Prezzario dei Lavori Pubblici della Toscana – Anno 2019

La Regione Toscana con la delibera di Giunta Regionale n. 1287 in data 27 novembre 2018 ha  approvato, di concerto con il Provveditorato Interregionale Opere Pubbliche per le Regioni Toscana, Marche e Umbria, il “Prezzario dei Lavori Pubblici della Toscana – Anno 2019”.

Entra in vigore il  primo gennaio 2019: i suoi prezzi hanno validità fino al 31 dicembre 2019 e possono essere transitoriamente utilizzati fino al 30 giugno 2020 per i progetti a base di gara la cui approvazione sia intervenuta entro tale data.

Di seguito trovate vi rimando ai link per consultare, stampare ed esportare il Prezzario dei Lavori Pubblici della Toscana:

http://prezzariollpp.regione.toscana.it/

http://dati.toscana.it/dataset/prezzario-lavori-pubblici

NUOVO CODICE APPALTI E PMI – Opportunità e criticità

Seminario alla CNA di Pisa martedì 20 novembre ore 15,00 presso la Sala Bonsignori  di CNA PISA (via Carducci 39 – La Fontina – S.Giuliano T.)

Si tratta di un seminario particolarmente interessante soprattutto per chi intrattiene rapporti con la Pubblica Amministrazione. Infatti il Nuovo Codice Appalti presenta molti aspetti ancora da chiarire.

L’appuntamento è arricchito dalla presenza dell’avvocato Gaetano Viciconte che tratterà il tema che più interessa alle piccole imprese: i contratti sotto soglia, gli affidamenti senza gara, le procedure negoziate e l’obbligo di rotazione degli inviti.

Programma

h 15,00 Introducono:

Luca Benedettini – Portavoce CNA Costruzioni Pisa

Marco Ammannati – Portavoce Territoriale CNA Impianti Pisa

h 15,20 Intervengono:

Antonio Chiappini – Responsabile Regionale CNA Costruzioni
“Stato dell’arte del settore, andamento mercato appalti pubblici, protocollo di intesa con regione Toscana per salvaguardia imprese del territorio”

 h 16,00 Intervento di:

Avv. Gaetano Viciconte 
“Contratti sotto soglia, affidamenti senza gara procedure negoziate e obbligo di rotazione degli inviti”

h 17,00  – Domande e dibattito

h 18,00 Conclusioni
Matteo Giusti – Presidente Territoriale CNA Pisa

Il seminario è gratuito ma è richiesta la registrazione CLICCANDO QUI

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

APPALTI – La Riforma mette fuori mercato le piccole imprese

Governo e Parlamento intervengano con rapidità

“La riforma degli appalti non ha aperto il mercato pubblico alle piccole imprese, anzi lo ha ulteriormente ristretto, in contrasto con le richieste arrivate anche dall’Unione europea. E’ inutile ricorrere a giri di parole: le piccole imprese rimangono regolarmente a bocca asciutta perché i lotti messi a gara sono quasi sempre fuori dalla loro portata, di taglia troppo grossa per le loro possibilità. E se il numero di stazioni appaltanti va ridotto, questa misura dev’essere integrata con strumenti che permettano alle piccole imprese di un territorio di partecipare alle gare indette nella loro area. Chiediamo al Governo e al Parlamento, quindi, di intervenire con rapidità per porre rimedio a una situazione che sta mettendo fuori mercato le piccole imprese”. Lo si legge in un comunicato della CNA.

“Un nostro studio realizzato a due anni dalla riforma del Codice degli appalti – sottolinea la nota della Confederazione – rileva un aumento significativo del mercato degli appalti, cresciuto del 36,2 per cento tra il 2016 e il 2017. Ma, nel contempo, anche un sensibile incremento dell’importo del lotto medio, salito abbondantemente sopra il milione. Anche se il nuovo Codice incoraggia le stazioni appaltanti a suddividere in lotti i grandi appalti, in modo che l’entità dei singoli contratti corrisponda meglio alle capacità dell’impresa tipo italiana. Tra i requisiti per la partecipazione a un appalto, infatti, rientra anche il fatturato. Di solito viene richiesto il doppio del valore dell’appalto. Vale a dire, in media, due milioni e più. Un requisito – conclude il comunicato della CNA – che oltre il 95 per cento delle nostre imprese non possiede”.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

GENOVA – CNA, oggi è il giorno del dolore

Oggi è il giorno del dolore per le decine di persone che hanno perso la vita nel tragico crollo del viadotto Morandi e CNA esprime le più sentite condoglianze ai famigliari delle vittime.

Questo non è il giorno delle polemiche, ma del lutto.

Tuttavia occorre riflettere su quanto accaduto e attendere gli esiti dei riscontri tecnici per avere una diagnosi che possa in qualche modo dare una spiegazione di un cedimento così devastante. È apprezzabile lla gestione dell’emergenza da parte del sistema di Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine intervenute, e la sensibilità del Governo e dei suoi rappresentanti.

Continua a leggere CLICCANDO QUI 

APPALTI PUBBLICI – Tagliato fuori il 95% delle imprese

A due anni dalla riforma del Codice degli appalti, la priorità è aprire il mercato alle piccole imprese, perché le gare e i lotti sono fuori dalla loro portata.

“La riforma degli appalti ha mancato il bersaglio politico e strategico di aprire la strada alle piccole e medie imprese, come ci chiedeva l’Europa” ha commentato oggi il segretario generale CNA, Sergio Silvestrini sul Corriere della Sera. “Governo e Parlamento intervengano tempestivamente per porre rapidamente rimedio a questa situazione” conclude Silvestrini.

L’aumento della taglia dei bandi e l’innalzamento dell’importo dei lotti, ampiamente documentati da uno studio della CNA, rappresentano una selezione a monte esclusivamente dimensionale. Una selezione non tollerabile, che richiede un intervento più stringente sull’obbligo, per le stazioni appaltanti, di suddividere gli appalti in lotti a dimensione della piccola impresa.

Inoltre, specie per alcune tipologie di appalto, la centralizzazione degli acquisti rischia di penalizzare le economie locali, specie in ambiti in cui è evidente la necessità di una prossimità territoriale e di conseguenza un maggiore coinvolgimento delle piccole imprese locali.

Leggi subito il documento predisposto da CNA: cnaosservazioniappaltiluglio2018lasuddivisioneinlotti

EDILIZIA – Rotte le trattative del contratto dell’artigianato e delle Pmi

“Le Associazioni nazionali di categoria CNA Costruzioni, CONFARTIGIANATO Anaepa, CASARTIGIANI Fiae e CLAAI Edilizia, aprendo, ieri 26 luglio, la riunione del tavolo negoziale con UIL-Feneal, CISL-Filca e CGIL Fillea,  hanno dichiarato interrotta la trattativa per il rinnovo del CCNL per i dipendenti delle imprese Artigiane e Pmi dell’edilizia e affini”. Lo si legge in un comunicato congiunto.

“Le organizzazioni delle imprese artigiane e delle Pmi si sono dichiarate indisponibili a proseguire il negoziato per il rinnovo del contratto, scaduto il 30 giugno 2016, fino a quando non verrà eliminato l’obbligo di applicare i contenuti del contratto dell’industria a tutte le imprese iscritte alle Casse Edili indipendentemente dal CCNL applicato ai propri dipendenti”.

“Le imprese artigiane e le Pmi del settore edile, che applicano il CCNL Artigiano e Pmi – conclude la nota – non accetteranno mai di applicare coercitivamente un accordo discusso e concordato in altri contratti collettivi”.

Interruzione delle Trattative per il Rinnovo del CCNL Artigiani e PMI dell’Edilizia e affini – lo stato della trattativa

Il 27 luglio si è tenuta, come previsto, la seduta della trattativa per il rinnovo del CCNL in oggetto tra le Associazioni nazionali di categoria ANAEPA/Confartigianato, CNA/Costruzioni, FIAE/Casartigiani, CLAAI Edilizia, e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA –CGIL.

In apertura, però, il nostro Presidente Nazionale ha ritenuto necessario dichiarare la trattativa sospesa fino a quando non verrà superato il grave attacco all’autonomia contrattuale del CCNL per i dipendenti delle imprese Artigiane e PMI dell’edilizia e affini, ed analoghe dichiarazioni sono state fatte dai rappresentanti delle altre OO.AA presenti al tavolo.

Le Organizzazioni Artigiane hanno fatto presente che affinché si possano nuovamente sedere a quel tavolo contrattuale occorre il superamento di una serie di passaggi contenuti nel recente verbale d’accordo tra ANCE-Coop e FENEAL FILCA e FILLEA, laddove si afferma che tutte le imprese iscritte alle Casse Edili, indipendentemente dal CCNL applicato ai propri dipendenti, devono applicare alcune previsioni, su materie importanti, contenute nel verbale citato.

Le Organizzazioni Artigiane ritengono che, a fronte di una rottura del patto intercategoriale che avrebbe dovuto garantire a tutte le organizzazioni del settore una sostanziale omogeneità dei livelli retributivi, già in atto a seguito del rifiuto di posticipare la decorrenza dell’ultima tranche di aumenti prevista dal contratto precedente, ed al permanere fino alla seconda metà del 2020 di un differenziale salariare che avvantaggia il settore industriale, non sia accettabile cercare di imporre surrettiziamente alle imprese artigiane e PMI costi non previsti dal contratto sottoscritto dalle loro rappresentanze, presenti solo nel nuovo accordo per l’industria edile.

Non è possibile né compatibile con la vigente legislazione del lavoro, sostenere che ciò che si concorda in un CCNL valga obbligatoriamente anche per chi applica altri ed autonomi CCNL, sottoscritti tra organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Le imprese artigiane e PMI del settore edile che applicano il CCNL Artigiano e PMI non accetteranno di applicare coercitivamente ciò che viene discusso a concordato in altri contratti per il solo fatto di essere iscritte nelle casse edili di promanazione del CCNL Industria, in aree in cui spesso non hanno possibilità alternative, non essendovi in molte regioni Edilcasse o Casse Edili Artigiane, per la responsabile scelta, fatta 20 anni fa, di non dar vita a nuovi enti bilaterali, nella prospettiva di una progressiva unificazione dei diversi sistemi bilaterali, di fatto rimasta quasi sempre disattesa.

Le OO.AA. hanno conseguentemente deciso di inviare alla CNCE e quindi a tutte le Casse edili, una diffida a non porre in essere comportamenti concreti lesivi dell’autonomia contrattuale del settore artigianato e PMI.

Ci è sembrato necessario informarvene anche perché assumiate sul territorio i comportamenti conseguenti, a tutela delle imprese che rappresentiamo.

Vi informiamo infine che l’altro ieri è stato sottoscritto un nuovo accordo per la costituzione di un apposito fondo per una copertura di garanzia del Fondo APE, che alleghiamo, e che ciò ha consentito ieri l’approvazione del Bilancio CNCE al 30 settembre 2017, con l’impegno di:

– convocare entro il mese di settembre p.v. il Comitato della Bilateralità al fine di verificare le modalità realizzative e la composizione della

governance per la formale costituzione del suddetto Fondo (in una forma che abbia personalità giuridica).– Inoltre, come previsto dall’accordo sulla revisione della contribuzione al Fondo APE sottoscritto tra le parti sociali il 31 gennaio 2018, in occasione del suddetto Comitato della Bilateralità, le parti effettueranno, entro e non oltre il prossimo mese di settembre, una valutazione completa delle condizioni di equilibrio economico del Fnape, al fine di definire la contribuzione che entrerà in vigore dal mese di ottobre 2018.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

 

___________________________________

Maurizio Bandecchi

Vice Direttore

Coord. Sindacale

Resp. Comunicazione & Marketing, Stampa

CNA provinciale di Pisa

tel 050876557 fax 050876599 mob 348 780 7224

bandecchi@cnapisa.it

__________________________________________________________________________________
NOTA DI RISERVATEZZA:

il presente messaggio, corredato dei relativi allegati, contiene informazioni da considerarsi strettamente riservate ed è destinato esclusivamente al destinatario sopra indicato, il quale è l’unico autorizzato a usarlo, copiarlo e , sotto la propria responsabilità, diffonderlo. Chiunque ricevesse queto messaggio per errore o comunque lo leggesse senza esserne legittimato, è avvertito che trattenerlo, copiarlo, divulgarlo, distribuirlo a persone diverse dal destinatario, è severamente proibito ed è pregato di rinviarlo immediatamente al mittente, distruggendo l’originale.

[Messaggio troncato]  Visualizza intero messaggio

CODICE ETICO CNA – Riconosciuto per ottenere aumento rating legalità

L’adesione al codice etico della CNA è riconosciuto ora come requisito per ottenere un aumento del rating di legalità: a comunicarlo è stata l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha confermato l’idoneità del codice e la sua coerenza con le disposizioni del Regolamento attuativo in materia di rating di legalità, al pari delle alte associazioni (Confindustria, Confcommercio, Confcooperative e ANCE).  Nelle scorse settimane CNA aveva avviato un’interlocuzione con l’Autorità  per verificare l’idoneità del codice etico adottato dalla direzione nazionale e, peraltro, recentemente implementato.

Il riconoscimento è dunque il frutto di una richiesta di CNA che da tempo sollecitava una risposta in tal senso: è ormai prassi frequente delle pubbliche amministrazioni, che promuovono misure di sostegno al tessuto imprenditoriale, prevedere premialità e riserve di quote specifiche alle imprese che intendono usufruire di incentivi e di accedere a bandi, se queste aderiscono ad associazioni che adottano codici etici riconosciuti dall’Autorità.

Questo importante riconoscimento, consentirà alle imprese associate a CNA di beneficiare di una valutazione incrementale del proprio rating e di poter così godere di alcuni vantaggi in sede di partecipazione e di assegnazione di bandi pubblici.

Documenti allegati:
Rating di Legalità – NOTA e SCHEDA tecnica

EDILIZIA – Coordinamento regionale per superare le crisi del settore

35% di imprese in meno dal 2008 ad oggi e 45% di posti lavoro persi

Nasce il coordinamento regionale dell’Edilizia, costituito da ANCE Toscana, CNA Costruzioni Toscana e CONFARTIGIANATO Costruzioni Toscana.

L’ iniziativa si pone in continuità con quanto avvenuto a livello nazionale dove è stato sottoscritto e presentato alle forze politiche un “manifesto” congiunto della filiera delle costruzioni.

Le enormi difficoltà che sta vivendo l’edilizia – 35% di imprese in meno dal 2008 ad oggi e 45% di posti lavoro persi – hanno indotto i presidenti regionali delle maggiori associazioni di costruttori toscani (Riccardo Spagnoli, Andrea Nepi e Stefano Crestini), a istituire il coordinamento.
Lo scopo è quello di qualificarsi come interlocutore unitario del mondo imprenditoriale del settore  nei confronti delle Istituzioni e delle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori.

Le priorità di lavoro del coordinamento saranno:

  • modalità di selezione delle imprese affidatarie che, eliminando lo strumento del sorteggio, garantisca adeguato ruolo alle imprese del territorio
  • rigenerare casa, città e territorio, sviluppando politiche urbanistiche realmente indirizzate verso la riqualificazione urbana
  • razionalizzazione e valorizzazione, nei confronti della Regione, del sistema bilaterale edile toscano sulle questioni attinenti la formazione e la sicurezza sul lavoro.

Nelle prossime settimane il coordinamento delle tre organizzazioni, aperto anche ai contributi di altre rappresentanze datoriali che ne condividano gli obiettivi, avvierà un confronto di merito con Regione, Organizzazioni Sindacali e nuovi Parlamentari eletti in Toscana.

Per info: 

Graziano Turini – CNA Pisa

Graziano Turini
turini@cnapisa.it

EDILIZIA – Tutti i dettagli sulle nuove semplificazioni

Nella conferenza unificata  Stato –Regioni  è stato raggiunto l’accordo (dopo sei mesi di lavoro) sulle  prime 58 definizioni  (ma la lista è ancora aperta ) degli interventi di edilizia privata che non richiedono comunicazioni (Cil, Cila, Scia) né permesso di costruire.

Lo schema di decreto Infrastrutture-Semplificazione e PA con il  glossario dell’edilizia libera  (in allegato entrambi) saranno  immediatamente operativi una volta pubblicati in Gazzetta, senza cioè necessità di adozione o recepimento con atto regionale o comunale.

La lista (in attuazione del Dlgs 222/2016) traccia un confine tra una miriade di piccoli interventi di manutenzione e miglioramento che nel Testo unico edilizia (Dpr 380/2001) sono indicati solo per capitoli. Concretamente, il glossario agisce su due linee:

1 Da un lato, mette insieme tutte le opere per le quali era già pacifico che non fosse necessario un titolo abilitativo (facendo soltanto un’operazione compilativa, comunque molto utile per gli operatori ed i cittadini);

2 Dall’altro, invece, illustra i casi al limite per i quali, da adesso, i Comuni non potranno imporre vincoli.

Ad esempio:

In edilizia libera c’è un ampio elenco di opere di arredo da giardino ( muretti, fontane, ripostigli per attrezzi, ricoveri per animali)  che sono oggetto di frequenti contestazioni, ma che- da adesso-  diventano inattaccabili. Discorso simile per le tensostrutture. Anche qui arriva un chiarimento: per l’installazione servirà una comunicazione, mentre tutte le attività successive (manutenzione, riparazione, rimozione) saranno libere.

Nessuna autorizzazione sarà necessaria per i pannelli solari e fotovoltaici, fuori però dai centri storici. O per l’adeguamento degli impianti di estrazione fumi, che magari indirizzino le emissioni in maniera diversa: interventi molto importanti per le piccole attività produttive.

CNA Costruzioni, che fin dall’inizio ha partecipato attivamente con un suo rappresentante ai lavori del  DPT della Funzione Pubblica  dove vengono costruite le proposte anche sul fronte della semplificazione in edilizia ha da sempre espresso la sua posizione in materia (tradotta anche in proposte concrete nella sede citata) :semplificare è l’unica strada per far ripartire l’edilizia,  così come conoscere da subito  fin dove ci si può spingere senza coinvolgere il professionista tecnico agevola sicuramente le imprese ed i cittadini.

Continuando sul percorso della collaborazione istituzionale, CNA Costruzioni sarà successivamente coinvolta dal Dipartimento della Funzione Pubblica per la stesura dei glossari relativi alle attività che hanno bisogno dei titoli abilitativi (CILA, SCIA e permesso di costruire).

 Per informazioni e approfondimenti: 

Graziano Turini – CNA Pisa

turini@cnapisa.it

Castelfranco – Inaugurazione Braccetto del Cuoio

CNA “Doppia soddisfazione, opera importante fatta da ditta locale”

“Per noi oggi doppia soddisfazione: una opera importante per il distretto ed eseguita in via diretta da una impresa del nostro territorio” ha affermato il Presidente CNA Pisa Matteo Giusti in occasione della inaugurazione del Braccetto del Cuoio, ovvero l’anello mancante tra le aree industriali del distretto del cuoio, che collega l’area industriale del Macrolotto di Castelfranco con la Bretella del Cuoio SP 70.

La ditta esecutrice che si è aggiudicata la gara di appalto comunale e che ha svolto nei tempi previsti i lavori (cosa questa non scontata) è la Giusti Leonetto Snc di Pisa.

 “Le nostre aziende associate non chiedono altro che questo – ha commentato Matteo Giusti – ovvero poter cogliere le opportunità che il sistema degli appalti pubblici offre, competendo correttamente, nel rispetto della normativa e alla pari con chiunque altro partecipi. Siamo certi che il radicamento nel territorio delle nostre piccole aziende e la loro serietà e competenza può offrire migliori soluzioni tecniche ed economiche alle amministrazioni appaltanti, rispetto alle aziende più grandi e strutturate.

Ci auguriamo che la sensibilità a questo tema dimostrata da alcune amministrazioni locali fra le quali Castelfranco di Sotto, si estenda a tutto il territorio provinciale soprattutto in quei Comuni che continuano ad affrontare il tema degli appalti in maniera solamente burocratica e autoreferenziale. Ci auguriamo che il 2018 sia l’anno dell’effettiva applicazione delle direttive europee in materia di appalti e tutela delle PMI e della messa in discussione dei global service che non ci pare abbiano prodotto miglioramenti sostanziali dal punto di vista della qualità degli interventi o dell’economicità degli stessi e, soprattutto, hanno avuto scarsi effetti, in termini di ricaduta sul territorio, della ricchezza prodotta”.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA Pisa)