CNA Area del Cuoio – Primo obiettivo lotta agli abusivismi

Marzini: “Difendiamo le imprese sane prima che sia troppo tardi”

“Rilancio a livello locale della lotta ai molti, troppi abusivismi, che anche nella zona del Cuoio mettono in ginocchio le imprese locali che tengono in regola il personale, che rispettano norme di sicurezze e ambientali, ma che si vedono scavalcate da chi sfrutta il lavoro nero e non perde occasione per aggirare le norme”. Roberto Marzini, Presidente CNA Area del Cuoio (nella foto con Matteo Giusti, Presidente CNA territoriale di Pisa, nella sede di S.Croce sull’Arno con alle spalle uno dei manifesti della campagna antiabusivismo), sintetizza così i primi impegni che la presidenza CNA Area del Cuoio ha deciso di assumere in occasione della prima riunione operativa al termine della fase congressuale alla quale ha partecipato anche il presidente provinciale Matteo Giusti.
Membri della presidenza Area del Cuoio oltre al Presidente Roberto Marzini sono:

  • Badalassi Sauro
  • Cupiti Barbara
  • Fariello Elena
  • Franchini Fabio
  • Giannangeli Alberto
  • Parrini Alberto
  • Rosi Giampiero
  • Scardigli Elisa

Dalla CNA dell’Area del Cuoio arrivano messaggi chiari: “Tutti i settori sono sotto la pressione illecita delle imprese irregolari: dagli imbianchini, alle estetiste, dai contoterzisti del distretto ai parrucchieri, dall’edilizia ai giardinieri. E l’elenco potrebbe continuare.

Da parte nostra – incalza Marzini – siamo disponibili a portare a galla il fenomeno e raccogliere le testimonianze degli abusi e degli abusivi che affliggono le nostre imprese che con fatica sempre maggiore vogliono osservare con scrupolo le regole. Ma ci aspettiamo anche una dose supplementare di attenzione e di impegno da parte degli enti preposti ai vari livelli di controllo. Anche perché troppo spesso assistiamo ad una accanita verifica delle forme e delle procedure, della burocrazia e molto meno alla sostanza dove cioè non c’è lavoro nero e dove le regole si cerca di rispettarle. E sappiamo che non è facile, anche volendo, proprio per come sono complesse e poco chiare e per come sono spesso confuse le competenze e gli ambiti applicativi. Si tratta di fare anche un paziente lavoro di ricucitura del tessuto sociale e di rinnovamento dei principi di base sui cui si fonda una società. Manca una solida cultura di rispetto e di convivenza che dobbiamo saper ricostruire a partire dalla dignità del lavoro: chiunque lo pratichi e comunque sia erogato”.

Con una punta di orgoglio Marzini ha fatto anche notare che sono ben presenti nei vari organi associativi a livello di categorie e mestieri esponenti che vengono dall’Area del Cuoio: Rossella Giannotti e Elena Fariello in presidenza territoriale,  Sauro Badalassi in Federmoda, Roberto Calvani presidente del Trasporto Merci ed anche Massimo Bertacca nel coordinamento del legno-arredo, Carla Sabatini nell’Informatica, Maurizio Giunti e Gabriele Fiaschi nei Meccatronici, Carmen Savoia fra gli acconciatori, Marco Conti Odontotecnici e Mauro Marzani negli impiantisti oltre a Claudia Glielmi portavoce Giovani Imprenditori e Federica Caponi Presidente Comitato Impresa Donna.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA Pisa)

 

RESTAURATORI – Prorogati ancora i lavori della Commissione di qualifica

I lavori della Commissione di qualifica sono prorogati al 31 dicembre 2017

La denuncia di CNA: “Non si può a quasi due anni di distanza dall’inizio prorogare i lavori della Commissione e non dire nulla su cosa è stato fatto fino ad oggi!

È stato pubblicato il decreto che proroga i lavori della Commissione che esamina la sussistenza e la valutazione  dei requisiti per l’acquisizione della qualifica di restauratore al 31 dicembre 2017.

Siamo così alla terza proroga. Quasi scontata come situazione visto l’enorme mole di documenti da esaminare ancora. Ma una serie di domande sorgono spontanee:

  1. La Commissione alla data del 30 giugno 2017 quante domande ha esaminato?
  2. Quante sono le domande di qualifica approvate?
  3. Quante sono quelle respinte?
  4. Quante sono quelle che hanno bisogno di un supplemento di istruttoria?

La CNA ha convocato il coordinamento nazionale dei restauratori a Firenze mercoledì 19 luglio e invitato alla riunione Confartigianato ed ARI. Quindi a breve daremo indicazioni sulle attività che verranno messe in campo.

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Lotta abusivismo – Primi successi

CNA ringrazia il Comune di Pisa e Polizia Municipale

Matteo Giusti: “Avevamo chiesto dei segnali di attenzione sui crescenti fenomeni di abusivismo e lavoro nero e questa operazione coglie nel segno di quanto da noi richiesto solo due settimane fa”

Mette un importate punto a segno la lotta ai tanti, crescenti fenomeni di abusivismo che tengono sotto assedio le attività regolari, quelle che vogliono rispettare norme e pagare la giusta dose di tasse.

È stata infatti salutata con entusiasmo dalla CNA la notizia dell’avvenuto sequestro e relative sanzioni a due autisti abusivi che stavano operando nella zona aeroporto-stazione di Pisa da ormai diversi mesi.

“Un sentito ringraziamento e i nostri più sinceri complimenti per la brillante operazione condotta dalla Polizia Municipale del Comune di Pisa guidata dal Comandante Michele Stefanelli al pari della altre azioni di controllo e verifica messe in atto in questi giorni sul territorio cittadino” ha dichiarato il Presidente Cna Pisa Matteo Giusti che prosegue: “Avevamo chiesto dei segnali di attenzione sui crescenti fenomeni di abusivismo e lavoro nero e questa operazione portata a termine dal Comune di Pisa coglie nel segno di quanto da noi richiesto solo due settimane fa, quando abbiamo denunciato la concorrenza sleale che subiscono le imprese perbene in molti settori. Grazie dunque al Comune di Pisa. Ci auguriamo anche che questo buon esempio possa essere da stimolo anche ad altri enti affinché gli sforzi di controllo e repressione possano essere sempre  indirizzati maggiormente a colpire i veri abusi e il lavoro nero piuttosto che concentrarsi su aspetti marginali, meramente formali, squisitamente burocratici come invece, troppo spesso siamo costretti ad assistere. Stare tutti nelle regole al 100% è il nostro obiettivo, ma ci si deve arrivare partendo dalle situazioni più lontane dalle leggi  e non perseguendo le imprese che sbagliano su aspetti secondari ed in buona fede”.

Da parte sua Claudio Sbrana, Portavoce Taxi locale e rappresentante dei tassisti anche a livello toscano, ribadisce che “questa azione di repressione ci soddisfa pienamente e per questo ci uniamo ai ringraziamenti per la rapidità e l’efficacia con cui la Polizia Municipale ha effettuato l’indagine e preso i provvedimenti sanzionatori. Per noi tenere la guardia alta sul pieno rispetto delle regole è fondamentale perché il nostro servizio alla comunità si basa proprio sulla trasparenza e sulla fiducia con gli utenti e i primi a doverle rispettare siamo noi e questo è possibile in un quadro di piena legalità”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

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BOLLETTE ELETTRICHE – CNA: “Gli oneri di sistema sbilanciati schiacciano le piccole imprese”

“L’alto costo dell’energia, un mercato ancora non trasparente e pienamente concorrenziale e lo scarso rispetto delle relazioni contrattuali da parte degli operatori energetici costituiscono significativi ostacoli soprattutto per gli artigiani e le piccole imprese”.

È l’opinione espressa dalla CNA nell’audizione che si è tenuta oggi all’Autorità dell’energia elettrica, del gas e del sistema idrico.

“Il peso della bolletta molto al di sopra della media europea – spiega la Confederazione  – incide consistentemente sulla competitività del sistema Italia e rischia di mettere fuori mercato le piccole imprese. Gli alti costi sono imputabili soprattutto ai cosiddetti oneri generali di sistema che penalizzano le piccole imprese a favore delle grandi imprese energivore”. Le piccole imprese si accollano il 35,18% degli oneri generali complessivi (5,6 miliardi annui su 12,5) a fronte di un consumo pari appena al 25% del totale. Le imprese medio-grandi coprono il 34% degli oneri rispetto al 36% dei consumi. Alle grandissime imprese energivore è richiesto solo il 7,4% degli oneri pur utilizzando il 14% dell’energia. “Ci aspettiamo, perciò, dal ministero dello Sviluppo economico e dall’Autorità dell’energia – chiede la CNA – un intervento risolutivo per riformare la disciplina degli oneri generali di sistema tenendo conto dei reali profili di consumo e della realtà produttiva del Paese”.

“Per quanto riguarda l’evoluzione del mercato al dettaglio dell’energia – prosegue la Confederazione – ne attendiamo da oltre due anni la definitiva liberalizzazione. Una liberalizzazione vera, però, che favorisca la riduzione dei prezzi e il miglioramento del servizio. Il lungo e travagliato iter del Disegno di legge Concorrenza ha contribuito invece ad accrescere le incertezze dei consumatori evidenziando – conclude la CNA – comportamenti non sempre trasparenti degli operatori”.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

PREMIO CAMBIAMENTI – Al via la seconda edizione

Sono aperte dal 10 luglio le iscrizioni a Cambiamenti, premio al pensiero innovativo delle neo imprese italiane indetto dalla CNA, che verrà assegnato il 30 novembre a Roma.

Dopo il successo dello scorso anno, con oltre 600 imprese candidate, 304 comuni coinvolti e 23 eventi territoriali, la conclusione con 22 finalisti e la premiazione alla presenza del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, la Confederazione, insieme ad Artigiancassa e ai colossi del web Facebook Google, lancia la seconda edizione del Premio.

Nuova veste e nuove opportunità per le imprese che, candidandosi al Premio, entreranno a far parte di una rete che offrirà loro, anche alla chiusura del contest nazionale, possibilità di confronto e workshop di approfondimento.

Ventimila euro un viaggio a Dublino, per incontrare i maggiori esperti di Facebook e di Google, sono i più importanti premi in palio, oltre a un insieme di servizi e opportunità di confronto con “venture capitalist” e fondi di investimento grazie all’apporto del partner Italia Startup.

“Un’iniziativa che ha colto nel segno già lo scorso anno – dichiara Sergio Silvestrini, segretario generale della CNA –  valorizzando la propensione delle neo piccole imprese italiane all’innovazione e al cambiamento dei processi e delle tipologie di produzione. Siamo convinti che anche quest’anno il premio – conclude Silvestrini – riscuoterà l’attenzione dei giovani imprenditori e delle neo imprese”.

Per informazioni e iscrizioni: www.premiocambiamenti.it

ORAFI – Forti dubbi sul decreto legislativo appena approvato

La CNA si era espressa favorevolmente ad un provvedimento sull’antiriciclaggio e che inquadrasse i “compro oro” diffusissimi sul territorio nazionale, ma ancora fuori controllo. Ad una lettura attenta del provvedimento (pubblicato solo il 20 giugno scorso), si è andati ben oltre le intenzioni di disciplinare un’attività non ancora censita e priva di un proprio codice ateco come quella dei compro oro. La nuova legge colpisce anche gli orafi artigiani e le piccole imprese orafe.

Ecco i punti critici che la CNA intende modificare e semplificare:

  1. Iscrizione per via telematica al registro dell’OAM, un registro attualmente inesistente a pochi giorni dall’entrata in vigore del provvedimento e che l’OAM ha tempo tre mesi per avviare a un costo ancora da stabilire.
  2. Non sono ancora stabilite le modalità tecniche di inoltro dei dati e di alimentazione del registro perché bisogna aspettare 90 giorni il decreto.
  3. Utilizzo di un conto corrente bancario o postale dedicato in via esclusiva a queste operazioni, con un ulteriore maggiore costo per le aziende .
  4. Indicazione della quotazione dell’oro e dei metalli preziosi contenuti da rilevarsi attraverso una fonte affidabile e indipendente.
  5. Segnalazione all’UIF delle operazioni sospette nel momento stesso in cui si sta per effettuare l’operazione.
  6. il fermo amministrativo o cautelare per le operazioni tra operatori.

Cosa si intende fare

CNA e Confartigianato si incontreranno il prossimo 17 luglio in sede di discussione del contratto dei chimici, e in quella sede elaboreranno delle modifiche da sottoporre ai parlamentari, prima dell’entrata in vigore del regolamento prevista per il 5 ottobre. Le proposte di modifica saranno sicuramente presentate alla prossima edizione di settembre di VICENZA ORO. Vi terremo aggiornati degli sviluppi.

Per informazioni e approfondimenti: 

Barbara Carli 

carli@cnapisa.it

Il Consorzio Toscana Sapori di CNA apre la via dell’export in Cina per il nostro food&wine di qualità

Delegazione cinese in visita in Valdera
Matteo Giusti,
Presidente di CNA Pisa: “la nostra organizzazione ha un settore, quello agroalimentare, che rappresenta e rappresenterà in futuro, una parte importante per la nostra Italia”

È terminata con molte aspettative reciproche la visita in questi giorni di una delegazione cinese per aprire la via dell’export del nostro food & wine di qualità verso il sempre più promettente mercato cinese.

Toscana Sapori, consorzio ormai consolidato del sistema CNA di Pisa, ha avuto il piacere di ospitare una delegazione cinese  della China Poly Group Corporation e della Hyx China Group, ospiti in Toscana per incontrare eccellenze del nostro territorio. L’Export italiano verso la Cina continua ad espandersi; le vendite delle imprese italiane dell’agroalimentare sono  in continua crescita, tanto che tra i diversi settori, questo è infatti uno tra i più dinamici del made in Italy in Cina.

Toscana Sapori, attenta alle sue eccellenze del territorio pisano e non solo, ha seguito passo, passo il tour della delegazione offrendo loro una gamma di aziende di alta qualità.

Il tour ha avuto inizio con la visita all’azienda agricola San Luigi di Ghizzano di Peccioli, unica azienda in Italia con certificazione bio del tartufo; l’azienda è stata molto apprezzata per la passione in cui il titolare, Matteo Giuliani, mette nel suo lavoro e nella raccolta dei suoi tartufi. Il General Manager della Poly Group  Yang Guang ha garantito loro una futura collaborazione confermando che c’è un forte interesse per i prodotti di alta qualità come i “Tartufi di Teo”. Dall’elenco a loro fornito, la delegazione ha accolto favorevolmente le proposte delle aziende vinicole ma con un’attenzione particolare, appunto al tartufo. Quest’ultimo è per loro un prodotto di nicchia ad alto valore che vogliono assolutamente importare inserendolo nei loro convenience stores (nella foto: la delegazione cinese all’interno dello shop del Podere S.Luigi, in gruppo con Matteo Giuliani, Sabrina Perondi e Antonio Schena).

Il tour è proseguito nelle colline di Palaia, con la visita all’azienda Usiglian del Vescovo. La delegazione è stata accolta dal direttore Commerciale, Efidelio Di Sessa, il quale li ha accompagnati in una visita alle vigne e alle cantine finendo il percorso con una degustazione dei loro vini.  I Manager presenti credono fortemente in queste realtà e nella loro eccellenza.

Matteo Giusti, Presidente CNA Pisa, ha dichiarato per l’occasione che “la nostra organizzazione ha un settore, quello agroalimentare, che rappresenta e rappresenterà in futuro, una parte importante per la nostra Italia. Questo settore è ricco di opportunità per le imprese italiane in Cina. Il nostro paese deve saper cogliere appieno le opportunità offerte dal mercato cinese per i prodotti agroalimentari così come tutte quelle realtà attente ai prodotti di alta gamma”.

Sabrina Perondi, Direttore del Consorzio Toscana Sapori, è ottimista circa la possibilità  “che si possa sviluppare in futuro una proficua collaborazione proponendo loro ampia gamma dei nostri prodotti, per i loro convenience stores di prossima apertura a Shangai e in altre grandi città cinesi, con spazi dedicati in modo da mantenerne l’identità territoriale”.

#IMPRESEIMPOSSIBILI – Il secondo episodio della web serie firmata CNA è online

Parliamo di burocrazia

Questa volta, il sadico e sorridente giudice di gara si cala nella parte di un’altra grande difficoltà che artigiani, imprenditori e professionisti, sono costretti ad affrontare in Italia: la burocrazia.

Fare impresa è una faticosa corsa ad ostacoli: tra vincoli, leggi e regolamenti, le imprese perdono in media 45 giorni l’anno dietro alle pratiche burocratiche.

Conti alla mano, un labirinto, tutto italiano, che costa complessivamente 22 miliardi di euro. Molti  imprenditori, artigiani e professionisti lottano ogni giorno contro questo sistema paralizzante, determinati a credere ancora nei loro sogni.

CNA è dalla parte di chi non si arrende mai. Per questo è pronta a dare risposte e a invita a vantaggi e servizi su www.impreseimpossibili.it.

Guarda il secondo episodio della trilogia #IMPRESEIMPOSSIBILI, la web serie di CNA che, attraverso la metafora sportiva e un linguaggio di rottura, dà voce alle difficoltà di oltre 6 milioni imprenditori italiani.

La serie è sui canali social Facebook, YouTube e Twitter. Non perderti il prossimo appuntamento.

FINANZIARE L’INNOVAZIONE NELLE PMI – Seminario informativo giovedì 13 luglio

Giovedì 13 luglio alle ore 16,00 presso il polo Tecnologico di Navacchio (Auditorium dell’incubatore)

Un’iniziativa di CNA Pisa, organizzata con il Polo Tecnologico di Navacchio, la Banca di Pisa e Fornacette e Finart CNA.

Il seminario è gratuito ma i posti sono limitati.
Per iscriverti compila il modulo iscrizione e invialo a perondi@cnapisa.it entro lunedì 10 luglio.

Scopri il programma: 

Ore 16.00 Saluto
Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Fornacette – Mauro Benigni
Presidente della CNA di Pisa – Matteo Giusti

Ore 16.30 Interventi
Le misure a favore dell’innovazione – Resp. Area Sviluppo Economico della CNA di Pisa/Finart CNA – Chiara Di Sacco

Come finanziare l’innovazione – Direttore della Banca di Credito Cooperativo di Pisa e Fornacette – Gianluca Marini

ore 17.30 Domande e interventi da parte delle imprese

ore 18.00 Conclusioni
Presidente del Polo Tecnologico di Navacchio – Andrea Di Benedetto

 

Il seminario è gratuito ma i posti sono limitati.
Per iscriverti compila il modulo iscrizione e invialo a perondi@cnapisa.it entro lunedì 10 luglio.

ABUSIVI E LAVORO – Imprese regolari sotto assedio in troppi settori: allarme CNA

“Servono controlli mirati a colpire i grandi abusi e lavoro nero e non i cavilli e la formalità spesso inutili

Troppi settori di attività regolari sono sotto assedio di abusivi, lavoro nero, evasori totali. Acconciatori, estetica, fotografi, impiantisti, tassisti e noleggio con conducente. Ma anche commercianti, piccole attività ricettive ma con regole e incombenze rigide e regolamentate come bed breakfast e affittacamere, messi fuori mercato da offerte via web e piattaforme di scambio, o di sharing economy, molto efficaci per la capacità di far incontrare domanda e offerta, ma del tutto fuori controllo per quanto riguarda permessi, autorizzazioni e tasse.

Lo denuncia la CNA di Pisa che sta registrando una crescente pressione del lavoro irregolare su quello regolare. Quello che paga le tasse, e che in questi anni di crisi ha sostenuto il paese. E che non può essere strangolato da leggi e livelli impositivi che prevedono che per i primi 7 mesi mezzo dell’anno si lavori per lo Stato e solo dopo si comincia a guadagnare qualcosa: a Pisa il Tax Free Day è il 10 agosto e la pressione fiscale complessiva, è il 61,2% sul totale degli incassi.

Ed a soffrire di più sono proprio le imprese che con grandi sforzi vogliono stare nel pieno rispetto delle regole sempre. Ad avanzare la forte denuncia sono stati i portavoce delle categorie oggi più colpite : impiantisti, fotografi, benessere ( estetica  e acconciatura), rimessaggi, trasporto, attività commerciali e ricettive, lavorazioni conto terzi nel distretto del cuoio.

“Siamo i primi a sostenere la legalità e rispetto delle regole, ma i controlli devono essere mirati a colpire in primis i grandi abusi e non, come avviene adesso, le piccole cose formali sulle quali fanno verbali e sanzioni a chi è già in regola al 99%. Si ha troppo spesso la sensazione che ci si trovi di fronte ad una forma di strabismo: con il microscopio per imprese pulite e regolari, con gli occhi bendati per evasori totali e lavoro nero. Sanzioni e controlli così come le energie dedicate alla repressione di comportamenti non corretti devono essere commisurati anche alla gravità delle violazioni. Non deve passare l’idea che si fa ‘cassa’ sempre sui soliti, perché i soliti non ce la fanno più. Non si può convivere sotto lo stesso tetto con regole diverse” ha detto in avvio il presidente CNA Pisa Matteo Giusti.

Di seguito una sintesi delle denunce degli altri settori.

Settore per settore, tutte le cose che non vanno

Impianti e altri settori tecnici, marco Ammannati, Portavoce CNA Impianti Pisa

Marco Ammannati “per quanto riguarda il settore degli impiantisti prevalentemente e sinteticamente quello che più si richiede è il rispetto delle regole in quanto la categoria è soggetta a notevoli aggiornamenti obbligatori che però devono trovare il loro reale riscontro nel certificato della Cciaa, infatti chi sta aggiornato non è distinguibile dagli altri che non stanno dentro tempi e modi degli aggiornamenti spesso gravosi in termini di tempo e di risorse economiche. Per non parlare della concorrenza sleale e spesso anch’essa fuori dalle regole, dei colossi del settore energia”.

Benessere: Carlo Musto e Antonella Orsini

Nel settore degli acconciatori e dell’estetica dove pseudo lavoranti a domicilio e soggetti improvvisati saltano a piè pari il quadro normativo di riferimento il quale specifica chiaramente che non è ammessa lo svolgimento di suddette attività in forma ambulante o di posteggio. Le imprese sia di acconciatore che di estetica titolate dall’esercizio in sede fissa possono esercitare l’attività anche presso la sede designata dal cliente ma esclusivamente in caso di sua malattia o altro impedimento fisico oppure, nel caso in cui il cliente sia impegnato in attività sportive, in manifestazioni legate alla moda o allo spettacolo o in occasioni di cerimonie o di particolari eventi fieristici o promozionali.

Inoltre è possibile lo svolgimento congiunto dell’attività di acconciatore e di estetica purché ci siano i requisiti professionali e dei locali per lo svolgimento delle distinte attività. Ma ci troviamo di fronte a pubblicità in cassetta o sui social di acconciatori ed estetiste a domicilio in maniera sfacciata oppure di abitazioni private che si trasformano in negozi . Inoltre è bene ricordare che l’impresa di acconciatore può svolgere esclusivamente prestazioni semplici di manicure e pedicure estetico consistenti esclusivamente in limatura e laccatura di unghie mentre per l’attività di onicotecnica è obbligatoria la qualifica di estetista.

Commercio, ristorazione e attività ricettive, Vasco e Francesca Farrugio

Tutti siamo vessati da venditori abusivi di oggettistica varia nei centri storici, ma ci sono anche i raid delle forze dell’ordine che vanno a misurare al centimetro se sporgono dalla sagoma del negozio oggetti appesi alle vetrine esterne o alle porte, per non  dire della superfici occupate da tavoli seggiole, o pedane e tende.

Ma ci sono abusivi che vendono alcolici in strada tutti i giorni, negozi che nascono e spariscono nel giro di pochi giorni, partite IVA farlocche. Per non parlare di ristoranti e pizzerie che si vedono scippare clienti e turisti dalle mille sagre e feste paesane che troppo spesso perdono il connotato della spontaneità popolare e della tradizione, assolutamente da salvaguardare, sconfinando nel commerciale puro e come tale da regolare di conseguenza senza fare finta di nulla.  Anche per le attività ricettive come bed & breakfast, affittacamere, sorgono come funghi quelli fuori da ogni regola e autorizzazione che naturalmente sfruttando un banale sito internet incassano tutto al nero in barba a fisco e regole.

Trasporto: Claudio Sbrana, Carlo Siniscalco e Riccardo Bolelli

Il fenomeno del trasporto abusivo è crescente in città ed i recenti significativi pronunciamenti del Tar in materia di condivisione dei trasporti e dell’incontro domanda-offerta hanno fatto tirare un sospiro di sollievo alle categorie dei professionisti del trasporto, che però se la devono vedere sulle pubbliche piazze, fisiche e virtuali, con servizi abusivi che pur denunciati, continuano a prosperare.

Anche il tema di controlli e dei piccoli abusi è un tema caldo. Altro capitolo andrebbe poi aperto sul trasporto merci preso letteralmente d’assalto da manodopera fittiziamente inquadrata in soggetti di impresa di diritto estero (solitamente dell’est europeo) ma anche da cooperative fittizie che vengono tenute in vita giusto il tempo per non pagare contributi e tasse e sparire letteralmente per ricomparire sotto altre vesti subito dopo. E le inchieste di Livorno finalmente portate in fondo con successo testimoniano anche in questo caso di un fenomeno in crescita che fa dumping e concorrenza sleale alle imprese regolari che fanno salti mortali per stare dentro un quadro di regole che è a dir poco complesso e in continua trasformazione.

Nautica: Alberto Fontani e Gustavo Elmi

Ci sono anche i Rimessaggi sull’Arno che sono costretti a rincorrere i prezzi di associazioni di fantasia e circoli e privati che in realtà fanno servizi ad una utenza indifferenziata e godono di agevolazioni sui canoni demaniali (peraltro in forte aumento nell’ultimo anno) oltre a ignorare del tutto norme igieniche, di sicurezza e di tutela dei posti di lavoro che questo settore potrebbe produrre in modo ancora più consistente dei 200 addetti che risultano oggi. Posti barca e servizi che solo imprese regolari potrebbero e dovrebbero mettere a disposizione anche per una maggior tutela di ordine ambientale oltre che sociale e fiscale.

Fotografi: Andrea Bruni

Nell’era degli smartphone chiunque può diventare un fotografo. Ma solo pochi sono professionisti, sono abilitati e garantiscono il loro lavoro, elaborano supporti stabili e di qualità. I fotografi professionisti sono quelli che resistono alla evoluzione tecnologica e ai tanti abusivi solo perché si sono attrezzati sono aggiornati e garantiscono della qualità del loro lavoro. Matrimoni comunioni cerimonie. Fino a poco tempo fa erano appannaggio  dei fotografi iscritti alla Camera di Commercio, che hanno un negozio, un laboratorio e devono rispettare complesse norme professionali e fiscali. Tutti gli altri no. E sono questi a fare concorrenza sleale tramite siti e social e oltre che con i vecchi canali dei contatti diretti. Sono tollerabili amici e parenti, molto meno quando si inviano tramite siti internet o pagine dei social vere e proprie offerte commerciali senza averne titolo e tantomeno emettere regolari fatture.

Lavanderie: Minello Palomba

L’esercizio dell’attività di tintolavanderia è disciplinato dalla Legge n. 82 del 22 febbraio 2006 “Disciplina dell’attività professionale di tintolavanderia” e dalla L. R. 25/2011. Il settore versa da anni in una preoccupante situazione di crisi: basti pensare che negli ultimi anni la categoria ha avuto una contrazione che in termini percentuali corrisponde ad un meno 36% di fatturati e ha dato inevitabilmente luogo ad una diminuzione del numero degli addetti occupati. Questi pochi ma significativi dati rappresentano un trend negativo che il prolungarsi della attuale crisi economica rischia di aggravare ulteriormente.

Una fonte di preoccupazione per gli operatori del settore sono le lavanderie “self-service”, cui va subito detto non si applica la vigente e stringente normativa succitata; per operare questo tipo di lavanderia è tenuta solo all’obbligo di iscrizione al registro delle imprese e all’ottenimento dell’autorizzazione da parte del Comune in cui si esercita l’attività. Nel 2013 abbiamo inviato richiesta di controlli su lavanderie “self service” nel territorio di competenza. Ma registriamo, con sempre maggiore frequenza comportamenti illeciti di alcune attività self, consistente nell’eludere le regole poste a tutela delle imprese e del consumatore.

La lavanderia “self-service”, che sta sempre più diffondendosi nel territorio è in pratica una semplice attività di noleggio attrezzature: è uno spazio allestito con lavatrici ed essiccatoi utilizzati direttamente dalla clientela, acquistando appositi gettoni, e nel caso ne sia sprovvista, anche i detergenti. Il meccanismo è simile a quello degli auto-lavaggi self-service: il cliente acquista il gettone per usufruire dei macchinari per il lavaggio della vettura.

Vogliamo precisare che non abbiamo nulla contro questo tipo di libera iniziativa economica e che, in molti casi, associamo e forniamo servizi a queste imprese. Il problema si pone quando alcune di queste mettono in atto comportamenti in aperta violazione delle norme di settore. Per queste ragioni ribadiamo che in svariati casi, e purtroppo anche in assenza di controlli dell’Autorità Comunale competente, nelle lavanderie self-service è presente un addetto che fornisce assistenza alla clientela, proponendo servizi di stireria, di ritiro e consegna capi presso il domicilio dei clienti, ed altri tipi di servizi in aperta violazione della L. 84/06 e della L.R. 25/2011. Ciò rappresenta, oltre che una forma di concorrenza sleale per le aziende di tintolavanderie, un esercizio abusivo di attività, che crea un danno consistente a chi esercita l’attività nel pieno rispetto delle regole.

Contoterzisti del settore conciario e aziende del settore moda in generale

Rossella Giannotti (portavoce del settore moda) e Alberto Giannangeli (Presidente di ASSA e dirigente CNA), da tempo denunciano le difficoltà in cui si trovano ad operare le aziende contoterziste, strette da una parte dai committenti sempre più esigenti e sempre meno disposti a riconoscere prezzi remunerativi forte del loro potere contrattuale e della concorrenza sfrenata e suicida dei competitor locali (da anni viene richiesta l’applicazione delle norme vigenti relativamente al Contratto di sub fornitura), dall’altra dal dumping illegale e anche criminale messo in campo da alcune (poche per fortuna) realtà imprenditoriali – la definizione di imprenditori per questi soggetti è davvero un regalo – che operano non rispettando alcuna regola ne fiscale, né contrattuale, né contributiva per non parlare del rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e ambientali. Non è un denuncia generica, ci sono le numerose verifiche messe in atto dagli organi di controllo (inps, dpl, arpat, usl, ecc.) e le sanzioni emesse sino alla chiusura dell’azienda che ovviamente, pochi giorni dopo, riapre con altro nome nello stesso posto e continua ad operare nello stesso modo e, purtroppo, con gli stessi committenti che girano la testa dall’altra parte per risparmiare qualche euro. E’ davvero l’ora che questi fenomeni vengano colpiti con durezza ed in modo definitivo, siamo noi, anello debole della catena del valore, a chiedere con forza di espellere dal mercato questi soggetti. Siamo noi a chiedere con forza l’applicazione e il rispetto del Codice Etico del Distretto. Siamo noi a chiedere ai Committenti di farsi carico della selezione dei loro subfornitori secondo regole che esaltino la correttezza la legalità, il rispetto del lavoro, l’etica di impresa.

La qualità del Made in Italy non esisterebbe senza di noi terzisti della moda e non esiste qualità senza rispetto assoluto delle regole che sono garanzia per un mercato sano nel quale competere tutti alla pari.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)