IMPIANTI – Petizione online per l’abrogazione dell’art.10

Un appello online a deputati e senatori sulla piattaforma change.org è la nuova iniziativa della CNA per ottenere dal Parlamento l’abrogazione dell’art. 10.

“Bisogna contare sino a 10” è il titolo dell’appello che ripercorre la “storia” del provvedimento, evidenziando le incongruenze ed i gravi effetti che sta già avendo sull’intero settore della riqualificazione energetica.

Chiediamo agli imprenditori del settore di far sentire la loro voce – ha detto Carmine Battipaglia, presidente di CNA Installazione Impianti – e di firmare la petizione online per dare più forza alla nostra azione di contrasto ai nefasti effetti dell’articolo 10. Non si tratta di introdurre piccole e marginali modifiche ad una norma dannosa per l’intero settore della riqualificazione energetica, ma di abrogarla tout court perché illegittima in quanto viola il diritto comunitario e nazionale della concorrenza”.

Per firmare la petizione: clicca qui

Proof of Concept ENEA

Il 2 settembre p.v. è prevista la pubblicazione dell’avviso per la raccolta delle manifestazioni di interesse da parte dei soggetti industriali interessati allo sviluppo dei progetti finanziati dal Programma di Proof of Concept dell’ENEA, a fronte di un budget disponibile pari ad un milione di euro.

DI COSA SI TRATTA? 

l Fondo PoC (Proof of Concept) dell’ENEA costituito per il triennio 2018-2020, è uno strumento che mira a ridurre il gap fra risultati della ricerca e applicazione industriale. Al fine di sostenere lo sviluppo di tecnologie con un basso grado di maturità tecnologica, misurabile nella scala TRL (Technology Readiness Level che va da 1 a 9), e di favorirne il trasferimento tecnologico verso l’industria, vengono rese disponibili risorse finanziarie a breve termine per realizzare esperimenti che dimostrino la fattibilità di una tecnologia o del concept di un prodotto, per:

a) costruire/migliorare un prototipo per prepararne la commercializzazione;
b) verificare la fattibilità commerciale o effettuare test per lo scale up;
c) dimostrare la mitigazione del rischio per un potenziale investitore/industria o licenziatario, nel caso esista un brevetto;
d) affrontare e superare uno specifico gap identificato dall’industria e che ne ostacola l’attrattività per gli investitori.

COME FUNZIONA? 

Il Programma PoC è strutturato in due Fasi, in funzione del tasso di maturazione tecnologica (Technology Readiness Level – TRL).

I progetti in fase I (TRL 2-4) avranno una durata massima di 12 mesi e saranno finanziati dall’ENEA per un importo massimo di 50.000 euro con la compartecipazione del partner industriale esclusivamente in-kind, ovvero in qualsiasi altra forma diversa dal denaro.

I progetti in fase II (TRL 4-6) avranno una durata di 12 mesi, eventualmente rinnovabile per ulteriori 12 mesi, e saranno finanziati dall’ENEA al massimo per il 50% dei costi sostenuti e per un importo non superiore a 100.000 euro. In questo caso, la compartecipazione del partner industriale sarà anche in termini finanziari, per un importo almeno pari a quello investito dall’ENEA.

Sui risultati ottenuti dai progetti, che saranno di proprietà ENEA, i partner industriali godranno di un diritto di prelazione o di opzione, a seconda che il progetto sia in fase I o II.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Visitare il sito http://industria.enea.it/proof-of-concept

Patto per lo sviluppo: una grande opportunità per la Toscana e per il suo sistema di piccole e medie imprese

Al centro del convegno (che si è tenuto  a Firenze lo scorso 17 luglio 2019) “Il Patto per lo sviluppo della Toscana e il sistema delle Piccole e Medie Imprese” tutti i temi centrali per l’economia della regione: sviluppo, competenze, investimenti, infrastrutture, credito, ma anche il salario minimo legale,  il ricorso contro l’articolo 10 del decreto Crescita sull’Ecobonus e contro l’abolizione della lettera R, prevista sempre dal decreto Crescita.

Il Patto per lo sviluppo della Toscana e il sistema delle Piccole e Medie Imprese sono stati al centro del convegno che CNA Toscana ha organizzato mercoledì 17 luglio a Firenze, nell’Auditorium Sant’Apollonia gremito per l’occasione da una folla di imprenditori. Il Patto per lo sviluppo della Toscana, siglato venerdì 12 giugno dalla Regione con le associazioni di categoria e i sindacati, a cui CNA Toscana ha collaborato attivamente, presenta infatti aspetti di grande interesse per l’artigianato e le PMI toscane.

Il convegno, introdotto dal direttore generale della CNA Toscana Nicola Tosi, è stato aperto dal  presidente della CNA Toscana Andrea Di Benedetto che ha parlato del “ Patto per lo sviluppo: la visione di CNA Toscana e le strategie per la crescita delle PMI del territorio”; è seguito l’intervento del  vice presidente nazionale CNA con delega al credito Fabio Petri “Patto per lo sviluppo: gli interventi per favorire l’accesso al credito per le PMI”, mentre il direttore IRPET Stefano Casini Benvenuti ha illustrato “L’andamento dell’economia toscana e i trend di sviluppo delle imprese”.

È quindi iniziato un confronto fra Andrea Di Benedetto Presidente CNA Toscana, Enrico Rossi Presidente Regione Toscana, Sergio Silvestrini Segretario Generale CNA Nazionale, moderato da Romano Benini, giornalista RAI-TV e docente di Politiche del Lavoro.

andrea di benedetto presidente cna toscana“Abbiamo firmato con convinzione il Patto per lo sviluppo proposto dal Presidente della Regione Enrico Rossi – ha esordito Andrea Di Benedetto – sia per il metodo, per il forte coinvolgimento che ha consentito di elaborare collettivamente questo patto, sia per il merito: sviluppo, competenze, investimenti, infrastrutture, credito. Per quanto riguarda le infrastrutture, occorre dare una forte accelerazione per sbloccare i cantieri delle grandi opere toscane, finanziate ma non ancora cantierate, ma soprattutto lavorare a un piano di manutenzione e riqualificazione dell’esistente. E’ importante all’interno del patto l’impegno per favorire l’accesso al credito per le piccole imprese che in base ai parametri europei rischiano di avere sempre meno liquidità”.

“Per quanto concerne le risorse a favore delle imprese – ha aggiunto il presidente della CNA Toscana – pensiamo ad interventi mirati a far crescere la dotazione tecnologica, cognitiva e dimensionale delle piccole imprese: se riuscissimo a soddisfare questi bisogni, sapremmo sicuramente colmare  la forbice che ci separa in maniera considerevole rispetto alle regioni più sviluppate del Paese e d’Europa. Non ultimo l’impegno importante sulle competenze sia per migliorare le capacità imprenditoriali che per affrontare la carenza di alcune professionalità in tanti settori in crescita. In particolare sulla penetrazione del digitale nei settori tradizionali, la Toscana sta scontando un ritardo che va colmato con urgenza per recuperare competitività sui mercati”.

fabio petri vicepresidente nazionale cna con delega al creditoFabio Petri ha detto che “La forte riduzione di credito alle imprese, in particolare alle piccole, sta mettendo in seria difficoltà tutto il sistema economico nazionale e toscano.  Manca per molte piccole imprese la liquidità necessaria per poter far fronte anche agli impegni primari. Si calcola che dal 2011 ad oggi il volume di credito al sistema produttivo si sia ridotto di quasi un quarto e il 95% è fatto di microimprese”.  “In questo contesto di vera emergenza – ha continuato Petri – CNA chiede alla Regione Toscana di rafforzare il sistema di garanzia toscano che si è dimostrato di fatto l’unico vero strumento in grado di tenere dentro il sistema credito tante piccole e medie imprese che diversamente sarebbero già fuori. Non è un caso infatti che la diminuzione di credito alle imprese in Toscana sia inferiore alla media nazionale di oltre 4 punti percentuali. Lo si faccia anche con strumenti che diminuiscano per le imprese il costo di accesso alla garanzia dei Confidi. In questo quadro chiediamo inoltre alla Regione che si rivedano i criteri di accesso ai bandi agevolativi nella direzione di allargare i paletti sia esistenti che futuri, ma soprattutto che siano accessibili anche alle piccole e piccolissime imprese”.

Il salario minimo legale “può mettere in difficoltà la gran parte delle imprese italiane, soprattutto quelle piccole”. E’ stato drastico il giudizio di Sergio Silvestrini sull’ipotesi di definire per legge il salario minimo. Silvestrini ha indicato la strada da seguire per tutelare lavoratori e imprese. “Si faccia, al limite, nei settori non coperti dalla contrattazione una norma per il salario minimo garantito – ha affermato – altrimenti si finirà per punire tutte le imprese che applicano i contratti”.

sergio silvestrini segretario generale cna nazionalePer il segretario generale della CNA è un errore imitare “modelli anglosassoni dove non esiste una contrattazione collettiva così diffusa e sistematica” come in Italia che offre ampie tutele ai lavoratori in riferimento a retribuzioni e sicurezza sul lavoro e con crescenti elementi di welfare. Osservando il panorama dei Paesi dell’Unione europea il salario minimo per legge non esiste in Italia, Austria, Finlandia, Danimarca, Svezia. Ma questi Stati vantano una lunga tradizione di relazioni industriali e la contrattazione collettiva copre tra l’83% e il 98% dei lavoratori. I Paesi che adottano il salario minimo legale presentano, al contrario, una bassa copertura. In Germania, ultimo partner comunitario a introdurre il salario minimo per legge, la contrattazione copre appena il 56% dei lavoratori e il salario minimo rappresenta soltanto il 48% del salario mediano. Oltre al salario minimo in discussione in Parlamento, Silvestrini è tornato a criticare l’art. 10 del Decreto crescita sull’Ecobonus. Il segretario generale della CNA apprezza l’iniziativa della Regione Toscana che ha fatto ricorso alla Corte costituzionale contro l’art. 10 che altera la concorrenza penalizzando le piccole imprese e favorendo solo i grandi gruppi.

“Molto bene, è una sfida che dobbiamo vincere – ha osservato Silvestrini – altrimenti si rischia di mettere in ginocchio decine di migliaia di piccoli imprenditori”. Il segretario generale della CNA è entrato nel merito. “Anticipare per cinque anni consecutivi denari senza avere il credito necessario per finanziare un’operazione di questo tipo è un errore madornale. Siamo assolutamente contrari – ha ribadito – e stiamo facendo tutto ciò che è necessario e possibile per cambiare questa norma. Abbiamo posto il problema anche al governo”. La CNA ha già presentato ricorsi contro l’art. 10, ha ricordato Silvestrini, all’Antitrust e alla Commissione europea per abolire una norma che avrebbe pesanti effetti su artigiani e piccole imprese.

enrico rossi presidente regione toscana sul palco insieme agli altri relatori“Sono a portare la vicinanza della Regione alle piccole e medie imprese toscane – ha affermato Enrico Rossi – Non intendiamo arrivare a fine mandato in folle, ma con i giri del motore alti, perché pensiamo che rilanciare gli investimenti sia una priorità e siamo contenti che il programma di impegni che abbiamo preso sia condiviso da tanti soggetti”.

“Il mondo delle piccole imprese artigiane è fondamentale per la Toscana –  ha aggiunto il presidente della Regione Toscana – Non è una novità, questo concetto. Il tessuto economico toscano è rappresentato in gran parte da questo mondo. E’ perciò importante che, negli ultimi tempi, la pratica concertativa sia ripresa ed anzi si sia intensificata”.

Il collegamento della Tirrenica, il porto di Livorno, quello di Piombino, lo sviluppo di Peretola, il sottoattraversamento Tav, ha detto Rossi, “sono scommesse importanti su cui la Toscana deve puntare per il suo sviluppo” fermo restando che “Livorno e Piombino, ad esempio, hanno grande potenzialità, ma occorre che esistano dei collegamenti infrastrutturali all’altezza”.

Sollecitato dalle questioni poste dai suoi interlocutori il presidente Rossi ha ricordato che la Regione ricorrerà contro l’articolo 10 del decreto Crescita e sta valutando il da farsi sull’abolizione della lettera R, prevista dal medesimo decreto Crescita.

Di fronte ai problemi del restringimento dell’accesso al credito da parte degli artigiani, il presidente ha ricordato come, dopo la firma del Patto, sia già stato aperto un tavolo specifico e tra le misure siano stati stanziati 60 milioni di fondi regionali sia per gli investimenti che per la liquidità.

“Un’immissione di liquidità importantissima”, ha precisato Rossi, “che nell’arco di un anno potrebbe attivare 250 milioni di euro”.
Per quanto riguarda il ricorso contro l’articolo 10, la Regione ritiene che questa misura discrimini le piccole e medie imprese e limiti la libertà di scelta dei consumatori. Da qui la decisione di impugnare questa parte del decreto Crescita. Per quanto riguarda il ricorso contro l’abolizione della lettera R, invece, la Regione sta valutando quali sono le possibilità di azione. La lettera R, abolita dal decreto Crescita, prevedeva la possibilità di accedere alle garanzie dei Confidi, sia mutualistici o privati, od a garanzie pubbliche previste dalle Regioni.

“Bisogna mantenere un rapporto di passaggio con i Confidi che ha garantito un accesso maggiore al fondo nazionale”, ha concluso Rossi. “Stiamo valutando per capire cosa è possibile fare, come possiamo muoverci”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Toscana)

Taglia il traguardo dei 60 anni la Profeti Manufatti in cemento di Pisa

“Sono passati altri dieci anni e oggi anche il traguardo dei 60 anni di attività è superato”.

In occasione del festeggiamento del 60°, i due soci della Profeti &C. Manufatti snc Fernando Profeti e Barbara Vannini fanno sapere che “gli ultimi dieci anni sono stati gli anni più difficili, più duri della nostra storia imprenditoriale. Nei nostri primi 50 anni anche magari di poco siamo sempre riusciti a crescere, sia come fatturati che come addetti. In questo ultimo scorcio di vita aziendale invece, e solo facendo alcuni miracoli, con molti sacrifici siamo riusciti a mantenere analoghi livelli occupazionali”.

foto team profeti in occasione dei 60 anni dell'azienda“È il contesto che rende difficile fare impresa – continuano Fernando Profeti e Barbara Vannini – : burocrazia, norme per gli appalti sempre più assurde e che penalizzano le PMI come noi, calo vertiginoso delle commesse pubbliche contestuale a quello dell’edilizia privata e delle nuove urbanizzazioni. Quindi se da un lato è sempre più difficile fare fatturato, invece crescono i costi di sistema e di altri aspetti per noi vitali come l’energia e le assicurazioni. Ma tutti insieme, facendo anche molti sacrifici e grazie ai nostri collaboratori e alla nostra rete di partners, siamo ancora qui. E festeggiamo anche i 60 anni di attività come Profeti &C. Manufatti snc: che coincidono anche con gli anni di iscrizione alla CNA di Pisa di cui andiamo molto fieri”.

“Siamo orgogliosi di questo traguardo superato da una società che fin dalla sua fondazione è sempre stata iscritta alla CNA partecipando molto attivamente alla vita associativa con competenza, autorevolezza e passione” ha dichiarato il presidente di CNA Pisa Matteo Giusti che per l’occasione ha consegnato una targa ricordo.

La Profeti & C. Manufatti in cemento opera nel campo della prefabbricazione fin dalla sua fondazione. Nasce infatti nel 1959 ed opera nella zona artigianale di Ospedaletto a Pisa come società di produzione di manufatti prefabbricati in calcestruzzo vibrato ed in cemento e loro relativa messa in opera, rappresentando per il contesto economico pisano una delle prime attività del settore.

L’ingresso nella società di Fernando Profeti avviene nel 1984 subentrando allo zio Vittorio Profeti e coincide con l’inizio di un forte impulso all’attività sia in termini di innovazione che di gestione della stessa. Infatti la società inizia ad operare avvalendosi di macchinari nuovi ed all’avanguardia nel settore, a stringere rapporti di collaborazione con altri produttori del territorio consentendo così alla società di consolidare l’attività nel corso degli anni. Anche negli anni di crisi pur con i cali di fatturato, i bilanci sono sempre stati chiusi in positivo e mantenuto il numero di addetti sempre intorno alle 12/13 unità. Attualmente la società rappresenta una importante realtà produttiva per il territorio pisano in grado di soddisfare le esigenze della clientela e di tutti i partners. Una società che ha resistito agli anni di crisi grazie alla solidità economica e finanziaria. A testimonianza della filosofia aziendale che ha sempre privilegiato l’innovazione e la qualità (furono i primi a introdurre in Toscana la tecnica del cemento vibrato e precompresso) anche negli ultimi tempi non sono mancati nuovi impulsi in termini di investimenti. Fra i molti prodotti per edilizia ed urbanizzazioni, veri e propri fiori all’occhiello sono le nuove barriere antisfondamento che in realtà sono dei veri proprio elementi di arredo urbano che si trasformano in fioriere e a cui possono essere aggiunti decori e altri elementi come sedute o segnaletica. E poi ci sono i prodotti di classe F900, ovvero con le massime caratteristiche di resistenza e portanza che sono idonei per le infrastrutture portuali ed aeroportuali. Non manca inoltre un prodotto di nicchia, blocchetti iper concentrati con sabbie baritiche ad alta capacità di assorbimento per i laboratori che fanno uso di macchinari con emissioni radio-attive.

Fernando Profeti ha ricoperto inoltre il ruolo di vice-presidente della CNA Costruzioni della Provincia di Pisa, di consigliere nella Commissione Provinciale per l’Albo dell’Autotrasporto in conto proprio ed attualmente membro della Presidenza di CNA Area Pisana. Anche Barbara Vannini  ha ricoperto altri ruoli apicali in CNA come la Presidenza di CNA Costruzioni.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

DECRETO CRESCITA – Lo sconto in fattura scatena panico

Hanno trovato immediata conferma le preoccupazioni espresse dalla CNA sulle novità per l’Ecobonus introdotte con l’articolo 10 del Decreto Crescita.

Il provvedimento infatti prevede l’opzione per i clienti di avere uno sconto in fattura da parte delle imprese che effettuano i lavori in alternativa al credito d’imposta da utilizzare in compensazione negli anni successivi.

Una misura che discrimina le piccole imprese e altera la concorrenza restringendo la libertà di scelta dei consumatori dal momento che solo pochi grandissimi operatori possono permettersi di rinunciare ad incassare integralmente le fatture, trasformandole in un credito di imposta da utilizzare in 5 anni.

L’inserimento della possibilità di cedere il credito ai fornitori di beni e servizi, che era stata adottata per superare il suddetto limite, sta invece gettando gli operatori nel panico.

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GELATO – Il grande business dolce

Nel 2018 il giro d’affari del gelato artigianale italiano ha toccato quota 2,7 miliardi di euro. Ma la crescita in valore di questo mercato viaggia ormai a un ritmo del 10 per cento annuo. Ed è probabile quindi che quest’anno il fatturato del settore possa arrivare, se non superare addirittura, ai tre miliardi. Con un enorme impatto sulla filiera agro-alimentare, grazie al previsto acquisto di circa 240mila tonnellate di latte, 70mila tonnellate di zucchero, 23mila tonnellate di frutta fresca e 32mila tonnellate di altri prodotti, spesso eccellenze tricolori, quali il pistacchio di Bronte e le nocciole di Piemonte, Lazio e Campania, le mandorle siciliane e i limoni delle Costiere sorrentina e amalfitana.

Questo il risultato della ricerca condotta da CNA Agroalimentare.

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Nuovo Regolamento attività economiche settore alimentare centro storico di Pisa

CNA: “bene, avanti così”

CNA Pisa è soddisfatta del nuovo Regolamento delle attività economiche in centro storico a Pisa. In occasione dell’approvazione del nuovo Regolamento così commenta Matteo Giusti presidente di CNA Pisa: “Condivisibili non sono solo gli obiettivi di fondo, ma anche le modalità con cui si prova a raggiungere l’obiettivo di un centro storico che sia più votato alla qualità, ai valori ed ai prodotti del territorio, al decoro e alla salute pubblica. Grazie anche alle nostre osservazioni – ha aggiunto Matteo Giusti – siamo riusciti a correggere il tiro rispetto all’impostazione iniziale evitando che venissero coinvolte le attività già esistenti. Inoltre si perseguono, grazie al disciplinare di Vetrina Toscana, soprattutto gli obiettivi di una valorizzazione dei produttori locali di cibi, vini e altro, migliorando così la qualità e la rappresentazione a 360° del nostro territorio. E visto che queste nuove regole valgono per le nuove attività con i nostri uffici di consulenza siamo ovviamente disponibili a fornire indicazioni e sostegno alle start up e l’apertura di nuove attività da parte di giovani imprenditori che vogliono inserirsi nel settore somministrazione ed alimentare in centro storico. Il nostro giudizio è quindi è positivo e diamo atto all’Assessore Paolo Pesciatini di aver lavorato, in modo aperto e coinvolgente, dimostrando di saper accogliere le osservazioni avanzate: bene, avanti così”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Conoscere per gestire: nuovi strumenti per evitare la crisi d’impresa

Il Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza recentemente approvato ha l’obiettivo di riformare la disciplina delle procedure concorsuali, con due finalità:

  • consentire una diagnosi precoce dello stato di difficoltà delle imprese
  • e salvaguardare la capacità imprenditoriale di coloro che vanno incontro ad una possibile procedura concorsuale dovuta a particolari contingenze, magari indipendenti dalla volontà o dalla capacità aziendali.

Tutte le imprese dovranno dotarsi da subito di sistemi informativi in grado di rilevare segnali di crisi d’impresa per poter avere un controllo di gestione dei flussi di cassa, un budget e un piano d’impresa che permettano di rilevare eventuali segnali di crisi e impostare una strategia per riportare in equilibrio economico, patrimoniale e/o finanziario la propria azienda, anche con un apposito piano di risanamento. Inoltre, molti imprenditori dovranno nominare un organo di controllo o un revisore, modificando statuti o atti costitutivi.

Questo incontro vuole illustrare e discutere i contenuti del provvedimento e soprattutto approfondire il percorso che porterà all’adozione di meccanismi di segnalazione di composizione delle crisi aziendali, rivolti a limitare il ricorso delle imprese alle procedure concorsuali ed alla liquidazione giudiziale.

Il convegno è gratuito ma è richiesta la registrazione su Evntbrite CLICCANDO QUI

PROGRAMMA

REGISTRAZIONE PARTECIPANTI

SALUTI
Valter Tamburini, Presidente Camera di Commercio di Pisa
Maurizio Masini, Presidente Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Pisa

IL CODICE DELLE CRISI E DELL’INSOLVENZA: COSA CAMBIA PER LE IMPRESE
Prof.ssa Lucia Calvosa – Università degli Studi di Pisa

PROCEDURE DI PREVENZIONE DELLA CRISI PRESSO LE CAMERE DI COMMERCIO
Dr. Sandro Pettinato – Vice Segretario Generale Unioncamere italiana

CONTROLLARE GLI ANDAMENTI: ASPETTI ORGANIZZATIVI E PROCEDURE D’ALLERTA
Dr. Andrea Foschi – Delegato Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti

TAVOLA ROTONDA: PREVENZIONE DELLA CRISI E SISTEMA BANCARIO
si ringraziano: Banca Popolare di Lajatico, Cassa di Risparmio di Volterra, Intesa Sanpaolo, UniCredit

MODERA
Francesco Ippolito, Giornalista

Il convegno è gratuito ma è richiesta la registrazione su Evntbrite CLICCANDO QUI

SEMINARIO – Come diventare Impresa 4.0

Mercoledì 10 luglio sede CNA La Fontina

 4.0 ovvero l’innovazione a portate di impresa. Di tutte le imprese, grazie a soluzioni e percorsi personalizzati.

CNA Digital Innovation Hub ha organizzato un nuovo seminario il prossimo mercoledì 10 luglio alle 14.00 presso la sede CNA a La Fontina (via Carducci 39, S Giuliano Terme).

L’evento è gratuito ma è richiesta l’iscrizione: CLICCA QUI ORA

Come diventare Impresa 4.0
Tutte le opportunità e le agevolazioni previste dalla normativa.

La conferma degli incentivi connessi a Impresa 4.0 per la trasformazione tecnologica e digitale, rappresenta una grande opportunità per le imprese che operano in Italia, ne parleranno:

Introduzione – Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa
Incentivi industria 4.0 – Marlene Sotomayor, agevolazioni CNA Pisa
Decreto Crescita – Marcello Marzano, Studio MM
Credito: riforma FCG – Serena Deales, credito Finart, e Francesco Ricci, Artigiancredito Toscano
Luca Tavani, Presidente di CNA Comunicazione CNA Pisa e Portavoce Nazionale CNA Informatica.

Modera Chiara Di Sacco Coordinatrice Finart CNA

L’evento è gratuito ma è richiesta l’iscrizione: CLICCA QUI ORA

Salario minimo, inutilità massima

E addio a contrattazione collettiva e welfare aziendale

L’introduzione di un salario minimo legale penalizzerebbe pesantemente imprese e lavoratori. Sarebbe colpita la contrattazione collettiva, alterando equilibri economici e negoziali faticosamente raggiunti ma ormai diventati un modello di successo, invidiato quando non copiato anche all’estero. E verrebbero schiacciate sulla soglia minima le retribuzioni dei lavoratori dipendenti, oltre tutto privati del welfare contrattuale. Tutto ciò senza combattere il fenomeno del lavoro nero né a risolvere la questione dei working poor. Pertanto, Rete Imprese Italia, di cui fa parte la CNA, ha espresso la sua totale contrarietà a questa ipotesi nell’audizione tenuta di fronte ai membri della Commissione lavoro della Camera.

La contrattazione collettiva, che copre quasi il 90 per cento dei lavoratori, oggi è in grado di garantire trattamenti economici coerenti con le situazioni di mercato dei singoli settori e in linea con le qualifiche dei lavoratori e l’andamento della produttività dei diversi comparti. L’introduzione di un salario minimo legale è improponibile poiché, nel caso in cui fosse inferiore a quello stabilito dai contratti collettivi, ne provocherebbe la disapplicazione e, nel caso in cui fosse più alto, creerebbe uno squilibrio nella rinegoziazione degli aumenti salariali con incrementi del costo del lavoro non giustificati dall’andamento dell’azienda o del settore.

Il salario minimo fissato per legge vanificherebbe gli sforzi della contrattazione collettiva per individuare soluzioni alle mutevoli esigenze organizzative e di flessibilità delle imprese e rischierebbe di colpire tutele collettive e sistemi di welfare integrativi in favore dei dipendenti, come quelli applicati nei settori dell’artigianato, delle piccole e medie imprese e del terziario. E’ il caso di quanto previsto dai Contratti collettivi nazionali di lavoro sulle prestazioni bilaterali.

Prioritario, piuttosto, è vigilare sull’applicazione dei Ccnl ed evitare la proliferazione di “contratti pirata” sottoscritti da organizzazioni prive di rappresentatività, non presenti nel Cnel, che generano dumping contrattuale e determinano l’applicazione di salari non congrui rispetto a quelli dei Contratti dalle organizzazioni realmente rappresentative

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)