AGEVOLAZIONI per l’assunzione di personale dipendente

Egregio IMPRENDITORE, 

questa è una lunga comunicazione ma molto utile per valutare quali agevolazioni sono in scadenza al 31 dicembre 2016 e che sono interessanti nel caso tu voglia stabilizzare alcuni tuoi collaboratori. Per questo ti chiediamo di leggere con attenzione e fino in fondo questa comunicazione.

Con l’avvicinarsi del termine dell’anno ed il varo della Legge di STABILITÀ/BILANCIO per l’anno 2017 riteniamo utile sottolineare alcune delle agevolazioni all’assunzione di personale dipendente che verranno meno con il prossimo 31/12
  •  1) Agevolazioni derivanti dall’assunzione di soggetti mobilità (art. 8 c2/art 25 c9/art 8 c 4 legge 223/91) ovvero loro “trasformazione” a tempo indeterminato;

  • 2) Datore occupante fino a 9 dipendenti che assume apprendisti dal 01/01/2012 al 31/12/16 (legge 183/11-art 22) per il quale si poteva abbattere ulteriormente la contribuzione;

  • 3) super bonus GaGi (decreto direttoriale 16 / 2016) per l’assunzione di giovani ex tirocinanti extra-curriculari terminati entro il 31/01/2016;

  • 4) incentivo biennale (legge 208 / 2015) dal pagamento dei contributi INPS a carico azienda nel limite del 40,00% dei medesimi e comunque di 3.250,00 euro all’anno per lavoratori che non siano stat occupati presso la stessa (o altra) azienda nei sei mesi precedenti, come lavoratore dipendente a tempo indeterminato e che vengonoassunti a tempo indeterminato (o trasformati a tempo indeterminato) ;

  • 5) lavoratori in CIGS (DL 148 / 1993 art. 4 c.3) da almeno 3 mesi occupati in azienda beneficiarie di CIGS da almeno 6 mesi per i quali in caso di assunzione spetta un incentivo pari al 50% dell’indennità di mobilità

Quindi, specificatamente in relazione al punto 4) incentivo biennale (BIEN) che verrà meno con le assunzioni e/o trasformazioni a tempo indeterminato che saranno effettuate a decorrere dal 01/01/2017, è forse opportuno fare delle valutazioni economiche che per pochi giorni di ritardo possono portare a conseguenze economiche assai diverse.

INVESTIRE NELLA STABILIZZAZIONE DEI CONTRATTI?

Questo lo spirito della presente comunicazione ovvero un invito a valutare l’opportunità di “investire” nella stabilizzazione dei contratti che sono già presenti in azienda o che intendete avviare con specifico riferimento a situazioni quali:

  1. assunti a tempo determinato,

  2. tirocini/stage,

  3. lavoratori “somministrati” a termine da Agenzie di lavoro interinale,

  4. contratti di collaborazione a progetto, come pure le c.d. mini co.co.co., vale a dire le prestazioni occasionali di durata complessiva non superiore a 30 giorni nel corso dell’anno solare salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo periodo fosse superiore a 5 mila euro; infine le collaborazioni svolte dai percettori di pensione di vecchiaia,

  5. prestazioni svolte dalle cosiddette p. IVA “mono-committenti”, soggetti alla riconduzione nell’alveo delle co.co.pro. al mancare di certe situazioni e di conseguenza al lavoro subordinato in assenza di progetto,

  6. contratti di associazione in partecipazione di lavoro (tipologia di rapporto abrogata dalla decorrenza del 01/01/2016).

Proprio queste ultime tre categorie di lavoratori meritano particolare attenzione in quanto dal punto di vista esclusivamente formale si deve ritenere che:

– l’azienda possa assumere a tempo indeterminato il soggetto precedentemente occupato nell’impresa con contratti di co.co.pro. o associato in partecipazione, beneficiando dello sgravio contributivo triennale, tenuto conto che lo stesso lavoratore non è stato occupato presso la stessa (o altra) azienda nei sei mesi precedenti, come lavoratore dipendente a tempo indeterminato avendo operato invece come lavoratore autonomo;

– tale assunzione sia ascrivibile tra quelle finalizzate alla creazione di “occupazione stabile” in considerazione del passaggio dalla co.co.pro. / associazione in partecipazione al lavoro dipendente a tempo indeterminato;

Tuttavia, parallelamente a tali considerazioni di carattere formale, è necessario effettuare ulteriori valutazioni di carattere sostanziale, al fine escludere in particolare l’esistenza di elementi che, in caso di controlli ispettivi, possono portare al disconoscimento della natura autonoma delle prestazioni rese dal lavoratore quando era co.co.pro. / associato in in partecipazione con conseguente riconduzione delle stesse nell’alveo del lavoro subordinato a tempo indeterminato ed all’eventuale successivo e relativo disconoscimento anche dell’esonero contributivo fruito dal momento in cui sono stati assunti come lavoratore dipendente a tempo indeterminato.

Ecco che con la duplice finalità di promuovere la stabilizzazione dell’occupazione mediante il ricorso a contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato e di garantire il corretto utilizzo dei contratti di lavoro autonomo, il legislatore della riforma ha introdotto una sorta di «sanatoria» delle pregresse pseudo-co.co.co. e delle prestazioni svolte dalle cosiddette partita IVA. L’art. 54 del D.Lgs. n. 81/2015 prevede, difatti, che dal 1° gennaio 2016, i datori di lavoro privati che assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato soggetti già parti di contratti di co.co.co./pro. ovvero titolari di partita IVA, potranno vedersi estinguere gli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all’erronea qualificazione del pregresso rapporto di lavoro (ovvio però che nel 2016 l’esonero dal versamento dei contributi risulterà ridotto).

Affinché vi sia l’effetto estintivo previsto dalla procedura di stabilizzazione in parola debbono, tuttavia, essere rispettate due condizioni:

a) I lavoratori devono sottoscrivere atti di conciliazione in «sede protetta» (vale a dire in una delle sedi di cui all’articolo 2113, co. 4, cod. civ., ovvero innanzi alle commissioni di certificazione di cui all’art. 76 del D.Lgs. n. 276/2003);

b) Il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore nei 12 mesi successivi (salvo che per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo).

La norma fa in ogni caso salvi eventuali illeciti accertati dagli organi di vigilanza prima dell’assunzione del lavoratore.

Peraltro dallo scorso 1° gennaio 2016, nel rispetto sostanziale e formale di specifici indici, le collaborazioni coordinate e continuative possono essere ancora legittimamente svolte senza uno specifico risultato e, volendo, senza limiti di durata ma gli si applicherà la disciplina del lavoro subordinato qualora risulteranno carenti di autonomia operativa in quanto “si concretano in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative e le cui modalità di esecuzione sono organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro”.

Per quanto precede, in attesa delle novità 2017 (ma che vedranno l’assenza dell’incentivo BIEN), risultano operative le seguenti agevolazioni:

1) Legge 92 / 2012 art.4 c8-11 (abbattimento contributivo del 50,00% per 18 mesi) per:
a) donne di qualsiasi età, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e residenti in aree svantaggiate (sono state definite le areee per il periodo 30/06/2014 – 31/12/2020)
b) donne di qualsiasi età, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi con professione o di un settore economico caratterizzati da una disparità occupazionale di “genere” di almeno il 25,00% in sfavore delle donne (decreto interm. 27/10/2016 per la definizione dei settori per il 2017)
c) donne di qualsiasi età, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi
d) Over 50 (uomini / donne) disoccupati da almeno 12 mesi.

2) Giovani genitori (decreto 19/11/2010)

3) Lavoratore in NASPI (beneficio contributivo del 2o% di quanto avrebbe ancora percepito il dicossupato) art.2 c.10bis Legge 92 / 2012;

4) lavoratori assunti a tempo determinato per sostituzione di maternità in aziende sino a 20 occupati (art. 4 D.Lgs 151 / 2001);

5) incentivo assunzione lavoratori Disabili (art. 10 D.Lgs 151 / 2015)

6) lavoratori in CIGS da almeno 3 mesi occupati in azienda beneficiarie di CIGS da almeno 6 mesi per i quali in caso di assunzione a tempo pieno ed indeterminato spetta una agevolazione consistente nell’applicazione dell’aliquota contributiva propria degli apprendisti (10,00%) (art. 4 c.3 Legge 236 / 1993)

Ovviamente il vs Consulente C.N.A. alle “PAGHE” resta a disposizione per valutare e verificare insieme a voi le singole posizioni e quindi prendere le decisioni più opportune mentre per il futuro non mancheremo di tenervi aggiornati sulla materia.

PER INFORMAZIONI: 

ROBERTO PISTOLESI
pistolesi@cnapisa.it
349 2381099


RIFORMA PA – Le novità che impattano sulle imprese dopo i primi decreti attuativi

Presentiamo le novità intervenute a seguito dell’adozione dei primi decreti attuativi della cosiddetta “Riforma Madia“, con un’attenzione particolare ai D. Lgs che impattano sulle imprese in termini di semplificazione.

In particolare presentiamo le novità intervenute sui seguenti temi:

  • SCIA
  • SCIA2
  • Conferenza dei Servizi
  • Codice dell’amministrazione digitale
  • Trasparenza e Foia
  • Sblocca procedimenti

A questo link il Comunicato dello scorso luglio dove la CNA esprimeva apprezzamento per le novità contenute nella riforma, nello specifico per i decreti su Conferenza di Servizi e nuova Scia.

Qui, sul sito di CNA nazionale, i link ai decreti delle singole parti trattate e il link alla Riforma della PA

(Fonte: Sito Cna)

Cerchi un’opportunità? Ti proponiamo un corso in Metal_P

Cerchi un’opportunità di formazione? Sei un NEET?

COPERNICO, Agenzia formativa di CNA Pisa, organizza il percorso formativo METAL_P, della durata complessiva  di 225 ore ad allievo, di cui 100 di stage, 120  di aula e 5 di accompagnamento.

Il corso è finalizzato al conseguimento della certificazione di competenze relativa alle UC n. 1519 Operazioni di saldatura e riparazione di parte meccanica e UC 1448 Esecuzione del pezzo meccanico alle macchine utensili della figura professionale “Addetto alla lavorazione, costruzione e riparazione di parti meccaniche” (n. 351)

Sbocchi occupazionali: aziende del meccanica e subfornitura meccanica

A CHI È RIVOLTO?

Cittadini residenti in Italia, di età compresa tra i 18 e i 29 anni, non inseriti in un percorso scolastico/formativo né impegnati in un’attività lavorativa (NEET), aderenti a Garanzia Giovani, con obbligo di istruzione assolto.

IMPORTANTE: Si specifica che la condizione di inoccupazione deve essere mantenuta per tutta la durata del percorso formativo.

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:

IMG_3326Eleonora Barbuto

050 876543

barbuto@cnapisa.it
copernico@cnapisa.it

 

 

 


 

Sono arrivate le Agende e i Calendari 2017!

E quindi cosa aspettate?

Passate a ritirarli! 🙂 

 

 

 

 


 

Versamento saldo IMU e TASI 2016: FAQ del MEF

Il Dipartimento delle Finanze del MEF ha reso pubbliche una serie di risposte a quesiti riguardanti la corretta individuazione delle aliquote applicabili per il versamento della seconda rata di IMU e TASI, in scadenza il 16 dicembre 2016.

Nelle risposte vengono riprese le regole generali per individuare le delibere applicabili in sede di saldo, e vengono forniti chiarimenti a dubbi sorti in considerazione della vigenza per l’anno 2016 del blocco degli aumenti dei tributi locali.

Nel documento di approfondimento (indicazioni operative) sono riepilogate sinteticamente tutte le risposte fornite dal MEF.

COMUNICHIAMO inoltre che le deleghe di pagamento F24 sono disponibili presso i nostri uffici per gli utenti dei servizi, compresi per i cittadini che fanno presso la CNA la dichiarazione dei redditi (ma è possibile elaborarle anche per coloro che ne facciano richiesta.

Per maggiori informazioni visita il sito del Dipartimento delle Finanze.


Finanziamenti ISI INAIL 2016: linee di indirizzo per la redazione del nuovo bando

L’INAIL ha definito le linee d’indirizzo per la redazione del bando ISI 2016, relativo alla concessione di incentivi economici alle imprese che investono in sicurezza sul lavoro.

Per la edizione ISI 2016, oltre a confermarne le regole di funzionamento, sono presenti diverse novità.

Si segnalano, fra le altre:

– Previsti quattro assi di finanziamento:

  1. ISI – generalista
  2. ISI – amianto
  3. ISI – micro e piccole imprese
  4. ISI – agricoltura

– Essendo previsto uno specifico bando, per gli anni 2016, 2017 e 2018 sono escluse dai bandi ISI – generalista le imprese agricole;

– Vengono riutilizzate le risorse non assegnate nei bandi precedenti;

– Viene previsto il superamento della creazione delle graduatorie tramite “click – day”;

– Almeno il 30% delle risorse previste verranno assegnate per il bando ISI – amianto;

– possibilità per le imprese ammesse al finanziamento e che non hanno potuto realizzare il progetto, sulla base di richieste motivate, di derogare dall’esclusione dal bando.

Nella delibera sono inoltre elencate per ogni regione le tipologie d’imprese, individuate tramite i codici ATECO, per le quali prevedere specifici bonus nei punteggi.

FINANZA – TRASMISSIONE DEI DATI DELLE FATTURE EX D.Lgs 127/2015

TRASMISSIONE DEI DATI DELLE FATTURE EX D.Lgs 127/2015 – LA PROROGA RICHIESTA DA CNA PER L’OPZIONE E’ STATA RICONOSCIUTA AL 31 MARZO 2017

Il termine per esercitare il diritto di opzione per l’invio dei dati delle fatture attive e passive, anche attraverso la fatturazione elettronica, e per l’invio dei corrispettivi ai sensi del D.Lgs  127/2015, è stato spostato al 31 marzo 2017, come richiesto dalla CNA (cfr Prov. Agenzia Entrate del 1° dicembre 2016).

Inoltre, con lo stesso provvedimento, è stata introdotta la possibilità, per i contribuenti che eserciteranno l’opzione per la trasmissione dei dati delle fatture, di modificare i flussi informativi trimestrali entro quindici giorni dalla scadenza del termine previsto per la trasmissione dei dati relativi a ogni trimestre.

Nei giorni scorsi  è stata mandata una Mail veloce all’Agenzia delle Entrate per sottolineare che lo stretto termine del 31 dicembre 2016, per esercitare l’opzione di invio secondo le regole del DLgs  5 agosto 2015 n. 127:

  • per l’invio dei dati delle fatture emesse e ricevute e delle relative variazioni anche attraverso la fatturazione elettronica (art.1, comma 3)
  • dei corrispettivi giornalieri delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi (art.2, comma 1)

stabilita dai provvedimenti del direttore dell’Agenzia delle Entrare 28 ottobre 2016 nn.182017 e 182070, non avrebbe consentito alle imprese di beneficiare delle ulteriori semplificazioni nella erogazione dei rimborsi Iva e della possibilità di beneficiare della riduzione di due anni del periodo di prescrizione per l’accertamento (in caso di ulteriore opzione per la tracciabilità dei compensi), legati esclusivamente all’esercizio dell’opzione.

Nella mail si è sottolineato che l’innovativa possibilità di trasmissione telematica dei dati citati, debba essere oggetto di attenta analisi da parte dei contribuenti che dovranno valutare anche le relative implicazioni che, ad esempio, vincolano l’opzione del contribuente per un quinquiennio.

Inoltre il ravvicinato termine per l’esercizio dell’opzione non avrebbe consentito di effettuare attente valutazioni, tenuto altresì conto della conseguente innovazione anche nei rapporti con i consulenti e nell’organizzazione della relativa gestione contabile ed amministrativa che sarà inevitabilmente da adattare alle nuove modalità tecniche stabilite nei Provvedimenti.

SI è sottolineato che “la scelta dell’opzione per l’invio dei dati si interseca con le valutazioni che le imprese si troveranno a dover fare con riferimento alla scelta del regime contabile più appropriato alle proprie caratteristiche. Ci si riferisce, in particolare, all’IRI e al Regime di cassa per la determinazione del reddito d’impresa, le cui norme sono contenute nella Legge di Bilancio per il 2017 in corso di approvazione in Parlamento e saranno già applicabili a decorrere dal 1° gennaio 2017. Peraltro, proprio in ragione dell’applicazione del regime di cassa per la determinazione del reddito, è molto probabile che alcune imprese dovranno valutare l’opportunità di optare per il regime di cassa anche con riferimento alla determinazione dell’Iva dovuta ai sensi dell’articolo 32-bis del DL 83/2012.”

La risposta dell’Agenzia delle Entrate dimostra la sensibilità ed anche la consapevolezza dei sacrifici richiesti alle imprese nell’invio dei dati nonché, in questa fase, dei tempi ristretti concessi nel prendere importanti decisioni insieme ai propri intermediari.

FITA NEWS – Aggiornamento azione Cartello e Quote Albo 2017

FITA NEWS 14 DICEMBRE 2016

Due notizie interessanti per le imprese trasporto:

  1. Quote Albo, difficoltà per i pagamenti, protesta UNATRAS
  2. Aggiornamento su  azione di risarcimento contro case Costruttrici Mezzi Pesanti

1. Quote Albo, difficoltà per i pagamenti, protesta UNATRAS

Dopo più di 15 giorni dall’avvio del pagamento, pur essendo ormai prossimo il termine di scadenza previsto per il 31 dicembre 2016, da più parti del territorio nazionale provengono continue lamentele perché il nuovo sistema congegnato sul portale dell’albo non funziona.

La situazione è stata segnalata con una lettera di UNATRAS alla presidente dell’Albo, Teresa Di Matteo, alla quale si chiede di risolvere tale  situazione che “sta creando un disservizio inaccettabile, anche per la credibilità dell’Albo stesso, sul cui portale si è deciso di riportare il pagamento delle quote di iscrizione. Per quanto sopra descritto è fondamentale trovare soluzioni certe se vogliamo ottenere il risultato prefissato di far pagare le quote a tutte le imprese di autotrasporto.
A tal fine, oltre al ripristino della possibilità di registrazione sul portale come associazioni di categoria ed effettuare il pagamento per le imprese associate, nella speranza di una pronta risoluzione dei problemi tecnici del sistema, siamo a chiedere di prevedere la proroga del termine fissato”.

IMPORTANTE: Intanto sono state attivate 5 postazioni di assistenza telefonica che potranno essere indifferentemente contattate, con orario 08.00-17.00, per ricevere assistenza sulla procedura di registrazione al Portale dell’Albo e sul pagamento delle quote.

SCOPRI I NUMERI DI TELEFONO E CHIEDI ASSISTENZA 


2. Azione di risarcimento contro case costruttrici mezzi pesanti, per le domande c’è tempo fino al 31 gennaio 2017

Visto il grande successo della iniziativa per il risarcimento il termine per la raccolta delle domande di risarcimento è stato spostato al 31 gennaio 2017: per le modalità e altre informazioni consultare il sito www.cnapisa.it oppure la pagina Facebook CNA-Pisa.

Con l’occasione vi segnaliamo la notizia riportata dall’agenzia stampa REUTERS, (clicca sopra per leggere) in merito alla stima del totale del risarcimento che le case costruttrici di costruttrici saranno tenute a pagare secondo la società Bentham, che finanzia anch’essa un’azione risarcitoria collettiva contro il cartello dei camion in Inghilterra.

L’importo totale stimato da tale società è pari a 100 miliardi di euro con un risarcimento medio per camion di € 10.500.

LA FITA CNA insieme ad ALI è lieta ed onorata di offrire alle imprese italiane la possibilità di ottenere il risarcimento senza alcun costo anticipato, al pari dei migliori servizi offerti in giurisdizioni come la Germania e l’Inghilterra.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI: 

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MAURIZIO BANDECCHI
bandecchi@cnapisa.it

 

 

 

 


 

CNA Pisa – Ok a soluzione spostamento mercato ambulante a Natale

VIA OBERDAN- Borgo Largo
CNA, ok a soluzione spostamento mercato ambulante a Natale

CNA esprime soddisfazione per lo spostamento del mercatino natalizio da via Oberdan alle zone limitrofe che salvaguarda sia gli esercizi di commercio fisso di via Oberdan, che gli operatori del mercatino.

“Si tratta di una ottima soluzione  che tiene conto delle esigenze di tutti gli interessi in campo e di questo ci sentiamo di ringraziare l’Amministrazione Comunale, l’associazione del mercatino ambulante Mestierando oltre che di tutti coloro che materialmente hanno individuato la soluzione a partire dagli uffici SUAP e SEPI del Comune di Pisa, per  un problema che era stato sollevato con una raccolta firme il 6 dicembre sottoscritta da tutti gli esercizi di via Oberdan”.

Nella petizione inviata a Sindaco e Assessore alle Attività Produttive si chiedeva di pensare ad una soluzione alternativa al posizionamento di una trentina di bancarelle davanti ai negozi di Borgo Largo proprio nella settimana più importante dell’anno.

“Venuti a conoscenza – si legge nella petizione – del posizionamento per la settimana di Natale a partire dal 19 dicembre 2016 di bancarelle in via Oberdan, visto che la strada in questione non è particolarmente ampia e che un tale numero di strutture poste sui lati della strada di fronte alle numerose attività commerciali ed esercizi pubblici, oscura di fatto proprio nelle settimane più importanti dell’anno tali attività”.

“Inoltre per l’ampiezza delle stesse strutture risulterebbe impedito la piena accessibilità – proseguiva l’appello -. Facciamo inoltre notare che altre manifestazioni analoghe, ma ridotte nelle dimensioni e nel numero sono sempre state accolte con simpatia e con spirito di collaborazione dalle attività stanziali di via Oberdan; tuttavia con le paventate modalità e caratteristiche e soprattutto per la delicatezza della situazione economica generale e per il periodo natalizio, un mercato ambulanti di siffatte dimensioni non è accettabile e dovrebbe trovare una collocazione più idonea e che non comporti rischi per le nostre attività”.

“Chiediamo pertanto – era la richiesta ora pienamente accolta per cui si ringrazia – che non si proceda a autorizzare tale mercato ambulante”

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

CNA Pisa – Impianti, artigiani sul piede di guerra: concorrenza sleale su attività Post-contatore

Arriva l’inverno, si accendono le caldaie e fioccano le offerte

Ancora una volta alcune multinazionali ex monopoliste del settore dell’energia, contando su una possibilità economica che sicuramente non ha nessun artigiano o piccola e media impresa impiantistica, stanno invadendo i media con invitanti offerte relative alla  manutenzione della caldaia e ad altri servizi di assistenza per la casa.

Il pagamento dei servizi, naturalmente, sarà rateizzato mensilmente nelle fatture della fornitura di energia elettrica. In tal modo queste grandi imprese, oltre a godere di una situazione di innegabile vantaggio dovuto al fatto di svolgere prioritariamente ed in posizione dominante un’attività indispensabile per il cittadino, sfruttano l’ulteriore vantaggio di poter offrire al cliente un servizio dilazionando il pagamento nel tempo mediante addebito in bolletta, offerta possibile grazie all’attività principale di fornitore di energia, rendendo di fatto impossibile la concorrenza da parte di altre imprese che non possono beneficiare di tale vantaggio competitivo.

“Tale possibilità– denuncia Marco Ammannati, Presidente di CNA Installazione Impianti PISA – penalizza fortemente le nostre imprese che operano in una condizione di evidente debolezza rispetto a soggetti che operano in regime di sostanziale monopolio”.

Ma sono poi così convenienti queste mirabolanti offerte? Su internet si pubblicizza una offerta nella quale si garantisce l’assistenza completa, bollino blu incluso, a 8,99 euro al mese per 24 mesi. Fatti due conti, vengono 215,76 euro per 2 anni .

Il bello è che l’assistenza consiste nell’avere, si legge testualmente dal sito, una volta nell’arco dei 24 mesi, l’intervento di un tecnico specializzato che si occuperà di:

• Controllare i fumi e rilasciare il nuovo libretto unico compreso il pagamento dell’imposta regionale (bollino blu);

• Controllare la tenuta della parte acqua e della parte gas;

• Controllare il tiraggio della canna fumaria o dello scarico a parete;

• Pulire il bruciatore, provare il rendimento della caldaia, controllare i dispositivi di sicurezza;

• Verificare il funzionamento dello scarico condensa, se presente;

• Pulire i filtri e reintegrare gli additivi.

Ovvero, per un intervento che comprende operazioni di controllo sulla sicurezza dell’impianto e sulla sua efficienza energetica si pagano 215 euro.

Dove sta il vantaggio se un intervento di questo tipo, abbinando le operazioni di controllo della sicurezza e dell’efficienza energetica della caldaia, fatto da un manutentore costerebbe sicuramente meno?  A Pisa circa la metà.

Inoltre, sempre sullo stesso sito, così viene pubblicizzato uno sconto del 30% su servizi di assistenza per la casa (idraulico compreso): Potrai beneficiare, per la durata del contratto e per un numero illimitato di volte, di uno sconto del 30% sul listino prezzi del nostro partner per l’uscita e la 1a ora di manodopera di operai specializzati: per te, a 55 € anziché 79 €.

Ricapitolando: per l’uscita e la 1^ ora di lavoro di non meglio identificati operai specializzati (è bene ricordare che nel CCNL meccanica l’operaio specializzato è al IV livello) si pagano 55,00 euro. Dalla seconda ora in poi € 79,00 all’ora. Con ogni probabilità, se le imprese impiantistiche potessero lavorare a queste cifre nel settore la crisi sarebbe finita da un pezzo anche perché, si legge dallo stesso sito, per questi servizi il pagamento dovrà essere eseguito anticipatamente con carta di credito, bonifico o bollettino postale”; quindi prima i soldi, altro che addebito rateale in bolletta.

La questione delle attività post-contatore e il mercato dell’energia

“Se la politica volesse iniziare ad aprire gli occhi di fronte al problema – sottolinea Ammannati –  si accorgerebbe che quel che ha sostanzialmente impedito lo sviluppo della concorrenza nei mercati energetici è la mancata attuazione di una effettiva separazione tra i soggetti che svolgono contestualmente più attività della filiera energetica”.

Tale situazione ha negli anni fortemente penalizzato la concorrenza anche in un settore strettamente legato al mercato energeticoovvero quello dei servizi postcontatoreGli operatori che gestiscono monopoli tecniciquali la distribuzione e la misuradetengono infatti elementi informativi e conoscitivi derivanti dall’attività svolta in concessione che utilizzano per operare nelle attività a valle della filiera energeticaemarginando dal mercato le imprese concorrentiin particolar modo quelle artigiane e di piccola dimensione.

Quello delle attività post-contatore svolte da ex monopolisti è un problema che purtroppo non ha trovato soluzione a seguito del processo di liberalizzazione dei mercati energetici (d.lgs. 79/99 – c.d. decreto Bersani, e d.lgs. 164/2000 – c.d. decreto Letta) che ha infatti sostanzialmente delineato nei settori dell’energia elettrica e del gas un contesto di mercato caratterizzato da una liberalizzazione delle fasi e monte (importazione e produzione) e a valle (vendita) della filiera ed un regime di concessione, e dunque di monopolio, nelle attività intermedie (trasporto – gestione delle reti).

Tale previsione, appare evidente che non sia per nulla sufficiente a garantire una effettiva indipendenza tra le diverse attività, poiché di fatto le società che operano contestualmente, seppur nel rispetto del vincolo di separazione funzionale, in qualità di distributori e venditori di energia agiscono come una unica società avvalendosi, in taluni casi, di messaggi promozionali che spesso sembrano assumere la caratteristica di vera e propria pubblicità ingannevole.

“A nostro avviso i principi della libera concorrenza a cui questi ex monopolisti dicono di ispirarsi – conclude il responsabile degli impiantisti CNA Pisa –  sono violati a causa della chiara posizione dominante detenuta dagli operatori energetici che sfruttano tale condizione anche nelle attività che non fanno parte del core business delle aziende, quali quelle post-contatore. È a questo punto indifferibile una azione comune da parte di tutte le associazioni della filiera impiantistica per far valere, a Roma come a Bruxelles, le ragioni delle piccole imprese del settore”.

Leggi anche il comunicato nazionale qui

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)