CONVEGNO – Internazionalizzazione delle PMI agroalimentari Toscane

L’Internazionalizzazione delle PMI agroalimentari Toscane: situazione, prospettive, strumenti tecnici e finanziari a supporto

Un evento organizzato da CNA Pisa Agroalimentare con Banca di Pisa e Fornacette in collaborazione con QTA Consulting srl

QUANDO?
Giovedì 4 ottobre 2018
ore 15.00

DOVE?
CNA Territoriale di Pisa
via G. Carducci 39 Ghezzano
Sala Bonsignori

Il convegno è gratuito ma è richiesta la registrazione CLICCANDO QUI!

Programma:

– ore 15.00 Registrazione Partecipanti

– ore 15.15  Matteo Giusti – del Presidente CNA Territoriale di Pisa

– ore 15.30 Dr. Gianluca Marini – Direttore Generale Banca di Pisa e Fornacette

– ore 15.45  Dr. Attilio Picchi  – Responsabile settore agrario ICCREA – e dr. Giuseppe Filiaci – Responsabile estero ICCREA
“Il Gruppo Bancario Iccrea: Strumenti a supporto dell’internazionalizzazione delle PMI e delle filiere agroalimentari”

– ore 16.15  Dr. Valerio De Vitis – QTA Consulting
“L’Export Agroalimentare Italiano: situazione, difficoltà e prospettive”

– ore 16.30  Dr.ssa Silvia Casto – QTA Consulting
“L’Export dei Prodotti Agroalimentari: problematiche relative all’etichettatura”

– ore 16.45  Prof. Gianpaolo Andrich – Università di Pisa
“Università e Imprese: la ricerca universitaria a supporto dell’innovazione di prodotto e di processo”

– ore 17.00  Dr.ssa Chiara Di Sacco – Finart CNA
“I finanziamenti nazionali, regionali e locali a supporto dell’internazionalizzazione”

– ore 17.15  Dr. Stefano Batistini – CRIBIS D&B srl
“Strumenti finanziabili per vendere all’estero: il supporto di una   società specializzata accreditata dal MISE per l’Export Management”

– ore 17.30   Dr. Gabrile Rotini – Responsabile  CNA Agroalimentare Nazionale
“CNA, la valorizzazione delle PMI della filiera agroalimentare”

– ore 17.45  Marco Morelli – Presidente CNA Agroalimentare di Pisa
Conclusioni

Il convegno è gratuito ma è richiesta la registrazione CLICCANDO QUI!

Per maggiori informazioni: 

Sabrina Perondi 
perondi@cnapisa.it
050876580

AGROALIMENTARE – Positiva la direttiva europea

Positiva la direttiva europea in materia di pratiche sleali nei rapporti tra imprese della filiera. Basta con la legge del più forte

“Guardiamo con favore all’iniziativa promossa dal Parlamento europeo e dal Consiglio di adottare una direttiva in materia di pratiche sleali nell’ambito dei rapporti che intercorrono tra imprese della filiera alimentare”. A chiederlo CNA Agroalimentare, nel corso dell’audizione tenuta oggi di fronte ai componenti della Commissione Agricoltura della Camera.

Per CNA Agroalimentare è essenziale elaborare una disciplina comune agli Stati membri per favorire l’individuazione di una cornice normativa unica. In questo quadro lo scopo è quello di limitare la supremazia di alcuni grandi distributori che operano lungo tutta la catena di approvvigionamento alimentare, rafforzando di conseguenza la posizione negoziale dei piccoli fornitori, particolarmente vulnerabili in un mercato dominato dalla legge del più forte.

Per rafforzare ulteriormente la tutela degli artigiani e dei piccoli produttori, inoltre, CNA Agroalimentare chiede che nella definizione di impresa acquirente sia compresa anche la media impresa e non solo la grande. Occorre monitorare, inoltre, l’impiego e la diffusione del franchising in questo settore per evitare comportamenti che possano falsare il mercato.

(Fonte: CNA Agroalimentare)

EVENTO – Obiettivo Giappone per le imprese del settore agroalimentare e vini

Il 26 settembre dalle 10.00 alle 17.00 presso la sede ICE di Roma si terrà un corso per fornire alle MPMI dei settori agroalimentare e vini gli strumenti utili per attuare strategie di internazionalizzazione rivolte al mercato giapponese.

Il corso nasce dalla collaborazione tra l’ICE e il Gruppo di Lavoro MPMI (ABI, Alleanza delle Cooperative Italiane, Confagricoltura, CONFAPI, MAECI, MiSE, Confindustria Piccola Industria, R.E TE. Imprese Italia)

La partecipazione è gratuita e le iscrizioni devono pervenire entro il 24 settembre attraverso il seguente link.

Per maggiori informazioni e conoscere il programma dettagliato CLICCA QUI: PROGRAMMA

 

LIQUORIFICIO MORELLI – Tre successi in Bulgaria

Tre successi alla Spirits Selection by Concours Mondial in Bulgaria
Due ori e un argento per il Liquorificio Morelli, eccellenza toscana
Successi che chiudono un anno, il 2018, pieno di riconoscimenti!

Settembre è un mese di bilanci per il Liquorificio Morelli di Forcoli in provincia di Pisa che chiude la corsa ai premi del 2018 con l’ultimo successo dell’anno. La vittoria alla Spirits Selection by Concours Mondial si aggiunge alla recente vittoria al Meiningers International Spirits Award ISW 2018 regalando così una grande soddisfazione ai fratelli Morelli. Grappa CRU Centenario Liquorificio Morelli Forcoli PisaL’annuncio della vittoria degli ultimi prestigiosi premi internazionali è arrivato in questi giorni. Durante lo Spirits Selection by Concours Mondial tenutasi in Bulgaria il 21, 22 e 23 agosto scorsi sono stati selezionati e premiati alcuni prodotti del Liquorificio Morelli. , prodotto di eccellenza nato per festeggiare i 100 anni di vita del liquorificio, già vincitrice di un premio alla Meiningers International Spirits Award ISW 2018 e della medaglia silver al Premio Alambicco d’Oro 2018 organizzato da ANAG, ha conquistato la medaglia d’Argento.

ed il Limoncino Speciale 32% 2018 hanno Grappa 50 e 50 Liquorificio Morelli Forcoli Pisaconquistato invece la medaglia d’Oro. “Abbiamo fatto triplete – affermano Paolo, Luca e Marco Morelli-  e lo abbiamo fatto andando a competere con realtà molto più grandi di noi, per questo motivo siamo orgogliosi del risultato”. La Spirits Selection by Concours Mondial, dove quest’anno si sono sfidati 50 paesi produttori, è infatti uno dei concorsi interazionali più importanti del settore. Il Liquorificio Morelli aveva già partecipato negli ultimi anni al concorso ottenendo sempre buoni risultati. “Con questa vittoria si chiude per noi un anno ricco di soddisfazioni e traguardi. Oltre alle vittorie ai concorsi internazionali, c’è stato il lancio del Limoncino Di Vino negli Stati Uniti che ci ha impegnato per molto tempo e l’apertura del primo negozio monomarca. Adesso ci prepariamo alle sfide del 2019”. Sfide che vedranno impegnato il Liquorificio in Italia ma anche all’estero; infatti, tra una settimana, il Liquorificio Morelli riparte con i viaggi in Europa per consolidare i rapporti con i clienti e trovare nuove opportunità.

Da CNA Pisa i nostri più sentiti complimenti ad un’azienda e una famiglia che hanno saputo fare della produzione artigiana un valore da esportare in tutto il mondo. 

(Fonte: Comunicato Stampa Liquorificio Morelli)

Vuoi saperne di più sul Liquorificio Morelli?

Liquorificio Morelli, oltre 100 anni di storia

Liquorificio Morelli Forcoli Pisa - CNA PIsa Il Liquorificio Morelli produce grappe e liquori dal 1911, un’azienda a conduzione familiare nel cuore della Toscana a Forcoli (Pi). I tre fratelli Marco, Luca e Paolo Morelli portano avanti l’attività coniugando il saper fare artigiano e le antiche ricette di Leonello Morelli e la voglia di sperimentare e aprirsi a nuovi mercati. Oltre alla rete commerciale italiana c’è anche una grande rete all’estero con agenti in Germania, Lussemburgo, Olanda, Francia, Spagna e tanti altri paesi. Oltre alla sede italiana di Forcoli esistono anche due uffici, uno in Polonia e uno a Miami. La sede di Miami è gestita dagli Italian Moonshiners e vanta prodotti esclusivi per il mercato americano come la Vodka realizzata in Toscana. Negli ultimi anni l’azienda ha ricevuto importanti riconoscimenti al Concours National de Bruxelles e al Concorso ANAG. Oltre alla corsa ai premi e la ricerca di nuovi mercati, il Liquorificio Morelli si è cimentato, negli ultimi anni, nella realizzazione di una linea food con la Pasta al Limoncino- realizzata in collaborazione con il Pastificio Morelli- e anche i Panettoni, i Pandolci e i Cantuccini biologici in collaborazione con Altobio, azienda fiorentina presente al Mercato Centrale. In occasione del Pitti Taste 2018 di Firenze è stato lanciato inoltre il Gin Botanico, uno speciale gin con camomilla, timo e rosmarino. Nel mese di luglio Morelli ha lanciato il Limoncino Di Vino, il primo limoncino realizzato con vino bianco e destinato principalmente al mercato americano.

Visita anche il sito aziendale: http://liquorimorelli.it/ 

 

È l’anguria la regina di Ferragosto e dell’estate

A incoronarla un sondaggio CNA-SWG. Il melone non entra nemmeno in partita

Quasi tre italiani su quattro considerano l’anguria l’alimento più adatto a combattere la calura estiva. Lo diceva anche Alberto Sordi: a Ferragosto faceva servire ai suoi amici un menù tipicamente romano (e pesantissimo) ma, in conclusione, “per rinfrescarsi si mangia il cocomero” tenuto a lungo nell’acqua con il ghiaccio. Cocomero si chiama a Roma, melone d’acqua (come in inglese, water melon) o melone di fuoco in Campania, anguria nel resto d’Italia. E l’anguria per gli italiani è sinonimo soprattutto di estate e di freschezza, sottolinea il sondaggio CNA-SWG.

Il 73% degli interpellati nel sondaggio punta sull’anguria, con una leggera prevalenza dei maschi (74%) sulle donne (72%). I fan del melone si fermano al 27% con preferenze per genere invertite. Quanto alle fasce d’età, l’anguria trionfa tra i 45-54enni, con il 77% delle preferenze, mentre il melone subisce la sconfitta più onorevole tra i 55-64enni, con una propensione del 32%. I tifosi dell’anguria, infine, crescono via via che ci si allontana dalle Alpi. Nelle Isole toccano l’83%, nel Sud l’80%, mentre nel Nord-Ovest si arrestano (si fa per dire) al 61%.

L’anguria

L’anguria si mangia a fette per il 74% dei suoi fan (in prevalenza maschi, che raggiungono il 78%) e a cubetti per il rimanente 26%. E soprattutto (per il 72% degli interpellati) l’anguria si gusta da sola. Da sola basta e avanza. Per mangiare, bere e lavarsi la faccia, come recitava un adagio salernitano. Se proprio si vuole miscelarla, si può pensare alla macedonia (10%) o allo spiedino di frutta (8%).

Il melone

Viceversa il melone: il 42% degli aficionado lo preferisce in compagnia del prosciutto contro il 38% di “puristi” e il 10% di amanti della macedonia. Mentre anche i “melonofili” lo mangiano di preferenza a fette (81%) più che a cubetti (19%).

Anguria: da strapaesana a trendy

Nella pianura pontina si fanno ancora le gare per l’anguria più grande. E il frutto presentato dall’agricoltore vincitore oscilla di solito intorno al quintale.

Mentre fino a qualche anno fa accorrevano da tutta la regione a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, per gareggiare a chi sputava il seme di cocomero più lontano.

Il successo dell’anguria, però, rimane solo in parte nazional-popolare. Da strapaesana sta sempre più diventando di tendenza. Sdoganata perfino da chef “trendy” che la presentano anche in versione salata da un capo all’altro dell’Italia: dall’ostrica virtuale al succo d’anguria su tartare di pesce a Ragusa.

L’anguria è entrata addirittura nel mondo dell’abbigliamento. A Londra da qualche anno spopolano i gemelli a forma di anguria venduti al mercatino di Covent Garden o nei negozi alle spalle di Jermin Street. E a forma di vivacissima anguria sono i secchielli in paglia che da borsa da mare sono stati trasformati in “must” anche nelle città assolate. Ma non mancano i calzini da uomo con sopra ricamate coloratissime fette di anguria.

Addio “king size”, “less is more”

L’anguria “king size” va sempre meno. “Less is more” è la nuova parola d’ordine. “Meno è più” ovvero “meno è meglio”. Nella società dominata dalle famiglie mononucleari, dove i gusti dei singoli la fanno da padrone e dove le case sono sempre meno spaziose, l’anguria da decine di chilogrammi diventa un controsenso. Negli ultimi anni, pertanto, la ricerca si è concentrata con successo sulla segmentazione e sulle esigenze del marketing. Oggi si cercano (e si trovano) angurie da pochi chili (da due a otto, di solito), anche a pasta gialla e senza semi, “seedless”. Il “seedless” è un’altra esigenza dei consumatori e per un Paese come il nostro, con spiccata vocazione all’export, non si può non tenerne conto.

Le preziose angurie giapponesi

Il prezzo delle angurie italiane è niente al confronto con le rarissime angurie giapponesi, da quelle nere di Densuke (provenienti dall’isola di Hokkaido, possono costare fino all’equivalente di 5500 euro l’una per un peso che non supera i venti chilogrammi) all’Yubari King, coltivate nella cittadina di Yubaru appunto, che possono costare fino a 20mila euro a esemplare. Le piante di Yubaru sono innestate in modo da sfruttare le radici già sviluppate, i fiori vengono impollinati da api allevate ad hoc, i frutti tenuti sollevati da terra e sottoposti a frequenti docce. Un trattamento da cui scaturisce l’anguria più costosa del mondo, venduta all’asta e di solito offerta come regalo a persone importanti.

Le angurie quadrate

Il Giappone è anche la terra delle angurie a cubo o a parallelepipedo, le cosiddette “angurie quadrate”, invenzione che andrebbe riconosciuta all’italiano Franco Feroldi, cremonese di Casalmaggiore, la cui richiesta fu bocciata dall’Ufficio brevetti per “mancanza di attività inventiva”.

Buona, salutare, quasi…medicinale

Ecco le dieci virtù dell’anguria che non tutti conoscono:

  1. Possiede una concentrazione elevatissima di licopene, sostanza anti-ossidante che contrasta l’azione dei radicali liberi e aiuta il sistema immunitario.
  2. Il suo succo è indicato per chi svolge attività agonistica: aiuta ad alleviare la stanchezza dei muscoli e ad abbassare la frequenza cardiaca.
  3. Il suo succo sarebbe utile anche contro l’ipertensione: è fonte dell’amminoacido essenziale arginina, noto per le sue qualità anti-ipertensive.
  4. E’ composta al 93% di acqua e quindi è ottima come diuretico e per combattere la disidratazione.
  5.  Ha un bassissimo contenuto calorico: un etto apporta circa 16 calorie.
  6. E’ indicata per quanti stanno a dieta: grazie all’acqua e alle fibre di cui è ricca, offre una sensazione di sazietà.
  7. E’ considerata una sorta di viagra naturale: merito della citrullina che svolge un’azione vaso-dilatatoria. Attenzione: la citrullina è contenuta in larga parte nella fascia bianca, che si tende a scartare, benché sia perfettamente commestibile e abbia lo stesso sapore del cetriolo.
  8. Anche i suoi semi, essiccati e arrostiti, hanno un effetto vaso-dilatatorio.
  9. E’ ricca di potassio e, di conseguenza, è consigliata per quanti soffrono di ritenzione idrica, eccitabilità neuromuscolare, problemi legati al ritmo cardiaco.
  10. Può conciliare il sonno, perché stimolerebbe la produzione di serotonina, potente anti-depressivo.

I numeri dell’anguria

Il caldo di fine luglio/inizio agosto ha rilanciato i consumi di frutta. E l’anguria ne ha tratto un grande beneficio. La stagione estiva non si era aperta molto bene. Soprattutto a causa dell’arrivo di anguria dalla Grecia in enorme quantità e a prezzi stracciati.

In attesa di poter trarre conclusioni meno affrettate, è opportuno rifarsi a dati più solidi: il consuntivo 2017.

L’Italia è un buon produttore sul mercato mondiale, anche se lontanissima dai vertici. Secondo i dati della Fao, il nostro Paese è al 16esimo posto nel mondo. Sulla qualità il discorso è ben diverso: dal 2016 l’Anguria Reggiana ha ottenuto dall’Unione europea l’Indicazione geografica protetta.

L’Istat, comunque, rileva che la produzione nazionale l’anno scorso è cresciuta fino a 570.762 tonnellate segnando un incremento di circa 35mila tonnellate rispetto al 2016. Gli ettari dedicati ammontano a 12.840. Per i quattro quinti la produzione è a pieno campo e per il rimanente 20% al coperto.

Il raccolto si concentra in Lazio (139mila tonnellate), Campania (103mila tonnellate), Puglia (86mila tonnellate), Lombardia (65mila tonnellate) e Sicilia (46mila tonnellate). All’incremento della produzione l’anno scorso ha corrisposto una diminuzione delle esportazioni, ammontate comunque a una quantità ragguardevole: oltre 214mila tonnellate.  Ma in calo – del 7% – rispetto al 2016, anno record, va però sottolineato, per le vendite di angurie  fuori dai confini nazionali. Interessante è un confronto a più lungo termine: l’export di angurie italiane nel 2017 è stato (in quantità) oltre due volte e mezza quello del 2005. L’anno scorso, viceversa, sono cresciute le importazioni, salite a poco meno di 45mila tonnellate,  al di sotto però delle oltre 50mila tonnellate registrate nel 2005.

(Fonte: CNA)

LOTTA ONU A GRASSI E SALI – È una guerra al Made in Italy

CNA Agroalimentare “Parmigiano, Grana e olio EVO sono grandissimi elisir di lunga vita. È una guerra non convenzionale a tre pilastri del Made in Italy e della Dieta mediterranea”

“Va bene. Ci arrendiamo subito ai caschi blu dell’ONU e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, il prosciutto di Parma e l’olio extravergine di oliva sono pericolosi. La prova? Mangiate per un anno intero, ogni giorno, un chilo di parmigiano, un chilo di prosciutto e  bevete due litri di olio EVO: alla fine tanto bene in salute non starete di certo.

Cominciamo, per ora, a girarla in farsa questa brutta, e serissima, storia della lista di proscrizione alla quale stano lavorando al Palazzo di Vetro di New York.

Per ora. Perché, per quanto ci riguarda, siamo di fronte ad un atto di guerra non convenzionale a tre pilastri del Made in Italy e della dieta mediterranea.

Si sta tentando di ripetere l’operazione delle etichette per alimenti “a semaforo”. Forse è iniziata l’offensiva generale per cercare di mettere all’angolo i prodotti alimentari realizzati esclusivamente con ingredienti naturali, conosciuti e apprezzati da milioni di persone, per sostituirli con quelli artificiali, fabbricati da multinazionali e certificati da grandi laboratori pagati dalle multinazionali.

Terremo gli occhi aperti, e siamo sicuri che il Ministro Centinaio farà altrettanto.

E reagiremo ad alta voce in tutte le sedi. I grandi formaggi stagionati italiani, il prosciutto di Parma e l’olio extravergine di oliva non portano nessun danno alla salute. Consumati con intelligenza e moderazione rappresentano invece tre grandissimi elisir di lunga vita. Esattamente come tutti gli altri prodotti agroalimentari firmati Made in Italy”.

Lo ha dichiarato Mirco Della Vecchia, Presidente di CNA Agroalimentare.

(FONTE: Ufficio Stampa CNA)

CETA – Artigiani e piccole imprese a favore della ratifica

CNA rivolge un appello al Ministro Di Maio affinché l’Italia ratifichi l’accordo CETA, accantonando ogni pregiudizio in merito alla liberalizzazione degli scambi commerciali con i nostri migliori partner.

L’economia italiana è corroborata dall’export che concorre a realizzare quasi un terzo del prodotto interno lordo. Una crescita delle esportazioni si traduce in maggiore occupazione, maggiori redditi distribuiti e maggiori entrate fiscali e contributive.

Le politiche di restrizione degli scambi commerciali con i paesi esteri impoveriscono tutti.

È un appello che parte da chi rappresenta migliaia di esportatori che contribuiscono in modo significativo a realizzare i quasi 4 miliardi di esportazioni che, negli ultimi 15 anni, sono cresciute quasi del 60%.

Nei principali settori nei quali si concentra la domanda di beni italiani in Canada, e cioè meccanica, alimentari e sistema moda, il contributo delle micro, piccole e medie imprese alle esportazioni supera abbondantemente i cinquanta punti percentuali.

Il CETA permette di sciogliere i vincoli e le barriere ancora esistenti attraverso la riduzione dei dazi e il riconoscimento di 41 indicazioni geografiche italiane (quasi la totalità dei prodotti Dop e Igp italiani esportati in Canada).

Si tratta di un risultato importante che non va disperso, ma piuttosto implementato in futuro per favorire le relazioni e gli scambi con un partner strategico nelle relazioni commerciali del nostro Paese, garantendo al contempo gli alti standard qualitativi con i quali sono tutelati i cittadini europei.”

(Fonte: Ufficio Stampa CNA)

ARTIGIANI IN TAVOLA – Mercoledì 11 luglio in CNA per festeggiare

È con grande entusiasmo e sempre folta partecipazione che si sono consumate le 20 cene che hanno caratterizzato la rassegna Artigiani in Tavola promossa da CNA Pisa, Consorzio Toscana Sapori e dal Tirreno.

Ed è sempre con grande entusiasmo che, per celebrare la prima edizione di ‘Artigiani in Tavola’ tutti i protagonisti, si sono dati appuntamento mercoledì 11 luglio a partire dalle 10, presso la sede della CNA Territoriale di Pisa a La Fontina per testimoniare la riuscita della rassegna e lanciare una nuova edizione il prossimo anno.

Cos’è Artigiani In Tavola?
Artigiani in Tavola è l’iniziativa ideata da CNA Pisa e dal Tirreno che ha visto coinvolte quaranta realtà imprenditoriali del territorio pisano rigorosamente divise a metà fra ristoratori e produttori alimentari, vini e liquori.

Semplice ed efficace la formula: il menù di ogni serata è scaturito dall’incontro fra i prodotti di una impresa locale con la sensibilità del ristoratore che ospitava l’evento.

Il risultato è stato di grande impatto in ogni caso, con numerose nuove ricette; e da questi incontri, nuove amicizie e nuovi sodalizi all’insegna dell’arte culinaria e della valorizzazione dei prodotti del territorio.

Produttori e ristoratori riceveranno un attestato di partecipazione dal Presidente CNA Pisa, Matteo Giusti, e dal caporedattore del Tirreno di Pisa e Pontedera Cristiano Marcacci, insieme a Roberta Galli la giornalista del Tirreno che ha seguito le varie serate conviviali, in cui si sono unite creatività e fantasia ai prodotti locali e nuove ricette create per l’occasione.

(Fonte: Ufficio Stampa CNA Pisa)

 

Tuscany Food Awards – Due primi premi ed una menzione

A ricevere i prestigiosi riconoscimenti sono stati il Pastificio Martelli di Lari per la categoria “Pasta”, di Arcenni Tuscany di Capannoli, con i prodotti a base di lumache (allevate in modo biologico) per la categoria “Conserve e Sott’oli” e di un altro pastifico Pasta Bertoli di Santa Luce che ha ottenuto una menzione, sempre nella categoria Pasta.

Ancora allori per le imprese locali che si distinguono nel ricco panorama regionale delle eccellenze enogastronomiche ed alimentari.

Arcenni e Bertoli peraltro fanno parte del Consorzio Toscana Sapori promosso da CNA ed infatti il Presidente CNA Pisa Matteo Giusti sottolinea:

“Le nostre produzioni locali sono sempre capaci di distinguersi in modo positivo anche in contesti dove la concorrenza è molto agguerrita come l’appuntamento toscano di questa edizione 2018 dei Tuscany Awards. Questo dimostra che c’è sempre più attenzione e più spazio di mercato per queste produzioni che hanno le doti per essere apprezzate ben oltre gli ambiti locali, per le loro caratteristiche di qualità e originalità. E da parte nostra vogliamo essere in grado sempre di più supportare nella crescita tutto il comparto della produzione alimentare e nell’offrire loro occasioni di visibilità e di promozione perché sono i migliori testimonial anche per il resto del territorio.  E come obiettivi futuri vogliamo dare alle imprese nuovi strumenti per il sostegno all’export tanto più importanti in una situazione di crescenti difficoltà per il commercio internazionale come quello attuale”.

La kermesse Tuscany Food Awards quest’anno si è svolta a Lucca con la collaborazione della Regione Toscana e di altre associazioni di categoria ed ha visto oltre 152 aziende di eccellenze agroalimentari, ed è un concorso che “premia le aziende attraverso i prodotti e non i prodotti specifici ed è questa la vera motivazione che spinge le aziende anche quelle di nicchia a partecipare.

I Tuscany Food Awards si preparano già alla prossima edizione che si terrà il prossimo 30 marzo e le iscrizioni partiranno già a settembre. Gli awards sono alla terza edizione in Sardegna, alla seconda in Puglia e in Toscana e alla prima in Piemonte e prossimamente in Veneto, nascono con l’obiettivo di individuare, gratificare e premiare le eccellenze enogastronomiche del territorio toscano, nonché il lavoro di chi contribuisce allo sviluppo e alla conoscenza dei singoli prodotti.︎

Divisi in 10 categorie che corrispondono alle produzioni più caratteristiche (Birre artigianali, dolci tipici, formaggi, tartufi, liquori, olio, pane, salumi, vino, conserve e speciali sottovetro) i Tuscany Food Awards vogliono essere un’occasione per riunire in una speciale serata tutti i protagonisti del mondo agroalimentare che contribuiscono a tenere alto il nome della Toscana nel mondo portando sulle tavole prodotti di altissima qualità.

Per maggiori informazioni: 
www.tuscanyfoodawards.com

 

BANCHI DI GUSTO – Edizione estiva il 23 e 24 giugno

Edizione estiva di Banchi di Gusto: a Pisa in Logge di Banchi sabato 23 e domenica 24 giugno

Aperitivi dal sapore estivo a partire dalle 19. Sapori estivi e freschi per tutto il giorno. E gli appuntamenti con degustazioni e la selezione di prodotti di eccellenza locali, con la novità degli ultimi ingressi, compreso l’esordio del salame alla ciliegia di Lari e della zucca marinata. 

Cos’è la zucca marinata? 
Derivata da un’antica ricetta maremmana, tramandata da generazioni, marinata in vino bianco e aceto, aromatizzata con pepe nero in grani e foglie di alloro. Definita ‘companatico’, nei tempi di guerra veniva utilizzata per stimolare i commensali a mangiare il pane e quindi a saziarsi.

Altra new entry sono i biscotti Pan di Via, prodotti artigianali all’olio E.V.O, semi di girasole e uva sultanina.

Ecco le novità di Banchi di Gusto che torna a Pisa in Logge di Banchi sabato 23 giugno e domenica 24 giugno con una rassegna di cibi e produzioni locali. Naturalmente gli espositori metteranno in mostra tutto quanto possa essere in linea con sapori estivi. E come sempre ad accompagnare le due giornate di esposizione e vendita dei prodotti locali ci saranno degustazioni sempre a base dei prodotti di eccellenza dei produttori aderenti al Consorzio Toscana Sapori che organizza per conto della CNA Banchi di Gusto con la collaborazione di Bottegheria e il patrocinio di Comune di Pisa e del brand Terre di Pisa della CCIAA di Pisa.

Chi sarà presente? 

Azienda Agricola Sanna Antonello

Formaggi

La Sirenetta

Gelato

F.lli Carai

Formaggi

Pani & Tulipani

Alimentari, vini

Birrificio Buti

Birra

Morelli Liquorificio

liquori distillati

Arcenni Lumache

Chiocciole

Stile di Vino

Vino

Raugei Alessandro Az. Agr. Carbonaia

Salumi

L’Avvenire

Formaggi

Azienda Tutti Santi di Piombino

vino e olio

Azienda agricola Olivodoro

olio e marmellate

Pachineat

conserve pomodoro e derivati

Pasta Bertoli

pasta secca

Vapori di Birra

Birra

Terra di Cesare

Vino

Il Toscanicchio

prodotti da forno

Az. Agr. I Mandrioli

prodotti da forno

Profumo di Pane

prodotti da forno