CETA – Artigiani e piccole imprese a favore della ratifica

CNA rivolge un appello al Ministro Di Maio affinché l’Italia ratifichi l’accordo CETA, accantonando ogni pregiudizio in merito alla liberalizzazione degli scambi commerciali con i nostri migliori partner.

L’economia italiana è corroborata dall’export che concorre a realizzare quasi un terzo del prodotto interno lordo. Una crescita delle esportazioni si traduce in maggiore occupazione, maggiori redditi distribuiti e maggiori entrate fiscali e contributive.

Le politiche di restrizione degli scambi commerciali con i paesi esteri impoveriscono tutti.

È un appello che parte da chi rappresenta migliaia di esportatori che contribuiscono in modo significativo a realizzare i quasi 4 miliardi di esportazioni che, negli ultimi 15 anni, sono cresciute quasi del 60%.

Nei principali settori nei quali si concentra la domanda di beni italiani in Canada, e cioè meccanica, alimentari e sistema moda, il contributo delle micro, piccole e medie imprese alle esportazioni supera abbondantemente i cinquanta punti percentuali.

Il CETA permette di sciogliere i vincoli e le barriere ancora esistenti attraverso la riduzione dei dazi e il riconoscimento di 41 indicazioni geografiche italiane (quasi la totalità dei prodotti Dop e Igp italiani esportati in Canada).

Si tratta di un risultato importante che non va disperso, ma piuttosto implementato in futuro per favorire le relazioni e gli scambi con un partner strategico nelle relazioni commerciali del nostro Paese, garantendo al contempo gli alti standard qualitativi con i quali sono tutelati i cittadini europei.”

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

INCONTRO tecnico sul trattamento dell’acqua potabile

L’incontro è organizzato da CNA di Pisa in collaborazione con la ditta Think: Water S.r.l.

Lo scopo dell’incontro è di accrescere la conoscenza sugli aspetti igienico-sanitari dei circuiti e far conoscere il CONCETTO DI “QUALITÀ IGIENICA”. A fine incontro offrendovi un piccolo buffet.

Quando?
Mercoledì 27 giugno alle ore 15,30 presso la sede di CNA Pisa (Loc. La Fontina, 56010 Ghezzano, San Giuliano Terme – PI)

Quali argomenti verranno trattati? 

  • CICLO DELL’ACQUA
  • RIFERIMENTI LEGISLATIVI e OBBLIGATORIETA’
  • PROBLEMI
  • SOLUZIONI
  • IGIENE DELL’IMPIANTO IDRICO
  • AFFINAGGIO ACQUA AL PUNTO D’USO

I Responsabili Tecnico e Commerciale Think: Water S.r.l. illustreranno i sistemi più innovativi relativi al Trattamento Acqua e rimarranno a Vostra disposizione per eventuali chiarimenti. 

A fine incontro verrà offerto un piccolo buffet.

Per info Think: Water S.r.l. : 
Ilaria Pullega 393 8830271

Le schede di pre-adesione vanno inviate a:

Marcello Bertini
CNA installazioni Impianti Pisa

bertini@cnapisa.it

CORSO DI FORMAZIONE TECNA – Addetto meccatronico delle riparazioni

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Contattaci subito per avere informazioni e maggiori dettagli su come iscriversi: 

Francesca Laura Suraci
Agenzia formativa Copernico scarl – CNA Pisa
Via G.Carducci, 39
56010 – loc. La Fontina – S. Giuliano Terme
Tel. 050 876367
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NOVITÀ BOLLINO BLU degli impianti di riscaldamento – Procedure e costi uguali in tutta la Toscana

Lo ha annunciato CNA Toscana dopo l’incontro con l’Assessore Federica Fratoni

Passaggio al Catasto  Regionale degli Impianti Termici attraverso la piattaforma SIERT (Sistema Informativo Efficienza Energetica della Regione Toscana), migrazione dei dati dai catasti provinciali e comunali, formazione dei manutentori, tempistiche, politiche della Regione sono i temi principali affrontati da CNA Toscana con l’assessorato all’ambiente della Regione.

All’incontro con l’Assessore regionale all’Ambiente, Federica Fratoni, hanno partecipato il presidente di CNA Installazione Impianti Toscana Maurizio Narra, il portavoce regionale dei termoidraulici Paolo Pagliarani e una delegazione di dirigenti delle CNA territoriali; presenti il direttore dell’Agenzia Regionale Recupero Risorse (A.R.R.R), Stefano Bruzzesi, e David Tei, funzionario del settore ambiente energia della Regione Toscana.

Le proposte e le preoccupazioni della CNA Toscana sono state affrontate e discusse in un clima di forte condivisione e collaborazione, in particolare rispetto alle modalità di passaggio al SIERT (prevista a partire dal 1/1/2018) e all’invio dei rapporti di controllo di efficienza energetica (RCEE).

Siamo in un fase delicata per le imprese che operano nel settore della manutenzione degli impianti termici impegnate  in questo periodo con le loro attività di controllo degli impianti di riscaldamento – commenta Maurizio Narra, presidente CNA Installazione Impianti Toscana – La Regione ha assicurato che svolgerà tramite A.R.R.R una transizione che prevede la coesistenza dei vari catasti provinciali fino all’avvenuta formazione dei manutentori; l’Assessore Fratoni ha inoltre condiviso la richiesta di CNA di prevedere centri di assistenza tecnica presso le sedi delle associazioni di categoria, la possibilità di sostenere gli interventi di messa in sicurezza degli impianti termici non conformi  là dove siano accertate condizioni economiche di difficoltà del responsabile dell’impianto, la creazione di strumenti finanziari per sostenere il rinnovo del parco degli impianti termici in toscana, la costituzione di un tavolo tecnico per dirimere le problematiche tecnico/normative”.

Di particolare interesse – prosegue il presidente regionale degli installatori CNA – è il profilo che secondo l’assessore Fratoni dovrà assumere l’Agenzia Regionale Recupero Risorse, ossia di strumento operativo delle tematiche energetiche della Regione Toscana, con possibilità di raggiungere gli obiettivi della programmazione in questa materia attraverso politiche attive”.

Nelle prossime settimane saranno perfezionati i dettagli delle attività formative rivolte ai manutentori, tenendo conto delle varie realtà territoriali e delle loro criticità, e al personale delle associazioni di categoria.

CNA Toscana – aggiunge Paolo Pagliarani, portavoce regionale dei termoidraulici CNA – ha da sempre sostenuto con forte convinzione la costituzione del catasto regionale telematico degli impianti termici come una grande occasione di semplificazione delle procedure, della loro unificazione su tutto il  territorio toscano, dell’omogeneizzazione dei costi dei bollini per i cittadini; a regime sarà uno strumento essenziale per definire compiutamente le politiche di contenimento dei consumi energetici con la messa in campo di strumenti per le imprese e i cittadini”.

Conclude Narra: ”Abbiamo molto apprezzato la disponibilità della Regione nel recepire i suggerimenti e le proposte della categoria. Del resto i manutentori svolgono in questa fase un ruolo essenziale e CNA è impegnata a dare il proprio contributo, perché questa fase venga gestita nel miglior modo possibile”.

IN SOSTANZA

Con l’avvio del nuovo “Sistema Informativo sull’Efficienza Energetica della Regione Toscana” (SIERT) verrà attivato il catasto regionale degli impianti termici, accessibile telematicamente via web, ed entrerà in vigore un unico bollino per l’autocertificazione degli impianti valido su tutto il territorio regionale.

In questo modo, la Regione Toscana, grazie al lavoro e alla collaborazione di tutti gli operatori del settore, creerà un solo catasto che faciliterà il sistema di controllo e verifica degli impianti termici, riducendo l’elusione e rendendo tutte le attività connesse più semplici ed efficaci. Il SIERT sarà attivo nelle varie Province non appena sarà eseguito il passaggio della banca dati dal vecchio software in uso alla nuova piattaforma. Da quel momento si aprirà un “periodo finestra” in cui sarà possibile utilizzare sia il vecchio software che il nuovo in modo da poterlo testare ed imparare ad utilizzarlo

Dalle informazioni e garanzie che abbiamo ricevuto , non dovrebbero esserci grosse novità rispetto al programma attualmente utilizzato su Pisa

La Regione Toscana provvederà a realizzare una campagna di comunicazione rivolta ai cittadini su tutto il territorio regionale, per informare correttamente sugli obblighi di manutenzione collegati all’utilizzo degli impianti di climatizzazione (estiva e invernale) e sui vantaggi che da tali attività derivano, in termini ECONOMICI, AMBIENTALI e non ultimi di SICUREZZA. 

La Regione Toscana attraverso le proprie Agenzie Energetiche e con la collaborazione di CNA, ha in programma la realizzazione di una serie di incontri informativi sul nuovo sistema.

Il calendario di tali incontri è ancora in fase di definizione: sarà nostra cura avvisarvi tempestivamente delle date, che saranno stabilite in accordo con l’Agenzia Energetica Provincia di Pisa.

La partecipazione come nostra consuetudine sarà  GRATUITA, in modo da agevolare la più ampia frequenza possibile delle imprese di manutenzione e installazione interessate. 

Per ulteriori informazioni: 

 

Marcello Bertini

bertini@cnapisa.it

 

IMPIANTO COGERAZIONE A BIOMASSE – Inaugurato un nuovo impianto da Colimpianti Srl

Alcuni momenti dell’inaugurazione dell’impianto realizzato dalla ditta COLI IMPIANTI SRL con sede a San Giuliano Terme.

L’impianto di cogenerazione a biomasse è stato  realizzato nel comune di Pisa in via del Tirassegno (Traversa ovest della SR1 Aurelia fra Madonna dell’Acqua e Barbaricina). 

GIOVEDÌ 21 SETTEMBRE 2017
Via del Tirassegno (Pisa)

Programma

ore 17,00 Presentazione pubblica

ore 17,30 Inaugurazione e Start Up Impianto di Cogenerazione a Biomassa

ore 18,00 Saluto delle Autorità

ore 18,30 Conclusioni

ore 19,00 Cocktail Party

Nelle foto alcuni momenti dell’inaugurazione.

Il momento del taglio del nastro con le autorità

Inaugurazione impianto di cogenerazione a biomasse a Pisa

Inaugurazione impianto di cogenerazione a biomasse a Pisa

IMPIANTISTA 2.0 – Ottobre mese dedicato alla formazione

Scopri subito tutti i corsi pensati per te in collaborazione con il Centro Tecnologie per la Qualità della Vita – ISTI CNR

Un intero mese che CNA Pisa tramite Copernico, l’Agenzia Formativa, dedica alla formazione degli impiantisti, con particolare attenzione alle nuove tecnologie applicate al vivere quotidiano.

Questi  i corsi pensati per gli impiantisti ad ottobre:

  1. L’integrazione del impianti nel residenziale

    Quando?
    5 ottobre – dalle ore 17,00 alle ore 19,00

    Dove?
    Presso la sede CNA di Pisa (La Fontina)

  2. Impianti e cablaggio unificato

    Quando?
    12 ottobre – dalle ore 17,00 alle ore 19,00

    Dove?
    Presso la sede CNA di Pisa (La Fontina)

  3. La ventilazione meccanica controllata

    Quando?
    19 ottobre – dalle ore 17,00 alle ore 19,00

    Dove?
    Presso la sede CNA di Pisa (La Fontina)

Sei interessato? Vuoi saperne di più? 

Leggi subito la presentazione dei corsi e iscriviti: Programma Corsi Impiantista 2.0

 

Interruzione idrica Pisa – I consigli dell’esperto per non danneggiare lavatrici e lavastoviglie

I consigli giusti per i disagi dello stop al servizio idrico a Pisa il 10 agosto li ha dati Marco Ammannati, Presidente CNA Impianti Pisa, intervistato oggi (9 agosto) da La Nazione: ecco un estratto dell’articolo

LO STOP all’erogazione idrica in tutte le case e le attività commerciali per un giorno intero determinerà anche una serie di accortezze da parte degli utenti per preservare gli impianti.

«È opportuno – sottolinea Marco Ammannati, presidente di Cna impianti – disattivare l’autoclave per mantenere intatte le riserve di acqua e non rischiare di riempire i serbatoi con i residui e la sporcizia che arriveranno dai tubi quando sarà ripristinata l’erogazione. Ma soprattutto è assolutamente sconsigliabile l’utilizzo di lavatrici e lavastoviglie durante il periodo dello stop e nei minuti immediatamemnte successivi alla ripresa».

Secondo Ammannati è consigliabile anche farsi una scorta d’acqua per sopperire alla necessità giornaliere, ma soprattutto, spiega, «è opportuno riattivare questo tipo di elettrodomestici solo dopo avere verificato personalmente che l’acqua che scorre dai rubinetti è di nuovo trasaprente dopo l’intervento di manutenzione, per non rischiare di danneggiare gli apparecchi mettendo in circolo acqua sporca o con residui terrosi».

«Per farlo con sicurezza – conclude Ammannati – è preferibile lasciare scorrere l’acqua per alcuni secondi, meglio se da un rubinetto nei pressi del contatore, per chi ha giardini o orti, perché è da lì che poi l’acqua raggiunge i rubinetti di casa: quando è trasparente e pulita significa che si è tornati alla normalità e può riprendere la vita di tutti i giorni».

Indagine CNA – Gli italiani hanno speso 18 miliardi in impianti antifurto e porte blindate per proteggere la propria casa

Per evitare intrusioni impreviste dentro casa quattro famiglie italiane su dieci hanno installato un impianto antifurto e/o, nella stessa percentuale, una porta blindata
Per proteggere l’abitazione, insomma, gli italiani hanno speso oltre 18 miliardi di euro. Lo svela una indagine condotta da CNA Installazione e Impianti tra le imprese associate.
Secondo l’Istat, le famiglie italiane sono circa 16,5 milioni. Un impianto antifurto di qualità comprensivo di centralina, sensori esterni e interni, sirena e combinatore telefonico costa mediamente 1500 euro. Una porta blindata 1300 euro.
Italiani super-prudenti, allora?
No, stando ai dati del ministero dell’Interno e dell’Istat. Nel 2016 i furti in abitazioni ed esercizi commerciali denunciati sono stati 330.598, vale a dire quasi 904 al giorno e 38 all’ora. Secondo il Servizio analisi criminale della polizia, circa 300 in meno che nel 2015. Poca cosa rispetto a un reato che genera un giustificato allarme sociale. E, comunque, un numero probabilmente approssimato per difetto, considerato che solo sette responsabili di furti su cento vengono arrestati. Un dato che non invita alla denuncia, piuttosto alla frustrazione. Nel decennio 2006/2015 l’Istat ha registrato poco meno di due milioni di furti nelle sole abitazioni, con un incremento pari al 94 per cento tra 2006 e 2015. Un’enormità. Che colloca l’Italia nella fascia alta della graduatoria europea stilata da Eurostat-Unodc, dalla quale risulta che nel rapporto popolazione/furti in appartamento il nostro Paese è sesto, dietro Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi e Svezia, superando di gran lunga i “pari taglia” Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.
Se oltre 330mila furti rappresentano un’enormità in sé, rispetto a 16,6 milioni di famiglie e a 24 milioni solo di abitazioni occupate (dati Istat) sono una quota obiettivamente ridotta. E se non sembra pagare la paura della giustizia, visto il numero ridottissimo di arresti per furto, evidentemente a pagare è la prevenzione. Dopo anni in cui ci si è affidati al fai-da-te, al vicino o alla provvidenza, ma con scarso successo. Anche se ancora troppe persone sembrano attendere il primo furto, o se va bene il primo tentativo di furto, per correre ai ripari. Un comportamento molto rischioso, soprattutto all’approssimarsi del grande esodo estivo.
Ma come fare per evitare brutte sorprese al rientro dalle ferie?
  1. Non dire sui social che si è in vacanza: innanzitutto – segnala CNA Installazione e Impianti – evitando di postare sui social media foto delle proprie vacanze in luoghi lontani mentre si è ancora in ferie. Molti, infatti, non resistono alla tentazione di far conoscere ad amici e conoscenti, ma anche a sconosciuti follower, quanto trasparenti siano le acque o quanto bianche siano le spiagge dei luoghi in cui si è scelto di villeggiare, con la spiacevole conseguenza di rendere noto a tutti, quindi anche ai malintenzionati,  che non si è in casa e non si è intenzionati a tornare presto.
  2. Dotarsi di un impianto antintrusione: poi, è necessario installare un impianto antintrusione che può andare da una semplice inferriata alle finestre ai vetri antisfondamento, dalla porta blindata o ai più sofisticati impianti antifurto con allarme e telecamere di sorveglianza.
Oltre agli allarmi antifurto e alle porte blindate, dall’indagine di CNA Installazione e Impianti emerge che le famiglie italiane hanno installato anche:
  • tapparelle metalliche con bloccaggi (17%),
  • grate di protezione (14,8%),
  • telecamere (19%).

Un consiglio

Per ogni intervento CNA Installazione e Impianti raccomanda di affidarsi a installatori abilitati.

Va ricordato, inoltre, che il nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, entrato in vigore il 24 maggio 2016, ha un notevole impatto sulla videosorveglianza in quanto per poter garantire l’utilizzo corretto delle telecamere sono richieste competenze specifiche.

Le famiglie che non hanno problemi di bilancio possono adottare soluzioni più complesse che prevedono una miscela di sistemi anti-intrusione e  sistemi domotici  per tenere sotto controllo la propria casa da remoto tramite tablet o smartphone. Basta infatti programmare l’accensione delle luci a determinati orari (magari non sempre gli stessi) per simulare, a esempio, una presenza in casa che potrebbe indurre i ladri a rinunciare al furto.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

Il condizionatore? Va usato con intelligenza per evitare salassi in bolletta e qualche malanno

Si può affrontare con successo Lucifero che con il suo gran caldo infiamma l’estate italiana? E senza subire salassi economici né rischiare fastidiosi malanni? Si può, si può. Usando il condizionatore, ovvio. Purché l’uso sia corretto.

Più facile a dirsi che a farsi, sembra. Eppure il condizionatore è diventato un elettrodomestico largamente diffuso: in Italia lo possiede il 40 per cento del cento delle famiglie e il 90 per cento di uffici e negozi. A dare una mano ai consumatori CNA Installazione e Impianti con il suo vademecum per un’estate migliore. Anche nelle città dall’asfalto liquido.

Come scegliere il condizionatore giusto alle tue esigenze?

Come la digestione comincia in bocca (dalla masticazione), l’uso corretto del condizionatore comincia al momento dell’acquisto e dell’installazione. Per la scelta del modello e quindi per la posa in opera (e la successiva manutenzione) è necessario incaricare personale specializzato. Niente fai-da-te, amici, parenti e praticoni, quindi. L’unica è affidarsi a installatori abilitati e in possesso della certificazione f-gas.

Quale classe energetica scegliere?

Competenti a parte, per avere prestazioni energetiche migliori e un concreto risparmio in bolletta, il condizionatore dev’essere di classe energetica A o, meglio ancora, superiore. Un condizionatore che permette di risparmiare sulla bolletta anche il 30% rispetto a un modello meno evoluto. Per utilizzatori assidui del condizionatore (uffici, negozi, chi lo tiene in funzione di notte o per molte ore consecutive) meglio ancora un elettrodomestico dotato di tecnologia “inverter” che adegua automaticamente la temperatura rispetto all’acceso/spento, è più silenziosa, evita picchi di freddo e permette conseguenti risparmi, fino al 30%, promettono i produttori. Può aiutare una corretta acclimatazione un de-umidificatore, che mantiene l’umidità al livello ottimale del 40/60%. È preferibile installare un condizionatore di dimensione e potenza medio-piccola in tutte le stanze abitate che pochi grandi impianti localizzati solo in alcuni punti, ritenuti a torto strategici, di appartamenti, uffici, negozi.

Dove installarlo?

Il condizionatore va installato in una posizione riparata dal sole e dalle fonti di calore, il più possibile orientata a nord, nord-est (per garantirsi fino al 5% di risparmio energetico), senza che sia coperto da cortine, tende, divani, mobili o barriere di qualunque genere. Il flusso di aria fredda, infine, non va indirizzato sugli spazi abitualmente occupati dalle persone, e dagli animali da compagnia.

Come evitare sprechi e malanni?

Per evitare sprechi e malanni va tenuta una temperatura di non oltre 8-10 gradi inferiore a quella esterna e comunque intorno ai 25/26 gradi. Se non si vuol fare uscire l’aria piacevole dall’ambiente rinfrescato (o far entrare aria calda dall’esterno) vanno tenute serrate porte e finestre e, se possibile, abbassate le tapparelle.  I condizionatori devono essere accesi solo quando se ne ravveda l’affettiva necessità. Durante l’utilizzo è consigliabile non alimentare le fonti di calore, limitando l’uso di altri elettrodomestici (anche per evitare picchi di consumo energetico che potrebbero mandare in tilt l’impianto), di lampade, computer etc.

Non dimenticare l’importanza della manutenzione!

La manutenzione è importante quanto l’acquisto. Ed ecco spiegata la necessità di installatori competenti. Filtri ed erogatore vanno puliti almeno una volta all’anno in maniera da garantire aria più salubre e ridurre i consumi energetici. Va controllata l’unità esterna e va rimossa la polvere accumulatasi su pale e batterie. Ogni due anni la legge impone di sanificare il gas refrigerante dei condensatori.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)