IMPIANTO COGERAZIONE A BIOMASSE – Inaugurato un nuovo impianto da Colimpianti Srl

Alcuni momenti dell’inaugurazione dell’impianto realizzato dalla ditta COLI IMPIANTI SRL con sede a San Giuliano Terme.

L’impianto di cogenerazione a biomasse è stato  realizzato nel comune di Pisa in via del Tirassegno (Traversa ovest della SR1 Aurelia fra Madonna dell’Acqua e Barbaricina). 

GIOVEDÌ 21 SETTEMBRE 2017
Via del Tirassegno (Pisa)

Programma

ore 17,00 Presentazione pubblica

ore 17,30 Inaugurazione e Start Up Impianto di Cogenerazione a Biomassa

ore 18,00 Saluto delle Autorità

ore 18,30 Conclusioni

ore 19,00 Cocktail Party

Nelle foto alcuni momenti dell’inaugurazione.

Il momento del taglio del nastro con le autorità

Inaugurazione impianto di cogenerazione a biomasse a Pisa

Inaugurazione impianto di cogenerazione a biomasse a Pisa

IMPIANTISTA 2.0 – Ottobre mese dedicato alla formazione

Scopri subito tutti i corsi pensati per te in collaborazione con il Centro Tecnologie per la Qualità della Vita – ISTI CNR

Un intero mese che CNA Pisa tramite Copernico, l’Agenzia Formativa, dedica alla formazione degli impiantisti, con particolare attenzione alle nuove tecnologie applicate al vivere quotidiano.

Questi  i corsi pensati per gli impiantisti ad ottobre:

  1. L’integrazione del impianti nel residenziale

    Quando?
    5 ottobre – dalle ore 17,00 alle ore 19,00

    Dove?
    Presso la sede CNA di Pisa (La Fontina)

  2. Impianti e cablaggio unificato

    Quando?
    12 ottobre – dalle ore 17,00 alle ore 19,00

    Dove?
    Presso la sede CNA di Pisa (La Fontina)

  3. La ventilazione meccanica controllata

    Quando?
    19 ottobre – dalle ore 17,00 alle ore 19,00

    Dove?
    Presso la sede CNA di Pisa (La Fontina)

Sei interessato? Vuoi saperne di più? 

Leggi subito la presentazione dei corsi e iscriviti: Programma Corsi Impiantista 2.0

 

Interruzione idrica Pisa – I consigli dell’esperto per non danneggiare lavatrici e lavastoviglie

I consigli giusti per i disagi dello stop al servizio idrico a Pisa il 10 agosto li ha dati Marco Ammannati, Presidente CNA Impianti Pisa, intervistato oggi (9 agosto) da La Nazione: ecco un estratto dell’articolo

LO STOP all’erogazione idrica in tutte le case e le attività commerciali per un giorno intero determinerà anche una serie di accortezze da parte degli utenti per preservare gli impianti.

«È opportuno – sottolinea Marco Ammannati, presidente di Cna impianti – disattivare l’autoclave per mantenere intatte le riserve di acqua e non rischiare di riempire i serbatoi con i residui e la sporcizia che arriveranno dai tubi quando sarà ripristinata l’erogazione. Ma soprattutto è assolutamente sconsigliabile l’utilizzo di lavatrici e lavastoviglie durante il periodo dello stop e nei minuti immediatamemnte successivi alla ripresa».

Secondo Ammannati è consigliabile anche farsi una scorta d’acqua per sopperire alla necessità giornaliere, ma soprattutto, spiega, «è opportuno riattivare questo tipo di elettrodomestici solo dopo avere verificato personalmente che l’acqua che scorre dai rubinetti è di nuovo trasaprente dopo l’intervento di manutenzione, per non rischiare di danneggiare gli apparecchi mettendo in circolo acqua sporca o con residui terrosi».

«Per farlo con sicurezza – conclude Ammannati – è preferibile lasciare scorrere l’acqua per alcuni secondi, meglio se da un rubinetto nei pressi del contatore, per chi ha giardini o orti, perché è da lì che poi l’acqua raggiunge i rubinetti di casa: quando è trasparente e pulita significa che si è tornati alla normalità e può riprendere la vita di tutti i giorni».

Indagine CNA – Gli italiani hanno speso 18 miliardi in impianti antifurto e porte blindate per proteggere la propria casa

Per evitare intrusioni impreviste dentro casa quattro famiglie italiane su dieci hanno installato un impianto antifurto e/o, nella stessa percentuale, una porta blindata
Per proteggere l’abitazione, insomma, gli italiani hanno speso oltre 18 miliardi di euro. Lo svela una indagine condotta da CNA Installazione e Impianti tra le imprese associate.
Secondo l’Istat, le famiglie italiane sono circa 16,5 milioni. Un impianto antifurto di qualità comprensivo di centralina, sensori esterni e interni, sirena e combinatore telefonico costa mediamente 1500 euro. Una porta blindata 1300 euro.
Italiani super-prudenti, allora?
No, stando ai dati del ministero dell’Interno e dell’Istat. Nel 2016 i furti in abitazioni ed esercizi commerciali denunciati sono stati 330.598, vale a dire quasi 904 al giorno e 38 all’ora. Secondo il Servizio analisi criminale della polizia, circa 300 in meno che nel 2015. Poca cosa rispetto a un reato che genera un giustificato allarme sociale. E, comunque, un numero probabilmente approssimato per difetto, considerato che solo sette responsabili di furti su cento vengono arrestati. Un dato che non invita alla denuncia, piuttosto alla frustrazione. Nel decennio 2006/2015 l’Istat ha registrato poco meno di due milioni di furti nelle sole abitazioni, con un incremento pari al 94 per cento tra 2006 e 2015. Un’enormità. Che colloca l’Italia nella fascia alta della graduatoria europea stilata da Eurostat-Unodc, dalla quale risulta che nel rapporto popolazione/furti in appartamento il nostro Paese è sesto, dietro Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia, superando di gran lunga i “pari taglia” Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.
Se oltre 330mila furti rappresentano un’enormità in sé, rispetto a 16,6 milioni di famiglie e a 24 milioni solo di abitazioni occupate (dati Istat) sono una quota obiettivamente ridotta. E se non sembra pagare la paura della giustizia, visto il numero ridottissimo di arresti per furto, evidentemente a pagare è la prevenzione. Dopo anni in cui ci si è affidati al fai-da-te, al vicino o alla provvidenza, ma con scarso successo. Anche se ancora troppe persone sembrano attendere il primo furto, o se va bene il primo tentativo di furto, per correre ai ripari. Un comportamento molto rischioso, soprattutto all’approssimarsi del grande esodo estivo.
Ma come fare per evitare brutte sorprese al rientro dalle ferie?
  1. Non dire sui social che si è in vacanza: innanzitutto – segnala CNA Installazione e Impianti – evitando di postare sui social media foto delle proprie vacanze in luoghi lontani mentre si è ancora in ferie. Molti, infatti, non resistono alla tentazione di far conoscere ad amici e conoscenti, ma anche a sconosciuti follower, quanto trasparenti siano le acque o quanto bianche siano le spiagge dei luoghi in cui si è scelto di villeggiare, con la spiacevole conseguenza di rendere noto a tutti, quindi anche ai malintenzionati,  che non si è in casa e non si è intenzionati a tornare presto.
  2. Dotarsi di un impianto antintrusione: poi, è necessario installare un impianto antintrusione che può andare da una semplice inferriata alle finestre ai vetri antisfondamento, dalla porta blindata o ai più sofisticati impianti antifurto con allarme e telecamere di sorveglianza.
Oltre agli allarmi antifurto e alle porte blindate, dall’indagine di CNA Installazione e Impianti emerge che le famiglie italiane hanno installato anche:
  • tapparelle metalliche con bloccaggi (17%),
  • grate di protezione (14,8%),
  • telecamere (19%).

Un consiglio

Per ogni intervento CNA Installazione e Impianti raccomanda di affidarsi a installatori abilitati.

Va ricordato, inoltre, che il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, entrato in vigore il 24 maggio 2016, ha un notevole impatto sulla videosorveglianza in quanto per poter garantire l’utilizzo corretto delle telecamere sono richieste competenze specifiche.

Le famiglie che non hanno problemi di bilancio possono adottare soluzioni più complesse che prevedono una miscela di sistemi anti-intrusione e  sistemi domotici  per tenere sotto controllo la propria casa da remoto tramite tablet o smartphone. Basta infatti programmare l’accensione delle luci a determinati orari (magari non sempre gli stessi) per simulare, a esempio, una presenza in casa che potrebbe indurre i ladri a rinunciare al furto.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Il condizionatore? Va usato con intelligenza per evitare salassi in bolletta e qualche malanno

Si può affrontare con successo Lucifero che con il suo gran caldo infiamma l’estate italiana? E senza subire salassi economici né rischiare fastidiosi malanni? Si può, si può. Usando il condizionatore, ovvio. Purché l’uso sia corretto.

Più facile a dirsi che a farsi, sembra. Eppure il condizionatore è diventato un elettrodomestico largamente diffuso: in Italia lo possiede il 40 per cento del cento delle famiglie e il 90 per cento di uffici e negozi. A dare una mano ai consumatori CNA Installazione e Impianti con il suo vademecum per un’estate migliore. Anche nelle città dall’asfalto liquido.

Come scegliere il condizionatore giusto alle tue esigenze?

Come la digestione comincia in bocca (dalla masticazione), l’uso corretto del condizionatore comincia al momento dell’acquisto e dell’installazione. Per la scelta del modello e quindi per la posa in opera (e la successiva manutenzione) è necessario incaricare personale specializzato. Niente fai-da-te, amici, parenti e praticoni, quindi. L’unica è affidarsi a installatori abilitati e in possesso della certificazione f-gas.

Quale classe energetica scegliere?

Competenti a parte, per avere prestazioni energetiche migliori e un concreto risparmio in bolletta, il condizionatore dev’essere di classe energetica A o, meglio ancora, superiore. Un condizionatore che permette di risparmiare sulla bolletta anche il 30% rispetto a un modello meno evoluto. Per utilizzatori assidui del condizionatore (uffici, negozi, chi lo tiene in funzione di notte o per molte ore consecutive) meglio ancora un elettrodomestico dotato di tecnologia “inverter” che adegua automaticamente la temperatura rispetto all’acceso/spento, è più silenziosa, evita picchi di freddo e permette conseguenti risparmi, fino al 30%, promettono i produttori. Può aiutare una corretta acclimatazione un de-umidificatore, che mantiene l’umidità al livello ottimale del 40/60%. È preferibile installare un condizionatore di dimensione e potenza medio-piccola in tutte le stanze abitate che pochi grandi impianti localizzati solo in alcuni punti, ritenuti a torto strategici, di appartamenti, uffici, negozi.

Dove installarlo?

Il condizionatore va installato in una posizione riparata dal sole e dalle fonti di calore, il più possibile orientata a nord, nord-est (per garantirsi fino al 5% di risparmio energetico), senza che sia coperto da cortine, tende, divani, mobili o barriere di qualunque genere. Il flusso di aria fredda, infine, non va indirizzato sugli spazi abitualmente occupati dalle persone, e dagli animali da compagnia.

Come evitare sprechi e malanni?

Per evitare sprechi e malanni va tenuta una temperatura di non oltre 8-10 gradi inferiore a quella esterna e comunque intorno ai 25/26 gradi. Se non si vuol fare uscire l’aria piacevole dall’ambiente rinfrescato (o far entrare aria calda dall’esterno) vanno tenute serrate porte e finestre e, se possibile, abbassate le tapparelle.  I condizionatori devono essere accesi solo quando se ne ravveda l’affettiva necessità. Durante l’utilizzo è consigliabile non alimentare le fonti di calore, limitando l’uso di altri elettrodomestici (anche per evitare picchi di consumo energetico che potrebbero mandare in tilt l’impianto), di lampade, computer etc.

Non dimenticare l’importanza della manutenzione!

La manutenzione è importante quanto l’acquisto. Ed ecco spiegata la necessità di installatori competenti. Filtri ed erogatore vanno puliti almeno una volta all’anno in maniera da garantire aria più salubre e ridurre i consumi energetici. Va controllata l’unità esterna e va rimossa la polvere accumulatasi su pale e batterie. Ogni due anni la legge impone di sanificare il gas refrigerante dei condensatori.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Bando Efficientamento Energetico – Ti offriamo un check up gratuito

I Bandi ti spaventano? Sei incuriosito ma non credi di riuscire a partecipare con le tue forze?

La CNA è in grado di supportarti per definire la possibilità di partecipare al bando efficientamento energetico 2017

 

Check Up gratuito per capire se hai sprechi energetici

La CNA, in collaborazione con il Centro TQV di ISTI-CNR di Pisa, ti offre un Check up gratuito per la tua azienda.

A cosa serve il check up? 

Il Check up si propone, attraverso una diagnosi efficace e puntuale, a partire dai dati caratteristici dell’edificio della tua impresa, dai dispositivi utilizzati e dalle abitudini dei consumatori, di definire la struttura dei consumi e le priorità d’intervento nella situazione osservata.

Grazie a questo tipo di analisi dei consumi, sarà possibile individuare eventuali dispersioni energetiche e inefficienze in modo da poter attuare delle misure correttive mirate alla riduzione dei propri costi e verificare l’applicabilità del Bando efficientamento energetico 2017.

Sei interessato/a?

È semplice, compila questo modulo: CNA – MODULO RICHIESTA CHECK UP e consegnalo alla reception di CNA (sede de La Fontina – Pisa o invialo per mail a disacco@cnapisa.it.

Per ulteriori informazioni: 

 

Chiara Di Sacco 

disacco@cnapisa.it

 

 

 


 

BANDO EFFICIENTAMENTO ENERGETICO 2017 – Presentazione a Pisa il 26 giugno

4 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Toscana attraverso il Programma operativo del Fondo europeo di sviluppo regionale (Por Fesr) per finanziare gli interventi di efficientamento energetico degli immobili di micro, piccole, medie e grandi imprese, con contributi fino al 40% delle spese ammissibili.

Quando e dove? 

26 giugno 2017 dalle ore 10,00 alle ore 13,00
Presso la sede di Pisa (La Fontina – Via Carducci, 39)

Di cosa si tratta?

È il tour organizzato dalla Regione Toscana, in collaborazione con CNA e Sviluppo Toscana Spa, per far conoscere alle imprese del territorio le opportunità di questo nuovo bando efficientamento.

Scopri qui sotto il programma

ore 10.00 Saluti istituzionali

MATTEO GIUSTI – Presidente territoriale CNA Pisa
MARCO AMMANNATI – Presidente Unione Istallazione e Impianti CNA Pisa
ANTONIO CHIAPPINI – Coordinatore regionale e Unione Istallazione e Impianti CNA Pisa

ore 10.15 Apertura dei lavori

FEDERICA FRATONI – Assessore Regione Toscana Ambiente e difesa del suolo

ore 10.30 POR FESR 2014-2020 Efficientamento energetico degli immobili – Bando 2017

VALERIO MARANGOLO

Settore servizi pubblici locali, energia e inquinamenti – Regione Toscana

ore 11.15 Il sistema gestionale per la raccolta delle domande di aiuto alle imprese

ENEA BELLONI – Sviluppo Toscana 

ore 12.00 Question time

Per informazioni e iscrizioni: 

Info: bandoenergiaimprese2017@regione.toscana.it
Iscrizioni: bit.ly/efficientamento2017

 

Per ulteriori informazioni: 

Marcello Bertini

bertini@cnapisa.it
348 7916309

 

 


 

IMPIANTISTI – La dichiarazione di conformità “à la carte”

Ormai, in merito a quanto prescrive la legge in materia di sicurezza degli impianti, non ci si sorprende più di nulla

  • “imprese” abusive che operano come nulla fosse
  • controlli assenti (e del resto come potrebbe essere il contrario quando nell’emanare il DM 37/08 si è volutamente  cassato tutto il Capo II sulle verifiche)
  • imprese regolari vessate da oneri burocratici ed amministrativi che, alla faccia della tanto dichiarata semplificazione, non tendono a diminuire

Quello che mancava (in senso ironico) era proprio la dichiarazione di conformità “à la carte” che si può tranquillamente ordinare on line e pagare comodamente con carta di credito. Il tutto compilando un modulo nel quale si inseriscono i dati dell’immobile da certificare e senza avere la certezza di vedere l’ombra di un responsabile tecnico abilitato, l’unico soggetto che può rilasciare una dichiarazione di conformità, che venga a controllare l’impianto.

Sono ormai diversi i siti internet che propongono soluzioni truffaldine come questa, perché di vera e propria truffa si tratta: “La dichiarazione di conformità, – afferma Carmine Battipaglia, Presidente CNA Installazione Impianti – non può avere un costo in quanto è  un  atto dovuto, da parte dell’installatore, da rilasciare alla fine dei lavori”. Almeno su questo il DM 37/08 è chiaro; all’art. 7, comma 1 si legge infatti che “al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche, previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto, l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità”.

Inoltre, probabilmente qualcuno si è scordato cosa comporti, in termini di responsabilità civile  e penale, rilasciare una dichiarazione di conformità di un impianto sul quale, con ogni probabilità, non si è mai intervenuti.

Ti interessa? Continua a leggere sul sito di CNA Nazionale CLICCANDO QUI 

 

Se invece vuoi maggiori informazioni rivolgiti a: 

 

Marcello Bertini

bertini@cnapisa.it
348 7916309

 

 


 

Dalla Regione aiuti a progetti di efficientamento energetico degli immobili sedi di imprese

Si tratta di un bando con una dotazione finanziaria di 4 milioni di euro

Il bando prevede la concessione di agevolazioni sotto forma di contributi in conto capitale in regime “de minimis” per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico degli immobili sedi delle imprese nel territorio regionale.

Quali sono gli interventi finanziabili?

Gli interventi di efficientamento energetico attivabili riguarderanno:

  1. l’isolamento termico di strutture orizzontali e verticali
  2. la sostituzione di serramenti e infissi
  3. la sostituzione di impianti di climatizzazione con impianti alimentati da caldaie a gas a condensazione o impianti alimentati da pompe di calore ad alta efficienza
  4. la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore o a collettore solare per la produzione di acqua calda sanitaria
  5. sistemi intelligenti di automazione e controllo per l’illuminazione e la climatizzazione interna
  6. sistemi di climatizzazione passiva
  7. impianti di cogenerazione/trigenerazione ad alto rendimento

Inoltre, ad integrazione potranno essere attivabili interventi per la produzione di energia termica da fonti energetiche rinnovabili quali solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e, quale novità rispetto al bando pubblicato nel 2016, anche per la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili quali solare (impianti fotovoltaici), purché finalizzati all’autoconsumo.

A chi è rivolto questo bando? 

Al fine di recepire quanto disposto dalla Legge di stabilità 2016 il bando è accessibile anche ai liberi professionisti in quanto equiparati alle imprese.

Per le micro e piccole imprese il contributo massimo sarà il 40% delle spese ammissibili, per le medie imprese il 30%, per grandi imprese il 20% .

Quali spese sono ammissibili? 

Saranno considerate ammissibili anche le spese sostenute a partire dal 26/04/2016 purché imputate ad un progetto che, alla data di presentazione della domanda, non sia stato portato materialmente a termine.

Il bando prevede tra le spese ammissibili anche le spese per la rimozione e lo smaltimento dell’amianto, quali opere edili strettamente necessarie a realizzare i suddetti interventi di efficientamento energetico.

Infine, rispetto al bando precedente pubblicato nel 2016, saranno considerate ammissibili anche le spese tecniche di progettazione, direzione lavori, sicurezza, collaudo, studi e/o consulenze specialistiche, indagini, diagnosi energetiche, attestazione di prestazione energetica ante e post intervento etc…

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:

Chiara Di Sacco

disacco@cnapisa.it

 

 

 

 


 

Strategia Energetica Nazionale – Penalizzate ancora una volta le piccole imprese

Gli aspetti più critici legati al costo della bolletta e al ruolo delle imprese rispetto agli obiettivi climatici 2030

“La tanto attesa Strategia Economica Nazionale non ci convince su molti aspetti”: questo il commento della CNA sui contenuti della Strategia Energetica Nazionale presentata ieri alla Camera dal ministro dello Sviluppo Economico Calenda e dal Ministro dell’Ambiente Galletti.

Pur condividendo l’obiettivo di rafforzare l’impegno dell’Italia nella transizione verso l’energia pulita, la Strategia non tiene conto in alcun modo delle caratteristiche del sistema economico italiano, penalizzando ancora una volta le imprese di minore dimensione sia in termini di riduzione del costo della bolletta elettrica che in relazione alla valorizzazione del ruolo che queste possono svolgere per il raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030.

Già la fase di consultazione preliminare degli stakeholders da parte del MISE ha coinvolto soltanto una parte specifica della filiera dell’energia (produttori e grande industria), lasciando da parte i soggetti a valle. E ciò emerge con evidenza dal contenuto della SEN presentata ieri.

In particolare, CNA non condivide alcune ipotesi applicative presentate in relazione all’efficienza energetica, alle rinnovabili  e al costo dell’energia.

 

Ti interessa? Continua a leggerlo sul sito di CNA nazionale!