Dibattito Infrastrutture: cabina di regia e ruolo Istituzioni

Interviene CNA:
Le infrastrutture non hanno colori politici. Servono al territorio e sono bisogni e necessità riconosciute da tutti gli attori dell’economia locale”

Queste le parole di Matteo Giusti, Presidente di CNA Pisa.

“Facile declinare le esigenze del nostro territorio da portare a compimento. Per il corridoio tirrenico, oltre al completamento autostradale, che oggi davvero può essere chiuso visto l’ultimo percorso approvato dalla Regione, occorre programmare un potenziamento della linea ferroviaria che da Genova, attraversando la Toscana arriva a Roma, va portata sull’alta velocità”.

“Allo stesso modo – prosegue Giusti – velocizzare e aumentare i collegamenti e Pisa Firenze, aeroporti compresi, conferma la direzione di stimolare sempre nuove sinergie fra gli scali aeroportuali. E su questo aspetto vale la pena spendere due parole in più: secondo noi non va assolutamente messa in discussione la visione congiunta della crescita per entrambi gli scali, e quindi va assolutamente ritenuta di valore strategico per il lungo periodo, la costituzione della società unica, Toscana Aeroporti . Mentre sull’aspetto degli investimenti, comprese le polemiche sullo stanziamento di fondi pubblici per Peretola, per quello che riguarda il territorio pisano crediamo fermamente che occorra assicurare il mantenimento degli investimenti programmati per il Galilei, a prescindere dalle fonti di finanziamento e dai piani di sviluppo per Peretola. Capiamo che può essere difficile per la società assicurare tutto quanto promesso, ma credo che le prospettive di crescita del Galilei, che ha sempre dimostrato di poter crescere con risorse proprie, vadano supportate in modo adeguato senza che possa subire conseguenze derivanti dall’altra situazione”.

“Sul piano più strettamente locale invece – continua Giusti – l’anello tangenziale sul lato nord est di Pisa va portato a termine in tempi più rapidi possibili. E ci permettiamo di aggiungere anche che, almeno su qualcuno dei lotti previsti, andrebbe anche approfondito l’aspetto dimensionale e progettuale, anche se riteniamo prioritaria la tempistica rispetto al resto”.

Infine osserviamo che si può pensare a usare meglio e più intensamente, le infrastrutture che già ci sono. Soprattutto come manutenzioni: pensiamo alle emergenze ponti e strade provinciali e magari anche alla manutenzione della FiPiLI e ai vari global service di cui abbiamo assistito alla proliferazione, con danni concreti al tessuto imprenditoriale locale, ma assenza di risultati in termini di qualità dei lavori e forse ancora meno in termini di veri risparmi”.

“Ed ancora – continua Giusti: in quanti sanno che fra Pisa, Collesalvetti e Vada c’è una ferrovia elettrificata che è ampiamente sottoutilizzata? E che con investimenti non enormi si potrebbe utilizzare meglio la linea Pisa, S Giuliano Terme, Lucca e farla diventare una linea più adatta alle esigenze di pendolari e turisti?”

“In queste direzioni credo che sia unanime la visione delle associazioni di categoria e da parte nostra confermiamo l’auspicio, che è però quasi più una necessità, che possa essere la Camera di Commercio a tenere le fila di questo lavoro collegiale per il nostro territorio, per il quale certo c’è bisogno di tutte le istituzioni e di tutti i ruoli con grande senso di responsabilità e di urgenza”.

“E crediamo che nessuno possa chiamarsi fuori”. Queste la parole conclusive di Matteo Giusti, Presidente di CNA Pisa.

A22 Brennero – “Va fatta chiarezza”

CNA Fita: “Va fatta chiarezza sulle capacità delle società autostradali di gestire le emergenze”

Lo si legge in un comunicato di CNA Fita.

“Troppo facile accusare gli autotrasportatori di non osservare norme e divieti, come accaduto in questi giorni per il blocco della circolazione sull’A22, l’Autostrada del Brennero. Se uno o più autotrasportatori hanno contravvenuto alla legge, siano adottati i dovuti provvedimenti. Siamo convinti, però, che la stragrande maggioranza della categoria usi tutti gli accorgimenti necessari a garantire la sicurezza propria e degli altri utenti stradali. Così come siamo convinti che i gestori dell’A22 non abbiano saputo governare l’evento meteorologico, non straordinario in questo periodo, e di conseguenza abbiano determinato i gravi disagi al traffico e arrecato danni alle imprese e all’economia in generale. Chiediamo al governo di fare chiarezza, una volta per tutte, sulle capacità di gestione delle emergenze da parte delle società autostradali”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

IMPRESA 4.0 – I corsi di formazione promossi da CNA Pisa e Copernico

2 corsi di formazione rivolti a titolari di azienda

Formazione su agevolazioni per impresa 4.0

Che contiene una parte di Agevolazioni fiscali (Il piano nazionale Industria 4.0 prevede vantaggi fiscali per chi vende o compra macchine industriali. https://quadrasrl.net/industria-4-0-iperammortamento-domande-risposte/https://quadrasrl.net/industria-4-0-iperammortamento-domande-risposte/ ) e una su Bando microinnovazione, credito d’imposta ricerca e sviluppo (Le misure a favore degli investimenti e dell’innovazione delle micro, piccole e medie imprese).

Cyber-security 

L’aumento delle interconnessioni interne ed esterne aprono la porta a tutta la tematica della sicurezza delle informazioni e dei sistemi che non devono essere alterati dall’esterno.

Entrambi i corsi hanno le seguenti caratteristiche:

  1. Destinatari: 5 titolari d’azienda
  2. Durata: 6 ore ciascun corso
  3. Termine iscrizione: 15 febbraio 2019

Per informazioni e iscrizioni: 

 

Dott.ssa Eleonora Barbuto
Agenzia Copenico scarl, CNA Pisa
Tel. 050 876572

LAVORO – Per le donne deve portare più reddito e più sicurezza

Ma nell’accesso al credito sono trattate peggio degli uomini

Lo rivela un SONDAGGIO SWG commissionato da CNA.

Lentissimamente. Quasi impercettibilmente. Ma la forbice si stringe. Nella società e in particolare nel fare impresa la differenza sessuale tra donne e uomini sembra cominciare a sbiadire. Il nostro Paese compie un passettino in avanti. A registrarlo una indagine condotta da Swg per CNA nazionale, su un campione rappresentativo della società italiana, dedicata a “Donne, imprenditoria e accesso al credito”.

Un maggior reddito a disposizione e, di conseguenza, un futuro più sicuro sono le motivazioni che principalmente spingono una donna al lavoro. Il 31% delle interpellate è mosso da più cospicue entrate economiche, con un picco del 35% tra quante si situano nella fascia di età 35/54 anni e del 43% tra le residenti nelle regioni centrali. La sicurezza rispetto alle incertezze della vita stimola un altro 25% del panel con il tetto del 27% raggiunto sempre nella fascia 35/54 anni e del 36% al Sud.

A distanza (tra i risultati ai quali, potendo scegliere, le donne ambiscono sul fronte lavorativo) si piazza una maggiore gratificazione professionale, che si ferma al 13% del totale con il 15% raggiunto dalle donne che hanno oltre 54 anni di età e il 18% nel Nord Ovest. Una motivazione tallonata dalla disponibilità più elevata di tempo libero, che tocca il 12% delle coinvolte nell’indagine, stavolta con la massima percentuale (16%) nella fascia più giovane, tra i 18 e i 34 anni, e al Centro (15%). Una gratificazione meno palpabile – più riconoscimento sociale – è optata solo dal 6%, con variazioni limitate tra una fascia di età e l’altra e un picco territoriale al Sud (8%). Il 13%, infine, sceglie di non rispondere con una presenza maggiore tra le ultra-54enni (15%) e nel Nord Ovest (18%).

Un problema ricorrente nelle imprese italiane, soprattutto quelle artigianali e piccole, è il credito erogato con il contagocce. Ma, nella partita con le banche, spesso le donne imprenditrici (o aspiranti tali) e in genere le donne denunciano di essere trattate peggio degli uomini anche a parità di condizioni. E’ vero? Dalla indagine di Swg per CNA Nazionale questa asserzione è confermata, in un panel aperto anche agli uomini, dal 50% degli interpellati (43% degli uomini, 56% delle donne) con picchi del 58% nella fascia 18/34 anni e del 57% al Sud. Disaggregando questo risultato, emerge che a ritenere il trattamento in banca di molto peggiore per le donne è convinto il 12% della platea (8% uomini, 16% donne), con tetti per classe di età tra i 18/34enni (17%) e per macro-regioni nel Sud e nelle Isole (15%). Quasi scompare a livello di genere la differenza sulla valutazione di “abbastanza” – nella difficoltà di accesso al credito delle donne – che nel totale è indicata dal 38% di quanti partecipano all’indagine: il 35% degli uomini e il 40% delle donne, con risultati superiori alla media tra i più giovani (41%) e nel Sud (42%).

Nell’altra metà dell’universo, quanti sostengono che la differenza di genere nell’accesso al credito tra donne e uomini è scarsa sono il 30% (34% uomini, 26% donne) con presenze più spiccate tra gli ultra 54enni (33%) e al Centro e nelle Isole (38%). Tocca il 20%, infine, la quota di quanti non rilevano differenze di genere su questo fronte (23% uomini, 18% donne) con presenze più rilevati nella fascia 35/54 anni (23%) e nelle regioni del Nord Ovest (25%).

Tra quanti sono convinti che questa difficoltà di genere nell’accesso al credito esista, la motivazione che le donne potrebbero avere figli è la preferita dal 37% degli interpellati (33% uomini, 40% donne) con punte tra i 35 e i 54 anni (41%) e nelle regioni del Nord Est e del Centro (41%). A seguire in questa graduatoria è l’affermazione “le donne sono meno affidabili degli uomini”, fatta propria dal 27% del totale (31% uomini, 24% donne) con la fascia di età 18/34 anni (30%) e le Isole (31%) più convinte. Terza la motivazione “le donne mettono il lavoro al secondo posto rispetto alla famiglia”, scelta dal 19% degli interpellati (14% uomini, 23% donne) con gli ultra 54enni (26%) e le Isole (33%) ai massimi. La presunta minore mentalità imprenditoriale posseduta dalle donne rispetto agli uomini è indicata dal 9% del panel (12% uomini, 7% donne): una scelta principalmente diffusa tra i più giovani e nel Nord Ovest. All’8% si fermano quanti danno altre risposte.

L’indagine dà per scontato che in Italia, alla morte di un titolare d’impresa familiare, capiti perlopiù che la gestione dell’azienda sia affidata ai figli maschi. E ne chiede il motivo ai partecipanti. Il 39% ritiene che i figli maschi siano indirizzati fin da piccoli a prendere in mano il futuro dell’azienda. A rispondere in questo senso sono il 43% degli uomini e il 35% delle donne. Tra gli ultra 54enni i più convinti (45%) così come tra quanti abitano le regioni del Sud (43%). Più distanziata una seconda motivazione – le donne sono ritenute meno in grado di fare impresa – scelta dal 23% del totale (17% uomini, 29% donne) con livelli più elevati tra i 18/34enni (31%) e nel Nord Est (26%). Su questo presupposto, però, è diffusa l’incertezza, che raggiunge il 38% complessivo degli interpellati.

Sul fronte dei rapporti fra sessi sul lavoro sono interessanti due quesiti: potendo scegliere si preferiscono uomini o donne per capi o per colleghi/collaboratori di lavoro? Su entrambe le domande è diffusa l’indifferenza, che raggiunge il 76% per i capi e  il 66% per colleghi/collaboratori di lavoro. Tra i capi l’uomo è preferito dal 14% del totale (14% uomini, 13% donne), le donne dal 10% (9% uomini, 12% donne). Sui colleghi/collaboratori l’uomo è indicato dal 18% (14% uomini, 21% donne) e le donne dal 16% (17% uomini, 15% donne).

SCARICA IL TESTO INTEGRALE DEL SONDAGGIO 👇
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PIL – CNA: “Chiediamo al governo di reagire immediatamente per evitare la tempesta”

“Il dato Istat diffuso stamattina ha confermato quanto era nell’aria: l’Italia è precipitata in recessione dopo due trimestri consecutivi di contrazione dell’economia. Nel contempo, oggi Eurostat ha segnalato un rallentamento della crescita nell’Eurozona, che però rimane in terreno positivo. Da questo combinato disposto emerge che quando i partner europei hanno il raffreddore, il nostro Paese prende la febbre. A dimostrazione che la debolezza italiana è endemica. E che, purtroppo, non sono stati sviluppati gli anticorpi necessari a superare senza gravi conseguenze nemmeno temporanei stati di crisi internazionali”. Lo si legge in un comunicato della CNA.

“È grave e altamente preoccupante che, – prosegue la nota – dopo avere ripreso con fatica la strada della crescita, l’Italia rischi di ritrovarsi al punto di partenza. La recessione pone pesanti interrogativi sulle politiche messe in atto dal governo e suscita comprensibili timori sulla necessità di dolorosi interventi correttivi di finanza pubblica. Forte, in particolare, è la preoccupazione degli artigiani e delle piccole e medie imprese che temono di veder vanificati gli sforzi compiuti negli anni della crisi. Chiediamo al governo – conclude il comunicato della CNA – di reagire immediatamente  per evitare che questo vento negativo si trasformi in tempesta”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

OCCHIO A LA FONTINA – Progetto di videosorveglianza per l’area produttiva

In collaborazione con forze dell’ordine e Comune di San Giuliano Terme

Subito un sistema di videosorveglianza a La Fontina per contribuire a migliorare la sicurezza della zona dove sono insediate circa 300 imprese. È attorno a questa idea, apparentemente scontata, che CNA di Pisa, Comune di San Giuliano Terme e Polizia Municipale intendono lavorare insieme per contrastare il fenomeno dei furti che colpiscono l’area produttiva tra San Giuliano e Pisa.

cna-pisa-occhioa-la-fontinaLa CNA si è fatta promotrice insieme a molte imprese della zona in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di San Giuliano Terme di una iniziativa che parte dalla disponibilità dal basso delle imprese presenti in zona e che può essere anche un modello da seguire in altre zone produttive. Alla presentazione del progetto, cui hanno aderito gli istituti di credito presenti in zona, hanno partecipato i titolari delle rispettive filiali il dottor Simone Russo della Bcc Pisa e Fornacette e il dottor Massimiliano Antonelli della Bcc Pescia e Cascina ed anche Chianti Banca ha promesso la sua adesione. Presenti anche diverse imprese ma soprattutto vasti consensi sono già stati manifestati verso il progetto.

PARTECIPA E VERSA IL TUO CONTRIBUTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA (vedi in fondo alla pagina le indicazioni)

Il presidente Area Pisana CNA Francesco Oppedisano ha introdotto la presentazione specificando che “abbiamo chiamato ‘Occhio a La Fontina’ il progetto per dotare nel minor tempo possibile, la zona di un sistema organico a capillare di videosorveglianza pubblica da realizzarsi a spese delle imprese presenti e di coloro che volontariamente vorranno aderire. Le Forze dell’Ordine non possono fare tutto da sole e con la operatività garantita da una sistema di videosorveglianza che copre tutta l’area produttiva si può significativamente elevare il livello di sicurezza e di potenziamento delle reali possibilità di intervenire con tempestività ed efficacia mettendo a sistema i singoli impianti”.

“Anche l’Area Produttiva de La Fontina così come altre aree che ospitano attività e imprese, sono spesso vittime di furti e danneggiamenti da parte di malintenzionati e delinquenti che provocano danni sia materiali che economici, di tempo e psicologici – ha osservato il sindaco Sergio di Maio -Per arginare il fenomeno dei furti – su tutti – ma anche di altre azioni criminose, può risultare una risposta efficace installare un adeguato impianto pubblico di videosorveglianza che possa monitorare tutti gli ingressi all’area produttiva che si aggiunga agli impianti privati. Vogliamo fortemente che possa contribuire in modo incisivo a mettere in sicurezza l’intera area, sia per la parte destinata alle attività produttive che residenziale. Per i tempi e le risorse che abbiamo non potremmo garantire un intervento con la rapidità necessaria. Ben venga, pertanto, questo progetto, che salutiamo con favore e che sosteniamo e sosterremo convintamente”. “Per realizzare questa idea – ha spiegato ancora il presidente CNA Matteo Giusti – crediamo che occorra anche in questa circostanza ritrovare il senso più profondo della nostra comunità cercando di fornire ognuno un contributo libero e volontario per poter realizzare in tempi rapidi un impianto comune di video sorveglianza gestito dall’Amministrazione Comunale e dalle Forze dell’Ordine”.

“L’impianto è stato pensato – ha spiegato l’autore del progetto l’Ing. Michele Profeti della Promi Sicurezza – per tenere costantemente (h 24 per 365gg/anno) sotto controllo tutte le vie di ingresso e uscita da La Fontina –  e si compone di almeno 9 telecamere di vario genere alcune delle quali di ultima generazione e con un sistema evoluto di ricerca immagini e risponde in pieno a tutte le norme vigenti in materia di privacy e per la fornitura di prove documentali ufficiali a supporto di azioni investigative ed eventuali indagini. L’impianto coprirà anche buona parte della zona residenziale e se le adesioni dovessero risultare sufficienti è possibile realizzare ulteriori potenziamenti e posizionare ulteriori telecamere che specie con al disponibilità dei titolari degli immobili se posizionati in modo da essere alimentati con energia elettrica ci permette di risparmiare sulla dotazione di batterie e pannelli fotovoltaici, che sono invece necessari se posizionati dove non è disponibile l’energia elettrica”.

PARTECIPA E VERSA IL TUO CONTRIBUTO PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO DI VIDEOSORVEGLIANZA

Per raggiungere la cifra necessaria è necessario che ogni ditta presente possa versare una offerta commisurata alla propria capacità contributiva.

I versamenti possono essere fatti sul conto corrente con Bonifico bancario intestato a CNA, sulla Banca Monte Dei Paschi Di Siena, Ag. N. 4 di Pisa,
IBAN IT50L0103014010000000248624

Con la apposita causale che abbiamo creato per l’occasione progetto “Occhio a La Fontina” o anche in tutte le filiali bancarie presenti in zona (Bcc Pisa e Fornacette, Bcc Cascina e Pescia; Bcc Chianti) oppure tramite contributi volontari espressamente dedicati al progetto direttamente presso la sede CNA in via Carducci, 39 (a La Fontina).

LEGGI GLI ARTICOLI REALIZZATI SU LA NAZIONE E IL TIRRENO: 
LA NAZIONE – Occhio La Fontina
LA NAZIONE2 – Occhio La Fontina

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

REVTECH – Il 4.0 per le PMI appuntamento a Poteco

R.E.V.TEC.h 4.0 foRmazione imprenditorialE riVolta alle TECNologie 4.0

Quando?
29 GENNAIO 2019 ORE 9.00 

Dove?
Sede POTECO VIA SAN TOMMASO,119/121/123 S. CROCE Sull’ARNO PI

Scopri il programma 

Ore 9,00 – Registrazione ed accoglienza

Ore 09,30 – Intervengono
Francesca Ciampalini – Dir. Forium Sc
Giuseppe Anastasi – Dir.Dip. di Ing. dell’Informazione UNIPI
Chiara Di Sacco – Digital Innovation Hub Cna Pisa
Roberto Vago – Dipartimento Tecnologico di ASSOMAC

Ore 11,00 Coffe break

Ripresa lavori

Tiziana Lombardo – Esperienze I. 4.0

Simona Vezzi – Esperienze I. 4.0

Francesco Facchini – Sts network

Marlene Sotomayor – Finart Cna

Domande e approfondimenti

Ore 13,00 Pausa pranzo

Ore 14,00 Incontri con speakers da parte dei beneficiari

Scarica ora il programma dettagliato dell’evento 👉 revtech4.0-evento-santa-croce-pisa

VIADOTTO E45 – Affrontata l’emergenza ora decisivi i risarcimenti e l’istituzione dell’Archivio nazionale delle strade

“CNA Fita chiede al Governo che, oltre a garantire risarcimenti e aiuti a imprese e cittadini penalizzati dalla chiusura di un tratto della superstrada E45, promuova la realizzazione dell’Archivio nazionale delle strade al fine di permettere, in questo e in altri casi simili, la conoscenza  dello stato e delle caratteristiche di eventuali percorsi alternativi, garantendone nel contempo la transitabilità immeditata in caso di eventi imprevisti”. Lo dichiara il presidente di CNA Fita, Patrizio Ricci.

“Il Governo ha affrontato urgentemente il problema della E45 – sottolinea – ma si è scoperto che molti dei percorsi alternativi hanno bisogno di essere adeguati ai nuovi flussi di traffico, in particolare il vecchio tracciato della Statale Tiberina 3bis, da tempo impraticabile per uno smottamento. Prima di poterlo fare passeranno mesi, arrecando ulteriori, pesantissimi danni alle imprese, ai cittadini e all’economia, non solo locale”.

“La E45, però, rappresenta solo la punta di un iceberg. Eppure – ricorda – da oltre trent’anni il Codice della strada, all’articolo 226, prevede l’istituzione dell’Archivio nazionale delle strade, che tra l’altro stabilisce gli obblighi a carico degli enti proprietari delle singole vie. Un impegno evidentemente disatteso – conclude Ricci – al quale è arrivato il momento di adempiere con celerità”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

PROGETTO VIDEO SORVEGLIANZA – Occhio a La Fontina – sondaggio

Partecipa al sondaggio online di CNA Pisa sulla percezione della sicurezza nell’Area de La Fontina

CNA Pisa, insieme al Comune di San Giuliano Terme, sta lavorando ad un progetto di videosorveglianza dell’area, dopo i numerosi casi di furti che si sono verificati negli ultimi mesi.

Cosa ne pensi tu? 
Diccelo rispondendo alle domande del sondaggio sulla sicurezza CLICCANDO QUI (solo 3 minuti!)

Il 30 gennaio alle ore 11 verrà presentato il progetto presso la sede di CNA Pisa

Di cosa si tratta?
“Occhio a La Fontina” si chiama il progetto per dotare nel minor tempo possibile un sistema organico a capillare di videosorveglianza pubblica da realizzarsi a spese delle imprese presenti e di coloro che volontariamente vorranno
aderire. Le Forze dell’Ordine non possono fare tutto da sole e con la operatività garantita da una sistema di video sorveglianza che copre tutta l’area produttiva si può significativamente elevare il livello di sicurezza e di potenziamento delle reali possibilità di intervenire con tempestività ed efficacia.

APPALTI – Intesa Regione, ANCI, Associazioni di categoria, sindacati per valorizzare lavoro e imprese

Un protocollo sugli appalti, per un sistema che tuteli insieme qualità del lavoro e delle imprese. L’ha firmato oggi la Regione Toscana con Anci, l’associazione dei comuni della regione, le associazioni di categoria (Ance, CNA, Confcoperative, Legacoop, Agci, Confartigianato edilizia) e i sindacati (Cgil, Cisl e Uil). Per CNA Toscana ha siglato il protocollo il presidente Andrea Di Benedetto; insieme a lui il portavoce regionale del settore edilizia, Giuseppe Comanzo, e il coordinatore dell’Unione CNA Costruzioni Toscana, Antonio Chiappini.

“Con questa intesa  – ha spiegato l’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli – vogliamo migliorare la qualità dei servizi pubblici erogati, garantire l’occupazione, i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, favorire la trasparenza nelle procedure di gara e rafforzare il contrasto ai fenomeni di illegalità e concorrenza sleale a salvaguardia delle imprese che operano nel rispetto dei contratti nazionali e delle legge. Con questo atto si premiano sia le imprese che investono sulla qualità del lavoro, sia i lavoratori che vedono migliorare tutele e condizioni di lavoro”.

Il percorso che sfocia nella firma di questo protocollo nasce dalla constatazione, condivisa, dell’importanza del mercato degli appalti, che attiva circa il 5% del PIL regionale e della necessità di adeguarsi ai cambiamenti in corso nel settore, nonché dalla volontà comune di mettere sempre di più al centro la qualità del lavoro e dell’impresa.

“Le gare d’appalto – ha detto l’assessore Bugli – se non ben regolamentate e gestite, rischiano di trasformarsi in una corsa al ribasso sui costi della manodopera, sui costi della sicurezza e della tutela della salute sul lavoro, sulla qualità dell’opera e dei servizi messi a gara. Tutto questo, soprattutto in periodi di crisi economica, rischia di mettere ai margini le imprese più corrette e attente alla qualità del lavoro e ai diritti dei lavoratori”. “Non a caso la firma di questo protocollo – ha continuato l’assessore – arriva adesso, dopo l’approvazione a dicembre del bilancio della Regione, che prevede nel triennio 2019-2021 un miliardo di investimenti, metà dei quali concentrati sul 2019. In tal modo si cerca di rilanciare la nostra economia, che a livello nazionale è giudicata in stagnazione e per taluni addirittura in recessione. Per farlo la leva fondamentale sono gli investimenti e per la Regione essere anche soggetto aggregatore comporta avere la possibilità di procedere a effettuare, a livello toscano, una grande mole di acquisti, ora concentrata sostanzialmente su Consip”.

Il protocollo dovrà essere tradotto a breve in nuove norme e linee guida per la realizzazione delle procedure.

Le novità del protocollo

L’intesa firmata oggi introduce alcune novità. Fra queste, il Durc di congruità, ovvero l’inserimento nel documento di regolarità contributiva (Durc) che deve essere acquisito nella fase di esecuzione del contratto, di una ulteriore verifica della congruità fra numero dei lavoratori dichiarati e versamenti contributivi per contrastare il lavoro sommerso ed irregolare.

Viene poi rafforzata la clausola sociale, che introduce criteri di premialità soprattutto per gli appalti di servizi, per favorire il  riassorbimento della manodopera da un’azienda all’altra.
Per favorire la partecipazione delle piccole imprese alle gare viene poi rafforzato l’obbligo a suddividere la gara di appalto in lotti di dimensione adeguata e si introducono premialità per favorirne la presenza nei raggruppamenti di micro e piccole imprese. Nei casi in cui la stazione appaltante decidesse di restringere il numero delle imprese che partecipano alle gare attraverso un sorteggio, si propone di prevedere con una norma regionale la possibilità riservare una quota del 50 per cento ad aziende con sede legale ed operativa in Toscana.

Ma non è tutto. L’Osservatorio regionale sugli appalti si impegna, nell’ambito del rapporto annuale sull’andamento del mercato, a fornire dati relativi ad eventuali situazioni anomale.
Inoltre, si introduce nelle gare il patto di integrità,  e si vuole garantire con l’anonimato, la tutela del  dipendente pubblico che segnala l’esistenza di illeciti di cui sia venuto a conoscenza.

Qualche dato sugli appalti in Toscana

La spesa pubblica veicolata attraverso le gare per l’affidamento di lavori o per la fornitura di beni servizi rappresenta un fattore importante per la crescita della Toscana. Secondo gli ultimi dati disponibili (Irpet, 2017), il numero delle procedure di gara di importo superiore ai 40 mila euro è stato pari a 9.101, 887 in più rispetto al 2016. In particolare sono state fatte 2.590 gare di appalto per lavori, 3.606 per servizi, 1.194 per forniture sanitarie, 1.711 per forniture non sanitarie.

Gli importi messi a gara sono stati in tutto pari a 6,1 miliardi (nel 2016 erano stati 4,9). Di questi 1.578 euro sono stati affidati per lavori, 2.810 euro per servizi, 392 mila per forniture non sanitarie e 1.294 per forniture sanitarie.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Toscana)