DEDUZIONI FORFETARIE AUTOTRASPORTO – L’Agenzia delle Entrate conferma la misura dello scorso anno

Nella giornata del 4 luglio l’Agenzia delle Entrate ha emanato il comunicato stampa (in allegato) con il quale rende ufficiale la misura delle deduzioni forfetarie riconosciute per l’anno 2015, alla luce dello stanziamento complessivo di 70 mln di euro.

Le deduzioni forfetarie giornaliere stabilite per ambito territoriale del trasporto valide per il 2016  sono, dunque, le seguenti:

  • 17,85 € per i trasporti nel Comune in cui ha sede l’impresa (ossia il 35% di 51,00 euro);
  • 51,00 € per i trasporti oltre il Comune in cui ha sede l’impresa.

Sono state, pertanto, confermate le misure previste lo scorso anno.

Resta, confermata anche l’agevolazione relativa alla facoltà di recuperare, tramite compensazione in F24, i contributi versati al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) sui premi di assicurazione per la responsabilità civile, per i danni derivanti dalla circolazione dei veicoli a motore adibiti a trasporto merci di massa complessiva a pieno carico non inferiore a 11,5 tonnellate.

Pertanto, le imprese di autotrasporto merci – conto terzi e conto proprio – possono recuperare nel 2017 fino ad un massimo di 300 euro per ciascun veicolo le somme versate nel 2016 quale contributo al SSN.

Tutte le imprese di autotrasporto che, considerata la fase di incertezza,  avessero già effettuato i versamenti entro il 30 giugno senza tenere conto delle deduzioni forfettarie, possono recuperare le eventuali maggiori imposte versate entro la scadenza del 30 giugno 2017, tramite compensazione nel modello di versamento F24, per i primi versamenti di tributi e contributi dovuti successivamente.

È evidente, infatti, che dalla dichiarazione annuale delle imposte sui redditi da presentare entro il mese di settembre emergerà un credito di ammontare pari alla differenza tra il debito tributario emergente dalla dichiarazione ed il versamento dell’IRES ovvero IRPEF effettuato entro la scadenza di giugno 2017.

Leggi il comunicato dell’Agenzia delle Entrate: 

Nota Agenzia delle Entrate sulle agevolazioni fiscali Autotrasportatori 2017

 

FITA – Siglato nuovo accordo regionale del settore Autotrasporto Merci

Con questo Accordo, siglato il 2 maggio 2017, il comparto entra a pieno titolo nella bilateralità

Le Parti Sociali della Toscana del settore Autotrasporto Merci il 2 maggio 2017 hanno siglato il Nuovo Accordo regionale.

Sono tre gli obiettivi conseguiti:

  1. Dare maggiore flessibilità all’orario di lavoro potendo andare oltre le 47 ore settimanali
  2. Assorbire la voce dell’integrativo regionale riducendo così il dumping che si era venuto a creare e dare maggiore copertura normativa alle imprese
  3. Adesione al sistema della bilateralità ma con un fondo specifico per il settore, che dà certezze alle imprese e servizi e opportunità ai dipendenti ed un contenimento dei costi a carico dell’azienda

Nelle prossime settimane prepareremo degli approfondimenti in materia oltre che organizzare dei momenti di confronto per capire meglio le conseguenze di questo accordo che può risultare molto utile alle imprese con dipendenti e che hanno esigenza di aumentare l’orario normale di lavoro oltre le 47 ore settimanali.

A chi è rivolto questo Accordo?

Il campo di applicazione riguarda tutti i dipendenti delle imprese artigiane che hanno sede legale o unità distaccate in Toscana ed applicano il CCNL Trasporto Merci e Logistica, nonché i dipendenti delle aziende non artigiane aderenti alle Organizzazioni firmatarie dell’accordo che abbiano sede legale in Toscana ed agli stessi dipendenti assunti in unità distaccate nella Regione Toscana, che applicano il CCNL Trasporto Merci e Logistica (art. 1).

Da quando sarà attivo? 

La decorrenza dell’accordo è a partire dal 1° giugno 2017 (art. 2).

Cosa succede con il versamento EBNA?

Per il solo settore dell’Autotrasporto Merci il versamento mensile EBNA che occorre effettuare su F24 è calcolato per ciascun dipendente in base alla seguente somma: una cifra fissa di 7,65 euro + lo 0,60% della retribuzione imponibile previdenziale (come previsto per la generalità delle imprese artigiane) + l’ulteriore cifra fissa di 10 euro (per il Fondo Speciale Autotrasporto).
È necessario valorizzare il codice EBNA anche sull’Uniemens.

Cliccando sul link sottostante è possibile prendere visione del testo integrale dell’Accordo, con particolare riferimento alla riparametrazione dei valori economici dell’Integrativo Regionale ed alle altre misure normative ed economiche che sono oggetto dell’intesa:
Accordo Regionale Settore Autotrasporto Merci 2.5.2017

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: 

Maurizio Bandecchi

 

 

 


 

 

CNA FITA – 1° corso sull’utilizzo del cronotachigrafo

Il corso è prefissato per sabato 24 giugno (ore 9-17,30) presso la sede CNA Pisa alla Fontina (via Carducci 39 S. Giuliano Terme PI)

IL CRONOTACHIGRAFO – Organizzazione dell’orario di Lavoro dei Conducenti Professionali (Regolamento CEE n. 561/2006 – Regolamento CEE 165/2014)

CNA FITA di Pisa organizza il primo corso destinato agli autisti (e non solo: anche a titolari, responsabili, etc…) solo per le imprese iscritte per la loro formazione sul corretto utilizzo del cronotachigrafo.

QUANTO DURA?
Il corso ha la durata di 8 ore.

A CHI È RIVOLTO IL CORSO? 
È rivolto alle imprese iscritte a CNA FITA e per questo motivo il costo è molto ridotto rispetto ai corsi che si trovano sul mercato.

QUANTO COSTA?
Il costo è di 80 euro a partecipante. In caso di iscrizioni multiple sono possibili degli sconti progressivi da concordare.

COSA VERRÀ RILASCIATO AL TERMINE DEL CORSO?
Al termine del corso all’autista verrà rilasciato un attestato individuale di partecipazione al corso della validità di 5 anni dalla data di emissione, unitamente ad un documento scritto (della validità di un anno a partire dalla firma del conducente che lo ha ricevuto ed ha valore unicamente per l’impresa che lo ha redatto e consegnato all’autista) in cui le imprese stesse forniscono al conducente adeguate istruzioni circa le norme di comportamento cui egli dovrà attenersi nella guida.

Lo stabilisce il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblicato il 12 dicembre 2016, particolarmente atteso perché consente alle imprese di poter ottemperare in modo ufficiale a quanto previsto dalla normativa europea in tema di formazione degli autisti e di controllo sull’attività degli stessi avere vantaggi rispetto a contestazioni (verbali) per infrazioni al Codice della Strada.

Infatti la frequenza a tale corso permette alle imprese di essere sollevate dalle responsabilità in caso di infrazioni commesse dai propri conducenti. Le imprese sono chiamate in causa in caso di infrazioni o peggio ancora di incidenti stradali e le conseguenze legali ed economiche sono tutt’altro che trascurabili anche per coloro che cercano di operare nel pieno rispetto delle regole.

Si prega di prendere visione del seguente allegato, compilarlo e riconsegnarlo all’Agenzia Formativa Copernico presso CNA Pisa (La Fontina): IL CRONOTACHIGRAFO_Scheda_Corso

Per informazioni e iscrizioni rivolgersi a: 

 

Sabrina Pavolettoni 
Agenzia Formativa Copernico 

pavolettoni@cnapisa.it
050876543

 

 


 

FITA – Pre-revisioni per i veicoli superiori a 3,5 tonnellate, ulteriore proroga al 6 giugno 2017

Questo l’esito dell’incontro del 27 aprile scorso tra il Sottosegretario Simona Vicari e le Associazioni di Categoria

L’incontro tra MIT ed associazioni di categoria è stato convocato dal Governo anche a seguito delle manifestazioni attuate il 18 Marzo e della successiva pressione praticata da UNATRAS.

L’obiettivo delle manifestazioni era quello di ottenere risposte da tempo attese dalla categoria, tra cui, quelle relative al contrasto del dumping sociale effettuato dalle imprese estere, della concorrenza sleale e della lotta all’abusivismo.

Si rivendicava anche la necessità di reintrodurre una norma che garantisse un equo potere contrattuale e certezze per ciò che concerne le risorse economiche, con particolare riferimento alle deduzioni forfetarie.

Tra le criticità più recenti, veniva richiamata la necessità di intervenire sul settore dei trasporti eccezionali e sulle novità che la DGM sta cercando di introdurre con la circolare Prot. RU 4791 del 27.2.2017 in materia di revisioni per i veicoli superiori a 3,5 tonnellate.

In sintesi, gli esiti:

  • confermato in sostanza il totale del fondo per l’autotrasporto con €236mln nel 2018 e €240mln per il 2019 (erano €240mln gli ultimi due anni e 10 in più nel 2015)
  • deduzioni forfetarie: mancano solo €10 mln ad oggi per confermare le stesse di quest’anno e dovrebbero essere stornate da un altro fondo (quello per la decontribuizione per i trasporti internazionali parzialmente inutilizzato), lasciando così le deduzioni forfetarie a €17,85 nel comune, €51 oltre comune
  • pedaggi: firmato il decreto per il rimborso dei pedaggi 2015
  • cabotaggio: già dallo scorso anno la paga degli autisti esteri, impegnati in operazioni di cabotaggio nel nostro Paese e pertanto considerati lavoratori temporaneamente distaccati, deve essere uniformata a quella degli autisti italiani. Il sottosegretario Vicari, ha reso noto che, per rendere più efficace la norma, il D.L.gs 136/2016 verrà completato con precise prescrizioni (documentazione da tenere a bordo del mezzo, sanzioni, ecc.)
  • sulle seguenti materie il ministero ha assicurato l’impegno di intervenire nella direzione auspicata entro il 24 giugno prossimo:
    • TRASPORTI INTERNAZIONALI
    • DECONTRIBUZIONE
    • COSTI MINIMI DI RIFERIMENTO
    • TEMPI DI PAGAMENTO
    • UNILAV
    • TRASPORTI ECCEZIONALI
    • FERROBONUS – MAREBONUS
  • infine circa le REVISIONI VEICOLI DI MASSA COMPLESSIVA SUPERIORE A 3,5 TONNELLATE: il Sottosegretario Vicari si è impegnato a prorogare ulteriormente al 6 giugno 2017 le revisioni con le nuove modalità allo scopo di aumentare gli organici delle Motorizzazioni oltre al progetto di affidare ai privati anche le revisioni dei mezzi >35 q.li

Il Sottosegretario Vicari ha chiesto alle associazioni di categoria di attendere il 24 Giugno per valutare se gli
impegni di attuazione relativi alla normativa illustrata saranno effettivamente rispettati.

Nell’allegata circolare interna FITA  comunque potrete apprendere meglio maggiori dettagli: Esito_incontro_Vicari

Per informazioni e approfondimenti: 

 

Maurizio Bandecchi 

bandecchi@cnapisa.it
Tel. 348 7807224

 

 

 


 

BANDO – Formazione di giovani conducenti di veicoli pesanti

Il Comitato Centrale per l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori investe sui giovani

Dal  27 aprile 2017 sarà possibile compilare e presentare una domanda telematica per ottenere di poter essere ammesso ad un percorso individuale che potrà consentire a circa 600 giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni, con residenza in Italia ed il possesso della patente di guida di categoria B, di acquisire la patente C e la Carta di Qualificazione del Conducente necessari per la guida di autocarri destinati al trasporto delle merci a condizioni agevolate.

Si tratta, di una iniziativa del Comitato Centrale dell’Albo, che intende favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro incentivando l’occupazione giovanile nel settore attraverso l’offerta di percorsi di formazione, quasi integralmente finanziati, per aspiranti conducenti professionali, nonché di tirocinio, volti ad una potenziale prospettiva di inserimento lavorativo stabile all’interno delle aziende afferenti settore “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”.

I costi di formazione dei giovani autisti saranno sostenuti per l’80% dal Comitato centrale per l’Albo degli
Autotrasportatori. Il regolamento di adesione al progetto, è reperibile all’indirizzo www.giovaniconducenti.it
Sulla stessa pagina web (www.giovaniconducenti.it), dalle ore 9.00 del 27 Aprile alle ore 13.00 del 19 Maggio 2017, sarà possibile compilare il form per la presentazione della domanda telematica per la selezione su base nazionale e con la formula del click-day dei giovani interessati.

Per informazioni: 

 

Maurizio Bandecchi 

bandecchi@cnapisa.it
Tel: 348 7807224

 

 

 


 

AUTOSTRASPORTO – Unatras decide il fermo dell’autotrasporto

La decisione nasce dalle mancate risposte ad una serie di gravi problemi denunciati dalle imprese di autotrasporto anche in occasione del Tir Day, la mobilitazione nazionale organizzata da Unatras lo scorso 18 marzo.

Il Comitato Esecutivo di Unatras, riunito a Roma il 7 aprile, ha constatato l’assenza dei provvedimenti
sollecitati al Governo e ha deciso il fermo dell’autotrasporto merci, dando mandato all’Ufficio di
Presidenza di definirne le modalità attuative.

Tra le criticità evidenziate da Unatras vi sono:

  • la concorrenza sempre più aggressiva dei vettori esteri
  • le violazioni della normativa sui tempi di pagamento
  • il blocco delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali
  • le nuove disposizioni per le revisioni dei mezzi pesanti
  • la mancata pubblicazione dei costi minimi di sicurezza
  • i provvedimenti già approvati ma non ancora resi esecutivi

Per spiegare le ragioni del fermo, nei prossimi giorni Unatras solleciterà dei confronti con le forze
politiche in Parlamento e con i rappresentanti della Presidenza del Consiglio.

Per informazioni e aggiornamenti: 
Maurizio Bandecchi
bandecchi@cnapisa.it

FITA News – Francia: dal 1° Aprile obbligo di esibizione del modello A1 relativo al distacco dei lavoratori

Dal 1° aprile 2017, i lavoratori esteri, dipendenti o meno, che effettuano prestazioni di lavoro in Francia,devono essere in grado di esibire agli organi di controllo il modello A1, rilasciato dall’ente competente dello Stato di provenienza del lavoratore.

Il modello A1 attesta la condizione del lavoratore nel sistema di sicurezza sociale, si dimostra di essere in
regola con i versamenti previdenziali e certifica che il lavoratore i non ha nessun obbligo di pagare i
contributi in un altro Stato.

Nonostante questa norma si riferisca, in generale, alle attività svolte in Francia in regime di distacco, le
istituzioni francesi, anche in base a quanto disposto dalla Legge Macron (distacco temporaneo), sarebbero
orientate a renderla applicabile anche agli autisti provenienti dall’estero ed impegnati ad effettuare
operazioni di cabotaggio o di trasporti internazionali.

L’obbligo di esibizione è stabilito dall’articolo 27 della Legge Francese n.1827/2016 che ha introdotto questa misura nell’ambito di una politica di maggior rigore verso io distacchi.
La norma origina dalla normativa europea di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale:

  • REGOLAMENTO (CE) N. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (versione consolidata del 08.01.2013);
  • REGOLAMENTO (CE) N. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 settembre 2009 che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale (versione consolidata del 08.01.2013);

La richiamata normativa comunitaria non crea un sistema previdenziale europeo ma coordina le normative dei vari sistemi previdenziali nazionali, in modo da garantire la tutela dei diritti di sicurezza sociale dei lavoratori migranti e l’esercizio del diritto alla libera circolazione dei cittadini europei.

La regolamentazione comunitaria in materia di sicurezza sociale è immediatamente e direttamente applicabile ai Paesi che fanno parte dell’Unione europea.
In estrema sintesi, in caso di distacco di lavoratori in ambito europeo l’azienda distaccante è tenuta a richiedere all’Istituto previdenziale il rilascio del modello A1 sulla sicurezza sociale che certifica la legislazione previdenziale applicata al lavoratore.

I Regolamenti richiamati, non hanno fissato uno specifico regime sanzionatorio sulla materia lasciando,
quindi, i singoli Stati, liberi di prevederlo o meno.

La Francia ha introdotto dall’1 aprile p.v. una sanzione pari a oltre 3 mila euro per ciascun lavoratore in
capo al “donneur d’ordres établi en France” (letteralmente “committente stabilito in Francia”) qualora in
caso di controllo non venga esibito il modello A1 da parte, a seconda dei casi, del lavoratore distaccato,
dell’azienda distaccante o del rappresentante designato dall’azienda sul territorio francese. Tale sanzione
raddoppia nel caso in cui, nei due anni successivi alla prima infrazione, venga reiterata la mancata
esibizione del documento in parola.

Si segnala infine che la predetta sanzione non è applicabile quando al momento del controllo venga
presentato, in sostituzione del modello A1, un documento attestante l’avvenuta richiesta dello stesso
all’Istituto previdenziale competente (l’INPS nel caso di lavoratore italiano) purché, in ogni caso, il
modello sia presentato entri due mesi alle autorità di controllo.

Per ottenere il modello comunitario A1, si può accedere al Link:
http://www.inps.it/portale/default.aspx?imenu=107&&idarea=6&idlingua=1&ipagina=4.

Per maggiori dettagli in merito alle modalità di richiesta e compilazione del più volte richiamato modello A1,si allega il “messaggio” n. 218 del 20.1.2016 diffuso dall’INPS e precedenti note emesse dall’Istituto.
Si evidenzia che le domande di distacco relative ai lavoratori subordinati (opzione 3 del modello INPS),
potranno essere presentate solo dai datori di lavoro o dai soggetti delegati da questi ultimi alla gestione
delle posizioni contributive (rappresentanti legali o consulenti del lavoro).
si inbvitsa a pprendere visione degli Allegati:
1. INPS – Messaggio n.218 del 20.01.2016
2. INPS – Circolare n.99 del 21.7.2010
3. Allegato 1 della Circ. n.99/2010: Mod. A1
4. Allegato 4 della Circ. n.99/2010: nota informativa

Procedure operative per veicoli superiori a 35 quintali – Probabile proroga sino al 19 Aprile 2017 (informativa da nazionale CNA FITA)

La circolare del MIT Prot. RU 4791 del 27 Febbraio 2017, ha introdotto delicate e critiche
innovazioni in tema di procedure operative per l’effettuazione della revisione dei veicoli pesanti.
A tal proposito, tra le principali questioni che suscitano forte preoccupazione nella categoria, vi è quella della modifica del modello per la richiesta della revisione che viene integrato, sul retro, con la dichiarazione di assunzione di responsabilità che dovrà essere obbligatoriamente compilata, quando ricorre il caso, dalle
officine; quest’ultime, a fronte di ciò, potrebbero conseguentemente rivendicare la necessità di un’attività che va oltre la normale manutenzione, una sorta di pre-collaudo.

Come dire, aumento dei costi ed allungamento dei tempi di fermo del veicolo.
Ricordiamo che, allo stato attuale la circolare del MIT Prot. RU 4791 del 27 Febbraio 2017, prevede che siano demandati alle officine private tutti “i controlli visivi con mano d’opera che non possono essere svolti dagli operatori (del MIT) durante l’attività di revisione perché il controllo degli stessi presuppone lo smontaggio di alcune parti del veicolo in contrasto con quanto riportato dalla Direttiva 2010/48/UE o l’utilizzo di attrezzatura specifica non presente in sede di revisione”.
La stessa circolare esplicita poi che i “controlli visivi” che devono effettuare le officine, sono quelli elencati nella colonna “D” dell’allegato 2 (esplicitati nell’allegato 3) alla più volte richiamata circolare del 27.2.1017, tra cui:
  • Stato dello sterzo
  • Assi
  • Fuselli
  • Cuscinetti delle ruote
  • Ecc.

Ai fini della revisione, per queste ed altre particolari parti del mezzo, la circolare prevede un’attestazione, a cura dell’autoriparatore, di corretta manutenzione del veicolo “ed in particolare che sono stati controllati e ritenuti conformi alla norma i punti ricompresi nell’allegato 3 della circolare del 27.2.2017”.

Le associazioni hanno stigmatizzato che sino ad oggi invece, tali verifiche venivano effettuate in fase di revisione direttamente dai tecnici del MIT e, molte PMI, effettuano direttamente la manutenzione ordinaria senza ricorrere agli autoriparatori.

L’allarme della categoria, lanciato anche in occasione della manifestazione effettuata il 18 Marzo c.a., ha
determinato la convocazione con il Dott. Maurizio Vitelli, Direttore Generale per la Motorizzazione presso
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

L’incontro, tenutosi il 30 Marzo 2017, se non altro, è servito a chiarire alcuni aspetti procedurali ed è
terminato con l’impegno del Dott. Vitelli di far slittare l’entrata in vigore delle nuove procedure al 19 Aprile
c.a. (già posticipata al 4.4.2017).
In questo frangente ci saranno ulteriori confronti per cercare di trovare soluzioni condivise che garantiscano la sicurezza e nello stesso tempo non penalizzino ulteriormente le imprese di autotrasporto.
Rispetto alla norma richiamata, il Direttore Generale per la Motorizzazione si è impegnato a rivedere (e
scrivere meglio) in particolare:
1. Esplicitare in maniera chiara e netta che la certificazione che deve rilasciare l’officina non attiene ad
un “PRECOLLAUDO” ma è riferita alla normale attività di MANUTENZIONE PROGRAMMATA; a tal
proposito verrà corretta la certificazione che deve rilasciare l’officina riportando precisamente la
parola “manutenzione programmata”.
2. Che il requisito principale che deve possedere l’officina è quello della MECCATRONICA ( perché
principalmente pertinente alle parti relative alla sicurezza del veicolo) .
3. Se il veicolo e prevalentemente utilizzato all’estero, non deve recarsi presso un’officina italiana per
ottenere la certificazione in parola, è sufficiente una dichiarazione anche di una officina che si trova
all’estero, l’importante è che dichiari che la manutenzione è stata eseguita secondo le prescrizioni
dell’apposita direttiva europea.
4. La certificazione dell’officina avrà una validità, orientativamente, non anteriore a due mesi
precedenti alla data prevista per la revisione.

Il dottor Vitelli si è soffermato molto sul fatto che l’officina non deve effettuare un precollaudo bensì
certificare di aver assolto al controllo di quelle parti che, nel periodo ricadente nella revisione, sono soggette a manutenzione così come previsto dalle sequenze di intervento date dai manuali tecnici del mezzo.

Il problema rimane però la responsabilità che si deve assumere l’officina e che sicuramente non potrà non
avere ripercussioni sui costi e sui tempi che rimangono in capo all’impresa di autotrasporto.
Permangono pertanto tutte le criticità e perplessità del caso.

Il Responsabile Nazionale Mauro Concezzi

Autotrasporto – Bonus accisa sul gasolio per il I trimestre 2017

Questo è un articolo tecnico. Se hai bisogno di una rapida delucidazione, vai in fondo e contattaci direttamente per telefono. 

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato la nota prot. n. 38666/RU del 30/03/2017 concernente il recupero dell’accisa sul gasolio per autotrazione, utilizzato nel settore del trasporto, relativo al PRIMO TRIMESTRE SOLARE 2017 (Gennaio-Marzo).

Di seguito il commento nonché un riepilogo sull’attuale quadro normativo relativo al bonus.

L’ATTUALE QUADRO NORMATIVO

La Legge di Stabilità 2015 [1] ha previsto che, a decorrere dal 1° Gennaio 2015 non è più possibile richiedere il bonus accisa in riferimento al consumo di gasolio consumato da veicoli di categoria “Euro 0” o inferiore.

La Legge di Stabilità per il 2016, supportata anche da successivi chiarimenti delle Dogane [2] ha, infine, ampliato la platea dei veicoli esclusi dal bonus accisa, estendendola anche ai consumi di gasolio effettuati dal 1° Gennaio 2016 dai veicoli di categoria “Euro 2” o inferiore. In altri termini, dai consumi effettuati dal 2016 gli esercenti possono richiedere il credito d’imposta accisa solo per i veicoli di categoria “Euro 3” o superiore. A partire dalla presentazione della domanda per il bonus relativo ai consumi del I trimestre 2016 il contribuente deve dichiarare (con gli effetti e le conseguenze relative alle dichiarazioni sostitutive di atto notorio, a norma dell’art.38 D.P.R. 445/2000) che il gasolio consumato per cui richiede il beneficio fiscale non è stato utilizzato per rifornire veicoli appartenenti a tali categorie escluse. Al riguardo, tale dichiarazione è contenuta nel frontespizio della domanda da presentare per il recupero accisa.

Ricordiamo che, posto che la disciplina comunitaria definisce le categorie a partire da “Euro 1” e superiori, sono classificabili come “Euro 0” o categoria inferiore i veicoli la cui carta di circolazione non riporta alcun riferimento alla normativa dell’Unione Europea.

In precedenza, il c.d. “Decreto Liberalizzazioni” ha apportato modifiche alla disciplina dell’agevolazione fiscale sul consumo di gasolio per autotrazione. La prima importante modifica ha riguardato il termine per il recupero delle accise sui consumi effettuati a decorrere dal 2012, che ha assunto cadenza trimestrale e non più annuale. In conseguenza a ciò è stato anche modificato il termine per presentare la dichiarazione richiesta per fruire del beneficio, che non è più “entro il 30 Giugno successivo alla scadenza di ciascun anno solare” ma entro il mese successivo alla scadenza di ciascun trimestre solare” [3]. Tale termine NON è, comunque, a pena di decadenza dal beneficio [4].

Infine, a partire dai crediti riconosciuti con riferimento ai consumi di gasolio effettuati nel corso del 2012, non si applica più il limite annuale di Euro 250.000 [5] quale soglia massima per l’utilizzo in compensazione dei crediti d’imposta derivanti dal riconoscimento di agevolazioni alle imprese.

AMMONTARE DEL BENEFICIO

Con riferimento ai consumi di gasolio effettuati nel I trimestre 2017, l’Agenzia delle Dogane ha stabilito l’entità del beneficio in misura pari aEuro 214,18 per mille litri di prodotto.

 

SOGGETTI AMMESSI

a) esercenti l’attività di autotrasporto merci in c/terzi o in c/proprio, con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate. Si ricorda, che fino al 31 dicembre 2007 erano ammessi all’agevolazione gli automezzi di peso complessivo non inferiore a 3,5 tonnellate a pieno carico, grazie ad una autorizzazione riconosciuta all’Italia dalla direttiva 2003/96/CE. Questa direttiva, infatti, stabilisce che è considerato “commerciale” il gasolio utilizzato ai fini del trasporto di merci per conto terzi o per conto proprio, effettuato con autoveicoli a motore o con autoveicoli con rimorchio adibiti esclusivamente al trasporto di merci su strada, aventi peso a pieno carico massimo pari o superiore a 7,5 tonnellate. La deroga concessa all’Italia che consentiva di applicare il limite delle 3,5 tonnellate è scaduta il 1° gennaio 2008, le autorità italiane ne hanno richiesto il rinnovo, ma finora gli organi comunitari competenti non si sono ancora pronunciati. In attesa della pronuncia della Commissione UE, l’Agenzia delle Dogane, anche per l’anno 2009, ritiene che gli esercenti l’attività di autotrasporto di merci, in conto proprio e in conto terzi, con automezzi di peso complessivo compreso tra 3,5 e 7,49 tonnellate non possano essere ammessi per il momento alla fruizione del beneficio fiscale. Tuttavia, le Dogane si riservano di estendere l’agevolazione anche ai predetti soggetti nell’eventualità di un esito favorevole dell’iter comunitario;

b) enti pubblici e imprese pubbliche locali esercenti l’attività di trasporto di cui al D.Lgs. 19/11/1997, n. 422 e relative leggi regionali di attuazione.Si ricorda che in tale tipologia, oltre agli enti pubblici (quali i Comuni) che svolgono servizi di linea con finalità di trasporto scolastico, sono compresi anche quei soggetti che erogano il servizio di trasporto scolastico in forma diretta, utilizzando veicoli immatricolati in uso proprio oppure affidando il servizio in appalto ad imprese pubbliche;

c) imprese esercenti autoservizi interregionali di competenza statale (di cui al D.Lgs. 21/11/2005, n. 285, le imprese esercenti autoservizi di competenza regionale e locale (di cui al D.Lgs. 422/97), le imprese esercenti autoservizi regolari in ambito comunitario (di cui al Regolamento CE n. 1073/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21/10/2009) [6]. Si ricorda che in tale tipologia rientrano anche le imprese (pubbliche e private) che effettuano il trasporto scolastico sulla base di licenza comunale di noleggio;

d) enti pubblici e le imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone

TERMINI E MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

Per ottenere il diritto all’utilizzo in compensazione o il rimborso del credito d’imposta spettante per il I trimestre solare 2017, i predetti soggetti devono presentare nel periodo dal 1° Aprile al 2 Maggio 2017 specifica dichiarazione a:

– PER LE IMPRESE NAZIONALI: UFFICIO DELLE DOGANE TERRITORIALMENTE COMPETENTE rispetto alla sede operativa dell’impresa o, in caso di più sedi operative, l’Ufficio competente rispetto alla sede legale o alla principale tra le sedi operative;

– PER LE IMPRESE COMUNITARIE OBBLIGATE A PRESENTARE DICHIARAZIONE DEI REDDITI IN ITALIA: UFFICIO DELLE DOGANE TERRITORIALMENTE COMPETENTE rispetto alla sede di rappresentanza dell’impresa;

– PER LE IMPRESE COMUNITARIE NON OBBLIGATE A PRESENTARE DICHIARAZIONE DEI REDDITI IN ITALIA: UFFICIO DELLE DOGANE DI ROMA I.

In sede di compilazione della dichiarazione, nel “QUADRO A” andranno indicati i chilometri registrati dal contachilometri alla chiusura del trimestre considerato (nuovo art. 3, c. 6 del D.P.R. 277/00, così come modificato dall’art. 61, c. 1, lett. a), n. 2) del D.L. 1/12).

La dichiarazione va presentata insieme ai dati salvati su supporto infomatico (CD-rom, DVD, pen drive USB). Tale adempimento deve avvenire nel rispetto delle modalità contenute nel regolamento emanato col D.P.R. 277/2000.

Per la predisposizione delle domande-dichiarazioni e la relativa stampa sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Doganehttp://www.agenziadoganemonopoli.gov.it/ (Dogane – In un click – Accise – Benefici per il gasolio da autotrazione – Benefici gasolio autotrazione 1° trimestre 2017), sia il modello di dichiarazione che il relativo software.

Inoltre, i contribuenti interessati possono inviare le proprie dichiarazioni anche per mezzo del Servizio Telematico Doganale – E.D.I.. Al riguardo:

1) essi devono richiedere all’Agenzia delle Dogane, qualora non ne siano già in possesso, l’abilitazione all’utilizzo dell’E.D.I.;

2) le istruzioni per la richiesta dell’abilitazione e le modalità tecnico-operative di trasmissione dati tramite l’E.D.I., sono disponibili sul sito (nella specifica sezione ad esso relativa).

TERMINI E MODALITA’ DI UTILIZZO DEL CREDITO D’IMPOSTA IN COMPENSAZIONE

Le imprese che scelgono di utilizzare l’importo del credito sorto nel PRIMO TRIMESTRE 2017 in compensazione, ai sensi del D.Lgs. 241/97, devono:

attendere la formazione del credito mediante il silenzio-assenso, trascorsi 60 giorni dalla presentazione della domanda senza che sia intervenuto il diniego dell’Ufficio, OPPURE mediante un’eventuale comunicazione di “convalida” esplicita da parte dell’Ufficio (se ciò avviene prima della formazione del silenzio-assenso);
indicare nel mod. F24 l’importo del credito nella sezione “Erario” con il codice tributo “6740” (“Credito d’imposta – agevolazione sul gasolio per autotrazione impiegato dagli autotrasportatori”) – rateazione “0117” – anno di riferimento (inteso come anno di presentazione della domanda alle Dogane) “2017” [7];
utilizzare il credito in compensazione entro e non oltre il 31 Dicembre 2018 (ossia “entro il 31 Dicembre dell’anno solare successivo a quello in cui è sorto”);
per l’eventuale eccedenza non utilizzata entro il 31 Dicembre 2018, richiedere il rimborso con apposita istanza al competente Ufficio entro il 30 Giugno 2019, a pena di decadenza.

DOCUMENTI NECESSARI A COMPROVARE I CONSUMI DI GASOLIO

Per provare i consumi di gasolio per autotrazione ai fini del beneficio in oggetto:

per gli esercenti l’attività di autotrasporto di merci, in c/terzi o in c/proprio, è sempre necessaria la relativa fattura d’acquisto;
per i soggetti esercenti le attività di trasporto di persone è sufficiente la sola scheda carburante.
ASPETTI FISCALI

Il bonus in commento:

– non concorre alla formazione del reddito

– non rileva ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi

– non rileva neppure ai fini IRAP

– deve essere indicato nel quadro RU, sezione “Caro petrolio” del modello UNICO relativo al periodo di riferimento. La mancata indicazione, tuttavia, non è a pena di decadenza dal beneficio.

 

Per informazioni e richiesta di servizio di dichiarazione per il BONUS Accisa: 

 

Maurizio Bandecchi 
bandecchi@cnapisa.it

 

 

 

 


 

 

Francesco Manis
manis@cnapisa.it

 

 


 

CNA Fita – NCC e BUS, al via verso nuove mete

Esordio per un nuovo Mestiere in casa CNA Pisa: si tratta del Ncc-Bus trasporto persone, che a livello territoriale si è reso autonomo grazie a un costante aumento nel numero di iscritti, fra cui il Consorzio Toscana Mobilità che ha spostato la sua sede operativa a Pisa.

Come Presidente è stato scelto Riccardo Bolelli (nella FOTO) che ha dalla sua anche l’esperienza di Presidente regionale della Consulta Trasporto Persone Toscana, oltre che essere membro anche della Consulta Nazionale Trasporto Persone.

È un periodo controverso per il mondo del trasporto persone, con strategie già consolidate per la parte BUS, sia sul versante turismo che sul quello del trasporto pubblico locale, comprese le importanti voci del trasporto scolastico e del trasporto sociale: si trovano entrambi sotto attacco della concorrenza sleale di soggetti provati che agiscono fuori dalle regole e di una mal controllata attività del terzo settore.

La parte NCC vetture risente invece della aspra vertenza in corso a livello nazionale circa gli aspetti organizzativi della professione, con esiti ancora non definibili.

Oltre a Riccardo Bolelli sono stati eletti come componenti della Presidenza territoriale NCC-BUS anche:

  • Alessandro Saviozzi
  • David Salcioli

Per informazioni: 

Maurizio Bandecchi 
bandecchi@cnapisa.it

 

FITA NEWS – Scheda aggiornamento costi gasolio e informazioni sulla mobilitazione generale dell’Autotrasporto del 17 e 18 marzo 2017

1 Aggiornamento costi del gasolio da parte del Ministero – prendere visione dell’allegato
2 Mobiltazione generale dell’Autotrasporto 17 e 18 marzo 2017

  1. In merito all’aggiornamento dei costi del gasolio da parte del Ministero, ti invitiamo a prendere visione di questa scheda: costo gasolio FEBBRAIO 2017[1] 
  2. Mobiltazione generale dell’Autotrasporto 17 e 18 marzo 2017: scopri tutti i motivi

Gli autotrasportatori italiani hanno perso la pazienza, di fronte ad un Governo che non risponde ai numerosi quesiti ripetutamente posti dalla categoria, hanno deciso una mobilitazione a livello nazionale articolata per regioni.

La mobilitazione generale in Toscana è stata venerdì 17 marzo

La proclamazione della mobilitazione è stata fatta da Unatras, l’Unione delle associazioni dell’autotrasporto merci.

La Toscana ha anticipato di un giorno la mobilitazione per questioni logistiche. C’è stata infatti la disponibilità dell’Interporto di Prato, una struttura strategica di grande importanza a livello nazionale, da cui ogni giorno transitano centinaia di Tir.

A questa protesta si è arrivati a causa delle mancate risposte ai problemi che da tempo pongono gli autotrasportatori. Tra questi, la determinazione mensile dei costi indicativi di esercizio dei diversi servizi di autotrasporto, tenendo conto di tutti i fattori che li determinano; l’assunzione di iniziative volte a garantire l’effettiva trasparenza e regolarità del mercato nazionale ed internazionale dei trasporti, attraverso il rilancio e la definitiva messa a regime del portale della regolarità dell’autotrasporto, gestito dall’albo nazionale, la definizione delle risorse assegnate con particolare riferimento alla questione delle deduzioni forfettarie, azioni di contrasto efficaci e coordinate con quelle di altri paesi europei contro la concorrenza estera sleale ed illegale e contro qualsiasi forma di abusivismo; l’ottenimento di sanzioni effettive e norme disincentivanti per chi non rispetti i tempi di pagamento dei servizi di trasporto; lo sblocco del rilascio delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali, semplificando gli adempimenti a carico delle imprese e il pieno funzionamento delle motorizzazioni.

Qui di seguito le richieste

La determinazione mensile dei costi indicativi di esercizio dei diversi servizi di autotrasporto, tenendo conto di tutti i fattori che li determinano.

L’assunzione di iniziative volte a garantire l’effettiva trasparenza e regolarità del mercato nazionale e internazionale dei trasporti, attraverso:

  •  Il rilancio e la definitiva messa a regime del portale della regolarità dell’autotrasporto, gestito dall’albo nazionale
  • Azioni di contrasto efficaci e coordinate con quelle di altri paesi europei contro la concorrenza estera sleale ed illegale e contro qualsiasi forma di abusivismo.

L’ottenimento di sanzioni effettive e norme disincentivanti per chi non rispetti i tempi di pagamento dei servizi di trasporto.

Lo sblocco del rilascio delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali, semplificando gli adempimenti a carico delle imprese.

Il pieno funzionamento delle Motorizzazioni civili.