FITA NEWS – Scheda aggiornamento costi gasolio e informazioni sulla mobilitazione generale dell’Autotrasporto del 17 e 18 marzo 2017

1 Aggiornamento costi del gasolio da parte del Ministero – prendere visione dell’allegato
2 Mobiltazione generale dell’Autotrasporto 17 e 18 marzo 2017

  1. In merito all’aggiornamento dei costi del gasolio da parte del Ministero, ti invitiamo a prendere visione di questa scheda: costo gasolio FEBBRAIO 2017[1] 
  2. Mobiltazione generale dell’Autotrasporto 17 e 18 marzo 2017: scopri tutti i motivi

Gli autotrasportatori italiani hanno perso la pazienza, di fronte ad un Governo che non risponde ai numerosi quesiti ripetutamente posti dalla categoria, hanno deciso una mobilitazione a livello nazionale articolata per regioni.

La mobilitazione generale in Toscana è stata venerdì 17 marzo

La proclamazione della mobilitazione è stata fatta da Unatras, l’Unione delle associazioni dell’autotrasporto merci.

La Toscana ha anticipato di un giorno la mobilitazione per questioni logistiche. C’è stata infatti la disponibilità dell’Interporto di Prato, una struttura strategica di grande importanza a livello nazionale, da cui ogni giorno transitano centinaia di Tir.

A questa protesta si è arrivati a causa delle mancate risposte ai problemi che da tempo pongono gli autotrasportatori. Tra questi, la determinazione mensile dei costi indicativi di esercizio dei diversi servizi di autotrasporto, tenendo conto di tutti i fattori che li determinano; l’assunzione di iniziative volte a garantire l’effettiva trasparenza e regolarità del mercato nazionale ed internazionale dei trasporti, attraverso il rilancio e la definitiva messa a regime del portale della regolarità dell’autotrasporto, gestito dall’albo nazionale, la definizione delle risorse assegnate con particolare riferimento alla questione delle deduzioni forfettarie, azioni di contrasto efficaci e coordinate con quelle di altri paesi europei contro la concorrenza estera sleale ed illegale e contro qualsiasi forma di abusivismo; l’ottenimento di sanzioni effettive e norme disincentivanti per chi non rispetti i tempi di pagamento dei servizi di trasporto; lo sblocco del rilascio delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali, semplificando gli adempimenti a carico delle imprese e il pieno funzionamento delle motorizzazioni.

Qui di seguito le richieste

La determinazione mensile dei costi indicativi di esercizio dei diversi servizi di autotrasporto, tenendo conto di tutti i fattori che li determinano.

L’assunzione di iniziative volte a garantire l’effettiva trasparenza e regolarità del mercato nazionale e internazionale dei trasporti, attraverso:

  •  Il rilancio e la definitiva messa a regime del portale della regolarità dell’autotrasporto, gestito dall’albo nazionale
  • Azioni di contrasto efficaci e coordinate con quelle di altri paesi europei contro la concorrenza estera sleale ed illegale e contro qualsiasi forma di abusivismo.

L’ottenimento di sanzioni effettive e norme disincentivanti per chi non rispetti i tempi di pagamento dei servizi di trasporto.

Lo sblocco del rilascio delle autorizzazioni per i trasporti eccezionali, semplificando gli adempimenti a carico delle imprese.

Il pieno funzionamento delle Motorizzazioni civili.

TAXI/NCC – CNA Fita: “Apprezziamo il tavolo con le categorie”

CNA Fita: ” Lavoreremo per una soluzione concertata e condivisa”

L’impegno del ministro Delrio di aprire un tavolo con i rappresentanti di categoria del trasporto pubblico non di linea (Taxi e Ncc auto) coglie un auspicio di CNA Fita.

La salvaguardia di un diritto fondamentale della nostra Costituzione come quello della mobilità dei cittadini, congiuntamente alla definizione di un quadro normativo certo per queste imprese, era e rimane un obiettivo non più rinviabile.

“Condivido in pieno la volontà, espressa nel verbale sottoscritto al termine dell’incontro di ieri al ministero, di contrastare pratiche di esercizio abusivo sia di servizio taxi che di noleggio con conducente – afferma la presidente nazionale di CNA Fita, Cinzia Franchini –. Allo stesso modo sottoscrivo il richiamo alla necessità di salvaguardare il servizio pubblico migliorando i servizi ai cittadini e tenendo in considerazione le evoluzioni tecnologiche nel settore”.

Quello che si apre oggi sarà un lavoro importante e positivo. CNA Fita è impegnata affinché si arrivi su questi problemi a una soluzione concertata e condivisa.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

TAXI/NCC – No agli opposti estremismi, Sì alle soluzioni buone per tutti

Un ringraziamento tutti coloro che nelle nostre città toscane, Pisa in primis, hanno continuato a lavorare regolarmente

Riportiamo qui di seguito il comunicato dei Riccardo Bolelli, responsabile del Trasporto Persone della FITA CNA Regionale della Toscana in merito al confronto seguito alla presentazione dell’Emendamento dell’On. Linda Lanzilotta.

La situazione che si è venuta a creare in questi giorni, con l’emendamento presentato dall’On. Linda Lanzillotta, non è altro che la dimostrazione che, per alcune note associazioni di categoria, sia del mondo TAXI, che del mondo NCC, non si cerca la soluzione ma la ‘redde rationem’, ovvero la resa dei conti.

Non si deve cedere alla logica degli opposti estremismi.

In questi giorni abbiamo assistito ad un rappresentazione del nostro mondo di noleggiatori e taxisti caricaturale e profondamente lontana dalla verità. Certo gli estremisti ci sono ovunque e quindi ci sono anche fra NCC e tassisti, ma non è questa la situazione e le posizioni che contraddistinguono la maggior parte dei nostri colleghi.

Tensioni e problemi ci sono nelle grandi città, ma non nelle altre cento città capoluogo e nei centri piccoli e medi dove peraltro il servizio taxi è assente.  

Le lotte intestine alla categoria del trasporto professionale persone che siano taxi o NCC aggrava solo i problemi veri che attanaglia il nostro settore: il lavoro nero e l’abusivismo. E non solo presunto o sporadico come quello che incontestabilmente ci può essere a Roma, ma che è sconosciuto nel resto d’Italia.

L’unica urgenza è quella di affrontare da paese civile e moderno, cosa di cui c’è da dubitare a dire il vero, come trasformare le opportunità delle innovazioni tecnologiche, in vantaggi per gli utenti e per lo sviluppo, anche quantitativo, del mercato del trasporto.

Ad oggi abbiamo solo assistito ad un proliferare di lavoro nero sottopagato; abbiamo visto nuovi nascenti monopoli che accentrano la domanda e la canalizzano verso forme di erogazione del servizio fuori da ogni regola di mercato e di civiltà, che ignora la professionalità che invece è doverosamente richiesta alla nostra categoria.

Anche nei capoluoghi italiani dove la legge 21/92 ha dato buona prova di sé malgrado i maldestri tentativi da parte di alcune associazioni di far credere che la cd “29 1 quater” sia attuabile, di fatto non è mai entrata in vigore pienamente.  

Ma ora è il momento di rinnovare la Legge 21 e trovare un equilibrio nuovo e più alto con la tecnologia , purché questa non serva a creare nuovi monopoli e un popolo di schiavi che per vivere deve attingere poche gocce di linfa.

La lotta interna alla categoria è perniciosa: la “29 1 quater” non solo non risolve i problemi dei tassisti, ma ne crea enormi agli NCC, anche perché gli abusi possono essere già oggi parimenti colpiti. Basta volerlo.

In un mondo come il Trasporto Pubblico non di Linea, dove operano Cooperative Sociali Onlus, con dipendenti sottopagati, magari sotto l’egida, se non la vera e propria connivenza, di alcuni sindacati, che da una parte fanno tessere e dall’altra fanno battaglie al fianco dei tassisti contro gli abusivismi. Mi verrebbe da citare la famosa frase dell’Onorevole Giachetti, ma taccio per carità di patria.

Altro grosso problema che affligge il Trasporto Pubblico non di Linea è quello del Volontariato, che esercita il nostro lavoro impropriamente, con tanto di tariffari, quando non addirittura servizi di linea veri e propri come il servizio di scuolabus o il TPL sostitutivo. Credo che la vergognosa gazzarra a cui stiamo assistendo sia utile solo a chi vuole la deregulation nella presunta speranza di trarne qualche improbabile beneficio, ma che invece finirà per favorire tutte le lobbies che invece a parole qualcuno dice di voler combattere. E colgo l’occasione per ringraziare invece tutti coloro che nelle nostre città toscane hanno continuato a lavorare regolarmente. In conclusione, lavoriamo uniti perché la posizione di FITA CNA è quella di salvaguardare tutti gli artigiani iscritti e non solo una parte, o favorire la guerra per la sopravvivenza di un sistema che è superato dalla storia, ed è pura follia pensare di non volerlo ammodernare.

Vuoi saperne di più? Leggi qui anche la posizione di CNA nazionale. 

PISA – Nuovo Regolamento Taxi/NCC approvato dal Consiglio Comunale

Soddisfazione CNA: un risultato che migliora il servizio taxi e NCC per Pisa

“Sono stati mesi di serrato confronto – ha commentato il presidente CoTaPi e rappresentante CNA, Claudio Sbrana – non solo con l’Amministrazione Comunale e con gli uffici, ma anche con tutte le forze politiche presenti in Consiglio, sia in sede di lavori preparatori negli organi appositi (già previsti dal vigente regolamento), sia in sede più politica con la 4^ Commissione Consiliare, che ha seguito la stesura del regolamento. Il nostro ringraziamento va a tutti, compresi coloro che hanno ascoltato le nostre ragioni senza condividerle, ma il cui stimolo ha portato ad elaborare un testo che riteniamo soddisfacente per tutti gli interessi in gioco: categoria, cittadini e frequentatori della città. Il nuovo Regolamento infatti migliora e soprattutto potenzia complessivamente il servizio. Ed è molto importante il fatto che dopo dieci anni si sia potuto risolvere il nodo delle vetture adibite a trasporto disabili con incarrozzamento diretto, che riteniamo un punto di civiltà di primo piano”.

“Questa nuova versione del regolamento segue l’accordo per l’aumento delle licenze e rispetta l’esigenza di aver dovuto aggiornare il regolamento comunale alla luce degli ultimi periodi – ha aggiunto Maurizio Bandecchi, coordinatore CNA FITA Unione Trasporto -. E in questo sforzo di aggiornamento, in cui segnalo che la categoria ha dovuto accettare notevoli sacrifici in termini di maggiore rigidità delle regole (e non è una cosa scontata), abbiamo cercato di tenere conto anche del dibattito nazionale che, nonostante l’asprezza dei toni ed i pronunciamenti dell’Autorithy, non ha ancora portato ad un punto di equilibrio. Inoltre è stata una risposta di trasparenza e correttezza per risolvere il problema del potenziamento del servizio stesso con le figure dei sostituti alla guida, per cui ora sono previste regole di inquadramento più serie e stringenti, compresa la possibilità di farli lavorare in tutto il turno che è uno stimolo in più ad utilizzarli. Si sono anche potenziati gli strumenti e le possibilità di verifica da parte della Polizia Municipale, sia dei turni assegnati che delle modalità di erogazione del servizio che, lo vogliamo ricordare, è e rimane, anche per le norme europee, un servizio di natura pubblica. E se nemmeno l’Unione Europea ha ritenuto di esporre il servizio di trasporto pubblico non di linea, alla totale libertà di concorrenza e delle forze del mercato, significa che ci sono molte ragioni per mantenerlo così come è anche nel nostro paese, a partire dalla garanzia data delle tariffe pubbliche senza prezzi selvaggi”.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA Pisa)

CARTELLO PRODUTTORI – CNA: “120 km di camion per la class action, oltre 1500 imprese coinvolte”

CNA: “120 km di camion per la class action, oltre 1500 imprese coinvolte”

Scade il 31 gennaio 2017 la possibilità di aderire all’azione risarcitoria collettiva di CNA contro la lobby dei costruttori di camion. Adesione massiccia: oltre 30 milioni di euro il valore complessivo del risarcimento richiesto.

Una lunga fila di camion che dal casello di Torino potrebbe raggiungere quello di Milano, lungo la A4. Questa, se proviamo a rappresentarla, l’immagine più efficace per visualizzare il successo della class action promossa da CNA Fita contro la lobby dei costruttori di camion.

Sono oltre 7.000 i camion inseriti nell’azione collettiva che mira ad ottenere un risarcimento di almeno 30 milioni di euro. Se li mettessimo in fila, svilupperebbero una colonna di oltre 120 km, tale da congiungere Milano a Torino. Una massa critica che pesa in totale più di 180.000 tonnellate!

Questo il bilancio dell’attività di raccolta dati per l’azione risarcitoria collettiva nei confronti del cartello delle case costruttrici di autocarri promossa da CNA Fita, che ha già visto l’adesione di oltre 1500 imprese.

Si tratta, perlopiù, di autotrasportatori ma hanno aderito anche molte imprese che operano nell’ambito dell’edilizia e dell’impiantistica che, nel periodo di vigenza del cartello, hanno acquistato gli autocarri.

Ricordiamo che le principali case produttrici di autocarri hanno fatto “cartello”, concordando ingiustamente un aumento dei prezzi ai danni dei loro clienti finali. Si tratta di DAF, Mercedes, Iveco, MAN, Volvo, Renault Truck e Scania.

CNA Fita si è attivata tempestivamente per promuovere un’azione legale collettiva al fine di far risarcire tutti gli associati coinvolti, con la campagna “Insieme per una giusta causa”. Sono interessati tutti coloro che hanno acquistato, preso in leasing o noleggiato a lungo termine un camion di medie o grandi dimensioni (oltre le 6 tonnellate), immatricolato tra il 1997 e il 2011.

Il risarcimento richiesto si aggira intorno al 20% del prezzo del camion. L’azione collettiva permette ai ricorrenti di condividere i costi del contenzioso, senza dover anticipare le spese legali,  e di proteggersi da eventuali comportamenti ritorsivi da parte delle potenti imprese responsabili dell’illecito. Il meccanismo è quello della class action.

PER INFORMAZIONI: 

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MAURIZIO BANDECCHI 

bandecchi@cnapisa.it
348 7807224

 

 

 

 


 

LA MOTORIZZAZIONE DI PISA NON DEVE CHIUDERE

È nato oggi il Comitato contro la chiusura dell’Ufficio della Motorizzazione di Pisa

CNA Associazione Provinciale di Pisa, Confarca, Unasca, Adiconsum, Federconsumatori e motorizzazione-29-12-6Amici di Pisa hanno promosso il Comitato per il mantenimento della sede e di tutti i servizi del locale Ufficio di Motorizzazione Civile sede di Pisa, di cui è stata preannunciata la imminente chiusura con il contestuale trasferimento dei servizi al pubblico verso le vicine Unità di Motorizzazione delle sedi di Lucca e Livorno.

Il Comitato è promosso dalle realtà associative che maggiormente hanno relazioni con gli uffici della locale Motorizzazione e si propone di affiancare e sostenere le meritorie attività che già le istituzioni locali, a partire dal sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e dal Sindaco di S. Giuliano Terme, Sergio Di Maio, hanno avviato con il competente Ministero dei Trasporti.

A presentare l’iniziativa (da sinistra verso destra nelle foto) il Presidente CNA, Matteo Giusti, Paolo Perelli per Adiconsum e Stefano Ghilardi per gli Amici di Pisa, i rappresentanti Confarca, Marco Abbondandolo, e Unasca, Michele Bulleri, mentre ha inviato una lettera il presidente Federconsumatori Toscana, Fulvio Farnesi.

COSA FARÀ IL COMITATO? 

Il Comitato avrà lo scopo di supportare le azioni promosse dalle Istituzioni e farsi anche carico di avanzare proposte e soluzioni oltre che contribuire a tenere vivo l’interesse a mantenere un servizio e un presidio sul territorio pisano, che altrimenti rischia di finire stritolato in un meccanismo burocratico che non tiene conto delle reali esigenze dei cittadini e delle imprese.

motorizzazione-29-12-4Matteo Giusti (nella foto il primo da sinistra) ha sottolineato come “siano sacrosanti gli accorpamenti dei servizi e la razionalizzazione dei costi, ma ci vuole un disegno organico e una visione complessiva che mancano del tutto in questo e in molti altri casi, dove si parte dai tagli dei costi senza pensare alle ricadute in termini di servizio e di funzionalità e magari tenendo conto di un riequilibrio complessivo che certo non può vedere Pisa ed il suo territorio penalizzata a vantaggio di altri luoghi”.

L’ufficio di Pisa rappresenta una sede della Motorizzazione Civile di assoluta rilevanza e seconda solo alla sede di Firenze. Tra le attività principali: esami per le patenti, pratiche di immatricolazione auto e mezzi pesanti. Attività per altro ottenute con un organico – 16 persone – che è sottodimensionato e che comporta già ritardi nella erogazione dei servizi.

Ad esempio i dati per lo svolgimento degli esami teorici delle patenti nel 2015 che è il servizio per cui le UMC sono maggiormente impegnate, parlano chiaro: Pisa 7739 esami; Livorno 5956; Lucca 6748 . Peraltro già oggi i tempi di attesa per l’effettuazione di esami per le patenti superano le 10 settimane a Livorno e 5/6 settimane a Lucca, mentre a Pisa si riescono a svolgere dopo circa solo un paio di settimane perché l’ufficio di Pisa ha due aule e possono tenere un ritmo più sostenuto al di là della carenza di personale. È ovvio che gli eventuali trasferimenti di servizi, anche se avvenissero unitamente al trasferimento di personale, dovrebbero scontare i limiti logistici che già oggi ne penalizzano l’attività.

Altro argomento che testimonia della vivacità del territorio di Pisa sono le attività di autoscuola del territorio provinciale: 44 a Pisa, a Livorno 26 e a Lucca 39. Anche le statistiche del Ministero dei Trasporti circa i livelli di attività per lo svolgimento ed il rilascio di patenti, a livello nazionale, testimoniano che Pisa è stabilmente sempre il secondo ufficio per volume di esami svolti a livello regionale secondo solo a Firenze.

Oltre alla perdita del fattore di vicinanza territoriale, i servizi  per gli utenti della Provincia di Pisa sono indispensabili e devono essere mantenuti con un accettabile livello di omogeneità che peraltro verrebbe persa irrimediabilmente in caso di smembramento della attuale sede e del personale verso le sedi vicine. Si perderebbe così, non solo un servizio diretto ai cittadini, ma si creerebbe un danno alle imprese che devono fruire dei servizi e di quelle che li erogano, che inevitabilmente avrebbero un aggravio di costi oltre che di tempi di attesa che sono poi i veri fattori da evitare in un sistema economico che funziona in modo sempre più rapido e in cui i tempi di risposta alle imprese non possono sopportare ritardi e ulteriori appesantimenti.

Per questi motivi i promotori del Comitato si dichiarano “contrari alle ipotesi di chiusura del servizio territoriale di Pisa e si impegnano altresì a individuare, proporre e perseguire soluzioni alternative alla chiusura e a sostenerle presso tutte le sedi istituzionali e politiche locali e nazionali e con tutti i mezzi disponibili”. Il comitato si riunirà periodicamente e si impegna a individuare dei portavoce unitari per la promozione delle azioni che lo stesso Comitato deciderà di perseguire. Inoltre il Comitato resta aperto alla sottoscrizione da parte di altri soggetti singoli e associativi purché ne condividano gli obiettivi e i metodi”.

PER INFORMAZIONI E ADERIRE ALL’INIZIATIVA:

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MAURIZIO BANDECCHI
bandecchi@cnapisa.it


FITA News – Nuove indicazioni pagamento quote albo

Sono state attivate n. 5 postazioni di assistenza telefonica che, a partire da oggi, potranno essere indifferentemente contattate, con orario 08.00-17.00, per ricevere assistenza sulla procedura di registrazione al Portale dell’Albo e sul pagamento delle quote.

I numeri di telefono sono i seguenti:

06 41584534

06 41584532

06 41584510

06 41584513

06 41584506

Inoltre, rimane attiva la casella mail assistenza.albo@mit.gov.it alla quale possono essere rivolte le segnalazioni premurandosi di indicare il problema riscontrato e lasciare i recapiti telefonici per essere richiamati.

E’ stato, inoltre, pubblicato sul sito un documento di supporto, che vi alleghiamo, ove troverete consigli utili per utilizzare la procedura ed i principali inconvenienti riscontrati.

Nel rimanere a disposizione per ogni chiarimento, si porgono distinti saluti.

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MAURIZIO BANDECCHI 

bandecchi@cnapisa.it

 

 

 


 

FITA NEWS – Aggiornamento azione Cartello e Quote Albo 2017

FITA NEWS 14 DICEMBRE 2016

Due notizie interessanti per le imprese trasporto:

  1. Quote Albo, difficoltà per i pagamenti, protesta UNATRAS
  2. Aggiornamento su  azione di risarcimento contro case Costruttrici Mezzi Pesanti

1. Quote Albo, difficoltà per i pagamenti, protesta UNATRAS

Dopo più di 15 giorni dall’avvio del pagamento, pur essendo ormai prossimo il termine di scadenza previsto per il 31 dicembre 2016, da più parti del territorio nazionale provengono continue lamentele perché il nuovo sistema congegnato sul portale dell’albo non funziona.

La situazione è stata segnalata con una lettera di UNATRAS alla presidente dell’Albo, Teresa Di Matteo, alla quale si chiede di risolvere tale  situazione che “sta creando un disservizio inaccettabile, anche per la credibilità dell’Albo stesso, sul cui portale si è deciso di riportare il pagamento delle quote di iscrizione. Per quanto sopra descritto è fondamentale trovare soluzioni certe se vogliamo ottenere il risultato prefissato di far pagare le quote a tutte le imprese di autotrasporto.
A tal fine, oltre al ripristino della possibilità di registrazione sul portale come associazioni di categoria ed effettuare il pagamento per le imprese associate, nella speranza di una pronta risoluzione dei problemi tecnici del sistema, siamo a chiedere di prevedere la proroga del termine fissato”.

IMPORTANTE: Intanto sono state attivate 5 postazioni di assistenza telefonica che potranno essere indifferentemente contattate, con orario 08.00-17.00, per ricevere assistenza sulla procedura di registrazione al Portale dell’Albo e sul pagamento delle quote.

SCOPRI I NUMERI DI TELEFONO E CHIEDI ASSISTENZA 


2. Azione di risarcimento contro case costruttrici mezzi pesanti, per le domande c’è tempo fino al 31 gennaio 2017

Visto il grande successo della iniziativa per il risarcimento il termine per la raccolta delle domande di risarcimento è stato spostato al 31 gennaio 2017: per le modalità e altre informazioni consultare il sito www.cnapisa.it oppure la pagina Facebook CNA-Pisa.

Con l’occasione vi segnaliamo la notizia riportata dall’agenzia stampa REUTERS, (clicca sopra per leggere) in merito alla stima del totale del risarcimento che le case costruttrici di costruttrici saranno tenute a pagare secondo la società Bentham, che finanzia anch’essa un’azione risarcitoria collettiva contro il cartello dei camion in Inghilterra.

L’importo totale stimato da tale società è pari a 100 miliardi di euro con un risarcimento medio per camion di € 10.500.

LA FITA CNA insieme ad ALI è lieta ed onorata di offrire alle imprese italiane la possibilità di ottenere il risarcimento senza alcun costo anticipato, al pari dei migliori servizi offerti in giurisdizioni come la Germania e l’Inghilterra.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI: 

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MAURIZIO BANDECCHI
bandecchi@cnapisa.it

 

 

 

 


 

CNA Fita – Azione collettiva a favore degli autotrasportatori

Hai acquistato un camion negli anni tra il 1997 e il 2011?

Il camion è un DAF o Daimler/Mercedes-Benz o Iveco o MAN/Volkswagen o Volvo/Ranault o Scania?

Sai che hai diritto ad un risarcimento fino al 20% del suo valore? 

camion_9L’Unione Europea ha accertato infatti che le marche DAF, Daimler/Mercedes-Benz, Iveco, MAN/Volkswagen, Volvo/Renault e Scania tra il 1997 e il 2011 hanno fatto cartello a danno dei consumatori.

Il fatto
CNA Fita è stata tra le prime in Europa e sinora l’unica in Italia a promuovere un’azione collettiva a favore degli autotrasportatori contro il cartello delle case costruttrici di autocarri, recentemente sanzionato dalla Commissione Europea con una multa di quasi 3 miliardi di euro. Azioni analoghe sono state promosse anche da altre importanti associazioni di autotrasportatori di altri Stati membri dell’UE, come la spagnola Fenadismer e l’inglese Road Haulage Association.

A chi è rivolta l’azione CNA Fita?
L’azione collettiva promossa dalla CNA Fita è aperta a tutti gli autotrasportatori che hanno acquistato, preso in leasing o noleggiato a lungo termine camion di medie (da 6 a 16 tonnellate) /o grandi dimensioni (oltre 16 tonnellate) delle marche DAF, Daimler/Mercedes-Benz, Iveco, MAN/Volkswagen, Volvo/Renault e Scania, immatricolati tra il 1997 al 2011. Gli associati di CNA Fita possono partecipare all’azione collettiva senza alcun costo anticipato.

A cosa serve l’azione collettiva?
L’azione collettiva ha come obbiettivo di facilitare l’accesso alla giustizia delle piccole e medie aziende ed in particolare di quelle artigiane, che potrebbero non avere le competenze e/o le risorse per agire individualmente in un giudizio complesso per il risarcimento dei danni derivanti dalla violazione delle norme antitrust.

A quanto ammonta l’entità del risarcimento?
L’entità del risarcimento spettante a ciascun acquirente di autocarri non può essere allo stato esattamente quantificata, anche perché la decisione della Commissione non è stata ancora integralmente pubblicata. In via del tutto indicativa, salvo le più esatte quantificazioni che i nostri consulenti economici andranno a effettuare prima di proporre l’azione, si può affermare che il sovraprezzo medio causato dai cartelli si aggira intorno al 20% del prezzo del camion acquistati nel periodo di vigenza dell’accordo illecito. Nella liquidazione del danno si dovrà tener conto anche di interessi e rivalutazione monetaria a partire dal momento dell’acquisto.

PER PARTECIPARE ALL’AZIONE:

_MG_1170Maurizio Bandecchi
Referente CNA Fita Pisa

bandecchi@cnapisa.it
348 7807224


FITA CNA – Anche in Italia una frenata sui distacchi internazionali di manodopera

Il tema del distacco transnazionale e del dumping sociale praticato dalle imprese estere, è uno degli
argomenti ricorrenti delle rivendicazioni avanzate al MIT.

silhouette-of-workers-on-construction-siteLa richiesta avanzata da CNA FITA è quella di introdurre normative che contengano l’uso, spesso illegale e distorto, del distacco transnazionale; un esempio di misura anti-dumping è la Legge “Macron” introdotta in Francia dal mese di Luglio 2016.

Disposizioni analoghe a quelle francesi, sono contenute in un D.L.gs già in vigore.

A tal proposito, con il DM del 10/8/2016 pubblicato la scorsa settimana in G.U. si dà attuazione ad un comma del suddetto D.L.gs introducendo le MODALITÀ DI COMUNICAZIONE PREVENTIVA che le imprese distaccanti, stabilite in un altro stato membro, dovranno effettuare in via telematica a partire dal 26 dicembre p.v. utilizzando il nuovo modello “Uni_distacco_UE”
disponibile sul sito www.lavoro.gov.it

Stiamo aspettando anche la diffusione di una apposita circolare che espliciti meglio il suo contenuto.
in estrema sintesi i contenuti sono questi :

FINALITA’
Si vuole, finalmente, contrastare il fenomeno che comporta il ricorso a personale dipendente di aziende straniere (per lo più di Stati neocomunitari dell’est), impiegati in Italia presso imprese dello stesso gruppo, oppure di altre imprese o altre unità produttive o destinatari, a cui si applicano però le regole e trattamenti retributivi e previdenziali del paese d’origine perché più convenienti. Per effettodel provvedimento, che vale anche per le agenzie di somministrazione e per il settore del trasporto su strada (merci e passeggeri) , al personale distaccato devono essere riconosciute le stesse condizioni di lavoro e di occupazione applicate nel paese in cui si svolge il distacco. Ciò significa, semplificando, riconoscere la stessa retribuzione minima e i giorni di ferie previsti dal contratto collettivo di riferimento.
In buona sostanza, il decreto, sembrerebbe introdurre meccanismi e regole analoghi a quelli attuati dalla Francia con la Legge Macron; fa eccezione, ad esempio, il caso del trasporto internazionale che in Francia rientra nel disposto della legge Macron mentre in Italia no.
NB Su questo specifico aspetto (trasporto internazionale) UNATRAS e CNA FITA che ne fa parte, ritiene necessaria una modifica che equipari la nostra norma a quella francese.

Il Decreto si applica:

1. Alle IMPRESE STABILITE IN UN ALTRO STATO MEMBRO che distaccano in Italia uno o più lavoratori
in favore di un’altra impresa, anche appartenente allo stesso gruppo, o di un’altra unità produttiva
o di un altro destinatario

2. Alle AGENZIE DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO STABILITE IN UN ALTRO STATO MEMBRO che distaccano lavoratori presso un’impresa utilizzatrice avente la propria sede o unità produttiva in Italia.

CONTENUTI E SANZIONI

  • criteri volti ad accertare l’autenticità del distacco;
  • piena applicazione del principio di parità di trattamento
  • responsabilità solidale dell’utilizzatore
  • obbligo di nominare un referente in Italia
  • obbligo di comunicazione preventiva a carico del distaccante
  • obbligo di tenuta di documentazione in italiano

Contattaci per avere la documentazione completa!

Maurizio Bandecchi 
bandecchi@cnapisa.it