella erogazione dei servizi.
Ad esempio i dati che avevamo raccolto in occasione della formazione del Comitato narrano che per lo svolgimento degli esami teorici delle patenti nel 2015 che è il servizio per cui le UMC sono maggiormente impegnate: Pisa si attestava a 7739 esami; Livorno 5956; Lucca 6748.
Peraltro già oggi i tempi di attesa per l’effettuazione di esami per le patenti superano le 10 settimane a Livorno e 5/6 settimane a Lucca, mentre a Pisa si riescono a svolgere dopo circa solo un paio di settimane perché l’ufficio di Pisa ha due aule e possono tenere un ritmo più sostenuto al di là della carenza di personale. E’ ovvio che gli eventuali trasferimenti di servizi, anche se avvenissero unitamente al trasferimento di personale dovrebbero scontare i limiti logistici che già oggi ne penalizzano l’attività.

Altro argomento che testimonia della vivacità del territorio di Pisa sono le attività di autoscuola del territorio provinciale: 44 a Pisa, a Livorno 26 e a Lucca 39. Anche le statistiche del Ministero dei Trasporti circa i livelli di attività per lo svolgimento ed il rilascio di patenti, a livello nazionale testimoniano che Pisa è stabilmente è sempre il secondo ufficio per volume di esami svolti a livello regionale secondo solo a Firenze. Oltra alla perdita del fattore di vicinanza territoriale, i servizi per gli utenti della Provincia di Pisa sono indispensabili e devono essere mantenuti con un accettabile livello di omogeneità che peraltro verrebbe persa irrimediabilmente in caso di smembramento della attuale sede e personale verso le sedi vicine. Si perderebbe così, non solo un servizio diretto ai cittadini, ma si creerebbe un danno alle imprese che devono fruire dei servizi e di quelle che li erogano, che inevitabilmente avrebbero un aggravio di tempi e di costi oltre che di tempi di attesa che sono poi i veri fattori da evitare in un sistema economico che funziona in modo sempre più rapido e in cui i tempi di risposta delle imprese non possono sopportare ritardi e ulteriori appesantimenti. Per questi motivi i sottoscritti promotori del Comitato si dichiarano contrari alle ipotesi di chiusura del servizio territoriale di Pisa.

Nella foto il Comitato (da destra a sinistra): Matteo Giusti, Massimo Mosi, Stefano Ghilardi, Riccardo Bolelli, Michele Bulleri, Andrea Arzilli

Dal primo luglio 2019 accisa ridotta per i birrifici artigianali

Istruzioni delle Dogane per la trasmissione telematica dei dati

L’Agenzia delle Dogane ha reso noto con la nota inviata alla CNA,  n. 84845 del 24 luglio 2019 (pubblicata il 29 luglio 2019 e in allegato) le istruzioni in tema di digitalizzazione delle accise e obbligo di trasmissione telematica dei dati delle contabilità dei depositari autorizzati che esercitano l’attività di microbirrifici.

La nota stabilisce che gli operatori che non intendono avvalersi dell’agevolazione prevista dal decreto sui microbirrifici del 4 giugno 2019, dopo aver proceduto all’aggiornamento dei dati della licenza, dovranno utilizzare il tracciato ALCODA previsto per i depositari autorizzati del settore prodotti alcolici.

L’Agenzia delle Dogane ha emanato le istruzioni in tema di digitalizzazione Accise e obbligo di trasmissione telematica dei dati delle contabilità dei depositari autorizzati esercenti “Microbirrifici”, per consentire la gestione del periodo transitorio in attesa della Determinazione dell’Agenzia Dogane e Monopoli.

In particolare, a seguito della pubblicazione (in data 14 giugno 2019) del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 4 giugno 2019 e della circolare n. 4 del 28/06/2019, che abbiamo già provveduto ad inviare, con la nota n. 84845 del 24 luglio 2019, le Dogane hanno chiarito che:

gli operatori che opteranno per la licenza come Microbirrificio o Piccola birreria nazionale dovranno continuare ad utilizzare il tracciato ALCOMB limitatamente ai tipi record A – Dati di controllo, E – Riepilogo dell’accisa ed R – Ravvedimento.

Il tipo record C non dovrà essere più utilizzato.

La segnalazione “42 – Importo non congruente con dati giornalieri/crediti e riaccrediti”, fino all’eliminazione del relativo controllo, non dovrà essere presa in considerazione;

-gli operatori che non intendono avvalersi dell’agevolazione prevista dal DM 04/06/2019, dovranno utilizzare, dopo aver proceduto con l’aggiornamento dei dati della licenza, il tracciato ALCODA previsto per i depositari autorizzati del settore prodotti alcolici. 

ISA – Le risposte dell’Agenzia delle Entrate ai quesiti del territorio presentati nell’ambito del convegno del 24 luglio 2019

ISA ovvero INDICATORI SINTETICI DI AFFIDABILITÀ

L’Agenzia delle Entrate ha fornito le prime risposte ai quesiti posti da CNA e dalle altre Associazioni di Rete Imprese Italia nell’ambito del convegno del 24 luglio scorso sul tema “Gli ISA alla prova dell’Affidabilità”.

Al convegno, organizzato da Rete Imprese Italia, erano presenti il dott. Paolo Valerio Barbantini, vice direttore dell’Agenzia delle Entrate e capo divisione Contribuenti, il dott. Enrico Polella, capo ufficio gestione indicatori Sintetici di Affidabilità dell’Agenzia delle Entrate e il dott. Danilo Ballanti, responsabile Elaborazione degli Indicatori Sintetici di Affidabilità della SOSE.

Nel corso dell’incontro sono state discusse varie tematiche inerenti l’applicazione degli Indicatori Sintetici di Affidabilità, sulle quali sono state segnalate le prime criticità di uno strumento ancora acerbo e che ha bisogno di essere ulteriormente affinato.

Il superamento degli studi di settore con l’introduzione degli ISA, che hanno caratteristiche di costruzione e analisi delle imprese molto diverse nonché finalità premiali e di compliance, anziché di accertamento, non può che essere condiviso .

Tuttavia, per una buona attuazione del passaggio agli ISA occorre sia chiaro il contesto di riferimento e che tutto sia il più trasparente possibile, sia nei meccanismi di calcolo/stima degli indicatori e conseguente effetto degli stessi sul punteggio finale, sia sugli effetti del punteggio ottenuto e delle possibili conseguenze.

L’Agenzia delle entrate ha dimostrato molta disponibilità, rispondendo verbalmente già nel corso del convegno ai numerosi quesiti posti e proponendo un ulteriore incontro a settembre, qualora emergessero ulteriori necessità di chiarimenti.

Le tematiche affrontate hanno, tra l’altro, riguardato:

  • • l’utilizzo degli ISA ai fini della selezione dei contribuenti da verificare;
  • • le segnalazioni di anomalia;
  • • i dati dei precalcolati (file XML);
  • • le cause di esclusione;
  • • la proroga dei versamenti. 

Inail – pubblicato il nuovo Mod.OT23 per la riduzione del tasso medio per prevenzione

Guida alla compilazione delle domande da inoltrare nel 2020

Inail ha pubblicato nel proprio portale, nella Sezione “Moduli e Modelli”, il nuovo modello OT23 per presentare l’istanza di riduzione del tasso medio per prevenzione e la Guida alla compilazione delle domande che verranno inoltrate nel 2020, in relazione agli interventi migliorativi delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia, adottati dalle aziende nel 2019.

A seguito della revisione dell’intero sistema delle tariffe dei premi INAIL (D.I. 27/2/2019) sono stati ricondotte ad un unico articolo (art. 23) le azioni che portavano alla riduzione del tasso Inail per prevenzione previste dalla normativa precedente (DM 12.12.2000) per il primo biennio di attività dall’art. 20 (Modello OT20) e dopo il primo biennio di attività dall’art. 24 (Modello OT24).

Il nuovo Modello OT 23 vale, dunque, per tutte le imprese, sia nel primo biennio di attività della PAT sia dopo il primo biennio di attività, e prevede l’attuazione di azioni migliorative per prevenzione che riprendono quelle del Modello OT24 dell’anno scorso, salvo alcune modifiche.

Per le aziende che dimostrano azioni migliorative introdotte nell’anno 2019 la differenza sostanziale risulta essere la misura della riduzione:
– nei primi due anni di attività della PAT, la riduzione è in misura fissa pari all’8%;
dopo il primo biennio di attività della PAT, la riduzione non è modificata e rimane dal 28% al 5% in relazione al numero di lavoratori-anno.

Le modalità di compilazione e di trasmissione del nuovo Modello OT23, nonché la scadenza per la presentazione sono sostanzialmente quelle previste dal Modello OT24 dell’anno scorso, pertanto la compilazione e la trasmissione è da effettuarsi in modalità esclusivamente telematica tramite applicativo presente nei servizi on line dell’Inail entro il 29 febbraio 2020 unitamente alla documentazione probante richiesta.

Per informazioni rivolgersi all’ufficio Ambiente e Sicurezza di CNA Pisa: 

Marcello Bertini 
bertini@cnapisa.it

Linda Desideri 
desideri@cnapisa.it

In Italia un bagnino su 5 è donna

In Italia l’acqua è ancora più rosa. È donna quasi un bagnino su cinque. I bagnini operativi sono 14.750 I maschi sono 12.390 (l’84 per cento). Le donne sono 2.360, il 16 per cento (il 2 per cento in più dello scorso anno).

Perché le donne sono in aumento in un settore che nell’immaginario collettivo è maschile per antonomasia?
Quasi certamente per le capacità organizzative, per l’accuratezza nel lavoro, per la comprensione verso i bagnanti.

Non solo Federica Pellegrini, Simona Quadarella e, ultima, Benedetta Pilato. In Italia l’acqua si tinge di rosa anche al di fuori delle piscine da competizione. In riva al mare, ai laghi, ai fiumi e a bordo delle piscine. Dove sempre più donne si dedicano all’assistenza dei bagnanti. Fanno il bagnino, insomma, in versione nuovo millennio. Un’attività che, come molte altre, è profondamente mutata negli ultimi lustri: esige nuove e più approfondite doti professionali. E ha aperto le porte alle donne come, in un passato non troppo lontano, nemmeno era lecito sognare.

Lo dimostra la fotografia dell’assistenza ai bagnanti nel nostro Paese scattata da CNA Turismo e Commercio. I bagnini operativi in Italia sono in tutto 14.750, di cui 11mila addetti direttamente al salvamento. I maschi sono 12.390 (84 per cento del totale), le donne 2.360, vale a dire il 16 per cento, il 2 per cento in più dell’anno scorso. Si tratta di un’attività per giovani, ma non per giovanissimi, essendo richiesta maturità e freddezza: solo il 35 per cento del totale ha meno di 40 anni. La predominante stagionalità dell’attività impone che il 90 per cento dei contratti sia a tempo determinato. La retribuzione media annua di un assistente bagnante si fissa poco sotto i 9mila euro. A livello di istruzione scolastica, il 61,2 per cento degli assistenti bagnanti si è fermato alla scuola dell’obbligo, il 15,8 per cento ha conseguito il diploma secondario, il 2 per cento è in possesso di diploma universitario e il 21 per cento ha frequentato corsi di formazione professionale. Sei addetti su dieci prestano la propria attività nelle imprese fino a 9 dipendenti, il 31 per cento nelle imprese tra dieci e 49 addetti, il 9 per cento nelle imprese da 50 occupati in poi. Quasi un’impresa su 10 (per la precisione il 9 per cento) denuncia difficoltà a reclutare forza lavoro specializzata. L’attività, peraltro, ha raggiunto un certo grado di sofisticazione: si richiede una maggiore preparazione rispetto al passato, esperienza acquisita sul campo, la frequenza di corsi di aggiornamento.

Ma a che cosa è dovuta la crescita dell’occupazione femminile in questo settore che, nell’immaginario collettivo, è maschile per antonomasia? Probabilmente alla maggiore propensione femminile verso alcune doti richieste da quest’attività: le capacità organizzative, l’accuratezza, la comprensione. Le regioni che occupano più donne sono, nell’ordine, Calabria (oltre il 21 per cento degli assistenti in attività), Trentino Alto Adige (8,5 per cento), Veneto (8,4 per cento), Campania (6,6 per cento), Emilia Romagna (6,2 per cento). L’età media delle assistenti bagnanti è di 18 anni, molto bassa, tanto che diverse tra di loro non hanno ancora completato l’iter scolastico. Tra le più grandi è diffusa la scolarità medio-superiore con picchi di diplomate del 18 per cento in Emilia Romagna, del 14,9 per cento in Calabria e del 12,1 per cento in Campania. In crescita è anche la presenza di immigrati. In tutto sono 1.430, rappresentano il 9,7 del totale e registrano in un solo anno un incremento del 2,86 per cento. Disaggregando questo dato sono il Friuli Venezia Giulia (con il 21,3 per cento) e la Liguria (con il 14,5 per cento) le regioni dov’è più forte la presenza di immigrati tra gli assistenti bagnanti. A seguire Puglia (6,8 per cento), Marche e Sicilia.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Leggi la rassegna stampa del 4 agosto

MOTORIZZAZIONE PISA – Rischio chiusura inaccettabile

Anche CNA con il Presidente Matteo Giusti, e i portavoce dei mestieri del trasporto Roberto Calvani per il Merci, Riccardo Bollelli per Ncc e Bus e Claudio Sbrana per i Taxi, ritiene “inaccettabile per una città ed un territorio come Pisa perdere un servizio essenziale per la circolazione dei mezzi di trasporto per i cittadini e per le imprese – si legge in una nota firmata da CNA Pisa”.

“Aggravi di costi, ulteriori perdite di tempo non sono ammissibili. Si trovi una sede idonea e con tutte le funzioni: quindi sia amministrative che pratiche come collaudi, revisioni e prove pratica di esame”

“Anche solo mantenere le funzioni amministrative in una sede centrale come le già ipotizzate sedi di lungarno Simonelli o Piazza Carrara potrebbe essere accettabile nel breve periodo, ma certo pensando anche a come coprire le altre attività di fondamentale utilità per il territorio come collaudi e revisioni che invece dovrebbero trovare una risposta adeguata. Già da inizio 2017 insieme al Comitato per la Difesa della Motorizzazione che avevamo promosso con Amici di Pisa e con le sigle sindacali delle agenzie di pratiche automobilistiche e le autoscuole, avevamo individuato alcune ipotesi di soluzione (Ospedaletto) per cui erano state registrate aperture da parte di altri soggetti istituzionali. Questo non è il momento delle divisioni, o delle singole medaglie: tutti, forze politiche e istituzioni a partire dal Ministero dei Trasporti devono lavorare per lo stesso obiettivo.

Perdere la Motorizzazione sarebbe una sconfitta per tutti”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

VIABILITÀ REGIONALE – Autostrade A11 e A12, sconto del 50 % per mezzi con Telepass  

La Fita CNA in seguito ad una riunione con la Regione Toscana ha chiesto e ottenuto l’adozione di due efficaci misure compensative dei disagi per i lavori di manutenzione in Fi Pi Li. La Regione Toscana promuove un’agevolazione tariffaria sulle autostrade A11 e A12 di competenza Autostrade per l’Italia e SALT (Società Autostrada Ligure Toscana).

Tale iniziativa, prevista per alleggerire il traffico da possibili ulteriori congestionamenti causati dall’incolonnamento di mezzi pesanti, coinvolge i titolari di contratto Telepass con viacard che effettuino esclusivamente transiti nelle

tratte indicate ai punti successivi (c) con veicoli di classe di pedaggio 3, 4 e 5.

Chi ha diritto allo sconto: titolari di contratto Telepass con viacard che effettuino transiti nelle tratte indicate al punto C con mezzi pesanti (veicoli di classe 3, 4 e 5 ovvero autoveicoli o convogli a 3 Assi, 4 e 5 assi).

Sconto: sconto del 50% della tariffa base di competenza di ASPI e SALT, in base alle rispettive competenze, solo se il transito sarà effettuato con il mezzo di pagamento telepass in vigenza di un contratto Telepass con Viacard esclusivamente tra le entrate ed uscite descritte al punto successivo.

L’importo della quota scontata verrà evidenziato in fattura con la descrizione “Agevolazione Tariffaria A11 e A12.

Entrate/Uscite (origine/destinazione): esclusivamente per i transiti bidirezionali con le seguenti origine/destinazione, durante tutta la durata dell‘iniziativa sulla viabilità della Fi-Pi-Li:

• Firenze Ovest- Pisa Nord • Firenze Ovest – Pisa Centro • Firenze Ovest – Livorno

• Firenze Scandicci – Pisa Nord • Firenze Scandicci – Pisa Centro • Firenze Scandicci – Livorno

• Calenzano – Pisa Nord • Calenzano – Pisa Centro • Calenzano – Livorno

• Firenze Impruneta – Pisa Nord • Firenze Impruneta – Pisa Centro • Firenze Impruneta – Livorno

• Firenze Sud- Pisa Nord • Firenze Sud – Pisa Centro • Firenze Sud – Livorno

• Prato est – Pisa Nord • Prato est – Pisa Centro • Prato est – Livorno

Data avvio iniziativa: 30 luglio 2019

Durata dell’iniziativa: periodo sperimentale dal 30 luglio al 30 settembre 2019. Al termine del periodo sperimentale l’iniziativa proseguirà fino al 31 gennaio 2020 (periodo da confermare nelle prossime comunicazioni).

SCONTO IN FATTURA – Mazzata da 20 milioni di euro per le Pmi impiegate nelle ristrutturazioni

CNA Pisa rinnova l’appello ai parlamentari

Per i fatturati delle piccole e medie imprese del settore ristrutturazioni (edilizia impianti serramenti) è già arrivata una mazzata da venti milioni di euro l’anno.

In meno, ovviamente.

Sono gli effetti dell’art 10 del decreto crescita che prevede lo sconto in fattura diretto da parte dell’impresa in caso di bonus fiscali per ristrutturazioni, ecobonus e sismabonus. Da qui una serie di iniziative da parte di CNA Pisa: l’appello ai parlamentari eletti nel territorio, petizioni, adesione ai ricorsi in sede di nazionale ed europea, richiesta di impugnazione da parte della Regione Toscana. CNA Pisa si è mobilitata da oltre un mese per modificare il famigerato art. 10 del Decreto Crescita, quello che prevede lo sconto in fattura per spese di ristrutturazione, Ecobonus e Sismabonus che di fatto azzera le possibilità di fare i lavori da parte delle pmi locali: una mazzata appunto da venti milioni l’anno pari al volume degli interventi in provincia di Pisa secondo gli ultimi dati disponibili di Enea.

“Deve essere chiaro che lo sconto in fattura previsto per Ecobonus e Sismabonus nel Decreto crescita altera la concorrenza danneggiando le piccole e medie aziende – così Matteo Giusti presidente di CNA Pisa introduce il tema, molto sentito fra le imprese impegnate nel settore delle ristrutturazioni- Per questo, ci siamo mobilitati a tutti i livelli con tutte le categorie interessate; edilizia, impianti e serramenti. Ma ora chiediamo un impegno diretto anche ai parlamentari del nostro territorio che hanno già ricevuto l’appello a modificare la norma lanciato da CNA Toscana. Ed in ogni caso non rinunceremo a proseguire con tutte le forme possibili, la mobilitazione avviata sinora”.

CNA ha infatti avviato un procedimento amministrativo davanti alla Commissione europea e all’Autorità garante della Concorrenza ed il Mercato affinché venga accertata l’illegittimità dell’art. 10 della L. 58/2019 (Decreto Crescita) per violazione del diritto comunitario e/o nazionale della concorrenza. Attivissima anche la petizione “bisogna contare fino a 10” rintracciabile sul sito www.cnapisa.it  cui si può aderire che ha raccolto già migliaia di adesioni.

“Il provvedimento recentemente varato dal Parlamento – sottolinea Marco Ammannati portavoce CNA Impianti Pisa  – ha convinto il sistema CNA ad avviare una mobilitazione nazionale a tutela delle piccole imprese per ricorrere sia all’Antitrust che alla Commissione europea. L’obiettivo? Ottenere la cancellazione dell’articolo 10 del DL Crescita che riteniamo un tentativo di favorire la concentrazione del mercato della riqualificazione energetica nelle mani di pochi operatori, con conseguente alterazione della concorrenza, rappresentando un indebito aiuto di Stato per le grandi imprese a danno delle piccole e medie”.

Parliamo di un mercato rilevante visto che, secondo l’ultimo Rapporto Enea i lavori di efficientamento energetico del patrimonio edilizio in Italia nel 2018 sono stati 334mila con 3,3 miliardi di euro di investimenti. In Toscana sono stati nel 2017 ben 30.408 per un importo complessivo di mln € 214,9,  con risparmio energetico 70,3GWh/anno mentre in provincia di Pisa gli stessi numeri indicano che nel 2017 si parla di quasi 20 milioni di euro di importo lavoro (€19,3mln, per la precisione)con 6,5 GW/h risparmiati (ultimi dati disponibili sito ENEA rapporto bonus ristrutturazioni 2018 reperibile sul sito http://www.agenziaefficienzaenergetica.it/allegati/REPORT_DETRAZIONI_2018__COMPLETO.pdf

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)