LA MOTORIZZAZIONE DI PISA NON DEVE CHIUDERE

È nato oggi il Comitato contro la chiusura dell’Ufficio della Motorizzazione di Pisa

CNA Associazione Provinciale di Pisa, Confarca, Unasca, Adiconsum, Federconsumatori e motorizzazione-29-12-6Amici di Pisa hanno promosso il Comitato per il mantenimento della sede e di tutti i servizi del locale Ufficio di Motorizzazione Civile sede di Pisa, di cui è stata preannunciata la imminente chiusura con il contestuale trasferimento dei servizi al pubblico verso le vicine Unità di Motorizzazione delle sedi di Lucca e Livorno.

Il Comitato è promosso dalle realtà associative che maggiormente hanno relazioni con gli uffici della locale Motorizzazione e si propone di affiancare e sostenere le meritorie attività che già le istituzioni locali, a partire dal sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, e dal Sindaco di S. Giuliano Terme, Sergio Di Maio, hanno avviato con il competente Ministero dei Trasporti.

A presentare l’iniziativa (da sinistra verso destra nelle foto) il Presidente CNA, Matteo Giusti, Paolo Perelli per Adiconsum e Stefano Ghilardi per gli Amici di Pisa, i rappresentanti Confarca, Marco Abbondandolo, e Unasca, Michele Bulleri, mentre ha inviato una lettera il presidente Federconsumatori Toscana, Fulvio Farnesi.

COSA FARÀ IL COMITATO? 

Il Comitato avrà lo scopo di supportare le azioni promosse dalle Istituzioni e farsi anche carico di avanzare proposte e soluzioni oltre che contribuire a tenere vivo l’interesse a mantenere un servizio e un presidio sul territorio pisano, che altrimenti rischia di finire stritolato in un meccanismo burocratico che non tiene conto delle reali esigenze dei cittadini e delle imprese.

motorizzazione-29-12-4Matteo Giusti (nella foto il primo da sinistra) ha sottolineato come “siano sacrosanti gli accorpamenti dei servizi e la razionalizzazione dei costi, ma ci vuole un disegno organico e una visione complessiva che mancano del tutto in questo e in molti altri casi, dove si parte dai tagli dei costi senza pensare alle ricadute in termini di servizio e di funzionalità e magari tenendo conto di un riequilibrio complessivo che certo non può vedere Pisa ed il suo territorio penalizzata a vantaggio di altri luoghi”.

L’ufficio di Pisa rappresenta una sede della Motorizzazione Civile di assoluta rilevanza e seconda solo alla sede di Firenze. Tra le attività principali: esami per le patenti, pratiche di immatricolazione auto e mezzi pesanti. Attività per altro ottenute con un organico – 16 persone – che è sottodimensionato e che comporta già ritardi nella erogazione dei servizi.

Ad esempio i dati per lo svolgimento degli esami teorici delle patenti nel 2015 che è il servizio per cui le UMC sono maggiormente impegnate, parlano chiaro: Pisa 7739 esami; Livorno 5956; Lucca 6748 . Peraltro già oggi i tempi di attesa per l’effettuazione di esami per le patenti superano le 10 settimane a Livorno e 5/6 settimane a Lucca, mentre a Pisa si riescono a svolgere dopo circa solo un paio di settimane perché l’ufficio di Pisa ha due aule e possono tenere un ritmo più sostenuto al di là della carenza di personale. È ovvio che gli eventuali trasferimenti di servizi, anche se avvenissero unitamente al trasferimento di personale, dovrebbero scontare i limiti logistici che già oggi ne penalizzano l’attività.

Altro argomento che testimonia della vivacità del territorio di Pisa sono le attività di autoscuola del territorio provinciale: 44 a Pisa, a Livorno 26 e a Lucca 39. Anche le statistiche del Ministero dei Trasporti circa i livelli di attività per lo svolgimento ed il rilascio di patenti, a livello nazionale, testimoniano che Pisa è stabilmente sempre il secondo ufficio per volume di esami svolti a livello regionale secondo solo a Firenze.

Oltre alla perdita del fattore di vicinanza territoriale, i servizi  per gli utenti della Provincia di Pisa sono indispensabili e devono essere mantenuti con un accettabile livello di omogeneità che peraltro verrebbe persa irrimediabilmente in caso di smembramento della attuale sede e del personale verso le sedi vicine. Si perderebbe così, non solo un servizio diretto ai cittadini, ma si creerebbe un danno alle imprese che devono fruire dei servizi e di quelle che li erogano, che inevitabilmente avrebbero un aggravio di costi oltre che di tempi di attesa che sono poi i veri fattori da evitare in un sistema economico che funziona in modo sempre più rapido e in cui i tempi di risposta alle imprese non possono sopportare ritardi e ulteriori appesantimenti.

Per questi motivi i promotori del Comitato si dichiarano “contrari alle ipotesi di chiusura del servizio territoriale di Pisa e si impegnano altresì a individuare, proporre e perseguire soluzioni alternative alla chiusura e a sostenerle presso tutte le sedi istituzionali e politiche locali e nazionali e con tutti i mezzi disponibili”. Il comitato si riunirà periodicamente e si impegna a individuare dei portavoce unitari per la promozione delle azioni che lo stesso Comitato deciderà di perseguire. Inoltre il Comitato resta aperto alla sottoscrizione da parte di altri soggetti singoli e associativi purché ne condividano gli obiettivi e i metodi”.

PER INFORMAZIONI E ADERIRE ALL’INIZIATIVA:

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MAURIZIO BANDECCHI
bandecchi@cnapisa.it


FITA News – Nuove indicazioni pagamento quote albo

Sono state attivate n. 5 postazioni di assistenza telefonica che, a partire da oggi, potranno essere indifferentemente contattate, con orario 08.00-17.00, per ricevere assistenza sulla procedura di registrazione al Portale dell’Albo e sul pagamento delle quote.

I numeri di telefono sono i seguenti:

06 41584534

06 41584532

06 41584510

06 41584513

06 41584506

Inoltre, rimane attiva la casella mail assistenza.albo@mit.gov.it alla quale possono essere rivolte le segnalazioni premurandosi di indicare il problema riscontrato e lasciare i recapiti telefonici per essere richiamati.

E’ stato, inoltre, pubblicato sul sito un documento di supporto, che vi alleghiamo, ove troverete consigli utili per utilizzare la procedura ed i principali inconvenienti riscontrati.

Nel rimanere a disposizione per ogni chiarimento, si porgono distinti saluti.

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MAURIZIO BANDECCHI 

bandecchi@cnapisa.it

 

 

 


 

FITA NEWS – Aggiornamento azione Cartello e Quote Albo 2017

FITA NEWS 14 DICEMBRE 2016

Due notizie interessanti per le imprese trasporto:

  1. Quote Albo, difficoltà per i pagamenti, protesta UNATRAS
  2. Aggiornamento su  azione di risarcimento contro case Costruttrici Mezzi Pesanti

1. Quote Albo, difficoltà per i pagamenti, protesta UNATRAS

Dopo più di 15 giorni dall’avvio del pagamento, pur essendo ormai prossimo il termine di scadenza previsto per il 31 dicembre 2016, da più parti del territorio nazionale provengono continue lamentele perché il nuovo sistema congegnato sul portale dell’albo non funziona.

La situazione è stata segnalata con una lettera di UNATRAS alla presidente dell’Albo, Teresa Di Matteo, alla quale si chiede di risolvere tale  situazione che “sta creando un disservizio inaccettabile, anche per la credibilità dell’Albo stesso, sul cui portale si è deciso di riportare il pagamento delle quote di iscrizione. Per quanto sopra descritto è fondamentale trovare soluzioni certe se vogliamo ottenere il risultato prefissato di far pagare le quote a tutte le imprese di autotrasporto.
A tal fine, oltre al ripristino della possibilità di registrazione sul portale come associazioni di categoria ed effettuare il pagamento per le imprese associate, nella speranza di una pronta risoluzione dei problemi tecnici del sistema, siamo a chiedere di prevedere la proroga del termine fissato”.

IMPORTANTE: Intanto sono state attivate 5 postazioni di assistenza telefonica che potranno essere indifferentemente contattate, con orario 08.00-17.00, per ricevere assistenza sulla procedura di registrazione al Portale dell’Albo e sul pagamento delle quote.

SCOPRI I NUMERI DI TELEFONO E CHIEDI ASSISTENZA 


2. Azione di risarcimento contro case costruttrici mezzi pesanti, per le domande c’è tempo fino al 31 gennaio 2017

Visto il grande successo della iniziativa per il risarcimento il termine per la raccolta delle domande di risarcimento è stato spostato al 31 gennaio 2017: per le modalità e altre informazioni consultare il sito www.cnapisa.it oppure la pagina Facebook CNA-Pisa.

Con l’occasione vi segnaliamo la notizia riportata dall’agenzia stampa REUTERS, (clicca sopra per leggere) in merito alla stima del totale del risarcimento che le case costruttrici di costruttrici saranno tenute a pagare secondo la società Bentham, che finanzia anch’essa un’azione risarcitoria collettiva contro il cartello dei camion in Inghilterra.

L’importo totale stimato da tale società è pari a 100 miliardi di euro con un risarcimento medio per camion di € 10.500.

LA FITA CNA insieme ad ALI è lieta ed onorata di offrire alle imprese italiane la possibilità di ottenere il risarcimento senza alcun costo anticipato, al pari dei migliori servizi offerti in giurisdizioni come la Germania e l’Inghilterra.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI: 

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MAURIZIO BANDECCHI
bandecchi@cnapisa.it

 

 

 

 


 

CNA Fita – Azione collettiva a favore degli autotrasportatori

Hai acquistato un camion negli anni tra il 1997 e il 2011?

Il camion è un DAF o Daimler/Mercedes-Benz o Iveco o MAN/Volkswagen o Volvo/Ranault o Scania?

Sai che hai diritto ad un risarcimento fino al 20% del suo valore? 

camion_9L’Unione Europea ha accertato infatti che le marche DAF, Daimler/Mercedes-Benz, Iveco, MAN/Volkswagen, Volvo/Renault e Scania tra il 1997 e il 2011 hanno fatto cartello a danno dei consumatori.

Il fatto
CNA Fita è stata tra le prime in Europa e sinora l’unica in Italia a promuovere un’azione collettiva a favore degli autotrasportatori contro il cartello delle case costruttrici di autocarri, recentemente sanzionato dalla Commissione Europea con una multa di quasi 3 miliardi di euro. Azioni analoghe sono state promosse anche da altre importanti associazioni di autotrasportatori di altri Stati membri dell’UE, come la spagnola Fenadismer e l’inglese Road Haulage Association.

A chi è rivolta l’azione CNA Fita?
L’azione collettiva promossa dalla CNA Fita è aperta a tutti gli autotrasportatori che hanno acquistato, preso in leasing o noleggiato a lungo termine camion di medie (da 6 a 16 tonnellate) /o grandi dimensioni (oltre 16 tonnellate) delle marche DAF, Daimler/Mercedes-Benz, Iveco, MAN/Volkswagen, Volvo/Renault e Scania, immatricolati tra il 1997 al 2011. Gli associati di CNA Fita possono partecipare all’azione collettiva senza alcun costo anticipato.

A cosa serve l’azione collettiva?
L’azione collettiva ha come obbiettivo di facilitare l’accesso alla giustizia delle piccole e medie aziende ed in particolare di quelle artigiane, che potrebbero non avere le competenze e/o le risorse per agire individualmente in un giudizio complesso per il risarcimento dei danni derivanti dalla violazione delle norme antitrust.

A quanto ammonta l’entità del risarcimento?
L’entità del risarcimento spettante a ciascun acquirente di autocarri non può essere allo stato esattamente quantificata, anche perché la decisione della Commissione non è stata ancora integralmente pubblicata. In via del tutto indicativa, salvo le più esatte quantificazioni che i nostri consulenti economici andranno a effettuare prima di proporre l’azione, si può affermare che il sovraprezzo medio causato dai cartelli si aggira intorno al 20% del prezzo del camion acquistati nel periodo di vigenza dell’accordo illecito. Nella liquidazione del danno si dovrà tener conto anche di interessi e rivalutazione monetaria a partire dal momento dell’acquisto.

PER PARTECIPARE ALL’AZIONE:

_MG_1170Maurizio Bandecchi
Referente CNA Fita Pisa

bandecchi@cnapisa.it
348 7807224


FITA CNA – Anche in Italia una frenata sui distacchi internazionali di manodopera

Il tema del distacco transnazionale e del dumping sociale praticato dalle imprese estere, è uno degli
argomenti ricorrenti delle rivendicazioni avanzate al MIT.

silhouette-of-workers-on-construction-siteLa richiesta avanzata da CNA FITA è quella di introdurre normative che contengano l’uso, spesso illegale e distorto, del distacco transnazionale; un esempio di misura anti-dumping è la Legge “Macron” introdotta in Francia dal mese di Luglio 2016.

Disposizioni analoghe a quelle francesi, sono contenute in un D.L.gs già in vigore.

A tal proposito, con il DM del 10/8/2016 pubblicato la scorsa settimana in G.U. si dà attuazione ad un comma del suddetto D.L.gs introducendo le MODALITÀ DI COMUNICAZIONE PREVENTIVA che le imprese distaccanti, stabilite in un altro stato membro, dovranno effettuare in via telematica a partire dal 26 dicembre p.v. utilizzando il nuovo modello “Uni_distacco_UE”
disponibile sul sito www.lavoro.gov.it

Stiamo aspettando anche la diffusione di una apposita circolare che espliciti meglio il suo contenuto.
in estrema sintesi i contenuti sono questi :

FINALITA’
Si vuole, finalmente, contrastare il fenomeno che comporta il ricorso a personale dipendente di aziende straniere (per lo più di Stati neocomunitari dell’est), impiegati in Italia presso imprese dello stesso gruppo, oppure di altre imprese o altre unità produttive o destinatari, a cui si applicano però le regole e trattamenti retributivi e previdenziali del paese d’origine perché più convenienti. Per effettodel provvedimento, che vale anche per le agenzie di somministrazione e per il settore del trasporto su strada (merci e passeggeri) , al personale distaccato devono essere riconosciute le stesse condizioni di lavoro e di occupazione applicate nel paese in cui si svolge il distacco. Ciò significa, semplificando, riconoscere la stessa retribuzione minima e i giorni di ferie previsti dal contratto collettivo di riferimento.
In buona sostanza, il decreto, sembrerebbe introdurre meccanismi e regole analoghi a quelli attuati dalla Francia con la Legge Macron; fa eccezione, ad esempio, il caso del trasporto internazionale che in Francia rientra nel disposto della legge Macron mentre in Italia no.
NB Su questo specifico aspetto (trasporto internazionale) UNATRAS e CNA FITA che ne fa parte, ritiene necessaria una modifica che equipari la nostra norma a quella francese.

Il Decreto si applica:

1. Alle IMPRESE STABILITE IN UN ALTRO STATO MEMBRO che distaccano in Italia uno o più lavoratori
in favore di un’altra impresa, anche appartenente allo stesso gruppo, o di un’altra unità produttiva
o di un altro destinatario

2. Alle AGENZIE DI SOMMINISTRAZIONE DI LAVORO STABILITE IN UN ALTRO STATO MEMBRO che distaccano lavoratori presso un’impresa utilizzatrice avente la propria sede o unità produttiva in Italia.

CONTENUTI E SANZIONI

  • criteri volti ad accertare l’autenticità del distacco;
  • piena applicazione del principio di parità di trattamento
  • responsabilità solidale dell’utilizzatore
  • obbligo di nominare un referente in Italia
  • obbligo di comunicazione preventiva a carico del distaccante
  • obbligo di tenuta di documentazione in italiano

Contattaci per avere la documentazione completa!

Maurizio Bandecchi 
bandecchi@cnapisa.it

Trasporto pubblico e privato di persone: si profila una alleanza solida fra le imprese di bus e NCC

Primo ok alle prove di dialogo fra MOBIT e CTM (CONSORZIO TOSCANO MOBILITÀ) espressione di FITA CNA TOSCANA sui temi specifici del trasporto persone, in particolare per i servizi di trasporto nelle aree a domanda debole e per una piena emersione del trasporto sociale che visto che è pagato da risorse pubbliche , deve avere gli stessi criteri di trasparenza e garanzie degli altri ambiti regolati dal Codice degli Appalti.

E’ quello che è emerso dall’incontro-dibattito sul tema “servizi a domanda debole e trasporti sociali” che si è svolto nei giorni scorsi alla CNA di Pisa.

Riccardo Bolelli, Presidente CTM e Consulta Trasporto Persone FITA Toscana, e Andrea Zavanella, Presidente di CTT Nord srl e anche del Consorzio MOBIT, si sono confrontati sugli scenari dai contorni ben poco definiti degli effetti post gara sul lotto unico del trasporto pubblico bandita dalla Regione Toscana, che vede Mobit in contrapposizione con il raggruppamento sotto il controllo dei francesi di RATP.

“A prescindere da come andrà a finire la gara del lotto unico – ha argomentato Andrea Zavanella – dobbiamo porci tutti la domanda, comprese la Regione e gli enti locali, di come salvaguardare ed anzi consolidare il sistema toscano di imprese del trasporto, che sono una risorsa del nostro territorio al servizio dei cittadini e dei turisti.”

Questo obbiettivo ovviamente sarà più facile da perseguire con la collaborazione, in molti casi già in corso, tra piccoli operatori e le aziende più strutturate presenti in Mobit, che, proprio per salvaguardare i vantaggi rappresentati da questa collaborazione, ha inserito nella sua offerta il mantenimento di una quota di subappalto, destinato invece a sparire con l’eventuale arrivo dei francesi. Dal Convegno emerge chiaro come sia cruciale delineare gli ambiti di azione delle imprese chiarendo le condizioni, i bandi, le caratteristiche e soprattutto la tempistica dei prossimi appalti sui lotti deboli, garantendo vera concorrenza e privilegiando la qualità del servizio per gli utenti.

Per il Presidente di Mobit Zavanella molto dipenderà dagli esiti della gara del lotto unico, che vale annualmente oltre 250 milioni e con oltre 107 milioni di chilometri di servizio da erogare: “Nella nostra offerta, infatti, i livelli di sub affidamento programmati sono in aumento, in un’ottica di complementarietà anche alla luce della riorganizzazione al cosiddetto T2 (il terzo anno di esercizio post gara) e della necessità di organizzare delle forme di mobilità innovativa soprattutto nella gestione dei lotti deboli, cioè le aree a bassa densità abitativa. In tali contesti è del tutto razionale pensare ad una collaborazione su servizi che richiedono vetture più piccole e più in generale la maggiore flessibilità delle imprese locali. È proprio per questi motivi che l’offerta di Mobit prevede l’aumento dei rapporti con le imprese dislocate sui territori.”

Molta soddisfazione nelle conclusioni tirate dal Presidente Bolelli: “Da tempo abbiamo rapporti altalenanti con il mondo delle partecipate, ma prendiamo atto con soddisfazione che il clima è cambiato. Del resto sta nella logica delle cose trovare collaborazioni dove i nostri noleggiatori di vetture e di bus, essendo già in stretta relazione con i propri territori di riferimento, sono pronti a sfruttare ogni più piccolo margine di operatività che permetterebbe fra l’altro di alzare il livello dei servizi sia ai cittadini che ai turisti con maggiore efficienza. Noi siamo pronti stiamo molto attenti a come andrà a finire la gara principale e ovviamente auspichiamo che tale scenario di collaborazione si possa davvero verificare. Ma ancora di più noi siamo pronti a collaborare su tutte le gare dei lotti deboli per le quali, è indispensabile evitare i massimi ribassi e requisiti di accesso blandi che rischiano di creare un TPL di serie B. Occorrerebbe un intervento forte delle Regione per omogeneizzare e coordinare anche i lotti deboli pena la frammentazione e la dispersione di ulteriori energie. Su questo terreno e sul trasporto sociale con la nostra associazione CNA e le altre che ci vorranno stare, andremo insieme in Regione per chiedere strategie che tutelino il valore in fatturati e in posti di lavoro di qualità che le nostre aziende garantiscono creando quella coesione sociale che è patrimonio della Toscana.”

RASSEGNA STAMPA

Trasporti, tensioni su cemento e dumping sociale

  • tensioni sui trasporti di cemento
  • contratti rumeni, false cooperative, dumping sociale: ecco chi fa concorrenza alle imprese regolari, dite la vostra.
  • novità Fitalog
1 tensioni sui trasporti di cemento
La società Calcestruzzi Italcementi Group, con stabilimenti dislocati in varie aree del Paese, sta rivedendo le sue politiche commerciali e soprattutto le condizioni di affidamento del servizio di trasporto determinando una situazione di forte criticità tra i vettori del comparto.
 Il nostro nazionale , al fine di convocare un urgente e specifico incontro sul tema, valutando anche possibili azioni coordinate, ci chiede di segnalare imprese interessate a questo tema. Nel caso contattate direttamente il sottoscritto (anche  tramite mail o sms).
contratti rumeni, false cooperative, dumping sociale: ecco chi fa concorrenza alle imprese regolari, dite la vostra. 
Giungono sempre più spesso notizie su casi di concorrenza selvaggia nel mercato del trasporto: contratti di diritto estero (per lo più rumeni o bulgari) falsi distacchi, cooperative nate solo per non pagare contributi e saltare dopo pochi anni, dumping sociale di vario genere, abusi nel cabotaggio e altro aancora. La Fita è disponibile a svolgere la necessaria opera di tutela delle imprese regolari che con crescenti difficoltà cercano di stare sul mercato  e a questo scopo sono tutili tut etle segnalazioni puntuali di questi casi che vi invito a segnalare al sottoscritto e valutare le cosneguanti azioni .

3 novità Fitalog
sul sito www.fitalog.it trovate anche le ultime novità Fitalog le tratte per la Sardegna della Grimaldi per le quali vi invito a farvi quotare i prezzi da Fitalog per conseguire le soglie necessarie di volumi di traffico ad ottenre maggiori sconti  e il NUOVO TELEPASS “DUAL” che FITALOG mette a disposizioen delle imprese e che consentirà di effettuare
il pagamento dei pedaggi delle autostrade in ITALIA, FRANCIA, SPAGNA, PORTOGALLO e del
LIEFKENSHOEK TUNNEL in BELGIO.