Bando di selezione pubblica per la qualifica di Restauratore: RICHIESTA DI PROROGA TECNICA DA PARTE DI CNA

CNA Pisa informa che CNA Toscana ha avanzato richiesta agli Organismi Nazionali e al MiBACT per richiedere ufficialmente, con la massima urgenza, la concessione di una proroga di natura tecnica e procedurale, di almeno un mese, per facilitare l’invio completo ed in sicurezza delle domande di partecipazione al Bando per i restauratori di beni culturali, anche alla luce delle odierne modifiche apportate dal Ministero alle schede da caricare.

CNA TOSCANA è stata tra i principali promotori della modifica della legge sul restauro che ha generato la nuova stesura della stessa. E’ del tutto evidente la piena e convinta volontà di CNA di arrivare in fondo all’applicazione di una legge attesa da decenni dai restauratori e che la nostra richiesta nasce dalla necessità di svolgere, nel migliore dei modi, questa delicatissima fase della compilazione e dell’invio delle domande. Per inciso ricordiamo che la concentrazione di colleghi restauratori nella città capoluogo a nella Toscana non ha eguali in Italia.

LE RAGIONI TECNICHE DELLA RICHIESTA

1.   TEMPI PER LA PREPARAZIONE/OTTENIMENTO DELLA DOCUMENTAZIONE: migliaia di restauratori stanno ancora cercando di ottenere la documentazione necessaria per la compilazione della domanda; sempre ad oggi le Soprintendenze (sicuramente le nostre territoriali e regionali, ma crediamo anche quelle di altre parti del Paese) sono sommerse di richiesta di CEL da parte dei restauratori e non c’è certezza che riusciranno ad evaderle tempestivamente.
2.   DIFFICOLTA’ PER OTTENIMENTO DELLA DOCUMENTAZIONE: i restauratori hanno “scoperto” l’obbligatorietà dell’indicazione e sostanzialmente dell’allegazione dei dati relativi a AUTORIZZAZIONE, CEL, INIZIO E  FINE LAVORI solo con l’accesso al sistema informatico ed alla propria domanda che è avvenuto il 31 Agosto 2015.
3.   DIFFICOLTA’ REPERIMENTO DOCUMENTAZIONE: Perché è così difficile reperire i documenti necessari? Perché  nel settore del restauro dei beni artistici, da sempre anche nel recente passato,  è stata utilizzata più la prassi che la procedura normativa formale. Questa prevalenza della prassi è riscontrabile in musei pubblici e privati e soprintendenze.  Oggi le procedure di partecipazione al bando costringono i restauratori a ricostruire la propria storia lavorativa, speeo con enorme difficoltà poiché i loro interlocutori dell’epoca (RUP) spesso non sono più in servizio ed i nuovi interlocutori devono ricostruire ex novo una situazione spesso complessa, e sicuramente difficile. La procedura richiede quindi tempo.
4.     NECESSITA’ DI RICHIEDERE LA REVISIONE DEI CEL: molto spesso i restauratori hanno lavorato in autonomia e con responsabilità diretta su opere tutelate, inserite all’interno di appalti complessi (palazzi chiese, ecc..), ma i Certificati di Esecuzioni Lavori dell’impresa che ha eseguito i lavori non sono corretti, perché il CEL è stato rilasciato solamente per lavori della categoria OG2 ad esempio, mentre, in molto casi, i lavori potevano essere catalogati OS2. Tutto questo porta  necessariamente, al fine della corretta compilazione della domanda, a  richiedere una revisione dei CEL presentati, con notevoli difficoltà interpretative e allungamenti dei tempi.
5.     CAMBIO MODELLI ONLINE IN ITINERE: non si ha ancora certezza che i modelli presenti sul sito siano quelli definitivi, il 5 ottobre non risulta ancora accessibile il campo dell’invio della domanda e il 6 ottobre sono stati cambiati i modelli delle schede. Chi aveva già caricato le schede (in alcuni casi anche qualche centinaio) deve provvedere alla modifica di tutte.

Crediamo che NON concedere la proroga determinerà la penalizzazione di molti restauratori che si troveranno nelle condizioni di non poter far valere i propri diritti partecipando al bando, nè di poter avere la qualifica per il lavoro che hanno svolto per una vita intera.

Questa situazione di rischio faciliterà sicuramente in futuro il ricorso ad azioni legali individuali o collettive di contestazione.