Servizio Civile – Scopri i progetti di CNA

Anche per l’anno 2020 il Dipartimento delle Politiche Giovanili e del Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha promosso tutti i progetti presentati da CNA Impresasensibile Onlus, tra l’altro con il punteggio più alto di sempre da quando la Onlus della CNA ha scelto di partecipare al Servizio Civile Universale, segno del continuo miglioramento nella qualità e nell’efficacia della progettazione.

Questi sono i 5 progetti in cui gli oltre 150 ragazzi tra i 18 e i 28 anni verranno impiegati a partire dall’inizio del nuovo anno.

I progetti continuano ad afferire alle tre grandi aree tematiche su cui si è concentrato in questi anni l’impegno di CNA Impresasensibile Onlus: immigrazione, anziani attivi e cultura/turismo sostenibile.

La novità più importante per quest’anno riguarda la candidatura dei giovani che avverrà esclusivamente in modalità on-line tramite la piattaforma Domanda on Line (DOL), raggiungibile da PC fisso, tablet o smartphone a cliccando qui.

Chi intende partecipare al Bando deve essere in possesso, quindi, dello SPID (Sistema Pubblico d’Identità Digitale) con un livello di sicurezza 2.

È una piccola rivoluzione per il Servizio Civile Universale che risponde alla priorità, che il nostro Paese si è dato, di garantire ai cittadini un accesso unico, sicuro e protetto ai servizi della Pubblica Amministrazione e che assicurerà maggiore trasparenza delle procedure. Inoltre, tale modalità, permetterà una riduzione dei tempi dei procedimenti e una semplificazione dei processi, agevolando l’attività del Dipartimento, delle Regioni e Province Autonome e degli enti di Servizio Civile Universale. Ai giovani verrà dato tutto il supporto necessario per la compilazione della domanda attraverso siti web, semplici manuali ed indirizzi mail dedicati.

Per chi è sprovvisto dello SPID, consigliamo di richiederne uno il prima possibile. Sul sito dell’AGID – Agenzia per l’Italia digitale sono disponibili tutte le informazioni necessarie, anche con faq e tutorial.

Tutte le spiegazioni per compilare la domanda sono contenute nella Guida alla Compilazione della domanda DOL. Segnaliamo anche il sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri dove i giovani potranno trovare le informazioni necessarie per la presentazione della domanda secondo le nuove procedure.

Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e non oltre le ore 14.00 del 10 Ottobre 2019.

Per una corretta compilazione della domanda e verifica dei requisiti richiesti è necessario leggere con molta attenzione il BANDO pubblicato dal Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale.

 

Per quanto riguarda le sedi CNA Impresasensibile Onlus della provincia di PISA saranno assegnati:

PROGETTO

INDIRIZZO SEDE

COMUNE

PROVINCIA

COD SEDE

VOLONTARI

COMUNITÀ INCLUSIVA

VIA CARDUCCI

SAN GIULIANO TERME

PISA

113579

1

CITTADINI MATURI

VIA CARDUCCI

SAN GIULIANO TERME

PISA

113579

1

CITTADINI MATURI

VIA BRIGATE PARTIGIANE

PONTEDERA

PISA

121515

1

Per ulteriori informazioni si può contattare:

CNA Pisa
Via G. Carducci 39 – Loc. La Fontina
San Giuliano Terme (PI)

Tel. 050876309
E-mail dalcanto@cnapisa.it

Nuovo Governo – “Bene l’apertura del Premier al costante confronto con le parti sociali”

Gli indirizzi programmatici illustrati in Parlamento dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, delineano l’avvio di una impegnativa e ambiziosa stagione riformatrice per favorire la crescita economica e ampliare la partecipazione dei giovani al mondo del lavoro intervenendo già con la prossima manovra per ridurre il cuneo fiscale. Attendiamo di conoscere le misure concrete che dovranno garantire l’equilibrio tra risanamento dei conti pubblici e sostegno a politiche espansive a partire dal calo della tassazione su famiglie e piccole imprese.

È indispensabile destinare risorse e definire progetti per aprire la stagione degli investimenti per colmare il drammatico divario territoriale tra Nord e Sud e assicurare una dotazione infrastrutturale adeguata a un grande Paese industriale.

CONTINUA A LEGGERE SUL SITO DI CNA CLICCANDO QUI

PMI Digital Lab – Partecipa all’indagine e scopri i vantaggi

Indagine sui processi di trasformazione digitale nelle piccole imprese

Nell’ambito del progetto di divulgazione, info-formazione e ispirazione culturale sui processi di trasformazione digitale delle piccole imprese italiane denominato PMI Digital Lab, viene avviato un osservatorio con l’obiettivo di indagare le opportunità e le sfide che le imprese stanno affrontando nell’ambito della digitalizzazione.

Quali sono le tecnologie più rilevanti per supportare la loro crescita? Quali competenze sono necessarie? Qual è il livello di trasformazione digitale delle PMI italiane?

TI INVITIAMO A PRENDER PARTE ALL’OSSERVATORIO E COMPILARE IL SEGUENTE QUESTIONARIO

PARTECIPA ADESSO CLICCANDO QUI, SOLO POCHI MINUTI

CNA, Talent Garden e i partner del progetto vogliono favorire, con il tuo aiuto, la promozione dell’innovazione nel sistema produttivo italiano.  I risultati che emergeranno saranno resi noti in un rapporto dedicato e presentati durante le iniziative del progetto.

Partecipando all’indagine, sarete invitati alle iniziative che il progetto PMI Digital Lab metterà in campo tra ottobre e febbraio prossimi.

PARTECIPA ADESSO CLICCANDO QUI, SOLO POCHI MINUTI

AGROALIMENTARE – Per la vendita di prodotti alcolici serve nuovamente la licenza fiscale

Per la vendita di prodotti alcolici, a decorrere dal 30 giugno 2019, serve nuovamente la licenza fiscale rilasciata dall’Agenzia delle dogane

La vendita al minuto di prodotti alcolici ricomprende tutte quelle attività che si rivolgono direttamente al consumatore finale inclusi la vendita al dettaglio e la somministrazione di bevande alcoliche, qualsivoglia siano le classificazioni ed i requisiti per l’esercizio fissati dalla rispettiva normativa di riferimento.

Esemplificando, sono più soggetti alla denuncia ex art. 29, comma 2, del D.lgs. n.504 del 1995:

  • gli esercizi di vendita di liquori o bevande alcoliche di cui all’art.86 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, ovvero quelli annessi, ad esempio ad alberghi, locande, pensioni, trattorie, osterie, caffè ed esercizi simili;
  • la vendita al dettaglio di alcolici in esercizi di vicinato, nelle medie o grandi strutture di vendita ovvero i negozi al minuto, supermercati ed ipermercati;
  • gli esercizi di somministrazione al pubblico di bevande alcoliche, per il consumo sul posto, ovvero i ristoranti, tavole calde, pizzerie, birrerie, bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari;
  • gli esercizi operanti con carattere temporaneo nel corso di sagre, fiere, mostre e simili;
  • la vendita al dettaglio di bevande alcoliche per mezzo di apparecchi automatici.

DAL 30 GIUGNO 2019

Dopo neanche due anni, con l’articolo 13-bis introdotto dalla legge n. 58 del 28 giugno 2019, di conversione de D.L. n. 34 del 30 aprile 2019 (c.d. “Decreto crescita”), viene di fatto disposta l’abrogazione della precedente disposizione, cosicché i soggetti di cui sopra sono nuovamente tenuti a richiedere la licenza in questione, a decorrere dal 30 giugno 2019 (data di entrata in vigore della L. n. 58/2019).

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha provveduto a ripristinare il modello di “Denuncia di attivazione esercizio di vendita di prodotti alcolici assoggettati ad accisa e istanza per il rilascio della licenza di esercizio (art. 29, commi 2 e 4 e art. 63, comma 1 del D.lgs. 26 ottobre 1995, n. 504)”, senza emanare al momento ulteriori indicazioni operative in merito.

Viene ripristinato il precedente modello senza fare cenno alla modifica apportata dall’art. 13-bis della L. n. 58/2019, che – a decorrere dal 30 giugno 2019 – ha modificato il comma 2 dell’art. 29 del D.lgs. n. 504/1995, reintroducendo la licenza in questione.
A tutt’oggi non risulta che alcuna autorità pubblica abbia provveduto a diramare indicazioni in merito.

Per accedere alla pagina dedicata del sito dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e scaricare il modulo clicca qui.

Per scaricare il testo della nota dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. RU113015/2017 clicca qui.

È intenzione della CNA, una volta ridefinito il quadro istituzionale, di proporre una modifica reintroducendo la SEMPLIFICAZIONE in materia di esercizi di vendita di prodotti alcolici assoggettati ad accisa, così come era stata modificata dall’articolo 1, comma 178, della legge 4 agosto 2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), prevedendo anche l’esonero dalla tenuta del registro di carico e scarico.

LAVORI SULLA FI PI LI – CNA richiede transito ai mezzi pesanti sulla Bientinese nella zona di Altopascio

CNA: Per attenuare il disagio per i trasportatori sconto del 50% ai mezzi pesanti che utilizzano il tratto autostradale dell’A11 e richiesta di transito consentito ai mezzi pesanti sulla Bientinese nella zona di Altopascio

I lavori sulla strada di grande comunicazione Firenze – Pisa – Livorno sono iniziati da circa un mese e hanno una durata prevista di circa otto mesi.

matteo giusti presidente cna pisa“Prima di entrare nel merito di questioni  che interessano le  imprese di autotrasporto – hanno dichiarato Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa, e il Presidente CNA Fita Trasporto Merci Pisa Roberto Calvani – intendiamo affermare che l’intervento sulla FI-PI-LI riguarda la messa in sicurezza di un’infrastruttura di grande importanza per la mobilità di merci e persone nella nostra regione; non possiamo che essere favorevolmente soddisfatti quando vengono  messe  in campo le procedure necessarie per rendere più sicure le nostre strade. Anche il tentativo di trovare il difficile equilibrio tra gli interventi necessari per garantire la sicurezza della rete infrastrutturale e il disagio che gli utenti devono sopportare durante l’apertura dei cantieri, è indubbiamente apprezzabile. E’ tuttavia necessario ricercare ogni possibile soluzione in grado di limitare il disagio, contemplando i legittimi interessi di tutti gli utenti che usufruiscono dell’infrastruttura”.

Prosegue CNA: “Fin da subito abbiamo avanzato una serie di proposte per cercare di limitare per quanto possibile l’impatto sulla viabilità anche da parte dei mezzi pesanti. Al fine di sbloccare arterie che gli autotrasportatori possono utilizzare per evitare il tratto interessato dal cantiere, abbiamo chiesto di eliminare il divieto di transito ai mezzi pesanti che interessa la viabilità fra la zona di Altopascio e la zona del cuoio,  a partire dalla Bientinese sul quale siamo in attesa di una risposta definitiva da parte dei vari enti coinvolti.

roberto calvanipresidente CNA Roberto calvani presidente fita trasporto merci cna pisaPositivo anche lo sconto del 50% ai mezzi pesanti che utilizzano il tratto autostradale dell’A11 e dell’A12 al posto della Fi-Pi-Li.

Il problema dei lavori sulla Fi-Pi-Li non è un caso isolato, ma si aggiunge a quanto accaduto nei mesi passati sulla E45 e ai danni che hanno dovuto subire e tuttora stanno subendo le imprese di trasporto, al dibattito acceso dai sindaci dell’area fiorentina e senese  sulla tratta Firenze-Siena  di competenza ANAS con i cantieri fermi da oltre  un anno, alla questione più generale delle infrastrutture di valenza nazionale come la Tirrenica, il completamento della Grosseto Fano ecc., e alle difficoltà che le imprese che eseguono trasporti eccezionali devono affrontare in questo momento. “E la lista potrebbe continuare – concludono Matteo Giusti e Roberto Calvani di CNA Pisa – E’ indubbio quindi che vi sia la necessità di accendere ulteriormente l’attenzione su un tema che riguarda nel suo complesso lo stato di estrema fragilità delle infrastrutture toscane e nazionali, l’insufficienza di risorse e il problema congenito del nostro paese sullo stato di avanzamento delle opere”.

Nota

Avranno diritto all’agevolazione tariffaria del pedaggio relativo alla percorrenza delle autostrade A11 e A12, esclusivamente per i transiti bidirezionali con le seguenti origine /destinazione fino a termine dei lavori sulla FI-PI-LI e comunque non oltre il 31 gennaio 2020, eseguiti con veicoli con classe di pedaggio (3,4,5).

Firenze Ovest- Pisa Nord
Firenze Scandicci – Pisa Nord

Calenzano – Pisa Nord
Firenze Impruneta – Pisa Nord
Firenze Sud- Pisa Nord
Prato est – Pisa Nord
Firenze Ovest – Pisa Centro
Firenze Scandicci – Pisa Centro
Calenzano – Pisa Centro
Firenze Impruneta – Pisa Centro
Firenze Sud – Pisa Centro
Prato est – Pisa Centro
Firenze Ovest – Livorno
Firenze Scandicci – Livorno
Calenzano – Livorno
Firenze Impruneta – Livorno
Firenze Sud – Livorno
Prato est – Livorno

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

Comitato Difesa Motorizzazione di Pisa: Sede a Ospedaletto? Buona notizia e ottima collocazione, ma attendiamo fatti concreti

Motorizzazione, finalmente una buona notizia. Anche se la cautela è d’obbligo.

“Siamo molto soddisfatti dell’annuncio del Sindaco di Pisa Michele Conti di una soluzione a portata di mano – fanno sapere dal Comitato per la difesa della Motorizzazione il presidente CNA Matteo Giusti, il presidente Amici di Pisa Stefano Ghilardi e i portavoce delle agenzie di pratiche auto Michele Bulleri e autoscuole Andrea Arzilli Unasca e Massimo Mosi, Confarca -. Per di più pare trattarsi di una ubicazione da noi già considerata positivamente nei giorni scorsi, cioè nella zona di Ospedaletto, facilmente raggiungibile da tutta la provincia e con una logistica favorevole. Inoltre l’area individuata, della società Valdarno, per caratteristiche e spazi parrebbe avere le dimensioni necessarie ad ospitare tutte le attività della Motorizzazione Civile, non solo le attività di sportello e gli uffici quindi, bensì aule per esami, piazzali all’aperto per prove pratiche e spazi coperti per le piattaforme tecniche adibite alle revisioni sia per mezzi pesanti camion e bus, che per vetture e simili e ai collaudi.
È molto positivo che l’impegno e la volontà del Comune di Pisa (che è bene sottolineare non ne ha l’obbligo) di individuare una nuova sede per la Motorizzazione Civile di Pisa, abbia trovato uno sbocco che però adesso il Ministero dei Trasporti ha la responsabilità e il dovere di formalizzare.

Il 1° settembre è vicino.

Visti i recenti sviluppi a livello nazionale non vorremmo che tutto si bloccasse di nuovo, – è la conclusione del Comitato – quindi ottimismo sì, ma anche cautela in attesa degli atti necessari e del trasferimento effettivo.
Pisa non può perdere questo essenziale servizio per i cittadini e per le imprese per cui già si verificano spesso disagi per ritardi e intasamenti. Già adesso sono bloccati alcuni servizi in attesa della riorganizzazione e auspichiamo che non ci siano ulteriori disagi nella fase transitoria”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa

Il Comitato: “La Motorizzazione deve rimanere a Pisa, servizio essenziale per il territorio”

Il Comitato per la difesa della Motorizzazione di Pisa ha convocato una conferenza stampa giovedì 8 agosto presso la sede degli Amici di Pisa in via Pietro Gori 17, Pisa, per porre l’attenzione della pubblica opinione del problema della chiusura degli uffici della locale Motorizzazione Civile diretta emanazione del Ministero dei Trasporti a servizio del territorio della provincia di Pisa.
Scopo del Comitato è sia di evidenziare le problematiche che emergerebbero in caso di chiusura della sede locale degli Uffici di Motorizzazione civile, che lanciare anche delle proposte operative per scongiurare questa eventualità di cui è ormai prossima, la data prevista: il 1 settembre.

Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente CNA Matteo Giusti, il presidente Amici di Pisa Stefano Ghilardi, i portavoce Unasca Andrea Arzilli e Michele Bulleri e Confarca Massimo Mosi e Marco Abbondandolo e in rappresentanza delle categorie del Trasporto hanno partecipato Riccardo Bolelli Portavoce Nazionale Bus, Claudio Sbrana presidente Taxi Pisa e Roberto Calvani Presidente CNA Trasporto Merci e sono stati invitati gli altri membri del comitato.

LA PRESA DI POSIZIONE
Il no alla chiusura è fermo e insuperabile da parte del Comitato.
Sono evidenti pesanti inadempienza da parte del competente Ministero che ha lasciato passare invano ben due anni senza trovare una soluzione che non fosse la chiusura di una sede che serve un territorio con 350mila abitanti, e oltre 40mila imprese.
La chiusura degli Uffici della Motorizzazione, – che appare come un abbandono pianificato accuratamente (e vorremmo sapere da chi) -, sarebbe inaccettabile per una città ed un territorio come Pisa che perderebbe un servizio essenziale per la circolazione dei mezzi di trasporto, per i cittadini e per le imprese; per tempi, costi e funzioni essenziali. Questa vicenda è caratterizzata da uno scientifico e metodico disinteresse: cosa è stato fatto in due anni per risolvere il problema? Risulta che delle risorse per la riqualificazione di una sede siano stati stanziati: ma sono anche stati spesi? E perché, nel caso non sono stati spesi? Come

PROBLEMI PER LA CHIUSURA DI UN SERVIZIO FONDAMENTALE PER IL TERRITORIO
Aggravi di costi, ulteriori perdite di tempo non sono ammissibili. Si trovi una sede idonea e con tutte le funzioni: quindi sia amministrative che pratiche come collaudi, revisioni e prove pratica di esame.
I collaudi ad esempio hanno grandi problemi perché intanto ci sono delle incertezze per i collaudi che già da settembre si stimano circa già 1200 collaudi già prenotati entro marzo, di mezzi di privati e di imprese (per vari motivi ganci traino, sostituzioni bombole gpl e metano, trasformazioni veicoli autocarro /vetture, compresi Ncc e Taxi, allestimenti per trasporto merci, sponde isotermiche).
Si noti inoltre che in caso di tutte queste trasformazioni per collaudi il lavoro deve essere svolto nella Provincia dove ha sede l’officina che ha eseguito i lavori, quindi tutte le officine della Provincia di Pisa rischiano di perdere il lavoro visto che i mezzi possono circolare solo nel territorio provinciale fino al collaudo.

Poi c’è il tema delle revisioni, spesso in grande ritardo per cui già c’è bisogno di notevoli attese e lunghi tempi di prenotazione. Già oggi questo settore è azzoppato perché manca la piattaforma di revisioni per mezzi pesanti bus e camion (solo i collaudi possono essere fatti) per poi esser rinviti a altre sedi fra cui Lucca e Livorno: ma questo è già un disservizio per un mezzo dal costo di centinaia di migliaia di euro attende già oggi anche 3 o 4 mesi per fare la revisione cosa molto onerosa per le imprese.
È facile prevedere nuovi gravi e ulteriori ritardi per revisioni e collaudi visto che andranno a sovrapporsi sulla sede di Lucca che è già intasata: se ci saranno dei giorni in più che deve ospitare i mezzi pisani.
Analogo il caso delle patenti: tutti i pisani devono andare a Lucca per fare l’esame e anche in questo caso, che sono già prenotati per la Motorizzazione di Pisa, non hanno la certezza su se e dove potranno essere svolti gli esami. E questo accadrà anche in futuro andando a intasare i già insufficienti spazi della sede di Lucca, senza contare i disagi.

LE RICHIESTE
Per tutte queste tematiche che sono di servizio si pretende di sapere dove e come potranno essere svolti visto che ad oggi non c’è una soluzione chiara e certa di dove potranno essere svolti.
La gestione della sede di Pisa con la sua autonomia e con tutti gli automatismi che si porta dietro come i codici meccanografici, la stampa dei documenti di circolazione deve essere assolutamente mantenuta anche e soprattutto in caso di soluzioni intermedie che non potranno in ogni caso che essere temporanee.
Mantenere una sede seppur provvisoria a Pisa temporaneamente anche solo amministrativa e lavorare per una sede operativa al 100%: questa è l’unica soluzione accettabile per il territorio.
L’accorpamento di organigrammi e le sinergie per l’ottimizzazione del personale possono essere accettabili, purché nell’ottica di migliorare il servizio e certo non di vederlo peggiorare o peggio, come in questo caso, di vederlo scomparire.

LE PROPOSTE
Anche solo mantenere le funzioni amministrative in una sede centrale come le già ipotizzate sedi di lungarno Simonelli o Piazza Carrara o viale Bonaini potrebbe essere accettabile nel breve periodo, ma certo pensando anche a come coprire le altre attività di fondamentale utilità per il territorio come collaudi e revisioni che invece dovrebbero trovare una risposta adeguata viste le difficoltà già presenti.
Era stata individuata, fra le altre ipotesi, una soluzione ad Ospedaletto per cui erano state registrate aperture da parte di altri soggetti istituzionali: a che punto si trova? A quali ipotesi di lavoro si sta lavorando? Ci saranno comunque delle forme di protesta se dovessero confermarsi le ipotesi attuali.

I DATI
L’ufficio di Pisa rappresenta una sede di Motorizzazione Civile di assoluta rilevanza per volume di attività che sono generate dal locale ufficio di Pisa come esami per le patenti, come pratiche di immatricolazione auto e mezzi pesanti, ai vertici regionali e seconda solo alla sede di Firenze, per altro ottenute con un organico – 16 persone- che è sottodimensionato e che comporta già ritardi nella erogazione dei servizi.
Ad esempio i dati che avevamo raccolto in occasione della formazione del Comitato narrano che per lo svolgimento degli esami teorici delle patenti nel 2015 che è il servizio per cui le UMC sono maggiormente impegnate: Pisa si attestava a 7739 esami; Livorno 5956; Lucca 6748.
Peraltro già oggi i tempi di attesa per l’effettuazione di esami per le patenti superano le 10 settimane a Livorno e 5/6 settimane a Lucca, mentre a Pisa si riescono a svolgere dopo circa solo un paio di settimane perché l’ufficio di Pisa ha due aule e possono tenere un ritmo più sostenuto al di là della carenza di personale. E’ ovvio che gli eventuali trasferimenti di servizi, anche se avvenissero unitamente al trasferimento di personale dovrebbero scontare i limiti logistici che già oggi ne penalizzano l’attività.

Altro argomento che testimonia della vivacità del territorio di Pisa sono le attività di autoscuola del territorio provinciale: 44 a Pisa, a Livorno 26 e a Lucca 39. Anche le statistiche del Ministero dei Trasporti circa i livelli di attività per lo svolgimento ed il rilascio di patenti, a livello nazionale testimoniano che Pisa è stabilmente è sempre il secondo ufficio per volume di esami svolti a livello regionale secondo solo a Firenze. Oltra alla perdita del fattore di vicinanza territoriale, i servizi per gli utenti della Provincia di Pisa sono indispensabili e devono essere mantenuti con un accettabile livello di omogeneità che peraltro verrebbe persa irrimediabilmente in caso di smembramento della attuale sede e personale verso le sedi vicine. Si perderebbe così, non solo un servizio diretto ai cittadini, ma si creerebbe un danno alle imprese che devono fruire dei servizi e di quelle che li erogano, che inevitabilmente avrebbero un aggravio di tempi e di costi oltre che di tempi di attesa che sono poi i veri fattori da evitare in un sistema economico che funziona in modo sempre più rapido e in cui i tempi di risposta delle imprese non possono sopportare ritardi e ulteriori appesantimenti. Per questi motivi i sottoscritti promotori del Comitato si dichiarano contrari alle ipotesi di chiusura del servizio territoriale di Pisa.

Nella foto il Comitato (da destra a sinistra): Matteo Giusti, Massimo Mosi, Stefano Ghilardi, Riccardo Bolelli, Michele Bulleri, Andrea Arzilli

Dal primo luglio 2019 accisa ridotta per i birrifici artigianali

Istruzioni delle Dogane per la trasmissione telematica dei dati

L’Agenzia delle Dogane ha reso noto con la nota inviata alla CNA,  n. 84845 del 24 luglio 2019 (pubblicata il 29 luglio 2019 e in allegato) le istruzioni in tema di digitalizzazione delle accise e obbligo di trasmissione telematica dei dati delle contabilità dei depositari autorizzati che esercitano l’attività di microbirrifici.

La nota stabilisce che gli operatori che non intendono avvalersi dell’agevolazione prevista dal decreto sui microbirrifici del 4 giugno 2019, dopo aver proceduto all’aggiornamento dei dati della licenza, dovranno utilizzare il tracciato ALCODA previsto per i depositari autorizzati del settore prodotti alcolici.

L’Agenzia delle Dogane ha emanato le istruzioni in tema di digitalizzazione Accise e obbligo di trasmissione telematica dei dati delle contabilità dei depositari autorizzati esercenti “Microbirrifici”, per consentire la gestione del periodo transitorio in attesa della Determinazione dell’Agenzia Dogane e Monopoli.

In particolare, a seguito della pubblicazione (in data 14 giugno 2019) del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 4 giugno 2019 e della circolare n. 4 del 28/06/2019, che abbiamo già provveduto ad inviare, con la nota n. 84845 del 24 luglio 2019, le Dogane hanno chiarito che:

gli operatori che opteranno per la licenza come Microbirrificio o Piccola birreria nazionale dovranno continuare ad utilizzare il tracciato ALCOMB limitatamente ai tipi record A – Dati di controllo, E – Riepilogo dell’accisa ed R – Ravvedimento.

Il tipo record C non dovrà essere più utilizzato.

La segnalazione “42 – Importo non congruente con dati giornalieri/crediti e riaccrediti”, fino all’eliminazione del relativo controllo, non dovrà essere presa in considerazione;

-gli operatori che non intendono avvalersi dell’agevolazione prevista dal DM 04/06/2019, dovranno utilizzare, dopo aver proceduto con l’aggiornamento dei dati della licenza, il tracciato ALCODA previsto per i depositari autorizzati del settore prodotti alcolici. 

In Italia un bagnino su 5 è donna

In Italia l’acqua è ancora più rosa. È donna quasi un bagnino su cinque. I bagnini operativi sono 14.750 I maschi sono 12.390 (l’84 per cento). Le donne sono 2.360, il 16 per cento (il 2 per cento in più dello scorso anno).

Perché le donne sono in aumento in un settore che nell’immaginario collettivo è maschile per antonomasia?
Quasi certamente per le capacità organizzative, per l’accuratezza nel lavoro, per la comprensione verso i bagnanti.

Non solo Federica Pellegrini, Simona Quadarella e, ultima, Benedetta Pilato. In Italia l’acqua si tinge di rosa anche al di fuori delle piscine da competizione. In riva al mare, ai laghi, ai fiumi e a bordo delle piscine. Dove sempre più donne si dedicano all’assistenza dei bagnanti. Fanno il bagnino, insomma, in versione nuovo millennio. Un’attività che, come molte altre, è profondamente mutata negli ultimi lustri: esige nuove e più approfondite doti professionali. E ha aperto le porte alle donne come, in un passato non troppo lontano, nemmeno era lecito sognare.

Lo dimostra la fotografia dell’assistenza ai bagnanti nel nostro Paese scattata da CNA Turismo e Commercio. I bagnini operativi in Italia sono in tutto 14.750, di cui 11mila addetti direttamente al salvamento. I maschi sono 12.390 (84 per cento del totale), le donne 2.360, vale a dire il 16 per cento, il 2 per cento in più dell’anno scorso. Si tratta di un’attività per giovani, ma non per giovanissimi, essendo richiesta maturità e freddezza: solo il 35 per cento del totale ha meno di 40 anni. La predominante stagionalità dell’attività impone che il 90 per cento dei contratti sia a tempo determinato. La retribuzione media annua di un assistente bagnante si fissa poco sotto i 9mila euro. A livello di istruzione scolastica, il 61,2 per cento degli assistenti bagnanti si è fermato alla scuola dell’obbligo, il 15,8 per cento ha conseguito il diploma secondario, il 2 per cento è in possesso di diploma universitario e il 21 per cento ha frequentato corsi di formazione professionale. Sei addetti su dieci prestano la propria attività nelle imprese fino a 9 dipendenti, il 31 per cento nelle imprese tra dieci e 49 addetti, il 9 per cento nelle imprese da 50 occupati in poi. Quasi un’impresa su 10 (per la precisione il 9 per cento) denuncia difficoltà a reclutare forza lavoro specializzata. L’attività, peraltro, ha raggiunto un certo grado di sofisticazione: si richiede una maggiore preparazione rispetto al passato, esperienza acquisita sul campo, la frequenza di corsi di aggiornamento.

Ma a che cosa è dovuta la crescita dell’occupazione femminile in questo settore che, nell’immaginario collettivo, è maschile per antonomasia? Probabilmente alla maggiore propensione femminile verso alcune doti richieste da quest’attività: le capacità organizzative, l’accuratezza, la comprensione. Le regioni che occupano più donne sono, nell’ordine, Calabria (oltre il 21 per cento degli assistenti in attività), Trentino Alto Adige (8,5 per cento), Veneto (8,4 per cento), Campania (6,6 per cento), Emilia Romagna (6,2 per cento). L’età media delle assistenti bagnanti è di 18 anni, molto bassa, tanto che diverse tra di loro non hanno ancora completato l’iter scolastico. Tra le più grandi è diffusa la scolarità medio-superiore con picchi di diplomate del 18 per cento in Emilia Romagna, del 14,9 per cento in Calabria e del 12,1 per cento in Campania. In crescita è anche la presenza di immigrati. In tutto sono 1.430, rappresentano il 9,7 del totale e registrano in un solo anno un incremento del 2,86 per cento. Disaggregando questo dato sono il Friuli Venezia Giulia (con il 21,3 per cento) e la Liguria (con il 14,5 per cento) le regioni dov’è più forte la presenza di immigrati tra gli assistenti bagnanti. A seguire Puglia (6,8 per cento), Marche e Sicilia.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Leggi la rassegna stampa del 4 agosto

MOTORIZZAZIONE PISA – Rischio chiusura inaccettabile

Anche CNA con il Presidente Matteo Giusti, e i portavoce dei mestieri del trasporto Roberto Calvani per il Merci, Riccardo Bollelli per Ncc e Bus e Claudio Sbrana per i Taxi, ritiene “inaccettabile per una città ed un territorio come Pisa perdere un servizio essenziale per la circolazione dei mezzi di trasporto per i cittadini e per le imprese – si legge in una nota firmata da CNA Pisa”.

“Aggravi di costi, ulteriori perdite di tempo non sono ammissibili. Si trovi una sede idonea e con tutte le funzioni: quindi sia amministrative che pratiche come collaudi, revisioni e prove pratica di esame”

“Anche solo mantenere le funzioni amministrative in una sede centrale come le già ipotizzate sedi di lungarno Simonelli o Piazza Carrara potrebbe essere accettabile nel breve periodo, ma certo pensando anche a come coprire le altre attività di fondamentale utilità per il territorio come collaudi e revisioni che invece dovrebbero trovare una risposta adeguata. Già da inizio 2017 insieme al Comitato per la Difesa della Motorizzazione che avevamo promosso con Amici di Pisa e con le sigle sindacali delle agenzie di pratiche automobilistiche e le autoscuole, avevamo individuato alcune ipotesi di soluzione (Ospedaletto) per cui erano state registrate aperture da parte di altri soggetti istituzionali. Questo non è il momento delle divisioni, o delle singole medaglie: tutti, forze politiche e istituzioni a partire dal Ministero dei Trasporti devono lavorare per lo stesso obiettivo.

Perdere la Motorizzazione sarebbe una sconfitta per tutti”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)