CNA Territoriale di Pisa – Calendario Assemblee Elettive

È iniziato il percorso che ogni 4 anni porta al rinnovo delle cariche e degli organi della CNA Associazione Territoriale di Pisa .

I primi appuntamenti sono rappresentati dal rinnovo delle cariche delle articolazioni di mestiere cui seguiranno le assemblee elettive delle Aree territoriali.

Qui il calendario di tutte le Assemblee: calendario assemblee elettive 2017_rev02

La novità più importante è che essendo stato modificato lo Statuto nazionale, ogni categoria avrà una sua rappresentanza autonoma locale come articolazione di mestiere (si veda l’elenco), che poi a livello regionale e nazionale andranno a comporre le Unioni come in passato.

Ogni articolazione di mestiere sarà rappresentata in base alla consistenza numerica negli organismi di rappresentanza dell’associazione in particolare nell’assemblea elettiva territoriale (che è la sede dove viene eletto il presidente provinciale) e troverà sbocchi oltre che ai livelli territoriali superiori (regionale e nazionale) anche negli organi di rappresentanza delle aree territoriali in cui è suddiviso il nostro territorio, ovvero:

  • Area Pisana
  • Valdera
  • Cuoio
  • Val di Cecina

È importante la partecipazione sia alle assemblee elettive delle articolazioni di mestiere che delle altre assemblee di zona. Decidere chi saranno i rappresentanti per i prossimi anni sia a livello di categoria che a livello di territorio (basti pensare al tema delle tasse locali o delle burocrazie comunali) è un momento decisivo per la vitalità e la capacità di incidere della nostra Associazione.

Dedicare qualche ora a questa decisione collettiva rende più concreto l’impegno e la possibilità di fare delle cose utili per la vita e lo sviluppo delle imprese.

Qui trovate i testi integrali dello Statuto, del Regolamento e di CNA Pisa:

 

Il Presidente, Matteo Giusti
Il Direttore, Rolando Pampaloni

A Aprile Mi Formo – Scopri i corsi pensati per te dal Consorzio Copernico

Il Consorzio Copernico di CNA Pisa ha pensato per te e la tua azienda i seguenti corsi formativi

 

6 aprile 2017

Corso Fgas
Dove? Presso la sede di CNA Pontedera

10 aprile 2017
Corso HACCP 12 ore addetto complesso 10 aprile 2017
Dove? Presso la sede di CNA PISA

18 aprile 2107
Corso Primo Soccorso 12 ore
Dove? Presso la sede di CNA PISA

21 aprile 2017
Corso Caldaie > 232 KW
Dove? Presso la sede di CNA PISA

 

Per informazioni e iscrizioni: 

 

Eleonora Barbuto
Telefono
: 050876572
barbuto@cnapisa.it

 

 

 


 

Immigrazione, impresa e lavoro autonomo come veicolo d’integrazione. La scommessa di Progetto MELT

MELT ovvero Migranti E Lavoro in Toscana

Sandra Capuzzi, Presidente Società della Salute Zona Pisana:
Il coordinamento fra politiche sociali e politiche attive del lavoro è fondamentale

Si chiama “Melt 2”, un acronimo che sta per “Migranti e lavoro in Toscana” ed è un progetto promosso da Società della Salute della Zona Pisana, Comuni di Firenze e Prato e amministrazione regionale, con la collaborazione della Cna di Pisa, e finanziato dal Ministero del Lavoro.

L’obiettivo è intuitivo già dalla denominazione: sostenere l’inclusione sociale dei migranti (dalla provincia di Massa Carrara a quella di Grosseto) attraverso l’integrazione nel mercato del lavoro. “L’esperienza della prima edizione di questo progetto, finanziato con risorse europee per l’immigrazione (fondi Fei) e coordinato dall’amministrazione regionale, ci ha insegnato che per riuscire nell’intento è fondamentale il coordinamento e l’integrazione fra politiche sociali e politiche attive del lavoro – ha spiegato la Presidente della SdS della Zona Pisana Sandra Capuzzi: da qui vogliamo ripartire, facendo conoscere e approfondendo quest’approccio in tutta la Toscana costiera, ossia in quella porzione di territorio regionale che va dalla provincia di Massa Carrara a quella di Grosseto”.

Imprese con titolare straniero della Cna di Pisa: il 37% è inserito nel settore delle costruzioni, il 14% in quello del benessere e della sanità e il 12% nei trasporti

Una sfida su cui ha scommesso anche la Cna di Pisa e confermata dai numeri della delegazione provinciale: sono 130 le imprese con titolare straniero affiliate, il 37% delle quali opera nel settore delle costruzioni, il 14% in quello del benessere e della sanità,  il 12% nei trasporti e il 9,2  nella cosiddetta “produzione” (meccanica, legno, mobili e arredamento).

In tutto in Italia sono circa 500 mila le imprese a titolarità straniera, il 9,1% del totale. Otto su dieci sono aziende individuali: la maggior parte operano nel commercio, nella manifattura e nell’edilizia. Tendenze che, come abbiamo visto, trovano conferma anche nei numeri della Cna di Pisa, fra le quali la comunità d’imprenditori immigrati più numerosa è quella albanese (26%), seguita dai rumeni (13%), dagli svizzeri e dai marocchini.

(FONTE: Ufficio Stampa – SdS Zona Pisana)

INPS e INAIL – Pillole sulle novità e utili chiarimenti

1.Unità produttiva e unità operativa, iscrizione e variazione in anagrafica azienda

È importante in molti casi saper distinguere i concetti di unità produtiva ed unità operativa di una impresa. Perlatro sono oggetto spesso di autodichiarazioni e quindi è possibile incorrere nelle conseguenze per dichiarazioni non veritiere.

L’Inps ha fornito le istruzioni operative per la gestione ovvero l’iscrizione e la variazione, delle unità produttive in anagrafica aziende. Al fine di facilitare le operazioni di verifica, aggiornamento e di censimento delle unità produttive, oggetto di autocertificazione, l’istituto riporta la precedente prassi, sottolineando, nel contempo, l’importanza della distinzione tra il concetto di unità produttiva e di unità operativa

fonte: Inps circolare 8 marzo 2017, n. 56

2. Disposizioni d’interesse per i datori di lavoro

Dal 1° marzo 2017 la legge di conversione del Milleproroghe, ha introdotto alcune novità in materia di legislazione del lavoro fra cui : la decorrenza di alcune norme in materia di collocamento obbligatorio, l’obbligo di tenuta in modalità telematiche del libro unico del lavoro (LUL), l’indennità di disoccupazione per i co.co.co, le agevolazioni fiscali per il rientro di lavoratori in Italia.

Per chi volesse approfondire il tema si ricorda che l’Ufficio Consulenza del lavoro di CNA Pisa è disponibile su appuntamento non solo per le imprese utenti del servizio, ma anche per tutti gli iscritti.

3. Movimentazione manuale dei carichi: linee d’indirizzo per la valutazione del rischio specifico

Ci sono aggiornamenti rilevanti circa la prevenzione delle patologie da movimentazione manuale dei carichi: sono state definite linee d’indirizzo per l’applicazione del Titolo VI e dell’allegato XXXIII del Testo Unico Sicurezza e per la valutazione e gestione del rischio connesso alla movimentazione manuale di carichi.

Queste linee d’indirizzo sono composte da due parti:

– la prima, i capitoli 1, 2 e 3, è destinata a tutti i potenziali utilizzatori interessati agli aspetti generali ed introduttivi alla valutazione e gestione del rischio connesso alla movimentazione manuale di carichi;

– la seconda, l’allegato, è destinata ad utilizzatori esperti che devono effettuare, tramite i metodi suggeriti nelle norme tecniche di riferimento, una valutazione dettagliata di tale rischio.

Queste linee d’indirizzo riguardano prevalentemente la valutazione e la gestione del rischio: gli aspetti relativi alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori saranno esaminati in un successivo documento.

Fonte: www.inail.it

INAIL: analisi fattori di rischio degli eventi mortali

Segnaliamo la pubblicazione sul sito INAILl delle schede informative in cui sono analizzate le modalità di accadimento e specifici fattori di rischio di eventi mortali avvenuti nei luoghi di lavoro.

https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/pubblicazioni/catalogo-generale/informo-approfondimento-delle-dinamiche-dei-fattori.html

Fonte: www.inail.it

4. Albo Nazionale Gestori Ambientali: nuovo modello d’iscrizione

Il Comitato Nazionale dell’Albo Gestori Ambientali ha emanato la nuova modulistica necessaria per l’iscrizione e l’autocertificazione per il rinnovo dell’iscrizione, con procedura ordinaria, nelle categorie 1, 4, 5, 8, 9 e 10. Ciò a fronte di diverse modifiche ed integrazioni apportate ai criteri per le iscrizioni nelle categorie per il trasporto dei rifiuti (categorie 1, 4 e 5) e per ricomprendere in un unico modello d’iscrizione anche il modello d’accettazione dell’incarico del responsabile tecnico.

Ad esempio con un’analoga Delibera il Comitato Nazionale ha emanato la nuova modulistica per l’iscrizione semplificata nella categoria 1 da parte di aziende speciali, consorzi di comuni e società di gestione dei servizi pubblici e nelle categorie 2-bis e 3-bis.

Per informazioni e approfondimenti:
Linda Desideri
Ufficio Ambiente e Sicurezza CNA
Telefono: 050876552-559

APPALTI – Preoccupazione di CNA Costruzioni per un Decreto Legge che cambierebbe le regole della responsabilità solidale

“CNA Costruzioni esprime forte preoccupazione di fronte all’ eventualità che il Governo, nella riunione del Consiglio dei ministri di domani, possa varare un decreto legge sul lavoro, per evitare il referendum del 28 maggio promosso dalla Cgil sulla responsabilità solidale negli appalti, che punterebbe a spazzare via l’obbligo, per il lavoratore al quale non sono stati corrisposti i trattamenti retribuitivi, i contribuiti previdenziali, e premi assicurativi (stipendio, contribuiti INPS e premi INAIL) di agire prima sull’impresa inadempiente e poi, se necessario, sull’impresa appaltante.

Verrebbe completamente cancellato il faticoso punto di mediazione fissato con il decreto legislativo 276 del 2003 fra i legittimi interessi dei lavoratori e gli altrettanto legittimi interessi delle imprese.

Deve essere chiaro a tutti che la norma che oggi obbliga i lavoratori ad agire nei confronti del proprio datore di lavoro, prima di rivolgersi alle altre imprese della filiera dell’appalto, non elimina né diminuisce la portata e gli effetti della responsabilità solidale nei confronti del lavoratore. Rappresenta invece sicuramente una tutela importante per tutte quelle imprese che operano con serietà e nel pieno rispetto delle regole”.

(FONTE: CNA Costruzioni)

“F.A.R.M” – Corso gratuito per diventare imprenditori

Hai in mente di metterti in proprio? 

Hai un’idea imprenditoriale? Hai meno di 30 anni e sei disoccupato? Allora questo è il corso che fa per te!

Di che corso si tratta? 

Un corso è gratuito rivolto a giovani dai 18 a 29 anni per sostenere lo sviluppo e il perfezionamento delle attitudini imprenditoriali e valorizzare la voglia di mettersi in proprio.
Possono partecipare tutti i giovani dai 18 ai 29 anni non inseriti in un percorso scolastico o formativo ne impegnati in attività lavorativa.

Chi lo organizza?

Ad organizzarlo Regione Toscana e Copernico scarl, l’agenzia formativa di CNA, in collaborazione con l’Associazione Provinciale Pisa CNA, Confesercenti Toscana Nord, Polo Navacchio S.P.A., Cescot Toscana Nord, Fo.ri.um. Sc, Formatica Srl, Camera di commercio Pisa e Co.Svi.G S.c.r.l.

Entro quando iscriversi?

Le iscrizioni sono aperte dal 13 marzo 2017 al 14 aprile 2017.

Quanto dura?

80 ore

Quando si terrà il corso?

Verranno realizzati 2 corsi:

  1. Tra aprile e  giugno (date precise ancora da stabilire)
  2. Tra settembre e novembre (date ancora da stabilire)

Quale scopo ha?

Il corso serve a sostenere l’avvio di attività di lavoro autonomo o di impresa e l’accompagnamento dalla fase di start-up alla realizzazione dell’idea imprenditoriale, anche grazie agli incentivi per la creazione di impresa.

Com’è strutturato?

Il percorso si suddivide in tre fasi:

  • formazione per la stesura del business plan
  • assistenza personalizzata per il business plan
  • mentoring realizzata con il coinvolgimento di imprenditori operanti nei settori di interesse dei partecipanti al progetto

Il corso è gratuito con frequenza obbligatoria

Per la certificazione finale è necessario raggiungere almeno il 70% di ore e completare l’elaborazione del business plan.

Scarica tutti i documenti: 

  1. domanda d’iscrizione
  2. locandina FARM
  3. Vademecum FARM – procedura iscrizione

Per informazioni e per partecipare alla selezione: 


Eleonora Barbuto
Telefono
: 050876572
barbuto@cnapoisa.it

 

 

 

 


 

Etichette a semaforo – CNA Agroalimentare fortemente contraria

Etichette a semaforo? Un coro di no anche da parte degli operatori del settore alimentare di CNA Pisa presenti al seminario sulle etichettature dei prodotti alimentari che si è svolto martedì 14 marzo presso la sede CNA Pisa a La Fontina.

Alice Manfredi

In parecchi hanno seguito gli aggiornamenti tecnici illustrati da Alice Manfredi (nella foto) e Fausto Pieroni di BASIQ QSA, partner di CNA in materia di ambiente e sicurezza. Tuttavia a tenere banco è stata la notizia del giorno: il ritorno del “semaforo”.

Si chiama infatti “semaforo” e dovrebbe essere un sistema semplificato di comunicazione al consumatore per avvisarlo sul contenuto calorico (e non solo) dei cibi in vendita. È un vecchio cavallo di battaglia della grande distribuzione inglese, prevede tre colori/bollini (rosso, giallo e verde) ed è stato al centro negli anni scorsi di una dura battaglia in sede comunitaria. Una battaglia vinta almeno al primo round ma che ora è tornata alla ribalta.

Sei multinazionali del food che rispondono ai nomi di Coca-Cola, PepsiCo, Mars, Mondelez, Nestlé e Unilever hanno rilanciato l’ipotesi del semaforo, che con un comunicato congiunto hanno reso noto e che li applicheranno unilateralmente a tutti i loro prodotti venduti in tutta Europa. Una etichetta corretta invece deve riportare valori nutrizionali, ma rapportati ai consumi giornalieri ottimali e non a quantitativi forfettari (come fa il semaforo), oltre agli allergeni e tutti gli ingredienti, la provenienza e la data di scadenza, per citare gli elementi più importanti.

CNA Agroalimentare ha deciso quindi di inviare una lettera a firma del Presidente Nazionale Mirco Della Vecchia e del Responsabile Nazionale Gabriele Rotini, ai parlamentari italiani che siedono negli appositi organismi al Parlamento Europeo

Nella lettera inviata si legge fra l’altro che : CNA Agroalimentare accoglie con molta perplessità e forte preoccupazione questa notizia poiché l’introduzione di un’etichetta a semaforo (con i bollini rosso, giallo o verde), come già abbiamo avuto modo di dire in passato, risulta fuorviante in quanto la segnalazione sui contenuti di grassi, sali e zuccheri, non si basa sulle quantità effettivamente consumate, ma, solo sulla generica presenza di un certo tipo di sostanze. Va quindi respinta l’ipotesi di un’informazione visiva che finisce per escludere dalla dieta alimenti sani, di cui l’Italia ne è il simbolo mondiale, con l’eccellenza delle produzioni DOP e IGP e la dieta mediterranea patrimonio UNESCO, per promuovere, al contrario cibo spazzatura, ingannando i consumatori rispetto al reale valore nutrizionale”.

“In questi ultimi anni CNA Agroalimentare – prosegue la lettera – ha portato avanti diverse iniziative contro questo sistema e lo stesso Parlamento europeo si è pronunciato in diverse occasioni contro l’etichettatura a semaforo, che invece di informare i consumatori ne condiziona le scelte. L’On. De Castro solleverà questo delicato tema chiedendo alla Commissione di realizzare uno studio sugli effetti di questa etichettatura. Ci auguriamo che questa proposta possa essere condivisa e sostenuta anche da Lei e dai Suoi colleghi italiani della Commissione AGRI”.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA Pisa)

INDAGINE: Moda Artigiana Toscana e Contoterzismo tra continuità e trasformazione

I risultati dell’indagine “Le imprese della MODA in Toscana”, le proposte alla Regione, i progetti e le opportunità che CNA ha studiato per le diverse esigenze delle varie tipologie di aziende che operano nel settore.

Un’indagine sull’artigianato e le piccole imprese del settore moda, cuore pulsante e produttivo del sistema moda toscano. L’ha realizzata CNA Toscana raccogliendo 127 questionari di pelletterie, imprese di abbigliamento (incluso la maglieria) e tessili di tutte le province toscane, in particolare Firenze, Prato e Arezzo.

La presentazione dell’indagine “Le imprese della MODA in Toscana” si è tenuta giovedì 9 marzo nella sede CNA Toscana alla presenza di numerose imprese del settore e dell’Assessore regionale allo sviluppo economico, Stefano Ciuoffo. Dopo l’apertura dei lavori a cura del presidente CNA Toscana Valter Tamburini, i risultati dell’indagine sono stati presentati da Andrea Manuelli e Alessio Monticelli, ricercatori LocalGlobal; quindi il presidente CNA Federmoda Toscana Marco Landi e  Francesca Mazzocchi, coordinatrice CNA Federmoda Toscana, hanno illustrato alcune proposte per le imprese del settore moda dirette alla Regione Toscana, nonché i progetti e le opportunità che CNA ha studiato per le diverse esigenze delle varie tipologie di aziende che operano nel settore. Due imprenditori Luca Rinfreschi (Rinfreschifur, Prato) e Franca Binazzi (Confezioni Bilò, Arezzo) hanno portato la testimonianza di imprese con buoni parametri di crescita e di dinamica che possono fornire un modello ispiratore anche per le altre aziende. Ha concluso la presentazione l’intervento dell’assessore regionale allo sviluppo economico Stefano Ciuoffo che ha parlato degli strumenti della Regione Toscana.

L’indagine “Moda Artigiana Toscana e Contoterzismo tra continuità e trasformazione” ha rilevato i problemi del comparto, ma anche evidenziato le possibili soluzioni e strategie.

Sia l’indagine qualitativa che il quadro quantitativo confermano la cronica difficoltà delle imprese terziste della moda, ma non si può parlare di crisi generalizzata.

Diversificazione ed efficienza rappresentano i driver di crescita, dove l’efficienza passa anche dalla valorizzazione delle risorse umane che – in settori ad alta femminilizzazione quale questi – necessitano di trovare soluzioni più soddisfacenti per il conflitto lavoro-maternità confermatosi rilevante e per una formazione più intensa e incidente.

Rimane poi il problema di un maggiore inserimento dei giovani, per garantire una continuità aziendale dell’artigianato della moda ad imprenditorialità italiana; l’analisi quantitativa ha mostrato infatti come questo settore ‘regga’, come consistenza, solo grazie alle imprese artigiane a titolarità straniera (49,2%). Ma vi sono opportunità di crescita aziendale e di sviluppo anche per l’artigianato a imprenditorialità nazionale, come dimostrato dall’indagine qualitativa.

Attenzione all’efficienza, personale giovane, macchinari recenti e orientamento all’innovazione è il ritratto del contoterzista della moda con una prospettiva futura, prospettiva che dipende in misura rilevante dalla continua ricerca di nuova committenza per ridurre i rischi del portafoglio cliente ed in particolare uscire dalla mono-committenza, anche se questa è apparentemente più remunerativa e certamente più facile da gestire nel breve termine.

Il contoterzismo della moda toscana attraversa una fase di trasformazione, più che di crisi generalizzata. In esso sono in atto rilevanti processi di trasformazione per cercare di superare problemi vecchi insieme alle più recenti difficoltà dovute al mercato e alla riorganizzazione complessiva dei processi produttivi. Queste dinamiche hanno ‘alzato l’asticella’ per le imprese che vogliono rimanere competitive ed in salute. Per questo motivo -e alla luce dei risultati dell’indagine- CNA Toscana intende sviluppare una serie di iniziative e di progetti per sostenere le piccole imprese del settore moda.

Le proposte di CNA Federmoda Toscana

PER LA REGIONE TOSCANA

– Strumenti di formazione per gli imprenditori semplici e efficaci, finalizzati a soddisfare le reali esigenze delle singole  imprese. CNA Federmoda Toscana propone l’utilizzo di voucher individuali per la formazione degli imprenditori e dei dipendenti (con risorse FSE e FESR) da spendere non solo presso Università o centri di ricerca, ma anche presso privati e professionisti accreditati.

– Prevedere crediti di imposta sulle imposte regionali (vedi IRAP) per le aziende che subiscono una incidenza forte dei costi legati alla maternità (ad esempio: + di 1 maternità l’anno o comunque in percentuale da definire in base a totale addetti) e per le imprese che investono in innovazione di prodotto (campionari), per il settore moda equivalente alle attività di ricerca e sviluppo per altri settori manifatturieri, che godono di queste agevolazioni.

– Aumentare la dotazione finanziaria dei bandi di microinnovazione (Bando servizi qualificati) per la Linea A (imprese singole). All’interno di queste misure prevedere la possibilità di acquistare il servizio di Temporary designer o stilista (parimenti a quello già presente del Temporary Manager) e Temporary agenti di commercio per la costruzione di reti di vendita (per le aziende conto terzi che intendano provare a crearsi un mercato sul conto proprio)

PER LE IMPRESE

Le opportunità CNA per le imprese della moda rispondono alle diverse esigenze delle varie tipologie di aziende che operano nel settore, e sono volte ad accompagnarle nel processo di cambiamento verso modelli di innovazione (di prodotto, di processo, organizzativa, tecnologica, di approccio ai mercati, di welfare aziendale) che le rendano più competitive.

I progetti:

Progetto “Manifattura 4.0” – CNA Toscana ha selezionato i migliori esperti a livello nazionale per costruire un team che affianchi l’azienda nel cambiamento: un esperto di reti e filiere, un designer, un maker e un esperto di modelli di business per innovare i prodotti, la dotazione tecnologica, i processi, l’organizzazione aziendale e la relazione col mercato e con la filiera. Tali progettualità possono essere implementate utilizzando il contributo a fondo perduto fino all’80% finanziato a valere sul ‘Bando Innovazione B’ della Regione Toscana, che cofinanzia interventi di innovazione per PMI in forma aggregata (ati o reti di impresa).

Fiera ORIGIN Passion e Beliefs 2017 | Il Salone dove la moda incontra la manifattura italiana con cui  CNA Nazionale ha stretto una partnership;  la fiera si terrà i prossimi 11-13 luglio a Fiera Milano Rho in concomitanza con Milano Unica. E’ prevista una forte scontistica per aziende CNA e per “operazioni di distretto” (almeno 5 aziende).

Marketplace B2B: il portale CNA Mood Market (www.moodmarket.it) dove grandi firme e produttori, italiani ed esteri, possono rintracciare le imprese della subfornitura italiana.

“Artigiano Contemporaneo”: www.artigianocontemporaneo.it, il marchio collettivo, il portale di infocommerce (e presto e-commerce), gli eventi e i canali social per promuovere l’artigianato moda di alta qualità.

Incoming operatori moda B2B E B2C in collaborazione con ICE e sistema camerale.

Servizi e collaborazioni:

  • Collaborazioni con le principali scuole di design e mestiere della Toscana
  • Presenza all’interno della Fondazione ITS M.I.T.A. (Made in Italy Tuscany Academy)
  • L’offerta formativa delle Agenzie CNA in Toscana
  • Servizi di assistenza alla presentazione dei bandi e alle agevolazioni di Regione Toscana presso le strutture CNA del territorio
  • Servizi di supporto al credito attraverso FINART, agenzia di mediazione creditizia regionale, e accesso al sistema di garanzie attraverso Artigiancredito Toscano.

I risultati dell’indagine

Obiettivi – Allargare ed aggiornare il quadro conoscitivo sull’impresa contoterzista della moda in Toscana, con l’obiettivo di sviluppare interventi e progetti di supporto al comparto.

L’indagine è stata effettuata su un campione di 127 imprese di cui: piccoli contoterzisti 40,2% –  piccole imprese non contoterziste 37,8% – grandi contoterzisti 15,7% (il limite tra piccola e grande impresa è fissato in 15 addetti). Inoltre è stata sviluppata anche un’analisi sui trend settoriali di lungo periodo (dinamica imprenditoriale e addetti), basata su dati camerali.

Problematiche – Mono-committenza, eccessiva dipendenza dalla committenza, tariffe giudicate non sufficientemente remunerative sono i problemi tipici e ricorrenti del piccolo contoterzista. L’indagine ha confermato come il rapporto con la committenza rimanga -o sia diventato- difficile per oltre la metà delle imprese terziste: la problematicità è in primis legata alle tariffe (27,6%), e poi in modo equi-ripartito tra riduzione del lavoro (18,1%), standard produttivi (18,9%) e condizioni contrattuali (18,9%). Tariffe, standard produttivi richiesti, condizioni contrattuali e dei pagamenti sono aspetti collegati al rapporto con la committenza; il calo del lavoro (e del fatturato) può invece essere dovuto al mercato, alla crisi o anche a scelte ‘sostitutive’ della committenza.

Strategie – La diversificazione rappresenta il ‘leitmotiv’ delle strategie, diversificare il rischio tra più committenti può salvare un terzista da un crisi indotta da un singolo committente. Non necessariamente alternativa è la strada del recupero di efficienza e produttività che può avvenire attraverso investimenti, innovazione e formazione/assunzione di risorse umane.

Quasi la metà delle imprese pensano di essere capaci di reinventarsi a livello di strategie e dall’indagine emerge come diversificazione/efficienza possano essere un connubio vincente che la maggior parte delle imprese applica declinandolo però ciascuna a suo modo. Alternativa alla diversificazione è la fidelizzazione con il committente che può passare anche attraverso gli assetti societari ed operazioni di parziale incorporazione dell’impresa terzista da parte della committenza e del gruppo in cui questa si inserisce. è questa una ‘strategia per pochi’ e quindi probabilmente non in grado di incidere molto sulla tenuta delle piccole imprese terziste della moda e nel consolidare una catena del valore toscana anche a livello di lavorazioni esternate da committenti locali.

Aspettative – A livello di aspettative sul medio-lungo periodo il quadro appare abbastanza equilibrato: ci sono scenari di crisi, che si compensano però con le crescite. I contoterzisti hanno attesi migliori o comunque non peggiori delle aziende di produzione propria.

Le aspettative mostrano continuità con la dinamica aziendale degli ultimi 3 anni tendenzialmente positiva su fatturato ed addetti, particolarmente per le imprese terziste. Non mancano tuttavia gli arretramenti di fatturato, una situazione per circa il 45% determinata da una criticità su un singolo committente, particolarmente nel caso della pelletteria (27,5%).

Scenario quantitativo – L’andamento settoriale conferma la dinamica complessivamente negativa delle imprese artigiane della moda, con una tendenza più marcata dell’artigianato toscano nel suo complesso, però evidenzia differenze: pelle e confezioni in crescita a fronte del declino di tessile, maglieria e calzature. Collegato alle differenze settoriali c’è il fenomeno dell’imprenditorialità straniera, in grado di portare la dinamica dell’artigianato su valori positivi nei settori dove è presente significativamente e di generare quel ricambio generazionale senza il quale vi sarebbe il declino. Di fatto nella moda è avvenuto il sorpasso dell’impresa artigiana straniera su quella italiana: il 49,2% degli imprenditori del comparto moda sono stranieri. Questa tendenza deve far riflettere sui problemi legati  all’età anagrafica degli artigiani ‘italiani’, alla urgente necessità di investire nei giovani, siano essi dipendenti o titolari, al recupero del ‘saper fare’: nella moda artigiana ci sono spazi di lavoro e di impresa ed è quanto mai necessario un apporto di risorse umane giovani e con una prospettiva futura ed a lungo termine.

Documenti allegati:

  1. indagine
  2. Slides Federmoda

 

Imposta sul reddito delle imprese IRI

I particolari della nuova tassazione opzionale delle imprese personali in contabilità ordinaria

La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto a decorrere dall’anno d’imposta 2017 l’Imposta sul reddito d’impresa, meglio nota con l’acronimo di IRI.

Si tratta di un regime fiscale opzionale lungamente atteso dalle piccole imprese e su cui la Confederazione si è fortemente battuta poiché consente anche a chi ha una ditta individuale o una società di persone, ad un commerciante o ad un artigiano, di pagare le tasse separando il reddito dell’impresa da quello personale, come avviene già per i soci delle società di capitali.

La finalità della nuova imposta, infatti, è quella di rendere più neutrale ed equa la tassazione del reddito d’impresa, a prescindere dalla forma societaria adottata, così da mitigare le differenze d’imposizione esistenti tra le società di capitali e le società di persone; inoltre, giacché la parte di reddito non prelevata e lasciata in azienda sconta una tassazione più leggera al 24%, si favorisce anche la patrimonializzazione delle imprese.

Peraltro, la diversa tecnica normativa utilizzata per raggiungere questa duale forma di tassazione del reddito d’impresa, prevista dall’IRI, consente, inoltre, alle piccole imprese personali (imprese individuali e società di persone) di effettuare una pianificazione fiscale di breve/medio periodo finalizzata a ridurre la tassazione media sul reddito prodotto.  E’ vero, infatti, che la aliquote marginali IRPEF più alte, applicabili nei periodi nei quali si realizzano – picchi di reddito, possono essere evitate lascando temporaneamente il reddito in azienda e  così da rendere applicabile su di essi l’aliquota IRI del 24% rinviando la distribuzione negli anni successivi quando l’aliquota marginale IRPEF risulterà più bassa.

Si tratta di una grande novità rispetto al “regime naturale” di tassazione ove il reddito fiscale delle società di persone e delle ditte individuali è sempre tassato ad IRPEF in capo ai titolari, a prescindere dall’effettivo incasso.

Nella circolare 8 marzo 2017, n. 2 delle Politiche fiscali e societarie CNA, verranno esaminati gli aspetti caratterizzanti del regime IRI, i punti di debolezza e le conseguenti proposte emendative che la Confederazione ha già sottoposto all’attenzione dei referenti istituzionali nonché i recenti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle entrate in occasione di Telefisco 2017.

Documento allegato: circolare8marzo2017n.2

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

Nuovi Studi di settore: Positiva la sperimentazione dei nuovi indici di affidabilità fiscale (i.s.a), ma servono due livelli di premialità

Nell’ambito della riunione del 7 marzo 2017 della Commissione degli esperti presso la Sose, sono stati presentati i risultati della sperimentazione su nove attività dei nuovi “indicatori di affidabilità fiscale” (ISA) che andranno a sostituire i relativi studi di settore.

Dai dati presentati, seppur provvisori, emerge un sostanziale recepimento delle richieste avanzate dalla stessa CNA che erano state ufficializzate già da tempo in un documento presentato da Rete imprese Italia al Vice Ministro dell’Economia e Finanze Luigi Casero  (News tributaria 12 febbraio 2016, n. 13)

oltre a confermare la nuova metodologia di costruzione già nota dallo scorso settembre (cfr News tributaria 26 settembre 2016, n. 79) e che porterà all’introduzione dell’indice di affidabilità per le imprese con un esito di valutazione sintetica tra un valore minimo di 1 e un valore massimo pari a 10, sono stati anticipati i possibili scenari futuri che rispondono alle ns richieste di massima trasparenza e compliance.

Ne è riprova la messa a disposizione di ogni contribuente, all’interno del suo Cassetto fiscale, oltre ai già noti esiti degli studi di settore applicati negli anni precedenti, di nuove reportistiche di analisi economica/aziendale. Saranno infatti messe a disposizione dell’impresa, oltre al suo “indice di affidabilità” anche i report di analisi del settore di riferimento dell’impresa consentendogli così di cogliere i punti di forza e di debolezza dell’impresa stessa rispetto alle performance delle altre imprese dello stesso settore.

Nello specifico sarà messo a disposizione un report di analisi economica del settore, un report di audit e benchmark, un report di affidabilità del settore, un report organizzato contenete le “note aggiuntive” formulate dai contribuenti in merito allo studio ed infine il report di affidabilità personale dell’impresa.

Tali elementi consentiranno quindi ad ogni impresa di valutare il rischio fiscale rappresentato dal suo posizionamento tenendo conto del settore di appartenenza, ma anche di valutare di porre in essere le azioni più consone ad un miglioramento delle proprie performance, tenendo conto proprio delle best-practice attuate dalle imprese concorrenti, intervenendo sui fattori e leve sulle quali l’impresa ha margini di miglioramento.

Positivi sono stati inoltre i riscontri sugli esiti della sperimentazione con specifico riferimento agli effetti della premialità. Su quest’ultima infatti dovrà essere basata la cd. compliance che dovrà graduare i benefici in funzione di diversi livelli di premialità che dovranno essere definiti ufficialmente. Per tale effetto occorrerà che il Legislatore riempia di contenuti la scarna normativa introdotta dal Collegato fiscale alla Legge di Bilancio (DL 193/2016). Ciò premesso, i risultati della sperimentazione con riferimento proprio agli effetti del premiale, hanno evidenziato che utilizzando un livello di indice di affidabilità almeno pari a 8 (su 10), la percentuale dei soggetti potenzialmente premiabili rimangono su livelli equivalenti a quelli premiati/premiabili con il vecchio studio di settore di riferimento.

Ad esempio,

  • nello studio relativo alla Produzione di panetteria (rif. D12U) il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 22,9% dei soggetti a fronte del 16,8% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore, in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 24,6% la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati;
  • nello studio relativo alla Fabbricazione di calzature (rif. D08U), il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 36,0% dei soggetti a fronte del 26,5% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore; in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 35,4% la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati;
  • nello studio relativo al Commercio al dettaglio di abbigliamento calzature e pelletterie (rif.M05U), il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 19,32% dei soggetti a fronte del 14,48% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore; in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 18,63% la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati;
  • nello studio relativo alla Manutenzione e riparazione di autoveicoli (rif. G31U), il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 28,13% dei soggetti a fronte del 11,12% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore; in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 20,76% la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati;
  • nello studio relativo ai servizi di ristorazione (rif. G36U),, il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 20,9% dei soggetti a fronte del 7,98% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore; in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 14,44 la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati;
  • nello studio relativo al commercio all’ingrosso di macchinari e attrezzature (rif.M84U), il livello di premialità dei soggetti con almeno 8 di indice di affidabilità sintetico (i probabili nuovi premiati) dalla sperimentazione risulta pari al 36,45% dei soggetti a fronte del 32,94% registrato nel 2015 con gli attuali studi di settore; in entrambi i casi non è stato considerato l’effetto correttivi congiunturali e l’eventuale adeguamento che ha portato, nel 2014, al 42,25% la percentuale dei premiati effettivi considerando l’effetto dei correttivi congiunturali ed adeguati

La sperimentazione ha altresì riguardato l’attività degli amministratori di condominio, sia in forma d’impresa che di lavoro autonomo (rif.K16U) e le attività professionali degli studi di ingegneria (rif.K02U).

Si tratta solo dei risultanti emersi dall’applicazione del primo indice di premialità che, probabilmente, potrebbe essere fissato ad un valore pari ad 8. A nostro avviso oltre a tale indice che riprodurrà, nella sostanza, i benefici normativi previsti dall’attuale premiale previsto per gli attuali studi di settore, deve essere previsto un ulteriore livello di premialità, in base al quale l’impresa viene messa comunque in coda alle liste di controllo da parte dell’Agenzia delle entrate. Solo in questo modo i nuovi studi settore, oltre ad essere uno strumento che assegna dei premi riconoscendo l’affidabilità dell’imprenditore, manterrebbero la caratteristica di strumento di selezione delle imprese più affidabili.

Terminata quindi la sperimentazione, saranno ora programmate le riunioni di approfondimento dei 70 studi di settore che saranno costruiti nel 2017 con la nuova metodologia (15 manifatture, 17 servizi, 29 commercio e 9 professioni). Fondamentale sarà quindi il monitoraggio e l’analisi delle diverse fasi che porteranno alla costruzione del nuovo strumento. Vista l’innovazione metodologica e i diversi risultati dell’applicazione (indice di affidabilità e non più ricavi di congruità), occorre la partecipazione attiva da parte di tutti, anche dal territorio, al fine di testare adeguatamente le valutazioni e gli indici di affidabilità affinché possano effettivamente rappresentare al meglio la realtà delle imprese del settore analizzato.

Con riferimento ai vecchi studi che comunque rimarranno applicabili fino alla costruzione del nuovo strumento, la Commissione ha approvato l’aggiornamento delle territorialità generali a livello comunale applicabili al periodo d’imposta 2016. Ciò è stato necessario al fine di cogliere l’istituzione di nuovi comuni derivanti dalla fusione/accorpamento di quelli esistenti o dalla modifica degli stessi. Sono state altresì aggiornate le territorialità specifiche relativa al livello delle tariffe per i trasporti con Taxi e Ncc (rif.WG72A), quella relativa alle aggregazioni comunali per lo studio delle strutture ricettive (rif.YG44U) e quella della territorialità degli Outlet per lo studio relativo al commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature (rif.YM05U).

Infine, anche per il periodo d’imposta 2016, è stato aggiornato al ribasso il valore soglia minimo dell’indicatore relativo al “costo per litro di benzina o gasolio consumato” applicabile allo studio del trasporto merci (rif.WG68U). Si ricorda che l’anomalia di tale indicatore fu segnalata da CNA già nel corso del 2016 relativamente al periodo d’imposta 2015 (cfr News tributaria 15 settembre 2016, n. 75) e che a seguito della stessa il valore soglia originariamente fissato a 1,26 venne abbassato a 1,15 con riferimento al 2015. Per il 2016, sulla base del prezzo medio nazionale rilevato dal Mise, il nuovo valore soglia minimo sarà pari a 1,05.

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