Demanio idrico e nuovo sistema di tariffazione regionale – Non tutti tirano un sospiro di sollievo!

CNA Area Cuoio e Assa, presa di posizione congiunta: “Penalizzate le piccole imprese”

Di seguito il testo congiunto fra CNA Area Cuoio e ASSA sul tema delle nuove tariffe del Demanio idrico per gli emungimenti di acqua deliberati dalla Regione Toscana.

“In questi ultimi due giorni le cronache locali riportano con grande evidenza le dichiarazioni di rappresentanti del Distretto Industriale, che valutano positivamente gli effetti che la delibera n. 889 del 07.08.2017 porterà alle casse dei contribuenti, magnificando riduzioni di costi e sconti per le imprese. Peccato che non sia così o almeno non lo sia per le piccole e piccolissime aziende del comparto contoterzisti in particolare. Chi consuma meno di 3000 metri cubi annui vedrà nel 2017 un ulteriore aumento rispetto al 2016 anno nel quale le tariffe erano anche quadruplicate rispetto al 2015.

Per verificarlo basta applicare la portata annua della concessione al “calcolatore” predisposto dalla Regione (si tratta di un foglio excel di uso semplicissimo).

Un esempio: per una concessione annua di 2000 metri cubi si pagavano nel 2015 (competenza provinciale) 400 euro, col passaggio alla Regione delle competenze, nel 2016 si è pagato 1.760 euro (aumento di quasi il 400%) e con la nuova tariffazione “agevolata”, nel 2017 si pagherà ben 2.043 euro (+ 16% sul 2016 e  quindi un aumento  totale sul 2015 del 410%).

Non c’è male per un metodo che avrebbe dovuto rendere più giusta ed equilibrata la tariffa spropositata applicata nel 2016.

E’ sempre la solita storia: le piccole aziende penalizzate in favore delle grandi! Come dire: meno acqua di falda consumi e più ti penalizzo!!

E’ l’effetto perverso della scelta di portare a 1.800 euro la quota annua fissa (600 x 3), scelta la cui negativa incidenza è stata più volte segnalata e criticata sia da ASSA che da CNA a tutti i tavoli locali e regionali nei quali siamo stati chiamati ad esprimere una opinione. Nel caso delle aziende terziste del distretto, poi sarà anche impossibile accedere al complesso ed  articolato sistema di sconti previsto dalla delibera. Quindi “becchi e bastonati”, come si dice dalle nostre parti.

Abbiamo chiesto un incontro con il livello dirigenziale Regionale e auspichiamo che ci venga concesso a breve. Chiederemo un accordo che preveda alcune deroghe per il comparto conto terzi del Distretto o, almeno, la possibilità di una interpretazione “flessibile” degli sconti che consenta alle aziende terziste di poterne beneficiare almeno in parte”.

CNA Area Cuoio
ASSA Santa Croce                       

Chiusura TMM – Interviene CNA: “Solidarietà a TMM, pronti per un tavolo su tutto l’indotto”

Rolando Pampaloni, Direttore CNA Pisa: “Dobbiamo occuparci del futuro delle produzioni meccaniche in Valdera, oltre che cercare di scongiurare questa chiusura che sarebbe oltremodo drammatica per dimensioni e specializzazione dell’azienda”

“La crisi Tmm segue altre chiusure, altre emergenze ormai alle spalle che testimoniano un progressivo impoverimento di addetti e di aziende che perdura da anni – osserva il Sirettore CNA, Rolando Pampaloni, nel soffermarsi sul tema del tessuto produttivo che ha caratterizzato la Valdera nell’ultimo secolo -. Dobbiamo occuparci del futuro delle produzioni meccaniche in Valdera, oltre che cercare di scongiurare questa chiusura che sarebbe oltremodo drammatica per dimensioni e specializzazione dell’azienda. Per questo siamo assolutamente solidali con i dipendenti della TMM, ma vogliamo anche rivolgere un pensiero ai titolari. Perché per arrivare ad una decisione così drastica e drammatica significa che prima sono state tentate tutte le strade possibili. Per un imprenditore chiudere le proprie porte, è un atto estremo e significa che di porte chiuse, prima di farlo, ne ha trovate parecchie. Di fronte alla impossibilità di andare avanti per mancanza di commesse e di lavoro, ad una impresa non rimane che ammettere la sconfitta e chiudere. Ma siamo certi che la voglia di trovare una soluzione alternativa si può sempre alimentare ed è su questo fronte che occorre concentrare gli sforzi di tutto il territorio e di tutta la comunità”.

“Siamo preoccupati non solo per TMM, ma per tutto l’indotto che si sta lentamente, inesorabilmente dissanguando. Queste sono chiusure annunciate e senza una svolta nelle politiche di approvvigionamento della casa madre, e nel contempo la ricerca di commesse alternative. Crediamo che il futuro riserverà altre amare situazioni che però sarebbe evasivo o peggio ipocrita, qualificare come sorprese. Noi siamo pronti insieme a quello che rimane del tessuto produttivo locale, alle altre organizzazioni imprenditoriali, a metterci ad un tavolo, già proposto in passato purtroppo inascoltati, per individuare le soluzioni che possano nel tempo portare al consolidamento e alla ripresa di un patrimonio di saperi e professionalità che non va disperso”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

CNA Pisa ti augura Buone Ferie

Gli uffici di CNA Pisa resteranno chiusi dal giorno 11 al giorno 28 agosto 2017.

Per comunicazioni usare i nostri indirizzi di posta elettronica.

Accise sui carburanti per autotrasporto – CNA Fita chiede un incontro urgente con l’Agenzia delle Dogane

CNA Fita chiede un incontro urgente con l’Agenzia delle Dogane sul tema delle cisterne private utilizzate dalle imprese

CNA Fita è pronta a chiedere un incontro urgente con i vertici nazionali dell’Agenzia delle Dogane per discutere le iniziative di alcune sedi periferiche della stessa Agenzia, che intendono revocare il credito di imposta sulle accise dei carburanti per autotrazione, per presunte violazioni amministrative riguardanti l’istallazione delle cisterne private utilizzate dalle imprese.

“E’ un problema che va affrontato subito” – ha dichiarato il Presidente di CNA Fita Patrizio Ricci. “La normativa amministrativa vigente, in tema di installazione di depositi  privati di gasolio  per il rifornimento delle imprese di autotrasporto, lascia spazio a diverse e difformi interpretazioni. Per questo motivo è necessario utilizzare la massima cautela onde evitare gravi conseguenze per le imprese”.

“E’ utile inoltre ricordare – ha proseguito Ricci – che sugli impianti di distribuzione ad uso privato, ci sono sentenze che, contrariamente a quanto sostenuto dall’Agenzia delle Dogane, sanciscono che la loro installazione ed il relativo esercizio senza l’autorizzazione comunale, è senz’altro  sanzionabile  da parte dell’Ente comunale. Ma questa eventuale irregolarità  non può in nessun modo incidere sul beneficio accordato dalla legge sul gasolio consumato per il trasporto di merci”.

“Dobbiamo rapidamente correggere questa errata interpretazione delle norme – ha concluso Ricci – che metterebbe in ginocchio molte delle imprese coinvolte”.

 

Centro Studi – L’agroalimentare di qualità: una eccellenza dell’artigianato e una risorsa per il turismo

Italia prima al mondo per prodotti agroalimentari di qualità

Per l’Italia il turismo costituisce una risorsa fondamentale che non esaurisce le sue potenzialità nelle visite delle città d’arte o nella permanenza in luoghi di villeggiatura.

Sempre più il turista che visita l’Italia è attratto dalla possibilità di potere vivere esperienze uniche nelle quali si fondono insieme arte, natura, shopping e enogastronomia. In altre parole l’attrattività del nostro Paese deriva dalle produzioni del Made in Italy oltre che su un patrimonio artistico e paesaggistico unico al mondo.

Tra le produzioni del Made in Italy maggiormente attrattive vi è sicuramente l’enograstronomia che rappresenta un asset che, alla stregua di quello artistico e culturale, permette all’Italia di vantare diversi primati.

L’Italia è infatti il primo Paese al mondo per numero di prodotti agroalimentari di qualità. Con 269 riconoscimenti Dop (Denominazione di origine controllata), Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionali garantite) conferiti dall’Unione Europea, il nostro Paese occupa il gradino più alto in un podio nel quale al secondo posto figura la Francia (219 riconoscimenti) e al terzo la Spagna (180 riconoscimenti).

Questi dati appaiono ancor più rilevanti quando tradotti in termini di quote percentuali: a livello mondiale il 21,5% delle produzioni agroalimentari di qualità sono italiane mentre il 61,5% proviene da quattro paesi che si affacciano sul Mediterraneo (Italia, Francia, Spagna e Grecia).

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Interruzione idrica Pisa – I consigli dell’esperto per non danneggiare lavatrici e lavastoviglie

I consigli giusti per i disagi dello stop al servizio idrico a Pisa il 10 agosto li ha dati Marco Ammannati, Presidente CNA Impianti Pisa, intervistato oggi (9 agosto) da La Nazione: ecco un estratto dell’articolo

LO STOP all’erogazione idrica in tutte le case e le attività commerciali per un giorno intero determinerà anche una serie di accortezze da parte degli utenti per preservare gli impianti.

«È opportuno – sottolinea Marco Ammannati, presidente di Cna impianti – disattivare l’autoclave per mantenere intatte le riserve di acqua e non rischiare di riempire i serbatoi con i residui e la sporcizia che arriveranno dai tubi quando sarà ripristinata l’erogazione. Ma soprattutto è assolutamente sconsigliabile l’utilizzo di lavatrici e lavastoviglie durante il periodo dello stop e nei minuti immediatamemnte successivi alla ripresa».

Secondo Ammannati è consigliabile anche farsi una scorta d’acqua per sopperire alla necessità giornaliere, ma soprattutto, spiega, «è opportuno riattivare questo tipo di elettrodomestici solo dopo avere verificato personalmente che l’acqua che scorre dai rubinetti è di nuovo trasaprente dopo l’intervento di manutenzione, per non rischiare di danneggiare gli apparecchi mettendo in circolo acqua sporca o con residui terrosi».

«Per farlo con sicurezza – conclude Ammannati – è preferibile lasciare scorrere l’acqua per alcuni secondi, meglio se da un rubinetto nei pressi del contatore, per chi ha giardini o orti, perché è da lì che poi l’acqua raggiunge i rubinetti di casa: quando è trasparente e pulita significa che si è tornati alla normalità e può riprendere la vita di tutti i giorni».

Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
 – Contributo sostegno di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale

Il MIUR intende creare e stimolare un ecosistema favorevole allo sviluppo “bottom up” di progetti rilevanti attraverso forme di Partenariato pubblico-privato che integrino, colleghino e valorizzino le conoscenze in materia di ricerca e innovazione. Sono ammissibili progetti di Ricerca Industriale e non preponderante Sviluppo Sperimentale nelle 12 Aree di specializzazione così definite:

  • Aerospazio;
  • Agrifood;
  • Blue Growth; 
  • Chimica;
  • Cultural Heritage; 
  • Design, creatività e Made in Italy; 
  • Energia; 
  • Fabbrica Intelligente; 
  • Mobilità sostenibile;
  • Salute; 
  • Smart;
  • Secure and Inclusive; 
  • Tecnologie per gli Ambienti di Vita.

Ciascun Progetto deve prevedere un totale di costi complessivi ammissibili, come esposti in domanda, compresi tra un minimo di 3.000.000,00 € e un massimo di 10.000.000,00 €.

Entità del contributo

I Progetti sono ammessi all’agevolazione nella forma del contributo alla spesa (fondo perduto), nel rispetto delle seguenti intensità di aiuto:
1. Ricerca Industriale: nel limite massimo del 50% dei costi considerati ammissibili;
2. Sviluppo Sperimentale:  nei limiti del 25% incrementabile sino ad un massimo del 50% per le PMI e del 40% per le Grandi Imprese;  in misura pari al 50% per tutti gli altri soggetti ammissibili.

Termine per la presentazione della domanda

Le domande possono essere presentate fino al 9 novembre 2017.

Prestazioni di lavoro occasionale – Intermediari e strumenti di pagamento elettronico

L’INPS comunica l’estensione dell’operatività della piattaforma telematica attraverso la quale gestire le prestazioni di lavoro occasionale (Libretto di famiglia e Contratto di prestazione occasionale) alle seguenti funzioni:
– accesso agli intermediari di cui alla legge n.12/79 (Consulenti del lavoro, servizi e CAF costituiti dalle associazioni di categoria delle imprese artigiane, ecc.);
– accesso agli enti di patronato (L. n.152/2001) esclusivamente per i servizi erogati al prestatore e agli utilizzatori del Libretto famiglia;
– utilizzo di strumenti di pagamento elettronico attraverso il Portale dei pagamenti INPS.

Le nuove funzioni sono disponibili a decorrere dal 31 luglio 2017.

A partire dal 31 luglio 2017 è possibile versare le somme necessarie per alimentare il c.d. portafoglio virtuale dell’utilizzatore attraverso strumenti di pagamento elettronico esclusivamente dal Portale dei Pagamenti INPS – sezione Prestazioni Occasionali, attraverso l’utilizzo delle credenziali personali dell’utilizzatore (PIN Inps, Carta Nazionale dei Servizi o dello SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Il Portale dei Pagamenti INPS dà accesso a tutte le modalità di pagamento elettronico “pagoPA” di Agid per l’acquisto di titoli di pagamento per Libretto Famiglia, per il versamento delle somme per il Contratto di Prestazione Occasionale e la visualizzazione e stampa delle ricevute dei pagamenti effettuati tramite PagoPA. Con l’occasione l’INPS riprende anche le modalità di versamento tramite F24 senza introdurre alcuna novità nel merito.

Situazione Bando di qualifica restauratori

Il 19 luglio si è svolta a Firenze una riunione congiunta fra ARI, CNA e Confartigianato per fare una prima valutazione e decidere la strategia futura anche alla luce del nuovo decreto che istituisce la nuova Commissione e proroga i tempi di esame fino al 31/12/2017.

Analizzando il decreto di fatto appare evidente che si tratta non di un atto di proroga ma di un esautoramento della vecchia commissione, istituendone una nuova, tutta di nomina interna. Il che se da un lato conferma la validità della nostra azione, con il ricorso al TAR presentato circa un anno fa, dall’altro ci fa  temere che i tempi previsti per la conclusione dell’istruttoria dal nuovo atto posti al 31/12/2017, difficilmente saranno rispettati.

A tutt’oggi non è dato di sapere quante sono le domande esaminate, quante approvate, quante respinte e quante necessitano di un integrazione documentale. Nemmeno durante l’interrogazione parlamentare del 13 luglio la Sottosegretaria Borletti Buitoni ha citato dati o ha fornito risposte convincenti. Ma non è certo possibile continuare di questo passo.

Per cui la decisione, condivisa dalla tre associazioni, di continuare sia nell’azione legale che nell’azione politica.

L’azione politica

Il principio dell’azione politica, ma come di quella legale, non è quella di ostacolare le attività della Commissione o del MIBACT, quanto invece quella di riuscire a portare a termini e finalmente un iter di qualificazione iniziato ben 23 anni fa e a tale scopo si è valutato come opportuno:

–        Avere al più presto un incontro con il Ministro Franceschini

–        Convocare a settembre una conferenza stampa

–        Contattare i parlamentari di riferimento per altre interrogazioni, coinvolgendo la commissione cultura di Camera e Senato e a tale scopo in allegato inviamo l’elenco dei componenti.

L’azione legale

Come già comunicato con decreto n. 62 del 30.06.17 il Direttore Generale della Direzione Generale Educazione e Ricerca del Ministero dei Beni e delle Attivitá Culturali e del Turismo ha sostituito i membri della Commissione incaricata di esaminare le domande relative alla procedura per l’acquisizione della qualifica di restauratore e ha nuovamente prorogato il termine per la conclusione della procedura al 31.12.17. La CNA nell’ambito delle azioni giudiziali giá promosse e tuttora pendenti a tutela dei propri iscritti presenterá ricorso per motivi aggiunti anche contro questo nuovo provvedimento di proroga.
La nuova azione giudiziale si inserisce quale necessario complemento del contenzioso già in corso pendente innanzi al Tar del Lazio avverso il provvedimento con cui è stato istituito l’elenco parziale dei restauratori e il provvedimento con cui è stato prorogato per la prima volta il termine al 30.06.17.

Come CNA intendiamo inoltre proseguire nell’attività di monitoraggio e verifica dei lavori della commissione e a tal fine verranno predisposti dal nostro legale, al fine di verificare quante domande sono state sinora esaminate e lo stato della domanda personale.

–         un modello di istanza di accesso agli atti, per coloro che hanno partecipato al ricorso;

–        un modello di istanza di accesso civico che potrá  essere inviata da tutti coloro che hanno presentato la domanda nella procedura per l’ottenimento della qualifica indipendentemente dalla partecipazione al ricorso. Sull’accesso civico abbiamo riscontrato la netta opposizione della Confartigianato.

Qui di seguito: 

–        Nota su differenza tra accesso civico e accesso agli atti: ACCESSO CIVICO_accesso agli atti

–        Elenco dei parlamentari della Commissione Cultura di Camera e Senato: commissione cultura camera e senato

Indagine CNA – Gli italiani hanno speso 18 miliardi in impianti antifurto e porte blindate per proteggere la propria casa

Per evitare intrusioni impreviste dentro casa quattro famiglie italiane su dieci hanno installato un impianto antifurto e/o, nella stessa percentuale, una porta blindata
Per proteggere l’abitazione, insomma, gli italiani hanno speso oltre 18 miliardi di euro. Lo svela una indagine condotta da CNA Installazione e Impianti tra le imprese associate.
Secondo l’Istat, le famiglie italiane sono circa 16,5 milioni. Un impianto antifurto di qualità comprensivo di centralina, sensori esterni e interni, sirena e combinatore telefonico costa mediamente 1500 euro. Una porta blindata 1300 euro.
Italiani super-prudenti, allora?
No, stando ai dati del ministero dell’Interno e dell’Istat. Nel 2016 i furti in abitazioni ed esercizi commerciali denunciati sono stati 330.598, vale a dire quasi 904 al giorno e 38 all’ora. Secondo il Servizio analisi criminale della polizia, circa 300 in meno che nel 2015. Poca cosa rispetto a un reato che genera un giustificato allarme sociale. E, comunque, un numero probabilmente approssimato per difetto, considerato che solo sette responsabili di furti su cento vengono arrestati. Un dato che non invita alla denuncia, piuttosto alla frustrazione. Nel decennio 2006/2015 l’Istat ha registrato poco meno di due milioni di furti nelle sole abitazioni, con un incremento pari al 94 per cento tra 2006 e 2015. Un’enormità. Che colloca l’Italia nella fascia alta della graduatoria europea stilata da Eurostat-Unodc, dalla quale risulta che nel rapporto popolazione/furti in appartamento il nostro Paese è sesto, dietro Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia, superando di gran lunga i “pari taglia” Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.
Se oltre 330mila furti rappresentano un’enormità in sé, rispetto a 16,6 milioni di famiglie e a 24 milioni solo di abitazioni occupate (dati Istat) sono una quota obiettivamente ridotta. E se non sembra pagare la paura della giustizia, visto il numero ridottissimo di arresti per furto, evidentemente a pagare è la prevenzione. Dopo anni in cui ci si è affidati al fai-da-te, al vicino o alla provvidenza, ma con scarso successo. Anche se ancora troppe persone sembrano attendere il primo furto, o se va bene il primo tentativo di furto, per correre ai ripari. Un comportamento molto rischioso, soprattutto all’approssimarsi del grande esodo estivo.
Ma come fare per evitare brutte sorprese al rientro dalle ferie?
  1. Non dire sui social che si è in vacanza: innanzitutto – segnala CNA Installazione e Impianti – evitando di postare sui social media foto delle proprie vacanze in luoghi lontani mentre si è ancora in ferie. Molti, infatti, non resistono alla tentazione di far conoscere ad amici e conoscenti, ma anche a sconosciuti follower, quanto trasparenti siano le acque o quanto bianche siano le spiagge dei luoghi in cui si è scelto di villeggiare, con la spiacevole conseguenza di rendere noto a tutti, quindi anche ai malintenzionati,  che non si è in casa e non si è intenzionati a tornare presto.
  2. Dotarsi di un impianto antintrusione: poi, è necessario installare un impianto antintrusione che può andare da una semplice inferriata alle finestre ai vetri antisfondamento, dalla porta blindata o ai più sofisticati impianti antifurto con allarme e telecamere di sorveglianza.
Oltre agli allarmi antifurto e alle porte blindate, dall’indagine di CNA Installazione e Impianti emerge che le famiglie italiane hanno installato anche:
  • tapparelle metalliche con bloccaggi (17%),
  • grate di protezione (14,8%),
  • telecamere (19%).

Un consiglio

Per ogni intervento CNA Installazione e Impianti raccomanda di affidarsi a installatori abilitati.

Va ricordato, inoltre, che il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, entrato in vigore il 24 maggio 2016, ha un notevole impatto sulla videosorveglianza in quanto per poter garantire l’utilizzo corretto delle telecamere sono richieste competenze specifiche.

Le famiglie che non hanno problemi di bilancio possono adottare soluzioni più complesse che prevedono una miscela di sistemi anti-intrusione e  sistemi domotici  per tenere sotto controllo la propria casa da remoto tramite tablet o smartphone. Basta infatti programmare l’accensione delle luci a determinati orari (magari non sempre gli stessi) per simulare, a esempio, una presenza in casa che potrebbe indurre i ladri a rinunciare al furto.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)