NUOVA LEGGE REGIONALE APPALTI – “Un grande risultato”

Via libera alla nuova legge regionale sugli appalti: soddisfazione CNA
“Un grande risultato, frutto soprattutto del lavoro di CNA Toscana”

“Esprimiamo la nostra soddisfazione per la conclusione dell’iter della nuova Legge Regionale sugli appalti, una Legge che valorizza lavoro e aziende e può consentire finalmente di evitare che ogni gara di appalto si trasformi in una corsa suicida al ribasso con ripercussioni sui costi della manodopera, della sicurezza, della tutela della salute e soprattutto sulla qualità finale dell’opera o dei servizi messi a gara. Un rischio ancora maggiore in periodi di crisi economica, con la beffa di mettere ai margini le imprese più corrette e più attente alla qualità del lavoro e ai diritti dei lavoratori”, ha dichiarato Matteo Giusti Presidente di CNA PISA.

Il Consiglio Regionale della Toscana martedì 9 aprile ha dato via libera alla nuova legge sugli appalti, che traduce in norme i contenuti del Protocollo sugli appalti firmato nel gennaio scorso fra Regione Toscana, Anci Toscana, associazioni di categoria e sindacati. ”E’ un risultato importante – ha aggiunto Giusti – per le imprese toscane, frutto dell’impegno di CNA Toscana che ha lavorato per un intero anno al fine di raggiungere l’obiettivo di favorire la partecipazione agli appalti delle micro e piccole imprese locali”.

“Gli appalti pubblici muovono il 5 per cento del Pil regionale: è evidente il valore di questa nuova legge.” sottolinea Luca Benedettini, Portavoce per CNA Pisa delle imprese associate del settore edile in tutte le sue varie articolazioni, che prosegue: “Per favorire la partecipazione delle piccole imprese alle gare si rafforza, soprattutto per i servizi, l’obbligo di suddividere la gara d’appalto in lotti di dimensione adeguata. Si introducono specifiche premialità per raggruppamenti temporanei di piccole e micro imprese. Nei casi poi in cui la stazione appaltante decidesse di restringere il numero delle imprese per la partecipazione alle gare, soprattutto per i lavori pubblici, attraverso il criterio del sorteggio, si consente di riservare la partecipazione alle gare per una quota fino al 50% alle imprese con sede legale ed operativa in Toscana”.

La norma, che modifica la legge 38 del 2007, prevede il Durc di congruità, ovvero l’inserimento nel documento di regolarità contributiva (il Durc appunto, che va acquisito nella fase di esecuzione del contratto) di una ulteriore verifica della congruità fra numero dei lavoratori dichiarati, importo dell’opera e versamenti contributivi per contrastare il lavoro sommerso ed irregolare. La sperimentazione riguarda gli appalti sopra i 2 milioni di euro.

Qualche dato sugli appalti in Toscana

Secondo gli ultimi dati disponibili (Irpet), il numero delle procedure di gara di importo superiore ai 40 mila euro è stato nel 2017 pari a 9.101, 887 in più rispetto al 2016. E il 2018, dalle prime rilevazioni, risulta in linea con il precedente anno. In particolare nel 2017 sono state fatte 2.590 gare di appalto per lavori, 3.606 per servizi, 1.194 per forniture sanitarie, 1.711 per forniture non sanitarie. Gli importi messi a gara sono stati in tutto pari a 6,1 miliardi (nel 2016 erano stati 4,9). Di questi 1.578 euro sono stati affidati per lavori, 2.810 euro per servizi, 392 mila per forniture non sanitarie e 1.294 per forniture sanitarie. I dati fanno riferimento non solo alle gare di Regione Toscana, ma alle procedure di tutte le stazioni appaltanti pubbliche del territorio, nonché delle amministrazioni centrali per contratti da eseguire in Toscana (che valgono da sole circa un terzo). A dicembre 2018, in occasione dell’approvazione del bilancio, la Regione ha previsto nel triennio 2019-2021 un miliardo di investimenti, metà dei quali concentrati sul 2019.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

APPALTI – Intesa Regione, ANCI, Associazioni di categoria, sindacati per valorizzare lavoro e imprese

Un protocollo sugli appalti, per un sistema che tuteli insieme qualità del lavoro e delle imprese. L’ha firmato oggi la Regione Toscana con Anci, l’associazione dei comuni della regione, le associazioni di categoria (Ance, CNA, Confcoperative, Legacoop, Agci, Confartigianato edilizia) e i sindacati (Cgil, Cisl e Uil). Per CNA Toscana ha siglato il protocollo il presidente Andrea Di Benedetto; insieme a lui il portavoce regionale del settore edilizia, Giuseppe Comanzo, e il coordinatore dell’Unione CNA Costruzioni Toscana, Antonio Chiappini.

“Con questa intesa  – ha spiegato l’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli – vogliamo migliorare la qualità dei servizi pubblici erogati, garantire l’occupazione, i diritti e le tutele delle lavoratrici e dei lavoratori, favorire la trasparenza nelle procedure di gara e rafforzare il contrasto ai fenomeni di illegalità e concorrenza sleale a salvaguardia delle imprese che operano nel rispetto dei contratti nazionali e delle legge. Con questo atto si premiano sia le imprese che investono sulla qualità del lavoro, sia i lavoratori che vedono migliorare tutele e condizioni di lavoro”.

Il percorso che sfocia nella firma di questo protocollo nasce dalla constatazione, condivisa, dell’importanza del mercato degli appalti, che attiva circa il 5% del PIL regionale e della necessità di adeguarsi ai cambiamenti in corso nel settore, nonché dalla volontà comune di mettere sempre di più al centro la qualità del lavoro e dell’impresa.

“Le gare d’appalto – ha detto l’assessore Bugli – se non ben regolamentate e gestite, rischiano di trasformarsi in una corsa al ribasso sui costi della manodopera, sui costi della sicurezza e della tutela della salute sul lavoro, sulla qualità dell’opera e dei servizi messi a gara. Tutto questo, soprattutto in periodi di crisi economica, rischia di mettere ai margini le imprese più corrette e attente alla qualità del lavoro e ai diritti dei lavoratori”. “Non a caso la firma di questo protocollo – ha continuato l’assessore – arriva adesso, dopo l’approvazione a dicembre del bilancio della Regione, che prevede nel triennio 2019-2021 un miliardo di investimenti, metà dei quali concentrati sul 2019. In tal modo si cerca di rilanciare la nostra economia, che a livello nazionale è giudicata in stagnazione e per taluni addirittura in recessione. Per farlo la leva fondamentale sono gli investimenti e per la Regione essere anche soggetto aggregatore comporta avere la possibilità di procedere a effettuare, a livello toscano, una grande mole di acquisti, ora concentrata sostanzialmente su Consip”.

Il protocollo dovrà essere tradotto a breve in nuove norme e linee guida per la realizzazione delle procedure.

Le novità del protocollo

L’intesa firmata oggi introduce alcune novità. Fra queste, il Durc di congruità, ovvero l’inserimento nel documento di regolarità contributiva (Durc) che deve essere acquisito nella fase di esecuzione del contratto, di una ulteriore verifica della congruità fra numero dei lavoratori dichiarati e versamenti contributivi per contrastare il lavoro sommerso ed irregolare.

Viene poi rafforzata la clausola sociale, che introduce criteri di premialità soprattutto per gli appalti di servizi, per favorire il  riassorbimento della manodopera da un’azienda all’altra.
Per favorire la partecipazione delle piccole imprese alle gare viene poi rafforzato l’obbligo a suddividere la gara di appalto in lotti di dimensione adeguata e si introducono premialità per favorirne la presenza nei raggruppamenti di micro e piccole imprese. Nei casi in cui la stazione appaltante decidesse di restringere il numero delle imprese che partecipano alle gare attraverso un sorteggio, si propone di prevedere con una norma regionale la possibilità riservare una quota del 50 per cento ad aziende con sede legale ed operativa in Toscana.

Ma non è tutto. L’Osservatorio regionale sugli appalti si impegna, nell’ambito del rapporto annuale sull’andamento del mercato, a fornire dati relativi ad eventuali situazioni anomale.
Inoltre, si introduce nelle gare il patto di integrità,  e si vuole garantire con l’anonimato, la tutela del  dipendente pubblico che segnala l’esistenza di illeciti di cui sia venuto a conoscenza.

Qualche dato sugli appalti in Toscana

La spesa pubblica veicolata attraverso le gare per l’affidamento di lavori o per la fornitura di beni servizi rappresenta un fattore importante per la crescita della Toscana. Secondo gli ultimi dati disponibili (Irpet, 2017), il numero delle procedure di gara di importo superiore ai 40 mila euro è stato pari a 9.101, 887 in più rispetto al 2016. In particolare sono state fatte 2.590 gare di appalto per lavori, 3.606 per servizi, 1.194 per forniture sanitarie, 1.711 per forniture non sanitarie.

Gli importi messi a gara sono stati in tutto pari a 6,1 miliardi (nel 2016 erano stati 4,9). Di questi 1.578 euro sono stati affidati per lavori, 2.810 euro per servizi, 392 mila per forniture non sanitarie e 1.294 per forniture sanitarie.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Toscana)

CRESPINA – 3,2 milioni di euro per la nuova scuola

I lavori saranno eseguiti da ditte locali
Nuove tecnologie, risparmio energetico, funzionalità didattica

Realizzazione nuovo edificio sede della scuola secondaria di primo grado con 8 aule, laboratori, tanto verde e giardini dedicati alle singole aule, grandi spazi comuni con mensa e biblioteca per una superficie coperta di 1300 mq su un’area di 7700 mq

Il Comune di Crespina Lorenzana realizza la nuova scuola, innovativa ed a bassissimo consumo energetico e per la costruzione è risultato vincitore un pool di ditte e progettisti locali. Un investimento complessivo di 3,2 milioni di euro è stato stanziato per il nuovo complesso scolastico, futura sede della Scuola Secondaria di primo grado.

Molto legno e materiali naturali, tanto verde, grandi spazi interni comuni e tutte le più moderne tecnologie per il risparmio energetico e la domotica e vicino a un’area protetta.

nuova-scuola crepina-lorenzana-cna-pisa“Si massimizza la ricaduta sul territorio di un investimento di grande rilievo sia per gli alunni e le loro famiglie, che per tutta la comunità. Siamo infatti molto orgogliosi del progetto altamente innovativo redatto dall’RTP con Eutecne srl capogruppo, che garantisce prestazioni eccezionali sotto il profilo del risparmio energetico e quindi anche dei costi ridotti di funzionamento annuale che per le caratteristiche dell’edificio ideato secondo le più moderne teorie didattiche e con i più elevati standard di sicurezza, compreso quella sismica, primo caso di scuola secondaria aderente al progetto Scuola senza zaino” così il Sindaco di Crespina Lorenzana Thomas D’Addona ha introdotto il progetto di realizzazione della nuova Scuola di Crespina, già entrato nella fase operativa. I lavori sono già stati iniziati, a seguito del verbale di consegna lavori redatto in data 12 novembre 2018, di cui peraltro si prevede anche il completamento in tempi ridotti, circa un anno e mezzo, con fine lavori prevista a maggio 2020, in ogni caso in tempo per l’avvio del successivo anno scolastico 2020/21. “Abbiamo compiuto scelte non scontate in ogni fase della procedura – ha aggiunto il Sindaco D’Addona – dalla ideazione del progetto a stretto contatto con le autorità scolastiche, alle caratteristiche della struttura in una zona di grande rilievo paesaggistico e naturale, che è fatta per durare nel tempo e minimizzare i costi di gestione e di climatizzazione, per le dotazioni tecnologiche che ci permettono di avere un edificio all’avanguardia sotto ogni profilo compreso quello decisivo della sicurezza attiva e passiva; per finire alla scelta della procedura di gara basata sulla tecnica dell’offerta economicamente più vantaggiosa, dove era prevalente (il 90% del punteggio complessivo) il criterio di valutazione tecnica dell’offerta che peraltro ha comportato anche un notevole impegno non scontato e di grande professionalità del nostro personale tecnico amministrativo che ringrazio pubblicamente. Anche le coperture del finanziamento per l’opera sono un risultato di cui andiamo fieri: ben 3 milioni sono stati coperti da finanziamenti pubblici esterni e con solo € 195mila di risorse interne dell’ente, pari a solo circa il 6% lasciandoci così la possibilità di impiegare altre risorse per la struttura sportiva a servizio della scuola ed altri investimenti sul territorio”.

Alla Conferenza stampa hanno partecipato anche la Dirigente Scolastica dell’Istituto Comprensivo G. Mariti Daniela Pampaloni;  Alessandro Tamberi Responsabile Unico del Procedimento e la Segretaria del Comune di Crespina Lorenzana Rosanna Mattera e per il gruppo di progettisti Federico Frappi e Riccardo Castelli.

Comprensibile orgoglio e soddisfazione, sia da parte dei progettisti, che del pool di ditte esecutrici guidato dal consorzio di riferimento della CNA di Pisa GCT Grandi Costruzioni del Tirreno in ATi con  Costantini Sistema Legno La Cost Srl (mandataria), Met srl, e BP Benassi srl che “hanno potuto aggiudicarsi l’importante appalto – ha spiegato il Presidente CNA Pisa Matteo Giusti – grazie alle caratteristiche innovative del progetto e alle loro capacità di concretizzare un capitolato tutto basato sull’alta qualità, che non ha ceduto alla tentazione dei massimi ribassi che poi sono spesso l’anticamera dei massimi ritardi e dei massimi sprechi per cui, invece di risparmi, le amministrazioni ottengono strutture ed opere di basso livello, nate male e destinate ad invecchiare presto. Tutto il contrario di questa esperienza per cui ringraziamo l’Amministrazione Comunale di Crespina che è stata coraggiosa e lungimirante, certi che le nostre imprese sapranno dimostrare di fare presto e bene e che scegliere progetti di alto livello e procedure che non penalizzano le imprese serie (e per di più in questo caso del nostro territorio) porta solo vantaggi a tutti: utenti, amministrazioni, cittadini e sistema economico locale”.

“Questo dimostra che le nostre aziende quando sono chiamate a misurarsi con gare complesse sono assolutamente in grado di formulare offerte tecnicamente valide e corrispondere adeguatamente alle aspettative della committenza – ha aggiunto il Presidente del consorzio GCT della CNA Michele Spagnoli –  e dimostra altresì la validità della scelta di formare il Consorzio Stabile insieme ad altre aziende di CNA Pisa e Massa-Carrara, capace di strutturare sinergie fra aziende altamente specializzate nel proprio ambito. Le aziende del consorzio GCT che eseguiranno parte dei lavori sono: EDIL4 Srl, MET Srl, THERMOCASA Srl, PANTANI & CONTI Srl, COBESCO Srl.

Le caratteristiche dell’opera

Si tratta di un edificio di ultima generazione progettato per garantire alte prestazioni energetiche e classificato come intervento di riqualificazione a energia quasi zero (nZEB). L’edificio è realizzato con sistemi innovativi mirati alla sostenibilità ambientale alla ecocompatibilità ed alla sicurezza, con ottimo comportamento delle strutture in caso di sollecitazioni sismiche. Il complesso, le forme architettoniche, i materiali e le scelte distributive sono concepite per garantire un’esperienza educativa coerente con i più recenti studi sulle tecniche di apprendimento e di didattica.  La scelta di una struttura in legno con tecnologia a secco, del tipo prefabbricato con setti orizzontali e solai a lastre Xlam, aspira a minimizzare i tempi di realizzazione oltre a costituire un sistema costruttivo ottimale per la tipologia distributiva e dimensionale del complesso.

Le tecnologie innovative: domotica e risparmio energetico

Il sistema di gestione climatica garantisce un alto livello di confort e permette una importante riduzione dei consumi energetici, è costituito da un impianto di trattamento ed estrazione dell’aria presente in tutte le aule con climatizzazione dei locali sia in riscaldamento che raffrescamento, oltre ad impianti specifici dedicati alla gestione dei locali con esigenze differenziate quali ad esempio il locale mensa e gli spazi distributivi. Il complesso sarà inoltre dotato di un impianto domotico a servizio della scuola per il controllo e la gestione anche da remoto degli impianti di illuminazione, con sistema di controllo tipo Dali in funzione della rilevazione delle presenze e del livello di luce, del sistema di allarme, riscaldamento e trattamento aria, sistema di illuminazione con corpi illuminanti con tecnologia led di ultima generazione.

Le specifiche architettoniche

L’accesso principale al complesso scolastico avviene, in modo ben visibile e fruibile lungo la viabilità principale.  L’apertura e l’interconnessione dell’edificio con l’ambiente si esprime attraverso l’ampio portico di ingresso da cui, grazie alla trasparenza delle vetrate che delimitano l’ingresso alla scuola, è possibile entrare in diretta relazione sia visiva che funzionale con l’interno. L’atrio per le attività collettive, l’agorà di circa 86 mq, posizionato al centro è una vera e propria piazza dei ragazzi, sorta di microcosmo dedicato alla crescita, in cui potrà esprimersi un’esperienza educativa completa.

Il blocco per la didattica, articolato a piano terra e a piano primo, ospita complessivamente 10 Aule didattiche di circa 65 mq l’una, che si affacciano sulle aree verdi perimetrali, con un laboratorio di informatica di circa 60 mq, un’aula musica di circa 41 mq., biblioteca e sala insegnanti di circa 65 mq., locali di connettività per circa 232 mq. oltre al blocco dei servizi divisi per sesso e presenti ad ogni piano. Il corpo della mensa e relativi servizi è posto sul lato nord del lotto in prossimità di un accesso carrabile idoneo per l’attività di carico/scarico e manutentive, si articola nel locale mensa di 74 mq e locali accessori (circa 30mq).

Il complesso è dotato di un’ampia area a verde progettata come un’estensione della scuola all’esterno e attrezzata con spazi didattici e ludici. Il lotto su cui sarà realizzato l’edificio ha una superficie complessiva di circa 7.700 mq mentre l’intero edificio scolastico avrà una superficie utile di circa 1265 mq .

Prezzario dei Lavori Pubblici della Toscana – Anno 2019

La Regione Toscana con la delibera di Giunta Regionale n. 1287 in data 27 novembre 2018 ha  approvato, di concerto con il Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche per le Regioni Toscana, Marche e Umbria, il “Prezzario dei Lavori Pubblici della Toscana – Anno 2019”.

Entra in vigore il  primo gennaio 2019: i suoi prezzi hanno validità fino al 31 dicembre 2019 e possono essere transitoriamente utilizzati fino al 30 giugno 2020 per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data.

Di seguito trovate vi rimando ai link per consultare, stampare ed esportare il Prezzario dei Lavori Pubblici della Toscana:

http://prezzariollpp.regione.toscana.it/

http://dati.toscana.it/dataset/prezzario-lavori-pubblici

NUOVO CODICE APPALTI E PMI – Opportunità e criticità

Seminario alla CNA di Pisa martedì 20 novembre ore 15,00 presso la Sala Bonsignori  di CNA PISA (via Carducci 39 – La Fontina – S.Giuliano T.)

Si tratta di un seminario particolarmente interessante soprattutto per chi intrattiene rapporti con la Pubblica Amministrazione. Infatti il Nuovo Codice Appalti presenta molti aspetti ancora da chiarire.

L’appuntamento è arricchito dalla presenza dell’avvocato Gaetano Viciconte che tratterà il tema che più interessa alle piccole imprese: i contratti sotto soglia, gli affidamenti senza gara, le procedure negoziate e l’obbligo di rotazione degli inviti.

Programma

h 15,00 Introducono:

Luca Benedettini – Portavoce CNA Costruzioni Pisa

Marco Ammannati – Portavoce Territoriale CNA Impianti Pisa

h 15,20 Intervengono:

Antonio Chiappini – Responsabile Regionale CNA Costruzioni
“Stato dell’arte del settore, andamento mercato appalti pubblici, protocollo di intesa con regione Toscana per salvaguardia imprese del territorio”

 h 16,00 Intervento di:

Avv. Gaetano Viciconte 
“Contratti sotto soglia, affidamenti senza gara procedure negoziate e obbligo di rotazione degli inviti”

h 17,00  – Domande e dibattito

h 18,00 Conclusioni
Matteo Giusti – Presidente Territoriale CNA Pisa

Il seminario è gratuito ma è richiesta la registrazione CLICCANDO QUI

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

APPALTI – La Riforma mette fuori mercato le piccole imprese

Governo e Parlamento intervengano con rapidità

“La riforma degli appalti non ha aperto il mercato pubblico alle piccole imprese, anzi lo ha ulteriormente ristretto, in contrasto con le richieste arrivate anche dall’Unione europea. E’ inutile ricorrere a giri di parole: le piccole imprese rimangono regolarmente a bocca asciutta perché i lotti messi a gara sono quasi sempre fuori dalla loro portata, di taglia troppo grossa per le loro possibilità. E se il numero di stazioni appaltanti va ridotto, questa misura dev’essere integrata con strumenti che permettano alle piccole imprese di un territorio di partecipare alle gare indette nella loro area. Chiediamo al Governo e al Parlamento, quindi, di intervenire con rapidità per porre rimedio a una situazione che sta mettendo fuori mercato le piccole imprese”. Lo si legge in un comunicato della CNA.

“Un nostro studio realizzato a due anni dalla riforma del Codice degli appalti – sottolinea la nota della Confederazione – rileva un aumento significativo del mercato degli appalti, cresciuto del 36,2 per cento tra il 2016 e il 2017. Ma, nel contempo, anche un sensibile incremento dell’importo del lotto medio, salito abbondantemente sopra il milione. Anche se il nuovo Codice incoraggia le stazioni appaltanti a suddividere in lotti i grandi appalti, in modo che l’entità dei singoli contratti corrisponda meglio alle capacità dell’impresa tipo italiana. Tra i requisiti per la partecipazione a un appalto, infatti, rientra anche il fatturato. Di solito viene richiesto il doppio del valore dell’appalto. Vale a dire, in media, due milioni e più. Un requisito – conclude il comunicato della CNA – che oltre il 95 per cento delle nostre imprese non possiede”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

GENOVA – CNA, oggi è il giorno del dolore

Oggi è il giorno del dolore per le decine di persone che hanno perso la vita nel tragico crollo del viadotto Morandi e CNA esprime le più sentite condoglianze ai famigliari delle vittime.

Questo non è il giorno delle polemiche, ma del lutto.

Tuttavia occorre riflettere su quanto accaduto e attendere gli esiti dei riscontri tecnici per avere una diagnosi che possa in qualche modo dare una spiegazione di un cedimento così devastante. È apprezzabile lla gestione dell’emergenza da parte del sistema di Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine intervenute, e la sensibilità del Governo e dei suoi rappresentanti.

Continua a leggere CLICCANDO QUI 

APPALTI PUBBLICI – Tagliato fuori il 95% delle imprese

A due anni dalla riforma del Codice degli appalti, la priorità è aprire il mercato alle piccole imprese, perché le gare e i lotti sono fuori dalla loro portata.

“La riforma degli appalti ha mancato il bersaglio politico e strategico di aprire la strada alle piccole e medie imprese, come ci chiedeva l’Europa” ha commentato oggi il segretario generale CNA, Sergio Silvestrini sul Corriere della Sera. “Governo e Parlamento intervengano tempestivamente per porre rapidamente rimedio a questa situazione” conclude Silvestrini.

L’aumento della taglia dei bandi e l’innalzamento dell’importo dei lotti, ampiamente documentati da uno studio della CNA, rappresentano una selezione a monte esclusivamente dimensionale. Una selezione non tollerabile, che richiede un intervento più stringente sull’obbligo, per le stazioni appaltanti, di suddividere gli appalti in lotti a dimensione della piccola impresa.

Inoltre, specie per alcune tipologie di appalto, la centralizzazione degli acquisti rischia di penalizzare le economie locali, specie in ambiti in cui è evidente la necessità di una prossimità territoriale e di conseguenza un maggiore coinvolgimento delle piccole imprese locali.

Leggi subito il documento predisposto da CNA: cnaosservazioniappaltiluglio2018lasuddivisioneinlotti

EDILIZIA – Rotte le trattative del contratto dell’artigianato e delle Pmi

“Le Associazioni nazionali di categoria CNA Costruzioni, CONFARTIGIANATO Anaepa, CASARTIGIANI Fiae e CLAAI Edilizia, aprendo, ieri 26 luglio, la riunione del tavolo negoziale con UIL-Feneal, CISL-Filca e CGIL Fillea,  hanno dichiarato interrotta la trattativa per il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle imprese Artigiane e Pmi dell’edilizia e affini”. Lo si legge in un comunicato congiunto.

“Le organizzazioni delle imprese artigiane e delle Pmi si sono dichiarate indisponibili a proseguire il negoziato per il rinnovo del contratto, scaduto il 30 giugno 2016, fino a quando non verrà eliminato l’obbligo di applicare i contenuti del contratto dell’industria a tutte le imprese iscritte alle Casse Edili indipendentemente dal CCNL applicato ai propri dipendenti”.

“Le imprese artigiane e le Pmi del settore edile, che applicano il CCNL Artigiano e Pmi – conclude la nota – non accetteranno mai di applicare coercitivamente un accordo discusso e concordato in altri contratti collettivi”.

Interruzione delle Trattative per il Rinnovo del CCNL Artigiani e PMI dell’Edilizia e affini – lo stato della trattativa

Il 27 luglio si è tenuta, come previsto, la seduta della trattativa per il rinnovo del CCNL in oggetto tra le Associazioni nazionali di categoria ANAEPA/Confartigianato, CNA/Costruzioni, FIAE/Casartigiani, CLAAI Edilizia, e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA –CGIL.

In apertura, però, il nostro Presidente Nazionale ha ritenuto necessario dichiarare la trattativa sospesa fino a quando non verrà superato il grave attacco all’autonomia contrattuale del CCNL per i dipendenti delle imprese Artigiane e PMI dell’edilizia e affini, ed analoghe dichiarazioni sono state fatte dai rappresentanti delle altre OO.AA presenti al tavolo.

Le Organizzazioni Artigiane hanno fatto presente che affinché si possano nuovamente sedere a quel tavolo contrattuale occorre il superamento di una serie di passaggi contenuti nel recente verbale d’accordo tra ANCE-Coop e FENEAL FILCA e FILLEA, laddove si afferma che tutte le imprese iscritte alle Casse Edili, indipendentemente dal CCNL applicato ai propri dipendenti, devono applicare alcune previsioni, su materie importanti, contenute nel verbale citato.

Le Organizzazioni Artigiane ritengono che, a fronte di una rottura del patto intercategoriale che avrebbe dovuto garantire a tutte le organizzazioni del settore una sostanziale omogeneità dei livelli retributivi, già in atto a seguito del rifiuto di posticipare la decorrenza dell’ultima tranche di aumenti prevista dal contratto precedente, ed al permanere fino alla seconda metà del 2020 di un differenziale salariare che avvantaggia il settore industriale, non sia accettabile cercare di imporre surrettiziamente alle imprese artigiane e PMI costi non previsti dal contratto sottoscritto dalle loro rappresentanze, presenti solo nel nuovo accordo per l’industria edile.

Non è possibile né compatibile con la vigente legislazione del lavoro, sostenere che ciò che si concorda in un CCNL valga obbligatoriamente anche per chi applica altri ed autonomi CCNL, sottoscritti tra organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Le imprese artigiane e PMI del settore edile che applicano il CCNL Artigiano e PMI non accetteranno di applicare coercitivamente ciò che viene discusso a concordato in altri contratti per il solo fatto di essere iscritte nelle casse edili di promanazione del CCNL Industria, in aree in cui spesso non hanno possibilità alternative, non essendovi in molte regioni Edilcasse o Casse Edili Artigiane, per la responsabile scelta, fatta 20 anni fa, di non dar vita a nuovi enti bilaterali, nella prospettiva di una progressiva unificazione dei diversi sistemi bilaterali, di fatto rimasta quasi sempre disattesa.

Le OO.AA. hanno conseguentemente deciso di inviare alla CNCE e quindi a tutte le Casse edili, una diffida a non porre in essere comportamenti concreti lesivi dell’autonomia contrattuale del settore artigianato e PMI.

Ci è sembrato necessario informarvene anche perché assumiate sul territorio i comportamenti conseguenti, a tutela delle imprese che rappresentiamo.

Vi informiamo infine che l’altro ieri è stato sottoscritto un nuovo accordo per la costituzione di un apposito fondo per una copertura di garanzia del Fondo APE, che alleghiamo, e che ciò ha consentito ieri l’approvazione del Bilancio CNCE al 30 settembre 2017, con l’impegno di:

– convocare entro il mese di settembre p.v. il Comitato della Bilateralità al fine di verificare le modalità realizzative e la composizione della

governance per la formale costituzione del suddetto Fondo (in una forma che abbia personalità giuridica).– Inoltre, come previsto dall’accordo sulla revisione della contribuzione al Fondo APE sottoscritto tra le parti sociali il 31 gennaio 2018, in occasione del suddetto Comitato della Bilateralità, le parti effettueranno, entro e non oltre il prossimo mese di settembre, una valutazione completa delle condizioni di equilibrio economico del Fnape, al fine di definire la contribuzione che entrerà in vigore dal mese di ottobre 2018.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

 

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Maurizio Bandecchi

Vice Direttore

Coord. Sindacale

Resp. Comunicazione & Marketing, Stampa

CNA provinciale di Pisa

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bandecchi@cnapisa.it

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CODICE ETICO CNA – Riconosciuto per ottenere aumento rating legalità

L’adesione al codice etico della CNA è riconosciuto ora come requisito per ottenere un aumento del rating di legalità: a comunicarlo è stata l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha confermato l’idoneità del codice e la sua coerenza con le disposizioni del Regolamento attuativo in materia di rating di legalità, al pari delle alte associazioni (Confindustria, Confcommercio, Confcooperative e ANCE).  Nelle scorse settimane CNA aveva avviato un’interlocuzione con l’Autorità  per verificare l’idoneità del codice etico adottato dalla direzione nazionale e, peraltro, recentemente implementato.

Il riconoscimento è dunque il frutto di una richiesta di CNA che da tempo sollecitava una risposta in tal senso: è ormai prassi frequente delle pubbliche amministrazioni, che promuovono misure di sostegno al tessuto imprenditoriale, prevedere premialità e riserve di quote specifiche alle imprese che intendono usufruire di incentivi e di accedere a bandi, se queste aderiscono ad associazioni che adottano codici etici riconosciuti dall’Autorità.

Questo importante riconoscimento, consentirà alle imprese associate a CNA di beneficiare di una valutazione incrementale del proprio rating e di poter così godere di alcuni vantaggi in sede di partecipazione e di assegnazione di bandi pubblici.

Documenti allegati:
Rating di Legalità – NOTA e SCHEDA tecnica